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BlendNews è un contenitore di informazioni dedicato al vino. Racconteremo gli eventi, le novità e le curiosità di questo mondo.

 

6 Ottobre, 2026

Due passi in vigna: il 10 ottobre il vino che verra' si confronta con la cucina

  Al Mercato Centrale Roma la 16ª edizione della rassegna ideata da Vinario4. Una giornata tra vini artigianali, cucina, degustazioni, masterclass e musica. Il tema: “Il vino che verrà”.   Roma, 25 settembre 2026 – Il vino torna a incontrare la cucina e la convivialità con la 16ª edizione di Due Passi in Vigna, la rassegna enogastronomica ideata e organizzata da Vinario4, in programma sabato 10 ottobre al Mercato Centrale Roma, in via Giolitti 36. Un’edizione speciale che si inserisce nel decimo anniversario del Mercato Centrale e che amplia la formula della manifestazione: più vino, più cucina e soprattutto più occasioni per raccontare il rapporto tra ciò che si beve e ciò che si porta in tavola. Il filo conduttore sarà “Il vino che verrà”, un’idea di vino pulito, vicino, equo, capace di guardare alla sostenibilità non soltanto dal punto di vista produttivo, ma anche attraverso il rapporto con i territori, le persone e i consumatori. DAL CALICE ALLA TAVOLA Il vino sarà protagonista dei banchi d’assaggio, con una selezione di produttori e di vini artigianali, espressione di territori e di modi differenti di interpretare la viticoltura contemporanea. La novità centrale di questa edizione sarà però il rapporto diretto con la cucina. Alle degustazioni saranno infatti affiancate le proposte degli Artigiani del Mercato Centrale, creando un percorso nel quale il vino non viene considerato soltanto come oggetto di degustazione, ma come parte integrante dell’esperienza gastronomica. Una scelta che porta al centro il tema dell’abbinamento, non inteso come semplice regola tecnica, ma come occasione di incontro tra culture, territori, ingredienti e persone. UNA GIORNATA TRA VINO, CUCINA E CULTURE DEL CIBO Il programma prenderà il via alle 11 con le masterclass dedicate alla cucina e al vino. Luca Mastracci accompagnerà il pubblico alla scoperta de “L’impasto perfetto”, dalla realizzazione alla cottura, in abbinamento ai vini rifermentati.
Dennys Rodriguez proporrà “La Tartare”, con quattro interpretazioni differenti costruite su tagli e livelli di acidità diversi, in abbinamento ai vini di montagna.
Arcangelo Dandini racconterà invece il supplì romano, accompagnato dal Cesanese. Per tutta la giornata saranno inoltre protagonisti i Laboratori del Gusto, a cura del ristorante Cucina Mediterraneo, con appuntamenti dedicati alla pasticceria, alla pasta fresca, alle cucine del Mediterraneo orientale e alle tradizioni gastronomiche delle isole del Mar Tirreno. Tra le proposte: maritozzi, veneziane e brioche salate con Cannellino e Muffato di Moscatello; tagliatelle ai funghi porcini e raviolo cacio e pepe al ragù alla romana; Gözleme, Muhammara e Shakshuka; fino allo spaghetto alla murena e alla Cappunadda carlofortina. IL VINO DEL TEMPO RITROVATO Alle 18 sarà presentato il progetto “Il vino del tempo ritrovato”, con Jacopo Manni dell’Università di Tor Vergata e Rocco Toti di Fra i Monti. L’incontro sarà accompagnato dalla degustazione in anteprima del pet-nat prodotto nell’ambito del progetto. Un momento che si inserisce nella riflessione più ampia proposta da questa edizione sul futuro del vino e sulle nuove possibilità di relazione tra ricerca, territorio e produzione. DALLE 17 I BANCHI D’ASSAGGIO Il cuore della manifestazione sarà l’apertura, dalle 17 alle 22, dei banchi d’assaggio con i produttori e le proposte gastronomiche degli Artigiani del Mercato Centrale. La giornata si concluderà con la musica: dalle 19 alle 23 è previsto il dj-set di Daniel Si, per proseguire la serata all’insegna della convivialità. IL PROGRAMMA IN SINTESI 11–12 | Masterclass
L’impasto perfetto – Luca Mastracci
La Tartare – Dennys Rodriguez
Supplì – Arcangelo Dandini 10–12 | Pasticceria Lab
Maritozzi, veneziane e brioche salate in abbinamento ai vini dolci  del Lazio. 13–15 | Pasta fresca Lab
In abbinamento agli spumanti. 16–18 | Laboratorio del Gusto
I piatti dal Mediterraneo orientale in abbinamento a bevande a base d’uva. 17–22 | Banchi d’assaggio
Produttori, vini e proposte degli Artigiani del Mercato Centrale. 18–19 | Il vino del tempo ritrovato
Presentazione del progetto e degustazione in anteprima del pet-nat. 19–23 | DJ-set
Daniel Si Selection. 19–20 | Laboratorio del Gusto
Le isole del Mar Tirreno: la loro cucina e i loro vini. INFORMAZIONI
Due Passi in Vigna Ep16
Sabato 10 ottobre 2026 Mercato Centrale Roma – Via Giolitti 36 Ore 11–23 Ticket degustazione: 20 €  (Il ticket comprende le degustazioni di vino e 2 gettoni food)
Masterclass: 20 €
Laboratori del Gusto:
Pasticceria Lab 20 €
Pasta Fresca Lab 25 €
Piatti del Mediterraneo orientale 20 €
Le isole del Mar Tirreno e la loro cucina 10 € Organizzazione: Vinario4 & Mercato Centrale Roma
Location: Mercato Centrale Roma ACREDITI STAMPA La stampa è invitata a partecipare a Due Passi in Vigna Ep16, sabato 10 ottobre al Mercato Centrale Roma.
Per l’accredito è sufficiente inviare nome, cognome e testata a eventi@vinario4.it
Vi aspettiamo a Roma per raccontare insieme “Il vino che verrà”. La Redazione
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In MonteNapoleone District è tempo di Vendemmia dal 5 all'11 ottobre Arrow Right Top Bg

