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Luxury Hospitality - Masseria AuraTerrae - Polignano a Mare (Bari) Arrow Right Top Bg

2 Agosto, 2026

Luxury Hospitality - Masseria AuraTerrae - Polignano a Mare (Bari)

  Masseria AuraTerrae entra nella prestigiosa associazione Relais & Châteaux    Struttura storica di pregio immersa nella rigogliosa campagna pugliese con vista sul mare, AuraTerrae entra a far parte della rinomata associazione internazionale che riunisce hotel e ristoranti indipendenti, uniti da valori condivisi e da un impegno costante verso un’ospitalità d’eccellenza. Masseria AuraTerrae entra in Relais & Châteaux, l’associazione internazionale che riunisce una collezione di hotel e ristoranti d’eccezione, gestiti da proprietari indipendenti e profondamente legati all’identità dei luoghi che rappresentano. L’ingresso nella collezione rappresenta un importante riconoscimento per il percorso intrapreso dalla famiglia Valentini, proprietaria della masseria, che ha dato nuova vita a una struttura rurale pugliese storica, trasformandola in una dimora di pregio capace di preservarne autenticità e identità storica e architettonica, senza rinunciare al comfort contemporaneo. Poggiata in posizione strategica su un colle tra Polignano a Mare e Conversano, con vista panoramica sulla costa, AuraTerrae nasce da un accurato progetto di recupero conservativo. Antica torre fortificata, poi probabile presidio monastico e successivamente residenza agricola, oggi la masseria conserva l’atmosfera di un autentico borgo rurale, tra pietra calcarea locale, corti e terrazze panoramiche, vicoli, spazi originariamente legati alla vita produttiva della masseria e 24 ettari di campagna, tra orti, frutteti, ulivi e boschi mediterranei. Ogni elemento storico recuperato – dalle targhe in pietra alla mola, dall’antico pozzo fino alla colombaia – contribuisce a raccontare il senso profondo di un luogo che nei secoli è stato rifugio, dimora, spazio di preghiera e lavoro e oggi raffinato retreat. In AuraTerrae la bellezza non è mai solo ornamento, ma nasce dalla capacità di restituire valore a ciò che esisteva già: la pietra, la luce, il paesaggio, le tracce della vita agricola e il silenzio della campagna trovano nuova armonia in un’eleganza misurata, espressione concreta dello spirito del luogo. Il claim “Alle radici del benessere” sintetizza una visione dell’ospitalità fondata sul ritorno all’essenziale, all’origine, alla terra: quiete, natura, tempo lento, cucina sincera, relazione umana e legame con il territorio diventano le radici di una rigenerazione integrale, capace di nutrire un benessere interiore profondo. Autenticità, amore per la terra, impegno per l’eccellenza, rispetto dell’ambiente e accoglienza familiare sono i valori che guidano ogni scelta, dalla cura degli ambienti alle esperienze in masseria. Antonio Valentini, proprietario di Masseria AuraTerrae L’ingresso di AuraTerrae in Relais & Châteaux è per noi motivo di grande orgoglio e rappresenta un riconoscimento prezioso del lavoro svolto per ridare vita a questo luogo straordinario, nel pieno rispetto della sua identità, della sua bellezza antica, dell’energia speciale che ancora oggi custodisce e del paesaggio unico che lo circonda. Fin dal primo giorno abbiamo desiderato creare una struttura capace di offrire agli ospiti un’esperienza autentica e coinvolgente, profondamente legata al territorio e alla sua tradizione culinaria, storica e culturale. In questo percorso sentiamo una naturale vicinanza alla visione e ai valori di Relais & Châteaux, che da sempre valorizza luoghi capaci di raccontare l’anima della propria terra. Far parte di questa importante collezione internazionale rafforza il nostro impegno a interpretare l’ospitalità di alta gamma con coerenza, responsabilità e profondo rispetto per il luogo che ci ospita. Il legame con la terra si esprime anche nella proposta gastronomica e nelle esperienze proposte agli ospiti. Il Ristorante Mareincielo, aperto anche a chi non soggiorna in struttura, valorizza la tradizione pugliese e la dieta mediterranea attraverso materie prime locali, stagionalità e una cucina genuina e sostenibile. A completare il racconto del gusto, cooking lesson, degustazioni dei vini AuraTerrae e di etichette rappresentative della Puglia, agri-picnic bio, aperitivi e cene in vigna invitano a vivere il territorio in modo autentico e sensoriale. Lo stesso radicamento si ritrova nelle altre esperienze proposte dalla masseria: dalle attività creative en plein air ai laboratori dedicati ad arti antiche, come ceramica, intreccio del vimini e cartapesta, fino allo star-gazing tra stelle e miti ancestrali. Anche il benessere diventa espressione del luogo, tra massaggi, attività olistiche e sauna panoramica a botte, dove i profumi delle essenze locali accompagnano rituali di profonda rigenerazione. L’esperienza si apre poi al territorio circostante, tra l’Adriatico e la Valle d’Itria con itinerari e attività pensati per scoprire borghi iconici, meraviglie naturali e culturali e perle nascoste della Puglia. L’ingresso in Relais & Châteaux segna così una nuova tappa nel percorso di AuraTerrae: non un punto di arrivo, ma un ulteriore sviluppo di una visione dell’ospitalità orientata all’eccellenza, che custodisce l’autenticità del luogo e racconta l’arte di vivere del territorio attraverso cultura, cucina, bellezza e un’accoglienza genuina, cordiale e attenta che rinnova in chiave contemporanea la vocazione della masseria come spazio di sosta, cura e benessere. RELAIS & CHÂTEAUX Relais & Châteaux è una straordinaria collezione di 580 hotel e ristoranti d’eccezione in tutto il mondo, gestiti da imprenditori indipendenti  uniti da valori condivisi e da un impegno costante verso un’ospitalità d’eccellenza. Fondata in Francia nel 1954, l’Associazione è attualmente presente in 65 Paesi e celebra l’art de vivre di ogni singola destinazione. Guidate da albergatori, Chef e ristoratori appassionati, le dimore che ne fanno parte coltivano, ciascuna in modo inedito, un profondo legame con il territorio, promuovendone il patrimonio culturale, gastronomico e ambientale e collaborando con gli artigiani locali. Queste dimore, per lo più a conduzione familiare, tramandano il proprio savoir-faire di generazione in generazione. Relais & Châteaux racchiude così tutto il potenziale per far vivere esperienze di viaggio indimenticabili, in armonia con il pianeta. relaischateaux.com MASSERIA AURATERRAE Di proprietà della famiglia Valentini, Masseria AuraTerrae si trova a Polignano a Mare, in provincia di Bari. Poggiata su un colle che domina la costa che va da Mola di Bari sino a Monopoli, è inserita armoniosamente in un incantevole paesaggio bucolico, con vista panoramica a 180° sul mare. Autentico luogo dell’anima, è una struttura vocata al benessere più puro. Interamente recuperata, presenta spazi interni veri ed autentici ma riadattati ai più moderni criteri di comfort, nel rispetto della masseria stessa e ne mantiene gli elementi storici più antichi e originali. Costruita in pietra calcarea del luogo ed altri materiali locali eco-compatibili, vede l’adozione di molteplici misure volte a ridurre l’impatto ambientale e gli sprechi di risorse e si può definire una struttura a “emissioni zero”. Presenta 22 camere – ognuna diversa e unica –con letto matrimoniale, di cui 6 con bagno turco, 3 con camino e 4 con vasca idromassaggio esterna. Circondata da oltre a 24 ettari di terreno dove vivere molteplici esperienze sensoriali e di benessere a contatto con la natura è dotata di 2 scenografiche piscine a sfioro, immerse nel verde e con vista mozzafiato e una sauna a botte esterna panoramica. Masseria AuraTerrae
Viale Maringelli, 404
70044 Polignano a Mare BA
www.masseriaauraterrae.com/it La Redazione
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“Calici di Stelle” festeggia 25 anni a Montepulciano: un quarto di secolo di vino, territorio ed emozioni sotto il cielo di San Lorenzo Arrow Right Top Bg

