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BlendNews è un contenitore di informazioni dedicato al vino. Racconteremo gli eventi, le novità e le curiosità di questo mondo.

 

GoWIne. Intreccio tra Barolo e Nobile di Montepulciano Arrow Right Top Bg

9 Aprile, 2026

GoWIne. Intreccio tra Barolo e Nobile di Montepulciano

  Il 28 e 29 marzo si è svolta a Monforte d’Alba la diciassettesima edizione de I Grandi Terroir del Barolo promossa dall’inesauribile GoWine, quest’anno con il Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano come ospite per un approfondimento del progetto Le Pievi. Un dialogo naturale con le MGA del Barolo: due grandi denominazioni unite della volontà di mettere al centro il territorio come elemento distintivo. MGA, Menzione Geografica Aggiuntiva, è un progetto di zonazione voluto dal Consorzio di Tutela del Barolo, Barbaresco, Alba, Langhe e Dogliani introdotto nel 2010, non a caso anche l’anno della prima edizione de I Grandi Terroir del Barolo, che invita ad un livello di lettura più profondo del territorio, uno zoom sulle zone, sottozone e vigneti, evidenziando così le caratteristiche geologiche, minerali dei diversi terreni. Il disciplinare ad oggi conta 181 MGA, divise in 11 Comunali e 170 Specifiche (zone, sottozone, vigneti). Sul banco di assaggio di Gowine erano presenti ben 47 Menzioni, tra le più rappresentative del Barolo: da Serralunga a Cannubi, da Bussia a Castelletto, da La Morra a Parussi. Una panoramica decisamente rappresentativa dei terroir di questo grande vino. L’edizione di quest’anno si è arricchita della presenza del Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano egregiamente rappresentato dal suo Vicepresidente Luca Tiberini, che in un appassionante discorso introduttivo al Nobile ha raccontato la necessità, nata una decina di anni fa tra tutti i produttori di Montepulciano, di qualificare e valorizzare esclusivamente i vitigni storici della tradizione del Nobile di Montepulciano: Sangiovese, Colorino, Mammolo e Ciliegiolo. Con un disciplinare, giustamente, molto rigido nasce il progetto “Le Pievi”, 12 sottozone storiche basate sul trattato Leopoldino del 1800. Il dialogo tra questi due grandi territori è stato completato da una vibrante Masterclass guidata dal Vicepresidente del Consorzio del Nobile Luca Tiberini e dal giornalista Gianni Fabrizio, autorevole firma del vino italiano, per decenni curatore della Guida ai Vini d’Italia del Gambero Rosso. In degustazione 5 Barolo e 5 Nobile di Montepulciano a ricordarci quanto il vino sia prima di tutto linguaggio: racconto di terre, di uomini e di visioni.     Davide Stroppa – Il viaggio di Orfeo
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Consorzio Barbera D’asti e Vini del Monferrato: sarà Filippo Mobrici alla guida di un Cda rinnovato Arrow Right Top Bg

9 Aprile, 2026

Consorzio Barbera D’asti e Vini del Monferrato: sarà Filippo Mobrici alla guida di un Cda rinnovato

  Con 7 nuovi membri il CDA del Consorzio si presenta unito e dinamico in vista delle nuove sfide di mercato   L’assemblea dei soci del Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato ha eletto il nuovo Cda che vede la conferma di 18 consiglieri e di 7 nuove realtà, pronte a portare energie, visione e sensibilità contemporanea nel percorso di crescita della denominazione.  È stato altresì nominato Filippo Mobrici Presidente del Consorzio dell’azienda Bersano. Una nomina che segna un passaggio nel segno della continuità e della valorizzazione del lavoro svolto negli ultimi anni per rafforzare l’identità della Barbera e dei vini del Monferrato sui mercati nazionali e internazionali. Presidente Filippo Mobrici Assumere la guida del Consorzio in questo momento è per me motivo di grande soddisfazione e responsabilità. Arriviamo al prossimo Vinitaly con un Consiglio di Amministrazione rinnovato e con la volontà di rafforzare ulteriormente il dialogo con i mercati internazionali. Negli ultimi anni il settore ha dovuto confrontarsi con uno scenario particolarmente dinamico, caratterizzato da cambiamenti continui e nuove sfide competitive. Proprio per questo il nostro impegno sarà quello di proseguire il lavoro avviato, consolidando le relazioni costruite e guardando al tempo stesso ai mercati emergenti, sempre più interessati a vini capaci di coniugare qualità, identità e immediatezza. In questo percorso raccogliamo il testimone lasciato dal mio predecessore Vitaliano Maccario, che ringrazio per aver rafforzato il dialogo con stakeholder nazionali e internazionali e per il lavoro svolto in un triennio particolarmente complesso. Lo facciamo con uno sguardo rivolto anche all’importante traguardo degli ottant’anni del Consorzio, un anniversario che rappresenta non solo una ricorrenza, ma il risultato di una lunga storia condivisa e di un percorso costruito insieme ai produttori del territorio. Ad affiancare il Presidente saranno i due Vicepresidenti Lorenzo Giordano della  cantina sociale di Vinchio e Vaglio Serra e Giorgio Gozzelino di Cascina Castlet che sottolineano: Vicepresidente Lorenzo Giordano La Barbera d’Asti ha tutte le caratteristiche per parlare al pubblico contemporaneo: è un vino identitario ma al tempo stesso immediato, capace di essere autentico e accessibile. Il nostro obiettivo è continuare a raccontarla come un vino sempre più pop, riconoscibile e vicino ai consumatori, capace di unire qualità, versatilità e convivialità. Un linguaggio che permette alla Barbera di dialogare con nuove generazioni di wine lovers e con mercati sempre più dinamici. Vicepresidente Giorgio Gozzelino Il valore della Barbera d’Asti e dei vini del Monferrato nasce innanzitutto dal lavoro quotidiano dei produttori e dal legame profondo con un territorio unico, fatto di colline, suoli e tradizioni vitivinicole che da generazioni ne definiscono l’identità. Il nostro impegno sarà quello di rafforzare ulteriormente il lavoro di squadra tra produttori, istituzioni e filiera, affinché queste denominazioni possano continuare a essere ambasciatrici credibili del Monferrato nel mondo e a trasmettere il valore di un territorio che ha nella viticoltura una delle sue espressioni più alte. Il nuovo consiglio di amministrazione consta di 25 membri: Bersano Luigi – G.M. Mondo del Vino-ARGEA Bianco Davide – Azienda Vitivinicola Tenuta La Graziosa Bonzano Francesca – Castello di Uviglie Brillado Pietro – Cantina Sociale di Mombercelli Costa Andrea – Marenco Vini Cucco Carlo – Cantine Manfredi Ferraris Luca – Agricola Ferraris Fortunato – Bruno Tre Secoli Gallo Carlo – Azienda Agricola Gallo Gasperini Davide – Cascina Gilli Gerbi Enzo – Cantina sociale Barbera dei Sei Castelli Ghignone Andrea – Cantina Sociale di Nizza M.to Giordano Lorenzo – Cantina Sociale di Vinchio e Vaglio Serra Gozzelino Giorgio – Cascina Castlet Marasso Massimo – Fratelli Martini Secondo Luigi Mobrici Filippo – Bersano Vigneti Morando Franco – Società Agricola Montalbera Pesce Daniela – Cantina Sociale Maranzana Porzio Giulio – Cantina Post Dal Vin Redoglia Mario – Cantina Sociale di Castagnole Monferrato Ricagno Paolo Vecchia – Cantina di Alice Bel Colle e Sessame Rovero Enrico – lli Rovero Sartirano Paolo – Sartirano Figli Cantine e Vigneti Savio Stefano – Terre dei Santi Veronesi Federico – Pico Maccario – Agribel   IL CONSORZIO BARBERA D’ASTI E VINI MONFERRATO Il Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato, fondato nel 1946, ha il compito di tutelare e promuovere le sue denominazioni per garantire la loro diffusione e la loro immagine sui mercati nazionali e internazionali, anche attraverso appositi marchi distintivi. Attualmente il Consorzio conta più di 430 aziende associate e 12 denominazione tutelate. La Redazione
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Il Pinot Grigio DOC Delle Venezie è Official Wine del Giro D’italia 2026 Arrow Right Top Bg

