Il Consorzio di Tutela del Moscato di Scanzo elegge il nuovo CDA

Il Consorzio di Tutela del Moscato di Scanzo elegge il nuovo CDA

Il Consorzio di Tutela del Moscato di Scanzo lo scorso 21 febbraio, ha tracciato il suo percorso di crescita per il prossimo triennio nel segno della continuità riconfermando i Consiglieri in carica:  Andrea Simone Magri, Daniela Martinelli, Stefania Castoldi, e rieleggendo come Presidente Francesca Pagnoncelli Folcieri e come Vicepresidente Ippolita Lucchetti.

Il moscato a bacca rossa della seconda DOCG più piccola d’Italia ha appena concluso un anno molto importante nel quale ha lanciato diverse iniziative di valorizzazione della suo prodotto sia in bergamasca che in giro per l’Italia, con una piano concreto di rilancio di questa eccellenza ampelografica che è stato confermato da un buon andamento delle vendite sia nel mercato italiano che nella sede consortile.

Il prossimo triennio, che si apre con questa importante nomina della conduzione del Consorzio Lombardo, è fondamentale e all’insegna della continuità, per rafforzare le iniziative di diffusione della conoscenza di questo passito.

Il Consiglio di Amministrazione pertanto lavorerà in continuità rispetto all’anno passato, rafforzando relazioni con altri istituzioni e associazioni del territorio, con realtà bergamasche legate alle produzioni enogastronomiche di eccellenza, perfezionando format che hanno dato buoni riscontri e aumentando appuntamenti e occasioni di degustazione.

Particolarmente costruttivi sono stati i rapporti con Ascovilo, Associazione Consorzi Vinicoli Lombardi, che hanno consentito la partecipazione ad eventi di respiro internazionale – come la Milano Design Week e Vinitaly – con Ascom Bergamo, con cui sono state studiate delle degustazioni di abbinamento con salumi e formaggi bergamaschi, l’ingresso del Consorzio nella Strada del Vino Valcalepio e dei Sapori della Bergamasca. Segni di apertura importanti, che denotano la volontà di questo piccolo Consorzio di farsi conoscere.

Per continuare questo percorso di conoscenza il Consorzio di Tutela del Moscato di Scanzo ha deciso di far crescere le collaborazioni con le associazioni nazionali di Ais e Fisar, promosse e coordinate dal Sommelier Federico Bovarini, Ambasciatore del Moscato di Scanzo, con eventi di approfondimento della perla enologica bergamasca anche fuori dalla provincia e dalla regione, destinate ai professionisti del settore.

In conclusione ecco le dichiarazione della riconfermata Presidente, Francesca Pagnoncelli Folcieri:

“Il nostro primo obiettivo è far conoscere al mondo il Moscato di Scanzo, un passito rosso da vitigno aromatico, autoctono e con una storia secolare radicata sul nostro territorio. Sono sicura che la maggior parte dei lettori non ne abbia nemmeno sentito parlare. È normale se si pensa che alla fine degli anni ’80 i produttori erano meno di una decina e la maggior parte produceva per il proprio consumo senza raggiungere nemmeno il centinaio di bottiglie. Viviamo un momento favorevole per le produzioni di nicchia e ancora sconosciute come il nostro Moscato: con la pandemia siamo diventati più curiosi, più coscienti di cosa versiamo nel bicchiere, più esigenti anche in termini di consumo di vino. Come produttori stiamo imparando che il primo modo per crescere e migliorare è confrontarsi tra noi, senza paura che vengano rubati segreti o ricette magiche. Ogni produttore interpreta il Moscato a modo suo, lo abbiamo verificato durante le degustazioni proposte nel 2021. Siamo riusciti a metterne a confronto una dozzina e ci siamo resi conto, noi per primi, della varietà e ricchezza di espressione dei diversi Moscato di Scanzo in bottiglia. È una ricchezza che ci fa onore, segno di una produzione rispettosa della terra e dei suoi ritmi, espressione delle diverse annate e terroir, risultato di un lavoro sartoriale sullo stesso vitigno. Queste differenze, particolarmente evidenti per produzioni ridotte come le nostre – massimo 60.000 bottiglie da 0,5l. annui in tutta la DOCG – impressiona favorevolmente chi si accosta a queste degustazioni di confronto. Non si parla di qualità, sempre molto alta, ma di differenti espressioni dello stesso vitigno, che ognuno di noi in base alla sua storia, tradizione, scelte, riesce ad imprimere al suo Moscato”.

 

A Cura della Redazione 

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