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BlendNews è un contenitore di informazioni dedicato al vino. Racconteremo gli eventi, le novità e le curiosità di questo mondo.

 

Torna a marzo Terre di Toscana Arrow Right Top Bg

28 Febbraio, 2026

Torna a marzo Terre di Toscana

  XVIII edizione: 22-23 marzo 2026 all’Hotel UNA Esperienze Versilia Lido   Nel 2026 Terre di Toscana, uno degli appuntamenti più rilevanti del panorama enologico italiano, festeggerà la sua XVIII edizione. Domenica 22 e lunedì 23 marzo, gli spazi dell’Hotel UNA Esperienze Versilia Lido accoglieranno come ogni anno 140 vignaioli, accuratamente selezionati, custodi di una Toscana del vino poliedrica e in continuo dialogo tra tradizione e contemporaneità. Sarà come sempre una due giorni unica per incontrare i produttori ai banchi di assaggio, degustare oltre 700 etichette, e attraversare, calice dopo calice, le denominazioni storiche e quelle emergenti che compongono la mappa vinicola della regione. Formula consolidata con new entry Anche nel 2026 Terre di Toscana rinnova la sua formula ormai consolidata: alcune nuove realtà affiancheranno nomi che hanno fatto la storia dell’evento, in un mosaico che attira ogni anno appassionati, buyer, ristoratori, enotecari, giornalisti e professionisti della comunicazione del vino; un pubblico eterogeneo accomunato dalla voglia di scoprire, approfondire e confrontarsi. Come da tradizione la giornata di lunedì sarà dedicata anche alle vecchie annate, un vero viaggio nel tempo attraverso bottiglie capaci di raccontare maturità, profondità e longevità di alcune delle etichette più rappresentative della Toscana. Non mancherà una selezione di artigiani di cibo toscano, che saranno presenti in una sala a loro dedicata, per accompagnare il percorso di degustazione con morsi di eccellenza. Costo del biglietto: 40 euro a persona per ogni singola giornata (inclusi diritti di prevendita e commissioni di servizio). Biglietti e accrediti solo online Il biglietto è acquistabile solo in prevendita a partire dal mese di gennaio 2026 attraverso il sito www.terreditoscana.info; lo stesso dicasi per le richieste di accredito per stampa ed operatori del settore. Navette gratuite in entrambe le giornate faranno la spola tra la stazione ferroviaria di Viareggio e l’UNA Hotel. I minibus, facilmente identificabili attraverso il logo della manifestazione affisso all’esterno, stazioneranno fuori dalla stazione ferroviaria e saranno disponibili, traffico permettendo, ogni 15/20 minuti. Terre di Toscana è un evento organizzato da L’Acquabuona (www.acquabuona.it), testata giornalistica on-line che dal 1999 racconta con passione e professionalità l’enogastronomia e l’agroalimentare del nostro Bel Paese.
Terre di Toscana si avvale del patrocinio del Comune di Camaiore. La Redazione
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Sanremo 2026: Cantina LA-VIS fornitore ufficiale del “fuori Sanremo italiana assicurazioni” di Radio Italia Arrow Right Top Bg

28 Febbraio, 2026

Sanremo 2026: Cantina LA-VIS fornitore ufficiale del “fuori Sanremo italiana assicurazioni” di Radio Italia

  Dall’energia rock del Lagrein all’eleganza del Pinot Nero, la linea Ritratti della Cantina trentina La-Vis sarà protagonista negli spazi del Grand Hotel Londra, dando voce alle diverse personalità del Festival   In occasione della settimana dedicata alla musica italiana, Cantina La-Vis, storica cooperativa vitivinicola trentina, approda a Sanremo come fornitore ufficiale del “Fuori Sanremo Italiana Assicurazioni” di Radio Italia con la sua linea Ritratti. L’emittente racconterà la kermesse in diretta radio e video dagli studi allestiti presso il Grand Hotel Londra, dove si alterneranno i cantanti in gara, i professionisti dell’industria discografica e i super ospiti. In questa cornice, dal 24 al 28 febbraio, i vini dell’azienda saranno protagonisti negli spazi della location, accompagnando le interviste e i momenti di socialità che scandiranno il ritmo frenetico del Festival. Ezio Dallagiacoma, Direttore Tecnico ed Enologo della cantina Portare la linea Ritratti a Sanremo significa far dialogare due mondi che vivono di sensibilità e interpretazione: la musica e la terra. Proprio come un artista traduce il proprio vissuto in canzoni, noi interpretiamo i nostri vigneti per dare vita a ogni bottiglia. Ritratti è il nostro modo di raccontare l’identità del Trentino attraverso un calice che, proprio come un grande brano, punta dritto all’emozione. Ritratti non è, infatti, solo una collezione di vini, ma un progetto corale che fonde l’anima del Trentino con un’estetica contemporanea, sintesi di ricerca enologica, biodiversità e arte. Le sei referenze sono il risultato di un percorso di valorizzazione del territorio, dove ogni scelta in vigna e in cantina è orientata a salvaguardare il patrimonio naturale e sociale delle Colline Avisiane. L’identità di Ritratti è strettamente legata al mondo dell’arte. Ogni etichetta è un’opera originale dell’artista Margherita Paoletti e rappresenta figure femminili oniriche immerse in elementi naturali, traducendo in immagini l’intima connessione tra uomo e natura. Ogni vino della linea è inoltre associato a un profilo caratteriale, un vero e proprio “ritratto” umano. Al “Fuori Sanremo Italiana Assicurazioni” saranno quattro le personalità protagoniste. Il Lagrein Trentino DOC Ritratti che, con il suo carattere deciso e dinamico, richiama l’energia delle performance più grintose. Il profilo raffinato ed elegante del Pinot Nero Trentino DOC Ritratti rispecchia invece lo stile dei protagonisti più sofisticati. Il Sauvignon Trentino DOC Ritratti, un vino eclettico e spensierato, incarna la freschezza delle giovani promesse. Completa il quartetto lo Chardonnay Trentino DOC Ritratti, dal carattere romantico e riflessivo, adatto alle voci più intime e delicate. Una galleria di personalità attraverso cui Cantina La-Vis non si limita a presentare i propri vini, ma offre una narrazione contemporanea capace di intrecciare l’eccellenza del territorio trentino con il dinamismo di uno degli appuntamenti più importanti della scena artistica italiana. La Redazione
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Vino, oltre 160 giornalisti a Chianti Lovers & Rosso Morellino Arrow Right Top Bg

