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BlendNews è un contenitore di informazioni dedicato al vino. Racconteremo gli eventi, le novità e le curiosità di questo mondo.

 

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4 Marzo, 2024

Una passione, una famiglia, un successo: Il metodo Marcalberto.

Una passione, una famiglia, un successo: Il metodo Marcalberto.
Il Piemonte è una regione infinitamente sorprendente, non le manca nulla: cibi ottimi, paesaggi mozzafiato, antiche tradizioni e, ovviamente, vini incredibili. Niente Barolo, Barbaresco o Gattinara per questa volta, bensì un altro dei caposaldi della produzione vinicola regionale: il metodo classico di Langa. Quale fra le infinite realtà ho selezionato per voi? La cantina della quale sto per narrarvi oggi, si trova proprio tra questi dolci colli delle Langhe, a Santo Stefano Belbo, ed è una piccola realtà a conduzione famigliare che produce esclusivamente spumanti Metodo Classico: L’Azienda Agricola Marcalberto. Tutto ebbe inizio nel 1993 quando Piero Cane, affermato enologo, decide di dar vita ad un primo embrione di produzione vinicola che, già da lì a pochi anni, si evolverà in una piccola serie dalla distinta identità; per diversi anni è rimasta una modesta produzione di nicchia, finché, nel 2008, i due figli Marco e Alberto hanno dato il via ad un piccola rivoluzione. Con gli occhi pieni di entusiasmo e di amore per la loro realtà, i figli sono riusciti a rendere quell’ investimento paterno una vera e propria azienda a conduzione familiare, dove qualità e genuinità sono le colonne portanti. Quali sono le unicità di questa azienda? In questa realtà giovane e dinamica, c’è un evidente sguardo alla metodica francese che mi si palesa immediatamente con la pressa Coquard, una meravigliosa macchina in legno che ho avuto modo di vedere solo nelle piccole cantine dello Champagne, capace di regalare una spremitura delle uve dolce e soffice, ottima per ottenere un mosto chiaro e limpido.
Già il mio sguardo si colma di gioia nel vedere una tale attenzione e ricercatezza. Partenza al top!  Oltre ad una strumentazione di tutto rispetto, c’è un altro lato dell’azienda che rimane certamente degno di nota: la cantina ottocentesca sita proprio sotto l’abitazione di famiglia dove ‘le ragazze’ passano il periodo di maturazione sui lieviti. Davvero interessante, perché oltre ad essere un ambiente molto suggestivo, fra pupitre e scaffali, le bottiglie affrontano qui il loro invecchiamento senza timore di sbalzi termici, data l’impercettibile differenza di temperatura fra estate ed inverno. Quali sono i vitigni impiegati? Pinot Nero e Chardonnay sono i re della produzione, con diverse etichette e diverse sfumature che si esprimono al meglio in gioco di dosaggi e affinamenti. Particolarmente da me apprezzato il Sansannée, un vino che si preannuncia come un “base” ma che forse, fra tutti – proprio per le “minori” aspettative che nutrivo – mi ha lasciata più di stucco.
È un blend Pinot nero e Chardonnay, senza annata come suggerisce il nome, ma che risulta davvero freschissimo, sapido e con una acidità incredibilmente bilanciata. Altro gioiellino interessante l’Alta Langa 2019, una pungenza verticale, una sapidità che chiama un altro sorso, una acidità dolce che pulisce il palato ma, soprattutto, un naso bello evoluto, con note travolgenti di crosta di pane leggermente abbrustolita. Una nota la devo fare anche per il Blancdeblacs di Chardonnay, non proprio il mio genere di bollicina, ma che al naso si è presentato subito diretto e protagonista, mentre in bocca ha preferito un passo delicato, fresco, decisamente minerale e con un finale di vaniglia così gentile che chiamava il sorso successivo solo per poterla risentire. Mi é rimasto un grande punto interrogativo sul Brut Nature di Pinot Nero, che sulla carta ha tutte le prerogative per divenire il mio preferito, ma che, ahimè, era terminato. Eh niente, tocca tornare per assaggiare anche l’ultimo cucciolo di casa. UNA PASSIONE, UNA FAMIGLIA, UN SUCCESSO. Per chiunque cerchi vini raffinati, bilanciati, sinceri e seri, consiglio una capatina da Marcalberto; ottima qualità a prezzi giusti!   A cura di Ambra Sargentoni. Se vuoi sapere di più su di me scopri il mio sito      
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24 Febbraio, 2024

Amarone Opera Prima 20^ edizione: un successo strabiliante!