8 Aprile, 2026

Il Pinot Grigio DOC Delle Venezie è Official Wine del Giro D’italia 2026

  L’iconico bianco italiano, tra i più amati al mondo, entra nella leggenda della corsa ciclistica simbolo del Belpaese, in un viaggio a tappe che accende i riflettori su territori e paesaggi, raccontandone l’eccellenza e l’anima più autentica   La presentazione della partnership si terrà a Vinitaly il 13 aprile alle ore 12.30 presso lo spazio MASAF Il Pinot Grigio DOC Delle Venezie sarà Official Wine del Giro d’Italia 2026, un evento iconico di grande prestigio capace di trasformare una competizione sportiva in un potente racconto di italianità. La partnership – che sarà presentata in occasione di Vinitaly il 13 aprile alle ore 12.30 presso lo spazio MASAF – è il risultato di una scelta strategica: esprime identità, visione, coesione territoriale e ambizione, consolidando la reputazione della Denominazione di Origine, rafforzandone il posizionamento, agli occhi di pubblico, media e stakeholder nazionali e internazionali: da successo di categoria a eccellenza del Paese. Durante la prossima edizione della più attesa corsa ciclistica a livello internazionale, dunque, il Pinot Grigio DOC Delle Venezie – primo bianco fermo italiano per esportazioni nonché vino tra i più apprezzati al mondo – affiancherà il Giro d’Italia (8-31 maggio), il Giro d’Italia Women (30 maggio-7 giugno), il Giro-E (9-31 maggio) e il Giro Next Gen (14-21 giugno), portando lungo tutto il circuito e nelle case degli spettatori il proprio Italian Style per raccontare al meglio il lavoro dei produttori, i territori viticoli e le comunità che li custodiscono. A partire dall’8 maggio 2026 il Giro d’Italia, alla sua 109ª edizione, attraverserà i confini – dalla grande partenza in Bulgaria per poi approdare in Italia – con l’obiettivo di percorrere territori e costruire legami: un grande evento con una audience globale stimata che supera i 650 milioni di spettatori e una copertura televisiva in 200 Paesi che offrirà al Pinot Grigio DOC Delle Venezie una vetrina internazionale unica. “Pinot Grigio DOC Delle Venezie – The Official Wine del Giro d’Italia 2026” – Ambasciatore dello stile di vita italiano nel mondo: la DOC Delle Venezie si propone a tutti gli effetti di interpretare, in chiave attuale, i valori della convivialità e della cultura enogastronomica italiana. Luca Rigotti, Presidente Consorzio DOC Delle Venezie Con la sponsorizzazione del Giro d’Italia, grande evento ciclistico simbolo del nostro Paese, porteremo ufficialmente il Pinot Grigio DOC Delle Venezie all’interno di una narrazione che unisce sport, territorio, comunità e stile di vita, consolidando il nostro ruolo di ambasciatori di un’italianità autentica e contemporanea. È un passo importante per affermare con chiarezza il valore della denominazione, la sua leadership sui mercati internazionali, difendendo qualità, origine e reputazione in uno scenario globale complesso ed in continua evoluzione. Riteniamo che questa iniziativa – ha proseguito Rigotti – sia una scelta di valorizzazione e di visione, un’occasione per creare e rafforzare sinergie e dialogo a più livelli con consumatori, media, istituzioni e stakeholder del territorio che durante le tappe brinderanno con la DOC Delle Venezie, rafforzando il valore simbolico della collaborazione. Matteo Mursia, Chief Revenue Officer RCS Sport & Events. Siamo orgogliosi di accogliere il Pinot Grigio DOC Delle Venezie come Official Wine dei nostri tre Grandi Giri – uomini, donne e giovani – una partnership che valorizza al meglio l’incontro tra sport, passione, territorio e cultura. Il Giro d’Italia è una piattaforma di comunicazione unica ed esclusiva, capace di amplificare storie autentiche e creare connessioni profonde con un vasto pubblico. Insieme, daremo vita a un racconto capace di esaltare l’eccellenza e lo stile di vita italiani. Questa collaborazione rafforza ulteriormente il posizionamento internazionale del nostro evento e il suo ruolo di Ambasciatore del Made in Italy nel mondo. La coerenza della partnership con la visione della DOC si traduce anche in un forte impegno nella valorizzazione dei territori. Il Consorzio, tappa dopo tappa, darà origine ad un itinerario in grado di raccontare il territorio d’origine del Pinot Grigio Delle Venezie, che include le Regioni Veneto e Friuli-Venezia Giulia e la provincia autonoma di Trento, attraverso paesaggi, borghi, ospitalità diffusa e tradizioni gastronomiche, promuovendo una visione sostenibile e slow e valorizzando la vocazione turistica e culturale del Triveneto, dal Lago di Garda al Friuli Venezia Giulia, dalle montagne trentine fino alla Laguna di Venezia. Un progetto che, a proposito di territori e di eccellenze, si inserisce in un momento in cui l’Italia è più che mai sotto i riflettori per il recente riconoscimento della Cucina Italiana come Patrimonio Immateriale dell’Umanità UNESCO – assegnato per la prima volta nella storia – traguardo che ha riportato al centro del dibattito globale il valore identitario della nostra tradizione enogastronomica ed in grado di rafforzare la consapevolezza che il vino, da millenni, accompagna la nostra cultura gastronomica come elemento di convivialità, coesione e racconto dei territori. INFORMAZIONI CONSORZIO TUTELA VINO DOC DELLE VENEZIE Il Consorzio Tutela Vini DOC Delle Venezie viene costituito nel 2017 dalla comune volontà dell’intera filiera vitivinicola del Nordest d’Italia di creare il più grande modello di integrazione interregionale, includendo in un’unica grande denominazione di origine la Regione Autonoma del Friuli Venezia Giulia, la Provincia Autonoma di Trento ed il Veneto. Con una superficie produttiva di 27.000 ettari ed una quantità pari a 230 milioni di bottiglie – nel contesto di una filiera produttiva composta da 6.141 viticultori, 575 aziende di vinificazione e 371 aziende di imbottigliamento – la DOC Delle Venezie rappresenta oggi l’85% del Pinot Grigio italiano ed il 43% di quello mondiale. Sito web www.dellevenezie.it La Redazione
