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Pasqua (e non solo) in Sicilia: La memoria del gusto tra Tradizione, Natura e Nuove Esperienze Arrow Right Top Bg

28 Marzo, 2026

Pasqua (e non solo) in Sicilia: La memoria del gusto tra Tradizione, Natura e Nuove Esperienze

  La Sicilia di Ulisse interpreta questo momento dell’anno con proposte che uniscono eccellenza e autenticità, offrendo ai viaggiatori un’esperienza completa: dalla cucina all’ospitalità, dalla cultura al benessere, passando per un immancabile brindisi. Un’isola che non è solo una destinazione pasquale, ma un vero e proprio modo di vivere.   C’è un filo sottile che attraversa la Sicilia durante la Pasqua: è quello della memoria, che si rinnova e si trasforma in esperienza contemporanea. È questo il fil rouge che unisce le proposte delle realtà associate a La Sicilia di Ulisse, raccontando un’isola capace di coniugare radici profonde, ospitalità diffusa e una nuova idea di turismo esperienziale. Dalle tavole stellate ai giardini botanici, dalle cantine ai grandi hotel storici fino alle botteghe artigiane, la Sicilia si conferma una destinazione privilegiata per vivere la Pasqua – e non solo – come immersione autentica nella cultura del territorio. La “memoria del gusto” in nuove interpretazioni Un tema ricorrente è quello della tradizione reinterpretata con rispetto e consapevolezza. Ne sono esempio le creazioni dell’Antica Dolceria Bonajuto di Modica, che propone l’Uovo Pigna all’arancia, realizzato con soli tre ingredienti e lavorato secondo l’antico metodo a freddo, simbolo di prosperità nella cultura siciliana. Accanto a questa proposta, l’uovo con nocciole intere valorizza la materia prima in modo diretto ed essenziale. La stessa attenzione si ritrova nella Pasticceria Cappello di Palermo, che riporta al centro il cacao con una colomba che si avvicina più a un prodotto di alta cioccolateria che a un lievitato tradizionale. Il cioccolato Manjari, lavorato con cura nel temperaggio e nella glassatura, restituisce profondità e carattere a un grande classico. La tavola pasquale: identità, stagionalità, creatività Nei ristoranti associati, la Pasqua si traduce in un racconto gastronomico unitario, in cui il territorio viene interpretato attraverso linguaggi diversi ma coerenti. Alle pendici dell’Etna, Donna Carmela propone un menu fondato su filiera corta e stagionalità, dove piatti come il carciofo al BBQ con provola e mandorle e il lombo d’agnello con caffè, cime di rapa e pompelmo mettono in dialogo tradizione e contemporaneità, fino alla colomba alle mandorle e cioccolato. Nella stessa zona, il ristorante del boutique hotel Zash sviluppa due proposte per Pasqua e Pasquetta che attraversano sapori primaverili e richiami alla tradizione, dagli asparagi ai piatti di mare fino a porchetta e zeppole. Il ristorante Principe Cerami presso il San Domenico Palace Four Seasons Hotel di Taormina celebra la Pasqua con un’esperienza gastronomica d’eccellenza tra degustazioni, cene raffinate e un ricco brunch, ispirati alla tradizione italiana e siciliana, in un’atmosfera elegante e curata nei dettagli. L’offerta è arricchita da attività dedicate alle famiglie, come l’Easter Egg Hunt per i bambini. Dal lato opposto dell’isola, nel marsalese, Le Lumie rafforza il legame tra cucina e vino con un percorso di cinque portate abbinate a diverse tipologie di Marsala, affiancato da una produzione di colombe a lievito madre tra versioni classiche e varianti contemporanee come il caramello salato. A Palermo, il Grand Hotel et Des Palmes propone una Pasqua all’insegna dell’eleganza con un brunch che rilegge i sapori siciliani in chiave attuale, tra gnocchetti con sarde e finocchietto, agnello alla scottadito e i grandi classici della tradizione dolciaria. Sempre in città, l’Osteria dei Vespri articola due percorsi degustazione, mare e terra, in cui tecnica e identità territoriale trovano una sintesi equilibrata tra conchiglioni con baccalà mantecato e peperoni, fino alla seppia con il suo nero e la “frittella” palermitana, o ancora i ravioli con ragù di “pettinicchi” e l’agnello con salsa alle alici. Poco distante, a Bagheria, I Pupi trasforma la Pasqua in un racconto tra memoria e ricerca attraverso tre menu dedicati agli ingredienti simbolo della stagione – agnello, fave, piselli e carciofi – arricchiti da tre piatti, uno dolce e due salati, a sorpresa. Tra i vigneti di Menfi, in provincia di Agrigento, la Foresteria Planeta trasforma il pranzo pasquale in un’esperienza immersiva, dove il menu dedicato agli ingredienti simbolo come il carciofo spinoso locale presidio Slow Food e la cassata si intreccia con il wine pairing “Memorie di Vigna”, basato su vecchie annate. A chiudere il racconto, Terrazza Costantino, nel cuore del parco delle Madonie, valorizza la cucina identitaria con preparazioni come l’agnello alla brace, espressione di un approccio essenziale e profondamente legato al ricordo della cultura locale. Esperienze: dalla convivialità alla scoperta del territorio Sempre più centrale è il valore dell’esperienza, che supera il momento della tavola per abbracciare soggiorni e attività. All’ADLER Spa Resort Sicilia in provincia di Agrigento, la Pasqua diventa occasione di benessere e scoperta tra cooking class dedicate ai profumi di Sicilia, esperienze sensoriali come degustazioni di rum e cioccolato, fino alle attività più immersive come l’osservazione del cielo stellato o le passeggiate nei borghi dell’entroterra. A Taormina, l’Hotel Villa Schuler amplia la proposta coinvolgendo tutta la famiglia con attività che trasformano la Pasqua in un momento di scoperta, dalla caccia al tesoro botanica nel giardino storico – parte del circuito Grandi Giardini Italiani – ai percorsi guidati tra specie mediterranee ed esotiche. Nel cuore di Palermo, invece, Palazzo Brunaccini unisce ospitalità e tradizione affiancando il pranzo o la cena pasquale al tour dei “Sepolcri”, uno dei riti più significativi della Settimana Santa. Alle pendici dell’Etna, Monaci delle Terre Nere interpreta la festività come momento di relazione e autenticità, valorizzando il legame tra paesaggio, stagionalità e cultura gastronomica immersi nella natura. La Masseria della Volpe a Noto propone invece un’esperienza di soggiorno immersa nella campagna siciliana, dove ospitalità, natura e ritmi lenti definiscono un’idea di Pasqua all’insegna della riconnessione con il territorio. Infine, alle Eolie, e precisamente a Salina, l’Hotel Signum presenta un soggiorno che unisce alta cucina e relax, con un pacchetto di tre notti che include menu degustazione firmato dalla chef Martina Caruso, pranzo di Pasquetta e accesso alla spa. Tra vigne e cantine: il rito del brindisi Il pranzo di Pasqua non può essere completo senza il giusto vino. L’Azienda Agricola Rallo di Marsala presenta due nuove etichette pensate per accompagnare i menu delle feste: Lucido, un Catarratto in purezza versatile, e Ghibli, una Malvasia secca elegante e contemporanea, ideale dall’aperitivo ai primi piatti. Questo stesso dialogo tra vino, tradizione e paesaggio si ritrova anche alla Cantina Palmento Costanzo nel catanese dove la Pasquetta si vive tra vigne e memoria: dalle visite al palmento storico alle degustazioni sulle terrazze, fino al racconto di dolci rituali come la cuddura con l’uovo, in un’esperienza che restituisce il significato più autentico della festa. La Pasqua in Sicilia è all’insegna dell’autenticità. Non solo comfort, ma connessione con il territorio, qualità delle materie prime e riscoperta di esperienze autentiche. Trascorrere qui questo periodo dell’anno significa partecipare a un racconto collettivo fatto di sapori, paesaggi e rituali: un invito a riscoprire il valore del tempo condiviso, della tavola e della bellezza diffusa. Grazie a La Sicilia di Ulisse, diventa possibile costruire il proprio percorso su misura, vivendo l’isola in modo personale e autentico, tra eccellenze, incontri ed esperienze che raccontano l’identità più profonda del territorio. Info e prenotazioni www.lasiciliadiulisse.it e l’APP La Sicilia di Ulisse.   La Redazione
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Dal Sud della Francia alle colline piacentine: il catalogo di Elemento Indigeno si amplia Arrow Right Top Bg