6 Ottobre, 2026

In MonteNapoleone District è tempo di Vendemmia dal 5 all'11 ottobre

  Giunto alla sua 17ª edizione, l’appuntamento rafforza la formula dell’evento diffuso, coinvolgendo boutique, hotel e una rete di 24 ristoranti milanesi.   Dal 5 all’11 ottobre torna la 17ª edizione de “La Vendemmia”, l’evento ideato da MonteNapoleone District che promuove il dialogo tra il mondo del lusso e le eccellenze del vino e della ristorazione. Per un’intera settimana, Milano sarà protagonista di una manifestazione che si estenderà dal Quadrilatero della Moda a diverse zone della città, coinvolgendo boutique, hotel e ristoranti con degustazioni d’autore, cocktail esclusivi e menu speciali firmati dai migliori chef. Un’occasione per vivere l’identità della città attraverso incontri, degustazioni e momenti di convivialità, in un’esperienza che intreccia creatività, cultura e savoir-faire e porta lo spirito de La Vendemmia oltre i confini del Quadrilatero. A fare da cornice alla manifestazione, le vie del Quadrilatero della Moda si trasformano in un inedito vigneto urbano, che si svilupperà da Via Montenapoleone e Via Sant’Andrea, proseguendo attraverso Via Verri, Via Santo Spirito, Via Gesù, Via Bagutta e Via San Pietro all’Orto, fino a Corso Matteotti. Tralci, foglie, fiori e grappoli, reinterpretati in chiave pop-surrealista, dialogheranno con l’architettura, le facciate e le vetrine dei negozi attraverso installazioni tridimensionali, elementi sospesi e scenografie dalle macro-proporzioni e dai colori vivaci. Una trasformazione che darà vita a un paesaggio urbano inaspettato, in cui natura, design e cultura del vino si incontreranno, fondendo l’estetica della vendemmia con l’identità internazionale del District e creando un percorso immersivo all’insegna dell’arte e della creatività. L’evento è patrocinato da Confcommercio Milano Lodi Monza Brianza e realizzato in collaborazione con il Comitato Grandi Cru d’Italia e con il supporto di Secursafe Vigilanza. Ferrarelle Società Benefit conferma la propria partecipazione in qualità di acqua ufficiale della manifestazione, con i brand premium Electa, un’acqua liscia oligominerale dal profilo morbido e leggero, e Maxima, decisamente frizzante, rinforzata solo con bolle 100% naturali della sorgente Ferrarelle.
Si rinnova la partnership con Casa Conte, che anche quest’anno sarà la lounge ufficiale de “La Vendemmia di MonteNapoleone”, accogliendo gli ospiti a Palazzo Melzi di Cusano, in Via MonteNapoleone 18.
A supporto della sicurezza dell’evento, l’Associazione attiverà anche quest’anno un servizio integrativo di vigilanza privata, operativo durante tutta la settimana della manifestazione, affidato a Secursafe Vigilanza, partner esclusivo che da anni garantisce professionalità, affidabilità e un rapporto di reciproca fiducia Gli highlights dell’evento Nel segno della solidarietà e dell’eccellenza italiana, martedì 6 ottobre alle ore 18.30 la kermesse si aprirà con la tradizionale asta benefica “Italian Masters”, a favore di Dynamo Camp e battuta da Christie’s Italia presso la Sala delle Colonne di Palazzo Bovara – il Circolo del Commercio di Confcommercio Milano, in Corso Venezia 51, con esposizione dei lotti a partire dalle ore 16.00. Protagonisti dell’asta saranno 30 lotti di pregiate bottiglie storiche e da collezione, selezionate dal patrimonio di etichette del Comitato Grandi Cru d’Italia. Seguirà un momento dedicato al tartufo, ulteriore espressione dell’eccellenza enogastronomica italiana.
I proventi derivanti dall’assegnazione dei lotti saranno destinati totalmente a sostenere i progetti di Dynamo Camp, fondazione che ha la missione di contribuire al diritto alla felicità di bambini e ragazzi con patologie gravi o croniche, disturbi del neurosviluppo o condizioni di disabilità, e delle loro famiglie. Il progetto sostenuto, in particolare, è il programma di Natale, a beneficio di 37 famiglie, a Dynamo Camp, nel periodo natalizio.
Giovedì 8 ottobre, dalle 19.00 alle 21.30, le boutique del Quadrilatero accoglieranno gli ospiti per un cocktail, dando vita a una speciale shopping experience, arricchita da una selezione curata di etichette italiane e internazionali. Il programma proseguirà di venerdì 9 ottobre al Four Seasons Hotel con la tradizionale degustazione “Solo per veri intenditori” dalle 19.15, un’occasione esclusiva per scoprire e degustare le pregiate etichette selezionate dai Soci del Comitato Grandi Cru d’Italia.
A portare “La Vendemmia” oltre i confini del Quadrilatero, per tutta la settimana 24 importanti realtà della ristorazione milanese parteciperanno alla manifestazione con uno speciale “Menù Vendemmia”, con calice incluso. Disponibile a prezzo fisso, da 40 euro a pranzo e 75 euro a cena, il percorso gastronomico offrirà un’esperienza pensata per celebrare l’incontro tra alta ristorazione e cultura del vino, con portate studiate per valorizzare l’abbinamento con una selezione di etichette italiane e internazionali. Tra le nuove adesioni di quest’anno, Antidoto Bistrot – Lucanda di una Giapponese, Cafe Floretta, da Niko, GioGio’s e SUSHISAMBA Milano, che si aggiungono ai ristoranti già coinvolti, portando lo spirito de “La Vendemmia” in diverse zone di Milano e ampliando così il perimetro della manifestazione oltre il Quadrilatero. Guglielmo Miani, Presidente di MonteNapoleone District, ha commentato: “La Vendemmia è ormai un appuntamento simbolo di MonteNapoleone District e inaugura ogni anno la stagione autunnale milanese. Un momento in cui shopping, moda, vino e alta ristorazione si incontrano dando vita a un’esperienza di lifestyle e convivialità, espressione di quel savoir-faire che rende Milano unica. Un evento che porta il Quadrilatero al centro della scena, coinvolgendo un pubblico italiano e internazionale e raccontando, attraverso esperienze e contaminazioni, lo stile e l’identità della città”. Mario Iaccarino, Direttore Commerciale di Ferrarelle Società Benefit, ha dichiarato: “La Vendemmia di MonteNapoleone è un appuntamento che celebra l’incontro tra eccellenza, cultura dell’ospitalità e alta ristorazione, valori che da sempre contraddistinguono questa manifestazione. Siamo quindi lieti di rinnovare la nostra presenza con Electa e Maxima, due acque minerali premium nate per accompagnare l’esperienza a tavola con identità e carattere. Essere acqua ufficiale de La Vendemmia significa per noi dialogare con alcune delle espressioni più autorevoli del gusto e dell’ospitalità, proseguendo un percorso strategico volto a rafforzare il ruolo di Ferrarelle Società Benefit nel mondo della ristorazione di alto livello”. MonteNapoleone District è l’associazione che riunisce oltre 130 Global Luxury Brand attivi nelle vie di MonteNapoleone, Sant’Andrea, Verri, Santo Spirito, Gesù, Bagutta, Borgospesso, San Pietro all’Orto, Corso Matteotti e gli Hotel 5 Stelle lusso Partner. Obiettivo dell’associazione è far conoscere le prestigiose vie del Quadrilatero della moda, non solo come tempio dello shopping e del lifestyle, ma anche come luoghi in cui storia, tradizione, creatività e innovazione si fondono. Con l’intento di accrescere costantemente la qualità del servizio e dell’offerta, l’associazione mira a consolidare il primato di Milano a livello internazionale nelle sue espressioni più tipiche: Fashion, Design, Food & Beverage, Hospitality, Made in Italy. Tutte le info al sito: www.montenapoleondistrict.it
Hashtag: #LAVENDEMMIA2026 #MONTENAPOLEONEDISTRICT
IG: @montenapoleonedistrict
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5 Ottobre, 2026

