07 Lug 2021
Le storie di Wine in Venice

AglianicOne

🎧 Smells like teen spirit |Nirvana|

🍇AglianicOne

Doveva essere un Press tour, si è trasformato in una grandissima festa.

Undici #winelovers provenienti stavolta davvero da tutto il mondo, sommelier, blogger, giornalisti per conoscere un figlio di un dio minore, almeno fino ad ora.

Roma, Amsterdam, Istanbul, Bologna, Foligno, Reggio Emilia, Cosenza, le principali cittĂ  da cui siamo partiti per la Campania. Tantissimi km mi separavano dall’ambita meta, tanti quanta la voglia di dare un volto ai tanti colleghi conosciuti sui social e scoprire questo vitigno che ammetto, non avevo mai sentito pronunciare prima.

Padre dell’Aglianico, portato dai Greci in Italia, viene dimenticato per tanto tempo, fino a quando un gruppo di vignaioli, riuniti e  coordinati nell’associazione Terre dell’Aglianicone, lo riporta in auge, promuovendolo, in collaborazione con l’UniversitĂ  Federico II di Napoli e con l’UniversitĂ  della Basilicata, in un progetto di ricerca centrato sullo studio del vitigno e dell’ambiente.

Presenti sul territorio tre biotipo: Castel San Lorenzo (DOC), Postiglione e Monforte Cilento, fortemente imparentati con l’Aglianico, sicuramente ci sono stati degli incroci spontanei in un singolo vigneto o comunque fanno presupporre in un preciso e delimitato areale delimitato nel Cilento.

Un vero e proprio #autoctonocampano difficile da allevare, con grappoli diradati e pochissima resa, che cresce su terreni poveri d’acqua, calcarei e sassosi. Per me l’aglianicone è rock, forte, aggressivo, deciso, maledettamente ammaliante, come un vero e proprio cantante maledetto e tormentato, di cui tutte una volta nella vita ci siamo innamorate, io a dire il vero più di una, ma questa è un’altra storia. Sono giornate caldissime e afose, sicuramente tutto bramo  tranne che una degustazione di rossi, e soprattutto che rossi, ma a sorpresa vengo ammaliata da profumi molto intensi, sorsi a tratti difficili da capire, sicuramente da approfondire, ricchi e decisi, con tannini prepotenti e decisi, ogni calice diverso dall’altro, nessuno fa legno, tranne uno, solo acciaio e un piccolo capolavoro che fa anfora che si posiziona al primo posto, almeno per me. Colori pazzeschi, rossi intensi, così densi che mi ricordano tramonti infuocati, dove il sole scende giù tra i Monti Alburni chiamati anche le Dolomiti del Sud, donando al cielo un rosso fuoco che ti riempie gli occhi, ma soprattutto il cuore.

Benvenuti al Sud non è solo il titolo di un film, ma un vero e proprio mood che hanno le persone, dove si fa vera accoglienza, quella con la A maiuscola, non è semplice né scontato entrare in sintonia, quando degli sconosciuti si trovano tutti insieme, eppure qui è accaduto qualcosa di magico, dove non esistono follower, titoli o manie di protagonismo, tutti a disposizione di tutti per studiare e conoscere questo nuovo vitigno per noi. La luce negli occhi dei produttori che raccontano le loro storie non è descrivibile, l’emozione di trovarsi davanti a noi, assetati di sapere e curiosi come pochi, di cantine ne abbiamo viste tante e tante, ma ogni volta è una volta nuova e una vera emozione. Veniamo accolti dai ragazzi di #autoctonocampano che promuovono con passione e vivacità, la propria terra e le meraviglie vitivinicole, che ci accompagnano nel weekend e nella scoperta delle loro terre.

Paesaggi da togliere il fiato, partendo dal panorama blu del golfo di Salerno, da stradine a pietre grandi intrise di storia ed arte, dalla millenaria Pestum, alle montagne è davvero un attimo, la magia del Cilento, ai profumi della terra, le immense distese di ulivi e le verdi vigne, al cibo genuino e tradizionale che ha accompagnato le nostre degustazioni durante il tour, credo che non lo dimenticherò mai.

I profumi, i colori e il calore delle persone di questa terra mi sono entrate in punta di piedi nel cuore e chi mi conosce bene sa quanto sia difficile che vadano via.

Ringrazio le cantine per averci donato emozioni impagabili:

Tenuta Mainardi

Tenuta Macellaro

Azienda agricola la Cardosa

Viticoltori de Conciliis

Tenute del Fasanella

Cantina Rizzo

Silva Plantarium

Chiara Morra

La Cantina dei Nonni

Ringrazio Nello Gatti, organizzatore dell’evento insieme ai ragazzi di Autoctono Campano e tutti i miei amici di avventure che non si sono persi mai d’animo, neanche quando ci siamo persi nel bosco  di notte affamati ma soprattutto assetati!

A cura di Clara Maria Iachini