28 Febbraio, 2026

Vino, oltre 160 giornalisti a Chianti Lovers & Rosso Morellino

  Alla Fortezza da Basso l’Anteprima dedicata alla stampa internazionale per presentare le nuove annate. Busi: “Produzione più bassa del previsto, qualità molto alta e mercati esteri solidi”. Guicciardini Calamai presenta l’inserimento della menzione Superiore nel disciplinare del Morellino di Scansano “Scelta che rafforza identità, selezione e posizionamento”   Oltre 160 giornalisti provenienti da tutto il mondo hanno partecipato alla Fortezza da Basso all’Anteprima Chianti Lovers & Rosso Morellino, appuntamento centrale della settimana delle Anteprime di Toscana dedicato alla stampa nazionale e internazionale. Al Padiglione Arsenale sono state presentate le nuove annate di Chianti e Morellino di Scansano: Chianti D.O.C.G. 2025, Chianti Superiore 2024, Chianti Riserva 2023, Morellino di Scansano 2025 e Riserva 2023. L’evento è stato anche l’occasione di fare il punto sulle prospettive produttive e commerciali delle due denominazioni, durante la conferenza stampa a cui hanno partecipato Leonardo Marras, Assessore all’Economia, al Turismo e all’Agricoltura della Regione Toscana, Giovanni Busi, presidente del Consorzio Vino Chianti, e Bernardo Guicciardini Calamai, Presidente del Consorzio di Tutela Morellino di Scansano. Giovanni Busi, presidente del Consorzio Vino Chianti La produzione del Chianti si è attestata quest’anno intorno ai 620 mila ettolitri, contro una previsione che parlava di circa 750 mila. Questo cambia il quadro e ridimensiona un po’ le preoccupazioni anche perché la riduzione rispetto alle aspettative è legata soprattutto all’andamento climatico primaverile: le piogge fino a maggio e gli attacchi di peronospora hanno inciso sulle rese. In quella fase il grappolo colpito si secca e viene perso, ma non c’è stato un impatto negativo sulla qualità. Anzi, possiamo parlare di un’annata molto buona. Per quanto riguarda l’andamento del mercato, il presidente del Consorzio Vino Chianti ha sottolineato che l’export resta determinante, rappresentando tra il 65% e il 70% della produzione del Chianti. “Il nostro è un Consorzio fortemente orientato all’estero. L’Italia vale circa il 30%, ma sono i mercati internazionali a trainare la denominazione. Malgrado i dazi e le tensioni geopolitiche, gli Stati Uniti continuano a comprare e le ultime rilevazioni parlano di una flessione minima, intorno all’1%. Non è un dato che giustifichi allarmismi”. Nel corso dell’evento fiorentino, il Consorzio Morellino di Scansano ha ufficializzato un passaggio significativo per la denominazione: la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale delle modifiche al disciplinare che introducono la nuova menzione Superiore, approvata dall’Assemblea nel 2025 e ora pienamente efficace. “Abbiamo scelto di comunicare questo traguardo proprio in occasione dell’Anteprima, davanti alla stampa e agli operatori italiani e internazionali, perché rappresenta un passaggio molto importante nel percorso di crescita qualitativa del Morellino di Scansano. È il risultato di un lavoro condiviso che punta a rafforzare ulteriormente identità, selezione e posizionamento della denominazione sui mercati” ha spiegato il presidente Bernardo Guicciardini Calamai. La nuova menzione Superiore prevede rese più contenute rispetto all’Annata e potrà uscire sul mercato a partire dal 1 Gennaio del secondo anno successivo alla vendemmia: questo garantirà maggiore struttura e complessità, mantenendo comunque le caratteristiche peculiari di freschezza e bevibilità, tratti distintivi del Morellino. Il presidente ha evidenziato come l’andamento climatico variabile del 2025 abbia inciso sulle rese delle uve facendo registrare una riduzione significativa della produzione, con un dato definitivo che si attesta intorno ai 75.000 quintali. “L’attenta gestione in vigna e in cantina dei nostri produttori ha consentito di preservare identità, autenticità ed equilibrio che identificano il Morellino di Scansano, mantenendo alta la qualità della produzione” aggiunge Guicciardini Calamai. Sul fronte commerciale il presidente ha sottolineato che, nonostante il momento complesso del mercato sia interno che internazionale a causa della congiuntura economica negativa, il Morellino ha chiuso lo scorso anno con un incremento progressivo e costante delle vendite, segnale incoraggiante di un mercato in ripresa che premia la denominazione, forte del suo stile autentico e attuale. Leonardo Marras, assessore all’economia, al turismo e all’agricoltura della Regione Toscana In questi giorni è capitato più volte di sottolinearlo, il mondo del vino toscano è in grado di affrontare le sfide che lo attendono con grande capacità di interpretare le trasformazioni e adattarsi al meglio. Consorzi, imprese e istituzioni insieme. Oggi dal Consorzio vino Chianti e dal Consorzio del Morellino ci arriva un messaggio positivo: a fronte di una produzione più contenuta, la qualità resta molto alta; e questo grazie alla grandissima professionalità dei produttori toscani. Salutiamo con piacere l’introduzione della menzione Superiore per il Morellino di Scansano, come una scelta che va nella direzione di rafforzare identità e posizionamento, valorizzando ulteriormente una denominazione in crescita. La Redazione
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26 Febbraio, 2026