28 Marzo, 2026

Dal Sud della Francia alle colline piacentine: il catalogo di Elemento Indigeno si amplia

  Da aprile nuovi ingressi arricchiscono la selezione: tra le novità Le Temps de Fleurs, giovane realtà di Limoux, e Vecchio Consorzio 1953 con i suoi sidri della Val d’Arda.   A partire da aprile il catalogo di Elemento Indigeno si arricchisce di nuovi produttori e prodotti che condividono una visione comune: lavorare nel rispetto della materia prima e del territorio, lasciando che ogni prodotto sia espressione autentica del luogo da cui nasce. Tra le novità spiccano due realtà molto diverse tra loro ma accomunate da una forte identità agricola: Le Temps de Fleurs, giovane progetto vitivinicolo nel cuore della regione francese di Limoux, e Vecchio Consorzio 1953, già presente in catalogo e ora introdotto anche nella categoria sidro con una produzione legata alla tradizione contadina locale. Il progetto Le Temps de Fleurs nasce a Limoux, territorio dove la tradizione delle bollicine ha radici profonde. Qui lavora Baptiste Gazeau, giovane viticoltore che ha scelto di valorizzare il terroir della regione con uno sguardo contemporaneo, senza allontanarsi dalle pratiche agricole tradizionali. I vigneti sono anche certificati biologici dal 2020 e in cantina l’intervento è ridotto al minimo, con l’obiettivo di lasciare spazio all’espressione dell’uva e del territorio. Il lungo affinamento sui lieviti contribuisce a definire vini che si distinguono per purezza, profondità e complessità aromatica. La Blanquette de Limoux e il Crémant de Limoux, entrambi in versione Extra Brut, entreranno in catalogo come due interpretazioni eleganti e distintive delle bollicine della regione. La Blanquette, ottenuta da uve autoctone Mauzac provenienti da vigneti che possono raggiungere gli 80 anni, coltivati su suoli calcarei, si distingue per freschezza e tensione, con note di mela verde, agrumi e delicate sfumature floreali. Il Crémant, blend di 70% Chardonnay e 30% Chenin provenienti da parcelle selezionate in altitudine e vielles vignes, è affinato a lungo sui lieviti e mostra un profilo più ampio e complesso, mantenendo brillantezza e bevibilità. Si tratta di vini che raccontano con precisione il carattere di Limoux e il lavoro di una nuova generazione di vignaioli che sta contribuendo a dare nuova energia a questo territorio storico della spumantistica francese. Accanto a questo progetto vitivinicolo, Vecchio Consorzio 1953 amplia la propria presenza in catalogo entrando nella categoria del sidro con due diverse etichette. Più che una semplice cantina, Vecchio Consorzio è un progetto di rigenerazione territoriale nato tra le colline piacentine grazie all’iniziativa di Massimiliano Croci e Pietro Gazzola. L’idea è quella di ridare valore a un’area in cui viticoltura e melicoltura stavano progressivamente scomparendo, sostenendo i contadini locali attraverso l’acquisto di uve e mele coltivate esclusivamente con metodo biologico. La sede si trova a Bacedasco Basso, in Val d’Arda, all’interno di un ex consorzio agrario degli anni ’50 che oggi rappresenta simbolicamente un ritorno consapevole alla cultura agricola del territorio. Da questo progetto nascono i sidri Spacco, prodotti da varietà di mele antiche e fermentati spontaneamente con lieviti indigeni. Il nome richiama la pratica dell’innesto sugli alberi di mele che i nonni dei produttori eseguivano nei frutteti di famiglia, un gesto agricolo semplice che diventa simbolo di continuità tra passato e presente. Lo Spacco Bianco Secco si distingue per un sorso fresco e scorrevole, con una leggera vena amaricante che ricorda la buccia della mela e una bollicina fine che rende la bevuta dinamica e conviviale. Accanto a questo, lo Spacco Rosé Secco, ottenuto anche da mele a polpa rossa, ha un profilo più teso e sapido, con una bolla persistente e un finale netto e dissetante. Con l’ingresso di queste nuove referenze, Elemento Indigeno continua a costruire un catalogo che mette al centro progetti agricoli autentici e fortemente radicati nei territori di origine. Dalle colline calcaree di Limoux ai frutteti della Val d’Arda, il filo conduttore resta lo stesso: raccontare prodotti che nascono da un legame reale con la terra, il lavoro agricolo e le comunità che li rendono possibili. La Redazione
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Top seller vino GDO Arrow Right Top Bg