San Leonardo. La meraviglia comincia dopo dieci anni

  Una verticale di San Leonardo dal 2021 al 1997 organizzata da Bibenda al Cavalieri Hilton di Roma racconta un vino che trova la sua espressione più compiuta dopo almeno dieci anni. Freschezza, balsamicità e trama vegetale evolvono con coerenza nel tempo, mentre Anselmo Guerrieri Gonzaga e Daniela Scrobogna restituiscono il valore umano di una storia familiare diventata eccellenza italiana.   Dieci anni. È il tempo che San Leonardo chiede per esprimersi con pienezza. Da giovane mostra la tensione delle montagne, il tratto vegetale, il balsamico nitido e un tannino saldo. Con l’evoluzione, le note erbacee si fondono con sottobosco, tabacco, resine e spezie; il frutto acquista profondità e la struttura trova equilibrio. Dopo dieci anni il vino raggiunge una delle sue espressioni più complete. Avevo già raccontato San Leonardo e la sua storia in un precedente articolo di Suggestioni di Vino. Questa degustazione ha mostrato un aspetto ulteriore: la capacità del vino di crescere mantenendo intatto il proprio carattere. Dal 2021 al 1997 ritornano freschezza, balsamicità, sfumature vegetali e una sapidità che sostiene anche le bottiglie più mature. Cambiano le proporzioni, la profondità e il ritmo; la riconoscibilità resta precisa. San Leonardo. La Storia attraversa il vino Anselmo osserva le annate cercando in ciascuna il punto d’incontro tra la vendemmia e l’eredità di Carlo Guerrieri Gonzaga. Il padre attraversa l’intera serata nelle parole del figlio, nei ricordi di Daniela e nella fiducia riposta in un vino concepito per durare. Sentire dire che esiste un’identità costante, per me, è il complimento più bello. Ogni anno la vera sfida è mantenere la riconoscibilità. In questa frase emerge l’ammirazione per Carlo, padre e maestro, capace di difendere un’idea mentre il mercato seguiva strade diverse. Negli anni dei vini concentrati e segnati dal legno, San Leonardo conservava misura ed eleganza. Anselmo ricorda un viaggio negli Stati Uniti, le difficoltà commerciali e la tentazione di avvicinarsi al gusto dominante. Tornato alla tenuta, propose qualche cambiamento, persino l’inserimento di una varietà autoctona. Carlo reagì con durezza. Quella risposta divenne una lezione Dopo che mi è passato il bruciore ho capito. Se hai fiducia in ciò che fai, il mondo prima o poi ritorna. Mio padre aveva ragione. Anselmo ha raccolto quell’eredità senza trasformarla in immobilità. Ha rinnovato l’azienda, sviluppato i bianchi, recuperato il progetto paterno delle bollicine e adattato la viticoltura a stagioni più complesse. Il clima cambia e devi adattare tutto per conservare la stessa identità. Devi cambiare tutto per rimanere ciò che sei. Un principio che Giuseppe Tomasi di Lampedusa conosceva bene e che oggi guida San Leonardo nell’intervenire con precisione, preservare lo stile, accompagnare il vino senza forzarlo. Daniela Scrobogna conosce il lato umano di questa continuità. Ricorda Carlo mentre parlava del vino, degli animali e delle persone con voce lieve, quasi sussurrata. Durante una visita, Anselmo volle fermarsi a salutare una donna che lavorava nella tenuta e aveva un figlio malato. Era l’idea del signore di altri tempi, attento a chi offriva il proprio lavoro. Carlo era così e Anselmo ha conservato la stessa cura. La loro amicizia affiora anche in un ricordo più leggero. Daniela e il marito rientravano in motocicletta da Capo Nord con il bauletto danneggiato. Passando vicino alla tenuta chiamarono Anselmo, che li attendeva al cancello insieme alla moglie e alla madre. Li accolsero e li convinsero a fermarsi. Alla partenza Anselmo prese del nastro adesivo e fissò il bagaglio con tale scrupolo da assicurare quasi Daniela alla moto. Mi ha impacchettata. Finché restavo seduta andava tutto bene; i problemi cominciavano alla prima sosta La risata di Daniela coinvolge. Ciò che rimane è un episodio che restituisce la confidenza e la premura di un rapporto costruito negli anni. Il vino assomiglia sempre a chi lo produce La frase di Daniela non può essere che condivisibile. Non faccio altro che ripeterlo anche io. San Leonardo possiede in questo una fermezza quieta, una eleganza priva di ostentazione. Si concede per gradi e raggiunge la maggiore profondità con la maturità. Ad aprire la degustazione è il Metodo Classico Riserva Privata Marchesi Guerrieri Gonzaga, Blanc de Blancs da Chardonnay affinato sessanta mesi sui lieviti. In questo vino riaffiora un desiderio di Carlo, nato già nel 1978 intorno alla possibilità di produrre uno spumante trentino. La freschezza entra precisa, attraversa il palato e si allarga. Una cremosità sottile accompagna il sorso, la sapidità gli dà slancio. Il finale è verticale, ampio e luminoso. Montagna e aria fredda definiscono il profilo. Un Metodo Classico elegante e raffinato che si lascia bere senza sovrastrutture donando così alla semplicità quell’aurea di piacevole allegria che piace in una bollicina. Non c’è impegno, burrosità, artificiosità. Colgo territorio e semplicità pur rimanendo una bollicina di grande livello. Il San Leonardo 2021 apre la verticale con la severità, o impetuosità, della giovinezza. Il rubino è vivo, seducente; nel calice si avverte una materia ancora trattenuta. Erbe fresche, sottobosco, legno bagnato e tabacco dolce precedono eucalipto e mentolo. Il tratto vegetale è netto, vitale e già ben integrato nel profilo del vino. Al palato l’acidità guida, i tannini mostrano decisione e misura, il sottobosco ritorna con fermezza. Il finale è ampio e molto lungo. Il 2021 mostra già la cifra stilistica di San Leonardo e lascia intuire un’evoluzione importante. Pronto lo è senz’altro ma ha ancora anni dinanzi a se per poter dire a se stesso, mostrandolo agli altri, che è cresciuto. Nel 2019 la materia acquista ampiezza e complessità. Il tabacco diventa più scuro e mentolato; china, liquirizia e rabarbaro ampliano il quadro. La componente erbacea si arrotonda e si lega con naturalezza ai richiami balsamici. In bocca l’acidità traccia la rotta, mentre la sapidità occupa il centro e prolunga ogni sensazione. I tannini sono pieni, carnosi, ben inseriti nella struttura. Il vino cresce sul palato e resta a lungo. Due anni di differenza dal 2021 bastano a mostrarne una maggiore profondità. Sembra un inizio di qualcos’altro. Un affacciarsi su un territorio che contraddistinguerà il passaggio tra la giovinezza e la maturità. Dipenderà tutto da ciò che porta dentro, dall’annata da cui proviene, da come in cantina, per quanto maniacalmente trattato, sia stato maneggiato. Con il 2015 San Leonardo raggiunge la piena maturità. Daniela lo definisce «una pietra miliare». Non si può darle torto perché questa annata, o meglio gli 11 anni, rappresentano il giro di boa del San Leonardo. Superare i 10 anni vuol dire restituire il tempo giusto, aspettare quel che serve perché tutto diventi materia. Continuando a vivere. Il frutto sotto spirito si lega al tabacco trinciato, il sottobosco incontra il legno bagnato, le spezie attraversano un balsamico ampio e profondo. Il naso ha intensità e precisione. Il sorso è magnifico. Freschezza e morbidezza procedono unite, l’ampiezza conserva misura, il tannino accarezza. La sapidità arriva sottile, poi incide la materia e prolunga il piacere. Frutto, erbe, terra, tabacco e spezie trovano una collocazione naturale. Potenza e finezza convivono senza sforzo. Il 2015 emoziona per la compostezza. Ha