1.500 Visitatori da oltre 25 Paesi condividono la passione per il vino Nel cuore di Verona, un evento straordinario ha catturato l’attenzione di appassionati del vino provenienti da tutto il mondo. Amarone Opera Prima, tenutosi il 3-4 febbraio 2024, ha accolto con entusiasmo 1.500 visitatori e 200 giornalisti provenienti da oltre 25 Paesi diversi. La manifestazione ha attirato una varietà di partecipanti, con una presenza significativa di donne e giovani wine-lovers, questi ultimi con ben 600 partecipanti al party finale organizzato da Winenot Blind Tasting in collaborazione con il Gruppo Giovani del Consorzio Tutela Vini Valpolicella. L’evento si è svolto presso il maestoso Palazzo della Gran Guardia di Verona, dove gli appassionati del vino hanno avuto l’opportunità di assaporare in anteprima l’Amarone 2019: 70 le cantine della Valpolicella. Oltre alla novità del 2019, i partecipanti hanno potuto immergersi nelle annate precedenti fino al 2009, creando un viaggio gustativo attraverso il tempo e le diverse interpretazioni di questo vino iconico. 3 febbraio Convegno “Clima, produzione e mercati: la Valpolicella alla prova del cambiamento”. La giornata di apertura, il 3 febbraio, ha preso il via alla Gran Guardia con un convegno intitolato “Clima, produzione e mercati: la Valpolicella alla prova del cambiamento”. Moderato dal direttore di Telenuovo, Andrea Andreoli, il talk ha visto la partecipazione di figure chiave del settore, tra cui il presidente Christian Marchesini, il vicepresidente del Consorzio e Master of Wine Andrea Lonardi, Carlo Flamini responsabile dell’Osservatorio del Vino di Unione Italiana Vini e il professore di Enologia dell’Università di Verona, Maurizio Ugliano.   Talk “Amarone Opera Prima: Sipario con Vittorio Grigolo” Il prestigioso talk ha offerto un’esperienza unica con l’enfant prodige della lirica mondiale, protagonista del Festival lirico veronese dal 2013. L’apertura dei banchi di assaggio, riservata prima alla stampa e poi agli appassionati, è stata il cuore pulsante della giornata di domenica 4 febbraio. Vendemmia 2019: un racconto di sfide tra freddo, pioggia e caldo Il racconto della vendemmia del 2019, etichettata come annata a cinque stelle,  si apre con un’analisi approfondita delle condizioni climatiche che hanno plasmato le uve di quella stagione. Maurizio Ugliano, docente al dipartimento di Biotecnologie dell’Università di Verona, offre uno sguardo dettagliato su un anno caratterizzato dalla primavera più fredda e piovosa degli ultimi 30 anni. Estate Calda e ondate di calore L’estate, invece, è stata caratterizzata da temperature più elevate che hanno contribuito a recuperare il tempo perduto. Tuttavia, ondate di calore hanno imposto ai viticoltori di adottare misure speciali per proteggere le uve, in particolare Corvina e Corvinone, dai danni causati dall’irraggiamento solare intenso. Oltre i Limiti del Disciplinare L’evento ha anche messo in luce l’approccio dei produttori che, con affinamenti più lunghi rispetto a quanto richiesto dai disciplinari di produzione, hanno dimostrato la volontà di andare oltre i limiti stabiliti, cercando la perfezione e la massima espressione del proprio Amarone. Vi racconterò non solo gli assaggi della nuova annata ma anche le impressioni sui vini che mi hanno colpito di più! Nel narrare questa esperienza di assaggio, preferisco seguire il flusso dell’emozione piuttosto che l’ordine alfabetico. Spero che questo racconto vi coinvolga tanto quanto è stato coinvolgente per me esplorare questa nuova dimensione di confronto.   Accordini Stefano – Amarone della Valpolicella Docg 2019: due versioni, stessa annata Il confronto tra le due versioni dell’Amarone della Valpolicella DOCG 2019 di Accordini Stefano si rivela un gioco stimolante e divertente. Da un lato, Acinatico, proveniente da vigneti tra i più alti della zona classica di Cavalo e Monte in Valle a Fumane, matura per due anni in botti grandi e tonneau di rovere. Dall’altro, la loro versione Bio offre sfumature più nitide di frutto e fiore, conquistandomi con un invidiabile equilibrio nonostante la giovinezza. Il sorso si presenta fresco, elegante, lungo, con un tannino ben scolpito, rendendo questo confronto un’esperienza gustativa ricca di sfumature e piacevoli sorprese. Il Monte Caro– Strade Vecchie Amarone della Valpolicella Docg 2019 Emanuela mi spiega il progetto dei “Vignaioli della Valle di Mezzane” e ritrovo un approccio biodinamico che caratterizza alcune aziende in questa zona. Assaggio Strade Vecchie Amarone della Valpolicella 2019 che uscirà in Primavera e una “Riserva” 2015 dal lungo affinamento che passa attraverso contenitori d’acciaio (3 anni) e di legno (1 anno in tonneaux e 5 anni in botti grandi). Fresca sul mercato, questa Riserva si distingue per l’uso di lieviti indigeni, la non filtrazione e la sua natura biologica. Prospettive affascinanti si delineano per entrambe le versioni, ognuna con la sua storia e personalità uniche, promettendo un viaggio sensoriale coinvolgente e ricco di sfumature. Camerani – Adalia Amarone della Valpolicella Classico Docg 2019 E ci troviamo ancora in Val di Mezzane: qui ho avuto l’opportunità di assaggiare l’Adalia Amarone della Valpolicella Classico DOCG 2019, appena giunto sul mercato. Tuttavia, è stata l’annata 2016 a catturare la mia attenzione con la sua pulizia e un finale sorprendentemente sapido. Mentre degustavo, mi sono lasciata trasportare in una conversazione appassionante con l’esperto della cantina, cercando di cogliere appieno le sfumature dei loro vini biodinamici, orgogliosamente certificati Demeter. È evidente che il loro impegno nell’utilizzare tecniche di vinificazione che includono l’uso di cemento e tini troncopiramidali ha contribuito in modo significativo al raggiungimento di questi risultati interessanti. Contrada Palui– anteprima Amarone della Valpolicella Docg 2019 Quest’assaggio ha catturato la mia attenzione per la semplicità e la passione evidente che permea l’azienda. I vigneti, situati in terreni ricchi di selci, basalti e calcare, promettono di conferire al vino un’eleganza distintiva nel corso del tempo. Durante la degustazione dell’anteprima del 2019, destinata a essere sul mercato alla fine dell’anno, ho avuto impressioni che suonano come scommesse intriganti, soprattutto per il mix unico utilizzato nell’affinamento, combinando anfora trentina Tava e legno. L’azienda, giovane e dinamica, sembra avere idee chiare su come evolvere nella direzione giusta, sottolineando un impegno verso l’innovazione e la qualità. Falezze – Amarone della Valpolicella Riserva Docg 2019 Le etichette dell’azienda colpiscono immediatamente la mia attenzione, tanto quanto il racconto appassionato di Luca Anselmi, che parla di arte non solo nelle bottiglie, ma anche nel calice. L’azienda adotta un approccio distintivo, numerando le bottiglie e limitando le produzioni anno per anno. La filosofia aziendale tra l’altro guarda con interesse alla Biodinamica, sottolineando un impegno verso la sostenibilità e la produzione di vini che siano in armonia con la natura. L’arte e la dedizione si fondono in ogni aspetto, creando un connubio che si traduce in vini unici e autentici. L’assaggio che mi trasporta in un sogno è l’anteprima della Riserva 2019, un’esperienza destinata a sbocciare completamente tra ben 10 anni. Solo 1800 bottiglie numerate a mano, frutto delle migliori uve provenienti da vigneti con oltre 80 anni di età. La magia di questa anticipazione si svela non solo nel sapore eccezionale, ma anche nella promessa di un invecchiamento che darà vita a un capolavoro enologico. Graziano Pra – Morandina, Amarone della Valpolicella Docg 2019 La prova di botte dell’Amarone 2019 offre uno sguardo affascinante