DiVino – La tavola rotonda degli itinerari DiVini

DiVino – La tavola rotonda degli itinerari DiVini

Lo scorso weekend si è svolto il secondo appuntamento di DiVino, la manifestazione annuale giunta alla sua seconda edizione in cui professionisti italiani ed internazionali si incontrano per parlare sullo stato e sulle prospettive del mondo dell’enoturismo.

L’evento si è svolto nella fantastica cornice di Artemino, a circa un quarto d’ora da Firenze, in una location unica, fatta di un albergo diffuso in un borgo ricco e trabordante di tialianità, che consiglio a tutti di visitare.

In quell’occasione ho avuto il privilegio di moderare la tavola rotonda sul turismo del vino realizzato da coloro che desiderano anche collezionare ed investire in bottiglie di pregio.

Le analisi e le discussioni sul tema sono state di assoluto interesse con molteplici punti di vista portati dai diversi relatori.

Anzitutto ricordiamoci cosa sia l’enoturismo e secondo la definizione wiki più diffusa Enoturismo è la contrazione delle parole turismo enologico. È una forma di turismo dedicato a promuovere e gestire la ricchezza dei vini di un territorio.

Ma è solo questo o sta diventando molto di più? Personalmente propendo per una ricchezza più ampia di elementi da considerare e di questo sono altrettanto convinti

J.C Viens Wine and Luxury marketing advisor, che ha fornito una panoramica internazionale sull’enoturismo, illustrando come sempre più i Cinesi, e gli Asiatici in generale siano interessati all’enoturismo in Italia ed ai prodotti che l’Italia offre.

Philip Goodband Master of Wine, che ha illustrato come I wine lovers oggi siano estremamente demanding nei confronti delle cantine e chi fa accoglienza in cantina debba essere propriamente formato per non solo illustrare un vino, ma anche il territorio e la storia di questo per fornire un’esperienza olistica completa ai visitatori.

Filippo Magnani, wine travel expert esperto di Toscana e di turismo in Italia in particolare che ha descritto le caratteristiche del collezionista di vino italiano e con esempi concreti ha raccontato di come sia chiave illustrare la storia del territorio per conferire prestigio ed unicità al prodotto.

Liz Palmer di Les dames d’Escoffier di Toronto ha portato un duplice punto di vista, sia femminile, sia internazionale (nordamericano in particolare), illustrando di come siano chiave i wine clubs er la conoscenza e l’apprezzamento del vino in America.

Emily O’hare, infine, scrittrice di Decanter e sommelier, ha ricordato come la comunicazione chiara ed efficace, calibrata sul target corretto, sia sempre l’elemento vincente per attrarre turisti, appassionati ed investitori.

Oltre alla tavola rotonda da me gestita e moderata, la due giorni è stata ricca di interventi e ovviamente di degustazioni.

Ci tenevo ad illustrarvi questi momenti per la rilevanza che sta assumendo l’enoturismo ed anche, come detto all’inizio, per potervi parlare di Artimino, dei suoi vini tra Chianti e Poggilarca.

Vi aspetto!

A Cura della  Cristina Mascanzoni Kaiser

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