raggiunto la propria statura e conserva un futuro vastissimo. San Leonardo comincia a diventare adulto a dieci anni. È come guardare una persona a venticinque anni: riconosci la sua statura e comprendi la strada che potrà percorrere. La dichiarazione di Anselmo è una sorta di sigillo su una bolla. Certificazione di quando il vino iconico ha la sua ragion d’essere. Il 2011 cambia, forse spezza, il ritmo della degustazione. Liquirizia, cardamomo, tè e china compongono un profilo raccolto. Il frutto è più maturo, quasi cotto, mentre il sottobosco conserva la firma della tenuta. La freschezza procede con passo più quieto e lascia spazio a una rotondità avvolgente. Una cremosità sapida accompagna il sorso verso un finale gentile. Le erbe fresche delle annate giovani sono diventate infuso e foglie essiccate. Il 2011 offre calore, equilibrio e una profondità espressa con discrezione. Ecco, tutto il vino sa di discrezione mantenendo comunque i canoni del San Leonardo. Sarà stata l’annata particolarmente precoce ma è come se fosse un vino affaticato, come se avesse più anni di quelli che dimostra. Il 2008 ritrova uno slancio sorprendente. Uno slancio che spiazza pensando al 2011. C’è vitalità, longevità, futuro. Un vino che diventa da subito grande, memorabile, intensamente unico. Dattero e prugna cotta si intrecciano al tabacco, alla scatola di sigari, all’incenso e a richiami balsamici più scuri. L’evoluzione ha lasciato intatta la vitalità. Il sorso è sinuoso. Ha corpo e leggerezza, profondità e misura. L’acidità lo sostiene con maggiore energia rispetto al 2011, i tannini accompagnano, la sapidità rimane sul fondo della lingua. Il 2008 colpisce per la naturalezza con cui unisce maturità e dinamismo. Elegante, composto, ancora pieno di energia. Uno di quei vini che forse si sottovaluta ma che invece ho ritenuto incredibilmente attuale, magnificamente eterno. Il 2003 porta il calore di un’annata estrema. Il colore vira verso il granato e l’aranciato antico. Il naso si apre su chinotto, arancia matura, castagna, ghianda, ginepro e sottobosco. Il vegetale si è fatto scuro; il balsamico richiama corteccia e resina. In bocca il vino è più largo, quasi masticabile. La freschezza lavora in profondità e la sapidità attraversa la morbidezza fino al lungo finale. Il 2003 è pieno, caldo, avvolgente. Porta il segno della stagione e conserva lo stile della tenuta. Comincia a lasciare il segno quando si contano gli anni dentro la bottiglia. Il 2000 cambia ancora qualcosa nella degustazione: il tono. Per anni è rimasto chiuso, quasi incapace di raccontarsi. Carlo continuava a ripetere che sarebbe diventato grande. Aveva riconosciuto un potenziale ancora nascosto. Dopo oltre un quarto di secolo il colore conserva vita. Il naso sa di ferro e sale, ruggine e cioccolato, menta e salvia. Erbe, spezie e sottobosco si uniscono a una traccia ematica che richiama pietra, terra e radici. Al palato la freschezza è ancora energica. I tannini incorniciano la struttura, la sapidità domina il sorso e lo allunga. Il 2000 sorprende per integrità, intensità e presenza. Conoscendone la storia evolutiva, l’emozione cresce. La fiducia di Carlo trova nel bicchiere la conferma più limpida. Se la mia ammirazione per papà Carlo è ai massimi, vedere che Anselmo quasi gongola da un senso di tenerezza affettuosa, di stima, di rispetto. Di ammirazione. Il 1997 chiude la verticale con un colore profondo e mattonato. Il naso profuma di legno d’olivo, oliva nera, ginepro, frutta secca, cola e fuliggine di camino spento. Erbe, spezie, radici e cenere definiscono un profilo complesso e pienamente evoluto. In bocca sorprende ancora. La freschezza è viva, i tannini sostengono la struttura, la sapidità vibra. Il finale attraversa il palato con notevole lunghezza. Gli anni hanno dato profondità senza sottrarre energia. Il 1997 possiede il fascino di un vino maturo che conserva precisione e slancio. Quasi trent’anni trovano espressione in un sorso misurato, persistente, aristocratico. Un vino multipremiato che conserva ancora il ricordo di quello slancio. Sembra un vecchietto energico che non smette di sentirsi giovane, ricordando quello che fu ma senza aver paura di dimostrare ancora ciò che ha. E ne ha tanto! In finale, la parentela tra le annate appare evidente. Eucalipto e mentolo evolvono verso tabacco, china e rabarbaro, poi ginepro, infusi e spezie scure. Le erbe diventano sottobosco, legno bagnato, tè e radice. Freschezza e sapidità mantengono vivo il vino lungo tutto il percorso. A dieci anni San Leonardo raggiunge una sintesi compiuta. Il 2015 ne mostra la pienezza, il 2008 la grazia, il 2000 l’inattesa energia, il 1997 la longevità. Dieci anni per fare un buon vino e altrettante perché sia ancora più maturo, compiuto. Ma vivo. Come per una persona che ai 18 anni viene considerato adulto quando, magari ancora non lo è. Non è così per tutti perché ogni persona ha la sua storia, la sua provenienza, il suo carattere. Ogni vino non è propriamente diverso dall’altro e non è intrinsecamente uguale. Si potrebbero fare anche tutti uguali ma si perderebbe quel pathos dovuto alla diversa annata, alle cose accadute, agli umori, alle vicende in generale. Però quando si fa attenzione ai tanti particolari necessari durante tutto il processo, il vino acquisisce un’anima, una struttura, una unicità. Nel caso di San Leonardo, Anselmo parla come se fosse una ovvietà di fermentazioni spontanee. Come se non inoculare lieviti in masse che dovranno poi diventare grandi vini sia qualcosa di normale. Questa è la vera meraviglia: una sorta di eccellenza resa normale. Questa verticale ha mostrato due aspetti della stessa medaglia. Da un lato la annata ovvero come si possano far respirare nel calice piccole o grandi differenze dovute alla tipicità di quel momento, alle piogge, alle temperature, all’umidità. Dall’altro la meticolosità di un lavoro in cantina che porta a tenere legati tutti i vini con una impronta indelebile dunque riconoscibile. La fortuna è di avere una cantina che è un meraviglioso termoregolatore e terreni in una valle dove le escursioni termiche delle montagne e del lago creano un microclima perfetto. Per arrivare però a definire terroir c’è bisogno dell’uomo. Carlo, un uomo dotato di lungimiranza, un imprenditore, un viticoltore, un enologo, un visionario. Un uomo che posto le basi perché tutto questo potesse accadere. Non un miracolo dunque ma la ricerca dell’eccellenza in Italia. Anselmo custodisce questa eredità con l’orgoglio del figlio e la responsabilità di chi oggi guida la tenuta. Ha aperto strade nuove senza alterare il carattere del vino. Carlo continua a essere presente nella fermezza delle scelte e nella fiducia accordata all’attesa. San Leonardo appartiene a quella ristretta categoria di vini che trovano negli anni un alleato decisivo. Ogni annata conserva una propria fisionomia; dopo dieci anni equilibrio e complessità raggiungono una dimensione capace di emozionare profondamente. Alla fine della verticale resta una certezza. Carlo Guerrieri Gonzaga aveva costruito un vino destinato a durare. Anselmo continua a custodirne la visione con intelligenza e rispetto. Nel bicchiere, vendemmia dopo vendemmia, quella scelta continua a dare ragione a entrambi.   Ivan Vellucci – Suggestioni di Vino
ivan.vellucci@winetalesmagazine.com Mi trovi su Instagram come @ivan_1969
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Lazio in calice Arrow Right Top Bg