nel percorso di affinamento di questo campione. Il processo prevede fermentazione in acciaio, seguita da due anni e mezzo di maturazione in botti da 20 hl, e ulteriori dodici mesi di affinamento in bottiglia. Posizionati a 500 metri sul livello del mare, i vigneti offrono uve che danno vita a vini di straordinaria complessità. La presenza di una piccola percentuale di Oseleta arricchisce il bouquet olfattivo e conferisce un carattere distintivo al palato. Questo Amarone si presenta come un viaggio sensoriale in continua evoluzione, e sarà indubbiamente un piacere riassaggiarlo in futuro per apprezzarne appieno il percorso di evoluzione e la maturità. Le Guaite di Noemi – Amarone della Valpolicella Classico Docg 2019 È la giovane e grintosa Noemi che con entusiasmo mi racconta della filosofia appassionante dietro l’azienda e del suo personale percorso. La stessa determinazione che traspare dalla sua voce emerge chiaramente nell’assaggio del suo vino, una prova di botte 2019 che si prospetta davvero molto promettente. I terreni di calcare e basalto, uniti al mix di uve autoctone e alle piccole percentuali di Oseleta e Croatina, conferiscono a questo Amarone un carattere distintivo. Attualmente in commercio si trova l’annata 2012, offrendo un’opportunità di scoprire la crescita e la maturità di questo vino nel corso degli anni.. Secondo Marco – Amarone della Valpolicella Classico Docg 2014 assaggio emozionante Oltre all’entusiasmante assaggio dell’anteprima del 2019, che si appresta a entrare sul mercato, l’annata 2014 si presenta come una sorprendente rivelazione. Nonostante sia stata una vendemmia difficile, nel calice si rivela uno degli assaggi più eccezionali, evidenziandosi per la sua originalità ed eleganza. Questa dimostrazione di maestria enologica sottolinea come, anche nelle sfide, possano emergere vini straordinari che conquistano per la loro autenticità e raffinatezza. Tenuta villa Bellini – Amarone della Valpolicella Classico Docg L’immenso potenziale di quest’azienda non si esaurisce nel calice, ma si estende a ogni sfaccettatura del suo approccio vinicolo e della Tenuta stessa. La degustazione della 2016 si è rivelata straordinariamente equilibrata, un assaggio notevole considerando i 100 giorni di appassimento subiti dal vino. Essendo un’azienda Bio dal 2007, è evidente il loro impegno per pratiche sostenibili, con uno sguardo attento anche alle metodologie biodinamiche. Questo connubio di passione, innovazione e rispetto per la natura promette vini che non solo deliziano il palato ma raccontano una storia di autenticità e impegno verso la qualità. Roccolo Grassi  – Amarone della Valpolicella Docg 2019 L’azienda, situata nella pittoresca Val di Mezzane e fondata negli anni settanta dal padre Bruno, è oggi una realtà familiare guidata con orgoglio dalla seconda generazione, i figli Francesca e Marco. La filosofia della famiglia è chiara: ottenere grandi uve e produrre un numero limitato di bottiglie, tutte caratterizzate da un altissimo livello qualitativo. I 17 ettari di vigneto di proprietà sono distribuiti in tre diverse zone, ognuna con caratteristiche distintive, da terreni calcarei a basaltici, fino a quelli di origine alluvionale. Un microcosmo ecologico completo, con 2 ettari di bosco, 1.5 ettari di oliveto e varie piante da frutto. Gli assaggi, grazie ai lunghi affinamenti che includono almeno 3 anni in bottiglia, riescono a esprimere una complessità olfattiva e gustativa che colpisce. La dedizione alla qualità e all’autenticità emerge in modo evidente in ciascun sorso, rendendo l’esperienza un viaggio sensoriale ricco e appagante. Piccoli– La Parte Amarone della Valpolicella Docg 2019 – prova di botte In questo coinvolgente crescendo di assaggi, fa la sua entrata Alice, che mi avvolge con il racconto della sua azienda. Una storia familiare al femminile che ha avuto inizio con la nonna MariaRosa. Nel calice, riesco a catturare l’essenza di questa famiglia, che si traduce in un’estrema cura per i dettagli, dalla vigna all’etichetta. Ogni elemento racconta una storia, piccola ma significativa, contribuendo a creare un’esperienza che va oltre il semplice assaggio di vino. La storia di Alice e della sua famiglia si riflette con delicatezza in ogni sorso, trasformando la degustazione in un viaggio nel tempo e nella passione che si tramanda di generazione in generazione. Piccoli: Incredibile il potenziale della Riserva 2013 La Parte L’esperienza di degustazione si eleva a nuove vette con la Riserva 2013 La Parte. In questo assaggio, emergono note vibranti che esaltano la complessità e il potenziale straordinario di questo vino. Sono impaziente di visitare l’azienda per scoprire ulteriori gemme enologiche e conoscere il resto della famiglia Piccoli, immaginando che ogni incontro sarà un nuovo capitolo in questa affascinante storia di passione e dedizione volti alla produzione di vini straordinari. Terre di Leone – Amarone della Valpolicella Docg 2019 Nel volto pulito di Massimo Pellizzari, un giovane appassionato e competente, si riflette l’anima di questa realtà vinicola che si estende su soli 7 ettari. Con entusiasmo, mi guida attraverso la scoperta del suo Amarone, e nel corso dell’assaggio, riesco a cogliere le grandi potenzialità che caratterizzano questa promettente cantina. La passione e la competenza di Massimo si traducono in un’esperienza degustativa che lascia intravedere un futuro luminoso per questa piccola ma dinamica realtà. Zymé – Amarone della Valpolicella Classico Docg 2019 – prova di botte Dopo un appassionato scambio di opinioni sull’andamento delle ultime annate in vigna, con Elena ho avuto il privilegio di assaporare l’anteprima 2019 dell’Amarone della Valpolicella Classico DOCG. L’esperienza ha rivelato un grande potenziale, sebbene il vino sia ancora in una fase di affinamento. L’annata sarà disponibile sul mercato dal 2025, e non vedo l’ora di seguire da vicino la sua evoluzione nel tempo. Amarone della Valpolicella Classico Docg 2017– un’emozione in più! La prova della 2017 ha confermato la qualità eccezionale di questa cantina, consolidando la reputazione di Zymé nel creare Amaroni straordinari. Caratterizzata dall’integrazione del 10% di Oseleta e del 5% di Croatina, questa annata si è rivelata un autentico capolavoro. Le vinificazioni spontanee in acciaio e cemento, svolte in modo selezionato per ogni vigneto, e l’affinamento di 60 mesi in botti di rovere di Slavonia hanno plasmato un vino dal rubino impenetrabile e dal naso introspettivo. Oltre alla frutta appassita, emergono note di liquirizia e spezie. Il sorso, seppur potente, ricco e complesso, sfida la scorrevolezza tipica di altri vini, ma ne guadagna in profondità e struttura. In conclusione In conclusione, l’Amarone, da sempre considerato il padre nobile dell’enologia italiana, ha riaffermato la sua grandezza durante l’evento “Amarone Opera Prima“. La presenza di vini ancora in fase di affinamento, accanto alle delizie di annate precedenti pronte al consumo, ha testimoniato l’autentica qualità di questo vino iconico, che continua a essere un ambasciatore della ricchezza enoica del Belpaese, anche oltre i confini nazionali. Sebbene ci siano stati altri assaggi interessanti, la limitata estensione di questo articolo mi impedisce di approfondire ulteriormente. Vi invito a rimanere sintonizzati per i prossimi articoli, nei quali esplorerò più a fondo questa regione vitivinicola sempre più rilevante. Mentre rifletto su quale azienda visitare per prima, vi invito a continuare a seguirmi e a leggere Winetales Magazine.   Benedetta Costanzo
benedetta.costanzo@winetalesmagazine.com
Mi trovi su Instagram come @benedetta.costanzo
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20 Febbraio, 2024