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Franciacorta a Vinitaly 2026. Solidità del comparto e crescita sui mercati internazionali Arrow Right Top Bg

7 Aprile, 2026

Franciacorta a Vinitaly 2026. Solidità del comparto e crescita sui mercati internazionali

    Franciacorta conferma anche per il 2026 la propria partecipazione a Vinitaly, la più importante manifestazione internazionale dedicata al mondo del vino, in programma a Verona dal 12 al 15 aprile. Un appuntamento di riferimento per il settore, che offrirà al pubblico e agli operatori l’occasione di scoprire da vicino l’eccellenza delle cantine franciacortine, da sempre espressione di qualità, passione e continua innovazione. Presente con 22 cantine all’interno del Palaexpo – e altre 14 presenti negli altri padiglioni della Fiera – lo spazio Franciacorta costituisce un luogo di incontro, approfondimento e degustazione. Qui i visitatori potranno conoscere le ultime novità produttive, riscoprire le etichette più rappresentative del territorio e dialogare direttamente con i protagonisti che ogni giorno contribuiscono al successo della Denominazione. Un percorso pensato per raccontare le storie, le persone e i valori che rendono il Franciacorta un unicum nel panorama enologico italiano. La partecipazione a Vinitaly rappresenta inoltre un’importante occasione per celebrare un heritage prestigioso, consolidato in anni di ricerca e sperimentazione, e per guardare al futuro con rinnovato slancio. Le cantine franciacortine continuano infatti a porre eccellenza, savoir faire e autenticità al centro di ogni scelta produttiva, rafforzando il ruolo della DOCG come riferimento dell’eccellenza italiana nel mondo. In un contesto che conferma la solidità e la capacità di crescita del comparto Franciacorta, i risultati presentati a inizio anno dall’Osservatorio Economico evidenziano una sostanziale tenuta dei volumi e un prezzo medio stabile, accompagnati da un incremento dell’export verso i principali mercati internazionali. Un quadro che riflette la forza del territorio, la qualità costante delle produzioni e una posizione sempre più centrale nel panorama enologico globale. Area Franciacorta – Palaexpo – Padiglione Regione Lombardia – Stand B/C2 Antica Fratta – Bonfadini – Bosio – Camilucci – Caruna – Centinari – Corte Aura – Ferghettina – Freccianera Fratelli Berlucchi – Ibarisei – La Fiorita – Lantieri de Paratico – Marzaghe – Monzio Compagnoni – Pietraluce – Ricci Curbastro – Romantica – Santus – Tenuta Ambrosini – Terre d’Aenòr – Turra – Vigneti Cenci   Aziende in altri padiglioni Bellavista                                                                  Pad 7              B3/B4                           Terra Moretti Berlucchi Franciacorta                                           Pad 7               B8 Cantina Chiara Ziliani                                             Pad 7               B2 Castello Bonomi                                                      Pad 4               E5 Contadi Castaldi                                                      Pad 7               B3/B4                          Terra Moretti Derbusco Cives                                                        Pad 7               B6                                Cuzziol Grandivini Lo Sparviere                                                             Pad 8               F3/F4                           AGB Selezione Marchesi Antinori Tenuta Montenisa                 Pad 7               D2                                 Antinori Mosnel                                                                      Pad 8 (FIVI)    B8/B9                           19 Muratori                                                          Pad 7             E9 Piozza Ome                                                              Palaexpo         Area Valtellina           Piozza Ronco Calino                                                            Pad 8 (FIVI)     F10/G10                     5 San Cristoforo                                                          Pad 8 (FIVI)     F8/F9                          14 Sullali                                                                         Pad 7                B6                               Cuzziol Grandivini Vezzoli Giuseppe                                                     Pad 7    B6                                           Cuzziol Grandivini     La Redazione
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Don Juan celebra il vino al femminile con 3 serate dedicate alle produttrici d’eccellenza tra Italia e Argentina Arrow Right Top Bg

