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BlendNews è un contenitore di informazioni dedicato al vino. Racconteremo gli eventi, le novità e le curiosità di questo mondo.

 

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15 Gennaio, 2024

Torna Wine in Venice

Una città meravigliosa e unica al mondo, Venezia. Un palcoscenico che il mondo ci invidia, un luogo incantato ritrova per il secondo anno il vino. Ecco a voi Wine in Venice! Dopo il successo della prima edizione con un afflusso di pubblico che va oltre l’immaginazione, dal 20 al 23 gennaio presso le sale della Grande Scuola della Misericordia ritorna Wine in Venice. Formula unica ed innovativa quella dell’evento organizzato da WineTales, Beacon, The Media Company e Venezia Unica con la media partnership de “Il Gusto” verticale food&wine del gruppo GEDI: una cantina per regione per esporre e parlare dei propri prodotti. Presenza per merito e senza costi. Merito dovuto ai progetti attuati sui temi dell’etica, della sostenibilità, della innovazione. Sette grandi novità in questa seconda edizione. Hall of fame. Un grande spazio espositivo con le cantine della precedente edizione e di quella attuale Mediakey Venice Award. Un premio dedicato al food&beverage realizzato dal Gruppo Media Key per celebrare i progetti marketing più innovativi Celebration AIS Veneto con la nomina ufficiale dei nuovi Sommelier Masterclass dei Campioni condotta dai due migliori Sommelier eletti dall’Associazione Italiana Sommelier Alessandro Nigro Imperiale e Cristian Maitan Closing Party @Cà Select. Un party esclusivo di chiusura dell’evento Itinerari di Vini alla scoperta di posti unici nei pressi di Venezia come Venissa Vive la France a cura di Alessandro Nigro Imperiale con una masterclass imperdibile dedicata ad una cantina francese produttrice di Champagne   Tante le masterclass da scoprire: uniche e incredibili come la manifestazione Wine in Venice.  Ecco le masterclass ed il walk around Lugana Prima Masterclass Lugana. Storie di famiglie e generazioni a confronto. Ogni generazione interpreta ed elabora valori specifici, cultura, filosofia di vita e competenze. A confronto due generazioni per raccontare le diverse sfaccettature del Lugana Seconda Masterclass Lugana. Lugana a Venezia, tra cultura del vino e tesori d’Arte Vino e arte è un binomio indissolubile, due forme di piacere che richiedono di essere ugualmente coltivate e raccontate con amore, cura e rigore. Edoardo Peduto, direttore del consorzio del Lugana Gli elementi caratteristici di Venezia che ci hanno ispirato per realizzare le nostre masterclass sono due: la capacità di abbracciare diverse generazioni e culture, e l’immenso patrimonio artistico che non ha eguali nel mondo.  Abbiamo quindi pensato di tradurre questi due concetti nel nostro mondo ideando due masterclass: una in cui i capisaldi della nostra denominazione dialogheranno con la nuova generazione della denominazione Lugana, un “confronto” sincero su approcci, visioni e influenze; l’altra in omaggio al binomio Ars et Vinum, e quando l’arte, in tutte le sue forme, dialoga con le diverse sfaccettature del nostro vino, quello che ne esce è un capolavoro di emozioni e sensazioni. “ Masterclass dei campioni La prima attività che inaugurerà il programma della nostra seconda edizione. Una masterclass incredibile, condotta dagli ultimi due migliori sommelier eletti dall’Associazione Italiana Sommelier , ovvero Alessandro Nigro Imperiale e Cristian Maitan neo miglior sommelier dell’anno 2023. Winetales Club Questa masterclass, organizzata dalla redazione di Winetales Magazine, sarà un viaggio nell’Italia enoica tra eccellenze e piccole scoperte, tra racconti di vigne e storie incredibili un momento davvero da non perdere. Sarà un’occasione per  WT group srl, azienda proprietaria del marchio Winetales e Wine in Venice per inaugurare il nuovo “Winetales Club” una contenitore chiuso dove trovare una selezione di vini a prezzi riservati, degustazioni private e visite esclusive nelle cantine. La masterclass sarà moderata da Alessandro Nigro Imperiale e Cristian Maitan insieme ad Ivan Vellucci. Oltrepò Espressioni d’Oltrepo’ tra bollicine e Buttafuoco. Viaggio alla scoperta di un territorio sempre più presente nelle carte vino dei grandi ristoranti italiani. 6 vini prodotti da due aziende di riferimento dell’area oltre padana: Francesco Maggi e Bosco del Sasso. Un itinerario ampio e preciso che porterà il pubblico di Wine In Venice a conoscere le bollicine metodo martinotti e metodo classico passando per il riesling, il pinot nero e per chiudere con Buttafuco e Buttafouco Storico. Un focus da non perdere Marco Maggi per cantina Francesco Maggi e Manuela E. Centinaio per cantina Bosco del Sasso Oggi abbiamo scelto di presentare due grandi protagonisti del nostro territorio: le bollicine di Pinot Nero e due interpretazioni di Buttafuoco, quello classico e quello storico. Vive la France una masterclass a cura di Alessandro Nigro Imperiale, eletto miglior sommelier d’Italia del 2022, nonché miglior sommelier dell’anno da parte di Gault & Millau. Una cantina francese, Serveraux Fils,  ricercata produttrice di Champagne, sarà la protagonista di una masterclass incredibile. Valpolicella. Una masterclass dedicata al Valpolicella Doc Superiore Il Valpolicella superiore è un vino versatile e raffinatissimo che richiama o addirittura supera lo stile dei bordeaux francesi. Un prodotto concepito per l’alta ristorazione che meglio degli altri esprime il terroir della Denominazione. Il suo particolare profilo enologico lo rende adatto ad abbinarsi ai piatti più disparati, comprese le pietanze più ricercate e delicate come il pesce ad esempio. Il disciplinare di produzione permette un breve appassimento delle uve prima della pigiatura , ma sovente la scelta dei produttori è invece quella di non appassire e costruire pertanto un prodotto a bassa gradazione alcolica che possa essere servito a temperature relativamente basse e che possa incontrare la soddisfazione dei palati più eclettici ed esigenti. Si tratta di un vino che vuole conciliare tradizione e innovazione enologica e che si rivolge a consumatori afferenti anche a giovani classi generazionali. E’ un vino spesso utilizzato da rinomati chef che cercano nuove interpretazioni gastronomiche e si spingono su piatti “intrepidi” e fuori dagli schemi tradizionali. Val di Cembra. In Val di Cembra, nel cuore delle Dolomiti, la verticalità in un calice. Un viaggio emozionante dove il terroir si assapora in ogni sorso. Un omaggio alla viticoltura eroica, e quindi verticale, che caratterizza tutto il territorio di produzione della Val di Cembra, insignito recentemente del titolo di paesaggio rurale storico d’Italia, fatto di ripidi declivi, 708 km di muretti a secco oggi Patrimonio immateriale Unesco per l’arte di costruzione, e un dislivello di oltre 700 metri con i caratteristici vigneti che via via salgono dal torrente Avisio sino alle cime della vallata disegnando un paesaggio unico e irripetibile. Verticale inoltre è una delle principali caratteristiche dei vini cembrani, con mineralità e sapidità a dominare la percezione gustativa. Ascovilo il walk around Ascovilo, associazione dei 13 consorzi vitivinicoli lombardi, a Venezia sarà presente con il suo Walk-Around Tasting che coinvolgerà ben sette dei Consorzi di Tutela Vino  della Lombardia sotto appunto l’egida di Ascovilo. Dal Cosorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese al Consorzio Vini Mantovani, passando per il Consorzio Lugana, Consorzio Valtenesi, Consorzio Garda Doc, Consorso Moscato di Scanzo e Consorzio San Colombano. Un percorso di degustazione che guiderà gli appassionati alla scoperta dell’eccellenza lombarda. Giovanna Prandini, Presidente Ascovilo. La Lombardia del vino è rappresentata a WIV2024 dai nostri Consorzi , sempre attenti a sostenere iniziative di pregio che coniugano la bellezza del nostro patrimonio artistico culturale alla bontà e qualità del vino che è espressione di cultura e tradizione. Ascovilo unisce in associazione ben 13 Consorzi di Tutela che vogliono fare insieme nonchè difendere le denominazioni di origine protetta con azioni corali, mai come oggi necessarie per le aggressioni che subiamo sul mercato dove la parola “vino” , così come “latte” o “carne” , vengono furbescamente mutuate  per decrivere prodotti similari Le imperdibili esperienze di Venissa e San Francesco della Vigna Una delle esperienze imperdibili sarà poi quella che porterà alla scoperta di una Venezia incredibile con Venissa e San Francesco della Vigna due luoghi, due angoli di mondo impossibile da perdere. Elisa Pesco, PR manager di Winetales Il sodalizio con Venissa e con San Francesco della Vigna, ci permette di avvicinarci ancora di più al tessuto cittadino Veneziano e rafforzare quel concetto di esperienza esclusiva ed inclusiva che tanto ci è cara. Far passeggiare i nostri ospiti in uno dei vigneti più caratteristici del mondo come quello di Venissa e di San Francesco della Vigna, il vigneto urbano più antico di Venezia, ci permetterà di rendere ancora più memorabile l’esperienza di Wine in Venice.  