Only Wine Festival a Città di Castello: un’esperienza da influencer tra giovani innovatori del vino
Lo ammetto: da influencer del vino, raramente un evento mi ha colpito come Only Wine Festival. Partecipando alla XII edizione — svoltasi dal 26 al 28 aprile 2025 a Città di Castello (PG), nella magnifica cornice di Palazzo Vitelli a Sant’Egidio — ho percepito un fermento autentico, fatto di qualità, passione e innovazione. Un festival pensato per premiare con entusiasmo oltre 100 piccoli produttori che si distinguono per grinta, originalità e freschezza.
Un palco per giovani produttori d’eccezione
Only Wine non è una fiera come le altre. È un salone esclusivo dedicato a produttori under 40, aziende con meno di 10 ettari e attive da meno di 10 anni, selezionate non solo in Italia, ma anche a livello internazionale. Quest’anno, per la prima volta, hanno partecipato produttori dalla Champagne, dal Giappone e da altre realtà emergenti, accanto a giovani promesse italiane provenienti da tutte e 20 le regioni.
La manifestazione si è articolata su tre giorni: sabato e domenica aperti al pubblico con banchi d’assaggio e masterclass, mentre il lunedì è stato dedicato agli operatori del settore — buyer, giornalisti, sommelier e influencer.
Perché Only Wine mi ha conquistato
In veste di influencer sono arrivato a Città di Castello con curiose aspettative. Ma è stato lì che ho compreso davvero il valore di un evento costruito per chi ha qualcosa da dire, da inventare, da sperimentare. Only Wine è molto più di una vetrina: è un laboratorio di energia e visione.
- Palette di profili inediti: ho potuto assaggiare vini nati da vigneti urbani, grazie alla collaborazione con la Urban Vineyards Association. Un progetto sorprendente, che porta la viticoltura nelle città del mondo.
- Masterclass coinvolgenti: Gavi, Champagne, Soave, Schiava, Verdicchio, Barolo — ogni masterclass era un viaggio, tra approfondimenti tecnici e storytelling denso di autenticità.
- Incontri autentici: dietro ogni calice, una storia. E ogni storia raccontata da chi ci mette la faccia, il tempo, la terra. Giovani produttori con le mani nel vigneto e lo sguardo rivolto al futuro.
Numeri e atmosfera: un successo che parla da sé
I dati lo confermano: l’edizione 2025 ha superato le 6.000 presenze, con la partecipazione di oltre 160 produttori e centinaia di operatori professionali, tra cui ristoratori, buyer, giornalisti e, ovviamente, content creator come me.
L’atmosfera? Quella di una festa elegante e intima, immersa nel verde e nell’arte rinascimentale di una città che si presta meravigliosamente al vino: Città di Castello. Non mancavano gli eventi off: mostre, degustazioni in piazza, cene a tema. Il tutto con una logistica impeccabile e una comunicazione capillare.
Due sorprese che non dimenticherò
Tra i tantissimi assaggi, ce ne sono stati due che mi hanno davvero colpito.
Il primo è stato il Metodo Classico di Cantine Latini, una realtà svizzera che lavora con Pinot Nero e Chardonnay. Un perlage fine, un equilibrio straordinario, e quella purezza che pochi spumanti riescono a trasmettere con così tanta grazia.
Il secondo è stato Nippo Sakaya, produttore giapponese che ha portato in degustazione alcuni vini delicati e sorprendenti, che parlano una lingua diversa ma perfettamente comprensibile a chi ama la raffinatezza. Un’esperienza che ha ampliato i miei orizzonti gustativi.
Guardando al 2026: cosa possiamo aspettarci?
Dopo un’edizione così riuscita, è lecito sognare. E io sogno in grande.
- Più internazionalizzazione: dal Giappone alla Svizzera, abbiamo visto quanto l’apertura arricchisca. Sarebbe magnifico vedere coinvolte anche realtà emergenti da Australia, Argentina, Grecia, Georgia.
- Focus su sostenibilità e vitigni resilienti: mi piacerebbe una sezione tematica dedicata alle nuove frontiere della viticoltura naturale e resistente al cambiamento climatico.
- Più interazione col pubblico: degustazioni creative, blend personalizzati, giochi sensoriali, magari anche un “Only Wine Lab” dove ogni visitatore può lasciarsi ispirare come fosse parte della produzione.
Il mio finale personale (e un invito…)
Chiudevo ogni giornata dell’evento con un sorriso. Da influencer sono spesso abituato a fare “social reporting”, ma qui ho respirato qualcosa di diverso: una comunità giovane, determinata, legata alla terra e animata dalla voglia di condividere storie.
Only Wine non è solo un evento: è un laboratorio di sogni e di speranze concrete, dove il vino diventa cultura, bellezza, orizzonte. Se stai amando il vino così come lo amo io, non puoi perderti l’edizione 2026. Inizia a pianificare con anticipo: fidati, sarà un’esperienza che ti cambierà.
Ci vediamo l’anno prossimo a Città di Castello… 🍷
Francesco Aiello