Querce Bettina presenta il Brunello di Montalcino 2021 DOCG

  Nuova annata dalla Vigna Alta biologica sud-ovest Montalcino   Montalcino – Querce Bettina presenta la nuova annata del suo vino simbolo: il Brunello di Montalcino 2021 DOCG, espressione autentica del Sangiovese Grosso e del territorio di Montalcino più classico e vocato. Nata sulle colline a sud-ovest di Montalcino, a circa 450 metri s.l.m., la Vigna Alta – 26 anni di età, esposizione sud-sud ovest e suolo argillo-calcareo ricco di scheletro – rappresenta l’anima più elegante e profonda di Querce Bettina. Qui il Sangiovese Grosso cresce in equilibrio naturale, nel rispetto dei principi dell’agricoltura biologica, dando vita a grappoli di straordinaria qualità e concentrazione. Annata 2021 equilibrata: vinificazione e affinamento La vendemmia, condotta a mano tra fine settembre e inizio ottobre, ha regalato uve mature e sane, frutto di un andamento climatico regolare e di un’estate luminosa. Dopo la diraspatura senza pigiatura, la fermentazione ad acino intero si è svolta in acciaio a 26–28 °C con follature manuali e rimontaggi per 20–25 giorni, seguita da malolattica spontanea in legno. L’affinamento è proseguito per 24 mesi in botti di rovere francese e almeno 8 mesi in bottiglia, rispettando il disciplinare (commercio dopo 5 anni dalla vendemmia). Profilo sensoriale e abbinamenti Il Brunello di Montalcino 2021 DOCG Querce Bettina si presenta di colore rosso rubino intenso con riflessi granato. Al naso note di ciliegia matura, prugna, viola appassita, spezie dolci, balsamico e sottobosco. Al palato è armonico, ampio e persistente, con tannini eleganti, freschezza e finale lungo, minerale e profondo, tipico dei terreni calcarei. Grazie alla struttura decisa, si abbina a carne rossa alla brace (Fiorentina), brasati in sugo di pomodoro (peposo) e formaggi stagionati (Pecorini, alpeggio), esaltandone aromaticità e persistenza. Un vino di raffinata classicità, fedele a Montalcino ma con l’equilibrio che contraddistingue Querce Bettina: cura artigianale, autenticità e rispetto per la natura. Nuovo capitolo con La Faretra Con la vendemmia 2021, Querce Bettina inaugura una nuova fase dopo l’acquisizione da parte de La Faretra nell’agosto 2025. Un passaggio che conserva l’identità di Montalcino, valorizzandone sostenibilità e qualità naturale. La nuova proprietà ha avviato un progetto di ristrutturazione e ampliamento della cantina, più funzionale e coerente con tutela ambientale e territorio. Disponibile in enoteca e Ho.Re.Ca – prezzo consigliato: € 57,50 La Redazione
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Purpleryta a Nairobi: L'artista Piemontese che dipinge con il Vino Arrow Right Top Bg