26 Marzo, 2026

Top Seller Vino GDO 2025

  Anticipazioni dello studio di Circana per Vinitaly: oltre 730 milioni di litri di vino e spumante venduti nei supermercati e discount italiani; Prosecco, Lambrusco e Trebbiano i più acquistati; volumi ancora in calo, si arrestano nuovamente le vendite a valore, dopo la lieve crescita dell’anno scorso; crescono solo gli spumanti. La Ricerca completa verrà presentata lunedì 13 aprile nel corso della tavola rotonda “Il vino nella Grande Distribuzione: dinamiche di mercato e criticità emergenti”, organizzata da Veronafiere, in cui si confronteranno produttori e distributori.   Sono 737 milioni i litri di vino e spumante venduti nel 2025 nella Grande Distribuzione Italiana, 20 in meno rispetto al 2024. La GDO si conferma il canale commerciale privilegiato per il settore e permette di comprendere le propensioni di acquisto degli italiani in fatto di vini. Le anticipazioni dello studio realizzato ad hoc dall’Istituto di Ricerca Circana ci permette di avere una prima idea dell’andamento del mercato del vino, assegnando a Prosecco, Lambrusco e Trebbiano il podio dei top seller. Virgilio Romano, Business Insight Director di Circana Se il 2024 aveva visto migliorare il dato (pur sempre caratterizzato dal segno negativo) delle vendite di vino nella GDO, quest’anno il mercato è tornato indietro e si registra una decrescita su tutti i fronti. C’è da dire che è un trend che riguarda tutti i Paesi in cui si beve alcool, che stanno pagando il prezzo di una maggiore attenzione ai consumi di bevande alcoliche. E l’Italia lo paga sul vino perché storicamente grande produttrice e consumatrice di vino. Una delle domande che dobbiamo porci è se sia necessario agire da un punto di vista della produzione, visto che i cali sono un po’ più veloci di quanto non avvenga alla produzione annua.” Primi dati Circana – Il settore chiude il 2025 con un -3,4% a volume sull’anno precedente, che quest’anno non trova alcuna compensazione sul dato a valore, anch’esso negativo: -1,1%. Gli spumanti continuano invece il loro percorso parallelo e, sebbene a rilento rispetto al 2024, crescono dell’1,5% a volume e dell’1,2% a valore. I vini in bottiglia a denominazione d’origine, che nell’anno precedente avevano registrato un dato positivo, quest’anno perdono 2,6 punti percentuali. I top seller della Grande Distribuzione italiana – Per quanto riguarda il vino, gli italiani mostrano una decisa preferenza per il fermo rispetto al frizzante e per il bianco rispetto al rosso. Il vino più acquistato è il rosso fermo, con oltre 261 milioni di litri venduti. Tra gli spumanti, è il bianco frizzante a prevalere decisamente, con oltre 98 milioni di litri venduti contro i quasi 7 milioni del rosato frizzante e i 2,5 milioni del rosso frizzante. Come sempre, i vini liquorosi sono quelli che performano peggio. Al primo posto il Prosecco (Veneto e Friuli V.G.) con oltre 53 milioni di litri venduti (+2,6% rispetto all’anno precedente), seguito dal Lambrusco (Emilia-Romagna, Lombardia) con oltre 28 milioni di litri, che però perde il 7,2% e dal Trebbiano (regioni varie) con oltre 23 milioni di litri, che si mantiene sostanzialmente stabile rispetto all’anno scorso (+0,3%). Il Vermentino (Sardegna, Toscana, Liguria) continua a crescere, anche se decisamente meno rispetto al 2024 (+2,5% vs 11,7%) con oltre 12 milioni e 300mila litri venduti, così come la Ribolla (Friuli Venezia Giulia), con oltre 9 milioni di litri venduti (+4,2%), il Primitivo di Puglia, con 8 milioni e 340mila litri venduti (+3%) e il Metodo Classico (Trento, Lombardia, altre) con poco più di 8 milioni di litri acquistati, che mostra una crescita, alquanto inaspettata, del +6,3%. I vini più performanti – Nel 2025, crescono significativamente a volume, rispetto all’anno precedente, il siciliano Grecanico, con il +13,7%, il Nebbiolo (Piemonte e Lombardia) con il +9,7%, l’internazionale Pinot Nero (+7,8%), seguito dal Metodo Classico con il +6,7%. A registrare il maggior tasso di crescita a valore sono i cosiddetti “vini emergenti”, in cui ritroviamo sul podio gli stessi vini che hanno registrato una crescita a volume, e quindi il Grecanico (+9,4%), il Nebbiolo (+9,1%) e il Pinot Nero, seguiti dal trentino Lagrein (+6%). Da notare che si tratta di una crescita minima, se paragonata agli anni scorsi. Andamento dei prezzi – Il costo medio per il vino a denominazione d’origine in bottiglia (Doc, Docg, Igt) è di 5,69 euro al litro, con un aumento medio del 2,1% sull’anno precedente, in linea rispetto al dato 2024, che aveva registrato un aumento del 2%. Gianni Bruno, Direttore Generale Vicario di Veronafiere Per incrementare la conoscenza e, di conseguenza, le vendite di vino non c’è che una strada: promuoverne la cultura, il racconto e il bere consapevole in tutti i canali commerciali. E’ per questo motivo che ogni anno dedichiamo uno spazio di confronto privilegiato all’analisi del mercato del vino nella Grande Distribuzione italiana, che si conferma protagonista nel programma di Vinitaly, con il prezioso supporto dell’Istituto di Ricerca Circana, nostro partner storico. La ricerca realizzata ad hoc da Circana verrà presentata nella sua interezza a Vinitaly (Verona, 12-15 aprile) nel corso della 22° tavola rotonda su vino e Grande Distribuzione “Il vino nella Grande Distribuzione: dinamiche di mercato e criticità emergenti”, organizzata da Veronafiere. Moderata da Alessandro Torcoli, Direttore di Civiltà del Bere, si terrà a Vinitaly lunedì 13 aprile dalle 10,30 alle 12,30 c/o la Sala Puccini (Centro Congressi Arena, primo piano). Sarà un’occasione per fotografare l’andamento del settore vinicolo in Grande Distribuzione nel 2025, oltre che per presentare i numeri delle vendite dei primi mesi del 2026 e cercare di cogliere ed analizzare i segnali provenienti dai mercati e i relativi, possibili trend. Vi parteciperanno, oltre al già citato Virgilio Romano: Alberto Arcidiacono, Responsabile acquisti private label beverage di CRAI, Lorenzo Cafissi, Direttore beverage di NewPrinces Group, Valeria Gasparre, Country Director Italy – ILLVA Saronno e Duca di Salaparuta, in rappresentanza di Federvini, Alessandra Manzato, Group category manager grocery e bevande di CONAD, Laura Mayr, General manager di Ruggeri, Consigliere e coordinatrice del Tavolo del Commercio Internazionale di Unione Italiana Vini, Eleanna Pizzinelli, Responsabile reparto beverage di COOP Italia e Marco Usai, Wine specialist di MD Discount. La Redazione
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Best Wine Stars. Il vino incontra l’estetica Arrow Right Top Bg

