Cotarella, l’ospitalità è una tradizione di famiglia

Cotarella, l’ospitalità è una tradizione di famiglia

Il Natale è la festività per eccellenza da trascorrere in famiglia e l’epifania è la conclusione di un periodo magico da celebrare al meglio.

Il COVID ha stravolto un po’ tutto, ma questo lo ha mantenuto e confermato.

Desidero quindi oggi parlarvi della Famiglia Cotarella, una istituzione nel mondo vitivinicolo ed anche dell’ospitalità in cantina.

L’esperienza della Famiglia Cotarella nasce negli anni sessanta in Umbria quasi al confine col Lazio, su quel territorio di Monterubiaglio che è esattamente tra il Trasimeno e Bolsena.

L’evoluzione da allora è costante. Siamo al 1979 quando i fratelli Renzo e Riccardo Cotarella fondano l’Azienda Vinicola Falesco a Montefiascone, nell’Alto Lazio, con l’obiettivo di recuperare gli antichi vitigni della zona.

Si prosegue a fine anni ottanta e dopo molti anni di sperimentazione e di studi sulla varietà Roscetto, inizia la produzione di Poggio dei Gelsi: una selezione che ha ridato lustro ad un territorio e ad un vino ingiustamente dimenticati.

Quasi contestualmente da un particolare clone di Merlot, prende vita il Montiano, sin dagli esordi acclamato come uno dei più grandi ed innovativi rossi italiani, distinguendosi per la notevole eleganza, per il prezioso patrimonio aromatico, per la grande concentrazione e struttura.

Solo quattro anni dopo, nel 1994 il percorso di ricerca iniziato venti anni prima attorno alla varietà Roscetto, culmina con l’avvento di Ferentano, vino che esprime appieno la potenzialità e la ricchezza di questa uva e di questo territorio.

Siamo nel 1999 e il ciclo iniziato vent’anni prima si conclude figurativamente con l’acquisizione dell’Azienda Agricola Marciliano, di circa 260 ettari, posta sulla stupenda collina a sud di Orvieto, nei comuni di Montecchio e di Baschi. Da questi vigneti provengono le uve destinate alla produzione di Marciliano e su questo territorio in Umbria è stata costruita la nuova cantina.

Ultima nata e degna di nota la sperimentazione sul Syrah che porta alla nasicta di Ogrà, vino importante, dedicato alla nonna paterna, Maria Grazia, chiamata nonna Grazia dalle nipoti ma troncato in Ogrà da tutti gli altri, così come familiarmente si usa fare in  Umbria.

Per scoprire al meglio questi prodotti, la loro storia e la familiarità unica di Cotarella, nulla meglio che andare a visitare di persona e goderne appieno!

Vi aspetto!

A cura di Cristina Mascanzoni Kaiser

Lascia un commento

La tua email non sarà pubblicata.