25 Febbraio, 2026

Purpleryta a Nairobi: L'artista Piemontese che dipinge con il Vino

  Si sono svolti con successo il workshop “wine on paper” e la performance al Top Italian Wine Roadshow   Nairobi – L’Istituto Italiano di Cultura di Nairobi ha invitato l’artista piemontese Rita Barbero, nota con il nome d’arte PurpleRyta, per due eventi esclusivi che hanno celebrato l’incontro tra arte contemporanea e cultura enologica italiana. Giovedì 29 gennaio presso Ikigai – Westlands, dalle 17:00 alle 20:00, si è tenuto un workshop di pittura con il vino. Sono state realizzate due sessioni, ciascuna con circa 18 partecipanti, durante le quali PurpleRyta ha guidato e messo alla prova il pubblico nell’esplorazione di questa tecnica pittorica originale. Il workshop è stato accompagnato da una degustazione di vini italiani. Venerdì 30 gennaio, presso Shamba Events, in occasione dell’iniziativa “Top Italian Wines Roadshow”, organizzato da Gambero Rosso per il terzo anno consecutivo in Kenya, in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia a Nairobi e l’Agenzia ICE – Italian Trade Agency, PurpleRyta è stata protagonista di una performance artistica dal vivo della durata di circa un’ora, dipingendo un’opera che ha preso forma da una “macchia” di vino. Alcune opere di PurpleRyta sono state inoltre esposte durante l’evento. PurpleRyta È un onore per me essere parte di questo progetto. Ritengo molto stimolante l’incontro con un’altra cultura, in cui il vino fa da trait d’union. Lo trovo in perfetta sintonia con il mio motto “il vino contiene cultura” (e “la cultura contiene vino”) che ricordo sempre attraverso i social media e a chiunque visiti il mio studio in Barolo, per sottolineare che, dietro un bicchiere di vino, si cela un ricco patrimonio culturale. Porterò con me alcune delle mie Spettinate a fare da scenografia agli eventi. PURPLERYTA Rita Barbero, in arte PurpleRyta, è nata e cresciuta tra le colline del Roero. Dopo una laurea in Scienze della Comunicazione a Torino, è stata una delle prime PR nel settore vitivinicolo italiano. Nel 2013 la svolta: la sua passione per la pittura incontra il mondo del vino, dando vita a una tecnica artistica unica e innovativa. LA TECNICA UNICA DEL “WINE ON PAPER” PurpleRyta dipinge utilizzando vino puro su carta: Dolcetto, Barbera, Nebbiolo, Barolo. La sua tecnica della macchia è distintiva: versa il vino sulla carta, lascia che si esprima naturalmente e completa l’opera con il pennello, seguendo ciò che la macchia stessa le suggerisce. Come il vino in bottiglia, anche i suoi dipinti evolvono nel tempo: i vini giovani come Barbera e Dolcetto continuano a cambiare sulla carta, mentre quelli invecchiati si stabilizzano in tonalità più aranciate. LO STILE Tra le sue opere più iconiche, le “Donne Spettinate” – ritratti di donne libere, più interessate a vivere intensamente che a guardarsi allo specchio. Un’arte multisensoriale che coinvolge vista, olfatto, gusto e tatto, celebrando la cultura del vino e del territorio. Un gesto apparentemente irriverente, versare vino sulla carta, diventa provocazione culturale, invitando a riflettere sul valore profondo della tradizione enologica. RICONOSCIMENTI ED ESPOSIZIONI Opere permanenti al WiMu – Museo del Vino di Barolo Esposizioni in Langhe, Monferrato, Torino Mostre internazionali negli USA e in Cina Creazione di etichette personalizzate per cantine prestigiose, dipinte con il vino contenuto nella bottiglia stessa Mostra collettiva “El Abrazo” in Spagna (MUA Museum) PurpleRyta esprime un linguaggio visivo che mescola astrattismo e figurazione, leggerezza e profondità culturale. Contatti: Rita Barbero – PurpleRyta www.purpleryta.it purpleryta@gmail.com La Redazione
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Luca Tegon e Peter Brunel Arrow Right Top Bg

25 Febbraio, 2026

Luca Tegon e Peter Brunel

  Cena a quattro mani alla Wine Room GHV Hotel Creazzo   Venerdì 27 febbraio 2026 il GHV Hotel & Spa ospita una cena a quattro mani firmata Wine Room by Luca Tegon, con lo chef stellato Peter Brunel. L’evento unisce due visioni culinarie contemporanee fondate su rispetto del territorio, materia prima e stagionalità. Più che un incontro, è un dialogo tra sensibilità affini: la cucina di Brunel, radicata nella Val di Fassa, condivide con Tegon un approccio essenziale che valorizza l’ingrediente attraverso tecnica e ricerca, mantenendo riconoscibili le personalità individuali. Peter Brunel: Stella Michelin dalla Val di Fassa Originario della Val di Fassa, Peter Brunel ha conquistato la Stella Michelin nel 2019 con il suo Peter Brunel Ristorante Gourmet ad Arco (TN), dopo esperienze in cucine stellate italiane e francesi. La sua cucina unisce eleganza, creatività e trasformazione di ingredienti semplici in espressioni gastronomiche complesse. Menu cena-evento: 20:00 prenotazioni obbligatorie Peter Brunel: Antipasto: ingrediente essenziale reinterpretato Primo piatto: purezza e profondità di gusto Secondo di pesce: composizione elegante ed equilibrata Luca Tegon: Secondo di carne + contorno stagionale veneto Dessert + piccola pasticceria Costo: 85€ a persona (vini esclusi) Wine Room: calendario cene a quattro mani Le cene a quattro mani del GHV Hotel & Spa creano confronto tra stili contemporanei, offrendo agli ospiti un raffronto diretto tra interpretazioni diverse della cucina italiana. La Wine Room diventa spazio di dialogo culinario, legando chef, territorio e clientela. Prenotazioni: ghvhotel.com/cena-a-4-mani-con-chef-peter-brunel La Redazione
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Costa Arènte. L’elegante finezza dell’Amarone e dei suoi fratelli in Valpantena Arrow Right Top Bg