5 Ottobre, 2026

Lazio in Calice. Racconto, territorio e cultura del Vino

    Domenica 11 ottobre dalle ore 15:30 alle 21:00
Le Formiche Lab, via Vitorchiano, 42 L’associazione Futuro Aperto organizza per la prima volta Lazio in Calice, una manifestazione volta alla valorizzazione della cultura del vino, al suo racconto, ai territori e alle storie nascoste dietro ogni calice. Quest’anno protagonisti saranno i vini delle produttrici delle Donne del Vino Lazio. Un evento fatto dalle Donne del Vino, ma rivolto a tutti, per raccontare territorio e cultura del vino dal punto di vista delle donne. La location prescelta Le Formiche Lab, sono degli ex-capannoni industriali ristrutturati da un artista, dove divani vintage si alterneranno ai banchi di degustazione. La struttura è dotata di parcheggio gratuito. Il cuore della manifestazione saranno proprio i banchi d’assaggio, dove le stesse produttrici presenti racconteranno il loro vino ad appassionati ed operatori del settore. E’ prevista anche una masterclass dal titolo “Lazio e Umbria, due terre e un confine” dove saranno messi a confronto alcune etichette laziali con altre umbre.  Programma Ore 15:30 apertura banchi d’assaggio Ore 16:00 Masterclass “Lazio e Umbria due terre e un confine” Ore 21:00 chiusura banchi d’assaggio    INGRESSO Biglietto 15 euro (assaggi, bicchiere e sacchetto portabicchiere) DDV tesserate ingresso gratuito + 20 amici a 5 euro Stampa ingresso gratuito mandando mail a futuroaperto.it@gmail.com Operatori di settore ingresso 5 euro mandando mail con Partita Iva a futuroaperto.it@gmail.com Sommelier con tessera in corso dell’anno valida ingresso 5 euro   Il progetto, promosso da Roma Capitale è vincitore dell’Avviso Pubblico per la realizzazione di iniziative di interesse per l’Amministrazione Capitolina in collaborazione con Zètema Progetto Cultura. Info e prenotazioni futuroaperto.it@gmail.com     La Redazione  
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vino e arte che passione Arrow Right Top Bg

4 Ottobre, 2026

Vino e Arte che Passione. Si brinda ai dieci anni!

  Vino e Arte che Passione compie 10 anni Domenica 11 ottobre 2026, al Casino dell’Aurora Pallavicini di Roma, il decimo anniversario tra grandi vini, arte e cultura.
Dieci anni di incontri, passione, cultura del vino e luoghi straordinari. Torna a Roma Vino e Arte che Passione, l’evento ideato da Ciro Formisano, che celebra nel 2026 il suo decimo anniversario scegliendo una delle location più affascinanti e meno conosciute della città: il Casino dell’Aurora Pallavicini, all’interno di Palazzo Pallavicini. Un luogo normalmente accessibile solo in rare occasioni, custode di importanti testimonianze artistiche e della celebre Aurora di Guido Reni. Sarà qui che, domenica 11 ottobre, vino e arte torneranno a
incontrarsi in un’esperienza che unisce opere, storia, giardini e grandi vini. La decima edizione riunisce importanti realtà vitivinicole italiane, con una selezione di etichette capaci di raccontare territori, tradizioni e differenti espressioni dell’enologia italiana. Le aziende presenti proporranno una degustazione open, offrendo agli ospiti la possibilità di incontrare i produttori, scoprire le loro storie e conoscere i diversi territori attraverso un percorso libero tra i vini in degustazione. Per celebrare il decimo anniversario è stata inoltre ideata una VIP Experience, riservata a un numero selezionato di ospiti, che comprenderà una visita guidata al Casino dell’Aurora Pallavicini e ai suoi ambienti artistici. L’esperienza proseguirà nella VIP Lounge, con speciali Master Class dedicate al vino e agli abbinamenti gastronomici, accompagnate da un percorso di degustazione curato da sommelier professionisti e docenti del settore, in un dialogo tra vini, sapori e cultura del territorio. Arte e vino hanno radici antiche: entrambi raccontano il territorio, il tempo e la cultura. Dopo dieci anni, continuiamo a cercare luoghi e storie capaci di emozionare, andando oltre la semplice degustazione. Per questa decima edizione, il progetto torna così alle sue origini: un luogo straordinario, grandi vini, arte e un pubblico selezionato, con quella dimensione conviviale e culturale che da sempre caratterizza Vino e Arte che Passione. L’evento si svolgerà dalle ore 14:00 alle ore 20:00 e comprende un biglietto d’ingresso di Euro 35,00, incluso un calice “cadeau”, in vendita esclusivamente online sul sito: www.vinoeartechepassione.eu Anche gli operatori del settore e la stampa, dovranno accreditare sul sito. La chiusura dell’evento è prevista alle ore 20:00.
L’evento è rivolto a un pubblico adulto e non sono ammessi gli animali.
Un evento ideato da Ciro Formisano e realizzato in collaborazione con: Banca Patrimoni Sella, Principe Pallavicini, Paolo e Noemia d’Amico, Acqua Rocchetta, La manifestazione sarà sostenuta da una campagna radiofonica dedicata su Dimensione Suono Soft, realizzata in collaborazione con RDS, nella settimana precedente l’appuntamento dell’11 ottobre. Le cantine presenti Cantine Biondelli, Castello del Terriccio, Castello di Gabiano, Col d’Orcia, Colognole, Kellerei Kurtatsch, Emo Capodilista, Mazzei, Masi, Paolo e Noemia d’Amico, Petrolo, Pomario, Principe Pallavicini, Serego Alighieri, Tasca Conti d’Almerita, Tenuta di Fiorano, Tenuta San Leonardo, Villa Cambiaso, Zisola. L’appuntamento
Domenica 11 ottobre 2026
Dalle 14.00 alle 20.00
Casino dell’Aurora Pallavicini
Via XXIV Maggio,43-Roma Per informazioni e partecipazione:
www.vinoeartechepassione.eu
Vino e Arte che Passione   La Redazione
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Arriva la prima edizione autunnale di quartiere vino pigneto Arrow Right Top Bg