25 Marzo, 2026

Best Wine Stars. Il vino incontra l’estetica

  Gioielli, arredamento, moda, vino. Cosa hanno davvero in comune?
A pensarci bene non è soltanto una questione di lusso o di estetica. È qualcosa di più antico e, se vogliamo, più semplice. Il desiderio umano di abitare il mondo con grazia.
Potremmo chiamarlo edonismo, ma sarebbe riduttivo. È piuttosto quel sentimento che Oscar Wilde avrebbe definito con eleganza: Il vero mistero del mondo è il visibile, non l’invisibile.
Un gioiello nasce dal fuoco che fonde l’oro e dalla pazienza di mani che incastonano pietre. Un mobile dal legno di alberi che hanno visto più stagioni di noi. Un abito da fibre vegetali o animali trasformate in tessuto. Il vino da una vite che affonda le radici nella terra e combatte ogni anno la sua piccola battaglia contro il tempo. Tutti nascono da materie primordiali. Tutti sono figli della terra. Eppure, questi mondi raramente si parlano. Si sfiorano, si usano, talvolta si ignorano.
Forse perché alcuni di loro, soprattutto quelli più sedotti dall’industria, hanno dimenticato la loro origine. Il vino, invece, non può permetterselo. Perché il vino è memoria liquida. È paesaggio. È racconto.
E raccontarlo bene significa portarlo nello stesso territorio narrativo dell’arte, del design, della moda. Significa sottrarlo all’idea riduttiva di semplice bevanda e restituirgli la sua dimensione culturale. È esattamente su questa linea di confine che si muove Enzo Carbone, fondatore di Prodes Italia, l’azienda che organizza a Milano uno degli eventi più interessanti del panorama contemporaneo: Best Wine Stars. Un architetto che costruisce relazioni Enzo Carbone è pugliese, di Bari. Ma come molti spiriti curiosi ha seguito la traiettoria che porta verso Milano, la città dove, come scriveva Carlo Emilio Gadda le idee si muovono con la velocità dei tram. Arriva per studiare architettura. Poi la vita, come spesso accade, prende una direzione inattesa. Dopo la laurea ho iniziato a lavorare in alcuni studi di design e architettura. Nel frattempo, avevo creato una community web dedicata al design. Mi sono ritrovato con tantissimi contatti e da lì è nato prima un progetto editoriale e poi l’idea di un evento durante il Fuorisalone. Il design, a Milano, è quasi una religione laica. Durante il Salone del Mobile la città diventa una grande scenografia diffusa, un teatro urbano dove creatività e mercato si incontrano. È in quel contesto che nasce il primo esperimento. Durante il Fuorisalone lanciamo un primo evento. Da lì iniziamo a farlo crescere e ad affiancarne un altro dedicato al mondo del gioiello. Nel 2012 prende forma Artistar Jewels. Non soltanto una esposizione. Un piccolo universo: mostre, laboratori, cene, talk, premiazioni. Un catalogo finale curato come un libro d’arte e una piattaforma e-commerce pensata per i buyer. Un format. E i format, quando funzionano, sono come le buone vigne: prima o poi producono frutti. Poi il vino entra in scena A un certo punto la domanda diventa inevitabile: perché non portare questo modello anche nel vino? Enzo ha quella calma tipica di chi riflette prima di parlare. Come se le sue parole avessero bisogno di un adeguato affinamento. Riflessività certo ma anche grande capacità di guardare al contesto, di comprendere. Questo format era per il settore del design prima e del gioiello poi. Decidiamo di replicarlo in un altro settore e dopo alcune analisi decido di proporlo al settore del vino. Partiamo a fine 2017 a lavorarci su per poi dar vita, a maggio 2018 alla prima edizione di Best Wine Stars La location è il Museo Diocesano, nel suggestivo Chiostro di Sant’Eustorgio. Uno spazio raccolto, quasi contemplativo. Le cantine, abituate alle sale anonime degli hotel o ai grandi padiglioni fieristici, si trovano improvvisamente dentro una cornice che ricorda più un film d’autore che una fiera. Settanta aziende partecipano alla prima edizione. Per un debutto è già un piccolo successo. Eppure, il mondo del vino non è sempre pronto a capire. Sarà perché è come se fosse al paleolitico della comunicazione Se osservato da lontano, il vino sembra un universo luccicante. Etichette blasonate, castelli, vigne secolari. Il cinema lo ama anzi, lo celebra come la letteratura lo ha celebrato infinite volte, da Ernest Hemingway a Mario Soldati. Ma chi vive davvero la vigna sa che la verità è molto più semplice: terra, sole, lavoro. Persone spesso lontane dai riflettori delle città. Per questo la comunicazione, nel vino, rimane spesso un territorio inesplorato. All’inizio le aziende vitivinicole comprendevano un po’ meno il nostro format. Noi però abbiamo insistito. Fotografavamo tutte le bottiglie, curavamo ogni dettaglio. Abbiamo lavorato davvero tanto nelle edizioni 2018 e 2019. La sensazione è che, su questo fronte, il settore non sia cambiato poi così tanto. Molti eventi vinicoli sono ancora legati a un rituale elementare: si apre la bottiglia, si versa il vino, si spera che qualcuno importante passi di lì. Se accade bene. Se non accade, si riproverà alla prossima fiera. Comunicazione? Posizionamento? Storytelling? Spesso rimangono parole sospese. A un certo punto mi sono reso conto che per noi era uno sforzo enorme che non veniva riconosciuto. Così dalla quarta edizione abbiamo eliminato l’e-commerce e il libro e ci siamo concentrati ancora di più sull’esperienza dell’evento. Il Palazzo del Ghiaccio Nel frattempo Best Wine Stars cresce. Si trasferisce al Palazzo del Ghiaccio, uno degli edifici liberty più affascinanti della città. Arrivano aziende estere. Entrano anche spirits e realtà gastronomiche. Dalle 70 cantine iniziali si arriva alle 160 aziende del 2025. Un percorso che si realizza mantenendo una scelta precisa: privilegiare cantine medio-piccole, realtà che spesso non hanno grandi mezzi per comunicare. Quando i visitatori assaggiano questi vini rimangono stupiti. Perché c’è una selezione molto attenta delle aziende. Il punto è proprio questo: selezionare. Non tutto. Ma ciò che merita di essere raccontato. E per raccontarlo occorre prendersi cura dei narratori, di coloro che vivono l’azienda, realizzano i prodotti. Ecco perché Best Wine Star si prende cura degli espositori. Parlando con Enzo è la sua attenzione quasi artigianale per i dettagli organizzativi. Cerchiamo di offrire agli espositori un’esperienza il più possibile leggera. Ci occupiamo noi della logistica, delle spedizioni. Allestiamo i desk. Le bottiglie arrivano in magazzino e se l’azienda ha bisogno di altre referenze basta un messaggio WhatsApp: in due o tre minuti arrivano. Ghiaccio illimitato. Calici illimitati. Sembra un dettaglio, ma non lo è. Chi ha frequentato fiere del vino sa quanto la logistica possa diventare un incubo. Per continuare a prendersi cura delle aziende, occorrono due elementi fondamentali. In primis la comunicazione. Parlare di vino, ma in modo diverso. Trovare modi nuovi di comunicare utilizzando, ad esempio, le masterclass ed i talk (che a Best Wine Star sono ad ingresso gratuito). Devono essere un ulteriore servizio alle aziende. Un ulteriore palcoscenico. Una scelta dettata dalla volontà di portare giornalisti e coloro che possono raccontare di esperienze particolari. A tenerle sono giornalisti, comunicatori, anche dj. Insomma, un modo diverso per parlare di vino. E qui torna quella contaminazione tra mondi di cui parlavamo all’inizio. Il vino non vive isolato. Respira la stessa aria della musica, del design, dell’arte. Il secondo elemento sono i collegamenti di business che si concretizzano in una piattaforma web che vive prima e dopo l’evento senza fermarsi ai tre giorni della manifestazione.   Abbiamo creato una piattaforma web di nostra proprietà web dove sono caricai tutti gli espositori con le informazioni e la posizione all’interno del Palazzo del Ghiaccio. Tutti i visitatori, buyer inclusi, sono obbligati ad iscriversi alla piattaforma. Il buyer può anche fissare autonomamente appuntamenti tramite i calendari, possono scambiarsi messaggi con le aziende. Nel 2025 ci sono state oltre 70.000 interazioni tra aziende e visitatori. La apriamo circa un mese prima dell’evento e rimane attiva per un mese post evento Il vino continua a parlare non arresta il suo spirito comunicativo. Una sorta di continuità prima, durante e dopo l’evento. Non è solo una piattaforma ma l’universo delle possibilità che ogni azienda può cogliere. Con Enzo Carbone si continua a percepisce la sua calma. Non quella distaccata di chi osserva il mondo dall’alto, ma quella concreta di chi costruisce passo dopo passo. Per strada forse non lo noteresti. Ma quando inizi a parlarci emerge qualcosa di raro: una modestia autentica. Cosa questa che nel mondo degli eventi del vino, dove spesso l’ego viaggia a gradazioni più alte del tasso alcolemico medio, non è cosa comune. Forse è anche per questo che Best Wine Stars ha trovato una sua identità precisa. Non è una fiera come le altre. Da una parte i consumatori, curiosi e appassionati. Dall’altra i professionisti: buyer, ristoratori, distributori. Un equilibrio difficile. Molti eventi puntano quasi esclusivamente sul pubblico pagante. Altri, come Vinitaly, sono fortemente orientati al business. Qui invece le due dimensioni cercano di convivere. La prossima edizione di Best Wine Stars si terrà dal 16 al 18 maggio 2026 al Palazzo del Ghiaccio di Milano. Ma mentre ne parliamo, Enzo e il suo team stanno già pensando alla successiva. Perché gli eventi, come le vigne, non si costruiscono in un giorno. Serve tempo. Visione. E quella pazienza antica che appartiene a chi lavora con la terra. O con le idee. Ci vediamo a Milano.   Ivan Vellucci – Suggestioni di Vino
ivan.vellucci@winetalesmagazine.com Mi trovi su Instagram come @ivan_1969
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Cembra Cantina di montagna presenta il trentodoc oro rosso blanc de noirs riserva Arrow Right Top Bg