1 Agosto, 2026

“Calici di Stelle” festeggia 25 anni a Montepulciano: un quarto di secolo di vino, territorio ed emozioni sotto il cielo di San Lorenzo

  Il 10 agosto torna uno degli appuntamenti simbolo dell’enoturismo italiano. Per celebrare l’anniversario la Strada del Vino Nobile di Montepulciano e dei Sapori della Valdichiana Senese dona 25 alberi alla città, presenta un calice celebrativo in edizione limitata e offre il calice ufficiale ai venticinquenni.   Sono passati venticinque anni dal primo brindisi sotto il cielo di San Lorenzo. Da allora “Calici di Stelle” a Montepulciano è diventato uno degli appuntamenti più riconoscibili dell’estate italiana, capace di trasformare il centro storico poliziano in un grande percorso tra vino, cultura, musica, tradizioni e paesaggio. Un traguardo importante che lunedì 10 agosto sarà celebrato con una 25ª edizione speciale, organizzata dalla Strada del Vino Nobile di Montepulciano e dei Sapori della Valdichiana Senese insieme al Comune di Montepulciano, nell’ambito del calendario nazionale del Movimento Turismo del Vino. Per festeggiare gli organizzatori hanno scelto di lasciare anche un segno concreto sul territorio. La Strada donerà infatti al Comune 25 alberi da piantumare. Un gesto concreto per restituire qualcosa alla comunità che da venticinque anni accoglie l’evento e consolidare ulteriormente il legame tra “Calici di Stelle” e Montepulciano. L’iniziativa sarà accompagnata da uno speciale allestimento in Piazza Grande, con un albero simbolico. L’anniversario sarà celebrato anche con un calice speciale in edizione limitata, realizzato appositamente e disponibile esclusivamente in Piazza Grande, che si affiancherà a quello tradizionale. Inoltre, tutti i ragazzi e le ragazze che nel 2026 compiono 25 anni riceveranno gratuitamente il calice ufficiale di “Calici di Stelle”, condividendo simbolicamente questo importante compleanno con l’evento. A proposito dell’importante ricorrenza, dichiara il Presidente della Strada, Doriano Bui: «Calici di Stelle a Montepulciano è l’evento più importante del nostro calendario. Una serata ormai consolidata ma che non cessa di essere sfidante, perché ogni anno, da 25 anni, c’è la volontà di migliorarsi e rinnovarsi, per confermare il suo successo. A non cambiare è la vocazione comunitaria alla base dell’evento, che oggi come in passato tiene insieme territorio, produttori e comunità”. Commenta anche Michele Angiolini, Sindaco del Comune di Montepulciano: Venticinque anni di “Calici di Stelle” sono un traguardo che ci riempie di orgoglio. Questo evento ha saputo raccontare, edizione dopo edizione, l’identità più autentica di Montepulciano: il vino, il paesaggio, l’accoglienza. Il dono dei 25 alberi alla città è un gesto che ci sta particolarmente a cuore, perché lega il valore simbolico di questo anniversario a un impegno concreto per il futuro del nostro territorio. Ringrazio la Strada del Vino Nobile di Montepulciano e dei Sapori della Valdichiana Senese e tutte le realtà che ogni anno rendono possibile questa serata, che resta uno degli appuntamenti più attesi dell’estate poliziana. Anche per questa edizione “Calici di Stelle” conferma il format che negli anni ne ha decretato il successo. La giornata inizierà alle ore 17 con lo speciale tour delle cantine monumentali di Montepulciano, mentre alle ore 18 il tradizionale corteo degli Sbandieratori e Tamburini del Bravìo delle Botti attraverserà il centro storico fino a Piazza Grande, dando ufficialmente il via alla manifestazione. Sempre dalle ore 18 aprirà il mercato dedicato all’artigianato della Valdichiana sotto il Loggiato di Piazza delle Erbe. Dalle 18.30 prenderanno il via le degustazioni itineranti, cuore dell’evento. Con il tradizionale Coupon Stella, acquistabile esclusivamente durante la serata, il pubblico potrà degustare Vino Nobile di Montepulciano DOCG e Rosso di Montepulciano DOC tra il Sagrato della Chiesa di Sant’Agostino, le otto Contrade del Bravìo delle Botti e Piazza Grande. In questa ultima postazione sarà presente anche lo spazio cocktail, a cura di 43° Parallelo Montepulciano, con una proposta realizzata con Rosso di Montepulciano DOC. Torneranno anche le degustazioni guidate, in programma alle ore 19 e alle 21.30 in due location esclusive della città: la Terrazza di Vicolo del Leone e il Loggiato della Canonica di San Biagio. I produttori presenteranno tre etichette di Vino Nobile di Montepulciano abbinate ai sapori del territorio e accompagnate dalla musica dal vivo. Le degustazioni saranno condotte dai sommelier della Fisar Delegazione Valdichiana e sono prenotabili sul sito della manifestazione al costo di 25 euro. Per tutta la serata sarà inoltre possibile cenare nelle otto Contrade del Bravìo delle Botti, degustando il Vino Nobile di Montepulciano DOCG e il Rosso di Montepulciano DOC in abbinamento ai piatti della tradizione locale, vivendo così una delle esperienze più autentiche dell’evento. Non mancheranno gli appuntamenti dedicati alle famiglie ai Giardini della Fortezza, mentre la musica accompagnerà il pubblico fino a tarda sera sul Sagrato della Chiesa di Sant’Agostino e in Piazza Grande. A rendere possibile questa venticinquesima edizione è una consolidata rete di collaborazioni territoriali. Tra i partner istituzionali figurano Vetrina Toscana, il progetto della Regione Toscana, in collaborazione con Unioncamere Toscana, che promuove il turismo enogastronomico, con la regia di Toscana Promozione Turistica coadiuvata da Fondazione Sistema Toscana, il Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano, il Consorzio del Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale IGP, la Fisar Delegazione Valdichiana, il Magistrato delle Contrade e le otto Contrade del Bravìo delle Botti di Montepulciano, le Parrocchie di Montepulciano, la Fondazione Cantiere Internazionale d’Arte, il Bruscello Poliziano, l’Istituto Pellegrino Artusi e Sugherovivo, che anche quest’anno promuoverà la raccolta dei tappi in sughero destinati a progetti di solidarietà e sostenibilità. A garantire la sicurezza della serata saranno la Misericordia di Montepulciano, l’Associazione Vigilanza Civile Ambientale e la Croce Rossa Italiana. A supporto della manifestazione collaborano inoltre AssiCoop Toscana Spa, Banca TEMA, Conad Montepulciano, ESTRA, Farmacia di Valiano (APSP Istituto Maria Redditi), Rubeca Motori, Tigotà, Vini di Toscana. Per informazioni e prenotazioni: www.calicidistellemontepulciano.it La Redazione
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"Un calice di...": Stefano Picarazzi celebra dieci anni di collaborazione con dosaggio zero in una mostra dedicata al vino Arrow Right Top Bg

