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BlendNews è un contenitore di informazioni dedicato al vino. Racconteremo gli eventi, le novità e le curiosità di questo mondo.

 

Consorzio DOC Sicilia, Assovini e Treccani Accademia insieme Arrow Right Top Bg

8 Aprile, 2025

Consorzio DOC Sicilia, Assovini e Treccani Accademia insieme

  PER PARLARE DELLE NUOVE FRONTIERE DELL’ENOTURISMO, DRIVER FONDAMENTALE PER LA CRESCITA DELLE AZIENDE VITIVINICOLE SICILIANE   Un talk al Vinitaly su “Enoturismo ed intelligenza artificiale, per una nuova fruizione del territorio” Enoturismo, il valore e la qualità del prodotto DOC certificato, il contributo dell’intelligenza artificiale nel mondo vitivinicolo. È una Sicilia unita e strategica quella che si presenta al Vinitaly 2025, protagonista del talk “Enoturismo ed intelligenza artificiale, per una nuova fruizione del territorio”, moderato dal capo redattore del Corriere della Sera, Luciano Ferraro. Ad aprire il dibattito, Antonio Rallo, Presidente del Consorzio di Tutela Vini DOC Sicilia con l’intervento: “Sicilia DOC: dalla filiera produttiva alla catena del valore”. In occasione di questo importante convegno, abbiamo voluto sottolineare il ruolo delle Denominazioni di Origine Protetta e in particolare, della Doc Sicilia per il nostro territorio. La filiera certificata non è solo un marchio di qualità, ma un motore di sviluppo economico che coinvolge produttori, distributori e operatori del settore, creando valore e occupazione. Le denominazioni di origine non solo tutelano il nostro patrimonio vitivinicolo, ma valorizzano e proteggono le economie locali, sostenendo, anche grazie all’enoturismo, la crescita delle comunità legate alla viticoltura attraverso la valorizzazione del lavoro delle aziende agricole, il rafforzamento della filiera produttiva e la creazione di nuove opportunità per le giovani generazioni. Il lavoro congiunto del Consorzio di Tutela Vini DOC Sicilia e di realtà come Assovini Sicilia è stato fondamentale per promuovere la nostra identità territoriale e garantire un futuro solido e sostenibile al vino siciliano, un asset strategico per il Made in Italy e per la nostra viticoltura. Del valore dell’enoturismo ha parlato Mariangela Cambria, presidente di Assovini Sicilia, sottolineando come “oggi l’enoturismo sia un driver per l’economia siciliana e per la produzione vinicola, grazie alla diversificazione e alla varietà dell’offerta ricettiva e culturale del turismo del vino, e grazie anche ad una sinergia con il territorio. L’enoturismo siciliano – continua la presidente Mariangela, è espressione non solo di una proposta culturale nuova ma di un territorio che si racconta attraverso il vino, uno strumento di narrazione unico. L’enoturismo come wine experience unisce diversi elementi – dalla produzione alla degustazione – e si fa portavoce di un modo nuovo di raccontare il mondo vitivinicolo attraverso l’interazione con l’arte, la gastronomia, il paesaggio e la cultura” , conclude la presidente di Assovini Sicilia. Secondo il report curato dall’Università di Messina e rivolto alle aziende di Assovini Sicilia, l’84.8% delle imprese ha già implementato servizi enoturistici, le degustazioni sono il servizio più diffuso, offerto dal 93.5% delle cantine mentre cresce il binomio vino e cultura, con il 46% delle imprese che promuove concerti ed eventi culturali in vigna e in cantina. Infine, per il 54.3% delle aziende associate, l’obiettivo è quello di creare un’esperienza memorabile per il cliente. Nel contesto della crescente trasformazione digitale nel settore vitivinicolo, Treccani Accademia offre percorsi formativi per rispondere alle sfide dell’innovazione e della valorizzazione del territorio. A sottolinearlo, interviene Rossella Calabrese, Consigliera Delegata della scuola di formazione di Treccani: Oggi più che mai, il settore enoturistico e vitivinicolo ha bisogno di visione, competenze aggiornate e strumenti innovativi. La formazione rappresenta la leva fondamentale per accompagnare il cambiamento, valorizzare il capitale umano e tradurre la tradizione in futuro. L’intelligenza artificiale, se ben compresa e adottata, può potenziare la narrazione dei territori, migliorare l’esperienza del visitatore e ottimizzare i processi produttivi e decisionali delle aziende del vino. Come Treccani Accademia puntiamo su una formazione che metta le persone in condizione di governare le trasformazioni tecnologiche con consapevolezza, creatività e responsabilità. La Redazione
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Tedeschi presenta Ga.Ry. La freschezza di Garganega, Riesling e Chardonnay Arrow Right Top Bg