Rome Wine Expo 2024

Roma e la cultura del vino. Un binomio che spesso si fa fatica a comprendere per una serie di motivazioni storiche. Eppure, Roma è il mercato italiano più ambito dai tutti i produttori. Non fosse altro per i numeri che la contraddistinguono: 2.8 milioni di abitanti e 35 milioni di visitatori. Portare la cultura del vino a Roma vuole dire soprattutto far conoscere vitigni, vini e produttori di grande rilievo nazionale ed internazionale. Per questa comunione di obiettivi WineTales Magazine ha accolto con grande piacere la media partnership con Riserva Grande per la promozione della seconda edizione di Rome Wine Expo che si terrà dal 2 al 4 marzo presso il Grand Hotel Palatino di Via Cavour a Roma. Una manifestazione che vuole diventare sempre di più internazionale sia per gli appassionati sia per tutti gli operatori del settore vede WineTales Magazine come media partner. Marco Cum, titolare di Riserva Grande: Come d’abitudine l’evento vedrà la partecipazione di produttori di vino da tutta Italia, ma il nostro intento è anche quello di portare produttori dall’estero. Per la prima volta a Roma verranno presentati, in collaborazione con la Delegazione del Governo della Catalogna in Italia, i più grandi vini di questo territorio, enclave iberica che si distingue per vini di eccezionale storicità e di rara finezza espressiva. Non mancherà una selezione di grandi vini della Georgia e della Francia. Ai sempre graditi banchi di assaggio si affiancheranno una serie di affascinanti Masterclass che offriranno delle vere e proprie emozioni sensoriali. Le Masterclass, come sempre, costituiranno un punto di forza dell’evento, con due seminari dedicati alla Francia: Champagne e Borgogna. Inoltre, avremo una eccezionale Masterclass dedicata ai più grandi vini della Catalogna e, in collaborazione con il Consorzio di Spoleto Montefalco, una Masterclass dedicata all’evoluzione del Trebbiano Spoletino. Ancora, in chiave tutta italiana: un approfondimento delle sottozone dei territori della Valpolicella, con un focus sull’Amarone e una doppia verticale e comparativa dei vini di Emiliano Fini. Non mancherà lo spazio dedicato ai premi con due importanti riconoscimenti. Il premio Eccellenze di Rome Wine Expo 2024, rivolto alle etichette di maggior pregio delle aziende espositrici, verrà assegnato da una giuria di esperti. A selezionare invece il vincitore del Wine Challange saranno gli stessi visitatori che potranno esprimere il proprio voto con l’apposita scheda. L’indicazione del proprio indirizzo e-mail consentirà di partecipare all’estrazione di una bottiglia per ogni categoria premiata. Entrambe i premi investiranno dieci etichette nelle seguenti categorie: vino spumante, vino bianco, vino rosato, vino rosso, vino speciale e distillato. I primi tre classificati per categoria si potranno fregiare del titolo Menzione Oro (Eccellenza Oro; Top Wine Challange Oro)   Il programma SABATO 2 MARZO 2024 ore 12:00 Masterclass. “Sfida all’Amarone. Degustazione comparata, alla cieca, di grandi Amarone, Ripasso e Superiore di diverse sottozone della Valpolicella“ ore 14:00 Apertura banchi di assaggio ore 15:00 Masterclass. “La Francia e l’invenzione del terroir. Il mito leggendario della Borgogna: la Côte-d’Or e la Côte-de Nuits“ ore 17:30 Masterclass. “L’Evoluzione del Trebbiano Spoletino. Comparazione tra nuove e vecchie annate in blind tasting“ ore 21:00 Chiusura banchi di assaggio   DOMENICA 4 MARZO 2024  ore 12:00 Apertura banchi di assaggio ore 13:30 Masterclass. “Lo Champagne. Il vino più celebrato del mondo attraverso l’interpretazione di piccoli vignerons“ ore 17:00 Masterclass. “Finca Qualificada. Il riflesso del terroir nei grandi vini della Catalogna“. Evento riservato su invito ore 20:00 Chiusura banchi di assaggio   LUNEDÌ 5 MARZO 2024  ore 11:00 Apertura banchi di assaggio ore 11:00/17:00 Incontro con gli operatori ore 14:00 Premiazioni dei concorsi: “Eccellenze di RWE 2024” e “Wine Challenge” ore 17:00 Chiusura banchi di assaggio   MODALITA’ D’INGRESSO​ Biglietto di ingresso costo 25€. Acquista QUI ​Biglietto di ingresso valido per 2 giorni costo 40€. Acquista QUI  È possibile acquistare il biglietto giornaliero a 22€ con il codice richiedibile all’indirizzo e-mail ivan.vellucci@winetalesmagazine.com Con lo stesso codice si potrà accedere a 5€ di sconto sulle Masterclass    CONVENZIONI Sommelier: 20€ (Previa dimostrazione con tesserino valido anno corrente – acquisto presso il desk accoglienza dell’evento) Soci SES (Scuola europea Sommelier): 15€ (Previa dimostrazione con tesserino valido anno corrente – acquisto presso il desk accoglienza dell’evento)   ​​INFO E MODALITA’ ACQUISTO MASTERCLASS Prenotazione obbligatoria (al tel. 339.6231232 o per mail: accrediti@riservagrande.com) INFO acquisto online QUI In caso di eventuali posti disponibili, pagamento anche in loco.   SABATO 2 MARZO 2024 Ore 12:00 – 14:00 – Masterclass: “Sfida all’Amarone”. Degustazione comparata, alla cieca, di grandi Amarone, Ripasso e Superiore di diverse sottozone della Valpolicella. A cura di Saula Giusto e dei produttori presenti all’evento. Vini in degustazione in via di definizione Costo 55€ L’acquisto comprende l’ingresso alla manifestazione a banchi di assaggio Acquista il biglietto​   Ore 15:00 – 16:30 – Masterclass: “La Francia e l’invenzione del terroir”. Il mito leggendario della Borgogna: la Côte-d’Or e la Côte-de Nuits. A cura di Marco Cum Vini in degustazione: Marsigny, Crémant De Bourgogne brut Blanc De Noirs Le Petit Bois, Moulin à Vent. Domaine Bertrand Chablis 2021. Domaine Jean Dauvissat Les Narvaux 2021 Mersault, Piguet-Chouet & Fils Morey Saint-Denis 1er Cru Les Blanchards, Remy Jeanniard Bourgogne Pinot Noir 2020. Philippe Gavignet Chambertin Grand Cru 2021. Rossignol Trapet Costo 70€ L’acquisto comprende l’ingresso alla manifestazione a banchi di assaggio Acquista il biglietto​   Ore 17:30 – 19:00 – Masterclass: “L’Evoluzione del Trebbiano Spoletino”. Comparazione tra nuove e vecchie annate in blind tasting. A cura di Saula Giusto e dei produttori presenti all’evento. Vini in degustazione in via di Definizione Costo 45€ L’acquisto comprende l’ingresso alla manifestazione a banchi di assaggio Acquista il biglietto   DOMENICA 3 MARZO 2024  Ore 12.00 – 14​.00. Masterclass: “I grandi bianchi di Emiliano Fini, nati tra il Tirreno e il grande vulcano laziale”. Sei annate di Malvasia Puntinata Lavente e 6 annate di Grechetto Cleto in doppia verticale e in comparata, dalla 2017 alla 2022. Costo 35€ L’acquisto comprende l’ingresso alla manifestazione a banchi di assaggio Acquista il biglietto Ore 15:00 – 17:00. Masterclass: “Lo Champagne. Il vino più celebrato del mondo attraverso l’interpretazione di piccoli vignerons”. A cura di Marco Cum Vini in degustazione: Beatrix De Gimbers, Harmony brut nature, Pinot Noir 50% – Chardonnay 50% Satis Extra brut, Terre De Meunieur, Pinot Meunieur 100% Joly brut rosé, 85% Pinot Meunier – 15% pinot Noir Barbier Louvet Couveé D’Ensemble, Pinot Noir 60% – Chardonnay 40% Emile Blanc De Noirs brut Premier Cru, Pinot Noir 100% Gerard Dubois brut 2015 Grand Cru Millesimé, Chardonnay 100% Costo 65€ L’acquisto comprende l’ingresso alla manifestazione a banchi di assaggio Acquista il biglietto L’ACQUISTO DELLE MASTERCLASS COMPRENDE L’INGRESSO AI BANCHI DI ASSAGGIO e per accedere sarà necessario acquistare unicamente il calice e portacalice al costo di 5€)   LA LISTA ESPOSITORI RWE 2024 (ancora in parte in via di definizione): ANTONELLI SAN MARCO, Montefalco. Umbria APICOLTURA PACIENZA, Altomonte. Calabria
AURELIO SETTIMO, Langhe Barolo. Piemonte
BERTRAND, Charentay. Francia
CANTINA NINNI, Spoleto. Umbria
CASATA MERGE’, Roma. Lazio
CASTELLALTA, San Pietro Di Feletto. Veneto
COLLE UNCINANO, Spoleto. Umbria
CORTE MERCI, Negrar Fumane. Veneto
DE QUARTO, Leporano. Puglia
DOMUS HORTAE, Orta Nova. Puglia
EMILIANO FINI, Aprilia. Lazio
FATTORIA GAGLIERANO, Sant’Angelo. Abruzzo
GUENAL JAMBON, Villé Morgon. Francia
I CIACCA, Picinisco. Lazio
LAMBARDI, Montalcino. Toscana
LA MONTANINA, Gaiole In Chianti. Toscana
LE CIMATE, Montefalco. Umbria
LE MACCHIE, Rieti. Lazio
MONTECROCETTA, Gambellara. Veneto
MONTI CECUBI, Itri. Lazio
NINA TRINCA, Zagarolo. Lazio
PALATINO, Orta Nova. Puglia
PIANA DEI CASTELLI, Velletri. Lazio
PODERE EMA, Bagno a Ripoli. Toscana
POGGIO LUCINA, Montalcino. Toscana
PRINCIPE DEL FARNETO, Altomonte. Calabria
TENIMENTI LEONE, Lanuvio. Roma
TENUTA LUNGARELLA, Poli. Lazio
TENUTA PLANISIUM, Volturino. Puglia
TERRE DI RIZZATO, Valpolicella. Veneto
TRUANT, San Daniele del Friuli. Friuli Venezia Giulia
TOMMASO BOSCO, Castagnole Monferrato. Piemonte
VALDANGIUS, Montefalco. Umbria
VIGNA DEL GAL, Farra Di Soligo. Veneto
WEGERHOF, Cornaiano. Alto Adige BANCHI CONDIVISI.
BANCO ISTITUZIONALE CONSORZIO SPOLETO-MONTEFALCO, Umbria
BANCO ISTITUZIONALE PRODUTTORI DELLA CATALOGNA, Catalogna, Penisola Iberica
L’ANFORA DISTRIBUZIONE VINI GEORGIANI, Roma. Lazio
BIRRIFICIO SAN GERMANO, Ancona. Marche
DISTRIBUZIONE VINI&TERROIRS, Roma. Lazio Ivan Vellucci ivan.vellucci@winetalesmagazine.com Mi trovi su Instagram come @ivan_1969
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6 Febbraio, 2024