7 Aprile, 2026

Don Juan celebra il vino al femminile con 3 serate dedicate alle produttrici d’eccellenza tra Italia e Argentina

  Dal Veneto all’Argentina fino all’Alto Adige, un ciclo di serate dedicate alla grande enologia internazionale tra degustazioni guidate e menu speciali   Non è sempre facile riunire eccellenze diverse nello stesso scenario, soprattutto in un mercato competitivo come quello del vino e della ristorazione. Eppure Don Juan Milano ci riesce, dando vita a un ciclo di tre serate speciali dedicate al vino al femminile. Tre produttrici, tre storie di passione e visione, tre territori diversi ma accomunati da una stessa sensibilità: quella di donne che hanno saputo distinguersi nel panorama enologico contemporaneo. Il ristorante argentino di Via Altaguardia ha aperto le porte a un percorso di degustazione che permette agli ospiti di scoprire grandi vini italiani e internazionali, ascoltare direttamente il racconto delle produttrici e degustare etichette autentiche, abbinate ai piatti intensi e identitari della cucina del Don Juan. Ogni serata è un viaggio tra territori, storie familiari e scelte produttive, con degustazioni guidate dalle stesse protagoniste. Dopo il primo appuntamento della scorsa settimana con Anna De’ Besi, anima della Cantina Punto Zero, ecco i prossimi due incontri: Giovedì 16 aprile – Ore 19:30 Adrianna Catena – El Enemigo Wines Il secondo incontro vedrà protagonista Adrianna Catena, fondatrice di El Enemigo Wines, progetto nato insieme all’enologo Alejandro Vigil con l’obiettivo di riportare alla luce l’eredità storica del vino argentino. La cantina nasce a Mendoza e unisce ricerca e tradizione, recuperando tecniche antiche e valorizzando varietà simboliche del territorio. La famiglia Catena è oggi considerata un punto di riferimento internazionale per il vino argentino di qualità, con una storia costellata di riconoscimenti e premi. Giovedì 7 maggio – Ore 19:30 Caroline Synn – Cantina Pratenberg A chiudere il ciclo di incontri sarà Caroline Synn, oggi alla guida della Cantina Pratenberg in Alto Adige, produttrice di uno dei migliori Schiava della regione. La cantina nasce con l’obiettivo di valorizzare i vigneti di quota e le varietà tipiche del territorio, con un approccio produttivo che unisce attenzione artigianale e visione contemporanea. Il risultato sono vini nitidi, armoniosi e profondamente legati al loro ambiente naturale. La proprietà ospita inoltre una suggestiva Wine Lodge immersa tra i vigneti, dove gli ospiti possono vivere un’esperienza enologica completa. Il ciclo di serate organizzato da Don Juan rappresenta un’occasione unica per conoscere tre interpretazioni diverse del vino contemporaneo, tutte accomunate da una forte impronta femminile. Don Juan – Ristorante Argentino La Redazione
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VINIVERI 2026 - I vini secondo natura Arrow Right Top Bg