8 Aprile, 2025

Tedeschi presenta Ga.Ry. La freschezza di Garganega, Riesling e Chardonnay

  La famiglia Tedeschi si allarga e accoglie tra i suoi vini una nuova nota di freschezza con GA.RY, IGT Veneto Bianco da Garganega, Riesling e Chardonnay. La storica azienda della Valpolicella, già apprezzata in tutto il mondo per i suoi grandi rossi, rinnova così la sua vocazione all’innovazione dando vita a un originale bianco fermo capace di sorprendere per bevibilità, aromaticità ed equilibrio. Il nuovo vino nasce dall’incontro tra GArganega (84%), vitigno simbolo della tradizione vitivinicola veronese, con l’eleganza e la mineralità del Riesling Renano (6%), perfettamente bilanciate allo ChardonnaY (10%), che conferisce morbidezza e struttura. Le uve vengono raccolte manualmente in due momenti distinti: inizio settembre per Chardonnay e Riesling, i primi di ottobre per la Garganega. La vinificazione avviene con grande attenzione per valorizzare le note aromatiche e la freschezza e, dopo una breve macerazione e fermentazione a temperatura controllata, il vino affina in bottiglia per otto mesi. La chiusura è in tappo a vite, per mantenere intatti la freschezza e gli aromi caratteristici delle tre varietà. GA.RY rappresenta una grande novità per Tedeschi, storicamente legata alla produzione dei grandi vini rossi della Valpolicella, che afferma ancora una volta la propria passione per la sperimentazione e l’esplorazione di nuovi orizzonti enologici. Riccardo Tedeschi, alla guida dell’azienda insieme alle sorelle Antonietta e Sabrina. Con questa nuova etichetta vogliamo portare nel calice una rappresentazione nuova e contemporanea del nostro lavoro, dimostrando come l’arte vinicola della Valpolicella possa evolversi senza perdere il legame con le proprie radici. Il nostro obiettivo è quello di raccontare il continuo dialogo tra passato e presente, tra l’esperienza tramandata e la capacità di innovare con sensibilità e rispetto per la terra. Sappiamo che la scelta di lavorare su questi vitigni è originale e inusuale per un’azienda come la nostra, ma è una sfida stimolante che ci sta dando grandi soddisfazioni: GA.RY è un vino di carattere, che promette grandi sorprese anche negli anni a venire. La nuova etichetta si presenta con un colore giallo brillante dai riflessi verdi, limpido e trasparente. Al naso regala note di muschio bianco, tè, fiori e frutta gialla matura, mentre al palato conquista con un buon corpo, vivace acidità ed elegante persistenza. Un bianco versatile, ideale per accompagnare piatti vegetariani, pesce, crostacei, molluschi, salumi e carni bianche. GA.RY apre un nuovo capitolo per la nostra produzione: ci avviciniamo così alla bella stagione con una bottiglia che si distingue per la sua freschezza e bevibilità, capace di esprimere eleganza e armonia. È un’espressione attuale della nostra azienda, pensata per chi ricerca autenticità e qualità senza compromessi, elementi che da sempre caratterizzano lo stile Tedeschi   La Redazione      
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Il Ruchè conquista Torino. Successo per l'edizione 2025 di Anteprima Ruchè Arrow Right Top Bg