4 Ottobre, 2026

Arriva la prima edizione autunnale di Quartiere Vino Pigneto

  Nel quartiere romano del Pigneto, la festa dedicata ai vini naturali si presenta nella nuova veste autunnale con oltre 50 vignaioli italiani e stranieri, le degustazioni diffuse per la prima volta nelle botteghe storiche e la nuova collaborazione con Campagna Amica – Coldiretti   Quartiere Vino Pigneto torna per la sua quarta edizione e, per la prima volta, sceglie l’autunno per dare maggiore continuità al progetto e, allo stesso tempo, favorire la partecipazione dei vignaioli che nei mesi primaverili sono maggiormente impegnati in vigna. L’evento è ideato e organizzato da SO2 Enoteca, enoteca e distribuzione di vini naturali radicata nel territorio, e da Solovino, realtà attiva nell’organizzazione di eventi di riferimento nel settore a Roma. “L’autunno offre inoltre una prospettiva diversa sul lavoro del produttore: è il momento in cui un ciclo agricolo si è appena concluso e il mosto comincia il suo percorso di trasformazione nel vino che arriverà sul mercato dopo mesi, e in alcuni casi anni, di lavoro” spiegano gli organizzatori. La nuova collocazione stagionale diventa anche l’occasione per ampliare il racconto di QVP. Alla festa di quartiere dedicata ai vini naturali si affianca infatti quest’anno una nuova collaborazione con Campagna Amica – Coldiretti, che porterà nel cuore del Pigneto alcuni produttori agricoli del Lazio, allargando la riflessione ai temi dell’agricoltura sostenibile, della tutela del territorio e del consumo consapevole. Crescita e nuove prospettive Nel corso degli anni Quartiere Vino Pigneto è cresciuto rapidamente: nella scorsa edizione oltre 2.000 persone hanno partecipato alle degustazioni, mentre più di 10.000 persone hanno attraversato le strade del Pigneto, richiamate anche dai numerosi eventi “off” organizzati dai locali coinvolti. “Quartiere Vino Pigneto (QVP), festa di quartiere dedicata ai vini naturali, negli ultimi tre anni ha raggiunto una grande popolarità e questo ci ha spinto ad una riflessione su come una agricoltura sana e rispettosa dell’ambiente possa orientare i cittadini nelle proprie scelte. Una riflessione etica, di scelta consapevole rispetto ai propri consumi alimentari che possono andare incontro a piccole produzioni sostenibili che risultano lontane da logiche industriali. È sicuramente il caso dei produttori di vino naturale che hanno partecipato alle tre edizioni di QVP ma lo sono anche quei produttori dell’agroalimentare italiano che portano sulle nostre tavole altri prodotti naturali di eccellenza. Per questi motivi QVP vuole organizzare un nuovo evento maggiormente inclusivo” aggiungono gli organizzatori. Le novità dell’edizione autunnale Saranno oltre 50 i vignaioli protagonisti della nuova edizione, con numerosi nuovi ingressi dall’Italia e dall’estero. Tra i nomi già annunciati Paraschos, punto di riferimento del vino del Collio, l’azienda slovena Stekar e Natalino Del Prete, pioniere del vino naturale in Puglia. Non mancheranno produttori dalla Francia e da numerose regioni italiane. Come nelle precedenti edizioni, QVP coinvolgerà il Pigneto, dall’isola pedonale fino al limite ideale di Largo dei Condottieri. Piazza Nuccitelli resterà uno dei cuori della manifestazione, insieme all’Enoteca SO2, punti di riferimento anche per il ritiro dei pass e dei calici. Accanto ai tanti locali che da anni partecipano alla manifestazione, con Necci main partner dell’evento, entreranno per la prima volta nel percorso anche alcune botteghe storiche del quartiere, chiamate a ospitare le degustazioni dei vignaioli. Tra le nuove partecipazioni anche lo storico Bar di Antonio, oggi protagonista di una nuova stagione grazie ai suoi cremolati realizzati solo con frutta. Piazza Nuccitelli ospiterà anche momenti di confronto e dibattito. Al centro della riflessione ci saranno i cambiamenti climatici e un’idea di sostenibilità sempre più legata alla capacità di adattare comportamenti, produzioni e consumi alle trasformazioni ambientali in corso. Dal vino all’agricolturaUna delle novità più significative dell’edizione autunnale è la collaborazione con Campagna Amica – Coldiretti, nata con l’obiettivo di allargare la riflessione dalla viticoltura naturale all’intero mondo dell’agricoltura sostenibile. Alcuni produttori del Lazio animeranno un piccolo mercato in Piazza Nuccitelli, portando prodotti legati alla tutela del territorio, alla sostenibilità e a tradizioni agricole. L’obiettivo è mettere in relazione il lavoro dei vignaioli con quello di altre piccole produzioni agroalimentari, accomunate dalla scelta di operare lontano dalle logiche della produzione industriale e con una particolare attenzione all’ambiente e alla qualità. Una domenica dedicata agli operatori La domenica sarà riservata anche a un momento professionale dedicato ai buyer, che potranno partecipare esclusivamente su invito e previa conferma dell’accredito da parte dell’organizzazione. Un appuntamento pensato per creare occasioni di incontro diretto tra produttori e operatori e rafforzare anche la dimensione professionale della manifestazione. Modalità di partecipazione Acquistando il pass da 20 euro si potrà accedere alle degustazioni presso tutti i banchi dei vignaioli. Durante la manifestazione sarà inoltre possibile comprare le bottiglie a un prezzo dedicato, direttamente dai produttori o nelle enoteche coinvolte. I pass potranno essere ritirati presso lo stand di Piazza Nuccitelli e all’Enoteca SO2, secondo le modalità che saranno comunicate sui canali ufficiali dell’evento. Main partner Main partner dell’edizione autunnale 2026 è Necci dal 1924, luogo simbolo del Pigneto e punto di riferimento culturale e gastronomico del quartiere, che contribuirà a rendere ancora più centrale e riconoscibile il cuore della manifestazione. INFORMAZIONI Costo del pass con incluso il calice e degustazioni illimitate presso i banchi di assaggio:
20 euro Orario: dalle 16:00 alle 21:00
Ticket disponibili sul sito: www.quartierevinopigneto.it
L’evento è organizzato con il patrocinio del V Municipio di Roma e di Roma Città Metropolitana CONTATTI SO2 DISTRIBUZIONE
Instagram: QuartiereVinoPigneto
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Instagram: quartirevinopigneto Ufficio Stampa Passion Fruit Hub Media Food
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Tutti i vincitori di “BERE IL TERRITORIO” La XXV° edizione del Concorso Letterario Nazionale di Go Wine Arrow Right Top Bg

4 Ottobre, 2026

Tutti i vincitori di “BERE IL TERRITORIO” La XXV° edizione del Concorso Letterario Nazionale di Go Wine

