Rechsteiner: Bollicine di nobiltà mitteleuropea

Rechsteiner: Bollicine di nobiltà mitteleuropea
Rechsteiner: Bollicine di nobiltà mitteleuropea
Rechsteiner: Bollicine di nobiltà mitteleuropea
Rechsteiner: Bollicine di nobiltà mitteleuropea

Rechsteiner: Bollicine di nobiltà mitteleuropea

Storia, sostenibilità e grandi vini

Ci troviamo in Veneto, oltre la sponda sinistra del Piave, il fiume più caro alla Patria, quasi ai confini con il Friuli Venezia Giulia e precisamente a Piavon di Oderzo.

E’ qui che nel 1881 Friederich Rechsteiner rileva dai conti Revedin la Tenuta e la Villa Seicentesca che in origine apparteneva alla famiglia Bonamico e prima ancora al Cardinal Ottoboni.

L’incrocio dei destini della famiglia Rechsteiner e degli austroungarici Stepski-Doliwa sono il fondamento della storia di questa cantina, al punto che tutt’ora, l’azienda agricola è condotta da un diretto discendente del fondatore: il Barone Florian von Stepski-Doliwa, pronipote della figlia minore di Friederich che andò in sposa a uno Stepski.

Arrivando in cantina si viene immediatamente abbagliati dalla Villa Veneta e dagli edifici che la compongono: La Barchessa Seicentesca e la Latteria Ottocentesca con Torre Piccionaia si trovano all’ingresso del Borgo. Ora sono state rispettivamente trasformate in un salone polifunzionale e in uno Wine-Store con saletta degustazione davvero da non mancare.

Il Parco romantico è di stile ottocentesco, provvisto di un Tempietto decorativo, di un Laghetto e di una antica Ghiacciaia. Ora sono il regno di animali selvatici come volpi, tassi e scoiattoli. Posto splendido per una passeggiata o pic-nic.

Inoltre, dal 2014 sono anche diventati Apicoltori, sfruttando le api come guardiane di un ecosistema rispettoso dell’ambiente.

L’attenzione al risparmio energetico si trova anche nell’ospitalità in quanto sussiste l’impiego di tralci delle viti post potatura per generare calore in agriturismo; l’energia elettrica è prodotta con il fotovoltaico e la selezione dei fornitori avviene basandosi anche sulle loro prestazioni sociali e ambientali.

Merita una nota a parte il fatto che dal 2018 l’azienda Rechsteiner ha aderito al programma VIVA, promosso dal Ministero della Transizione Ecologica per migliorare le prestazioni di sostenibilità della filiera vitivinicola analizzando quattro indicatori: aria, acqua, territorio e vigneto.

L’analisi della sostenibilità coinvolge l’intero ciclo di vita della bottiglia: dal vigneto alla cantina e dalla distribuzione al consumo e allo smaltimento, controllando anche i materiali e i servizi utilizzati durante il ciclo produttivo.

L’experience Rechsteiner è molto vasta e fruibile a seconda dei propri desideri e del tempo a disposizione.

Il sito, alla pagina Tour & Taste https://www.rechsteiner.it/tour-taste-visite-degustazioni-vini/ offre 10 alternative e davvero sono tutte pensate e proposte per far assaporare il meglio di cosa la campagna trevigiana ed il flavour veneziano possono offrire.

Chiaramente il vino è sempre protagonista e Rechsteiner offre una gamma che si compone oltre che di bianchi, rossi e bollicine (siamo nella terra del Prosecco) anche grappe ed amari.

Per gli amanti di questo territorio, infine, mi permetto di consigliare la riserva Malanotte, realizzata solo in alcune annate e ricca del sapere di oltre 140 anni di vinificazione.

Per coloro, infine, che desiderassero fermarsi più a lungo per visitare anche i dintorni, suggerisco di valutare la proposta agrituristica.

Tutti i dettagli sono disponibili al link: https://www.rechsteiner.it/agriturismo

Ora non resta altro che andarsi a godere qualche giorno di primavera nel Veneto orientale.

Al prossimo martedì!

Cristina

Itinerari DiVini è una rubrica a cura di Cristina Mascanzoni Kaiser

 

Lascia un commento

La tua email non sarà pubblicata.