25 Marzo, 2026

Cembra Cantina di montagna presenta il trentodoc oro rosso blanc de noirs riserva

  La cantina trentina simbolo della viticoltura eroica della Val di Cembra amplia la propria collezione con un Metodo Classico da uve Pinot Nero, espressione autentica del porfido, l’“Oro Rosso” dei valligiani   Cembra Cantina di Montagna, storica azienda trentina emblema della viticoltura eroica d’alta quota, arricchisce la sua gamma con il nuovo Oro Rosso Blanc de Noirs Riserva TrentoDoc. Un Metodo Classico d’altura che interpreta il Pinot Nero nella sua dimensione più profonda, restituendo nel calice la verticalità e l’eleganza della Val di Cembra. Con questa nuova etichetta, la cantina prosegue il racconto iniziato con l’Oro Rosso Riserva Dosaggio Zero, prodotto da uve Chardonnay, aggiungendo alla linea “TrentoDoc Oro Rosso” una sfumatura che ne completa la visione e ne rafforza l’identità. Il nome stesso – Oro Rosso – è una dichiarazione d’appartenenza: un omaggio al porfido, la roccia effusiva di origine vulcanica che da millenni plasma l’anima della Valle. Questa pietra dalle tipiche sfumature rosse, risorsa economica per intere generazioni, qui non è solo materia, ma si fa nutrimento: la ritroviamo nei 700 chilometri di muretti a secco che ricamano i versanti e, soprattutto, nei suoli dove i vigneti affondano le radici. È da qui che il vino trae la sua impronta inconfondibile, una sapidità e una freschezza che raccontano, con voce chiara, il legame tra la vite e la roccia. Stefano Rossi, enologo di Cembra Cantina di Montagna Con il Blanc de Noirs abbiamo voluto esplorare un’altra espressione della nostra montagna. Il Pinot Nero, coltivato a queste altitudini, riesce a conservare freschezza, precisione ed eleganza. Il lungo affinamento in bottiglia ne amplifica la complessità, mentre il porfido restituisce nel calice un’accentuata sapidità che è la firma più autentica dei vini Made in Val di Cembra. Un vino che non è solo tecnica, ma il risultato di un continuo ascolto verso un territorio tanto generoso quanto esigente. L’Oro Rosso Blanc de Noirs affonda le sue radici in vigneti tra i 600 e i 700 metri di altitudine.  Qui, tra pendii scoscesi e forti escursioni termiche, le uve vengono raccolte a mano, con cura e dedizione, dai viticoltori cembrani e lavorate con estrema delicatezza per preservare l’integrità del frutto. Dopo la fermentazione a temperatura controllata e un primo affinamento sulle lisi in acciaio per circa sei mesi, il vino affina in bottiglia per 48 mesi, sviluppando complessità ed equilibrio. Il risultato è un vino di carattere, dal colore giallo paglierino impreziosito da sofisticati riflessi ramati e un perlage fine e persistente. Al naso sprigiona un bouquet di piccoli frutti rossi e crosta di pane, accompagnato da una spiccata mineralità. Il sorso è verticale e intenso, sostenuto da un’acidità vibrante e una straordinaria sapidità che richiama la matrice porfirica del suolo da cui nasce. Con l’Oro Rosso Blanc de Noirs Riserva, la cantina si riconferma come fedele interprete della Val di Cembra, traducendo i tratti distintivi del terroir in un TrentoDoc di profonda identità e finezza. Una bollicina di montagna che unisce eccellenza e versatilità, trasformando ogni sorso in un momento di condivisione e celebrazione. INFO E CONTATTI Viale IV Novembre, 72 38034, Cembra Lisignago (TN) cembracantinadimontagna.it   La Redazione
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25 Marzo, 2026

La primavera di Stajnbech ha i colori del sole di una big bench tra i vigneti

  L’accoglienza in cantina, come ponte tra scoperta del territorio e impegno per la so-stenibilità   Le giornate si allungano, la luce cambia e nell’aria si percepisce già il profumo di primavera. Nel cuore del Veneto orientale, lontano dai grandi circuiti turistici ma territorio ricco di tesori interessanti da scoprire, c’è Belfiore di Pramaggiore dove ha sede l’azienda Stajnbech, che si prepara alla nuova stagione per accogliere al meglio winelovers e visitatori, con una proposta capace di unire vino, paesaggio e creatività. La presenza più scenografica ha la forma di una panchina gigante color giallo sole, immersa tra i filari. A pochi passi dalla sede dell’azienda infatti, grazie ad un percorso segnalato si può raggiungere il vigneto Casa Vecchia, di proprietà della famiglia, ed ammirare la Big Bench, la prima pan-china gigante installata in provincia di Venezia e la sesta in Veneto, parte del Big Bench Community Project, un progetto internazionale volto a promuovere e favorire i territori, le comunità locali, il turismo e le eccellenze artigiane. Pur essendo situata nei terreni della cantina, l’accesso alla panchina gigante è libero, sette giorni su sette 24 ore su 24. Una vera e propria opera d’arte, di color giallo intenso, appositamente fuori scala, alta 2 metri e 30 centimetri e lunga 3 metri e 20 centimetri, immersa nei vigneti in un punto panoramico vicino al corso del fiume Loncon, che permette di ammirare il territorio circostante da un osservatorio inedito. Un esempio concreto che sottolinea l’impegno dell’azienda veneziana a favore della valorizzazione del turismo locale e nella condivisione del territorio. L’esperienza prosegue in sala degustazione, in ambienti raccolti e curati nei dettagli, pensati per far vivere agli ospiti un’esperienza in un clima familiare dove i titolari accolgono personalmente gli ospiti proponendo percorsi di degustazione, anche in inglese. Dalla linea dei Classici a quella dei Superiori, fino alle referenze speciali e iconiche, ogni calice parla di radici e visione futura. Il Lison Classico 150 DOCG, ottenuto da Tocai Friulano in purezza, racconta la storia di un vitigno identitario; il Metodo Classico Imagine, esprime eleganza e pazienza; il Bosco della Donna, 100% Sauvignon Blanc, rivela intensità e carattere. Vicino alla cantina si può visitare il Mulino Etnografico di Belfiore, oggi luogo FAI. Sorge all’interno del parco della storica Villa Dalla Pasqua, sulle rive del fiume Loncon. L’edificio principale, un antico mulino ad acqua attivo almeno dal XV secolo, è stato restaurato e trasformato nel Museo delle arti molitorie e della coltivazione dei cereali. Poco distante si raggiunge l’elegante cittadina di Portogruaro, dove il tempo sembra scorrere più lento con la dolcezza delle acque del Lemene. Passeggiando nel centro storico ci si immerge in un’atmosfera raffinata, tra palazzi gotici, portici medievali e antichi mulini che si specchiano nel fiume. Ogni angolo racconta secoli di storia, tra arte, cultura e tradizioni. Una destinazione dal fascino discreto di autentica bellezza veneta. Qui si trova il Museo Nazionale Concordiese, che custodisce straordinari reperti romani provenienti dall’antica Iulia Concordia (il nome storico della cittadina). Tra statue, mosaici, iscrizioni e oggetti quotidiani, offre un affascinante viaggio nella storia del territorio e nella vita dell’epoca romana. Da Portogruaro, in 40/50 minuti di treno si può raggiungere una meta romantica e sempre unica: Venezia. Oppure, in soli 30 minuti di macchina, si può arrivare nella vivace e pittoresca Caorle, affascinante località balneare dal centro colorato e dall’atmosfera autenticamente marittima, così come Bibione e Jesolo. Questo e molto altro nella zona Veneziana, ma pianificare dopo una degustazione una sosta per un piacevole pranzo a base di pesce a Caorle, Concordia Sagittaria o a Torre di Mosto, tutte località dove la cultura del pesce di stagione è molto viva, è una soluzione perfetta. Territorio significa anche responsabilità e Stajnbech ha sempre creduto e fatto dell’agricoltura sostenibile un punto cardine della propria filosofia, adottando metodi di coltivazione naturali nel pieno rispetto dei protocolli SQNPI. Una certificazione che garantisce attenzione all’ambiente, alla sicurezza sul lavoro e alla salute del consumatore. Il simbolo dell’ape in etichetta identifica i vini certificati: un segno distintivo che rassicura e orienta verso una scelta consapevole. La primavera, qui, non è solo una stagione. È un invito a rallentare, a salire su una panchina gigante color sole, a brindare tra i filari e a riscoprire il piacere di un’esperienza che unisce vino, natura e meraviglia.   La Redazione
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Il Consorzio Garda DOC torna a Vinitaly con “GARDA360” Arrow Right Top Bg