25 Febbraio, 2026

Costa Arènte. L’elegante finezza dell’Amarone e dei suoi fratelli in Valpantena

  Poco a nord di Verona, è una di quelle valli che si aprono tra i Monti Lessini per poi approdare sulla punta del Lago di Garda. Proprio per l’influenza di quest’ultimo, la valle è stata abitata sin dai tempi del Paleolitico. Fa parte a pieno titolo delle zone della Valpolicella insieme alla Classica e alla DOC. Ovviamente, il Dio Amarone, si produce qui e lo si produce da sempre possiamo dire. Da quando almeno l’Amarone ha avuto vita.  In uno scenario fantastico e proprio nel comune simbolo della Valpante, Grezzano, sorge Costa Arènte, un’azienda oggi facente parte del Gruppo Leone Alato che con i suoi 42 ettari, dei quali 18.5 vitati, produce i veri gioielli della viticultura della Valpolicella: Valpolicella Classico Superiore, Ripasso Superiore, Amarone, Amarone Riserva, Recioto, Lugana.  Occasione per scoprirli è stata la masterclass dello scorso 12 febbraio presenti Giovanni Casati, enologo della cantina, Riccardo Cotarella, consulente enologico, Igor Boccardo Amministratore Delegato del Gruppo Leone Alato. Proprio Igor Boccardo ha tenuto a sottolineare come il 2026 rappresenti l’undicesimo anno di acquisizione di una storia azienda del territorio che trova il suo rispetto nell’attenzione ad esso riservata. Valorizzazione dell’ambiente e l’utilizzo delle giuste tecnologie in vigneto ed in cantina sono gli elementi fondamentali per esaltare ogni componente e garantire longevità ai vini. In questo articolo vogliamo proporre una doppia visione della masterclass. La mia personale e quella di Paola Restelli, firma di Wine Tales Magazine e degustatrice professionale.   Paola, cosa ti è sembrato di questa degustazione? Sarà per il fatto che l’azienda sorge su un promontorio dove lo sguardo si perde lungo due vallate, sarà che si “respira” un evidente rinnovamento stilistico, ma questa esperienza mi ha fatto percepire la freschezza e quel tocco balsamico che tanto ricordano il carattere tipico della Valpantena. Questa valle, cuore della Valpolicella, è influenzata dai venti che scendono dai Monti Lessini ed è caratterizzata da suoli molto profondi, originati da rocce sedimentarie e calcaree, che garantiscono un’acidità fissa elevata. Condizioni favorevoli per la vite che, unite alla notevoli escursioni climatiche, permettono vendemmie più tardive e risultati stilistici di spiccato equilibrio. Ne è comprova il Valpolicella Valpantena Superiore DOC 2023, con la croccantezza del frutto e del fiore rosso, la dominante fresca che sfocia in un finale delicatamente mentolato. Un vino inclusivo e divertente, dal tannino sottile e delicato, dove la rusticità della tipologia si fonde con spensieratezza alla finezza. Ivan Il Valpolicella Valpantena Superiore 2023 appartiene alla specie dei narratori silenziosi, dei vini che non alzano la voce ma la modulano con eleganza, come fa la Valpantena quando si apre tra Verona e i suoi declivi ordinati. Il rubino vino attraversato da una lieve unghia granata è un colore che vibra, che suggerisce movimento, energia, freschezza. Già alla vista si intuisce una discreta finezza, una compostezza naturale che non ha bisogno di ostentazioni. Al naso si muove con passo leggero: frutta rossa croccante, ciliegia fresca appena colta, non sovramatura, non opulenta. È una frutta che “scrocchia”, che conserva la sua tensione. Il fiore è evidente, delicato ma presente, e insieme emerge una trama minerale che attraversa il profilo aromatico come una linea sottile di roccia sotto la terra. Il legno c’è, ma resta sullo sfondo: un sussurro. Non copre, non invade. Lascia che siano il floreale, la freschezza e quella vibrazione balsami e minerale a guidare il racconto. In bocca il vino mantiene la promessa. La freschezza è la sua cifra stilistica. Il tannino è preciso, quasi tagliente, ma al tempo stesso gentile. È come un piccolo taglio superficiale che senti per un istante e poi dimentichi, perché ciò che resta è il piacere della beva. Una tensione che non ferisce, ma definisce. La frutta torna croccante, viva, e accompagna una sensazione di ampiezza che non tradisce mai la finezza. La bocca rimane pulita, netta, pronta al sorso successivo, mentre la persistenza si allunga con discrezione, senza pesantezze. Interpreta davvero la Valpantena nella sua versione più contemporanea: scorrevole, genuino, senza fronzoli, con una capacità di beva che lo rende compagno ideale della tavola, dall’antipasto alle carni bianche, fino ai piatti della tradizione veronese. Non cerca effetti speciali ma che invita a continuare.   