Per il futuro poi lavoreremo nell’estendere sempre di più il territorio coinvolto, per valorizzare il meraviglioso patrimonio ampelografico italiano”.  Mauro Genovese, direttore artistico di Wine in Venice Venezia è la città dei ponti e per noi di WIV è diventata una missione costruirne sempre di nuovi e sempre di più preziosi, ponti culturali, esperienziali, di tradizione; ponti di arte e ricerca come quello che ci porterà a Murano alla vetreria SALVIATI, ponti di storia e conservazione come quelli che ci porteranno da VENISSA e a SAN FRANCESCO DELLA VIGNA. Ponti unici al mondo e che si basano su solidi plinti fatti di imprenditoria illuminata e amore per il territorio Venissa Gianluca Bisol, fondatore di Venissa: L’itinerario di visita e degustazione a Venissa, nel cuore della Venezia Nativa, rappresenta l’esperienza quintessenziale di questo luogo, grazie al prezioso valore della biodiversità vitivinicola veneziana e dal recupero delle tradizioni artigiane secolari che hanno contraddistinto la laguna di Venezia.” Venissa è un progetto di recupero agricolo e ospitalità sostenibile sull’isola di Mazzorbo, incastonata tra Torcello e Burano, sede del primo insediamento della Venezia Nativa. La tenuta, un parco aperto cinto da mura settecentesche, custodisce al suo interno una vigna di meno di un ettaro della varietà autoctona della laguna, la Dorona: un vitigno recuperato e restituito al suo terroir d’origine dopo la disastrosa acqua alta del 1966. Da questo vigneto nasce un vino emozionante, simbolo di viticoltura eroica e della simbiosi tra vitigno e terroir in questo luogo unico. La vigna murata fa da sfondo alle camere del Wine Resort, all’Osteria Contemporanea e al Ristorante Venissa, stella Michelin e stella verde Michelin per la gastronomia sostenibile. I Vini Venissa Bianco. Nasce dalla relazione simbiotica tra la Dorona e il terroir dell’Isola di Mazzorbo. È un vino di grande carattere e raffinatezza, frutto di una lunga macerazione che ricorda la tradizione vinicola lagunare. Un vino che aspira a essere la perfetta espressione della Venezia nativa e del suo patrimonio naturale e culturale, anche grazie alla bottiglia in cui è racchiuso, somma di maestranze veneziane quali la famiglia Berta Battiloro e gli incisori Albertini e Spezzamonte. Venusa Bianco. Rappresenta una nuova interpretazione della Dorona nata da una diversa selezione nel vigneto di Mazzorbo. Si distingue per la sua freschezza, la sua bevibilità e la sua sapidità, il tutto supportato da grande carattere e rarità. Venissa Rosso. La volontà di Venissa di proteggere la biodiversità della laguna e riscoprire le sue tradizioni secolari ci ha portati a Santa Cristina, un’isola situata in un angolo remoto della Laguna Nord, un luogo difficile da raggiungere anche per i marinai più esperti. Lì, coltiviamo una vigna vecchia di Merlot e Cabernet Sauvignon, dal quale nascono i nostri vini rossi. Il primo è Venissa Rosso, un vino molto raffinato, invecchiato per 12 mesi in botti di rovere francese (primo o secondo passaggio), caratterizzato da complesse note di frutti rossi e spezie e da una piacevole rotondità e persistenza. Proprio come Venissa Bianco, Venissa Rosso è racchiuso in una bottiglia decorata con una foglia di rame battuta a mano. Venusa Rosso. Proveniente dallo stesso vigneto dell’Isola di Santa Cristina, Venusa Rosso rappresenta un’interpretazione diversa – più giovane e più vivace – di questo terroir, con intensi profumi fruttati e floreali e una nota di flora lagunare. Le Wine Experiences Venissa offre la possibilità di conoscere la storia del vigneto di Mazzorbo e delle tradizioni vinicole e artigiane lagunari grazie a una serie di esperienze di visita e degustazione. Tra tutte, la degustazione VIAGGIO permette di conoscere i quattro vini della tenuta (i due bianchi e i due rossi) nelle annate correnti. E’ proprio questa l’esperienza che sarà prenotabile durante i giorni di Wine In Venice. L’esperienza inizierà a pochi passi dalla Misericordia, dove la barca di Venissa porterà gli ospiti nel cuore della Venezia Nativa, a Mazzorbo. Il tour inizierà con una passeggiata tra i filari della vigna murata, durante la quale gli ospiti seguiranno il racconto della storia di Venissa e dei vini unici che vengono prodotti in queste isole.  Seguirà una degustazione di quattro vini delle annate più recenti, ciascuno a perfetta rappresentazione della nostra interpretazione delle tradizioni di Venezia. Altra esperienza unica è quella di San Francesco della Vigna Cosa sarebbe Venezia senza vino… ma soprattutto cosa sarebbe il vino, senza Venezia?  Basterebbe anche solo leggere il nome delle tante calli della Malvasia per testimoniare un antico luogo di mescita e al contempo immaginare le galee veneziane ricolme di anfore e botti che traportavano il vino del Mediterraneo. È come se la storia di Venezia e quella del vino a un certo punto si fossero incontrate, legandosi al punto da diventare indistinguibili l’una dall’altra. Ancor oggi, camminando per la città, è impossibile non imbattersi in un toponimo che racconti questo rapporto, si pensi anche solo al caso più evidente: la Riva del Vin, proprio ai piedi del ponte di Rialto, nel pieno centro mercantile veneziano… o alla più celebre delle produzioni veneziane, il vetro di Murano, la cui proverbiale trasparenza permetteva di cogliere ogni riflesso della bevanda che conteneva. Partendo dalla Scuola Grande della Misericordia, questo tour esclusivo, acquistabile tramite le biglietterie VELA della città e online, ci guiderà in un dedalo di calli, aneddoti, campielli e fatti storici, fino ad arrivare nel luogo più iconico e al contempo più inaccessibile della storia del vino a Venezia: San Francesco della Vigna, il vigneto urbano più antico di Venezia.  Uno scenario unico per misticismo e cultura, un complesso architettonico che ospita la Chiesa – uno degli esempi di architettura rinascimentale più bello della Laguna di Venezia, opera del Sansovino e del Palladio -, la Biblioteca – che conserva e cataloga il patrimonio librario veneto della Provincia di S. Antonio dei Frati Minori -, i Chiostri – di cui uno dedicato alla coltivazione di erbe aromatiche, uno alla raccolta dell’acqua piovana per l’irrigazione e due a vigneto, dal 2019 curati in prima persona dagli agronomi di Santa Margherita. La visita di questo angolo di paradiso e silenzio é stata concessa in esclusiva dal Gruppo Santa Margherita, in occasione della seconda edizione di WINE IN VENICE ed anticipo rispetto all’apertura ufficiale al pubblico programmata per il prossimo marzo. I biglietti, on line su Vivaticket. Non si può mancare! Ivan Vellucci ivan.vellucci@winetalesmagazine.com Mi trovi su Instagram come @ivan_1969
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6 Gennaio, 2024

