Un sogno diventato realtà, la realtà diventata sogno

Un sogno diventato realtà, la realtà diventata sogno

Un sogno diventato realtà, la realtà diventata sogno: ÔMINA ROMANA

I sogni possono diventare realtà? Per la famiglia Börner è stato proprio così!
Dal nostro incontro con Paola Pachego, direttore tecnico e agronomo dell’azienda, inizia la nostra avventura in vigna, partendo dalla filosofia produttiva e dal grande potenziale del territorio dei Castelli Romani.

   

L’azienda ad oggi si basa su due grandi passioni: i grandi vini del mondo soprattutto Francesi e l’archeologia.

Da questo è nata la volontà di cercare un luogo e in coincidenza della sponsorizzazione di alcuni scavi dalla parte del Tuscolo, essendo in contatto con alcuni archeologi, il dott Börner si innamora del territorio di Velletri, terra natia di cinque imperatori romani, dove le barbatelle lì coltivate hanno avuto vita ed espansione in Europa. Lasciato abbandonato per molto tempo, nel 2007, la Famiglia Italo Tedesca, decide di ridare vita a questo habitat, estremamente vocato, inserendo come logo aziendale una fenice, a testimonianza di questa grande rinascita.

Inizia così l’indagine di tutte le componenti che fanno sì che una sola zona possa essere catalogata vocata per la viticultura; indagine pedologica che dura circa due anni, scavando in profondità e analizzando gli orizzonti del terreno.

Da questo studio sono emersi due differenti suoli, appartenenti allo stesso enorme complesso vulcanico dei Colli Albani, imparentati con il Vesuvio: il primo, un suolo argilloso rosso molto minerale e profondo con argille non coese e molto permeabili, ideale per la coltivazione di vitigni a bacca rossa; il secondo, a pochi metri di distanza, un suolo bianco, sabbioso, pozzolanico, leggero, dove le argille rappresentano una piccolissima parte, ideale per la produzione di vini a bacca bianca. 

Altre condizioni fondamentali per questi 87 ettari vitati, sono la vicinanza al mare e la barriera naturale del Monti Lepini che proteggono e non stressano la vite. La forte escursione termica, che si rileva da luglio in poi, fa si che le temperature varino di 14/17 ° di differenza tra il giorno e la notte, ottimo precursore degli aromi all’interno dell’acino.

Ci troviamo di fronte a un’azienda che punta in maniera maniacale alla tecnologia e alla sostenibilità in tutte le fasi, dal vigneto alla cantina; posizionamento in vigna di 24 centraline meteorologiche, con sistemi BSS, più una principale con satelliti che registrano i dati minuto per minuto, inviati in seguito ad un applicativo che aiuta il riconoscimento delle malattie fungine della vite prima che si verifichino;  inerbimento spontaneo naturale ricco di fertilità e variabilità botanica, rifugio ideale per insetti utili all’ecologia del vigneto, fino ad arrivare ad una irrigazione di soccorso lunga tutti i filari della vigna.

DALLA TECNOLOGIA ALLA SENSORIALITA’

Si sceglie la data di vendemmia in base all’analisi sensoriale dell’acino, scomponendo buccia, polpa e vinacciolo e assaggiando separatamente in maniera molto tecnica per un unico obiettivo: andare oltre i valori chimici ( zucchero, acidità, PH) e trovare come fattore decisionale la complessità aromatica che ritroviamo poi in tutti i loro grandi vini.

Selezione in pianta molto accurata con estrema attenzione agli acini rovinati che faranno da concime alla terra; raccolta differenziata e separata, a seconda della varietà, dei grappoli integri durante il giorno e per 5/7 giorni al fine di capire e  raccogliere l’uva nel momento di maggior concentrazione aromatica; ed infine ghiaccio secco in pre- fermentativa dalle 24 alle 72 ore, questo per proteggere dalle ossidazioni enzimatiche ed estrarre maggiori sostanze dalla polpa e dalla buccia.

Questa è la vendemmia di OMINA ROMANA.

Ogni varietà ha una sua fase di fermentazione a basse temperature. Giornalmente si decide se fare un rimontaggio, un bâtonnage o una follatura per svariati minuti a seconda del vitigno.

La linea Ars Magna di Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon e Merlot passa prima dalle botti troncoconiche per essere in seguito affinata in barrique.

Un  grande progetto dell’azienda, curato dal Consulente Enologo, Claudio Gori, è l’Extravelvet, composto da una griglia che separa il liquido dal solido per lo sgrondo, utilizzato prima e dopo la fermentazione. La parte solida viene messa nella parte superiore e il liquido per caduta; poi nella fase post fermentativa viene aggiunto altro ghiaccio che, compattandosi, con le pale viene omogeneizzato con le vinacce, creando un prodotto molto concentrato similare ad una marmellata.