Vini da Terre Estreme a Roma il 25 e 26 febbraio

Coltivare la terra è faticoso. Non ci sono feste né sabati né domeniche. Il ciclo della natura non ammette pause. Poi ci sono le piogge, la grandine, il caldo, il freddo con le gelate, la siccità quando non piove per mesi. Gli insetti, i parassiti, i cinghiali, le volpi, i roditori. Dimentico qualcosa? Magari si. Si deve stare attenti o tenere in conto di così tante cose che verrebbe da gettare la spugna. Pensate se a tutto questo si aggiunge la difficoltà intrinseca del terreno. Coltivare ad esempio qualcosa come la vite in montagna o comunque su un pendio scosceso è qualcosa di eroico. Viticoltura eroica. È cosi che si definisce la viticoltura di coraggiosi contadini che, certo non per scelta quanto per necessità, si trovano a fare i conti con terreni in pendenza superiore al 30%, lembi di terra strappati al mare, gradoni e terrazze. Su e giù per le vigne senza la possibilità benché minima di farsi supportare da qualche mezzo meccanico. La vendemmia si fa rigorosamente a mano così come tutti i trattamenti e per portare giù le cassette con l’uva, ben che ti vada, c’è qualche asino. Altrimenti, cassetta sulle spalle e via. Questa è la viticoltura eroica che si tramanda di padre in figlio e spesso si interrompe perché ai figli non va di fare il lavoro dei padri. Quando però ci si riesce, si assiste a qualcosa di meraviglioso, poetico e di indubbio valore. Il 25 e 26 febbraio Roma celebra questi eroi grazie a Vini da Terre Estreme, la manifestazione giunta alla sua tredicesima edizione. Vini da Terre Estreme è realizzato da Pilota Green con la collaborazione di Andrea Petrini, wine blogger di Percorsi di Vino e responsabile degli eventi di Slow Food Roma. Presso il Grand Hotel Palatino di via Cavour a Roma si avrà l’opportunità di assaggiare i vini di tanti produttori eroici. Parlare con questi ultimi sarà sicuramente la parte più emozionante. Il programma prevede l’apertura dei banchi di assaggio domenica 25 e lunedì 26 febbraio alle ore 11 e fino alle 19.30. Due le Masterclass in programma. Domenica alle ore 11.30 “Il coraggio di essere unici: paesaggio Chilometrico Consapevole”. Degustazione di dieci etichette eroiche delle “Cantine del Recupero”, una rete di vignaioli custodi della terra e protagonisti in vigna. Recuperano la tradizione in campo, riutilizzano i terreni e i vitigni abbandonati preservando e salvaguardando i territori e la loro biodiversità. Una rete aperta ed inclusiva per chi vuole avere un approccio consapevole e sostenibile che oggi vede giovani appassionati come Andrea Peradotto e il gruppo di Braccia Rese così come affermati e riconosciuti viticoltori come Mauro Giardini, Francesco Bordini, Elisabetta Foradori e Mateja Gravner. Guiderà la degustazione Carlo Catani, autore e presidente dell’Associazione Tempi di Recupero che, a seguire, presenterà il suo libro “Il chilometro consapevole”. Numero chiuso su prenotazione – max 30 posti. Per informazioni info@pilotagreen.it Domenica alle ore 16.00 “Il coraggio di essere unici: le bolle estreme d’annata”.  Andrea Petrini guiderà la degustazione di dieci etichette di spumanti, metodi classici di vecchie annate, provenienti da dieci aree impervie della penisola. Numero chiuso su prenotazione – max 30 posti. Per informazioni info@pilotagreen.it Biglietti I biglietti di ingresso alla manifestazione hanno un costo di 25€. I lettori di Winetalesmagazine potranno però avere uno sconto di 5€, valido direttamente alla cassa dell’evento, per ottenere il quale basta scrivere una email a ivan.vellucci@winetalesmagazine.com Buona degustazione!   Ivan Vellucci ivan.vellucci@winetalesmagazine.com Mi trovi su Instagram come @ivan_1969
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5 Febbraio, 2024

I Migliori Vini Italiani 2024

Torna a Roma l’atteso evento dedicato al mondo del vino d’eccellenza giunto alla XXIII edizione. Dal 16 al 18 febbraio, il Salone delle Fontane dell’Eur si animerà di workshop, incontri, presentazioni e degustazioni e corsi in pillole curati da Luca Maroni con l’obiettivo di esplorare, un calice alla volta e attraverso laboratori di assaggio, i valori “alla base del piacere”. L’essenzialità dei sapori primari, la straordinaria ricchezza dei doni della natura, il recupero di ritmi più lenti, il piacere della tavola e la piacevolezza di un calice di vino: da queste istanze, sempre più urgenti, nasce la volontà di vivere esperienze profonde e durevoli in grado di farci riconquistare la gioia che la vita quotidiana spesso allontana dal nostro sentire. Tale bisogno viscerale, dunque, ha guidato Luca Maroni, autore e ideatore de I Migliori Vini Italiani 2024, insieme a Francesca Romana Maroni, CEO di Sens Eventi, al tema fondante di questa XXIII edizione della kermesse capitolina più attesa dell’inverno. “Alla base del piacere”, infatti, sarà il pay off de I Migliori Vini Italiani 2024 che, dal 16 al 18 febbraio, animerà il Salone delle Fontane dell’Eur attraverso un ricco calendario di appuntamenti tra workshop, presentazioni, degustazioni, libere e guidate, con l’obiettivo di esplorare gli aspetti più autentici e naturali che si trovano alla radice del sapore e della percezione di piacevolezza, dalle materie prime frutto della terra al piatto e, soprattutto, al calice. Fulcro dell’evento saranno i tasting curati personalmente da Luca Maroni: entusiasmanti degustazioni guidate con i produttori che, tra racconti di vigna e aneddoti, riveleranno le caratteristiche organolettiche dei vini in assaggio e il territorio che ne culla l’attività. E più ancora – novità assoluta di quest’anno – gli incontri “Degustare non è assaggiare” in cui lo stesso Luca Maroni racconterà il metodo di degustazione che ha ideato: prenderà per mano i presenti che con lui vivranno un viaggio sensoriale attraverso il vino senza eguali. La medesima attenzione alla essenzialità dei gusti sarà adottata durante i laboratori: dal dolce al piccante, dall’acido all’umami, saranno tanti i sapori protagonisti degli incontri a tema. Non mancheranno infatti workshop golosi sul cioccolato con Nicola Salvi di Grezzo Raw Chocolate, la prima pasticceria crudista al mondo, ma anche sul latte di bufala e sul suo più celebre derivato, la mozzarella, con Mimmo La Vecchia, mastro casaro del Caseificio Il Casolare. Spazio anche alle olive, e al loro nettare prezioso, l’olio, con il laboratorio di Luciano Stocchi, Presidente della Cooperativa Olivicola di Canino, ma anche ai peperoncini di Paola Peluso dell’Azienda ligure ViviPiccante. La partecipazione a tutti questi preziosi appuntamenti (degustazioni guidate, metodo di degustazione, workshop) è gratuita ma in numero limitato. Tutti coloro che hanno acquistato il biglietto potranno prendervi parte fino a esaurimento dei posti disponibili. Il metodo di degustazione di Luca Maroni La qualità del vino è la piacevolezza del suo sapore, effetto della sua composizione analitica assolutamente virtuosa. Tre i parametri che determinano detta qualità: la consistenza, l’equilibrio, l’integrità del gusto. La consistenza è il volume espressivo del vino, determinato dalla sua ricchezza in estratto secco; l’aspetto quantitativo della qualità, la persistenza e la longevità potenziale del vino. L’equilibrio è l’armonia fra i componenti, l’opportuno dosaggio fra le sostanze compositive tale che il gusto del vino risulti all’assaggio tanto morbido quanto acido+amaro. L’integrità è l’assenza nel gusto-aroma del vino di difetti di trasformazione enologica (sulfureo, acetoso, lattoso, svanito, legnoso) e di ossidazione. La qualità, la purezza, la fragranza dei componenti del vino esprimono la caratura tecnica e la longevità potenziale del vino. Tanto più consistente, equilibrato e integro il gusto del vino in esame, tanta più piacevole il suo gusto-aroma, tanto più alta la sua qualità organolettica e compositiva. La valutazione dell’Indice di Piacevolezza (IP) di qualsiasi vino si ottiene allora assegnando un punteggio da 1 a 33 ad ognuno dei 3 parametri determinanti la qualità: consistenza, equilibrio, integrità: per questo il massimo è 99. Applicando tale metodo, facile da apprendere, diretto ed immediato eppure di rigorosa impostazione scientifica, ogni individuo è in grado di decodificare le sensazioni olfattive e gustative suscitate da un vino valutando la qualità della sua analitica essenza. Info utili I Migliori Vini Italiani 2024 16, 17 febbraio dalle 16:00 alle 24:00 (ultimo ingresso 23:00) 18 febbraio dalle 16:00 alle 21:00 (ultimo ingresso ore 20:00) Salone delle Fontane – Eur, Roma Via Ciro il Grande 10/12 – 00144 Ingresso 35 euro a persona https://roma.imiglioriviniitaliani.com/     Ivan Vellucci ivan.vellucci@winetalesmagazine.com Mi trovi su Instagram come @ivan_1969  
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29 Gennaio, 2024