Nebbiolo nel cuore X edizione

E sono dieci! Dieci anni di Nebbiolo nel cuore, nel cuore della Capitale. Riserva Grande organizza questo meraviglioso evento con l’obiettivo di valorizzare un vitigno come il Nebbiolo tra i migliori nel panorama vitivinicolo italiano. Non solo Barolo ma anche una moltitudine di territori da scoprire e preservare. Da Roero a Barbaresco e Barolo; da Gattinara e Ghemme a Boca e Lessona; da Bramaterra e Fara a Sizzano, alle Valli Ossolane; dalle Colline Novaresi alle Coste della Sesia; dalla Valle D’Aosta alla Valtellina, fino a Monferrato, Carema e Canavese; ed alle altre micro realtà che in cui è valorizzato nel nostro territorio, inclusa la piccola ma suggestiva produzione della Sardegna.   Ogni territorio riesce ad esprimere il Nebbiolo in maniera profondamente diversa. Quel “terroir” fantastico che si rispecchia in ogni sfumatura sensoriale da cogliere e custodire gelosamente. Le masterclass e i banchi di assaggio saranno il cuore pulsante di questa valorizzazione, realizzati per approfondire ed apprezzare le differenti sfumature territoriali del Nebbiolo. La manifestazione sarà anche occasione per presentare la GUIDA VADEMECUM NEBBIOLO NEL CUORE: domenica 14.01.23 alle ore 11.30, alla presenza anche della STAMPA ACCREDITATA. Nel corso della presentazione, verranno consegnati i diplomi ai produttori delle etichette che hanno ottenuto i seguenti riconoscimenti d’eccellenza: Il COUP DE COEUR – massimo riconoscimento della guida per quei vini che oltre ad aver ottenuto il massimo punteggio, assegnato con il GRAPPOLO ORO, hanno manifestato un carattere unico ed esclusivo tanto da suscitare un forte impatto emotivo. IL GRAPPOLO ORO – vini che hanno ottenuto il massimo punteggio (i grappoli assegnati sono stati bronzo, argento o oro); Oltre a questi vini d’eccellenza, verranno premiati i vini che rappresentano, al meglio, alcune categorie di valutazione adottate in guida (rappresentate da relative icone), TRE per ogni seguente categoria: TERRITORIALITA’ – vini che si distinguono per la capacità di esprimere al meglio il loro territorio d’origine, caratteristica che li rende riconoscibili e unici. EVOLUZIONE – vini dalle caratteristiche sensoriali che necessitano di ulteriore affinamento, per esprimere compiutamente tutto il potenziale espressivo, comunque già presente al momento della degustazione. EQUILIBRIO– vini dalla eccellente complessiva piacevolezza di beva, grazie al perfetto bilanciamento tra le sensazioni gustative di durezza e morbidezza. VERSATILITA’ – vini dotati di ottima capacità di essere abbinati ad un’ampia varietà di piatti diversi. RAPPORTO QUALITA’ PREZZO – vini che offrono un eccellente equilibrio tra le loro caratteristiche sensoriali, la loro complessità e il loro prezzo di acquisto. Riserva Grande nel corso di questa decima edizione presenterà poi la nuova ed innovativa GUIDA SUL NEBBIOLO e sui suoi territori d’eccellenza. Un vero e proprio vademecum per i suoi utenti, realizzato per mezzo di un’APP: “IL NEBBIOLO”. L’idea è nata grazie alla lunga esperienza maturata nel corso delle diverse edizioni di Nebbiolo nel Cuore, alla condivisione, all’amicizia ed al sostegno di tutti i produttori aderenti, che hanno reso gli eventi creati ogni anno migliori. Per questo, l’APP sarà strettamente legata alla manifestazione e sarà realizzata con l’intento di fornire una panoramica sul Nebbiolo che sia di facile utilizzo ed alla portata di tutti coloro che vorranno approfondirne la conoscenza, oltre il consueto appuntamento annuale ai banchi di assaggio. Appuntamento il 13 e 14 Gennaio 2023 presso il Gran Hotel Palatino (Rione Monti) – via Cavour 213/M – Roma. Noi ci saremo!     Ivan Vellucci ivan.vellucci@winetalesmagazine.com Mi trovi su Instagram come @ivan_1969    
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3 Gennaio, 2024