1 Agosto, 2026

"Un calice di...": Stefano Picarazzi celebra dieci anni di collaborazione con dosaggio zero in una mostra dedicata al vino

  A Casale Marittimo, dal 3 al 31 agosto 2026, oltre trenta tele inedite in cui il vino, per la prima volta nel percorso dell’artista, diventa protagonista e dialoga con il colore.   Dieci anni di mostre, incontri, condivisione, ma anche amicizia sincera. Per celebrare questo traguardo, dal 3 al 31 agosto l’enoteca con cucina Dosaggio Zero ospita la nuova mostra “Un calice di…”, una serie inedita firmata da Stefano Picarazzi e interamente dedicata al mondo del vino. La collaborazione tra l’artista e Dosaggio Zero nasce nel 2016, anno della sua prima mostra allestita negli spazi del locale di Casale Marittimo. Da quel momento, la collaborazione con i proprietari, Walter Galeotti e Sting, al secolo Stefano Neri, si è rinnovata quasi ogni anno, esposizione dopo esposizione, fino a diventare qualcosa che va oltre il lavoro: un legame artistico e umano, alimentato da una lunga e solida amicizia. Per il decimo anniversario, Picarazzi ha scelto di esplorare per la prima volta un tema che finora aveva solo sfiorato: il vino. Da qui nasce una serie del tutto nuova nel suo percorso, in cui il soggetto diventa anche linguaggio, mentre la materia pittorica si misura con un mondo fatto di gesti, tempi e sfumature. “Un calice di…” raccoglie oltre trenta tele di formati diversi, realizzate a tecnica mista, ispirate a un vitigno o a un uvaggio. Superfici dense, colature, segni rapidi e frammenti di scrittura si intrecciano in composizioni che rifiutano la staticità: il quadro, come il vino, si racconta in più passaggi. L’artista Stefano Picarazzi Rosa, verde, azzurro, giallo, rosso e arancio si sovrappongono in composizioni libere e dinamiche, restituendo visivamente l’intensità di una degustazione. Il colore diventa così il linguaggio attraverso cui raccontare profumi, aromi, ricordi e sensazioni: ogni opera è un calice immaginario, un’esperienza sensoriale tradotta in materia pittorica. Il risultato è una mostra ironica e coinvolgente, pensata in dialogo diretto con l’identità vivace e conviviale di Dosaggio Zero. “Con Stefano ci conosciamo da così tanto che è difficile ricordare un Dosaggio Zero senza le sue mostre – aggiunge Walter Galeotti, proprietario di Dosaggio Zero -. Questa, dedicata al vino, arriva nel momento giusto: è come se avesse trovato il modo più naturale per raccontare quello che facciamo qui ogni giorno. La nuova esposizione rappresenta non soltanto un omaggio al vino, ma anche la celebrazione di un percorso condiviso lungo dieci anni: un incontro tra arte, gusto e amicizia che continua a rinnovarsi nel cuore di uno dei borghi più suggestivi della Costa degli Etruschi.” Dosaggio Zero: un’idea prima di un nome Dosaggio Zero nasce nel 2015 in Piazza del Popolo, a Casale Marittimo. In una terra di grandi vini rossi, la scelta è stata quella di percorrere un’altra strada: spumanti metodo classico e rifermentati in bottiglia, selezionati negli anni seguendo la curiosità più che le mode. Il nome stesso, che indica l’assenza di zuccheri aggiunti dopo la sboccatura del vino, racconta l’idea alla base del locale: essenzialità, senza sovrastrutture. UN CALICE DI…di Stefano Picarazzi c/o Dosaggio Zero – Piazza del Popolo 16, Casale Marittimo (PI) – IG: Dosaggio Zero
Apertura mostra al pubblico: dal 3 al 31 agosto 2026
Orari apertura: lunedì – domenica, 11.00-23.00
Ingresso libero La Redazione
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Fèlsina apre le porte alla grande musica con "Chigiana Chianti Classico Experience" Arrow Right Top Bg