  A Laura Pariani, scrittrice e autrice teatrale, il riconoscimento de “Il Maestro” di Bere il territorio.   Premi Speciali a:
Luigi Moio,  per l’attività letteraria a favore della cultura del vino
Equalitas per le azioni a favore della sostenibilità
Al libro “Valtellina, culla della Chiavennasca e del vino   Un’iniziativa culturale che ha sempre accompagnato la vista dell’associazione nata ad Alba nel 2001, per un progetto teso a promuovere cultura del vino ed enoturismo in Italia. Per la terza volta l’evento finale si celebra nella prestigiosa sede del Castello di Grinzane Cavour. Bere il territorio è sempre stato un riferimento in tal senso, per comunicare una determinata visione del vino, per unire vignaioli e consumatori attenti e consapevoli, per promuovere un’immagine positiva del vino di qualità e degli importanti valori sociali e culturali di cui è portatore. Attraverso tante edizioni il Concorso si è evoluto, con nuove iniziative e nuove relazioni, mantenendo tuttavia saldi alcuni punti di riferimento. A cominciare dal titolo, nato per una sorta di provocazione, e rimasto sempre attuale: “Bere il territorio” per attribuire un valore aggiunto a ciascun vino di qualità ed apprezzare, attraverso il calice, non solo il prodotto in sé, ma anche la cultura e l’ambiente che esso racchiude. Da alcuni anni l’iniziativa si è rafforzata sempre ispirandosi all’idea che ha ispirato fin dalla costituzione l’associazione Go Wine: ovvero guardare ad una figura qualificata di consumatore che non ama solo conoscere e degustare i vini, ma avverte il desiderio di farsi viaggiatore per scoprire i luoghi dove ciascun vino si afferma e dove uomini e donne del vino operano. Si mantiene peraltro inalterato lo spirito di fondo che anima l’iniziativa culturale: storia, tradizioni, paesaggio e vicende culturali sono diversi i fattori che distinguono il vino da una qualsiasi bevanda e che si esaltano nel percorrere un territorio del vino. L’attualità del tema è peraltro confermata da un periodo complesso per il mondo del vino legato a diversi fattori: dagli effetti del cambiamento climatico, al tema dei dazi, agli attacchi che tendono ad equiparare (sbagliando!) il vino ai superalcolici; senza trascurare le nuove tendenze sui consumi e il fattore prezzi che rischia di allontanare quote importanti di pubblico. I temi della ricerca e della sostenibilità si affiancano in modo sempre più importante alla sezione generale del Concorso e riguardano alcuni riconoscimenti che verranno attribuiti sabato prossimo al Castello di Grinzane Cavour. A Laura Pariani, scrittrice e autrice teatrale italiana, sarà assegnato il riconoscimento de “il Maestro” di Bere il territorio. Il riconoscimento al “Maestro” è stato istituito a partire dalla terza edizione e si propone di premiare importanti figure della cultura italiana, che possano essere di riferimento per i più giovani o testimoni di un particolare rapporto con l’identità dei luoghi e della civiltà materiale che li caratterizza. Il riconoscimento de “Il Maestro” è stato nelle precedenti edizioni attribuito a Luigi Meneghello, Niccolò Ammaniti, Claudio Magris, Lorenzo Mondo e Gianmaria Testa, Sebastiano Vassalli, Dacia Maraini, Alberto Arbasino, Enzo Bettiza, Franco Loi, Francesco Guccini, Pupi Avati, Raffaele La Capria, Gustavo Zagrebelsky, Maurizio Maggiani, Luciano Canfora, Marcello Fois, Maurizio Molinari, Paolo Pejrone, Tullio Pericoli, Ugo Nespolo, Antonio Ricci e Melania Mazzucco. Nella sezione generale è risultato vincitore il Lorenzo Franchini, di Induno Olona (Varese) con il racconto “Bartolo Brusaferri, lo zen e l’arte d’andar per cantine”. Un premio speciale verrà attribuito al prof. Luigi Moio, docente universitario e già presidente dell’Oiv, per la carriera nel campo della ricerca e per l’importante opera letteraria a favore della cultura del vino. Il riconoscimento ad una pubblicazione che abbia come tema il vino o che, comunque, riservi al vino una speciale attenzione, va in Lombardia all’opera di Nello Bongiolatti con il libro “Valtellina, culla della Chiavennasca e del Vino” (Casa Editrice Stefanoni). Il riconoscimento riservato al tema della sostenibilità evidenzia quanto indicato nell’art. 8 del Bando di Concorso. Un Premio istituito per il quinto anno consecutivo nel segno del rinnovamento della progettualità del Concorso, secondo alcune linee di indirizzo indicate dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo. Vincitrice è “Equalitas”, l’ente di normazione per la sostenibilità della filiera vitivinicola italiana, nato nel 2015 da un’iniziativa di FederDoc con la partecipazione di CSQA Certificazioni, Valoritalia, Gambero Rosso e 3AVino. Il suo standard SOPD–Vino Sostenibile, pubblicato nel 2017, è stato il primo al mondo nel proprio ambito a includere indicatori di sostenibilità sociale e del lavoro come parte integrante del modello di certificazione. Oggi conta oltre 500 cantine certificate, per un totale che supera il 20% della produzione nazionale di vino.” La Giuria del concorso è composta da: Gianluigi Beccaria (Università di Torino), Valter Boggione (Università di Torino), Margherita Oggero (scrittrice), Bruno Quaranta (La Repubblica), Massimo Corrado (Associazione Go Wine).  Sostengono questa iniziativa la Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo e un’importante selezione di aziende vinicole italiane che sostengono i progetti culturali Go Wine: Abbona Anna Maria, Acquabona, Adriano Marco e Vittorio, Ar.Pe.Pe., Argiolas, Astoria, Boasso Franco-Gabutti, Borgo San Daniele, Bortolotti, Brezza Giacomo & Figli, Bric Castelvej, Bricco del Prete, Bricco Maiolica, Broglia Piero – Tenuta La Meirana, Butussi Valentino, Ca’ di Caire, Ca’ ed Curen, Cà Rugate, Ca’ Lojera, Ca’ Lustra, Cantina Casorzo, Cantina di Tortona, Cantina Oriolo, Cantina Produttori Bolzano, Cantina Rota, Cantina Semonte, Cantina Sociale Santadi, Cantine degli Astroni, Cantine del Notaio, Cantine Iannella, Cantine Vida, Carlin de Paolo, Cascina Alberta, Cascina Castlèt, Cascina Corsico, Cascina Garera, Cascina Mucci, Cascina Paladin, Cascina Ratta, Castello di Corbara, Castello di Luzzano – Fugazza, Castello di Spessa, Castello di Verduno, Cave des Onzes Communes, Cecchetto Giorgio, Chiarlo Michele, Cieck, Colle Manora, Colterenzio, Conte Collalto, Conti Zecca, Contucci, Cooperativa del Nebbiolo di Carema, Crota Cichin, Cuomo Marisa, Damilano, de Tarczal, Demarie, Donnafugata, Dosio, Drocco, Erbalù, F.lli Piacentini, Fattoria dei Barbi, Fattoria di Magliano, Fattoria La Rivolta, Fattoria San Lorenzo – Crognaletti, Felline, Feudi di San Gregorio, Feudo Ramaddini, Fongaro, Forteto della Luja, Francone, Gerlotto, Ghera, Gigante Adriano, Gigi Rosso, Guerrieri Rizzardi, Il Feuduccio di S. Maria d’Orni, Il Pianzio, Il Roncal, Isola Augusta, Keber Renato, La Borriana, La Cappuccina, La Costa, La Raia, La Sabbiona, La Source, La Tordera, La Tosa, Le Fracce, Le Piane, Leone De Castris, Les Crêtes, Librandi,Lis Neris, Lunae Bosoni, Maciot, Madonna delle Grazie, Malvirà, Manzone Giovanni, Manzone Paolo, Marchesi Alfieri, Marchesi di Barolo, Marramiero, Mauro Vini, Mazzone, Moris Farms, Mormoraia, Nada Giuseppe, Negro Angelo & Figli, Palladino, Paltrinieri, Perla del Garda, Pianbello, Podere Riosto, Podere Riparbella, Poderi Colla, Poderi Luigi Einaudi, Poderi Moretti, Poderi Vaiot, Poggio al Chiuso, Poggio di Bortolone, Porro Guido, Pressenda Diego, Ricchi Stefanoni, Ricci Curbastro, Rinaldi Francesco & figli, Rivera, Rizzo Alberto, Rocca delle Macie, San Biagio, Sancio, Sandri Paolo, Sant’Andrea, Sarotto Roberto, Scubla, Serio & Battista Borgogno, Sobrero Giorgio, Sordo Giovanni, Sottero Silvana, Stanig, Tedeschi Fratelli, Tenuta Ambrosini, Tenuta Bossi – Marchesi Gondi, Tenuta Carretta, Tenuta Cavalier Pepe, Tenuta del Buonamico, Tenuta Il Falchetto, Tenuta Iuzzolini, Tenuta La Marchesa, Tenuta Le Velette, Tenuta Monteti, Tenuta San Leonardo, Tenuta San Mauro, Tenuta Tamburnin, Tenute Silvio Nardi, Terre Bianche, Terre d’Erce, Torchio 1953, Torre Fornello, Travaglini Giancarlo, Umani Ronchi, Umberto Cesari, Unterortl – Castel Juval, Vajra G.D., Venica & Venica, Vigneti Repetto, Villa Artimino,Villa Franciacorta, Villa Simone, Vivallis, Zeni Fratelli, Zidarich. La Redazione
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A Ottobre torna la Milano Food Week Arrow Right Top Bg

