08 Set 2022
Itinerari diVini

Cenatiempo: Viticultori dal 1945, Ischitani da sempre

Cenatiempo: Viticultori dal 1945, Ischitani da sempre

Tra collina e Mare

Carissimi, bentrovati!

Il sole di Agosto si sta lentamente spegnendo ed i colori settembrini ed in particolare quelli della vendemmia sono alle porte.

Tuttavia in questo fine agosto desidero portarvi in un posto di mare dove si fa anche vino, ma in modo “di montagna”.

Siamo sull’isola d’Ischia, oggi una delle più frequentate mete turistiche dell’area mediterranea, grazie a un mix di fattori irripetibili. La fascia costiera è delineata da litorali sabbiosi, da scogli e sorgenti calde intervallate da falesie ripide, con baie e calette. All’interno, intorno alle pendici del Monte Epomeo, la vetta a 788 metri sul livello del mare, i boschi e i crateri spenti, le vallate e i pianori sono i luoghi ideali per gli escursionisti.

Qui il ricchissimo patrimonio di sorgenti termali, conosciute da millenni, è valorizzato da parchi balneo-terapici e strutture specializzate nelle vacanze-benessere. Le torri, le chiese, il castello, i palazzi sono le testimonianze affascinanti delle diverse civiltà che nei secoli hanno contribuito a formare l’identità locale. Ma è soprattutto la vite ad accompagnare l’isola nelle varie epoche: dall’ottavo secolo a.C., quando fu chiamata Pithekoussai dai Greci d’Eubea che vi fondarono la prima colonia d’Occidente, preziosi reperti sottolineano la presenza della Vitis vinifera.

Per i Romani, Ischia era detta addirittura Aenaria: «terra del vino» e, fino alla metà del ‘900, l’economia ha continuato a fare leva sul commercio del vino. Sui 46 chilometri quadrati di superficie dell’isola, molti vigneti si posizionano su terreni con pendenze che vanno ben oltre il 30 per cento. La tecnica dei terrazzamenti con muri a secco realizzati in pietre lavorate a mano (come il tufo verde, che non si trova altrove nel mondo), ha favorito la conquista di zone impervie con i loro microclimi speciali. Sono le cosiddette parracine.

Sono proprio queste parracine, estese per quattromila chilometri lineari, rappresentano l’originale colonna vertebrale del panorama ischitano.

La famiglia Cenatiempo nasce e appartiene a Ischia da sempre e L’azienda Cenatiempo Vini d’Ischia nasce con una piccola cantina sul porto di Ischia dove Francesco Cenatiempo imbottigliava vino sfuso.

Nell’immediato dopoguerra con il crescente boom economico, anche sull’isola d’Ischia nasce l’esigenza di produrre il proprio vino. Si comincia, quindi, ad acquistare uva da piccoli contadini isolani e trasformarla. Successivamente, la cantina si espande trasferendosi in quella che è l’attuale sede di produzione, sempre nel comune di Ischia.

Alla morte del padre la direzione dell’azienda passa al figlio, Pasquale Cenatiempo, che incrementa e modernizza la produzione mantenendo ben saldi l’eredità dei valori del passato e, al tempo stesso, con uno sguardo al futuro. Per l’affinamento dei vini, infatti, Pasquale si adatta all’originale struttura della cantina costruita negli anni ‘70 mantenendone le  vasche in cemento che alterna con quelle in acciaio.

Da sempre la viticoltura a Ischia è una viticoltura di montagna che va dalla costa, a pochi metri sul mare, fino a oltre 600 metri di altitudine e, ovviamente, le vigne ideali sono quelle ospitate su terrazze strette che ricevono la migliore insolazione possibile.

Attualmente le uve Cenatiempo arrivano sia dai piccoli conferitori isolani, sia da vigneti gestiti in conduzione diretta, per un totale di 6 ettari divisi in circa 15 appezzamenti.

Per rappresentare al meglio il territorio, l’azienda si è quindi dotata di una struttura ampia e articolata che va dalla gestione diretta del vigneto alla ristorazione fatta con professionisti esterni per dare al cliente sempre il prodotto ed il servizio migliore.

Per quanto riguarda il processo di produzione, Cenatiempo ha de scelto di intervenire il meno possibile sui mosti, affidandosi al controllo delle temperature di fermentazione, alle filtrazioni meccaniche, e usano i solfiti in quantità appena percettibili.

La gestione diretta dei vigneti ci permette di controllare fase per fase lo stato dell’uva, il grado di maturazione e i tempi di vendemmia che variano dall’inizio di settembre alla seconda metà di ottobre.

In cantina le fasi di lavorazione prediligono l’utilizzo di lieviti indigeni, pressatura soffice, minimo utilizzo di solfiti e temperature controllate.

Per assaporare tutto questo il meglio è ovviamente fare un viaggio ad Ischia e contattare Cenatiempo per fare una visita in vigna e chiaramente una degustazione.

Il link per il contatto è il seguente http://www.cenatiempovinidischia.it/contatti/

Si tratta di una esperienza unica in cui l’identità territoriale la fa da padrona con la mineralità del suolo vulcanico di Ischia, che varia anche a distanza di pochi chilometri, la sapidità di un vino isolano, i sentori di macchia mediterranea che circondano il panorama viticolo di Ischia. Il nostro vino deve esprimere la natura vulcanica e marinara della terra ischitana.

Ed in particolare vedere una viticoltura di montagna fatta in collina ed al mare. La viticoltura eroica ancora una volta presente e ricca in Italia.

Vi Aspetto!

Cristina

Itinerari DiVini è una rubrica a cura di Cristina Mascanzoni Kaiser