In seguito avviene la decantazione e l’affinamento in barrique per l’85 % di primo passaggio. Esse sono divise in blocchi, studiati per dividere i vari appezzamenti. Ci siamo trovare di fronte  ben 3 tipologie di Cabernet Franc diversi, divisi in lotti e da  tipi diversi di tonnellerie. Questo per evitare un prodotto standardizzato perché ogni tonnellerie ha provenienze forestali e caratteristiche differenti che influenzano il vino. Le barrique sono posizionate su sistema OXOLINE, con alla base delle rotelle che permettono di rotearle senza andare ad utilizzare la stecca del bâtonnage, limitandone danni microbiologici.

Altro discorso importante sono le colmature. Come ben sappiamo, le botti respirano e si scolmano; per evitare quindi di fare colmature frequenti si utilizza un sistema di ventilazione ad ogni blocco che movimenta l’aria in senso rotatorio e stabilisce una temperatura di 17/18 ° con circa l’ 80% di umidità.

Terminati gli affinamenti, che partono minimo dai 12 mesi, iniziano i tagli. Da qui, avviene la degustazione delle barrique di ogni blocco, per poter decidere se utilizzarlo per un taglio o un monovarietale.  Dall’affinamento i vini passano nelle troncoconiche per cercare di evitare lo shock che subirebbero dal passaggio dal legno all’acciaio che dura un mese prima di essere imbottigliati.

Dalla tecnica all’assaggio:

Hermes Diactoros II 2020

60% Viognier  40% Incrocio Manzoni, Petit Manseng, Chardonnay 

Acciaio 6 mesi e 2 mesi di bottiglia

Un entry level di tutto rispetto. Un vino  immediato, fresco, un vero connubio di Agrumi e note balsamiche, frutta esotica, magnolia, ricco di mineralità dovuta al suolo vulcanico, il tutto sostenuto da un’ alta spalla acidità. Un gran finale di mandorla dolce.

Chardonnay 2020

Acciaio 6 mesi e 2 mesi bottiglia

Intenso e complesso con fiori bianchi appassiti, note agrumate, pesca bianca e note  di frutta secca e crosta di pane, persistente e caldo.

Chardonnay ARS MAGNA 2018

12 mesi di barrique di Rovere Francese, 6 mesi di Acciaio e 6 mesi di bottiglia

Ottimo equilibrio e intensità, un’ armonia di note balsamiche, salvia e finocchietto e un leggero sentore di miele.  Finale lungo e avvolgente.

Chardonnay ARS MAGNA 2015

12/18 mesi di barrique di Rovere Francese, 6 mesi di Acciaio e 6 mesi bottiglia

Annata straordinaria. A confronto con la 2018 si notano anche sentori  più evoluti di caramello, erba falciata, miele d’acacia e una straordinaria caramella Mou.

Viognier 2019

Fermentazione parte in barrique di II passaggio e parte in acciaio; maturazione 12 mesi  di barrique I e II passaggio e 6 mesi in bottiglia per l’affinamento.

Meravigliosi sentori di finocchietto, erbe aromatiche, tabacco tostato, infuso di camomilla, albicocca, e un’ insolita freschezza e delicatezza. Un  finale di frutta secca.

Viognier ARS MAGNA 2016

12/18 mesi di barrique e 6 mesi in Acciaio e 6 mesi bottiglia.

Corpo complesso e intenso, tostatura dolce, frutta secca, rosmarino, balsamico, incredibile spalla acida persistente.

Diana Nemorensis I 2018

50% Merlot 30% Cabernet Sauvignon e 20 % Cabernet Franc.

Un magnifico entry level taglio bordolese con affinamento esclusivo in acciaio.

Sentori di tabacco da pipa e note balsamiche molto presenti, cacao, amarena e lampone, tannini setosi e lunga persistenza.

Cesanese 2016

12  mesi di barrique, 6 mesi di Acciaio e 12 mesi in bottiglia.

Estremamente elegante con note speziate, frutti di bosco, rose rosse, viola, balsamico, tostatura affumicata. Longevo.

Merlot ARS MAGNA 2016

24 mesi di barrique, 6 di Acciaio e 12 di bottiglia.

Un vino elegante, di gran corpo. Un seducente protagonista con sentori di  cioccolato, spezie, frutti di bosco, potpourry e tabacco da pipa. Ottimi tannini bilanciati e grande persistenza.

Ceres Anesidora I 2013

50% Cabernet Franc e 50% Cabernet Sauvignon

Circa 24 mesi di Barrique , 6 mesi in Acciaio e 18 bottiglia.

Potente e armonioso, una marmellata di ribes e more, speziatura, note di vaniglia, cioccolato e  note smaltate.

Cabernet Franc ARS MAGNA 2015

Circa 24 mesi di barrique, 6 mesi di Acciaio e 12 in bottiglia.

Ottimo equilibrio in perfetto stato di conservazione, un effluvio di frutti rossi, spezie dolci e un gran finale di cioccolato e caffè. Bellissima trama tannica.

Giacchè , siamo delle grandi lettrici nonché amanti dei libri, vi  lasceremo una citazione come spunto di riflessione:

“Dum vinum intrat, exit sapientia.”

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