Paola Stesso registro anche per il Valpolicella Ripasso Valpantena Superiore DOC 2021 che conquista il palato per la peculiare balsamicità, pur avvolgendo con pienezza e generosità. Un vino che trova finalmente la sua identità, senza sbiadire tra i paragoni. Frutto pieno e voluttuoso, decise ventate floreali, un tocco di cardamomo e mirto. Il tannino è voluminoso, ma si stempera nella freschezza e nel finale di rabarbaro. Ivan Il Costa Arènte Ripasso Valpantena Superiore 2021 appartiene alla dimensione delle profondità, dei chiaroscuri, della materia che si fa più densa senza mai perdere eleganza. Due anni in più rispetto al Superiore si traducono in un colore che vira verso l’aranciato in maniera meno vivace, più raccolto, quasi introspettivo. Un rubino che si fa cupo, ma resta fine, trasparente, mai opaco. Come certe colline della Valpantena al tramonto, quando la luce non abbaglia più ma accarezza. Al naso cambia registro. La frutta si fa più consistente, più matura. È una ciliegia scura, croccante nel cuore, con il succo che sembra già promettere ampiezza. Accanto arrivano le spezie, le tostature, il segno misurato del legno che si avverte senza invadere. C’è una trama balsamica che alleggerisce, che solleva il profilo aromatico e lo rende dinamico. I sentori non esplodono: si stagliano, si rincorrono, si avvicinano e poi si separano, come se il vino respirasse. È qui che si coglie il lavoro di precisione: struttura sì, ma governata. Intensità sì, ma senza eccessi. In bocca si avverte subito il calore, la materia più ampia. Il tannino è presente, lavora con decisione ma non si impone mai con durezza. La struttura è snella, non imponente, e proprio per questo elegante. Si allarga sul palato, fa salivare, costruisce profondità senza appesantire. Rimane fresco, sorprendentemente pulito, con una persistenza lunga che non si adagia nella dolcezza ma continua a vibrare su note di frutta scura e spezia. Non è un Ripasso stucchevole ma un Ripasso che sceglie la via della misura. La rotondità maggiore rispetto al Superiore sempre accompagnata da tensione e nitidezza. Si finisce il calice quasi senza accorgersene, perché la beva è ammaliante, avvolgente, coerente. Un ponte tra freschezza e concentrazione. Tra immediatezza e attesa. Superiore e Ripasso non si sono rivelati affatto banali. Anzi, si è corso il rischio di compromettere la verticale di Amarone. Dal 2020 al 2016 passando per delle Riserve. Cosa mi dici Paola della verticale di Amarone della Valpolicella Valpantena DOCG? Ritorna il concetto dell’evoluzione stilistica di Costa Arènte. Questa verticale, infatti, ci ha permesso di comprendere quanto l’azienda stia investendo per ottenere sempre più coerenza tra territorio di origine, tendenze di consumo e vini proposti. Dal 2018 è operativa la nuova cantina, con fruttaio di proprietà di ultima generazione. Non a caso, la 2020 e la 2019 presentano un carattere distinto rispetto alle annate più vecchie, con residuo zuccherino ridotto e dinamica vibrante, nonostante la struttura. Ho apprezzato la 2020, con il suo naso piccante, l’intreccio tra frutti di bosco, spezie, foglia di mirto e peperone crusco, con squisiti cenni torbati e l’immancabile scia balsamica. Preciso, scuro, cesellato. Interessante anche la 2019, leggermente più “rossa”, dall’intenso bouquet floreale ed il finale di china. Sostanzioso, ma al contempo arioso. La 2017 si presenta scissa, ma nelle ore diventa più composta e si candida ad archetipo della vecchia scuola dell’Amarone. Frutta sotto spirito, marzapane, vaniglia, inchiostro, tannino setoso e intrigante scia sapida. Un vino tattile e figurativo. Veniamo all’anteprima dell’Amarone Valpantena DOCG Riserva 2019 risultato della vinificazione delle migliori selezionate nel fruttaio. Ancora troppo giovane per dichiararsi, ma già foriero di materia e freschezza, doti che lo faranno viaggiare nel tempo. Note di eucalipto, frutta rossa e goloso ribes nero, leggero bosso, alloro e selce. Il sorso scorre dinamico, nonostante il volume alcolico, gradevole la tensione sapida e promettente la cesellatura del tannino. Una menzione anche per il Recioto della Valpolicella Valpantena DOCG, vellutato e scattante, capace di dissolvere i suoi 75 grammi/litro di zucchero in un effluvio di frutta rossa, macchia mediterranea e mandorla tostata. Ancora una volta volume e tannino danzano con la freschezza su un tappeto mentolato, in nitida coerenza con il territorio di origine. Ivan Nella valle che guarda Verona dall’alto, la Valpantena custodisce un’idea di eleganza che non ha bisogno di urlare. Qui l’Amarone non è opulenza fine a sé stessa, ma misura, trasparenza, respiro. 