4 Aprile, 2026

VINIVERI 2026 - I vini secondo natura

  Tre giorni di artigiani del vino, eventi ed esperienze: le cene con tre giovani chef, Juri Chiotti, Sara Nicolosi e Cinzia de Lauri, la mostra fotografica “Visages des Vignes” di Gianni Pillon, la presentazione del libro “Lungo i sentieri del Nebbiolo” di Marzia Pinotti, la degustazione verticale con sei annate del Barolo di Giovanni Canonica   Anche quest’anno ingresso ridotto per gli under 25 XXI Edizione Dal 10 al 12 APRILE 2026 a CEREA (VR) Elogio dell’attesa C’è ancora chi sceglie di aspettare. Aspettare che la vigna faccia il suo corso. Che la fermentazione trovi il suo ritmo. Che il vino dica chi è, da dove viene, di che stagione porta il segno. In un’epoca che premia la velocità e la standardizzazione, i vignaioli del Consorzio ViniVeri continuano a percorrere il “saper fare” artigiano, rispettando l’identità del territorio d’origine e i tempi della natura. E da oltre vent’anni, ogni primavera, portano il risultato di quella pazienza a Cerea. Ventuno edizioni di vino con radici Dal 10 al 12 aprile 2026 l’Area Exp di Cerea (VR) torna a essere il cuore pulsante del vino artigianale italiano ed europeo. ViniVeri festeggia la sua XXI edizione con oltre cento produttori selezionati, provenienti dalle regioni italiane e dai principali terroir d’Europa: Francia, Spagna, Slovenia, Austria; una comunità di vignaioli accomunati non da un’etichetta, ma dall’adesione a una Regola che è insieme produttiva ed etica. Nata nel 2004, ViniVeri è stata una delle prime manifestazioni italiane a mettere al centro il concetto di naturalità e rispetto del territorio — quando queste parole erano ancora fuori dal vocabolario mainstream del vino. Oggi quella scelta pionieristica è diventata riferimento culturale: un evento che non è solo fiera, ma incontro tra persone, territori, storie e idee. Un’esperienza, non solo una fiera ViniVeri 2026 è un’occasione di immersione: tre giorni in cui il pubblico — appassionati, sommelier, ristoratori, giornalisti, ma anche semplici curiosi — può dialogare direttamente con i produttori, capire le scelte dietro ogni etichetta, scoprire vitigni dimenticati e l’essenza vera dei territori. Tre giorni di degustazioni guidate, cene di giovani chef con abbinamento dei vini artigianali, momenti di approfondimento, presentazione di libri, mostra fotografica, spazi di confronto tra vignaioli: l’edizione 2026 rafforza la vocazione del Consorzio a essere un progetto culturale prima ancora che produttivo. Confermando Cerea quale punto di riferimento in Italia per la cultura del vino artigianale e sostenibile. Con uno sguardo particolare ai giovani: anche per questa edizione viene confermata la speciale riduzione Under 25=25€, l’ingresso a ViniVeri per tutti i maggiorenni, fino ai 25 anni, con biglietto dedicato e scontato. Una scelta che vuole favorire la partecipazione delle nuove generazioni, incoraggiandole a conoscere da vicino un modello produttivo fondato su responsabilità, sostenibilità e passione condivisa. Paolo Vodopivec, Presidente del Consorzio ViniVeri Il vino è uno specchio del luogo da cui viene: il nostro compito è non appannarlo. ViniVeri nasce da questo impegno — dalla cura in vigna, dalla mano dell’artigiano, dalla consapevolezza che fare vino secondo natura significa prendersi cura di un patrimonio collettivo. Con la ventunesima edizione guardiamo al futuro sapendo che il nostro ruolo va oltre il calice: siamo parte di un dialogo necessario tra produttori, territorio e comunità, perché le sfide che abbiamo davanti — dal clima alla tutela dei suoli, dall’innovazione all’educazione del consumatore — si affrontano solo insieme. Le cene di Viniveri 2026 Venerdì e sabato, a conclusione della manifestazione, il Ristorante interno di ViniVeri avrà l’onore di ospitare le cene firmate da tre giovani ma già affermati chef, i cui piatti accompagneranno una selezione delle migliori bottiglie di questa edizione. Venerdì 10 aprile: Juri Chiotti di Reis Cibo Libero di Montagna (CN) 40 anni, ha lavorato per dieci anni in ristoranti blasonati prima di scegliere una strada con meno fronzoli e soprattutto più a contatto con la terra. Nel 2017 da vita a Reis Cibo Libero di Montagna, prima a Frassino poi dal 2021 in borgata Chiot Martin, in provincia di Cuneo. Siamo a 1000 m. in Valle Varaita, con un ettaro di orto e piante da frutto, 10 ettari di bosco, un allevamento di capre, pecore, conigli e galline: proprio da qui lo chef porterà gli ingredienti per la cena, lavorandoli pochissimo o attraverso tecniche vecchie e nuove per lasciare il pieno protagonismo che merita alla natura. Cibo vero per vini veri! Sabato 11 aprile: Sara Nicolosi e Cinzia de Lauri di AlTatto (MI) AlTatto è un’esperienza di alta cucina vegetariana e vegana. Propone un percorso gastronomico che nasce dal rispetto per la terra, per il lavoro artigianale e manuale, per le stagioni e per i prodotti del territorio. Sara Nicolosi e Cinzia de Lauri fondano AlTatto a Milano nel 2015 con la volontà di creare un’attività di catering che avesse una proposta innovativa di alta cucina vegetariana e vegana. Da questa esperienza, nel 2019 nasce il Bistrot, con l’intento di sperimentazione culinaria micro stagionale in grado di rivolgersi a un pubblico più ampio di quello del catering. Anni di approfondimento, di tecniche culinarie e accoglienza hanno portato a diversi riconoscimenti, tra cui il Premio “Custodi del Pianeta” agli “Award del Gusto” nel 2024 e il premio “Miglior Chef Donna 2025” per Identità Golose. La mostra fotografica ViniVeri ospita per tre giorni, per la prima volta in Italia, la mostra del fotografo Gianni Pillon “Visages des Vignes”. Grande appassionato di vino, Pillon propone una ricca e sorprendente raccolta di ritratti di vignaioli in “chambre photographique”, dalla quale è stata selezionata la serie di 40 foto esposte: i ritratti della mostra sono in prevalenza di produttori italiani, molti dei quali partecipano alla fiera che ha luogo a Cerea, insieme ad altri selezionati anche per il loro valore artistico. Venerdì 10 aprile, alle ore 18.30, incontro-presentazione nella sala Convegni dell’Area Exp di Cerea dove sarà lo stesso Gianni Pillon – fotografo autodidatta, classe 1964, che vive e lavora in Francia, in Borgogna, e già affermato fotografo di musica jazz – a raccontare il suo lavoro con i vignaioli e a presentare foto inedite scelte dal suo ampio archivio digitale. L’incontro e la degustazione Sabato 11 aprile sotto il segno del Nebbiolo Si inizia alle ore 15 con la degustazione-evento della verticale dedicata al raro e iconico Barolo di Giovanni Canonica. Amato da un altro grande produttore di Barolo, Giuseppe Rinaldi, che del suo vino diceva: “quello di Gianni è il Barolo che vorrei essere capace di fare“, i vini di Canonica in degustazione saranno esclusivamente in formato Magnum delle annate 2015, 2017, 2018, 2019, 2020 e 2021. La degustazione sarà guidata da Giorgio Rinaldi, consigliere nazionale e membro di Giunta A.I.S. e Chevaliers du Tastevin. Seguirà, dalle ore 18.30, la presentazione da parte della sommelier ed enologa Marzia Pinotti – che da anni intervista vignaioli, cammina tra le vigne e indaga sulla natura profonda dei vitigni – del suo libro “Lungo i sentieri del Nebbiolo” edito da Le Piccole Pagine. Il libro è il resoconto di un viaggio compiuto tra il 2015 e il 2019 attraverso venti denominazioni disseminate tra le Langhe e la Valcamonica in cui Marzia Pinotti segue le tracce del Nebbiolo partendo dalle fonti storiche, dalla geologia dei territori e dagli studi genetici in corso, e ne ripercorre la storia attraverso le memorie e le testimonianze di produttori, vignaioli e interpreti del più nobile dei vitigni. Un itinerario di quasi mille chilometri, che dai fasti del Barolo risale verso le rarefatte atmosfere dei Nebbioli di montagna, raccontato con una scrittura lirica e incisiva in un libro che è insieme romanzo di viaggio, indagine storica e lucida riflessione sul rapido cambiamento del clima e del paesaggio. L’Enoteca Come ogni anno, insieme ai banchi vino, non mancheranno gli spazi per l’assaggio e la vendita di produzioni artigianali agroalimentari. Apprezzata e attesissima da appassionati e wine lovers, anche quest’anno non mancherà all’interno dell’AreaExp l’Enoteca ViniVeri: la vetrina-bottega dove sarà possibile acquistare molte delle selezionate etichette dei tanti vignaioli presenti a ViniVeri a prezzo di cantina. Anche per questa edizione tale prezzo verrà maggiorato di 1€ per ogni bottiglia acquistata: un contributo che il Consorzio devolverà in beneficenza. Per maggiori informazioni su prenotazioni cene ed eventi: http://www.viniveri.net   Ingresso: €40 Biglietto ridotto Under 25: €25 In prevendita: €35  https://www.ciaotickets.com ViniVeri 2026 – Vini secondo Natura Dal 10 al 12 aprile 2026 – Dalle ore 10 alle ore 18 Area Exp – via Libertà, 57 – Cerea (VR) Facebook: @consorzioViniveri – Instagram: viniveri2026 #Viniveri2026 La Redazione
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Resistenza a Xylella in Viticoltura, quale strada scegliere? Arrow Right Top Bg