8 Aprile, 2025

Il Ruchè conquista Torino. Successo per l'edizione 2025 di Anteprima Ruchè

  Il 31 marzo, Torino ha accolto il fascino unico del Ruchè di Castagnole Monferrato DOCG con l’ edizione 2025 di “Anteprima Ruchè”, l’evento organizzato dal Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato in collaborazione con GoWine. Una giornata interamente dedicata alla nuova annata di questa piccola, preziosa denominazione piemontese che, tra profumi intensi e interpretazioni diverse, ha saputo ancora una volta sorprendere pubblico e operatori. Vitaliano Maccario, presidente del Consorzio Barbera d’Asti e vini del Monferrato Anteprima Ruchè è nata per raccontare il valore di questa denominazione attraverso la voce dei suoi produttori, e i risultati ci confermano che la strada intrapresa è quella giusta. L’edizione 2025 è stata un successo in termini di partecipazione e qualità percepita, ma soprattutto ha ribadito la forza e la coerenza di un progetto condiviso. Il Consorzio, anche attraverso questi eventi, si fa portavoce di un territorio ricco di sfumature ed eccellenze perseguendo il fine di tutelare, promuovere e comunicare le denominazioni L’NH Collection di Piazza Carlina ha fatto da cornice a un appuntamento che si conferma sempre più atteso, capace di attrarre l’interesse di giornalisti, operatori del settore e wine lovers. Nel pomeriggio, una degustazione alla cieca ha permesso ai professionisti del vino di esplorare le caratteristiche del Ruchè di Castagnole Monferrato DOCG, con un focus attento su equilibrio, aromaticità e potenziale evolutivo. In serata, i banchi d’assaggio delle aziende aderenti hanno offerto al grande pubblico l’occasione di conoscere da vicino i produttori e le mille sfumature di questo prezioso vino. Grande partecipazione delle aziende consorziate; realtà diverse, accomunate dalla stessa dedizione nel valorizzare uno dei vitigni più identitari del Monferrato astigiano. Con circa 220 ettari vitati distribuiti in sette comuni dell’Astigiano, il Ruchè di Castagnole Monferrato DOCG continua a farsi spazio tra le eccellenze piemontesi, grazie a un’identità aromatica riconoscibile e a un posizionamento sempre più solido, in Italia e all’estero. L’evento torinese ha confermato, ancora una volta, la vivacità della denominazione e la capacità delle aziende di unire visione, radici e qualità, in un racconto che parla al futuro senza perdere il legame con la terra. Il prossimo attesissimo appuntamento con questa caratteristica denominazione è fissato per il 17-18 maggio in occasione della “Festa del Ruchè” presso la “Tenuta La Mercantile”, Castagnole Monferrato (AT)     La Redazione
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Vinitaly 2025. Prima volta insieme di due commissari UE Arrow Right Top Bg

7 Aprile, 2025

Vinitaly 2025. Prima volta insieme di due commissari UE

VERONAFIERE CENTRO DEL DIALOGO EUROPEO SUL VINO   Oggi in visita a Veronafiere il Commissario europeo all’Agricoltura e allo Sviluppo rurale, Christophe Hansen, e Commissario europeo per la Salute e il Benessere degli Animali, Olivér Várhelyi, invitati dal ministro all’Agricoltura, Francesco Lollobrigida.   Tenteremo in ogni modo la de-escalation delle tensioni commerciali con gli Stati Uniti. I dazi stanno danneggiando agricoltori, business e consumatori in entrambe le sponde dell’Atlantico, e non è nell’interesse di nessuno. Dobbiamo evitare la spinta inflattiva generata dai dazi, spero prevalga il buon senso. Lo ha detto oggi il commissario europeo all’Agricoltura e lo Sviluppo rurale, Christophe Hansen, per la prima volta in visita a Vinitaly, invitato dal ministro all’Agricoltura, Francesco Lollobrigida. L’attuale contesto politico europeo favorirà il dialogo e i negoziati con altri Paesi terzi, inclusa l’India. Questa pressione internazionale deve essere usata per aprire nuovi mercati. In questo senso il Commissario ha elencato le principali azioni di “diplomazia agroalimentare”: «A giugno porterò una delegazione di produttori europei in Giappone, un mercato molto florido con cui abbiamo un accordo commerciale. Dobbiamo chiaramente lavorare anche su altre parti del mondo, a partire dal Mercosur che è una destinazione molto interessante anche per i prodotti alimentari di alta qualità. Tra gli altri Paesi target l’India, un mercato dal potenziale molto alto ancora da sfruttare per il nostro settore». In merito al Pacchetto Vino presentato giorni fa, Hansen si è detto «ottimista, l’iter di approvazione dovrebbe andare veloce, spero entro l’autunno. Il Pacchetto contiene già delle misure per la semplificazione della promozione». In visita a Vinitaly insieme ad Hansen, anche il Commissario europeo per la Salute e il Benessere degli Animali, Olivér Várhelyi. È la prima volta che due Commissari europei partecipano congiuntamente a Vinitaly, a conferma della centralità del salone internazionale dei vini e dei distillati come piattaforma istituzionale di dialogo e confronto tra Unione Europea, ministeri, associazioni e imprese. Nel corso dell’incontro con il presidente di Veronafiere Federico Bricolo e il direttore generale Adolfo Rebughini, i Commissari europei hanno manifestato il loro interesse sulle dinamiche di mercato, sulle attività internazionali e sul ruolo di Vinitaly come strumento di sistema per la promozione del vino italiano nel mondo. Al centro del confronto anche le strategie di investimento per affrontare le trasformazioni del comparto vitivinicolo, con particolare attenzione a sostenibilità, semplificazione normativa e apertura di nuovi mercati.   La Redazione
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Vinitaly, Tajani. Oggi il consiglio EU scongela la lista prodotti USA per i contro dazi Arrow Right Top Bg

