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BlendNews è un contenitore di informazioni dedicato al vino. Racconteremo gli eventi, le novità e le curiosità di questo mondo.

 

Arriva dalle Dolomiti bellunesi la linea vini “Stefano Pola” che racconta la “viticoltura di montagna” Arrow Right Top Bg

2 Marzo, 2026

Arriva dalle Dolomiti bellunesi la linea vini “Stefano Pola” che racconta la “viticoltura di montagna”

  Un progetto vitivinicolo innovativo, tra altitudine, precisione e visione contemporanea per brindare ai giochi olimpici   Nelle Dolomiti bellunesi, patrimonio naturale di straordinaria forza espressiva, prende forma il progetto vitivinicolo di Stefano Pola, che firma una linea di vini capace di tradurre l’altitudine in stile, verticalità e identità territoriale grazie ad a 9 ettari di vigna e 4 varietà. Tutto nasce a 650 metri di altitudine, in Valbelluna, dove la viticoltura si confronta quotidianamente con un ambiente estremo, fatto di suoli calcarei di matrice dolomitica, forti escursioni termiche e un clima montano che impone rigore agronomico e profondo rispetto per la natura. È qui che Stefano Pola sceglie di portare la propria esperienza, maturata in anni di lavoro su territori collinari nell’area del Valdobbiadene Docg dove ha creato la cantina Andreola, dando vita a una produzione che interpreta la montagna non come limite, ma come risorsa qualitativa. La linea vini nasce così come espressione autentica di viticoltura nelle Dolomiti bellunesi dove freschezza, sapidità ed eleganza sono il risultato diretto dell’altitudine e della precisione produttiva. Stefano Pola Una bellissima sfida quella che ho intrapreso a Sedico, in Valbelluna, con un’idea precisa che ha iniziato a prendere forma e se, all’inizio, poteva assimilato ad uno spazio di sperimentazione, devo dire che oggi mi sta dando belle soddisfazioni, grazie a vini che sono autentici e rispecchiano le caratteristiche del luogo che, sia chiaro, richiede molto impegno, lavoro e tempo per raggiungerlo. Come detto, è una vera sfida. Chardonnay e Pinot Nero sono destinati alla produzione degli spumanti Alture Metodo Classico. E Riesling Renano e Traminer Aromatico invece, per la produzione di vini fermi, tutti rappresentano che il volto più diretto e territoriale dell’interpretazione e visione di Stefano Pola sui vini di montagna, sintesi più alta del dialogo tra suolo, clima e mano dell’uomo. Il Metodo Classico Bianco da Bianco Extra Brut è prodotto con sole uve di Chardonnay. Il vino si presenta con un colore giallo paglierino, spuma cremosa e note citrine, fiori bianchi e agrumi. Al gusto è ricco, sapido, verticale e con finale asciutto. Il Metodo Classico Rosa da Nero Extra Brut è realizzato con sole uve di Pinot Nero e si distingue per il suo rosa tenue, con profumi di frutti rossi, fragoline, lamponi e mandorla fresca. Al palato è ricco, sapido e con finale asciutto, elegante e ben equilibrato. Entrambi i vini vengono affinati in bottiglia per 36 mesi, mantenendo sempre una perfetta armonia tra freschezza e struttura. I vini “Alture” esprimono al meglio l’equilibrio e la qualità del terroir e con precisione la finezza che solo i suoli calcarei di derivazione dolomitica sanno conferire. Con la linea delle Dolomiti Bellunesi, Stefano Pola si conferma “interprete” di territori complessi e imprenditore dalle scelte coraggiose. Il lavoro manuale e la ricerca costante della qualità sono al centro dell’approccio che vuole valorizzare sempre il terroir e creare vini capaci di raccontare, con autenticità, la forza e l’eleganza, in questo caso delle alte quote. STEFANO POLA Stefano Pola è alla guida dell’azienda Andreola, azienda simbolo del Valdobbiadene DOCG, dove tradizione familiare e visione contemporanea si intrecciano da generazioni, alla quale ha affiancato nel tempo lo sviluppo di altri progetti enologici, tra i quali una linea di vini di montagna ed una linea di distribuzione dal nome Eroi dal mondo. Cresciuto tra i filari, ha sviluppato fin da giovane una filosofia produttiva fondata sul rispetto dell’uva, del territorio e delle sue caratteristiche organolettiche, distinguendosi per scelte innovative volte a valorizzare l’identità e l’eccellenza della denominazione. Nel 2017 ha avviato un progetto vitivinicolo nelle Dolomiti bellunesi, nel comune di Sedico, dando vita a 9 ettari di vigna situati a 650 metri di altitudine. Qui, in un contesto paesaggistico riconosciuto Patrimonio dell’Umanità UNESCO, nascono vini IGT Vigneti delle Dolomiti, espressione di un terroir unico, di una viticoltura di alta quota e di un approccio produttivo orientato alla qualità, alla sostenibilità e all’innovazione. La Redazione
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Vini Selvaggi 2026 Arrow Right Top Bg