4 Aprile, 2026

Resistenza a Xylella in Viticoltura, quale strada scegliere?

  La Prof.ssa Laura Rustioni, condividendo lo stato di avanzamento del suo programma di incroci per la selezione varietale per la resistenza a Xylella in viticoltura, lancia un sondaggio per comprendere quali siano le priorità per la produzione viticola pugliese e per la selezione varietale in generale.   Laura Rustioni, Professore Associato di Arboricoltura Generale e Coltivazioni Arboree presso l’Università del Salento, ha iniziato nel 2024 un percorso di selezione varietale per la creazione di vitigni resistenti al patogeno Xylella fastidiosa subsp. fastidiosa, con una costante attenzione alle relazioni con il territorio e alle esigenze pratiche degli operatori coinvolti nella filiera. La linea di indagine che coordina ha visto nel 2024 i primi incroci tra Vitis vinifera e Vitis arizonica, con la creazione di una prima progenie, chiamata V.I.T.A., che oggi conta 256 genotipi unici. Recentemente, poi, sono state inserite nel programma di incroci altre 5 specie americane del genere Vitis (V. x champinii, V. cinerea (helleri), V. aestivalis, V. mustangensis e V. muscadinia rotundifolia) potenzialmente portatrici di resistenza a Xylella, che oggi stanno completando la radicazione  delle talee, in attesa di creare nuove progenie per incrocio con Vitis vinifera. La ricerca è sostenuta dalla partecipazione attiva di studenti universitari e dalla preziosa collaborazione di partner pubblici e privati. In questa fase di avanzamento, iniziando a pianificare i prossimi reincroci con V. vinifera per migliorare la qualità dell’uva prodotta, ci si trova di fronte ad un bivio: dare la priorità alla selezione di cultivar per produzione di uva da tavola o di uva da vino? Dato che “selezionare” significa in primis “scegliere”, e scegliere qualcosa implica automaticamente anche escludere qualcos’altro, è importante che si comprendano le priorità del comparto viticolo in generale e del territorio pugliese in particolare. Da questo spunto nasce l’iniziativa odierna: un sondaggio pubblico che si propone di fare un focus sulle esigenze degli operatori del settore, nonché di prendere in considerazione le aspettative di tutte le persone interessate e/o appassionate, con l’obiettivo di supportare le scelte strategiche della ricerca. Il questionario online, aperto a tutti, è compilabile al seguente indirizzo: https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSfsC9uzcERxuoQfRwXamiw9r3gFMXqkslSBRZeBHjVD7J3JGw/viewform   Rispondere al sondaggio significa rafforzare la fiducia tra istituzioni accademiche e mondo produttivo, aprendo una stagione di dialogo e cooperazione, in un fronte comune contro il patogeno. Prof.ssa Rustioni Coinvolgere la filiera è fondamentale per tradurre la conoscenza in pratiche operative concrete, capaci di rendere la nostra viticoltura più resiliente e competitiva, questo sforzo collaborativo dimostra come la ricerca possa essere guidata dalle esigenze della terra e delle persone che ne vivono, creando valore condiviso dalla vigna alla tavola. La Redazione
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Rotta adriatica. Il vino racconta la pace che non c'è Arrow Right Top Bg