3 Ottobre, 2026

A Ottobre torna la Milano Food Week

  Sette anni dopo l’ultima edizione, Milano diventa una piattaforma interattiva dedicata al cibo e all’evoluzione della cultura gastronomica   Da giovedì 15 ottobre Milano ospiterà la nuova edizione della Milano Food Week: la manifestazione, patrocinata dal Comune di Milano e ora rinnovata nelle prospettive e nei contenuti, coinvolgerà non solo aziende e operatori del settore, ma anche cittadini, appassionati e media per raccontare la cultura gastronomica e generare momenti di confronto sui temi che stanno cambiando il mondo del food. Rispetto all’ultima edizione, il rapporto degli italiani con l’alimentazione è diventato più complesso, adattandosi a una società che si è evoluta profondamente. Pandemia, inflazione, tensioni geopolitiche, crisi energetica e ambientale, innovazione tecnologica e cambiamenti demografici hanno influito sul ruolo e sulla concezione del cibo, modificando stabilmente scelte e priorità: oggi, il food è percepito sempre meno come bene di consumo funzionale e sempre più come strumento capace di impattare sul benessere personale, sulle relazioni collettive, sulla tutela del pianeta e sulla qualità della vita. Innovare significa comprendere e interpretare il nuovo stile di vita, traducendolo in soluzioni concrete che rispondano ai bisogni o anticipino la necessità: Milano, città in grado di captare le tendenze, è il palcoscenico da cui indagare il dinamismo della cultura gastronomica, le sue sfaccettature odierne e le prospettive future. Ecco che la Milano Food Week diventa lo spazio per concretizzare sul territorio idee e visioni, definendo gli elementi che stanno cambiando il settore e confrontandosi a riguardo. Al tempo stesso, e nonostante un contesto in continuo movimento, si desidera ricordare il valore intrinseco della Cucina Italiana, prima cucina nazionale al mondo ad essere riconosciuta come Patrimonio Culturale Immateriale dell’UNESCO nel 2025. Un’unicità che non dipende solo dalla qualità degli ingredienti e dalle tradizioni del Paese, ma che si collega strettamente alla cultura, al territorio, alla biodiversità, all’innovazione e all’intera filiera che coinvolge materie prime e processi. L’evento terminerà domenica 18 ottobre: organizzato da SG Company e GoodGuys con il patrocinio del Comune di Milano, è stato concepito come piattaforma di sperimentazione interattiva aperta a tutti. Obiettivo di questa nuova edizione sono l’incontro e il dialogo tra esperti, cittadini, appassionati di food e media. Realizzata in collaborazione con enti, aziende, università e centri di ricerca, la manifestazione coinvolgerà la città attraverso incontri e talk istituzionali, percorsi gastronomici, esperienze musicali e sensoriali per mettere in circolo una rinnovata energia conviviale, stimolando creatività e curiosità verso l’attualità e il futuro dell’alimentazione. La Redazione
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Tre medaglie d’oro per Montelvini al champagne & sparkling wine world championships 2026 Arrow Right Top Bg

3 Ottobre, 2026

Tre medaglie d’oro per Montelvini allo Champagne & Sparkling Wine World Championships 2026

  Montelvini è la cantina più premiata del territorio del Prosecco, essendo l’unica ad aver conquistato tre medaglie d’oro su diciotto assegnate nell’edizione 2026.   Tre vini, tre medaglie d’oro. Montelvini si distingue al concorso internazionale Champagne & Sparkling Wine World Championships 2026, interamente dedicato al mondo delle bollicine e giunto quest’anno alla tredicesima edizione. A ricevere il riconoscimento sono i vini Asolo Prosecco Superiore DOCG Extra Brut Millesimato, Asolo Prosecco Superiore DOCG Extra Dry e Prosecco DOC Treviso Extra Dry Cuvée dell’Erede. Tre vini da uve 100% Glera, tutti appartenenti alla Collezione Serenitatis, espressioni differenti di un territorio unico. Sarah Serena, Direttore Generale di Montelvini. Siamo molto felici di questo risultato, soprattutto perché premia tre vini con caratteristiche diverse, ma nati dalla stessa cura e dalla stessa attenzione alla qualità. Ricevere più medaglie d’oro in un concorso di fama internazionale, a cui molte cantine ambiscono, è per noi una conferma importante. Alberto Serena, Amministratore Delegato di Montelvini. Premia la coerenza del percorso intrapreso e il lavoro quotidiano di tutte le persone che lavorano con noi. Fondato da Tom Stevenson, tra i maggiori esperti internazionali di Champagne e sparkling wine, il concorso Champagne & Sparkling Wine World Championships è l’unica competizione internazionale con una giuria composta esclusivamente da specialisti di spumante. Nell’edizione 2026 sono stati degustati 1.000 spumanti provenienti da 18 Paesi, sottoposti al giudizio della giuria nell’arco di undici giorni. Sono stati assegnati 157 oro complessivi, di cui 87 a vini di origine italiana e, nello specifico, il territorio del Prosecco se ne è aggiudicati 18. Le tre medaglie d’oro aggiungono così un nuovo riconoscimento internazionale al percorso di Montelvini e della famiglia Serena, impegnata nella produzione di bollicine dal 1881. Gruppo Montelvini Montelvini è una delle realtà vitivinicole più dinamiche nel panorama italiano, con sede a Venegazzù, piccola frazione di Volpago del Montello, in provincia di Treviso, nel cuore della DOCG Asolo Montello. L’esperienza di Montelvini si basa su 5 generazioni della famiglia Serena e oltre 140 anni di impegno nella produzione di vini di qualità. Il logo dell’azienda è rappresentato da una civetta perché l’area in cui sorge la cantina è chiamata Zuitère, ovvero “terra delle civette”. Un animale da sempre simbolo di saggezza, di conoscenza, di sensibilità e che in Montelvini rappresenta la sapienza nel cogliere i migliori frutti di un territorio e la saggezza nel condurlo, rispettando la natura e i suoi ritmi. Montelvini crea prodotti ricercati e di grande classe, realizzati nel rispetto dell’ambiente, della tradizione e della sostenibilità. Valore, quest’ultimo, che l’azienda veneta porta avanti con successo e impegno tanto da aver ottenuto nel 2021 il Certificato di Sostenibilità Equalitas per il rispetto dell’ambiente, l’attenzione all’ambito sociale e la responsabilità economica, rientrando così tra le prime tre cantine del territorio del Prosecco ad aver ottenuto questa importante certificazione. La cantina è quanto di più moderno si possa trovare nel panorama vinicolo italiano, grazie anche a collaborazioni con aziende multinazionali leader nella produzione di macchine e prodotti per l’enologia. Oggi, l’azienda è presieduta da Armando Serena ed è gestita dai figli Sarah, Direttore Generale e Alberto, Amministratore Delegato. La Redazione
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