Andrealetizia e Nicky: amici, amanti, chef

Erano i primi giorni del lockdown dovuto al COVID. Tutti rinchiusi in casa ci siamo scoperti runner, amanti dei cani, chef. Anche i più improbabili si armavano di tute fantozziane e logore scarpe sportive pur di uscire di casa magari a rischio di infarto. Chi aveva un cane, lo faceva uscire molto di più delle canoniche due volte tanto che poi i poveri animali erano sfiniti e crollavano sul divano. Infine, voglio proprio vedere chi non si è sentito chef o pizzaiolo in quei fantastici mesi. Ricordo di essere andato in un supermercato chiedendo, ingenuamente, un panetto di lievito di birra per sentirmi rispondere “aò senti questo che vole…il lievito….qui appena lo metti…scompare”. Andrealetizia e Nicky vivono a Londra. Ebbene sì, anche a Londra c’era il lockdown. Vivono insieme da coinquilini con altre persone. Quattro amici per un appartamento. Ognuno con la sua stanza. Ognuno con la propria identità. Accomunati da un senso di famiglia che diventa necessario quando si è a Londra per lavorare (o studiare). Così come diventa necessario vivere insieme per limare i costi. Difficile insomma vivere a Londra (come in ogni altra città) per due ragazzi alla prima esperienza. Difficile ma non impossibile. Occorre fare sacrifici senza pensare di avere tutto e subito. Si investe nel proprio futuro anche così. Andrealetizia lavora come project manager in uno studio di postproduzione fotografica senza essere propriamente soddisfatta. Nicky anche. Nel senso di essere insoddisfatto del lavoro (designer). Quella insoddisfazione latente che non sai mai cosa sia. Che non dipende da quanto stai facendo che magari ti piace anche. Andrea è di origini emiliane. Dopo le superiori mi sono trasferita. Un pò all’avventura. Non sapevo cosa fare. Non volevo studiare. Ho lavorato per il primo anno e stavo cercando un corso di fotografia finendo per iscrivermi all’università di fotografia. Alla triennale. Mentre studiavo, lavoravo perché mantenersi a Londra è impegnativo. In uno studio di postproduzione dove facevo il project manager. Mi trovavo bene, a mio agio ma non sentivo che la vena creativa potesse andare da nessuna parte. Durante il lockdown il lavoro era pochissimo e mi hanno offerto una posizione più bassa nonostante stessi aspettando la promozione. Cosi mi sono licenziata. Ho iniziato un periodo dove non sapevo cosa fare. Nicky è di Roma da famiglia cingalese. A 20 anni dopo il liceo mi sono spostato prima a Manchester dove ho studiato ingegneria informatica per poi fare un master in design (interazione uomo computer). Quindi ho trovato lavoro a Londra. Eccoli due giovani con la testa sulle spalle. Si certo, qualche pensiero. Qualche insoddisfazione. Ma chi non ce l’ha? Ragazzi che non hanno il mito del posto fisso. Che non hanno paura di rischiare. Che vogliono, desiderano, ardono trovare la propria strada. Il lockdown arriva al momento giusto in qualche modo. Tempo per pensare, capire, programmare il futuro ce ne è. Anche troppo. Chissà quanti in quel periodo hanno riflettuto sul futuro, fatto progetti. Quanti sogni costruiti e mai realizzati. Energia creativa per alcuni. Energia sprecata per altri. Andrea e Nicky danno sfogo alla loro passione: la cucina. Lo fanno insieme. Prima come amici poi come coppia. Si completano in fin dei conti. Precisa, puntuale, attenta Andrea; estroverso, creativo, caotico Nicky. Un bel connubio insomma. Tanto bello che capiscono che la loro forza è lo stare insieme. Tra gli spazi angusti della cucina il sincronismo e l’alchimia che creano li porta, sempre insieme, a credere in ciò che stanno facendo. Il lockdown ha cambiato le priorità con il tempo dedicato alla cucina e ci ha fatto capire quanto ci piacesse. Ma soprattutto quanto ci unisse. Lei era molto più appassionata di cucina di me. Era più sopravvivenza nel senso che vivevamo da soli e non c’era mamma e papà che ti facevano da mangiare. A casa mia si è sempre mangiato bene e a noi piace mangiare. Una necessità che si è trasformata in passione. Per me lei è sempre stata quella che ne sapeva di più. Suo padre cucina tantissimo mentre a casa mia è più cucina cingalese e un po’ italiana. Quando ho incontrato lei ho scoperto un sacco di piatti nuovi dei quali avevo solo sentito parlare. Con il lockdown, con tutti i locali chiusi ci siamo messi a fare la pizza e a grande sorpresa, dopo la terza pizza vediamo che era uscita bene. Il provare è diventata una ossessione. Da allora è quasi una ossessione verso la cucina. Non ho mai smesso di pensare a qualcosa di nuovo. Anche quando sogno, sogno di preparare qualcosa di diverso. Provare, cimentarsi, anche sbagliare. Solo così si capisce se qualcosa ti piace davvero. La fortuna di poter sbagliare senza paure. Andrea lascia il suo lavoro già prima del COVID. Deve capire cosa fare da grande. Ha la voglia di fare qualcosa per gli altri prima che per sé stessa. Solo che non è facile inventarsi. Reinventarsi. Così un giorno decide che vuole iscriversi a Masterchef. Una scelta non per noia ma come unica opzione. Una sorta “o la va o la spacca”. Tentare qualcosa non tanto per farlo quanto per cimentarsi con se stessa. Capire se ce la si può fare in qualcosa che anche gli altri vedono in te. È stato mio padre che continuava a dire: non fate altro che cucinare. Andate a Masterchef. Poi ero così in crisi che non avevo nulla da perdere. Così ho cominciato a crederci. Era un periodo dove davvero non sapevo cosa fare. La sua chiave di lettura nella vita è rendere felici e far star bene altre persone. C’era la medicina e poi c’era il mondo del food. Io non avevo le mie soddisfazioni. Così dopo che mi hanno preso a Masterchef mi sono preso l’aspettativa al lavoro. Quei mesi mi hanno cambiato la vita. Insieme in cucina. Insieme nella vita. Insieme compilano la richiesta per Masterchef. Insieme entrano nella cucina del reality. Insieme è una costante della vita di Andre a Nicky. Per due semplici appassionati, due che cucinano per se stessi e gli amici, entrare nella cucina del più importante reality show food non è un passo di poco conto. C’è da studiare. C’è da impegnarsi. C’è da faticare e tanto. Magari non lo sai prima. Magari te lo dicono durante le selezioni. Li dentro però, è tutto diverso. Il nostro background, ha aiutato il senso estetico. Oltre che buono deve anche essere bello. Noi siamo arrivati a Masterchef molto acerbi e il percorso ci ha aiutato a capire che lo volevamo fare veramente. Dopo il programma, siamo andati dopo a lavorare, insieme, in un ristorante in Corsica, per capire bene circa il futuro. Li ho avuto la conferma che volevamo fare questo per la vita ma non lavorando per altri chef. Noi venivamo visti come i privilegiati. Io da donna mi vivo questo ambiente super maschilista a livelli estremi. Mettendosi a confronto con le cucine degli altri ti rendi conto di un ambiente dove non mi piacerebbe stare. Facendo gli chef a domicilio, magari è limitante, ma a livello di benessere mentale è molto meglio. Io ho scelto di seguire la cucina perché avevo delle