1 Agosto, 2026

Fèlsina apre le porte alla grande musica con "Chigiana Chianti Classico Experience"

  Mercoledì 6 agosto l’azienda di Castelnuovo Berardenga (SI) ospita il concerto di viola e pianoforte dell’Accademia Chigiana, seguito da una degustazione dei suoi vini: un incontro che celebra eccellenza musicale, enologia e territorio.   La musica incontra il vino nel cuore del Chianti Classico. Mercoledì 6 agosto Fèlsina farà da cornice a “Chigiana Chianti Classico Experience”, il progetto nato dalla collaborazione tra il Consorzio Vino Chianti Classico e l’Accademia Musicale Chigiana, che porta concerti e appuntamenti enogastronomici nelle aziende simbolo della denominazione. A Castelnuovo Berardenga andrà in scena una serata dedicata all’incontro tra arte, territorio e cultura del vino, pensata per raccontare l’identità più autentica del Chianti Classico. L’evento prenderà il via alle 19.30 con un concerto per viola e pianoforte eseguito dagli allievi dell’Accademia Chigiana, immerso nel suggestivo cortile storico dell’azienda. A seguire, gli ospiti potranno scoprire i vini Fèlsina, accompagnati da una selezione di prodotti dell’azienda e di eccellenze gastronomiche del territorio. Un percorso sensoriale che celebra la qualità delle produzioni locali e il valore dell’accoglienza. Per Fèlsina, da oltre cinquant’anni punto di riferimento nella valorizzazione del Sangiovese e del Chianti Classico, ospitare questa iniziativa significa confermare una visione che considera il vino parte integrante del patrimonio culturale del territorio. La “Chigiana Chianti Classico Experience” diventa così un’occasione per intrecciare linguaggi diversi, in cui musica, paesaggio ed enologia si arricchiscono a vicenda, offrendo al pubblico un’esperienza capace di coinvolgere tutti i sensi e di andare oltre la semplice degustazione. La musica incontra il vino nel cuore del Chianti Classico. Mercoledì 6 agosto Fèlsina farà da cornice a “Chigiana Chianti Classico Experience”, il progetto nato dalla collaborazione tra il Consorzio Vino Chianti Classico e l’Accademia Musicale Chigiana, che porta concerti e appuntamenti enogastronomici nelle aziende simbolo della denominazione. A Castelnuovo Berardenga andrà in scena una serata dedicata all’incontro tra arte, territorio e cultura del vino, pensata per raccontare l’identità più autentica del Chianti Classico. L’evento prenderà il via alle 19.30 con un concerto per viola e pianoforte eseguito dagli allievi dell’Accademia Chigiana, immersi nello scenario delle colline del Chianti. A seguire, gli ospiti potranno partecipare a una degustazione dei vini Fèlsina, accompagnata da una selezione di prodotti dell’azienda e di eccellenze gastronomiche del territorio. Un percorso sensoriale che celebra la qualità delle produzioni locali e il valore dell’ospitalità toscana. Per Fèlsina, da oltre cinquant’anni punto di riferimento nella valorizzazione del Sangiovese e del Chianti Classico, ospitare questa iniziativa significa ribadire una visione che considera il vino parte integrante del patrimonio culturale del territorio. La “Chigiana Chianti Classico Experience” diventa così un’occasione per intrecciare linguaggi diversi, in cui musica, paesaggio ed enologia si arricchiscono a vicenda, offrendo al pubblico un’esperienza capace di coinvolgere tutti i sensi e di andare oltre la semplice degustazione. L’ingresso al concerto è gratuito, il prezzo della degustazione è di 30 euro. Per informazioni e prenotazioni: 0577 1523789 – welcome@felsina.it. *** Fèlsina La cantina Fèlsina nasce nel 1966 a Castelnuovo Berardenga grazie a Domenico e al figlio Giuseppe Poggiali. A entrambi fu da subito chiara la grande vocazione enologica di questo territorio di confine, tra le colline del Chianti Classico e quelle dei Colli Senesi, dove il Sangiovese trova grandissime espressioni. Con l’ingresso in azienda di Giuseppe Mazzocolin e dell’enologo Franco Bernabei si delinea ancor meglio il profilo che l’azienda mantiene tuttora e che dagli anni ’90 è portato avanti con successo da Giovanni Poggiali, terza generazione di viticoltori e oggi alla guida di Fèlsina: una costante ricerca di autenticità in vigna e in cantina, tra natura e tecnica, in 500 ettari di terreno, di cui 72 dedicati alle vigne a conduzione biologica. www.felsina.it La Redazione
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Chiaro di Bolle 2023 Arrow Right Top Bg