7 Aprile, 2025

Vinitaly, Tajani. Oggi il consiglio EU scongela la lista prodotti USA per i contro dazi

NO A DAZI SU WHISKY PER SCONGIURARE RITORSIONI SU VINO Probabilmente oggi il Consiglio Europeo sceglierà di ‘scongelare’ una vecchia lista di prodotti americani da sanzionare con l’aumento dei dazi. Riteniamo che non debba essere inserito il whisky, che porterebbe a dazi più forti sul vino. Lo ha detto oggi il ministro per gli Affari Esteri, Antonio Tajani, al Vinitaly di Verona, in collegamento da Bruxelles per la riunione dei ministri del commercio europei. C’è grande unità a livello europeo per evitare che ogni Stato tratti per sé. Mi pare ci sia convergenza anche da parte della Commissione Ue sulla necessità assoluta di non scatenare una guerra commerciale. La speranza è quella di arrivare a zero dazi Usa e zero Ue, per dar vita a un grande spazio economico libero di mercato Ue-Usa, per favorire la crescita dell’economia. Il ministro Tajani ha annunciato anche un nuovo piano per cercare nuovi settori dove aumentare le esportazioni: Organizzeremo iniziative per esplorare nuovi mercati e recuperare tutto ciò che si può dal danno dei dazi americani . Saremo in India questa settimana, anche con la partecipazione del presidente di Veronafiere, Federico Bricolo. Successivamente a Caserta per un business forum con gli olandesi e poi in Giappone, in attesa della missione del Presidente del Consiglio Meloni negli USA. L’Italia vuole essere protagonista all’interno di una strategia per favorire non soltanto il nostro Paese ma l’intera Europa. Alla video-conferenza con i giornalisti, hanno partecipato anche il presidente di Veronafiere, Federico Bricolo, il presidente di Agenzia ICE, Matteo Zoppas, e l’onorevole Maria Paola Boscaini. Come anticipato dal ministro Tajani, Veronafiere sarò presente con il presidente Bricolo e il direttore generale Adolfo Rebughini, il 10 e l’11 aprile, a New Delhi per il Forum imprenditoriale scientifico e tecnologico Italia-India. Il paese asiatico fa già parte del piano di sviluppo internazionale della Fiera di Verona che lo scorso 9 marzo ha organizzato, proprio a New Delhi, la prima edizione di Vinitaly India Roadshow.   La Redazione
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7 Aprile, 2025

Nasce Contrada Monte Serra Etna DOC Bianco. Il nuovo bianco di Benanti che completa la trilogia del Carricante