2 Marzo, 2026

Vini Selvaggi 2026

  Vini Selvaggi 2026 torna con grandi novità: la fiera del vino naturale porta a roma oltre 120 vignaioli indipendenti provenienti dall’Italia e dall’Europa,  e una festa di apertura con tanti artigiani del naturale.   L’8  e il 9 marzo, a San Paolo District, torna una nuova edizione della manifestazione che riunisce i vignaioli indipendenti provenienti dall’Italia, Francia, Slovenia, Spagna e Austria, selezionati per il loro approccio artigianale e per una pratica agricola attenta all’ambiente. Novità della sesta edizione è la festa di apertura “Naturalmente Selvaggi!” che si svolgerà sabato 7 marzo a San Paolo District Roma si prepara ad accogliere la nuova edizione di Vini Selvaggi, la fiera indipendente dedicata ai vini naturali e all’agricoltura artigianale, in programma al San Paolo District dal 7 al 9 marzo 2026. Tra le novità in programma la festa di apertura “Naturalmente Selvaggi!”, in programma sabato 7 marzo dalle 16.00 alle 22.00, sempre al San Paolo District. L’ingresso è gratuito e le somministrazioni sono a pagamento. Cos’è Vini Selvaggi Nata come spazio di incontro tra vignaioli, operatori professionali e pubblico appassionato, Vini Selvaggi è diventata negli anni un punto di riferimento nazionale per chi ricerca nel vino autenticità, coerenza agricola e una visione culturale alternativa ai modelli industriali. “Una manifestazione che mette al centro il lavoro contadino, il rispetto dei territori e una cultura del bere consapevole, libera da mode e omologazioni” affermano gli organizzatori Lorenzo Macinanti (Solovino) e Giulia Arimattei (studio di comunicazione Fritz.Ico). L’edizione 2026 riunirà oltre 120 vignaioli indipendenti provenienti dall’Italia ma anche da Francia, Spagna, Slovenia, Austria con numerose e interessanti novità. Come ogni anno, la ricerca è orientata verso nuove realtà, spesso poco conosciute anche al pubblico più appassionato. In degustazione vini identitari, spesso fuori dagli schemi convenzionali, ma profondamente legati ai territori di origine. Vini Selvaggi, giunta alla sesta edizione, si conferma anche come luogo di confronto tra produttori, ristoratori, distributori, giornalisti e appassionati, favorendo relazioni dirette e promuovendo una filiera corta e consapevole. Accanto alla parte espositiva, il programma prevede momenti di approfondimento culturale dedicati ai temi dell’agricoltura sostenibile, del vino naturale e delle trasformazioni del mondo rurale contemporaneo. Non solo vino L’Area Food – Artigiani del Gusto affianca la proposta vitivinicola con una selezione di realtà di qualità: La Polpetteria, Stracotteria, Spaccio, ReCUP e Twist & Chips proporranno un’offerta che coniuga valorizzazione delle materie prime e recupero creativo, contribuendo a definire uno spazio conviviale dove fare una sosta golosa. La proposta dedicata al caffè vedrà la partecipazione di PicaPau e Origine, progetti specialty orientati alla qualità della filiera, alla selezione consapevole delle materie prime e allo sviluppo di una cultura del caffè. Il Corner Distillati & Birre Artigianali, con DrinkIt, Distillerie Capitoline, L’Ardente, Liquorificio 4.0 e Birrificio Freelions, amplia il percorso espositivo attraverso una selezione di produzioni indipendenti che interpretano la fermentazione e la distillazione in chiave artigianale, con attenzione alla ricerca, all’identità territoriale e alla qualità produttiva. Nella giornata di domenica sarà, inoltre, attivo uno Spazio Bambini, a cura di Io Gioco Ovunque, con giochi in legno e attività libere, al fine di favorire una fruizione più inclusiva e accessibile dell’evento, rafforzandone la dimensione familiare e comunitaria. La novità 2026: “Naturalmente Selvaggi!”, la festa inaugurale Novità assoluta dell’edizione 2026 sarà la festa di apertura “Naturalmente Selvaggi!” prevista per sabato 7 marzo dalle 16.00 alle 22.00, sempre al San Paolo District. Cuore dell’iniziativa sarà la Grande Enoteca dei Vini Selvaggi, articolata in area mercato e mescite, pensata per favorire la conoscenza diretta tra produttori e pubblico, nonché l’acquisto consapevole delle etichette presenti. L’evento “Naturalmente Selvaggi” vedrà protagonisti gruppi di vignaioli – alcuni non presenti nelle giornate ufficiali della fiera – con degustazioni a consumo e focus su specifiche aree e collettivi territoriali, tra cui i produttori dell’Associazione Vignaioli Vulcani Laziali, Ciociaria Naturale e il gruppo Senza Meja tra Collio e Carso italiano e sloveno, con aziende come Radikon, Nikolas Juretic e Paraschos. Ad animare la giornata ci saranno StappaLa e Frisson che con interventi musicali e momenti di mescita, rafforzeranno la dimensione conviviale dell’evento. Ingresso gratuito aperto al pubblico e somministrazioni a pagamento. Il costo del biglietto giornaliero per Vini Selvaggi, comprensivo di tutte le degustazioni presso i tavoli degli espositori, è di 30 euro. È previsto un accredito riservato agli operatori del settore horeca al costo ridotto di 15 euro. I pass d’ingresso sono acquistabili sul sito ufficiale: www.viniselvaggi.com ORARI E COSTI NATURALMENTE SELVAGGI
Sabato 7 marzo 2026 dalle 16.00 alle 22.00
San Paolo District
Ingresso al pubblico: gratuito e somministrazioni a pagamento VINI SELVAGGI
Domenica 8 marzo 2026 e Lunedì 9 marzo 2026
dalle ore 12.00 alle ore 20.00
San Paolo District
Ingresso al pubblico: costo 30 euro
Ingresso operatori horeca: 15 euro I giornalisti interessati a partecipare, possono richiedere l’accredito (fino ad esaurimento posti) scrivendo a: press@passionfruithub.com La Redazione
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Luiss Business School al fianco di Operation Smile per “In auction for smiles”. Arrow Right Top Bg

