Fontanafredda è #vinosostenibile

Fontanafredda è #vinosostenibile

Produttori di Barolo e dei grandi vini delle Langhe in Serralunga d’Alba, Fontanafredda non ha bisogno di grandi presentazioni essendo una delle realtà storiche più conosciute e apprezzate del panorama vinicolo nostrano.

Fondata nel 1858, oggi conta 120 ettari condotti secondo i dettami della viticoltura biologica e vede una produzione annua che rappresenta circa il 6% dell’intera denominazione Barolo (con 5 diversi cru). Lavorando su un territorio vasto che permette di garantire una qualità costante, vengono prodotti anche Barbaresco, Nebbiolo, Barbera, Dolcetto e altri rossi tipici, ma anche Arneis, Gavi, Chardonnay, Moscato, bollicine di Alta Langa Metodo Classico e Asti spumante.

Per essere sostenibili, sono molti gli aspetti da valutare in Fontanafredda il rispetto per la terra è un modo di essere e di pensare che ha portato a una nuova prospettiva, il Rinascimento Verde.

Ad aiutarmi a raccontare come viene interpretato il concetto di sostenibilità e le sue applicazioni in azienda è Andrea, il terzogenito di Oscar Farinetti. Già tempo fa ho avuto l’onore di conoscerlo, seppur solo virtualmente, in una diretta (che trovate a questo link) organizzata da Divinea per parlare di vino ed esperienze enoturistiche.

La sostenibilità per Andrea, nel senso più ampio, può essere spiegato con il concetto insegnato dai genitori, “quando si riceve qualcosa è necessario lasciarlo in condizioni migliori di come lo si è ricevuto”, e questo concetto dev’essere esteso ad ogni bene, perché la terra non è nostra e dobbiamo far si che le prossime generazioni ne possano godere come ne stiamo godendo noi.

Il nuovo vivere nel Rinascimento Verde è infatti rappresentato dal rimettere la terra al centro e non l’uomo. Partendo, come detto, dalla vigna e dal biologico inteso come stile di vita che accompagna ogni scelta quotidiana, quasi ad immedesimarsi nella pianta, nella terra, imponendo di andare oltre e di eliminare i concimi di sintesi, i diserbanti e i trattamenti sistemici.

Con Andrea ci troviamo d’accordo nel dire che il solo essere biologici e rispettosi della biodiversità sono tasselli, importanti, che fanno parte dell’essere sostenibili, ma che ne rappresentano solo un di cui.

Nel Villaggio Fontanafredda, sono state realizzate una serie di attività finalizzate all’uso razionale dell’energia, ma nolo solo, anche l’acqua viene riutilizzata in maniera consapevole l’acqua, raccolta nel lago naturale e depurata con l’aiuto del fitodepuratore presente nel villaggio, per far sì che possa essere utilizzata e riutilizzata infinite volte.

Molti altri sono gli accorgimenti per ottenere un vino #verde.

I tappi in sughero monopezzo sono raccolti nel pieno rispetto delle piante, della natura e della biodiversità. Tutti gli altri tappi utilizzati, sono di origine vegetale, riciclabili e sostenibili, tali da mantenere l’integrità dei vini e raggiungendo l’impatto ambientale con valori di emissioni di carbonio pari allo zero. Il vetro scelto per conservare vini è sano, naturale e originato con percentuali che vanno dal 40 all’80% di vetro riciclato. Per le etichette vengono utilizzate carte di origine naturale, carte riciclate e rinnovabili, ma allo stesso tempo pregiate ed eleganti. Carte che proteggono i vini durante le spedizioni e l’ambiente, combattendo la deforestazione del nostro pianeta.

Nel villaggio Fontanafredda anche la mobilità è sostenibile, con l’utilizzo di muletti elettrici e, dalla Vendemmia 2021, con l’utilizzo in vigna dei primi trattori a biometano, vera e propria innovazione per il settore. Grazie infatti alla partnership con FPT Industrial è stato possibile testare l’ultilizzo di un trattore cingolato New Holland alimentato esclusivamente a biometano, consegnato direttamente in azienda nel rispetto della filiera locale, per il lotto di 11 ettari del cru Vigna la Rosa che diverrà quindi il primo vigneto i cui vini saranno a zero emissioni e con nessun impatto sull’ambiente.

Consapevoli del ruolo essenziale che l’energia ha per lo sviluppo e la crescita nel quotidiano, l’obiettivo aziendale è di utilizzare sempre di più tecnologie innovative per ridurre al minimo i consumi e l’impatto sull’ambiente.

Dalla produzione di vino all’utilizzo di energia solare, una catena di processi virtuosi permette di rispecchiare l’essere sostenibili a 360°. In progetto vi è l’ulteriore risparmio energetico che prevede l’uso razionale dell’energia perseguito tramite un’attività di relamping (sostituzione dei corpi illuminanti) delle strutture e l’utilizzo di sensori a intelligenza artificiale per ottimizzare il consumo energetico con l’obiettivo di abbatterlo del 30%. Sempre riguardo l’energia, è in fase avanzata lo studio e la realizzazione di un impianto di cogenerazione e teleriscaldamento che verrà costruito entro il 2022.

Parlando di presente e futuro, Andrea, con grande entusiamo, mi racconta che  ogni obiettivo raggiunto è un punto di partenza per migliorare continuamente, non ci si ferma mai nell’individuare soluzioni ed interventi per migliorare, e mi confida che proprio in questi giorni l’azienda ha ottenuto la certificazione Vegan per tutti i vini in prodotti a partire dall’annata corrente, la certificazione di sostenibilità Equalitas ed è in procinto di pubblicare, su base volontaria, il primo Bilancio di Sostenibilità.

Insomma una produzione di vino che, insieme all’amore per la bellezza, l’arte, la cultura e la tutela della comunità e dei collaboratori, incarna perfettamente la filosofia del #vinosostenibile che tutte le aziende dovrebbero prendere come esempio, un vero e proprio punto di riferimento per il settore.

A cura di Giuseppe Petronio 

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