  In anteprima a Vinitaly 2025, il nuovo bianco firmato Benanti racconta l’identità luminosa ed elegante del versante sud-est dell’Etna, chiudendo il cerchio di un progetto territoriale unico Sul versante Sud-Est dell’Etna, nel territorio di Viagrande, si trova la Contrada Monte Serra: un’area storica per la famiglia Benanti e oggi culla del nuovo Contrada Monte Serra Etna DOC Bianco, presente in anteprima a Vinitaly 2025. Antonio e Salvino Benanti alla guida dell’azienda partecipata da Brave Wine, la holding del vino fondata dall’imprenditore Renzo Rosso Questo vino segna il compimento di un progetto nato per raccontare, attraverso il Carricante, le tre anime storiche di questo vitigno nobile e schivo: Etna Est, Etna Sud-Ovest ed Etna Sud-Est . Dopo le etichette Contrada Rinazzo da Milo, e Contrada Cavaliere da Santa Maria di Licodia, Benanti aggiunge un nuovo tassello con un vino che riflette tutta la delicatezza e l’energia del versante sud-orientale, chiudendo idealmente il cerchio della propria ‘mappa del Carricante’. A Monte Serra, l’origine stessa del progetto Benanti, il Carricante trova una voce nitida e contemporanea. I suoli, nati dallo sgretolamento di materiali lavici di un’eruzione millenaria dell’omonimo cratere, sono sabbiosi, profondi e ricchi di minerali, con poca presenza di scheletro e un’eccezionale capacità drenante. Enzo Calì, enologo dell’azienda In Contrada Monte Serra le rese sono naturalmente basse e le pendenze del terreno richiedono grande maestria: servono mani esperte, conoscenza del luogo e grande attenzione quotidiana. La vicinanza al Mar Ionio ci regala ventilazione costante e una luminosità ideale, fattori che contribuiscono alla sanità delle uve e a una maturazione lenta e regolare del frutto. Il vigneto, giovane ma già molto promettente, è allevato ad alberello etneo ad alta densità e nasce da un’attenta selezione clonale e di portainnesto. Questo approccio favorisce una sana competizione tra le piante e ci consente di ottenere uve di grande qualità. La vendemmia, che avviene alla terza decade di settembre, è manuale. Le uve vengono diraspate e pressate intere con spremitura soffice, come da nostra consuetudine. In cantina, Benanti prosegue il suo percorso di fedeltà al terroir: la fermentazione avviene in acciaio a temperatura controllata, utilizzando un lievito autoctono selezionato negli anni all’interno dei vigneti aziendali. Il vino matura poi per 12 mesi in vasca sulle fecce fini, con bâtonnage periodici, e affina ulteriormente 6 mesi in bottiglia. Contrada Monte Serra Etna DOC Bianco si presenta con un luminoso giallo paglierino e riflessi verdi. Al naso esprime tutta la delicatezza del Carricante: zagara, mela verde, timo, scorza d’agrumi. Con l’evoluzione, emergono sentori di mela gialla, pietra focaia, idrocarburo, lievi note mielate. Al palato è teso, sapido, profondamente minerale, con una freschezza che accompagna una lunga persistenza agrumata. Da sempre, Benanti nutre una profonda passione per il Carricante, vitigno autoctono che ha saputo interpretare in chiave identitaria, elegante e longeva. Dall’iconico Pietra Marina Etna Bianco Superiore – riconosciuto a livello internazionale come uno dei grandi bianchi d’Italia – fino agli spumanti metodo classico Noblesse e Noblesse 48 mesi, Benanti ha costruito un percorso coerente, rigoroso e innovativo dedicato a questa varietà. Il nuovo Contrada Monte Serra Etna DOC Bianco si inserisce con naturalezza in questo racconto, aggiungendo una nuova sfumatura al profilo del vitigno e del territorio. Con questo nuovo vino, Benanti non solo completa la sua trilogia di bianchi di Contrada, ma rafforza una visione che da sempre guida il suo lavoro: raccontare l’Etna nella sua interezza, nella sua complessità, nella sua autenticità. “Benanti, l’Etna nella sua completezza” non è solo un’affermazione, ma una filosofia produttiva che si traduce in eleganza, autenticità e rispetto assoluto per la terra. A Vinitaly 2025, presso lo stand Benanti (Pad. 2 Corridoio A Stand 4), il nuovo Contrada Monte Serra Etna DOC Bianco si svelerà in anteprima: un’ulteriore testimonianza della visione della cantina, che continua a raccontare l’Etna in tutta la sua luminosa complessità.   La Redazione
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Vermentino Grand Prix 2025. Ecco la top ten dei Vermentini della DOC Maremma Toscana Arrow Right Top Bg