2 Marzo, 2026

Luiss Business School al fianco di Operation Smile per “In auction for smiles”

A Villa Blanc, sede della LuissBusiness School, il 5 marzo Fondazione Operation Smile Italia ETS terrà l’evento charity per raccogliere fondi a sostegno dei programmi medici internazionali di cui si occupa. Oltre settanta le aziende vinicole donatrici per l’occasione. Giovedì 5 marzo alle ore 19:00 torna “In Auction for Smiles”, l’asta di vini pregiati promossa dalla Fondazione Operation Smile Italia ETS che quest’anno vede al fianco dell’iniziativa anche la Luiss Business School, partner dell’evento. Scopo della serata una raccolta fondi supportata daben oltre 70 aziende vitivinicole. L’appuntamento, ospitato pressola splendida Villa Blanc, è mirato al sostegno dei programmi medici internazionali di Operation Smile per offrire assistenza medica e chirurgica a chi nasce con malformazioni del volto come le labiopalatoschisi nei Paesi a basso e medio reddito, dove l’accesso alle cure essenziali è ancora limitato. Generose e numerose le donazioni di pregiate etichette, da battere all’asta durante la serata, che con la loro rinnovata partecipazionee riconosciuta qualità, mantengono – come per le edizioni precedenti – un elevato standard. Una partecipazione che testimonia come il mondo del vino sappia farsi ambasciatore di responsabilità sociale. Marcella Bianco, Direttore Generale della Fondazione Operation Smile Italia ET Ogni bottiglia donata rappresenta molto più di un’eccellenza enologica: è un gesto di fducia e di responsabilità verso i nostri pazienti. Iniziative come “In Auction for Smiles” non sono solo momenti di condivisione. Grazie alla vicinanza di aziende, partner e sostenitori, possiamo continuare a portare avanti programmi chirurgici e di formazione nei Paesi in cui operiamo, contribuendo a costruire sistemi sanitari più sostenibili e garantendo cure sicure e di qualità a chi ne ha più bisogno. L’edizione 2026 segna un passo ulteriore nel dialogo tra impresee terzo settore. La Luiss Business School, insieme a diversi suoi partner, sostiene concretamente l’organizzazione dell’evento. Matteo Caroli, Associate Dean for Sustainability and Impact Siamo orgogliosi di aprire le porte di Villa Blanc a “In Auction for Smiles”. Luiss Business School è una società benefit e, come tale, si impegna per la collettività. Sostenere Operation Smile significa contribuire allo sviluppo di attivitàbenefiche anche attraverso la comunità che ruota attorno alla Scuola e, soprattutto, a promuovere iniziative di valore e impatto. L’asta di vini pregiati, curata da Gelasio Gaetani, scrittore ed esperto di vini, e battuta da Pier Matteo Carnaroli, vedrà protagonisti intenditori, collezionisti e appassionati desiderosi di aggiudicarsi lotti esclusivi e contribuire ai programmi medici di Operation Smile. A seguire, un light dinner offerto da PalombiniCatering e una degustazione guidata anche quest’anno dai sommelier dell’Associazione Italiana Sommelier (AIS), con i vini generosamente offerti da Allegrini, Banfi, Barone di Serramarrocco, Batasiolo, Rocca di Frassinello, Feudi del Pisciotto, Donnafugata, Leone De Castris, Tenuta San Leonardo e Gaffino. Tra i partner della serata anche Sal De Riso – Costa D’Amalfi, che proporrà agli ospiti una sua dolce prelibatezza. Tra le bottiglie più prestigiose spiccano una Magnum di Gabiano Riserva DOC 2020 numerata edizione limitata con etichetta d’arte del Maestro Maurizio Cattelan, una Magnum di Sassicaia 2022 di Tenuta San Guido generosamente donata da Raimondo Romani, titolare della prima casa d’aste italiana di vino, direttamente dalla sua collezione personale e due Magnum donate dalla Cantina Bastianich, tra le new entry di quest’anno che offrirà anche per il cocktail il suo famoso vino, il Vespa bianco. E ancora, tra le bottiglie di valore si segnalano quelledonate dalle cantine: Ornellaia, Batasiolo, Tenuta di Trinoro di Vini Franchetti, Marchesi Frescobaldi, Paitin, Castellare di Castellina, Allegrini, Marchesi Antinori, Fattoria dei Barbi, Mazzei, Vistorta, Banfi, Tenuta San Leonardo, Petrolo, Cusumano, Tenuta San Guido, Castello del Terriccio Tenuta Argentiera e Zymé. Mentre tra i lotti più corposi e prestigiosi, figurano: Monteverro, Barone di Serramarrocco, Tasca D’Almerita, Podernuovo a Palazzone di Giovanni Bulgari, Terredora di Paolo Mastroberardino, Azienda Guido Formilli Fendi, Masciarelli, Amantis Azienda Agricola, Capannelle, Paolo e Noemia D’Amico. Altre new entry di questa edizione: Tenuta Monteti che ha personalizzato per l’occasione la retro-etichetta della sua Jeroboam, Villa a Sesta con il suo prestigioso Chianti e Gaffino, cantina biologica del Lazio. Info e prenotazioni (prenotazione obbligatoria): eventi@operationsmile.it Altre aziende vinicole che partecipano all’asta: Le Corgne Società Agricola di Andrea Formilli Fendi, Ferrari, Castello di Bolgheri, Donna Fugata, Eccocivi – The Nando and Elsa Peretti Foundation, Feudi di San Gregorio, Casale del Giglio, Planeta, Surrau, Lungarotti, Argiolas, Morisfarms, Bisol, La Madeleine, Leone De Castris, Masi, Livio Felluga, Il Mosnel, Cantina Tramin, Ambrogio e Giovanni Folonari, Podere San Cristoforo, La Porrona, Azienda Agricola Michele Satta, Tenuta Sette Ponti, Tenuta di Valgiano, Castello di Tassarolo, Castello di Volpaia, Esterina Centrella, Schiopetto, Zenato, Cos Vittoria, ColleMassari, Badia a Coltibuono, Tormaresca, Coletti Conti, Col d’Orcia, Cantina Petra Nevara, Luciano Ercolino.   La Redazione
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Wines Experience debutta a Londra Arrow Right Top Bg