31 Luglio, 2026

Chiaro di Bolle 2023

  Il Metodo Classico Blanc de Noirs da Sangiovese firmato Il Borro esce con la nuova annata   Dopo il grande successo delle annate precedenti Il Borro presenta la nuova annata di Chiaro di Bolle Metodo Classico Blanc de Noirs biologico, ottenuto da uve Sangiovese in purezza, vinificate in bianco. Un progetto che vede all’origine la volontà di Salvatore Ferragamo, vice presidente del Borro, di esplorare il potenziale di uno dei vitigni simbolo della Toscana, il Sangiovese, attraverso una lettura originale, capace di coniugare identità territoriale, ricerca e precisione enologica, in un vino di qualità di pronta beva. Salvatore Ferragamo Un vino che mi ha conquistato fin dal primo sorso: la finezza della bollicina, la freschezza agrumata e la sua straordinaria eleganza. Chiaro di Bolle è il risultato del costante lavoro di ricerca che portiamo avanti ogni giorno in vigna e in cantina e rappresenta la volontà di interpretare il Sangiovese da una prospettiva nuova. Quando abbiamo iniziato a lavorare a questo progetto, immaginare un Metodo Classico toscano ottenuto da questo vitigno sembrava una sfida controcorrente. Oggi sono orgoglioso di vedere come quella intuizione di oltre 15 anni fa continui a esprimere in modo autentico e contemporaneo l’identità del nostro territorio, ampliando le possibilità espressive del Sangiovese e offrendo una nuova prospettiva su questo straordinario vitigno. Chiaro di Bolle conferma un percorso che Il Borro porta avanti da diversi anni. In un momento in cui il Sangiovese era quasi esclusivamente associato ai grandi vini rossi del territorio, l’azienda ha scelto di esplorarne le potenzialità in chiave Metodo Classico, puntando su freschezza, tensione e finezza espressiva. Una visione che oggi trova nuova attualità nel crescente interesse verso gli spumanti ottenuti da vitigni autoctoni. Chiaro di Bolle affonda le sue radici nel Valdarno Superiore, territorio storicamente vocato alla coltivazione del Sangiovese. Qui, tra suoli di matrice alluvionale e un clima caratterizzato da importanti escursioni termiche, il vitigno sviluppa una particolare combinazione di maturità, freschezza e precisione aromatica. Caratteristiche che Il Borro ha scelto di valorizzare attraverso il linguaggio del Metodo Classico, offrendo una lettura inedita ma profondamente legata al territorio. Le uve vengono raccolte a maturazione precoce intorno a metà agosto, da vigneti selezionati. Una raccolta a mano, in cassette da 10kg per non stressare l’una e preservarla. Chiaro di Bolle si caratterizza per una permanenza sui lieviti di 18 mesi, elemento che contribuisce a definire complessità, profondità e armonia senza rinunciare alla nitidezza del frutto e alla riconoscibilità varietale. L’annata 2023 è stata segnata da un inverno mite e asciutto, da una primavera particolarmente piovosa e da un’estate che, dopo una fase iniziale più calda, ha beneficiato di temperature più moderate. Le condizioni climatiche hanno contenuto le rese, favorendo al tempo stesso una maturazione equilibrata delle uve e una definizione aromatica particolarmente nitida. Samuele Mammoli, Direttore Tecnico e Produttivo del Borro. Il Sangiovese possiede una naturale energia acida e una precisione aromatica che nel Metodo Classico trovano una lettura particolarmente interessante. L’annata 2023 ha espresso un equilibrio molto favorevole, permettendoci di ottenere un vino nitido, dinamico e pienamente coerente con l’identità del vitigno», afferma Nel calice, Chiaro di Bolle 2023 presenta un perlage fine e persistente. Il bouquet richiama agrumi, fiori bianchi e leggere note di crosta di pane. Al palato spiccano freschezza, sapidità e una trama elegante che conduce a una chiusura armoniosa e di buona persistenza. Chiaro di Bolle nasce dalla volontà dell’azienda di spumantizzare il proprio vitigno simbolo, il Sangiovese, seguendo il percorso già tracciato da Bolle di Borro, il Metodo Classico rosé affinato per 60 mesi sui lieviti. Il progetto prosegue così una visione enologica che ha saputo offrire una delle interpretazioni più originali e contemporanee del Sangiovese. Questa scelta testimonia la capacità de Il Borro di coniugare ricerca, innovazione e identità territoriale, anticipando una tendenza oggi sempre più diffusa: quella di valorizzare i vitigni autoctoni attraverso il Metodo Classico, esplorandone nuove e affascinanti potenzialità espressive. ***** Proprietà della famiglia di Ferruccio Ferragamo dal 1993, Il Borro è una tenuta biologica situata nel Valdarno Superiore, nel cuore della Toscana. Estesa su oltre 1.100 ettari, comprende vigneti, oliveti, un borgo medievale accuratamente restaurato e una realtà vitivinicola che negli anni si è affermata tra le più autorevoli del panorama enologico italiano. Guidata da una filosofia che coniuga sostenibilità, ricerca e valorizzazione del territorio, l’azienda produce vini capaci di esprimere identità, eleganza e profondo legame con il luogo d’origine. Tra le etichette più rappresentative figurano Il Borro IGT Toscana, Polissena, Petruna, primo Valdarno di Sopra DOC da Sangiovese in purezza vinificato in anfora, Pian di Nova, Borrigiano, Lamelle, storico Chardonnay in purezza e primo vino prodotto dalla tenuta, Borrorosa, Bolle di Borro e Chiaro di Bolle. Sempre da uve Sangiovese nasce anche il Vin Santo del Chianti Occhio di Pernice DOC. Completano la gamma due vini di grande prestigio e ricerca enologica: Nitrito, Valdarno di Sopra DOC da Cabernet Sauvignon in purezza, ottenuto grazie all’impiego di cavalli da tiro nelle lavorazioni in vigneto, in linea con la filosofia sostenibile de Il Borro; e Alessandro dal Borro, Valdarno di Sopra DOC Syrah, prodotto esclusivamente nelle migliori annate e soltanto in formato magnum. La Redazione
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Torna “Calici Di Stelle” a Cortina D'ampezzo, con Diesel Farm tra i protagonisti della 14ª Edizione Arrow Right Top Bg

30 Luglio, 2026

Torna “Calici Di Stelle” a Cortina D'ampezzo, con Diesel Farm tra i protagonisti della 14ª Edizione