7 Aprile, 2025

Vermentino Grand Prix 2025. Ecco la top ten dei Vermentini della DOC Maremma Toscana

  Si è tenuta a Castiglione della Pescaia la sesta edizione del concorso, voluto dal Consorzio per valorizzare le potenzialità di questo vitigno
La top ten sarà in degustazione a Vinitaly, dove il Consorzio è presente con tante nuove annate e una collettiva di Aziende. La sesta edizione del Vermentino Grand Prix si è svolta a Castiglione della Pescaia (Grosseto) nei giorni scorsi. Un appuntamento ormai consolidato e promosso dal Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana che continua il percorso di valorizzazione di questo vitigno. Il presidente del Consorzio Francesco Mazzei. Oltre il 30% dei vini della DOC Maremma Toscana sono ottenuti con il vitigno Vermentino, in larghissima parte presentato in purezza, il che fa della Maremma l’enclave più importante della regione per la produzione di vini bianchi I vini da esaminare sono stati 67, gran parte dei quali delle annate 2024 e 2023, ma si è andati indietro fino alla 2019. Di questi, la grande maggioranza è elaborata in acciaio, ma non mancano quelli dove sono utilizzati ovetto in cemento, anfora, cocciopesto oppure – per una minima parte – legno. Erano 12 i Vermentini con la menzione Superiore, undici dei quali annata 2023 e uno 2022, e 4 di questi sono rientrati nella Top Ten. Nella top ten di questa edizione le referenze fanno tutte riferimento ad annate non recenti e quattro di queste hanno la menzione Superiore ciò a testimonianza che si tratta di un vitigno con ottime potenzialità di invecchiamento. Il Vermentino è un vitigno di mare che in Maremma ha trovato la sua culla ideale, capace di esprimere sfumature diverse a seconda del suolo, dell’altitudine e della vicinanza al mare. È un vino in continua crescita, su cui i produttori stanno investendo con convinzione, certi delle sue grandi potenzialità. Ritengo che il Vermentino, per la sua complessità e personalità, possa ambire a confrontarsi con i grandi bianchi – e non solo – a livello internazionale. L’introduzione della menzione Superiore rappresenta un ulteriore passo avanti per valorizzare al meglio la qualità e la ricchezza espressiva di questo vitigno, uno dei veri marcatori identitari della nostra Denominazione. Come nelle scorse edizioni, i vini – tutti Maremma Toscana DOC Vermentino – avevano una presenza minima del vitigno all’85%, per la maggior parte ottenuti in purezza e solo in pochi casi con aggiunta di altre varietà come Viognier, Sauvignon o Trebbiano. La “Top Ten” 2025 dei Vermentini Maremma Toscana DOC è composta da, in ordine alfabetico per azienda: Cantina Vignaioli di Scansano – Vermentino Superiore 2023  “San Bruzio”, Castelprile della Volpaia – Vermentino Superiore 2023 BIO “Castelprile”, Cupirosso – Vermentino 2022 BIO “Audace”, Fattoria di Magliano – Vermentino 2023 BIO “Pagliatura”, Giovanni Valentini – Vermentino Superiore 2023 “Veive”, Podere Poggio Bestiale – Vermentino 2023 “PerLelo”, Poggio Levante – Vermentino 2019 “Unnè”, Tenuta Casteani – Vermentino Superiore 2023 BIO “Maremmano”, Tenuta Dodici – Vermentino 2023 “Solo”, Tenuta Pietramora di Colle Fagiano – Vermentino 2023 “Limite”. Luca Pollini Direttore del Consorzio Il Vermentino Grand Prix è un’iniziativa che ci consente di mettere alla prova questo vitigno e ogni volta rimaniamo piacevolmente sorpresi. Per la prima volta uno dei 10 vini della Top Ten ha oltre cinque anni di età – appartiene addirittura all’annata 2019 – una bella conferma delle potenzialità e della longevità del Vermentino della nostra Denominazione. Anche i numeri sono dalla sua parte: in Maremma si trova il 50% degli ettari coltivati in Toscana con questa varietà. Degli oltre 1070 ettari presenti sul nostro territorio – con un incremento di 100 ettari rispetto allo scorso anno – quasi il 60% delle superfici ha meno di 13 anni e oltre il 40% non arriva a otto anni, si tratta quindi di impianti relativamente giovani, segno che i produttori continuano a dare fiducia a questo straordinario vitigno. La giuria del Grand Prix, presieduta da Luciano Ferraro – Vice Direttore del Corriere della Sera – è composta da una selezione di rappresentanti di ristoranti stellati della Maremma e di Enoteche (Caino, Il Pellicano e Enoteca Castiglionese), da tre enologi consulenti – Graziana Grassini, Luca Cantelli e Gabriele Gadenz – e da altri tecnici di settore. IL DEBUTTO DELLA TOP TEN 2025 A VINITALY La top ten selezionata durante il Vermentino Grand Prix 2025 sarà per la prima volta in degustazione in occasione dell’imminente Vinitaly, allo stand del Consorzio (Padiglione 9 Stand B16). Insieme ai vini vincitori al banco consortile ci saranno 77 vini di 44 diverse aziende per offrire una panoramica della Denominazione. Presenti inoltre, con una propria postazione, una collettiva di produttori di nove aziende: La Chimera d’Albegna, Le Lupinaie, Podere Poggio Bestiale, Giovanni Valentini, Fattoria Il Casalone, Poggio Brigante, Col di Bacche, Tenuta Agostinetto, Val del Melo. Si potranno conoscere i bianchi, a partire dai numerosi Vermentino e Vermentino Superiore fino all’Ansonica e al Trebbiano e agli internazionali Chardonnay e Sauvignon; ci saranno anche i rosati a base Sangiovese e Alicante e i rossi, cominciando con gli autoctoni Ciliegiolo (tutti in purezza), Alicante e Sangiovese, passando per i blend in stile Supertuscan fino agli internazionali Cabernet Sauvignon, Cabernet franc, Merlot, Syrah e Petit Verdot, in purezza o in taglio bordolese. Nelle giornate del 7 e 8 aprile si potranno inoltre scoprire i sapori della cucina toscana con la degustazione di Tortello Maremmano in abbinamento al Vermentino Superiore DOC Maremma Toscana e ai Morellino d’Annata, presso lo stand del Consorzio Morellino di Scansano. L’iniziativa è organizzata con l’Associazione per la Tutela e la Promozione del Tortello Maremmano, istituita su iniziativa di Confesercenti Grosseto. La Redazione
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6 Aprile, 2025