2020. L’adolescenza luminosa Granata trasparente, con un’unghia appena aranciata che già racconta una promessa. Il 2020 è un Amarone che non ha fretta di diventare adulto. I profumi arrivano prima ancora di cercarli: fiori che sfumano, prugna fresca, nocciola, un velo balsamico, spezie educate. In bocca è calore avvolgente ma mai eccessivo, sapidità che sorregge, freschezza che invita. Quel finale leggermente amarognolo non è severità: è carattere. È un vino che sa di prospettiva, di strada lunga, di tempo che sarà alleato. Come un ragazzo alto, già strutturato, ma ancora in divenire. 2019. La maturità che si accende Il colore si fa più granata, l’arancio dell’unghia si espande. La trasparenza resta, e stupisce chi ricorda Amaroni densi e impenetrabili di altri tempi. Qui la frutta si fa più matura: prugna e ciliegia si approfondiscono, il chiodo di garofano e il tabacco emergono con decisione. Tutto si lega. Tutto trova un centro. In bocca la rotondità aumenta rispetto al 2020. Il vino ha ragionato in bottiglia. Il tannino è levigato, elegante, e la chiusura comincia a farsi memorabile. L’amarognolo si trasforma in armonia. Annata più calda, sì, ma governata con misura. È un Amarone che cammina sicuro. 2019 Riserva. La passione e l’abbraccio La densità cromatica è simile al 2019, ma l’energia cambia. La permanenza più lunga in legno si percepisce: tostature, noce moscata, vaniglia, tabacco. L’arancia diventa caramellata, la frutta si avvicina al cotto. È un vino intenso, passionale, irruente. Ancora troppo. In bocca il tannino parte con vigore, poi si distende. Il calore è più celato, ma l’alcol è importante. La prugna cotta si mescola al floreale, l’ampiezza cresce. Se il 2019 è equilibrio, la Riserva è abbraccio avvolgente, imponente, sensuale. Ancora meno lineare, forse, ma di grande presenza scenica. 2018. Lo schiaffo e la carezza Le note aranciate si fanno più evidenti. I sentori sono compressi, amalgamati: ciliegia e prugna cotte, sottobosco, balsamico, arancia. Una compattezza quasi vischiosa al naso. Poi il sorso sorprende: è vivo, croccante, fresco. Uno schiaffo gentile seguito da una carezza. Elegante ma gagliardo, duro ma mai sgarbato. Il tannino è ancora da domare del tutto, e proprio per questo affascina. C’è irruenza, ma è l’irruenza della giovinezza che vuole affermarsi. 2017. L’austerità nobile Il colore si fa ombroso. L’unghia aranciata si allarga. Al naso emergono note eteree, ceralacca, una profondità che rende il vino meno immediato, più austero. Roteando il calice, tutto si ricompone. In bocca è sorprendentemente fresco, con un tannino vivo che punge e un calore che non dimentichi. È un vino impegnato, esigente. Non si concede subito. Va capito. Tra tutti, è quello che porta la nobiltà più severa. È il fratello che studia in silenzio, ma che quando parla lascia il segno. 2016. La memoria e la dolcezza del tempo Qui l’arancione prende il sopravvento. Il vino è ancora nitido, ma più riservato. La frutta è sotto spirito, in confettura. Prugna, ciliegia, mela, arancia. I fiori diventano potpourri. Non c’è esplosione, c’è raccoglimento. Le spezie sono dolci, lo sguardo è nostalgico. In bocca il bilanciamento resta, ma la freschezza non è più protagonista: ora è il calore a guidare, insieme a una dolcezza che non è zucchero, è memoria. Il tannino è vivo ma al tramonto della sua forza giovanile. È un vino che ti fa pensare. Non solo al tempo che ha vissuto lui. Ma al tempo che hai vissuto tu. Infine il Recioto. Una danza sulle punte. Il canto di una sirena che ammalia e ti stringe in un abbraccio mortale. Uno di quei vini che solo provandolo si comprende quanto si è perso nella vita. Ogni sentore, ogni sapore, ogni sensazione di caldo abbraccio c’è nel calice. Può non piacere per via del residuo zuccherino, ma è proprio quello che ammalia. Non è un fine pasto. È un inizio del dopocena fatto di abbracci e baci, di avviluppamenti sensuali. Una folata di vento, un sussurro di mentolato a ridestarsi. Ma solo per un attimo. Per perdersi ancora In questa verticale c’è un’identità chiara: trasparenza, eleganza, freschezza, finezza sempre presente anche negli anni più maturi. I vini di di Costa Arènte non sono mai eccesso. Sono equilibrio dinamico con il tempo che scolpisce, che non consuma. Forse è questa la lezione più grande di questa verticale in Valpantena: l’Amarone e i suoi fratelli non sono solo potenza. Sono attesa, memoria. Prospettiva.   Ivan Vellucci – Suggestioni di Vino                      Paola Restelli – Identità in fermento  
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24 Febbraio, 2026