1 Marzo, 2026

Wines Experience debutta a Londra

  Vino italiano protagonista a Real Italian Wine & Food Experience 2026   Sarà Londra ad aprire il calendario 2026 di Wines Experience, la nuova piattaforma internazionale dedicata alla promozione del vino e del food italiano di qualità, sviluppata da United Experience in collaborazione con Fiere Italiane SEA e BolognaFiere. L’appuntamento è in programma domenica 26 e lunedì 27 aprile 2026 presso ExCeL London, uno dei principali hub fieristici europei. La manifestazione rappresenta un momento strategico per il progetto Wines Experience, inserendosi in un mercato maturo, altamente competitivo e centrale per l’export del vino italiano. Il Regno Unito si conferma infatti uno dei principali paesi di riferimento per i produttori italiani, sia per volumi che per valore, e un hub internazionale per buyer, importatori e operatori del settore horeca. Format business-oriented con 250 produttori In continuità con Real Italian Wine & Food Experience, fiera che da oltre quindici anni è punto di riferimento per il trade britannico, la nuova edizione si presenta con un format rinnovato, fortemente orientato al business e alla qualità delle relazioni. L’evento prevede la partecipazione di oltre 250 produttori del settore wine & food, selezionati per l’eccellenza delle materie prime e per il posizionamento premium, offrendo un contesto altamente qualificato per l’incontro con buyer internazionali. Al centro della manifestazione, un modello espositivo evoluto che integra spazi di degustazione immersivi, un sistema avanzato di matchmaking digitale, percorsi di tasting guidati e contenuti dedicati alla cultura del vino italiano. L’obiettivo è favorire incontri mirati, generare opportunità commerciali concrete e rafforzare il posizionamento dei brand italiani nel mercato UK e internazionale. Maurizio Muzzetta, Presidente di Fiere Italiane SEA e fondatore di United Experience: Londra rappresenta una piazza fondamentale per il vino italiano e un punto di partenza ideale per il progetto Wines Experience. Con Real Italian Wine & Food Experience vogliamo offrire alle aziende un contesto altamente professionale, capace di valorizzare la qualità del prodotto e di creare connessioni efficaci con i principali operatori del trade. Cena di presentazione il 19 febbraio In vista dell’appuntamento di Londra, il 19 febbraio è in programma una cena di presentazione della manifestazione dedicata a buyer e stakeholder UK, ospitata presso il Ristorante Il Macello, alla presenza di Roberto Costa, Presidente della Camera di Commercio Italiana nel Regno Unito. L’iniziativa ha l’obiettivo di presentare la fiera e le sue attività ai principali operatori del mercato britannico. Calendario 2026: tre tappe internazionali La tappa londinese inaugura un calendario che proseguirà nel 2026 con Ho Chi Minh City (25–26 giugno) e Città del Messico (10–11 novembre), delineando una strategia di presidio continuativo dei mercati chiave per il vino italiano. Tre appuntamenti complementari, un’unica visione progettuale: accompagnare le imprese in un percorso internazionale strutturato, coerente e orientato alla crescita. Per saperne di più: https://winesexperience.com United Experience United Experience è una società internazionale dedicata alla creazione di eventi, progetti di comunicazione e contenuti multimediali. Attraverso un approccio innovativo e integrato, unisce competenze creative e organizzative per accompagnare aziende e istituzioni in percorsi di valorizzazione e storytelling contemporaneo. Con sedi operative negli Stati Uniti e in Italia, la società collabora stabilmente con BolognaFiere nello sviluppo di nuove progettualità fieristiche e iniziative di respiro globale. La Redazione
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Amuerte Light Blue debutta al Beer&Food Attraction con Anthology by Mavolo Arrow Right Top Bg