diVino Roma 3-4 febbraio

Torna diVino Roma il 3 e 4 febbraio, nello scenario della meravigliosa Villa Piccolomini, l’atteso evento che lo scorso anno ha accolto oltre 1000 persone. Decanter Wine Academy ha selezionato oltre 90 cantine da tutta Italia per un totale di oltre 230 etichette da degustare sia negli appositi spazi di Villa Piccolomini sia nel suggestivo giardino che si affaccia sul Cupolone di San Pietro. Un appuntamento imperdibile per tutti gli appassionati del settore, un tour emozionale tra le cantine d’Italia, la nazione con più vitigni autoctoni al mondo. Il biglietto (costo 30€) darà diritto anche ai finger food. Per il parcheggio, nessun problema: la villa tra l’altro è dotata di un ampio parcheggio interno, gratuito per gli ospiti della manifestazione. Programma Sabato 3 Febbraio Ore 16.00 apertura banchi d’assaggio
Ore 17.30 Masterclass “Viaggio alla scoperta dei territori del Cesanese” con Pierpaolo Pirone e Roberto Mazzer enologi AtWine consulenze
Ore 22.00 chiusura banchi d’assaggio Domenica 4 febbraio Ore 16.00 apertura banchi d’assaggio
Ore 17.30 Masterclass da definire con Angelo Petracci, Guida Vitae Ais Lazio
Ore 20.00 chiusura banchi d’assaggio Di seguito le informazioni di dettaglio per prenotazioni ed agevolazioni. Buona partecipazione!   Ivan Vellucci ivan.vellucci@winetalesmagazine.com Mi trovi su Instagram come @ivan_1969     Info Sommelier Ais, Ars, Assoenologi, Assosommelier, Degustibuss, Fis, Fisar, Onav, Ses riduzione del biglietto al costo di 20€ presentando all’ingresso la tessera dell’associazione. Stampa e operatori del settore possono mandare una mail a accrediti@decanterwineacademy.org entro
sabato 27 gennaio, specificando testata, numero di tessera e il link di un articolo firmato
sull’enogastronomia per i giornalisti, tipo di attività e partita iva per gli operatori del settore. Per i blogger
inviare mail che verrà valutata dallo staff. Info: 347-6649100 06-86132308
info@decanterwineacademy.org
pagina diVino per info e acquisto del biglietto online
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22 Gennaio, 2024

Il Signor Rosso di Montalcino di Canalicchio di Sopra

Per inaugurare al meglio questo 2024, è necessario cominciare con una grande bottiglia (possibilmente piena di vino)! Tra i tanti, infiniti, meravigliosi vini del nostro Paese, iniziamo questo anno bisesto -sperando non sia funesto – con un Rosso di Montalcino.
Il ragazzo in questione è il Rosso di Montalcino 2021 di Canalicchio di Sopra, ottima azienda nel versante nord della collina di Montalcino. Canalicchio di Sopra Si tratta di una delle poche cantine rimaste nella zona a produrre Rosso di Montalcino e Brunello, senza rosati, senza Super Tuscan e senza vitigni internazionali.  In produzione hanno solo Sangiovese grosso, declinato in Rosso, Brunello, riserva e single vineyard. Di questa azienda ho assaggiato tutta la linea e c’è stata un’altra bottiglia che mi ha fatto sgranare gli occhi oltre al giovane Rosso del quale sto per raccontarvi, ovvero il Brunello dalla vigna “la Casaccia”, anno 2018. Una vera opera d’arte, dalla vista al naso, fino all’assaggio. Per questa rubrica però, ho scelto il fratellino piccino, il Rosso di Montalcino, sia per il costo estremamente più contenuto, sia per la mia personale predilezione ai Rossi. Negli ultimi anni, secondo quanto ho potuto constatare, il Rosso di Montalcino ha compiuto un salto enorme, passando da essere il fratello sfigato del Brunello (quello cioè con un costo decisamente più abbordabile – a volte anche indice di una qualità meno eccelsa – e quindi più consumato anche dai meno abbienti), ad un vino di tutto rispetto, con un suo carattere ed una sua impronta, completamente emancipato dalla nomea del suo fratellone. Il Rosso di Canalicchio di Sopra ha un naso eccezionale – per usare espressioni da Sommelier: si sentono i frutti, i fiori, le erbe, e, dal fondo, spuntano delicate note terziarie. Tutte perfettamente bilanciate ed armoniose. Veduta di Montalcino dall’azienda Canalicchio di Sopra All’assaggio conferma la prima sensazione: un vino veramente armonico, profondo, rotondo e definito, con un’enorme dignità. Rimane umile, capace di abbinarsi sia ad un primo più o meno elaborato, sia ad una carne bianca o rossa che sia. Davvero difficile non finirlo una volta stappato. Buono. Si può dire semplicemente buono? Beh, è la parola che ho pensato al primo assaggio e che ho continuato a ripetermi fino alla fine delle due bottiglie che mi sono portata a casa. Uno dei migliori Rosso di Montalcino che abbia assaggiato finora…e vivendo io a 40 minuti, “avoglia” quanti ne ho bevuti! Il prezzo è fattibile. 20 euro in cantina, Non economicissimo, ma sicuramente li vale tutti, dal primo all’ultimo centesimo! Buon inizio 2024… Che sia un anno di ottimi vini per tutti! A cura di Ambra Sargentoni. Se vuoi sapere di più su di me scopri il mio sito      
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16 Gennaio, 2024

Vignaioli Naturali Roma - 27 28 gennaio

Torna a Roma il 27 e 28 gennaio, e siamo alla quindicesima edizione, Vignaioli Naturali Roma, la manifestazione che ospita i vignaioli che fanno del vino prodotto secondo natura, la loro ragione di vita. Due giornate dedicate al vino naturale durante le quali, oltre ad assaggiare espressioni di vini e vitigni provenienti da ogni parte di Italia, sarà occasione per parlare direttamente con i produttori, ascoltare le loro storie, condividere le sensazioni. Un grazie a Tiziana Gallo che, grazie alla sua curiosità, ricerca ed esperienze personali, contribuisce a divulgare a Roma la cultura del vino naturale. Non sapete cosa sia un vino naturale? Certo, è qualcosa di controverso nel mondo del vino. Premesso che non esiste, ancora, un disciplinare, troverete pareri contrastanti e diametralmente opposti. Partendo dal presupposto che un vino naturale è un vino ottenuto senza utilizzo di sostanze chimiche (ma la solforosa, ahimè, serve sempre) il modo migliore per schierarsi, è provarli. Quale migliore occasione di questa allora? All’interno della manifestazione trova poi spazio il progetto Accademia della Vigna , la prima academy ad impatto sociale sulla viticoltura. Ideata e sperimentata nei vigneti piemontesi di Langhe e Roero da Weco Impresa Sociale insieme ad un ecosistema di partner territoriali, nasce come soluzione dedicata alle imprese vitivinicole interessate ad assumere e formare nuovo personale da impiegare nella conduzione del vigneto, attraverso un sistema che integra in modo innovativo formazione, lavoro etico, inclusione e pratiche di responsabilità sociale d’impresa al fine di generare un impatto positivo per l’azienda, per i lavoratori e per la comunità. Ci vediamo tutti all’Hotel Excelsior di Via Veneto 125, Roma il 27 e 28 gennaio prossimo   Ivan Vellucci ivan.vellucci@winetalesmagazine.com Mi trovi su Instagram come @ivan_1969  
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15 Gennaio, 2024

