Chiuro una storia Nera

Chiuro una storia Nera
Chiuro una storia Nera…ma solo di nome.

La comunicazione è espressione e dialogo, oggi più che mai siamo interessati a capire chi ascolta.

Voler trasmettere il giusto messaggio, centrato e focalizzato per lasciare un suono e un sapore ridondante alla nostra platea ed essere sempre ricordati. È un po’ la nuova immagine, il nuovo essere social, la nuova vista per una comunicazione migliore. Continuiamo a fare selfie e post su ogni tipo di social perché trovarsi dei like o commenti è comunque un’innovativa comunicazione di cui magari i nostri nonni non saprebbero parlare e spiegare.

Ed ecco qui accontentati, siamo a Chiuro nella cantina storica e wine bar di Pietro Nera.

La visita inizia con una romantica vista di una grande botte trasformata in un angolo privato per un selfie tutto da ricordare, tra i profumi e sentori di un prodotto che si sta trasformando e sarà pronto a breve o forse tra qualche anno.

La famiglia Nera ha iniziato la sua attività vitivinicola nel 1940 con Guido Nera, cui poi è succeduto Pietro negli anni ’50. I figli di Pietro, nel 1982, Stefano e Simone Nera sono i proprietari della cantina CAVEN CAMUNA, il cui nome deriva dai ritrovamenti, tra i vigneti, di alcuni segni rupestri sulle rocce, risalenti alla civiltà Camuna. E’ possibile ammirarli percorrendo il sentiero archeologico di Caven attraverso i terrazzamenti vitati.

La Visita

Ad accompagnarmi in cantina è stato Francesco Di Bernando, commerciale della cantina, ogni sua parola ed espressione ha dimostrato la reale appartenenza a questa bellissima azienda e famiglia ed una competenza fuori dal comune.

I vigneti sono disposti da est a ovest in corrispondenza delle Alpi Retiche con una esposizione al sole di circa 2.000 ore durante tutto l’anno, sembra quasi di essere a Lampedusa che ha stessa esposizione solare.

Inoltre, la “breva”, un vento tiepido tipico del lago, proveniente da sud a nord si scontra con i venti freddi della Svizzera, cui si aggiunge la scarsa piovosità. La combinazione delle condizioni climatiche è ideale per la coltivazione del vitigno Chiavennasca, tipico della Valtellina.

In Valtellina parliamo di una viticoltura eroica, perché la pendenza dei terrazzamenti è di circa il 65/70%, ma che d’altra parte fa si che i vigneti possano avere un terreno molto sabbioso e non trattengono acqua con il buon risultato di un minor utilizzo di trattamenti.

Particolare attenzione è data alla fermentazione, con l’utilizzo di lieviti autoctoni, ben selezionati.  Avviene nelle vasche d’acciaio mentre il passaggio successivo della fermentazione manolattica è lasciato alle vasche di cemento che sono da sempre il miglior materiale per traspirazione e temperatura.

La zonazione

Maroggia, Sassella, Inferno, Grumello, Valgella, sembra quasi uno sciogli lingua, invece, sono le cinque sottozone della Valtellina Superiore, in provincia di Sondrio, in Lombardia, dove si ha la produzione di una delle D.O.C.G italiane più importanti.

La cantina Pietro Nera produce circa cinquecentomila bottiglie all’anno distinguendone una parte per la vendita in GDO.

L’azienda CAVEN coltiva 30 ettari di vigna di cui 13 nella sottozona dell’Inferno ed il vitigno principale è il Nebbiolo, Stefano Nera, enologo della cantina, ha contribuito alla selezione di tre dei cloni più resistenti in base alle condizioni della valle.

Il giro della cantina finisce con la degustazione, la scelta dello shop e Wine Bar dove è possibile degustare i vini accompagnandoli con taglieri di salumi, formaggi e marmellate tipiche della zona rimarca nuovamente la territorialità.

La scelta di ampliare la sala di degustazione creando un Dehor invernale lascia che la vista possa continuare a godere delle emozioni sprigionate dal vino e non solo.

Il Vino

Di tutti i prodotti che abbiamo degustato vogliamo raccontarvi l’esperienza che abbiamo vissuto con l’Inferno Riserva 2015 “Al Carmine” prodotto con l’etichetta Caven Camuna.   Un vino intenso, ricco e complesso, nato sui vigneti terrazzati del piccolo appezzamento di Caven, affinato per oltre 18 mesi tra barrique e botti grandi di rovere. Al naso si percepiscono eleganti sfumature di spezie selvatiche, violette, pepe nero ed erbe balsamiche. Al palato è morbido, strutturato, fresco, sapido e persistente.

Non a caso abbiamo utilizzato questo prodotto come copertina di questo articolo, perché il più coinvolgente che abbiamo degustato di questa cantina…fin ora!

Chiuro una storia Nera è solo per il nome della cantina, in realtà è una storia di: colore, qualità ed innovazione.

A cura di Elisa Pesco 

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