1 Marzo, 2026

Amuerte Light Blue debutta al Beer&Food Attraction con Anthology by Mavolo

  Il brand amplia la gamma prodotti con una limited edition da esplorare nell’area Beer della fiera di Rimini durante i tre giorni dedicati alla beverage & bar industry   Anthology by Mavolo ha scelto il palcoscenico del Beer&Food Attraction di Rimini per presentare Amuerte Light Blue, la nuova limited edition che arricchisce la gamma del brand Amuerte e ne rafforza il legame con il mondo della mixology contemporanea. Il debutto è avvenuto all’interno dell’area Beer (padiglione D7, stand 120), cuore pulsante della manifestazione e punto di riferimento consolidato per il mondo dell’out of home, dove è stato possibile conoscere e approfondire le caratteristiche delle referenze presenti e scoprire i nuovi trend del settore. Amuerte Light Blue interpreta il consumo di oggi: fresco nell’aspetto, deciso nel carattere, perfetto sia per il bartender che per chi lo degusta. Al centro della ricetta la cherimoya, raro frutto tropicale dalla polpa succosa e vellutata con richiami alle note di banana, pera e mango. Un ingrediente non convenzionale che si intreccia con le botaniche tradizionali di Amuerte tra cui ginepro e foglie di coca amara, dando vita a un gin dal profilo seducente, giocoso ed equilibrato, pensato per stimolare la creatività dei bartender. Dal punto di vista della miscelazione, Amuerte Light Blue offre una struttura pulita e riconoscibile, ideale per cocktail freschi, long drink e signature ad alto impatto sensoriale. La componente fruttata e luminosa della cherimoya dialoga con agrumi, note floreali e accenti speziati leggeri, rendendo il prodotto versatile e facilmente inseribile nelle drink list dei cocktail bar contemporanei, sia in contesti premium sia lifestyle. Anche il design della bottiglia contribuisce a rendere questa referenza una nuova icona nel segmento spirits. L’inconfondibile silhouette Amuerte si veste in un delicato azzurro chiaro magnetico, impreziosito da inserti di platino a conferma che l’estetica non è solo apparenza ma parte integrante dell’identità del brand e della sua presenza scenica sul backbar. Destinato al canale HoReCa e distribuito in esclusiva nel mercato italiano da Anthology by Mavolo, Amuerte Light Blue si rivolge a consumatori e professionisti che cercano nel bicchiere autenticità, scoperta e carattere. Amuerte Amuerte nasce dall’incontro fortuito tra i fondatori Jeroen e Jeffrey — eredi di una tradizione distillatoria centenaria — e i sapori mistici della foglia di coca peruviana, raccolta a mano e priva di principi attivi dopo la distillazione. Questa botanica non convenzionale si armonizza al ginepro e a ingredienti rari scovati in tutto il mondo, dando vita a un distillato unico che sfida l’ordinario. Pensato per intenditori e anime esploratrici, Amuerte trasforma una ricerca millenaria in un’esperienza sensoriale autentica, rivoluzionando i canoni del gin tradizionale attraverso un perfetto equilibrio tra storia famigliare e spirito d’avventura. Mavolo Fondata nel 1962, Mavolo Antonio Srl nasce come distilleria e si afferma nel tempo come uno dei principali operatori italiani nella distribuzione di bevande, liquori e spirits, grazie a solidità logistica, qualità del servizio e affidabilità riconosciuta dal mercato. Con Anthology by Mavolo, l’azienda consolida la propria visione: selezionare e distribuire in esclusiva eccellenze nazionali e internazionali ad alto potenziale, pensati per anticipare le tendenze e generare valore per i partner commerciali. La Redazione
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Consorzio Valtènesi Arrow Right Top Bg

1 Marzo, 2026

Consorzio Valtènesi

  Calendario eventi Primavera 2026: fiere internazionali e territorio   Il Consorzio Valtènesi si prepara a una Primavera 2026 ricca di appuntamenti strategici, intrecciando promozione internazionale, valorizzazione del territorio e racconto identitario del rosé della sponda bresciana del Lago di Garda. Il 14 febbraio segna la data simbolica per la denominazione: i Valtènesi rosé entrano ufficialmente in commercio, iniziando il nuovo ciclo produttivo. Paolo Pasini, Presidente Consorzio Valtènesi Il calendario riflette una visione chiara: raccontare la Valtènesi attraverso esperienze autentiche che uniscono vino, territorio e persone. Ogni appuntamento è dialogo, confronto e crescita sui mercati internazionali e con winelovers, ristorazione e stampa. Partecipazioni fieristiche internazionali Febbraio 2026: Wine Paris (9-11 febbraio): collettiva Lake Garda Wines BIT Milano: con Regione Lombardia (vino+turismo) Slow Wine Fair Bologna: referente Premio Carta Vini “Terroir e Spirito Slow” Marzo 2026: Tre Bicchieri Special Edition ProWein (Düsseldorf) ProWein 2026: PDO Rosé Educational Hub con partner Provence Eventi sul territorio 23 marzo: La Prima del Valtènesi (stampa/operatori, nuove annate) Valtènesi in… Tavola!: rassegna enogastronomica ristoranti Educational tour giornalisti italiani Valtènesi in Rosa Castello Moniga del Garda Festa del Vino Polpenazze + 20ª Concorso Enologico Valtènesi Cene Casa del Vino Puegnago (vino+alta cucina) Con questo calendario, il Consorzio conferma la promozione integrata: esperienze, relazioni e cultura per rafforzare la Valtènesi come identità contemporanea del rosé italiano. Consorzio Valtènesi Il Consorzio Valtènesi è l’espressione autentica del rosé italiano nella DOC Riviera del Garda Classico. Tradizione secolare dal 1896 (senatore Molmenti), microclima unico del Garda (ulivi e limoni più a nord d’Europa). Riconosciuta dal 2010, riunisce 102 produttori (vignaioli indipendenti) in filiera corta e sostenibile. La Relazione
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Mack & Schühle italia continua a investire sull’innovazione tecnologica e inaugura uno dei primi impianti di dealcolazione made in italy Arrow Right Top Bg

