06 Giu 2024
Vinodentro

Barolo, Barbaresco & Roero 2024 (by GoWINE)

IL COSA E IL DOVE

Lo scorso 16 Maggio, l’instancabile GoWINE ha messo in scena la 13° Edizione di BAROLO, BARBARESCO & ROERO, l’appuntamento romano dedicato ai vini provenienti dalle due sponde del Tanaro.

Nella ormai consueta location dell’Hotel SAVOY di Roma, 15 Aziende (in gran parte presenti “in corpore”) hanno presentato al numeroso pubblico di addetti del settore, stampa e winelovers le proprie eccellenze.

 

 

GLI ASSAGGI

Quelle di GoWine sono da sempre delle degustazioni “a misura di assaggio”, poche Aziende un numero di vini vasto ma non debordante e la possibilità di farsi un’idea completa di un Territorio senza dover fare “anghingò” saltando da un tavolo all’altro in cerca di fortuna.

Nelle righe seguenti potrete leggere la storia del mio viaggio in Piemonte, tra volti nuovi e vecchie conoscenze, cavalcando una Qualità di altissimo livello in cerca di quell’Emozione spesso nascosta dietro un’etichetta più timida di altre.

Ne è uscita quella ormai consueta “TOP QUALCOSA” che, lo avrete ormai capito, non tiene in alcun conto prezzi e blasoni ma solo il far vibrare le corde dell’animo (degli altri vini degustati potrete leggere qui).

Dategli una letta, confrontatela con la Vostra, condividete e suggerite (aspetto le Vostre impressioni).

LA TOP EIGHT (+ UNO)

ROERO ARNEIS DOCG “ENRITARD” 2019, CORNAREA: il naso propone sottigliezze floreali di limone e delicate vegetalità ma ben presto mostra tutta la potenza di una evoluzione espressa attraverso fumi idrocarburici e nebbie balsamiche che, diradandosi, mostrano calore di fieno e piccantezze pepose.

Sorso rigoroso (forse fin troppo), coerente, profondamente minerale e progressivamente fresco.

Davvero bello.

Da bere ascoltando “THE RIVER” di BRUCE SPRINGSTEEN.

VINO OTTENUTO DA UVE STRAMATURE “TARASCO” 2020, CORNAREA: il tabacco e i legni nobili dominano un olfatto che s’arricchisce di miele, fichi secchi, piccantezze candite e sottili note vegetali.

Sorso di sostanziosa dolcezza, che esalta il miele ma non si dimentica del proprio animo fresco-sapido e che, in chiusura, ha un guizzo di mallo di noce.

 

 

COLLINE NOVARESI DOC VESPOLINA “BONA” 2021, I DOF MATI: lamponi e ciliegie non sono che l’ammiccante incipit di un panorama olfattivo scuro e stuzzicante.

Peposo come un’avventura, romantico come una rosa, rude come la terra bagnata, pensieroso come il tabacco e con quei chiodi di garofano lì davanti…

Il sorso è Betty Boop e Jessica Rabbit, ammiccante, succulento, con quei tannini stuzzicanti…

È passato un anno da quando lo avevo assaggiato l’ultima volta e…mai domo.

Da bere ascoltando “LA NOSTRA PELLE” degli EX OTAGO.

COLLINE NOVARESI DOC BIANCO “ERESIA” 2022, I DOF MATI: un nome che racconta delle sciocchezze dei disciplinari e che dietro a quel pezzo che taglia in diagonale la scacchiera si celano storie di vescovi e abbazie.

Il naso di questo manca della mela (anche questa è un’eresia, come quella di non poter scrivere il nome del vino in etichetta) ma trabocca di note vegetali di muschio, erbe di campo e anice e suggerisce camini spenti e nocciole.

Anche il sorso è trasversale, morbido e glicerico ma intriso di viva freschezza agrumata e di stuzzicante mineralità.

Da bere ascoltando “THE HERETIC ANTHEM” degli SLIPKNOT.

LANGHE DOC NEBBIOLO “CIABOT DELLA LUNA” 2022, VOERZIO MARTINI: la dolcezza delle more e delle ciliegie si contrappone a una nota ben definita di mallo di noce mentre s’avanzano toni boschivi e pizzicori pepati.

Fresco e grippante, il sorso si mantiene vivo grazie all’importante sapidità.

Lungo e piacevolissimo.

 

 

VERDUNO PELAVERGA DOC 2022, SORDO: naso di vegetali fragranze che evidenzia i rovi più che le more, le erbe di campo più che i fiori ma che non dimentica i lamponi e la sottile mineralità prima di lasciare che il pepe alzi la voce.

Sorso decisamente fresco e sottilmente tannico che evidenzia peposità green e s’allunga sapido su ricordi vegetali.

Decisamente trasversale.

 

NEBBIOLO D’ALBA DOC 2022, PODERI COLLA: davvero bello il frutto: arancia rossa, gelso, susina, lampone, fragola.

Davvero fresche le note balsamiche di tè e incenso e coerenti quelle di viola.

Sorso di mirabile equilibrio, fresco e con tannini vivi ma ben integrati che, in chiusura, mostra il proprio animo sapido e rimanda ai toni fruttati.

 

 

VERMOUTH “BONMÈ”, PODERI COLLA: base Moscato e dodici erbe per un sorso Boudleriano (impossibile non precipitare nel pozzo dell’Assenzio).

Lo so, non è un vino, ma è fatto (anche) con il vino, ce ne sta bene un goccio prima di dedicarsi al vino e ce ne sta bene un altro dopo essersi dedicati al vino.

È un modo di approcciarsi alla tavola predisponendosi alla “battaglia” ed è un modo per congedarsi dalla tavola ritagliandosi uno spazio per i propri pensieri.

Il Piemonte e il Vermouth (ovviamente nell’imprescindibile grafia francese) vanno a braccetto da più di duecento anni, a me ricorda l’infanzia e le Domeniche in famiglia.

Non ve lo descrivo (anche perché io preferisco il Vermouth Torino) ma Voi assaggiatelo, ne vale la pena.

Da bere ascoltando “BREAKFAST IN AMERICA” dei SUPERTRAMP.

BARBARESCO DOCG “RABAJÀ” RISERVA 2016, BERA: un olfatto incantatore, sinuoso di lamponi, scattante di arancia sanguinella e freschissimissimo!

Lunga sequenza di tornanti di incenso, mentuccia, lavanda ed eucalipto, intrigante respiro di sigaro (quello cubano arrotolato sulle cosce), unghia graffiante di vermouth.

Sorso più rilassato, quiete dopo la tempesta ma affatto calma piatta, profondo con tannini che sono piacevolissima e infinita risacca.

Spaziale.

Da bere ascoltando “WE ARE ALL MADE OF STARS” di MOBY.

E ORA?

Ora è il momento dei ringraziamenti, a GoWINE per avermi ospitato e a tutit i Produttori che hanno dovuto sopportare i miei deliri enoici.

E sarebbe anche il momento di iniziare ad approfondire alcuni temi che il vino e le chiacchiere mi hanno suggerito ma…

Maggio è stato un mese in cui gli Eventi si sono succeduti, accavallati, spintonati…

Devo raccontarne ancora tanti e devo scusarmi fin d’ora con quanti leggeranno del loro lavoro con un ritardo tutto romano dovuto alla mia lentezza nel mettere nero su bianco le emozioni.

Vabbè, in qualche modo farò.

Voi rimanete sintonizzati

Roberto Alloi

VINODENTRO