08 Dic 2024
BlendNews

Merano Wine Festival: excellance is an attitude!

Merano Wine Festival 2024: Un brindisi all’eccellenza enologica

Numeri impressionanti con 7.000 visitatori circa nelle 5 giornate per la 33° edizione di Merano Wine Festival. Dall’altra parte “del banco” 1.000 espositori hanno presentato le loro eccellenze enogastronomiche. Una manifestazione che dopo le edizioni post-Covid, con un format alquanto diverso che divideva i produttori in due giornate, ci ha fatto tornare ai tempi “d’oro” di questa prestigiosa manifestazione. «Numeri che segnano il consolidamento di un pubblico di qualità tra operatori di settore, giornalisti e winelovers, obiettivo raggiunto e che continueremo a perseguire nelle prossime edizioni» dichiara Helmuth Köcher, fondatore di questo importante evento, che riesce sempre a rinnovarsi e a sorprendere.

Biodinamica & More: un futuro sostenibile

La giornata di apertura è stata dedicata alla rassegna Bio&Dynamica & More, dando spazio ai vini biologici, biodinamici, naturali, in anfora, orange, PIWI, affinati sott’acqua o quelli da agricoltura integrata. Sempre nella stessa giornata si è svolta la masterclass sui vitigni PIWI con Nicola Biasi e Attilio Scienza. Sessione particolarmente interessante e coinvolgente, considerando la preparazione di entrambi sull’argomento. Il punto di vista del Prof. Scienza fa sempre molto riflettere in quanto riesce a considerare ogni argomento a 360°, sia dal punto di vista dei produttori che dei consumatori. Ci vorrebbe un capitolo a sé per affrontare questo argomento, dove il concetto della sostenibilità è il punto cruciale. I vini in degustazione sono stati sorprendentemente espressivi ed equilibrati.

Masterclass: un viaggio sensoriale tra i sapori

Numerose tematiche delle masterclass quindi hanno reso ancora più speciale questa edizione: vini in anfora, vini affinati sott’acqua, tappi a vite, vini della Georgia e Moldavia, oltre ai vitigni PIWI, e tanto altro ancora. «È stata un’edizione bellissima e siamo molto soddisfatti di com’è andata» afferma Helmuth Köcher, patron della manifestazione. «Abbiamo raggiunto i 7000 ingressi, un dato in linea con gli anni passati, che segna il consolidamento del nostro successo verso un pubblico di qualità tra buyers, operatori di settore, giornalisti e la platea di appassionati e wine lovers. Tra visitatori, produttori, partner, giornalisti e collaboratori un volume complessivo di 10mila persone, per un evento che genera un indotto di oltre 6 milioni nel territorio meranese».

 

Catwalk Champagne & More: un finale scintillante

Per concludere l’evento in bellezza è andato in scena Catwalk Champagne & More nella giornata di martedì 12 novembre con 50 Maison di Champagne e 75 produttori italiani di metodo classico all’interno del Kurhaus. Non è mancata la sciabolata conclusiva sulla passerella Lenoir di una magnum di Champagne P. Vallée di Vallepicciola, con Helmuth Köcher e il suo team.

Cinque etichette da ricordare

Tra gli infiniti assaggi vorrei soffermarmi su alcuni che meritano particolare attenzione.

Asiram Toscana IGT di La Massa. Una straordinaria espressione del merlot in purezza, un’assoluta novità aziendale, appena uscita sul mercato. Profondo, complesso ed elegante allo stesso tempo, merita 100 punti senza un ombra di dubbio.

Costa d’Amalfi Furore Fiorduva 2022 di Marisa Cuomo.

Un frutto di eccellente lavoro sia in vigna che in cantina dove il connubio tra i vitigni storici prefilossera e la capacità di esaltare il loro potenziale, aiutato con una giusta spinta dai legni di rovere, risulta in un’ottima complessità e armonia.

Lis Neris ha regalato emozioni facendo provare una mini-verticale del suo Picol nelle annate 2022, 2017 e 2011. Come sempre sono stati molto bravi nel saper esprimere i caratteri degli uvaggi, dando un tocco quasi impercettibile dei legni che aggiunge la pienezza del palato, mantenendo equilibrio.

Franciacorta Muratori ha cambiato da poco la veste, oltre a qualche cambiamento sostanziale. Il rebranding consisteva nel passare dalla storica Villa Crespia (che ancora vediamo in etichetta), legando così facendo il prodotto al nome di famiglia. Il cambiamento sostanziale è stato avvalersi della consulenza di Riccardo Cotarella, enologo di fama internazionale, che ha portato maggior precisione nello stile e più consapevolezza all’approccio. Provare per credere.

E l’ultimo che non vorrei mancare è la Vernaccia di Oristano Riserva 1979 Antico Gregori, prodotta nella limitatissima quantità di 2.700 bottiglie. Impressionanti la longevità e l’eleganza di questi vini, senza parlare della spiazzante ampiezza. Grazie di aver donato queste “chicche” dal fascino straordinario. Ricorderò a lungo le sensazioni vissute.

Certo, ci vorrebbero i libri su ogni edizione del Merano Wine Festival ma se devo raccogliere in poche parole ciò che ho vissuto in questi giorni a Merano è che non vedo l’ora di tornarci. L’eleganza e la bellezza di Merano, l’accoglienza di ogni struttura di questa città, l’impressionante capacità organizzativa di chi ha creato questo evento, dove apparentemente non c’è stato un’attimo nel quale qualcosa sia andato storto. Che dire…semplicemente chapeau!!!

Benedetta Costanzo
benedetta.costanzo@winetalesmagazine.com
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