1 Marzo, 2026

Mack & Schühle italia continua a investire sull’innovazione tecnologica e inaugura uno dei primi impianti di dealcolazione made in italy

  Grazie al pionieristico sistema “Libero Wine” l’azienda vinicola pugliese entra nel mercato No-Lo trasformando la normativa appena approvata in un’opportunità di crescita internazionale
  A seguito del completamento del quadro normativo italiano in merito alla produzione di vini dealcolati e parzialmente dealcolati, risalente allo scorso dicembre, Mack & Schühle Italia annuncia l’ingresso ufficiale nel mercato No-Lo. L’azienda leader nella produzione e distribuzione di vini italiani nel mondo rafforza il proprio impegno sul fronte dell’innovazione tecnologica con l’installazione del sistema “Libero Wine” di Omnia Technologies nello stabilimento di Laterza, in provincia di Taranto. Questa soluzione interamente italiana permette di ridurre l’alcol mantenendo intatte tutte le caratteristiche organolettiche del vino. Mack & Schühle Italia mira così a offrire prodotti di alta qualità, conformi alla normativa europea e pronti a rispondere alla crescente domanda dei mercati internazionali. Fino al 2025 l’Italia non disponeva di un quadro normativo completo per la produzione di vini a basso o nullo contenuto alcolico. La situazione è stata definita con il Decreto Ministeriale n. 672816/2024, aggiornato dal DM n. 213946 del 14 maggio 2025, e regolarizzata il 29 dicembre 2025 dal decreto interministeriale Mef–Masaf, che ha stabilito requisiti fiscali, sanitari e procedurali per la produzione di vini dealcolati. In questo contesto, Mack & Schühle Italia si colloca tra le prime aziende italiane ad aver adottato una tecnologia avanzata per la produzione di vini No-Lo 100% “made in Italy”. Il sistema “Libero Wine” combina separazione a membrana e distillazione sottovuoto, reintegrando l’acqua estratta per ottenere vini equilibrati, preservandone aroma, profumi e struttura. Uno dei principali vantaggi dell’impianto di Laterza è la possibilità di produrre senza vincoli vini fermi, frizzanti e spumanti, offrendo così la massima versatilità e la capacità di rispondere a diverse esigenze di mercato. Grazie a questo sistema, Mack & Schühle Italia può infatti produrre vini dealcolati con alcol inferiore allo 0,5% e vini parzialmente dealcolati con alcol compreso tra lo 0,5% e il livello tradizionale, rispettando al contempo le regole fiscali e sanitarie previste per questi prodotti. Fedele Angelillo, amministratore unico di Mack & Schühle Italia Il vino dealcolato esiste da tempo, ma pochi prodotti al mondo raggiungono qualità e profumi accettabili. Noi vogliamo fare la differenza puntando sulla tecnologia italiana e sulle nostre basi vitivinicole. L’azienda ha avviato l’iter per ottenere la licenza “DID” (Deposito Impianto di Dealcolazione) e prevede una capacità produttiva stimata di 7,5 milioni di bottiglie da 75 cl all’anno, guardando sia ai mercati esteri – come Regno Unito, Stati Uniti e Germania, dove i vini alcohol-free italiani hanno già registrato incrementi significativi – sia al mercato interno, pronto ad accogliere prodotti di alta qualità. Il mercato No-Lo globale è in crescita, con valori attuali di circa 2,4 miliardi di dollari e previsioni di 3,3 miliardi entro il 2028, con tassi annui dell’8% a valore e 7% a volume. Nei primi nove mesi del 2025 i vini alcohol-free hanno registrato incrementi significativi in Germania (+46%), Regno Unito (+20%) e Stati Uniti (+18%). I vini italiani prodotti all’estero hanno ottenuto aumenti del 6% nel Regno Unito e del 17% negli Stati Uniti, conquistando quote rispettive del 24% e del 6%. Con il quadro normativo completo e l’adozione di una tecnologia avanzata, Mack & Schühle Italia porta in bottiglia i primi vini dealcolati italiani, consolidando il ruolo di azienda pionieristica nel mercato No-Lo e valorizzando il Made in Italy sui mercati nazionali e internazionali. L’impianto di dealcolazione si inserisce in un più ampio percorso di innovazione che Mack & Schühle Italia porta avanti attraverso iniziative come i vini Grapur e il progetto di filiera Genevitis. Nato per promuovere un consumo più consapevole, Grapur è un vino low alcool, non dealcolato, biologico e vegano, con 9% vol e 54 Kcal ogni 100 ml, frutto del lavoro dei team di R&D e Marketing dell’azienda e della collaborazione con partner di packaging sostenibile grazie a bottiglie ultraleggere, chiusure ed etichette in plastica riciclata e imballaggi in cartone riciclato. Genevitis valorizza le eccellenze enologiche di sei regioni italiane attraverso cantine cooperative storiche e designer locali, coniugando qualità del vino, identità culturale e design italiano. Ed ogni anno allargherà il proprio perimetro coinvolgendo  nuove regioni nel progetto di filiera. Insieme, questi progetti confermano l’impegno di Mack & Schühle Italia verso l’innovazione e la proposizione di progetti sostenibili, trasparenti e rappresentativi del Made in Italy. Mack & Schühle Italia Parte dell’omonimo gruppo internazionale nato nel 1939 in Germania, Mack & Schühle Italia è un’azienda privata specializzata nella produzione e distribuzione di vini italiani nel mondo. Con un forte legame con i territori e con le filiere agricole, ogni referenza è espressione autentica del terroir da cui proviene. La missione dell’azienda è quella di dare valore alle eccellenze enologiche regionali, con l’intento di connettere il mondo della produzione vinicola nostrana con il settore della vendita al dettaglio internazionale, creando un modello di economia sostenibile a lungo termine. Contatti Mack & Schühle Italia
Via Ruggero Leoncavallo, 79
70029 Santeramo in Colle (BA)
www.mus.it La Redazione
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Umbria Top alla Slow Wine Fair 2026: quarta partecipazione consecutiva con una presenza sempre più ampia. Arrow Right Top Bg