Torna Wine in Venice

Una città meravigliosa e unica al mondo, Venezia. Un palcoscenico che il mondo ci invidia, un luogo incantato ritrova per il secondo anno il vino. Ecco a voi Wine in Venice! Dopo il successo della prima edizione con un afflusso di pubblico che va oltre l’immaginazione, dal 20 al 23 gennaio presso le sale della Grande Scuola della Misericordia ritorna Wine in Venice. Formula unica ed innovativa quella dell’evento organizzato da WineTales, Beacon, The Media Company e Venezia Unica con la media partnership de “Il Gusto” verticale food&wine del gruppo GEDI: una cantina per regione per esporre e parlare dei propri prodotti. Presenza per merito e senza costi. Merito dovuto ai progetti attuati sui temi dell’etica, della sostenibilità, della innovazione. Sette grandi novità in questa seconda edizione. Hall of fame. Un grande spazio espositivo con le cantine della precedente edizione e di quella attuale Mediakey Venice Award. Un premio dedicato al food&beverage realizzato dal Gruppo Media Key per celebrare i progetti marketing più innovativi Celebration AIS Veneto con la nomina ufficiale dei nuovi Sommelier Masterclass dei Campioni condotta dai due migliori Sommelier eletti dall’Associazione Italiana Sommelier Alessandro Nigro Imperiale e Cristian Maitan Closing Party @Cà Select. Un party esclusivo di chiusura dell’evento Itinerari di Vini alla scoperta di posti unici nei pressi di Venezia come Venissa Vive la France a cura di Alessandro Nigro Imperiale con una masterclass imperdibile dedicata ad una cantina francese produttrice di Champagne   Tante le masterclass da scoprire: uniche e incredibili come la manifestazione Wine in Venice.  Ecco le masterclass ed il walk around Lugana Prima Masterclass Lugana. Storie di famiglie e generazioni a confronto. Ogni generazione interpreta ed elabora valori specifici, cultura, filosofia di vita e competenze. A confronto due generazioni per raccontare le diverse sfaccettature del Lugana Seconda Masterclass Lugana. Lugana a Venezia, tra cultura del vino e tesori d’Arte Vino e arte è un binomio indissolubile, due forme di piacere che richiedono di essere ugualmente coltivate e raccontate con amore, cura e rigore. Edoardo Peduto, direttore del consorzio del Lugana Gli elementi caratteristici di Venezia che ci hanno ispirato per realizzare le nostre masterclass sono due: la capacità di abbracciare diverse generazioni e culture, e l’immenso patrimonio artistico che non ha eguali nel mondo.  Abbiamo quindi pensato di tradurre questi due concetti nel nostro mondo ideando due masterclass: una in cui i capisaldi della nostra denominazione dialogheranno con la nuova generazione della denominazione Lugana, un “confronto” sincero su approcci, visioni e influenze; l’altra in omaggio al binomio Ars et Vinum, e quando l’arte, in tutte le sue forme, dialoga con le diverse sfaccettature del nostro vino, quello che ne esce è un capolavoro di emozioni e sensazioni. “ Masterclass dei campioni La prima attività che inaugurerà il programma della nostra seconda edizione. Una masterclass incredibile, condotta dagli ultimi due migliori sommelier eletti dall’Associazione Italiana Sommelier , ovvero Alessandro Nigro Imperiale e Cristian Maitan neo miglior sommelier dell’anno 2023. Winetales Club Questa masterclass, organizzata dalla redazione di Winetales Magazine, sarà un viaggio nell’Italia enoica tra eccellenze e piccole scoperte, tra racconti di vigne e storie incredibili un momento davvero da non perdere. Sarà un’occasione per  WT group srl, azienda proprietaria del marchio Winetales e Wine in Venice per inaugurare il nuovo “Winetales Club” una contenitore chiuso dove trovare una selezione di vini a prezzi riservati, degustazioni private e visite esclusive nelle cantine. La masterclass sarà moderata da Alessandro Nigro Imperiale e Cristian Maitan insieme ad Ivan Vellucci. Oltrepò Espressioni d’Oltrepo’ tra bollicine e Buttafuoco. Viaggio alla scoperta di un territorio sempre più presente nelle carte vino dei grandi ristoranti italiani. 6 vini prodotti da due aziende di riferimento dell’area oltre padana: Francesco Maggi e Bosco del Sasso. Un itinerario ampio e preciso che porterà il pubblico di Wine In Venice a conoscere le bollicine metodo martinotti e metodo classico passando per il riesling, il pinot nero e per chiudere con Buttafuco e Buttafouco Storico. Un focus da non perdere Marco Maggi per cantina Francesco Maggi e Manuela E. Centinaio per cantina Bosco del Sasso Oggi abbiamo scelto di presentare due grandi protagonisti del nostro territorio: le bollicine di Pinot Nero e due interpretazioni di Buttafuoco, quello classico e quello storico. Vive la France una masterclass a cura di Alessandro Nigro Imperiale, eletto miglior sommelier d’Italia del 2022, nonché miglior sommelier dell’anno da parte di Gault & Millau. Una cantina francese, Serveraux Fils,  ricercata produttrice di Champagne, sarà la protagonista di una masterclass incredibile. Valpolicella. Una masterclass dedicata al Valpolicella Doc Superiore Il Valpolicella superiore è un vino versatile e raffinatissimo che richiama o addirittura supera lo stile dei bordeaux francesi. Un prodotto concepito per l’alta ristorazione che meglio degli altri esprime il terroir della Denominazione. Il suo particolare profilo enologico lo rende adatto ad abbinarsi ai piatti più disparati, comprese le pietanze più ricercate e delicate come il pesce ad esempio. Il disciplinare di produzione permette un breve appassimento delle uve prima della pigiatura , ma sovente la scelta dei produttori è invece quella di non appassire e costruire pertanto un prodotto a bassa gradazione alcolica che possa essere servito a temperature relativamente basse e che possa incontrare la soddisfazione dei palati più eclettici ed esigenti. Si tratta di un vino che vuole conciliare tradizione e innovazione enologica e che si rivolge a consumatori afferenti anche a giovani classi generazionali. E’ un vino spesso utilizzato da rinomati chef che cercano nuove interpretazioni gastronomiche e si spingono su piatti “intrepidi” e fuori dagli schemi tradizionali. Val di Cembra. In Val di Cembra, nel cuore delle Dolomiti, la verticalità in un calice. Un viaggio emozionante dove il terroir si assapora in ogni sorso. Un omaggio alla viticoltura eroica, e quindi verticale, che caratterizza tutto il territorio di produzione della Val di Cembra, insignito recentemente del titolo di paesaggio rurale storico d’Italia, fatto di ripidi declivi, 708 km di muretti a secco oggi Patrimonio immateriale Unesco per l’arte di costruzione, e un dislivello di oltre 700 metri con i caratteristici vigneti che via via salgono dal torrente Avisio sino alle cime della vallata disegnando un paesaggio unico e irripetibile. Verticale inoltre è una delle principali caratteristiche dei vini cembrani, con mineralità e sapidità a dominare la percezione gustativa. Ascovilo il walk around Ascovilo, associazione dei 13 consorzi vitivinicoli lombardi, a Venezia sarà presente con il suo Walk-Around Tasting che coinvolgerà ben sette dei Consorzi di Tutela Vino  della Lombardia sotto appunto l’egida di Ascovilo. Dal Cosorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese al Consorzio Vini Mantovani, passando per il Consorzio Lugana, Consorzio Valtenesi, Consorzio Garda Doc, Consorso Moscato di Scanzo e Consorzio San Colombano. Un percorso di degustazione che guiderà gli appassionati alla scoperta dell’eccellenza lombarda. Giovanna Prandini, Presidente Ascovilo. La Lombardia del vino è rappresentata a WIV2024 dai nostri Consorzi , sempre attenti a sostenere iniziative di pregio che coniugano la bellezza del nostro patrimonio artistico culturale alla bontà e qualità del vino che è espressione di cultura e tradizione. Ascovilo unisce in associazione ben 13 Consorzi di Tutela che vogliono fare insieme nonchè difendere le denominazioni di origine protetta con azioni corali, mai come oggi necessarie per le aggressioni che subiamo sul mercato dove la parola “vino” , così come “latte” o “carne” , vengono furbescamente mutuate  per decrivere prodotti similari Le imperdibili esperienze di Venissa e San Francesco della Vigna Una delle esperienze imperdibili sarà poi quella che porterà alla scoperta di una Venezia incredibile con Venissa e San Francesco della Vigna due luoghi, due angoli di mondo impossibile da perdere. Elisa Pesco, PR manager di Winetales Il sodalizio con Venissa e con San Francesco della Vigna, ci permette di avvicinarci ancora di più al tessuto cittadino Veneziano e rafforzare quel concetto di esperienza esclusiva ed inclusiva che tanto ci è cara. Far passeggiare i nostri ospiti in uno dei vigneti più caratteristici del mondo come quello di Venissa e di San Francesco della Vigna, il vigneto urbano più antico di Venezia, ci permetterà di rendere ancora più memorabile l’esperienza di Wine in Venice.  