24 Marzo, 2026

Il Consorzio Garda DOC torna a Vinitaly con “GARDA360”

  Incontri, degustazioni e social tasting, nel segno del progetto europeo Euchronicles Eccellenze DOP : un savoir-faire tutto europeo   Il Consorzio Garda DOC si prepara a tornare protagonista a Vinitaly con un ricco calendario di appuntamenti dedicati alla scoperta della denominazione e del suo territorio. All’interno dello stand Garda DOC – Avenue H, Stand 1 – dal 12 al 14 aprile andrà in scena una nuova edizione dei Social Tasting Garda DOC, format che lo scorso anno ha riscosso grande successo tra operatori, giornalisti e wine lovers. Paolo Fiorini, Presidente del Consorzio Garda Doc Vinitaly rappresenta un momento fondamentale di incontro e confronto con il mercato nazionale e internazionale. È l’occasione per raccontare l’identità della nostra denominazione e presentare le novità che segnano l’evoluzione del Garda DOC. In questa edizione presenteremo anche il nuovo disciplinare dedicato ai vini low alcol, che fa del Garda DOC la prima denominazione nazionale a introdurre questa tipologia. Alcune referenze saranno disponibili in degustazione allo stand, a testimonianza della capacità del territorio di innovare rimanendo fedele alla propria identità. Il tema scelto per l’edizione 2026 è GARDA360, un percorso di degustazione pensato per raccontare i vini Garda DOC insieme agli elementi che rendono unico il suo territorio. Un ambiente unico, sospeso tra Mediterraneo e Alpi, nel quale il Lago di Garda crea un microclima straordinario. I Social Tasting diventano così un racconto corale di questo equilibrio naturale, nel quale i vini Garda DOC si inseriscono come espressione autentica di un ecosistema complesso e armonioso. Il programma delle degustazioni accompagnerà i visitatori lungo tre giornate tematiche dedicate agli elementi che definiscono l’identità del Garda. Domenica 12 aprile il percorso si aprirà con “Garda DOC e il vento, un sistema perfetto”, un incontro dedicato al ruolo dei venti del lago che, alternandosi durante la giornata, contribuiscono a creare un microclima ideale per la coltivazione della vite, dell’ulivo e dei limoni, oltre a rendere il Garda una delle mete più amate da velisti e sportivi. Lunedì 13 aprile sarà la volta di “Garda DOC da togliere il fiato”, un appuntamento che esplora il rapporto tra acqua, paesaggio e respiro: una degustazione che intreccia vino, natura e consapevolezza del respiro, con il contributo di un apneista. Martedì 14 aprile il ciclo si concluderà con “Garda DOC underwater. Tra mondo sommerso e mondo fluttuante”, un viaggio alla scoperta della biodiversità del lago e delle specie che popolano le sue acque – dal luccio alla trota, dalla tinca all’agone – elementi fondamentali dell’equilibrio dell’ecosistema gardesano. Ogni giornata prevede due appuntamenti di degustazione, alle ore 12:00 e alle ore 13:00, con gruppi ristretti di dodici partecipanti per sessione. Gli incontri saranno condotti dall’enologa e divulgatrice Sissi Baratella, che guiderà i partecipanti alla scoperta di tre vini Garda DOC in abbinamento ad alcune eccellenze del panorama enogastronomico: formaggio Montasio DOP, Prosciutto Crudo di Cuneo DOP e Salame di Varzi DOP. La partecipazione ai Social Tasting è gratuita previa registrazione al link dedicato. Il racconto del territorio gardesano proseguirà anche nel centro storico di Verona con Vinitaly and the City, dove domenica 12 aprile alle ore 18:15 il Consorzio Garda DOC sarà protagonista di un wine talk condotto da Sissi Baratella. Un momento di confronto e divulgazione pensato per raccontare al pubblico il carattere unico dei vini Garda DOC e il legame profondo tra il lago, il paesaggio e la cultura del territorio. Le attività si inseriscono nel programma del progetto europeo Euchronicles, iniziativa di promozione dedicata alla valorizzazione delle eccellenze agroalimentari europee, con l’obiettivo di rafforzare la conoscenza delle denominazioni tra operatori e consumatori. Finanziato dall’Unione europea. Le opinioni espresse appartengono tuttavia al solo o ai soli autori e non riflettono necessariamente le opinioni dell’Unione europea o dell’amministrazione erogatrice. Né l’Unione europea né l’amministrazione erogatrice possono esserne ritenute responsabili. IL CONSORZIO GARDA DOC Un territorio collinare dalle caratteristiche paesaggistiche uniche, tra Lombardia e Veneto, protetto dalle montagne e affacciato sul bacino più grande d’Italia: qui, tra le province di Brescia, Mantova e Verona, sorge la DOC Garda, un’area di produzione vitivinicola in cui le speciali condizioni climatiche hanno plasmato nel tempo le qualità delle diverse specie di uva che vi crescono e, tuttora, ne determinano le peculiarità. Riconosciuta per la prima volta nel 1996 con lo scopo di valorizzare i vini varietali prodotti nelle 10 storiche zone di produzione dell’area gardesana, la DOC Garda è una denominazione guidata da un forte spirito di innovazione, in grado, negli anni, di evolversi in base alle esigenze dei consumatori, pur rispettando un prodotto che qui ha origini antichissime. Ottenuto il riconoscimento ministeriale nel 2015 e operante erga omnes dal 2016, oggi il Consorzio Garda Doc rappresenta 250 utilizzatori della denominazione, dando voce e promuovendo una fra le più preziose eccellenze enogastronomiche d’Italia. La Redazione
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Mancano sei giorni a ViniAmo Arrow Right Top Bg