mancanze a livello creativo. Per il resto il lavoro da designer mi portava più che una pagnotta a casa. È stata una decisione di cuore ma non voglio essere triste perché obbligato a fare certe cose. Cucinavo e dicevo ad Andrea: impiatta. A Masterchef era obbligo impiattare e li ho capito il bilanciamento all’interno del piatto. Generalmente sono bravo in molte cose che faccio però non superavo mai il mediocre perché facevo tante cose. Non eccellevo in niente. A Masterchef ho dovuto smettere di fare le mille cose che faccio concentrandomi solo sulla cucina. E mi sono innamorato senza stufarmi. A me ha dato il coraggio. Avevo bisogno di trovare certezze dentro di me, trovare autostima. Fermiamoci un momento. Masterchef. Un reality. Tre, quattro mesi, relegati a cucinare, a provare e riprovare i piatti per poi sfidarsi a duello. Ritmi massacranti. Tanta competizione. Tante luci che poi, alla fine, inesorabilmente, si spengono. Dopo la fine del programma gli sponsor ti cercano perché sei diventato, nel bene e nel male, un personaggio da sfruttare a fini commerciali. Poi anche quello svanisce. A meno che. A meno che quella esperienza non sia stata davvero formativa. Non abbia scosso la coscienza aiutando a trovare quella strada che cercavi da tempo. Ascoltando Andrea e Nicky capisci quanto ai ragazzi, spesso, manchi non la luce dei riflettori quanto quella che illumina loro la strada. Anche se poi c’è bisogno di volerla percorrere la strada. Il che consta sacrificio e tanta forza di volontà. Non bastano i follower. Non bastano i like. C’è bisogno di molto di più. Così come c’è bisogno di vivere il dopo. Dopo che hai imparato. Dopo che devi fare tutto da solo (o soli nel loro caso). Andrea e Nicky capiscono che non vogliono lavorare in un ristorante. Hanno bisogno di qualcosa di loro. Qualcosa che oltre a farli stare insieme non sia propriamente “stabile”. Stare nello stesso posto, fare le stesse cose, non è nelle loro corde. Quando avevo 18/19 anni mia sorella mi chiese cosa volessi fare da grande. Io risposi “voglio fà i soldi”. Lei si schifò della risposta dicendomi di ritornare dopo una settimana con la risposta. Stavo alla ricerca del futuro. Anche facendo il designer, qualcosa mancava. Dopo questa esperienza ho scoperto cosa volessi fare da grande e io voglio fare questo fino alla morte. Questa è la cosa più grande. Creare le cose senza alcun limite. Per fare questo non devi aver paura di osare. Di volare senza paracadute. Anche se poi uno dei loro desideri primari è acquistare una casa. Va bene l’instabilità ma fino ad un certo punto! Molto spesso ci veniva chiesto come vi trovate a trovarvi uno contro l’altro. Noi ci siamo trovati bene perché stiamo bene insieme. Se una competizione del genere mette in crisi una relazione allora la relazione non è seria. Competere con il sostegno dell’altro è stato bellissimo. Li dentro noi avevamo l’un l’altro e stavamo bene. Quando sei in un tritacarne come quello di un reality, non hai tempo per pensare a nulla. Sei immerso n questa cosa, prosciugato dall’esperienza. Sei confuso e non hai la lucidità per pensare a ciò che succederà dopo. Però, appena usciti la prima cosa che hanno fatto, identifica chiaramente quello che volevano essere:  Andrea ha comprato un libro di cucina, Nicky ha cucinato. Non vedevo l’ora di cucinare come voglio io. A casa ho tutta l’attrezzatura. Era quasi liberatorio. Masterchef ci ha ripagati almeno all’inizio perché ci sono persone che ti chiamano e vogliono provare a fare qualcosa. Così ti senti spronato a fare qualcosa. Poi no. Abbiamo lavorato non per il nostro nome ma tramite delle app e dei portali. Una volta fuori cambia tutto. Se vuoi che cambi. Altrimenti la vita diventa come un elastico che ti riporta esattamente al punto di partenza. È cambiata la quotidianità perché penso al privilegio di avere la possibilità, faticando, di gestirsi la vita. Fare il libero professionista non è semplice. Pensare alla cucina da quando mi sveglio fino a quando vado a dormire. Sono cresciuta tanto scoprendo le potenzialità che avevo. L’esperienza è stata traumatica ma ci ha fatto capire tanto. Lo rifarei mille volte. Ci ha solo aperto gli occhi su quanto volevamo fare. Il termine giapponese ikigai racchiude il senso della cucina. Quella cosa che combacia a livello lavorativo e di passione che può portare qualcosa al mondo e che nutre te stesso. Chi trova l’ikigai non aspetta la pensione. Andrea Letizia e Nicky sono due ragazzi, due chef con la testa sulle spalle. Una coppia nella vita e una coppia in cucina. Cucinano e si divertono. Oggi fanno gli chef a domicilio con Nicky che si diverte a cucinare e a gestire i suoi canali social facendo lui stesso le riprese (si è attrezzato pure uno studiolo). Cucinano portandosi dietro le loro origini. Fondendole nei piatti. Mantova, Roma; Italia, Sri Lanka. La vera integrazione è qui. Non avrei mai pensato di portare tutte le mie origini nella cucina. Parmigiano, pasta fresca, aceto balsamica. sapori Dolci, rotondi. Nicky invece cerca sempre sapori decisi, piccanti, decisi, pungenti. Nonostante io abbia origini dello Sri Lanka sono vissuto a Roma con piatti romani che ti spaccano il palato in maniera positiva. Nello Sri Lanka con le spezie hai tantissimo sapore in bocca. Anche se delicato, il piatto deve avere una esplosione di gusti. Se non c’è non sono felice. Il successo non li tocca o comunque sembra non toccarli. Hanno tempo per evolversi e imparare. Non hanno bruciato le tappe. Se lo sono guadagnato e meritato. Certo, Masterchef ha aiutato ma poi quel di più ce lo hanno messo loro. Facciamo gli chef a domicilio da quasi anno. Siamo tranquilli ora nel portare cene anche a trenta persone. Sono felice e il motivo è perché non ho mai smesso di cucinare. Due ragazzi sereni. Due persone che, nelle mille difficoltà (perché non sempre è oro ciò che luccica) si completano vicendevolmente. Stare sempre insieme, anche negli spazi angusti di una cucina, dosare, preparare, cuocere, impiattare, non è semplice. Proprio nella diversità funzionano. Insomma, Andrea ha trovato la sua strada. Nicky può finalmente dare una risposta alla sorella. Li vedi felici e realizzati anche se il loro percorso è solo all’inizio. Non pensano ad un lontano futuro. Si concentrano sul migliorarsi giorno dopo giorno, sperimentando senza sognare (anche se Nicky confessa di cucinare anche nei suoi sogni). Senza pensare a cosa sarà il futuro. Hanno fiducia in loro stessi, nelle loro capacità, nella loro tenacia. Magari con un pizzico di stabilità in più che non fa mai male. Trovi sempre un meraviglioso sorriso sui loro volti. Quel sorriso che è trasposto direttamente nei loro piatti perché realizzati con tutta la loro anima. In bocca al lupo ragazzi. Ps Per una esperienza culinaria con loro potete far riferimento al sito internet: Andrealetizia & Nicky Brian Chef A domicilio (andreaenicky.com)     Ivan Vellucci ivan.vellucci@winetalesmagazine.com Mi trovi su Instagram come @ivan_1969  
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2 Gennaio, 2024