  Sabato 8 agosto, l’Hotel Ancora Cortina di Renzo Rosso apre le porte a oltre 50 etichette del Movimento Turismo del Vino, con la selezione Diesel Farm a rappresentare il territorio vicentino   Sabato 8 agosto, dalle 17.00 alle 20.00, Cortina d’Ampezzo torna a essere teatro di uno degli appuntamenti enogastronomici più attesi dell’estate: la 14ª edizione di Calici di Stelle, organizzata da Venezia Eventi in collaborazione con il Movimento Turismo del Vino Veneto. A dare ancora più valore all’appuntamento è la cornice che lo ospita: l’Hotel Ancora Cortina è infatti tornato recentemente al suo antico splendore grazie al progetto di recupero voluto da Renzo Rosso, imprenditore vicentino che negli anni ha costruito un legame profondo con la perla delle Dolomiti di cui ha saputo esaltare l’iconicità storica attraverso uno sguardo contemporaneo. Un impegno che l’imprenditore porta avanti anche nel mondo del vino attraverso Diesel Farm, la cantina nata dalla sua passione per il territorio e per l’agricoltura di qualità, oggi realtà riconosciuta nel panorama vitivinicolo italiano. Tra le cantine del Movimento Turismo del Vino Veneto e Lombardia presenti alla serata, con oltre 50 etichette in degustazione libera e la possibilità di dialogare direttamente con i produttori, spicca proprio Diesel Farm, che parteciperà portando la propria interpretazione della tradizione vitivinicola: un approccio che unisce rispetto della terra e ricerca dello stile, applicato con la stessa energia e visione che hanno contraddistinto Renzo Rosso anche in altri settori. La selezione Diesel Farm si snoderà attraverso quattro etichette pensate per accompagnare il pubblico in un percorso completo. Si parte con 55 Celebrating Blanc, vino che apre la degustazione, espressione diretta dello stile della cantina. Segue RRosè 2025, rosato dal carattere immediato e dalla beva contemporanea. Spazio poi a CaRRnet 2023, interpretazione più strutturata e complessa del progetto. Chiude la selezione Rosso di Rosso 2017, etichetta di punta che racconta il percorso di affinamento della cantina, testimoniando la piena maturità raggiunta dal progetto voluto da Renzo Rosso negli anni. Con la partecipazione a Calici di Stelle, Diesel Farm conferma il proprio progetto di crescita nel panorama vitivinicolo italiano, portando in uno dei luoghi più suggestivi delle Dolomiti la propria idea di vino, capace di raccontare il legame tra territorio e visione imprenditoriale. Un percorso che si inserisce in una visione più ampia: quella di Brave Wine, la holding creata da Renzo Rosso per riunire e valorizzare le sue partecipazioni nel mondo del vino di alta gamma, di cui Diesel Farm rappresenta la prima e più identitaria espressione, insieme ad altre importanti realtà come Benanti sull’Etna e Josetta Saffirio nelle Langhe. L’appuntamento di Cortina si conferma così occasione preziosa per condividere con il pubblico non solo il valore delle etichette Diesel Farm, ma anche la storia e l’ambizione di un progetto enologico che continua a crescere. La Redazione
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In arrivo la 22° Edizione della rassegna enogastronomica Arrow Right Top Bg

30 Luglio, 2026

In arrivo la 22° Edizione della rassegna enogastronomica

  Ardesio divino quest’anno omaggio a Pellegrino Artusi   Le vie, le piazze e le corti del centro storico di Ardesio, nel cuore delle Orobie bergamasche, si preparano ad accogliere la 22ª edizione di Ardesio DiVino, la mostra mercato enogastronomica che l’1 e il 2 agosto 2026 tornerà ad animare il borgo con degustazioni, incontri, musica e appuntamenti dedicati alla cultura del gusto. Organizzata da ADIVÌ APS, la manifestazione conferma anche quest’anno la propria vocazione a valorizzare il patrimonio enogastronomico italiano attraverso un’esperienza capace di unire convivialità, tradizione e scoperta. Per due giorni, produttori provenienti da tutta Italia accompagneranno i visitatori in un viaggio tra vini, salumi, formaggi, dolci e altre eccellenze artigianali, raccontando il lavoro, la passione e la cura che si celano dietro ogni prodotto. L’edizione 2026 renderà omaggio a Pellegrino Artusi, considerato il primo grande narratore della cucina italiana. Il tema scelto per quest’anno sarà infatti dedicato alle ricette come espressione di cultura, memoria e identità, in un percorso che intreccia gusto e racconto. Un viaggio che si arricchisce grazie alla collaborazione con Casa Artusi di Forlimpopoli, realtà impegnata nella promozione del riconoscimento della cucina italiana come patrimonio UNESCO. UN PROGRAMMA TRA SAPORI, TRADIZIONE E CULTURA La manifestazione prenderà il via venerdì 31 luglio alle 20.45 con la tradizionale e attesa Cena DiVina, primo grande momento conviviale del festival ospitato presso l’Albergo Ristorante Da Giorgio. Protagonisti della serata saranno i cuochi ardesiani Gilles, Alberto e Davide, che accompagneranno il pubblico in un viaggio gastronomico ispirato alle ricette di Pellegrino Artusi (prenotazione obbligatoria). Sabato 1 (dalle 12.00 alle 21.00) e domenica 2 agosto (dalle 10.30 alle 20.00) il centro storico di Ardesio si animerà con stand, degustazioni e incontri con selezionati produttori, vignaioli e artigiani del gusto, e con l’esposizione di tutti i prodotto all’Enoteca DiVina con una selezione di vini dei produttori protagonisti della 22ª edizione. Numerosi gli appuntamenti che animeranno la due giorni. Si inizia sabato 1, alle 15.30, nella sala consiliare del Comune (Piazza Monte Grappa), con l’ormai tradizionale Degustazione guidata del Seminario Permanente Luigi Veronelli: un viaggio sensoriale, condotto da Andrea Alpi, Responsabile Formazione del Seminario Permanente Luigi Veronelli e curatore della Guida Oro, alla scoperta di una selezione dei “Sole”, il prestigioso riconoscimento assegnato dalla storica Guida alle etichette, scelte tra migliaia di campioni assaggiati, i cui “racconti in forma di vino” sono rappresentativi della competenza, della creatività e dell’impegno dei rispettivi produttori (prenotazione obbligatoria). Si prosegue alle 16.30 presso il Parco Alpini della Casa Museo con il laboratorio gratuito di cucina delle Mariette di Casa Artusi: un’occasione per mettere letteralmente le mani in pasta e scoprire tecniche e segreti della tradizione gastronomica italiana. Chiude la giornata, dalle 19.30, sotto la tensostruttura nel piazzale delle Poste, la tradizionale Cena Popolare delle mamme di Ardesio, che quest’anno si arricchirà di suggestioni e ricette ispirate al ricettario di Pellegrino Artusi. Domenica 2 agosto, alle 10.30 torneranno protagoniste le Mariette di Casa Artusi con un secondo laboratorio gratuito di cucina presso il Parco Alpini della Casa Museo, mentre dalle 12.30 il piazzale delle Poste ospiterà il tradizionale Pranzo Alpino organizzato dal Gruppo Alpini di Ardesio. Nel pomeriggio, alle 17.00, il Palcoscenico Letterario proporrà “Vite, Voci, Vino”, reading teatrale a cura del Teatro Minimo che accompagnerà, insieme a Casa Artusi, alla scoperta della figura di Pellegrino Artusi, intrecciando testi di grandi autori e musica dal vivo in un racconto poetico e coinvolgente dedicato al vino e alle sue storie. Conclude la giornata la Cena Popolare, sempre dalle 19.30 a sotto la tensostruttura del piazzale delle Poste. MUSICA A KM ZERO PER RACCONTARE IL TERRITORIO La colonna sonora di Ardesio DiVino 2026 sarà affidata a “Musica a Km0”, progetto pensato per valorizzare artisti e musicisti del territorio attraverso concerti gratuiti diffusi nelle vie del borgo. Sabato 1° agosto, durante tutta la giornata, si alterneranno il cantautore Jahnet Beccarelli in duo con Mauro Tasca, la Sindaco Acoustic Guitar Band guidata da Enrico De Paoli, il pianista Luca Balduzzi e il duo acustico The Pizza’s Orphans, con repertori che spaziano dal cantautorato al rock internazionale. Alle 20.30, nel piazzale del Comune, gran finale con i Colpi di Soul e il loro coinvolgente omaggio alle sonorità soul, funk e pop. Domenica 2 agosto il risveglio musicale sarà affidato alle sonorità internazionali di Giuseppe Jos Olivini e ai canti spirituali indiani dei Bhajanam. Nel pomeriggio spazio alle sonorità originali dei Katastrophé, alle sperimentazioni sonore del Japa Mala Duo, alle reinterpretazioni acustiche di Sveva & Fabio e al piano solo di Lorenzo Zani. A chiudere la manifestazione, alle 20.30 nel piazzale del Comune, sarà il Diego Ghenzi Trio con un tributo ai grandi cantautori italiani da De André a Guccini, da Dalla a De Gregori. UN EVENTO CHE COINVOLGE TUTTA LA COMUNITÀ Ardesio DiVino continua a essere un evento costruito grazie alla partecipazione dell’intera comunità locale. Un ringraziamento speciale va agli abitanti di Ardesio, che con il loro impegno e la loro accoglienza contribuiscono ogni anno a rendere unica la manifestazione, e alla Pro Loco Ardesio, che sostiene e anima il festival. INFO E PREVENDITE Le prevendite per partecipare ad Ardesio DiVino 2026 sono già aperte. Per informazioni, programma completo e acquisto dei biglietti è possibile consultare il sito ufficiale ardesiodivino.it.
La manifestazione si svolgerà anche in caso di maltempo. Ardesio DiVino 2026 | 1-2 agosto 2026
Cena DiVina | 31 luglio 2026
Ardesio (Val Seriana – BG) La Redazione
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Wines Experience & Fine Food arriva a Città del Messico: nuove opportunità per le eccellenze enogastronomiche italiane Arrow Right Top Bg