Per il futuro poi lavoreremo nell’estendere sempre di più il territorio coinvolto, per valorizzare il meraviglioso patrimonio ampelografico italiano”.  Mauro Genovese, direttore artistico di Wine in Venice Venezia è la città dei ponti e per noi di WIV è diventata una missione costruirne sempre di nuovi e sempre di più preziosi, ponti culturali, esperienziali, di tradizione; ponti di arte e ricerca come quello che ci porterà a Murano alla vetreria SALVIATI, ponti di storia e conservazione come quelli che ci porteranno da VENISSA e a SAN FRANCESCO DELLA VIGNA. Ponti unici al mondo e che si basano su solidi plinti fatti di imprenditoria illuminata e amore per il territorio Venissa Gianluca Bisol, fondatore di Venissa: L’itinerario di visita e degustazione a Venissa, nel cuore della Venezia Nativa, rappresenta l’esperienza quintessenziale di questo luogo, grazie al prezioso valore della biodiversità vitivinicola veneziana e dal recupero delle tradizioni artigiane secolari che hanno contraddistinto la laguna di Venezia.” Venissa è un progetto di recupero agricolo e ospitalità sostenibile sull’isola di Mazzorbo, incastonata tra Torcello e Burano, sede del primo insediamento della Venezia Nativa. La tenuta, un parco aperto cinto da mura settecentesche, custodisce al suo interno una vigna di meno di un ettaro della varietà autoctona della laguna, la Dorona: un vitigno recuperato e restituito al suo terroir d’origine dopo la disastrosa acqua alta del 1966. Da questo vigneto nasce un vino emozionante, simbolo di viticoltura eroica e della simbiosi tra vitigno e terroir in questo luogo unico. La vigna murata fa da sfondo alle camere del Wine Resort, all’Osteria Contemporanea e al Ristorante Venissa, stella Michelin e stella verde Michelin per la gastronomia sostenibile. I Vini Venissa Bianco. Nasce dalla relazione simbiotica tra la Dorona e il terroir dell’Isola di Mazzorbo. È un vino di grande carattere e raffinatezza, frutto di una lunga macerazione che ricorda la tradizione vinicola lagunare. Un vino che aspira a essere la perfetta espressione della Venezia nativa e del suo patrimonio naturale e culturale, anche grazie alla bottiglia in cui è racchiuso, somma di maestranze veneziane quali la famiglia Berta Battiloro e gli incisori Albertini e Spezzamonte. Venusa Bianco. Rappresenta una nuova interpretazione della Dorona nata da una diversa selezione nel vigneto di Mazzorbo. Si distingue per la sua freschezza, la sua bevibilità e la sua sapidità, il tutto supportato da grande carattere e rarità. Venissa Rosso. La volontà di Venissa di proteggere la biodiversità della laguna e riscoprire le sue tradizioni secolari ci ha portati a Santa Cristina, un’isola situata in un angolo remoto della Laguna Nord, un luogo difficile da raggiungere anche per i marinai più esperti. Lì, coltiviamo una vigna vecchia di Merlot e Cabernet Sauvignon, dal quale nascono i nostri vini rossi. Il primo è Venissa Rosso, un vino molto raffinato, invecchiato per 12 mesi in botti di rovere francese (primo o secondo passaggio), caratterizzato da complesse note di frutti rossi e spezie e da una piacevole rotondità e persistenza. Proprio come Venissa Bianco, Venissa Rosso è racchiuso in una bottiglia decorata con una foglia di rame battuta a mano. Venusa Rosso. Proveniente dallo stesso vigneto dell’Isola di Santa Cristina, Venusa Rosso rappresenta un’interpretazione diversa – più giovane e più vivace – di questo terroir, con intensi profumi fruttati e floreali e una nota di flora lagunare. Le Wine Experiences Venissa offre la possibilità di conoscere la storia del vigneto di Mazzorbo e delle tradizioni vinicole e artigiane lagunari grazie a una serie di esperienze di visita e degustazione. Tra tutte, la degustazione VIAGGIO permette di conoscere i quattro vini della tenuta (i due bianchi e i due rossi) nelle annate correnti. E’ proprio questa l’esperienza che sarà prenotabile durante i giorni di Wine In Venice. L’esperienza inizierà a pochi passi dalla Misericordia, dove la barca di Venissa porterà gli ospiti nel cuore della Venezia Nativa, a Mazzorbo. Il tour inizierà con una passeggiata tra i filari della vigna murata, durante la quale gli ospiti seguiranno il racconto della storia di Venissa e dei vini unici che vengono prodotti in queste isole.  Seguirà una degustazione di quattro vini delle annate più recenti, ciascuno a perfetta rappresentazione della nostra interpretazione delle tradizioni di Venezia. Altra esperienza unica è quella di San Francesco della Vigna Cosa sarebbe Venezia senza vino… ma soprattutto cosa sarebbe il vino, senza Venezia?  Basterebbe anche solo leggere il nome delle tante calli della Malvasia per testimoniare un antico luogo di mescita e al contempo immaginare le galee veneziane ricolme di anfore e botti che traportavano il vino del Mediterraneo. È come se la storia di Venezia e quella del vino a un certo punto si fossero incontrate, legandosi al punto da diventare indistinguibili l’una dall’altra. Ancor oggi, camminando per la città, è impossibile non imbattersi in un toponimo che racconti questo rapporto, si pensi anche solo al caso più evidente: la Riva del Vin, proprio ai piedi del ponte di Rialto, nel pieno centro mercantile veneziano… o alla più celebre delle produzioni veneziane, il vetro di Murano, la cui proverbiale trasparenza permetteva di cogliere ogni riflesso della bevanda che conteneva. Partendo dalla Scuola Grande della Misericordia, questo tour esclusivo, acquistabile tramite le biglietterie VELA della città e online, ci guiderà in un dedalo di calli, aneddoti, campielli e fatti storici, fino ad arrivare nel luogo più iconico e al contempo più inaccessibile della storia del vino a Venezia: San Francesco della Vigna, il vigneto urbano più antico di Venezia.  Uno scenario unico per misticismo e cultura, un complesso architettonico che ospita la Chiesa – uno degli esempi di architettura rinascimentale più bello della Laguna di Venezia, opera del Sansovino e del Palladio -, la Biblioteca – che conserva e cataloga il patrimonio librario veneto della Provincia di S. Antonio dei Frati Minori -, i Chiostri – di cui uno dedicato alla coltivazione di erbe aromatiche, uno alla raccolta dell’acqua piovana per l’irrigazione e due a vigneto, dal 2019 curati in prima persona dagli agronomi di Santa Margherita. La visita di questo angolo di paradiso e silenzio é stata concessa in esclusiva dal Gruppo Santa Margherita, in occasione della seconda edizione di WINE IN VENICE ed anticipo rispetto all’apertura ufficiale al pubblico programmata per il prossimo marzo. I biglietti, on line su Vivaticket. Non si può mancare! Ivan Vellucci ivan.vellucci@winetalesmagazine.com Mi trovi su Instagram come @ivan_1969
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