ALKEMICA: Lo Spirito delle Donne

  Distillati al femminile: giornata ANAG Firenze 28 febbraio   Sabato 28 febbraio 2026 dalle 9:00 alle 19:00 negli spazi de Il Fuligno (via Faenza), “Alkemica – Lo spirito delle donne” celebra il ruolo femminile negli spirits. Organizzato dalle Donne della Grappa ANAG, l’evento unisce incontri, masterclass, degustazioni e abbinamenti per promuovere la cultura del buon bere. Ingresso libero, calice degustazione acquistabile. Masterclass e abbinamenti su prenotazione: www.alkemica2026.com. Programma: tavola rotonda e masterclass Ore 10:00 Tavola rotonda “La gioia di essere donna. Il linguaggio segreto dei profumi” moderata da Anna Maria De Luca (coordinatrice Donne Grappa ANAG): Alessandra Biondi Bartolini (agronoma): Naso, cervello ed emozioni Claudia Scattolini (fragrance designer): Profumo come libertà femminile Terry Monroe (barlady): Aromi nella miscelazione Priscilla Occhipinti (distillatrice Nannoni): Donne e alambicchi Ore 12:00 Masterclass mixology aromi con Terry Monroe. Ore 14:00-19:00 Degustazioni guidate ANAG con vincitori Premio Alambicco d’Oro 2025. Abbinamenti: formaggi, torte, salumi, gin, whisky Grappa + formaggi (ONAF) Torte Pistocchi + grappe regionali Salumi toscani (ONAS, ATAS) Gin toscano “Dal piatto al bicchiere” + piatti Da Burde Whisky toscano Fermenthinks + sapori locali Grappa + sigaro (CTS) Grappa + gelato artigianale Ballerini Signa ANAG: promotrice della cultura spirits ANAG (1978, Asti): corsi, eventi, degustazioni per valorizzare grappa e acquaviti italiane. Sito: anag.it. Segui su Facebook e Instagram. La Redazione
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24 Febbraio, 2026

Consorzio Barbera d'Asti e Vini del Monferrato

  Il Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato inaugura il calendario eventi 2026   Il Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato presenta il calendario delle attività promozionali previste per i primi mesi del 2026, un programma che affianca la partecipazione a manifestazioni di rilievo nazionale a iniziative sul territorio, con l’obiettivo di rafforzare la conoscenza delle denominazioni tutelate e consolidare il legame tra produzione vitivinicola, comunità locali e aree di origine. Vitaliano Maccario, Presidente del Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato. Il calendario 2026 è il risultato di un lavoro di programmazione che guarda alla promozione in modo strutturato e coerente. La presenza in manifestazioni di rilievo nazionale come il Salone del Vino di Torino, così come l’organizzazione di eventi sul territorio, risponde alla volontà di creare occasioni concrete di incontro e confronto. Sono momenti fondamentali per far conoscere le denominazioni, il lavoro dei produttori e la varietà espressiva del Monferrato, rafforzando al tempo stesso il legame con le comunità locali e con le eccellenze gastronomiche che completano il racconto dei nostri vini. Il primo appuntamento in programma è il Salone del Vino di Torino, in calendario dal 28 febbraio al 2 marzo 2026. In questo contesto il Consorzio sarà presente con un banco istituzionale di degustazione e con una masterclass di approfondimento, strumenti pensati per raccontare in modo organico l’identità delle denominazioni e il loro posizionamento all’interno del panorama vitivinicolo piemontese. Seguirà, domenica 8 marzo 2026, l’evento “Cavatore tra tartufo nero pregiato e Piemonte doc Albarossa”, in programma a Cavatore (AL), realizzato dal Comune di Cavatore in collaborazione con il Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato, Regione Piemonte, Golosaria, Alexala e l’Associazione Tartufai del Monferrato. L’iniziativa si svolgerà presso la “Casa Felicità” e il Salone Comunale “Casa Scuti” e sarà interamente dedicata alla valorizzazione dell’Albarossa, vitigno della Piemonte DOC nato dall’incrocio tra Barbera e Nebbiolo, capace di esprimere nel Monferrato vini di struttura, intensità e buona capacità evolutiva. Il programma della giornata prenderà avvio alle ore 10.00 presso la Sala Convegni con la tavola rotonda dal titolo “Tartufo Nero Pregiato del Monferrato e Piemonte DOC Albarossa: un matrimonio d’amore”, momento di confronto dedicato al dialogo tra viticoltura, territorio ed eccellenze gastronomiche locali. Alle ore 11.00 seguirà la masterclass “Conosciamo il Piemonte DOC Albarossa”, guidata da Paolo Massobrio, giornalista e fondatore di Golosaria, pensata per approfondire caratteristiche, identità e potenzialità espressive della denominazione. Dalle ore 10.00 e per tutta la durata della manifestazione, presso la “Casa Felicità”, sarà inoltre attivo un banco di assaggio istituzionale, gestito da sommelier, che offrirà al pubblico la possibilità di degustare una selezione di etichette di Piemonte DOC Albarossa prodotte dalle cantine associate al Consorzio. Con il calendario eventi 2026, il Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato conferma il proprio ruolo di tutela e valorizzazione della denominazione, promuovendo una conoscenza strutturata e condivisa del territorio attraverso attività di promozione e informazione. IL CONSORZIO BARBERA D’ASTI E VINI MONFERRATO Il Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato, fondato nel 1946, ha il compito di tutelare e promuovere le sue denominazioni per garantire la loro diffusione e la loro immagine sui mercati nazionali e internazionali, anche attraverso appositi marchi distintivi. Attualmente il Consorzio conta più di 430 aziende associate e 12 denominazione tutelate. La Redazione
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