Pertinace incontra l'arte nelle rassegne di Area Contesa Arte

In genere si dice che l’arte si contempla mentre il cibo si consuma. Perché contemplare un cibo o anche un vino quando è lì per essere consumato? Non si mangia certo dinanzi un’opera d’arte ma, magari, per contemplarla meglio occorre il giusto animo. Occorre che la mente sia scevra da preconcetti, sovrastrutture, pregiudizi. Allora, perché non guardare l’opera con in mano un calice di buon vino? Unire arte e vino non vuol dire, nella maniera più assoluta, pensare che anche il vino sia opera d’arte e il vignaiolo un artista. Arte e vino si possono unire per assecondare la convivialità da un lato, il proprio spirito dall’altro. Grazie alla collaborazione con Area Contesa Arte di Via Margutta a Roma, i vini di Pertinace, meravigliosa azienda di Treiso, piccolo paese vicino Cuneo noto per aver dato i natali all’imperatore Pertinace, hanno accompagnato ben tre rassegne, presentate nelle sale Botero e Picasso, presentate da Teresa Zurlo con la direzione artistica di Tina Zurlo. Le tre rassegne, Oregon Blu, Premio Internazionale Artemisia Gentileschi e Antiquas (Mario Russo) hanno visto come madrina Adriana Russo e critici d’arte il Principe Alfio Borghese e Mario Salvo La forte empatia e l’energia dei presenti accorsi numerosi e curiosi, decisamente palese e palpabile ha rappresentato il giusto corollario per un progetto, quello di Galleria Arte Contesa, che volge verso il diverso rispetto di tutte le altre gallerie di Roma, ponendole come avanguardia nella kermesse di Via Margutta. Grande successo per i vini di Pertinace soprattutto Arneis che ha trovato nel Principe Borghese critico d’arte e grande amico della Galleria il suo più grande estimatore. Non poteva essere così per un vitigno piemontese che fa della morbida sensualità, pur rimanendo vivo e verticale, il suo punto di forza. Anche la Barbera d’Alba, un vino identitario del Piemonte con un semplice passaggio di 9 mesi in botti di rovere di Slavonia, ha destato grande interesse. Un vino che, grazie alla sua duttilità, può accompagnare pasti giornalieri con situazioni più strutturate. Due vini, tre rassegne, tante persone, immensa partecipazione. Un meraviglioso esempio di amplificazione dei sensi. Un grazie a tutti i partecipanti, a Tina e Teresa Zurlo e, ovviamente a Marco Sargentini, colonna portante di questi eventi. Se non l’aveste ancora letto, l’articolo che parla di Pertinace e qui Ivan Vellucci  
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Tonnino presenta il nuovo Ceuso Bianco 2023 DOC Alcamo Arrow Right Top Bg