3 Aprile, 2026

Rotta adriatica. Il vino racconta la pace che non c'è

  Può il vino essere qualcos’altro? Qualcosa che rappresenta la memoria di un luogo migliore. Di una vita migliore? Roma, tardo pomeriggio. Dietro Campo de’ Fiori, a due passi da Palazzo Farnese, l’Angolo Divino di Massimo Crippa si riempie di una luce particolare. È la luce che hanno certi luoghi quando sanno (e i luoghi lo sentono) di attendere qualcosa di particolare. Sulle mensole, le solite ottocento etichette sembrano presidiare silenziose la sala come sentinelle. Su un tavolo, qualcosa di insolito per un wine bar romano: un libro e una bottiglia di vino dalmatico. Un vino certamente non comune. Non fosse altro perché arriva da una cooperativa rinata sulle pietre calcaree di Primošten. La serata si chiama Rotta Adriatica. Dialoghi tra vino, poesia e memoria. Un titolo che già dice tutto quello che serve sapere. Silvio Ziliotto è traduttore, interprete, docente di lingua e letteratura delle terre post-jugoslave. Ha dedicato una vita a quell’area geografica e umana che l’Europa preferisce dimenticare. O ricordare solo con il pudore impacciato di chi sa di avere le mani sporche.   Il suo libro, Daytonska Stanica. Viaggio nella pace che non c’è, edito da Infinito Edizioni nel 2025, parte da una stazione, Dayton, Ohio, nel novembre 1995, per arrivare fino a noi. Un attraversamento di trent’anni di pace fredda, di divisioni etniche cristallizzate in carta bollata, di un continente che ha preferito congelare il problema piuttosto che risolverlo. Un percorso per ricordare quello che non vuole essere più ricordato, rimosso dalla nostra memoria collettiva che ha cancellato una delle pagine più ambigue e oscure della storia europea. La guerra cominciò nel 1992 con l’aggressione alla Bosnia Erzegovina e si concluse, o meglio, si sospese, nel novembre del 1995 con quegli accordi firmati in una base aeronautica americana nel cuore dell’Ohio. Dall’inferno di un conflitto sanguinoso al purgatorio di una pace fredda, vuota e paralizzante, lontana da ogni prospettiva di autentico progresso civile, sociale ed economico. Non sono parole mie. Così l’hanno definita gli studiosi e così la racconta Ziliotto. Con la precisione affilata di chi conosce una terra non dai libri ma dalla vita vissuta in parallelo tra Italia e Balcani. Accanto a lui, sul palco improvvisato tra le bottiglie, S.E. l’Ambasciatore Igor Žontar di Bosnia Erzegovina, S.E. Iva Pavić in rappresentanza della Croazia nonché Dario Quarta di Tv2000. A moderare Ilenia Petracalvina dell’Associazione Giornaliste Italiane. Una conversazione che si muove tra diplomazia, memoria e quella zona grigia in cui la pace esiste sulla carta ma non ancora nella testa e nel cuore delle persone. Ho pensato, mentre li ascoltavo, a come certi conflitti europei abbiano la strana proprietà di diventare invisibili. La Bosnia è geograficamente vicina come un’isola del Tirreno. Eppure, sembra lontana come un altro continente. Le difficoltà per i giovani bosniaci permangono. Il sistema istituzionale ereditato non basta più. O forse non è mai bastato davvero. Finché lo stato delle cose rimarrà tale, non resta che unire ciò che altri hanno diviso. Il che mi ricorda quella bellissima e ormai desueta frase che si diceva ai matrimoni: non osi separare l’uomo ciò che Dio ha unito. È un problema europeo, non solo balcanico. Così che ogni volta che in Europa si discute di allargamento verso Est o verso Sud, quella faglia riapre. Forse sono troppi i morti. Troppo il sangue versato perché il breve tempo trascorso possa esser bastato. Il vino scelto per la serata è stato Massimo Crippa a selezionarlo. la scelta racconta di per sé una storia. Massimo è la terza generazione di osti della famiglia Crippa. Dal 1946 in questo angolo di Roma. Quando sceglie un vino lo fa come si sceglie un interlocutore per una conversazione importante: deve avere qualcosa da dire. Come un enotecaro di un tempo. Andreis 2021 — Vinas Mora, Primošten, Dalmazia 75% Babić, 25% Plavac Mali Il nome viene da un castello del Cinquecento, il Forte Andreis, che proteggeva la regione dall’invasione ottomana. C’è già nella storia del nome tutto quello che serve: la memoria, la resistenza, la sopravvivenza di un territorio attraverso secoli di pressioni esterne. Il Babić è un vitigno autoctono della Dalmazia settentrionale, tradizionalmente presente nei vigneti di Šibenik e Primošten, dove è coltivato da duemila anni, come testimoniano i testamenti dei tempi antichi. Un vitigno che non conosce grandi platee e non ha il carisma da palcoscenico del Nebbiolo o del Sangiovese, ma che ha in se qualcosa di prezioso: conserva bene la sua acidità così che i vini siano più vivaci rispetto al Plavac Mali suo parente stretto. Vinas Mora nasce durante il Covid, quando Kreso Petrekovic, già fondatore di un’altra cantina nella zona di Spalato, decide di salvare una cooperativa locale quasi abbandonata insieme a Neno e Niko Dukan, riportando in vita una tradizione viticola che rischiava di scomparire. Una storia di recupero. Di radici ritenute perdute che invece resistevano sotto la pietra calcarea. L’Andreis 2022, nelle sue versioni successive simile al 2021, è un rosso profondo, salino, di notevole tessitura, che porta nel suo DNA la mineralità della pietra, la freschezza del mare, la forza di chi lo coltiva. Come il castello che proteggeva la regione, questo vino custodisce la tradizione guardando al futuro, senza perdere di vista la terra che lo sostiene. Nel bicchiere, quella sera, aveva profumi di ciliegia scura e prugna, un tocco speziato che non sopraffaceva, una sapidità marina che arrivava sul finale come un’onda bassa. Si beveva pensando al paesaggio che lo aveva generato: le terrazze in pietra a secco di Primošten, che sono così belle e così particolari da essere candidate, con quei muretti chiamati pizzo di pietra, al patrimonio UNESCO. Un vino che aveva il carattere di chi abita una costa battuta dal vento e non si lamenta. C’è una domanda che mi giro e rigiro, in queste serate dove il vino e la storia si incrociano. Il vino può essere strumento di pace? O è solo una metafora comoda, una narrazione rassicurante che usiamo per non affrontare le questioni più dure? Non lo so con certezza. Ma so che quella sera, a due passi da Palazzo Farnese, il vino della Dalmazia versato nelle coppe romane creava qualcosa di reale: uno spazio di attenzione. Un rallentamento. Le parole di Ziliotto sul fallimento degli accordi di Dayton come sistema costituzionale arrivavano con più forza perché si era in un posto bello, con qualcosa di buono da bere, e si era lì per scelta, non per obbligo. Il vino aveva fatto il suo lavoro: aveva tolto le difese. A distanza di trent’anni, Dayton rimane il fondamento costituzionale della Bosnia Erzegovina, ma non ha appianato le divergenze. Alcune questioni rimangono tuttora irrisolte. Le etnie sono ancora separate, gli alfabeti diversi, la corruzione sistemica. Oltre un milione di persone hanno lasciato il paese. Il libro di Ziliotto non è comunque nichilista. È un libro coraggioso, nato sul campo, che cerca nel presente e nel futuro qualcosa che valga la pena di difendere. Come i vigneti di Primošten sulle rocce calcaree. Come una cooperativa che qualcuno ha deciso di non lasciare morire. Fuori dall’Angolo Divino era già buio e Campo de’ Fiori non poteva che piena di quella confusione serale che mi piace: turisti, studenti, odore di fritto. Ho pensato come l’Adriatico, quel mare stretto che abbiamo sempre considerato un confine sia in realtà un corridoio. Un passaggio tra civiltà che si sono mescolate per secoli prima di dividersi con le guerre. Allora, certi vini, quelli che nascono da vitigni millenari su terre difficili, quelli che portano nel nome la storia di un castello e la memoria di chi ha resistito, ecco, quelli sono forse la forma più onesta di diplomazia culturale. Non perché risolvano qualcosa. Ma perché aprono una porta. E una porta aperta, a volte, è già tutto.   Ivan Vellucci – Suggestioni di Vino
ivan.vellucci@winetalesmagazine.com Mi trovi su Instagram come @ivan_1969  
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I vini rosé di Costaripa brindano all’incontro con il grande cinema Arrow Right Top Bg