23 Marzo, 2026

Mancano sei giorni a ViniAmo

  Il Wine Tasting della Capitale è pronto ad accendere i cuori di tutti gli appassionati con una speciale 4a Edizione 29 marzo 2026 Hotel Cristoforo Colombo, Eur, Roma I quattro cuori di ViniAmo 2026 battono sempre più forte, perché le emozioni dell’evento sono vicinissime!
ViniAmo è pronto a tornare e a trasformare una giornata di degustazione in qualcosa di più: un luogo dove scoprire vini che difficilmente si incontrano altrove, produttori che lavorano con maestria e fuori dagli schemi, sapori che restano impressi con una lunga piacevolezza. Oltre 350 vini in degustazione, nettari di nicchia, annate particolari e produzioni premiate, come quelle della Guida Vini Decanto, ospite speciale di questa edizione di ViniAmo, etichette selezionate esplosive come quelle  presentate dal Consorzio Vini dell’Etna, assaggi internazionali da Francia e Romania. Accanto ai vini saranno protagonisti prodotti gastronomici selezionati: dal Parmigiano Reggiano agli oli, salumi, affumicati e dolci da forno di piccole realtà, fino agli spirits artigianali. Un’occasione in cui il vino e non solo incontra il cibo per accostamenti tutti da sperimentare. Infine, a grande richiesta, l’evento sarà allietato dalla presenza degli Amici del Toscano, per una pausa all’aperto, calice alla mano. ViniAmo è una festa di sapori!   Le masterclass di ViniAmo 2026: il Vino raccontato davvero Il cuore pulsante di ViniAmo 2026 sono le masterclass: esperienze guidate costruite per chi vuole scoprire, assaggiando e divertendosi. Non si tratta di esperienze comuni ma di viaggio nella piacevolezza, nel gusto e nella storia … perché dietro ogni vino si cela un racconto. Dalla Francia più identitaria, con Chardonnay e Cabernet Franc tra Borgogna e Loira, fino alla forza minerale dell’Etna, passando per una sfida sensoriale alla cieca che metterà al centro il palato di ognuno, per diventare veri esperti senza alcun pregiudizio, per un approccio al vino spontaneo e genuino. Una masterclass avvincente e coinvolgente, perché ViniAmo vuol far scoprire il bello e il buono del vino a tutti. Infine, un finale d’eccezione: “ABC della Degustazione con Le Donne del Vino del Lazio”. Un momento che riporta tutto al gesto semplice del degustare, ma fatto con consapevolezza. Qui il vino diventa linguaggio accessibile, racconto diretto, esperienza da portare con sé anche dopo l’evento. Tutti i biglietti delle quattro Masterclass di ViniAmo, con i vari importi per le quote di partecipazione, sia per i winelovers sia per gli operatori, sono acquistabili qui su Eventbrite. Alcune sessioni stanno per esaurirsi: questo è il momento giusto per prenotare per assaporare il lato più speciale e giocoso di ViniAmo 2026.   PRIMA MASTERCLASS Un viaggio con Chardonnay e Cabernet Franc ore 13.00 – 14.30 Dalla finezza minerale di Chablis all’eleganza vibrante della Valle della Loira, questa masterclass porta i partecipanti tra i terroir francesi più rappresentativi, alla scoperta di Chardonnay e Cabernet Franc in sei vini selezionati. Un tour fantastico per scoprire alcuni dei bianchi più iconici francesi accanto a rossi inediti che, se hai sempre voluto intraprendere un viaggio lungo la Loira, tornerai ad assaggiare. A guidare la degustazione sarà Marco Recupero di Goudron Wine Selections, insieme a produttori di eccellenza: Emmanuelle Fourrey – Chablis (Premier Cru) Clos de Léchet 2024 Mont de Milieu 2023 Les Fourneaux 2023 Clotilde Legrand – Saumur Champigny La Chaintrée 2015 Les Rogelins 2011 Les Terrages 2004 Un confronto tra annate e cru che racconta profondità, longevità e sapori di grande eleganza.   Quota di partecipazione Wine Lovers: 50 € (include accesso ai banchi d’assaggio) Operatori del settore e Stampa: 35 € (banchi d’assaggio accessibili gratuitamente previo accredito) SECONDA MASTERCLASS Sono i sensi che contano ore 15.00 – 16.30 Mettiti alla prova con una vera degustazione alla cieca. La seconda Masterclass è un blind tasting che mette al centro il vino e i sensi, pensato sia per esperti sia per appassionati e neofiti che desiderano un approccio ludico e interattivo alla degustazione . Il vino è per tutti, con questa esperienza potrai affinare le tue percezioni, in piacevolezza e allegria, con la guida di Ivan Vellucci Direttore di Wine Tales Magazine. Nella degustazione alla cieca i partecipanti assaggeranno 7 vini dal Nord al Sud Italia, tra etichette iconiche e riserve speciali. Metti alla prova naso, memoria e papille, senza lasciarti condizionare dalle etichette. Una sfida saporita e sorprendente, con premi finali per i più arditi. Quota di partecipazione Wine Lovers: 45 € (include accesso ai banchi d’assaggio) Operatori del settore e Stampa: 30 € (banchi d’assaggio accessibili gratuitamente previo accredito)   TERZA MASTERCLASS L’Anima del Vulcano: viaggio tra i vini dell’Etna ore 17.00 – 18.30 Una Masterclass destinata a dare la carica, grazie al potere dei bianchi e dei rossi prodotti alle pendici dell’Etna: un’immersione nell’energia pura della Sicilia orientale. Questa avventura del gusto, in collaborazione con il Consorzio Tutela Vini Etna DOC, porta i partecipanti tra suoli lavici, microclimi unici e altitudini estreme. Roberta Marchese Ragona, con il Dott. Maurizio Lunetta, guiderà la degustazione di: 4 Etna DOC Bianco 4 Etna DOC Rosso una sorpresa esclusiva, pensata per raccontare la forza del vulcano e l’eleganza dei suoi vini … perché ViniAmo nasce per stupire a ogni edizione. Quota di partecipazione Wine Lovers: 40 € (include accesso ai banchi d’assaggio) Operatori del settore e Stampa: 25 € (banchi d’assaggio accessibili gratuitamente previo accredito)   EVENTO FINALE ABC della Degustazione con Le Donne del Vino del Lazio ore 19.00 – 20.00 ViniAmo 2026 si conclude con brindisi speciale:  un percorso sensoriale e culturale guidato da Alessandra Massimi e Sara Costantini, Vice Delegata Lazio dell’Associazione Le Donne del Vino. Qui il vino diventa racconto diretto: dalle basi della degustazione all’esplorazione dei calici delle cantine locali più rappresentative, tra cui: Vigneti Jacobini Azienda Agricola Torre dei Falchi Casale Lucino Villa Simone Vini Valle Marina Eredi dei Papi Con questi sorsi conclusivi, ViniAmo 2026 lancia un messaggio chiaro e coinvolgente: il vino è cultura, esperienza ed emozione. Quando viene raccontato da chi lo vive ogni giorno, diventa una storia capace di unire persone e territori in un unico, grande brindisi! Se stai progettando un tour tra i vini del Lazio, questo è un punto di partenza imperdibile che ti farà innamorare ancora di più di questa regione. Quota di partecipazione Wine Lovers: 40 € (include accesso ai banchi d’assaggio) Operatori del settore e Stampa: 25 € (banchi d’assaggio accessibili gratuitamente previo accredito) I PROTAGONISTI DI VINIAMO 2026 Ecco le cantine, le aziende e gli espositori che ti conquisteranno nella quarta edizione di ViniAmo.  Questa edizione  è ancora una volta un viaggio tra tutte le regioni italiane, con un tocco di internazionalità, alla ricerca di chicche speciali capaci di stupire proprio tutti.   VALLE D’AOSTA D&D Maison Agricole PIEMONTE Ferrero Cristian Cantina Pertinace Az. Agricola Valletti Roberta Cantina Mascarello Michele & Figli Claudio Mariotto Gozzellino Gavi dei Gavi – La Scolca LOMBARDIA Retica Vini TRENTINO ALTO ADIGE Cantina Bazzanella VENETO Società Agricola Eleva FRIULI VENEZIA GIULIA Vini Zorzon Azienda Vinicola Fruscalzo LIGURIA Tenuta Maffone EMILIA ROMAGNA Cantina Messori TOSCANA Cantina Tuscania CasaGrande della Quercia Tenuta Friggiali – Montalcino Il Borro Gagiablu Luteraia Tenuta Poggio Bonelli Tenuta Chigi Saracini MARCHE Terre di Serrapetrona Tenute Recchi Franceschini Le vigne di Clementina Fabi UMBRIA Azienda Agricola Castello di Corbara Tenuta di Saragano Fattoria Le Poggette Perticaia Cantina Baldassarri Azienda Agricola Oleum LAZIO Villa Simone Borgo del Cedro Cantina Raparelli Tenuta Iacoangeli Terre del Veio Società Agricola Mita Giorgio Pecora Vini Aziena Agricola Biologica Monti Cecubi ABRUZZO Tenuta De Melis Burgus Vitae Tenuta Fanton Poderi Costantini MOLISE Azienda Agricola L’Arco Antico CAMPANIA Aroma Winery Azienda Le Grazie Cantina Vezzoso Azienda Agricola San Giovanni PUGLIA Anastasia Tommasino Giancarlo Ceci BASILICATA Vitis in Vulture Torre Albineta CALABRIA Cantine Viola Tenuta Renda SICILIA Consorzio Tutela Vini Etna Doc (protagonista della terza masterclass) Flavia Rebellious Wines Azienda Agricola G. Milazzo Tenute Foti Randazzese SARDEGNA Siddura Vini TraMonti Agricola Niuge   ESTERO Domeniile Averesti  – Bucarest – Romania Goudron Wine Selections: Domaine Emmanuelle Fourrey – Borgogna – Francia Domaine Clotilde et René – Noël Legrand  – Loira – Francia DISTRIBUTORI e ORGANIZZAZIONI Stappando.it (presto l’elenco dei loro migliori produttori di varie località d’Italia) Decanto che proporrà il format Tre Cavatappi in Tour, sarà quindi possibile assaggiare alcuni dei migliori vini della Guida Untold premiati con i Tre Cavatappi. ABC della Degustazione: Marco Mergè vini dal 1920 (Lazio) Azienda Agricola Cavalieri (Lazio) Chiorri dal 1890 (Umbria) PetitVigneron – Importatore/Distributore vini francesi FOOD & EXTRA VINO Il Primotto (Primi appena cotti) – Toscana Associazione Parmigiano Reggiano – Consorzio del Formaggio Parmigiano Reggiano – Emilia Romagna Nativa Bio (creme spalmabili) Sapor Maris (Salmone affumicato & company) Azienda Agricola Fratelli Ludovisi (Olio) – Umbria Pasticceria Cera (Punto gastronomico) – Lazio Baked Potato (Punto gastronomico) – Lazio Alberto Paolino – Pizzaiolo (Punto gastronomico) – Campania/Basilicata SPIRITS Bepi Tosolini (Amari e Distillati) – Friuli Istintosardo (Liquori di Sardegna Artigianali) – Sardegna Musa Gin (Spirits Artigianali Siciliani) – Sicilia TazSiena (Gin) – Toscana EXTRA Club Amici del Toscano (Sigari in abbinamento con vini e liquori) – Lazio SPONSOR Careisgold – Operatore professionale in oro Memory Box – Conservazione ed esposizione tappi SPONSOR TECNICO SAL.PA. – Pan de Roma con una vasta area gourmet, offrirà assaggi gratuiti di snack salati su tutti i banchi d’assaggio – Lazio VoiceWise – Start up innovativa e spin off dell’Università degli Studi di Roma TorVergata   ORARI E MODALITÀ DI PARTECIPAZIONE L’evento si svolgerà dalle 12:30 alle 20:30, ultimo ingresso ore 19:30. Biglietto intero: 25 € – accesso ai banchi d’assaggio e più di 350 vini in degustazione. Ridotto: 20 € – riservato a sommelier con tessera in corso di validità, studenti universitari, gruppi e associazioni di almeno 8 persone. Ingresso gratuito per operatori del settore, (ristoratori, titolari di enoteche, wine bar, agenzie di rappresentanza, distributori, ecc.) è possibile richiedere l’accredito scrivendo a: operatori@viniamoroma.it  indicando nome del richiedente e dell’attività. Accredito stampa gratuito per gli addetti stampa la richiesta di accredito va inviata a: uff.stampa@viniamoroma.it  indicando nome del giornalista/wine blogger e testata, blog o pagina social. CONTATTI & INFORMAZIONI Stefano Minelli: 338 3046072 minelliwine.events@gmail.com Accrediti Operatori operatori@viniamoroma.it Accredito stampa uff.stampa@viniamoroma.it Sito ufficiale viniamoroma.it minelliwineevents.it     La Redazione
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Vignaioli Contrari 2026 - decima edizione 9 - 11 Maggio 2026 Arrow Right Top Bg