6 Aprile, 2025

Tonnino presenta il nuovo Ceuso Bianco 2023 DOC Alcamo

  La cantina di Alcamo sarà presente al Vinitaly dal 6-9 aprile  L’azienda Tonnino inizia il nuovo anno con una novità che si posiziona all’apice della produzione enologica e che rappresenta un tributo alla DOC Alcamo. Solo 1.200 bottiglie per questo vino che ha nel Catarratto l’anima del territorio e nel nome l’eterno ricordo di Giacomo Tachis. La famiglia Tonnino attende la primavera con il Ceuso Bianco 2023, un vino nato nelle campagne della Sicilia Occidentale e che vuole offrire un tributo alla DOC Alcamo, rilanciando la storia di Ceuso, iconico vino frutto dell’ingegno di Giacomo Tachis negli anni ’90. Un’etichetta nata per rappresentare al meglio l’identità e l’eccellenza del territorio e che aspira a diventare il punto di riferimento per la sua produzione enologica per offrire ai consumatori un’esperienza autentica e raffinata Antonio Tonnino Con il Ceuso Bianco Alcamo DOC, abbiamo voluto creare un vino che rappresentasse al meglio la nostra terra e la nostra filosofia produttiva, basata sul rispetto della biodiversità e sull’innovazione sostenibile. Siamo orgogliosi di condividere questo nuovo traguardo della nostra produzione. Ceuso Bianco è il frutto di un’attenta selezione di uve da soli vitigni autoctoni che da secoli raccontano la storia della viticoltura siciliana. Grazie al clima mediterraneo, ai terreni sabbiosi e calcarei e all’influenza delle brezze marine, il vino si distingue per freschezza, mineralità ed eleganza: la produzione di Ceuso bianco segue rigorosi standard qualitativi, rispettando il disciplinare della DOC Alcamo e adottando pratiche sostenibili per preservare l’integrità del territorio Abbiamo iniziato la nostra avventura vent’anni fa e ultimamente ci siamo concentrati per sviluppare un nuovo racconto nel territorio dove mio nonno ha dato vita a tutto questo – precisa Antonio – la viticoltura qui esiste da secoli ed coi bagli come Ceuso ci ricordano la responsabilità di prendersi non solo cura di questi luoghi ma di farli conoscere. Il nuovo vino che prosegue il progetto iniziato con l’acquisto di Baglio Ceuso ed il rilancio di Ceuso Rosso, etichetta leggendaria ideata dal celebre enologo Giacomo Tachis nel 1995, riprende in pieno il disciplinare di produzione dell’Alcamo DOC dove viene messo al centro il Catarratto affiancato da Grillo e Grecanico. Solo 1.200 bottiglie per questo vino che vuole diventare ambassador della quarta DOC dell’isola per ettolitri imbottigliati (dopo DOC Sicilia, DOC Marsala e DOC Etna). Ottenuto da una rigorosissima selezione in vigna delle uve, i mosti sono vinificati in vasche di cemento e la fermentazione viene ultimata in grandi botti di rovere francese. L’affinamento “sur lie” in botti di legno a bassissima tostatura lo rende un vino per le grandi occasioni, caratterizzato da eccezionale ampiezza e lunghezza aromatica. La Redazione
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