3 Aprile, 2026

I vini rosé di Costaripa brindano all’incontro con il grande cinema

  The Drama – Un segreto è per sempre: anteprima italiana   Ci sono linguaggi che, pur nascendo lontani, condividono la stessa capacità di emozionare. Il cinema e i vini rosé d’eccellenza parlano entrambi di attesa, di aspettative, di rivelazione: costruiscono storie, le fanno evolvere e le affidano al tempo, lasciando che siano i dettagli a emergere, poco alla volta. Come in un film, anche in un calice d’autore ogni sfumatura rosé contribuisce a creare profondità, ogni nota apre a nuove interpretazioni. È in questo dialogo naturale che si è svolta l’anteprima italiana di The Drama – Un segreto è per sempre, dove l’esperienza cinematografica si è intrecciata con quella enologica in un racconto capace di coinvolgere tutti i sensi. Presso il Cinema Adriano di Roma, la serata si è aperta con un brindisi affidato alle bollicine del Mattia Vezzola Rosé, metodo classico che ha accompagnato, insieme al Costaripa RosaMara 2025, i primi momenti dell’evento come un’ouverture raffinata. Vini che dal 1928 rappresentano l’eleganza inarrivabile del Lago di Garda. Un inizio che ha richiamato il ritmo stesso del cinema: fatto di attese, suspence, che si svelano con decisione, preparando il pubblico a entrare nel racconto. Il vino rosé di Costaripa è diventato così parte integrante della narrazione: un’esperienza parallela capace di amplificare emozioni e suggestioni, creando un ponte diretto tra ciò che accade sullo schermo e ciò che si vive nel brindisi. In questo contesto si è alzato il sipario su I Wonder Pictures che ha presentato il film The Drama – Un segreto è per sempre, commedia romantica dai risvolti inattesi che segna il primo incontro sul grande schermo tra Zendaya — già protagonista di Spider-Man: No Way Home e Challengers — e Robert Pattinson, noto per i suoi ruoli in Tenet, The Batman e nella saga Twilight. Diretti da Kristoffer Borgli, i due interpretano Emma e Charlie, una coppia affiatata che, nel pieno dei preparativi per il matrimonio, vede incrinarsi le proprie certezze a causa di un segreto capace di ridefinire ogni equilibrio. Un racconto che gioca con le sfumature delle relazioni, proprio come accade in un grande vino di Costaripa, dove ogni nota contribuisce a costruire carattere, complessità e profondità. Prodotto da A24 e distribuito in Italia da I Wonder Pictures, The Drama – Un segreto è per sempre arriverà nelle sale l’1 aprile 2026, anticipando l’uscita americana. Un incontro, quello tra cinema e vino, che ha celebrato la stessa essenza: la capacità di raccontare storie che restano. La Redazione
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