Top Italian Food 2024 Gambero Rosso

Top Italian Food 2024 Gambero Rosso ovvero le eccellenze gastronomiche italiane. Una sede di rilievo come Palazzo Brancaccio a Roma per premiare, lo scorso 18 dicembre, le migliori aziende che, con sapienza artigianale e tanta passione, producono veri gioielli alimentari. Da custodire e preservare perché i sempre più attenti consumatori non dimentichino mai da dove veniamo. Non sono riuscito ad assaggiare tutto ma quello che i meravigliosi produttori hanno offerto è qualcosa che deve, sottolineo il deve, essere provato. Scoprire o riscoprire i gusti veri della tradizione italiana è un dovere per tutti noi. Un patrimonio culturale che occorre tramandare in quanto opere d’arte.  Mi sono imbattuto nella mortadella Favola del Salumificio Mec Palmieri che al solo sguardo si scioglie in bocca restituendo un gusto che meriterebbe solo una rosetta o, perché no, la splendida piadina di Fresco Piada fatta, non potrebbe essere diversamente, a Riccione con il lievito madre naturale e senza uso di conservanti. Ma! Officina gastronomica di Morbegno (SO mi ha offerto la Brisaola di codone, ottenuta da coda di manze stagionate naturalmente per almeno tre mesi. Un gusto forte, forse non per tutti, ma strepitoso.  Il Pecorino Romano DOP di Cibaria con sede in quel di Castel Gandolfo (Roma) ottenuto riequilibrando la salinità, valeva da solo la visita alla premiazione.  La mozzarella del caseificio Costanzo di Lusciano (CE), beh è “La” mozzarella di bufala. Il resto lo lasciamo agli altri. Nozione di merito alle creazioni Limori di Roma. Non semplici bibite ma una riscoperta di gusti con i quali i miei nonni mi viziavano: Spuma, Cedrata, Chinotto, Gassosa, Tonica, Ginger beer, Lemon, Soda e Limonando (poi magari questo nome ve lo racconto in un altro articolo). Il pecorino, quello sardo di Sepi di Marrubiu (OR), è qualcosa che non dovrebbe mai lasciare la Sardegna e mangiarlo solo li per quanto è buono. Così da preservarlo! Non amo particolarmente il prosciutto cotto, benché meno il Praga. Ecco, assaggiando quello di Olvino Morgante di Trieste, cotto a bassa temperatura e lievemente profumato con legno di faggio, mi sono convertito. Poi assaggiando anche il San Giovanni di Cotto Capitelli (Borgogno Val Tidone, Piacenza), prodotto di altri tempi insaporito con un infuso di erbe e spezie, ho pensato a cosa mi ero perso per anni! Sushi al Top Italian Food? Si ma di mortadella, guanciale e prosciutto cotto Gran Selezione. Una squisitezza di Fiorucci (Pomezia, Roma) che dovrebbe essere portata sulle tavole dei ragazzi che tanto amano il sushi (anche se poi mangiano solo quello fatto dai cinesi con l’all you can eat che di certo non è il vero sushi!). Mi sono lasciato tentare dalla colomba al pistacchio della pasticceria Angelo Inglima di Canicattì (AG) accompagnata con adeguata crema, sempre al pistacchio. Se avessi avuto più tempo avrei finito colomba e crema annessa. Miglior panettone, un milanese? Proprio no. La pasticceria De Vivo di Pompei (Na) dimostra che il panettone lo si può fare meglio che a Milano. Basta (si fa per dire) avere una esperienza lunga sessanta anni. Sempre in tema di panettoni, occorre rimanere al sud e in particolare a Perdifumo (Sa), nel Cilento per assaggiare un altro grande, grandissimo panettone. Quello della pasticceria La Ruota che di anni di esperienza ne ha “soli” 48. Bontà pura. Il cioccolato è cosa seria e reinterpretarlo è complicato. Ci è riuscito Giacomo Bellantoni che da Santa Rufina di Cittaducale (Ri) riesce a portarti in giro per il mondo con una esplosione di sapori e odori. Applausi. Il tortellino di Gratifico da Minerbio (Bo) è poesia e sogno. Ma soprattutto amore con la sua sfoglia ruvida, il ripieno di mortadella e parmigiano invecchiato 30 mesi (tanta roba). Non potevano mancare dei vini, quelli della Azienda Agricola Virgona di Salina (Tp). Le espressioni della Malvasia, che qui ha trovato il suo habitat ideale, sono davvero notevoli. Da approfondire! Insomma un pomeriggio che mi ha fatto scoprire prodotti eccellenti, mi ha fatto ricredere su qualcosa, mi ha suscitato ricordi, mi ha fatto incontrare nuovi amici. Grazie Gambero Rosso!   Ivan Vellucci ivan.vellucci@winetalesmagazine.com Mi trovi su Instagram come @ivan_1969  
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27 Dicembre, 2023

Different Wine!