29 Luglio, 2026

Wines Experience & Fine Food arriva a Città del Messico: nuove opportunità per le eccellenze enogastronomiche italiane

  Il 5 e 6 novembre 2026 Expo Santa Fe ospiterà la prima edizione messicana di Wines Experience & Fine Food. Un progetto internazionale pensato per favorire l’incontro tra produttori italiani e buyer latino-americani, con il sostegno di ITA-ICE (Italian Trade Agency), la partecipazione di Italia del Vino e la presenza di Decanter e Gambero Rosso.   Wines Experience & Fine Food approda a Città del Messico con un nuovo appuntamento dedicato alle aziende italiane interessate a sviluppare la propria presenza in uno dei mercati più dinamici dell’America Latina. L’evento si terrà il 5 e 6 novembre 2026 presso Expo Santa Fe e coinvolgerà importatori, distributori, operatori dell’ospitalità e professionisti del food & beverage. Con oltre 130 milioni di abitanti, importazioni di vino pari a 315 milioni di dollari e un consumo pro capite cresciuto del 60% negli ultimi quindici anni, il Messico offre interessanti prospettive di sviluppo per i produttori italiani. Le importazioni coprono oltre il 70% del consumo nazionale e l’Italia figura già tra i principali fornitori. Il valore del comparto vinicolo messicano potrebbe inoltre raggiungere 6,6 miliardi di dollari entro il 2030. La manifestazione riunirà circa 130 aziende espositrici con oltre 1.000 etichette in degustazione e più di 1.000 operatori internazionali. Wines Experience è un format internazionale ideato da Fiere Italiane SEA in collaborazione con BolognaFiere. Nato per costruire una piattaforma globale dedicata al vino e all’eccellenza enogastronomica, il progetto punta a connettere le aziende italiane con i mercati a maggiore potenziale attraverso un modello fieristico innovativo e orientato al business. La tappa messicana arriva dopo il successo delle precedenti edizioni di Londra, che ha riunito oltre 170 espositori italiani e 1.200 professionisti, e di Ho Chi Minh City, con 70 espositori e 550 buyer internazionali. Il format propone un approccio alternativo rispetto alle fiere tradizionali, privilegiando la qualità degli incontri attraverso lounge aperte, spazi condivisi e aree pensate per favorire un confronto diretto tra aziende e operatori professionali. Il programma comprenderà masterclass, seminari, degustazioni guidate e la Blind Tasting Area, uno spazio di degustazione anonima che consentirà alle aziende di raccogliere dati e insight sul posizionamento dei propri vini. Torneranno inoltre i Market Shapers Awards, il riconoscimento dedicato alle aziende, ai professionisti e alle organizzazioni che mirano alla crescita del food & beverage italiano nei mercati internazionali. A rafforzare il progetto contribuiranno anche le collaborazioni con Decanter e Gambero Rosso, orientate ad accrescere la visibilità internazionale della manifestazione e il coinvolgimento della stampa specializzata. L’iniziativa potrà contare sul sostegno di ITA-ICE (Italian Trade Agency), che sarà presente con una collettiva di aziende, e sulla partecipazione di Italia del Vino, che riunirà alcune delle principali cantine. L’edizione di Città del Messico segna inoltre una più decisa apertura verso il fine food. Prodotti gourmet, ingredienti di alta qualità e specialità territoriali affiancheranno il vino, ampliando le occasioni di networking, in una rappresentazione più completa delle eccellenze enogastronomiche italiane. Dopo Città del Messico, il calendario internazionale di Wines Experience proseguirà anche il prossimo anno con il ritorno a Ho Chi Minh City il 19 e 20 maggio 2027 e a Londra il 4 e 5 ottobre 2027, confermando la volontà di costruire una piattaforma internazionale stabile al servizio delle imprese. Per saperne di più: https://winesexperience.com/ United Experience United Experience è una società internazionale dedicata alla creazione di eventi, progetti di comunicazione e contenuti multimediali. Attraverso un approccio innovativo e integrato, unisce competenze creative e organizzative per accompagnare aziende e istituzioni in percorsi di valorizzazione e storytelling contemporaneo. Con sedi operative negli Stati Uniti e in Italia, la società collabora stabilmente con BolognaFiere nello sviluppo di nuove progettualità fieristiche e iniziative di respiro globale. La Redazione
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La Dimora di Dosio Vigneti. La Barbera della condivisione Arrow Right Top Bg

