6 Ottobre, 2025
Vinòforum 2025. Roma sotto il segno del vino e della convivialità
Roma, Piazza di Siena – Villa Borghese, 8-14 settembre 2025: queste date segneranno per molti amanti del vino l’inizio dell’autunno con un gusto speciale. È tornato Vinòforum, la 22ª edizione della kermesse enogastronomica che più di ogni altra mette in dialogo produttori, territori, chef e appassionati, puntando su eccellenza, scoperta e identità.
Luogo, numeri e novità
L’edizione 2025 si è svolta in una cornice mozzafiato: Piazza di Siena in Villa Borghese, che ha ospitato circa 800 produttori, con oltre 3.200 etichette in degustazione.
Orari serali (dalle 19 fino a mezzanotte, con estensione fino all’una nei weekend) che hanno trasformato le sere romane in momenti di gusto e convivialità. Il biglietto includeva il calice da degustazione, un carnet da 10 assaggi di vini e l’accesso agli eventi gratuiti previa prenotazione.
Novità interessante, la scelta di far cadere l’evento a settembre, in un momento vicino alla vendemmia, per cogliere vini che esprimono più freschezza, più identità. L’intento dichiarato dagli organizzatori è che questo diventi un new wine & food era per Roma e per il Lazio.
Il Lazio al centro: vini locali e scoperte personali
In questa occasione ho avuto modo di dedicare particolare attenzione ai produttori laziali: vini dei Castelli Romani, Frascati, Roma DOC, Colli Pontini. Vini che riconoscono il caldo, le brezze tirreniche, i terreni vulcanici e argillosi. In particolare, ho assaggiato un Frascati Superiore che mi ha sorpreso per la sua acidità equilibrata e per il profumo di fiori bianchi – un vino che sa di territorio e di storia. Mi ha colpito anche una selezione di rosati dei Colli Albani, leggeri ma con carattere, che si rivelano perfetti nei momenti serali di Vinòforum.
Lo stand Calabria: curiosità che cresce sempre di più anche per il pubblico romano
Una delle aree che mi ha più affascinato è stata quella dedicata alla Calabria. Tra gli espositori calabresi, ho notato una partecipazione costante del pubblico; molte persone incuriosite, disposte a fermarsi, degustare, chiedere origine, varietà, abbinamenti. Il patrimonio calabrese — spesso percepito come “marginale” — a Vinòforum ha avuto un palcoscenico importante, e credo che la consapevolezza delle sue potenzialità stia crescendo davvero.
Internazionale, masterclass e approfondimenti
Vinòforum non è solo esposizione: è formazione, esperienza, confronto. Ho partecipato a una masterclass sui vini spagnoli, che ha offerto una prospettiva ampia: da Rioja e Ribera del Duero fino ad alcune denominazioni minori meno conosciute, ma ricche di storia e di gioia per il palato. È stato stimolante capire come la freschezza o l’influenza atlantic-marittima in alcuni spagnoli dialoghi con la calda mediterraneità del Lazio; una bella lezione di contrasto e di equilibrio.
In un wine evento che si rispetti occorre una buona acqua.
Altrettanto memorabile è stata la cena Gocce d’Eccellenza, cui ho preso parte, organizzata dallo sponsor Acqua Orsini, e con la partecipazione di bar Culto e il ristorante romano Carter Oblio: piatti studiati, dallo chef Alberto Cucciniello abbinati e ben calibrati, a singolari cocktail inventati da Giorgio Menotti Bar tender di CVLTO bar Trastevere. Atmosfera raffinata ma non formale. È in questi momenti che un evento diventa esperienza totale: sapore, estetica, conversazione.
I miei preferiti e una classifica sentita
Tra i tanti calici assaggiati a Vinòforum, ci sono stati alcuni vini che mi hanno davvero emozionato e che meritano una menzione speciale, quasi una piccola classifica personale:
Frascati Superiore DOCG (Lazio) Villa Simone. Un bianco che sembra racchiudere la luce delle colline laziali: al naso fiori bianchi, note agrumate e un accenno minerale che ricorda la brezza dei Castelli Romani. In bocca è armonico, con un equilibrio perfetto fra freschezza e sapidità. È il Lazio che si racconta senza fronzoli, ma con un’eleganza spontanea che conquista.
Albariño Rosado (Spagna) Bodegas Lagar da Condesa Un vino sorprendente, quasi sfuggente, con una veste rosa tenue che invita subito al sorso. Il profumo è un giardino mediterraneo: erbe aromatiche, piccoli frutti rossi e un tocco salino che ricorda le mareggiate atlantiche. In bocca danza leggero, vibrante, perfetto con i piatti di pesce e la tapas gourmet che ho avuto modo di assaggiare durante la masterclass. Un vino che ti porta lontano senza farti muovere da Roma.
Il Monaci di Giraldi & Giraldi (Calabria). Rosso da uve Magliocco, potente e raffinato insieme. Ha il colore intenso del tramonto che bagna la costa tirrenica calabrese e un naso che esplode di frutti di bosco maturi, spezie e una leggera nota affumicata. In bocca è profondo, con tannini avvolgenti e una persistenza che ti accompagna a lungo, come un ricordo che non vuole svanire. È la Calabria che sa affermarsi con orgoglio, con un carattere autentico e una voce che rimane impressa.
La Vip Room e lo Champagne
Tra i momenti indimenticabili di Vinòforum, c’è stata la sosta nella Vip Room, uno spazio esclusivo dove scorreva Champagne e metodo classico internazionale. Qui il mio calice preferito è stato un Veuve Clicquot Brut, brillante e seducente, con le sue note di mela gialla, brioche appena sfornata e agrumi canditi. Bevuto insieme a un collega e amico giornalista, Luca Gruppo, che saluto con piacere, ha reso quel brindisi un istante di vera complicità professionale e umana. Un sorso che ha suggellato il lato più conviviale e nobile del festival.
La Digital Communication Room
Una novità che ho particolarmente apprezzato in questa edizione è stata la presenza della Digital Communication Room: non una semplice sala stampa, ma uno spazio pensato per giornalisti digitali, influencer, content creator e comunicatori del vino. Un punto d’incontro moderno dove scambiarsi opinioni, creare contenuti live, lavorare con connessioni stabili e strumenti a disposizione.
Un luogo che testimonia come Vinòforum stia guardando avanti, comprendendo che oggi la comunicazione del vino non passa solo dalle testate cartacee o dalle grandi firme, ma anche da chi racconta in tempo reale sui social, portando l’esperienza del festival oltre i confini fisici di Roma.
In conclusione: un invito a vivere il prossimo Vinòforum
Se ti piace il vino, se ami il racconto che c’è dietro ogni bottiglia, non puoi perdere Vinòforum. È l’evento che celebra il bello dell’enogastronomia e ti fa sentire parte di qualcosa: comunità, territorio, gusto.
Alza un calice con me e preparati: il prossimo Vinòforum sarà ancora più sorprendente. 🍷
Francesco Aiello
@wineeventi_italy
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