23 Marzo, 2026

Vignaioli Contrari 2026 - decima edizione 9 - 11 Maggio 2026

  Dieci anni contro l’omologazione: Vignaioli Contrari celebra la X edizione dal 9 all’11 maggio 2026 alla Rocca Rangoni di Spilamberto (MO), con 70 produttori italiani/europei e oltre 400 etichette di vini artigianali di terroir.   I Vignaioli Contrari Piccole realtà artigiane che valorizzano vitigni autoctoni, preservano tradizioni territoriali e cultivar in estinzione. Lavorano vigna/cantina rispettando ambiente; contrari a standardizzazione e omologazione gusto. Producono vini che raccontano storia enologica italiana attraverso biodiversità e pratiche sostenibili. Saranno 70 i produttori provenienti da tutta Italia e da alcune realtà europee, protagonisti di un percorso che attraversa biodiversità, pratiche agricole sostenibili, vinificazioni rispettose e un’idea di agricoltura che mette al centro il suolo e le comunità. Oltre 400 etichette in degustazione racconteranno un’Italia del vino fatta di micro-produzioni, vitigni storici e visioni indipendenti. Vignaioli Contrari non è soltanto una mostra mercato: è uno spazio di confronto, di dialogo e di cultura enologica, dove il vino diventa strumento di consapevolezza e narrazione. Programma Tre Giorni Sabato 9 maggio: Inaugurazione 11:40; banchi assaggio/Slow Food Park 12:00-20:00; laboratorio “A tavola col produttore” Albana Romagna (15:00, 24 posti). Domenica 10 maggio: Banchi 11:00-19:00; laboratorio Parmigiano Reggiano razze bovine + vini emiliani (11:00, 36 posti); masterclass “Tecniche naturali vs clima” Uvaggio/Blend (14:00, 36 posti). Lunedì 11 maggio: Operatori Ho.Re.Ca. (10:00-17:00). Novità Decima Edizione Prima volta tre giorni: lunedì riservato Ho.Re.Ca. per rete ristorazione/vino sostenibile. Laboratori/masterclass ex-chiesa Santa Maria degli Angeli: Albana 4 terroir, Parmigiano razze bovine, uvaggi vs blend clima. Slow Food Park gratuito Piazzale Rangoni/centro storico: 20+ produttori cibo artigianale, Presidi Emilia-Romagna fino 21:00. Biglietti e Accesso Tipologia Prezzo Intero Prezzo Ridotto Giornaliero sab/dom 25€ 20€ (soci AIS/Slow Food ecc.) Abbonamento 2 giorni 25€ 20€ Operatori Ho.Re.Ca. 10€ – Laboratori + ingresso 35-45€ – Include calice inciso, tasca, catalogo, degustazione libera. Biglietti: www.vignaiolicontrari.it La Redazione
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