28 Luglio, 2026

La Dimora di Dosio Vigneti. La Barbera della condivisione

    Si potes Archiacis conviva recumbere lectis
nec modica cenare times holus omne patella,
supremo te sole domi, Torquate, manebo.
Orazio, Epistulae, I, 5 (Se sai adattarti a un letto meno sontuoso, se non temi una cena modesta servita in un solo piatto, ti attenderò in casa, al tramonto, Torquato.) Prima di diventare un vino da tavola imbandita, la Barbera è stata per secoli il vino dell’abitudine. Nelle cascine piemontesi si versava senza cerimonie, accompagnava il pane e il companatico, restava sul tavolo per tutta la sera: un vino di casa, appunto, prima ancora che un vino di cantina. È da questa radice domestica e da un paradosso di altitudine che ne ribalta la vocazione che nasce La Dimora, la nuova Barbera d’Alba di Dosio Vigneti, la cantina di La Morra. Dosio e la cascina di Serradenari: una storia dal 1974 L’azienda ha le sue radici ai margini del borgo di La Morra, nella regione Serradenari, dove un’antica cascina della prima metà del Settecento domina un anfiteatro di colline che parve, fin da subito, votato alla vite. Nel 1974 quell’intuizione si è fatta cantina: sono nati così Dosio Vigneti, oggi guidata dalla famiglia Lanci, che dal 2010 ne ha raccolto l’eredità. La produzione spazia dai cru storici del Barolo (Fossati, Serradenari, Bussia) fino ai bianchi di Langhe e Roero. Alla vocazione vitivinicola si è affiancata, dal 2023, quella dell’accoglienza, con la nascita dell’Antica Dimora Dosio: il relais immerso tra i filari da cui la nuova Barbera prende il nome. La Morra e l’altitudine che ribalta la vocazione della Barbera Nella gerarchia tramandata delle Langhe, i versanti migliori, quelli più esposti e più assolati per intenderci, sono stati per tradizione riservati al Nebbiolo. Dopo le crisi di oidio, peronospora e fillossera di fine Ottocento, i contadini avevano imparato a concentrare quel vitigno delicato solo nelle zone più vocate, lasciando alla Barbera le esposizioni meno nobili: un vino di pronta beva, apprezzato per l’acidità più che per il tannino, che riempiva le caraffe d’osteria mentre il Nebbiolo saliva ai piani nobili della tavola. Anche se, non dobbiamo nascondercelo mai, Barbera e Dolcetto sono rimasti, almeno fino all’inizio degli anni ’90, i veri dominatori della viticoltura piemontese. Nemmeno imbottigliati, tra l’altro. La Dimora inverte, silenziosamente, questa geografia. Nasce infatti da una parcella collinare a 500 metri di quota, la medesima di Serradenari, il punto più alto dei vigneti da Barolo di tutta la denominazione. Una quota che di norma la Barbera non frequenta. È così che il freddo notturno e l’escursione termica, che a quell’altezza plasmano il Nebbiolo più austero, regalano a questa Barbera un’acidità naturale, una tensione e una freschezza che pochi altri vigneti della zona possono restituire. La Dimora: il ritratto di una Barbera che non sa aspettare Nessun legno a mediare la voce del frutto e solo acciaio così da custodirne la purezza. Meno male, mi vien da dire. Anche perché, da sempre, la Barbera, difficilmente vedeva il legno. Andava bevuta fresca e giovane e non poteva certo aspettare. Versata nel bicchiere, La Dimora ha il colore acceso delle ciliegie raccolte a fine giugno, prima che il caldo le scurisca. Un rubino luminoso, quasi impaziente, che chiede solo di essere bevuto. Altro che osservato e valutato. Al naso l’elenco dei suoi frutti sembra una sorta di rosario sgranato che si recita a memoria come se si sapesse già cosa verrà dopo, come se fossero delle conseguenze logiche appartenenti a qualcosa di familiare. Ciliegia matura, marasca, piccoli frutti di bosco, un soffio di fiori che ne alleggerisce il peso. È poi in bocca che questa Barbera mostra il suo carattere. Vero, intenso, succoso, scattante. C’è una acidità che attraversa il palato senza pungerlo anzi, rinfrescandolo, chiedendoti così un altro sorso prima ancora che il primo sia finito. Il tannino è quasi impercettibile. Si limita a tenere in piedi il frutto, senza mai frenarlo. Energia, non aggressività; freschezza, non acerbità. Finalmente un vino fatto per essere bevuto in fretta e ricordato con calma. Ecco perché va servito senza troppa cerimonia, senza particolari parole lasciando parlare le persone più che il vino. Va servito fresco, mai gelato, assecondando la sua vocazione che non è e non può essere la meditazione ma la compagnia delle cene d’estate che si allungano, dell’aperitivo che non guarda l’orologio, della sete semplice di chi è appena rientrato a casa.   Un nome che racconta l’ospitalità Chiamare questo vino La Dimora mi sa una sorta di dichiarazione d’intenti di qualcosa che non ricerca una occasione, ma l’immediatezza di casa. Come nelle cascine di un tempo, dove la Barbera scorreva senza cerimonie a ogni pasto e, magari, riusciva a scalfire lo spirito sabaudo delle famiglie. La Barbera, in fondo, se trattata bene, come ne La Dimora, non può che essere condiviso a tavola, in buona compagnia, con la porta di casa aperta.   Ivan Vellucci – Suggestioni di Vino
ivan.vellucci@winetalesmagazine.com Mi trovi su Instagram come @ivan_1969
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