1 Marzo, 2026

Umbria Top alla Slow Wine Fair 2026: quarta partecipazione consecutiva con una presenza sempre più ampia

  La collettiva delle cantine umbre si presenta alla manifestazione, con un’ampia rappresentanza di produttori – 17 cantine – a conferma dell’attenzione alla filosofia slow   Umbria Top ha confermato per il quarto anno consecutivo la propria partecipazione alla Slow Wine Fair a Bologna, tenutosi dal 22 al 24 febbraio, uno degli appuntamenti più significativi nel panorama vitivinicolo nazionale dal punto di vista della sostenibilità. Organizzata da BolognaFiere con la direzione artistica di Slow Food, la fiera, che si prepara ad accogliere oltre 16 mila visitatori, registrerà la presenza di 1000 cantine italiane e dall’estero, per oltre il 60% certificate biologiche e accomunate da un approccio artigianale e coerente alla produzione. Slow Fair apre infatti un nuovo fronte di riflessione e confronto: quello del vino buono, pulito e giusto, approfondendo la dimensione sociale della filiera vitivinicola. La cooperativa sarà presente con un gruppo numeroso e rappresentativo di cantine umbre, a testimonianza della crescente convinzione delle aziende nel valore della trasparenza dell’intera filiera, dalla salute del suolo alla qualità organolettica e ambientale del vino, fino al packaging e alla logistica come elementi chiave della sostenibilità, ma nell’impatto sulle persone e sulle comunità, generato da lavoro dignitoso, inclusione e nuove opportunità. Massimo Sepiacci, presidente di UmbriaTop Slow Fair rappresenta un’importante occasione per valorizzare il territorio umbro attraverso il racconto delle sue cantine e delle pratiche di produzione virtuose, nel rispetto della filosofia Slow, basata su sostenibilità, autenticità e qualità. La manifestazione rappresenta un momento strategico per il comparto vitivinicolo regionale, non solo come occasione di incontro con operatori, buyer e professionisti del settore, ma anche come appuntamento di riferimento nel calendario nazionale, collocandosi tra i principali eventi in Italia prima di Vinitaly. Il Nord Italia rappresenta per le cantine, inoltre, un ulteriore contesto strategico, considerando l’interesse in particolare del canale Horeca e della ristorazione di qualità, alla ricerca di piccole produzioni di grande qualità, come quella umbra. Alla Slow Wine Fair 2026 saranno presenti 17 cantine associate: Abbazia Castel d’Alfiolo, Adanti, Antonelli San Marco, Blasi Cantina, Cantina Baldassarri, Cantina Colle Ciocco, Castello di Montegiove, Chiorri, Colle Uncinano, Daniele Rossi, Di Filippo, Fongoli, Le Cimate, Leonardo Bussoletti, Scacciadiavoli, Tenuta di Saragano e Terre Margaritelli Organic Wines. La partecipazione alla Slow Wine Fair si inserisce in una visione più ampia che vede la sostenibilità come elemento centrale delle strategie produttive e promozionali delle cantine umbre. Le aziende associate condividono infatti un approccio orientato alla tutela dell’ambiente, alla valorizzazione della biodiversità e alla promozione di pratiche agricole responsabili, contribuendo a rafforzare il posizionamento dell’Umbria tra i territori più attenti ai temi della qualità e della sostenibilità. Le iniziative di UmbriaTop sono inserite nell’ambito delle iniziative di promozione delle produzioni certificate umbre promosse dalla Cooperativa UmbriaTop Wines nell’ambito della misura del CSR Umbria 2023-2027 – intervento SRG10 “Promozione dei prodotti di qualità”. Drink Responsibly (L. n. 125/2001 D. lgs. n.  158/2012 e L. 189/2012) La Redazione
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Monferrato: I Tre Consorzi protagonisti della Filiera Vitivinicola siglano Il Patto per il Futuro Arrow Right Top Bg