Differente. Diverso. Ma diverso da chi o da cosa poi non si sa mai. Però nel mondo del vino si può certamente differenziare e molte aziende/cantine lo stanno facendo da tempo e con discreto successo. Perché in un business complicato essere diversi può e deve essere un pregio. Soprattutto se differenziarsi vuol dire scoprire o riscoprire vitigni autoctoni da valorizzare. Piuttosto che tecniche enologiche diverse. In questo il progetto di Different Wine vuole valorizzare proprio queste diversità. Dal 15 al 17 novembre scorso, in un luogo “diverso” come quello della Sala Esposizioni del nascente Mediterraneum Acquario di Roma preso la passeggiata del Giappone all’Eur. Tante le cantine presenti. Ognuna con la propria unicità. Ho incontrato la Cantina del Ciabot con la sua idea di Superpidimont ovvero blend di uve tipicamente piemontesi. Mi sono soffermato a parlare con Piero e Giuliana della cantina Murales e le loro fantastiche espressioni di Vermentino e Cannonau. Con Paola di Enoforia abbiamo discusso delle loro creazioni con il Pungnitello. Dalle Cantine Gulino ho avuto il piacere di assaggiare i loro Moscato (divini nelle versioni passito) e Albanello. Paolo Cottini mi ha portato nella sua Valpolicella e le sue “Sensazioni“. Andrea di Luteraia mi ha portato per mano nel mondo dei vini della Filosofia Indaco. Che dire, davvero una esperienza differente. Ma differente in meglio! Un grazie e un plauso agli organizzatori. Ivan Vellucci ivan.vellucci@winetalesmagazine.com Mi trovi su Instagram come @ivan_1969
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20 Dicembre, 2023

Life of Wine. Viaggio nell'età del vino

Il vino è materia viva. Si evolve senza sosta. Prima nelle botti e nei tini, poi nella bottiglia arrivando ad esprimere, quando glielo si consente, le sue caratteristiche sensoriali e strutturali, il clima dell’annata di raccolta, l’ambiente che lo circonda e, perché no, l’anima del suo creatore. Ogni vino non è dunque solo diverso da un altro ma è diverso da esso stesso prodotto in annate diverse. La scoperta di questo non solo rende il vino un prodotto unico nel suo genere ma aiuta a comprendere quanto sia importante il rispetto della natura. Affascinante tutto ciò ma complicato da comprendere se non dinanzi ad una verticale ovvero ad una degustazione di uno stesso vino di annate diverse. Semplice a dirsi, difficile a farsi: non è che tutti i giorni abbiamo la fortuna di avere una dotazione di bottiglie di annate diverse! Ci ha pensato però la bellissima idea di degustazione Life of Wine Viaggio nell’età del vino, tenutasi all’hotel Villa Panphili di Roma lo scorso 3 dicembre. Una manifestazione unica nel suo genere che non mancherà di far parlare di se anche nel futuro per un format davvero fuori dagli schemi. Tanti produttori provenienti dalle diverse regioni di Italia, con lo scopo di far apprezzare certamente i loro prodotti ma con un occhio attento verso la verticale di almeno un vino. Life of Wine. Viaggio nell’età del vino è risultata una manifestazione unica nel suo genere e davvero ben ad riuscita. I miei complimenti agli organizzatori per aver osato. Il flusso di pubblico e i commenti entusiastici credo siano stati il migliore dei risultati. Aspetto con ansia la prossima edizione e nel frattempo, nelle mie storie, troverete i vini che ho avuto il piacere e l’onore di degustare. Una esperienza da ripetere!   Ivan Vellucci Mi trovi su Instagram come @ivan_1969
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18 Dicembre, 2023

Gli eventi del vino 2024. La guida definitiva

Districarsi nel mondo del vino con la moltitudine di cantine, produttori, vitigni, etichette, tipologie ecc è impresa ardua. Ma lo è anche capire quali sono le occasioni di contatto e incontro tra produttori e clienti (oltre che gli addetti ai lavori). Ecco dunque “Gli eventi del vino 2024. La guida definitiva“, la lista di eventi ad oggi confermata con i link ai siti degli organizzatori. Cercheremo di aggiornarla ogni volta che sarà visibile un nuovo evento. Buon eventi!   13 – 14 gennaio Nebbiolo nel Cuore. Roma
Riserva Grande 15 gennaio Vini Veri, Assisi 15 gennaio Tutti i colori del bianco, Genova 21 gennaio Vino Indipendente, Calvisano (BS) 21 gennaio SlowWine, Treviso 21- 22 gennaio VinNatur, Genova dal 20 al 23 gennaio Wine in Venice, Scuola Grande della Misericordia, Venezia 25 gennaio Autoctoni si nasce, Milano dal 26 al 28 gennaio Forlì wine festival, Forlì 27 – 28 gennaio Vignaioli Naturali, Roma 28 – 29 gennaio Vini Migranti, Firenze 28 – 29 gennaio Evoluzione Vini Naturali, Grottaglie (TA) 29 – 30 gennaio Grandi Langhe, OGR, Torino dal 27 al 29 gennaio 9°^ edizione di Wine&Siena – Capolavori del gusto. Santa Mari della Scala, Siena dal 2 al 4 febbraio DiVino, Roma 3 – 4 febbraio DiVino, Ferrara 3 – 4 febbraio Amarone Opera Prima 2024. Palazzo della Gran Guardia, Verona dal 12 al 14 febbraio Wine Paris & Vinexpo Paris – Parigi (Francia) dal 12 al 14 febbraio Cesena in bolla, Cesena 14 febbraio PrimAnteprima – Giornata di apertura delle Anteprime di Toscana 2024, Firenze 15 -16 febbraio – Chianti Classico Collection, Firenze
17 febbraio – Anteprima Vino Nobile di Montepulciano,Montepulciano
18 febbraio – Chianti Lovers & Rosso Morellino, Firenze
19 febbraio – Anteprima L’Altra Toscana, Firenze 17 – 18 febbraio DiVino, Bergamo 18 – 19 febbraio Viva la vite, Pescara dal 24 al 26 febbraio Gusto DiVino, Cremona 25 – 26 febbraio Vini da Terre Estreme. Pilota Green. Hotel Palatino, Roma 25 – 26 febbraio WH Award Selection – Taste of Italy Houston (USA dal 25 al 27 febbraio Slow Wine Fair, Bologna Fiere, Bologna 2- 3 marzo DiVino, Vicenza dal 2 al 4 marzo Rome Wine Expo, Roma 3 – 4 marzo I Vini del Cuore la Guida, Genova 9 marzo FarmFood Festival, Merano 9 – 10 marzo Wine&Spirits, Milano 10 – 11 marzo ViniSelvaggi, Roma 10-12 marzo Prowein, Düsseldorf (Germania) dal 15 al 17 marzo Enotica, Roma 16 -17 marzo Trevino preview, Treviglio (BG) 17 – 18 marzo Anteprima Vini della Costa Toscana, Lucca 23 – 24 marzo Bollicine in Villa, Santa Maria di Sala (Ve) dal 23 al 25 marzo Paestum Wine Fest,  Paestum (SA) 24 – 25 marzo Viva la Vite, Napoli 24 – 25 marzo Terre di Toscana, Lido di Camaiore (LU) 6 -7 aprile Garda Wine Experience, Montichiari (BS) 13 – 14 aprile Summa, Magrè (Bz) 13 aprile Opera Wine, Verona 13 -1 4 aprile VanItaly, San Bonifacio (VR) 13 – 14 aprile VinNature, Gambellara (VI) dal 14 al 17 aprile Vinitaly, Verona 20 – 21 aprile Morbegno DiVino, il mercato del vino in Valtellina, Morbegno (SO) Dal 25 al 28 aprile Orcia Wine Festival, San Quirico d’ Orcia (Si) Dal 25 al 27 aprile Calici tra le mura, Pizzighettone (CR) Dal 25 al 28 aprile Vinum, Alba dal 27 al 29 aprile 2024 Only Wine Festival, Città di Castello (PG) 4 – 5 maggio Valdichiana Wine Festival, Castiglion Fiorentino (Ar) Dal 9 al 12 maggio Porto Cervo Wine Festival, Porto Cervo (SS) 11 – 12 maggio Vignaioli contrari, Spilamberto (MO 11 – 12 maggio Royal Tasting by Merano WineFestival, Monza Dall’11 al 13 maggio Le Contrade dell’Etna, Castiglione di Sicilia Dal 18 al 20 maggio Best Wine Stars, Milano Dal 18 al 20 maggio Castello Casale Monferrato. Anteprima Grignolino & Co Dal 19 al 20 maggio Teruar, Scicli (RG) Dal 19 al 20 maggio Gragnano (NA). Gragnano da Bere dal 20 al 22 maggio London Wine Fairs, Londra (Inghilterra) 22 – 23 maggio Karakterre. Elsenstadt. Austria 23 – 24 maggio Anteprima della Vernaccia di San Gimignano, San Gimignano (Si) dal 23 al 25 maggio Merano InterWine Festival Expocenter, Guangzhou 24 – 25 maggio Prima mostra mercato PIWI – Irresistibile. Verona 25 – 26 maggio Radda nel Bicchiere, Radda in Chianti (Si) 26 – 27 maggio Vinaltum, Appiano (BZ) 2 – 3 giugno Merano WineFestival Georgia, Tbilisi dal 5 al 10 giugno Radici del Sud – Bari 12 – 13 giugno Anteprima Montefalco,  Montefalco (Pg) 14 – 16 giugno Hortus vini, Roma dal 15 al 17 giugno Ciliegiolo di Maremma e d’Italia, Grosseto Dal 17 al 23 giugno Vinoforum, Roma Dal 2 al 4 agosto Wine Art Festival, Levigliani (LU) Dal 18 al 23 agosto Terre Sicane Wine Fest, Santa Margherita di Belice (RG) 29 settembre Anteprima Merano WineFestival Gran Premio, Merano 28 – 29 settembre Vendemmiata Romana, Roma Dal 5 al 13 ottobre Milano wine week, Milano 25 ottobre Anteprima Merano WineFestival, Lagundo 2 – 3 novembre TreVino, Trevigno (BG) 9 – 10 novembre Van Vignaioli Naturali, Roma 16 -17 novembre Trevino, Treviglio (BG) 25- 26 novembre WH Award Selection – Giornata Vino Italiano, Stoccolma 7 – 8 dicembre Calici al museo, Busto Arsizio (VA) 9 – 10 dicembre Merano WineFestival, Osaka     Claudia Riva di Sanseverino & Ivan Vellucci Mi trovi su Instagram come @ivan_1969 e @crivads
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12 Dicembre, 2023