28 Febbraio, 2026

Monferrato: I Tre Consorzi protagonisti della Filiera Vitivinicola siglano Il Patto per il Futuro

  Al Teatro Ariston di Acqui Terme il varo del piano triennale strategico: per rilanciare economia, turismo e territorio UNESCO.   L’appuntamento è fissato per martedì 3 marzo 2026, dalle ore 16.00, presso il Teatro Ariston di Acqui Terme, con il convegno “Il futuro del Monferrato nasce dal vino – Economia, società, paesaggio”, un evento che segna l’avvio di un percorso di sviluppo e valorizzazione dell’area, condiviso da Consorzio Tutela Vini d’Acqui, Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato e Consorzio per la Tutela dell’Asti Spumante e del Moscato d’Asti DOCG. L’iniziativa supera la dimensione della singola denominazione per adottare una visione integrata e sistemica, puntando a far riconoscere nella filiera vitivinicola il baricentro economico, sociale e culturale del territorio. I tre Consorzi, che rappresentano la quota maggioritaria del vigneto locale, hanno scelto di affrontare uniti le sfide del mercato e del contesto socioeconomico, costruendo una visione comune per rafforzare il ruolo del vino come leva di crescita per l’intero sistema territoriale. Sulla valenza di questo accordo, Paolo Ricagno, Presidente del Consorzio Tutela Vini d’Acqui, commenta: “Questa iniziativa nasce dalla consapevolezza che la sostenibilità economica delle nostre denominazioni dipende in modo diretto dalla capacità dei territori di generare reddito agricolo stabile e competitivo. Fare sistema significa valorizzare le produzioni, rafforzare le filiere locali e creare nuove opportunità per le imprese vitivinicole e l’indotto. Solo attraverso una visione condivisa è possibile attrarre investimenti, migliorare la redditività delle aziende e costruire condizioni strutturali di crescita, restituendo al Monferrato un ruolo centrale nell’economia vitivinicola e nello sviluppo dei territori rurali”. Il progetto nasce anche dalla necessità di tutelare e promuovere le colline del Monferrato, Patrimonio Mondiale UNESCO dal 2014, intese come un ecosistema complesso dove produzione, cultura, coesione sociale e attrattività turistica sono profondamente interconnesse. Durante l’incontro del 3 marzo verranno presentate le linee guida di un piano triennale che punta a riportare l’attenzione sulla competitività e il posizionamento delle denominazioni, avviando un dialogo strutturato con le istituzioni regionali e nazionali per definire politiche di sostegno a medio termine. Vitaliano Maccario, Presidente del Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato Questo convegno rappresenta un passaggio strategico all’interno di un progetto più ampio di rilancio dell’Alto Monferrato. Nato dalla collaborazione tra il Consorzio Barbera d’Asti e vini del Monferrato, il Consorzio dell’Asti DOCG e il Consorzio Tutela vini d’Acqui vuole essere il primo passo per la costruzione di una visione integrata di sviluppo territoriale. Il vino è il baricentro economico, sociale e culturale di queste colline patrimonio UNESCO e deve essere interpretato come un fattore abilitante capace di generare valore lungo tutta la filiera. Il dialogo tra consorzi, istituzioni e mondo accademico ci permette di trasformare questa visione in progettualità concrete. In particolare, l’enoturismo diventa una leva fondamentale per connettere prodotto, paesaggio e identità locale, creando nuove opportunità di crescita, attrattività e occupazione. È attraverso questa alleanza tra competenze e territori che possiamo costruire uno sviluppo sostenibile e duraturo per l’Alto Monferrato. Oltre agli obiettivi puramente economici, il piano di rilancio guarda con attenzione alle ricadute sociali, ponendosi come obiettivo il contrasto allo spopolamento, l’occupazione giovanile e la valorizzazione del paesaggio. Il vino viene inteso non come un semplice prodotto, ma come un fattore abilitante capace di generare valore culturale e attrattività per le nuove generazioni. In merito a tale visione, Stefano Ricagno, Presidente del Consorzio Asti Docg, aggiunge: “Il futuro del Monferrato, le cui colline sono riconosciute Patrimonio Mondiale Unesco, passa innanzitutto dal vino. Per questo abbiamo fortemente voluto un convegno insieme e al Consorzio Tutela Vini d’Acqui e al Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato dove presentiamo un progetto condiviso di sviluppo territoriale, superando approcci frammentati legati alle singole denominazioni. Il Monferrato – ha aggiunto Ricagno – è un ecosistema in cui produzione, paesaggio e identità sono strettamente connessi. Il vino non è infatti solo un prodotto, ma anche un motore economico e sociale capace di generare valore per tutto il territorio”. Il programma della giornata si aprirà con i saluti istituzionali da parte dell’Assessore regionale Paolo Bongioanni e del Sindaco di Acqui Terme Danilo Rapetti. Seguiranno gli interventi dei rappresentanti dei Consorzi e importanti contributi scientifici: il Rettore dell’Università Bocconi Francesco Billari analizzerà i temi legati alla demografia e al ricambio generazionale, mentre Magda Antonioli rifletterà sul turismo esperienziale come driver di sviluppo. Le linee strategiche del piano triennale di rilancio saranno illustrate dall’Advisor marketing del progetto Andrea Pirola di WHITEmc. La partecipazione è aperta al pubblico, alla stampa e agli operatori fino a esaurimento posti. La Redazione
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