Sparkle 2024: un mondo di bolle

Ricordo di aver letto un articolo scientifico tempo fa che indicava in 1 milione il numero di bolle contenuto in un bicchiere e 49, sempre milioni, in una bottiglia. Dubbi a parte circa la tipologia di bolle derivante dal metodo di spumantizzazione e del rapporto 49:1, sono comunque un numero considerevole. Se dunque ci si trovasse in una sala con oltre 200 etichette di meravigliose bollicine italiane, il numero di bolle presenti sarebbe spaventoso! Fantasia? No, realtà. È quanto accaduto il 2 dicembre scorso nelle sale dell’hotel Parco dei Principi di Roma dove la rivista Cucina&Vini ha presentato la guida Sparkle 2024: l’eccellenza delle bollicine italiane. Ho trovato espressioni indubbiamente interessanti a conferma di quanto le bollicine si stiano affermando ma anche crescendo in quantità e qualità. Accanto ai nomi di produttori blasonati e vitigni affermati si fanno strada realtà tutte da valorizzare e scoprire. La guida Sparkle 2024 ne è l’essenza fornendo un utile orientamento per scoprire il meglio della nostra produzione su tutto il territorio nazionale. Nel mio blog Instagram e storie delle cantine e delle etichette degustate. L’invito che faccio è quello di bere responsabilmente, con gusto, scegliendo anche fuori dagli schemi e non fermarsi a contare le bollicine!   Ivan Vellucci Mi trovi su Instagram : @ivan_1969
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5 Dicembre, 2023

Berebene 2024: i migliori vini italiani sotto i 20€

Districarsi nel mondo del vino è davvero difficile. Nel 2022 l’ISTAT stimava in circa 255 mila le aziende vitivinicole attive in Italia. Avete idea di quante etichette di vino ci potrebbero essere? Solo di vitigni ne contiamo 545. Non voglio fare un calcolo combinatorio ma sono davvero tante. Forse troppe. Una vera giungla nella quale trovare un vino che incontri gusti ed esigenze dei consumatori è arduo. Tanto arduo. Per questo le strade sono molteplici.  Si va in enoteca dove si può scegliere autonomamente o supportati dal proprietario. Oggi ci sono anche i supermercati con cantine di tutto rispetto (Esselunga, Conad e Carrefour sopra tutti) spesso anche con sommelier dedicato.  Ci sono poi le fiere del vino. Qualche produttore li definisce dei “bevifici” ma per un consumatore è una occasione meravigliosa per avvicinarsi al mondo del vino e testare anche etichette prestigiose.  Sui social impazzano gli influencer che si proclamano esperti di vino. Io sono uno tra quelli e mi rendo conto che la credibilità spesso viene messa in discussione da logiche commerciali (che non mi appartengono). Infine le guide. Tante e delle più disparate. Essere presenti all’interno di una guida per un produttore è importante sia per riconoscimento al proprio lavoro sia per riconoscibilità verso i consumatori. Quando però la guida è Berebene del Gamberorosso, dove i vini devono rigorosamente costare meno di 20€ allora il connubio tra qualità e convenienza rappresenta il vero punto di incontro tra produttore e consumatore.  Non tutti possono permettersi vini costosi. Non sempre un vino costoso è sinonimo di qualità. Non si deve sempre bere vini importanti.  La guida Berebene 2024 contiene un nutrito numero di vini italiani (921) sotto i 20€ reperibili in enoteca ma anche nei supermercati. La presentazione è avvenuta nella meravigliosa cornice di Palazzo Brancaccio a Roma domenica 26 novembre dove l’incontro con i produttori ha consentito di testare i vini confermando a pieno la bontà delle scelte. Dunque, se è facile stupire con una bottiglia importante e costosa, più difficile è meravigliare con vini particolari e di assoluto valore. La guida aiuta in questo. Se vorrete poi fidarvi di un onesto blogger, seguitemi su Instagram @ivan_1969 dove trovate tutte le storie dei vini che ho testato. Vi aspetto   Ivan Vellucci Mi trovi su instagram : @ivan_1969  
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