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BlendNews è un contenitore di informazioni dedicato al vino. Racconteremo gli eventi, le novità e le curiosità di questo mondo.

 

Tedeschi a Wine Paris: la Valpolicella va in scena a Parigi Arrow Right Top Bg

5 Febbraio, 2026

Tedeschi a Wine Paris: la Valpolicella va in scena a Parigi

  Dal 9 all’11 febbraio stand D158 con Amarone Marne 180, Ansari, Monte Olmi   Tedeschi sarà presente a Wine Paris & Vinexpo Paris – dal 9 all’11 febbraio 2026 a Parigi (Padiglione 2.1, Stand D158), vetrina sempre più importante per il mondo del vino, dove presenterà una selezione di vini che raccontano al meglio l’evoluzione stilistica e la profonda connessione dell’azienda con il territorio della Valpolicella. La partecipazione a Wine Paris sarà l’occasione per continuare a raccontare a un pubblico internazionale il recente rebranding dell’azienda, che affianca alla storica identità enologica una brand image più definita e contemporanea. Il nuovo posizionamento, riassunto nel claim “Dediti alla conoscenza”, interpreta il vino come espressione del sapere e del dialogo continuo tra esperienza, ricerca e territorio, traducendosi in un linguaggio visivo elegante, coerente e riconoscibile sui mercati internazionali. Sabrina Tedeschi  Wine Paris & Vinexpo Paris sta diventando una vetrina fondamentale per condividere con un pubblico internazionale il legame profondo che ci unisce alla Valpolicella e il percorso di rinnovamento che stiamo portando avanti. Il nuovo posizionamento nasce dal desiderio di rendere ancora più chiaro chi siamo oggi: una famiglia che da generazioni lavora per interpretare il territorio con rigore, sensibilità e visione. Dai grandi Amarone fino ai progetti più recenti come GA.RY, i vini in degustazione raccontano un’identità in evoluzione, fedele alle proprie radici ma capace di parlare il linguaggio del presente. In degustazione allo stand D158 saranno presenti i grandi Amarone della Valpolicella, cuore storico della produzione Tedeschi, presentati attraverso le interpretazioni di Marne 180, Ansari e Monte Olmi. Capitel Monte Olmi: cru storico di Pedemonte, eleganza profonda, frutto misurato, note balsamiche, grande struttura Ansari: colline orientali, personalità equilibrata, balsamicità, precisione aromatica, trama armonica Marne 180: suoli collinari, profilo verticale fresco, energia acida, vocazione gastronomica Negli stessi giorni Tedeschi parteciperà anche alla quarta edizione della Fiera Vins du Monde, appuntamento organizzato dall’omonimo importatore, che si terrà nel rooftop Le Perchoir Porte de Versailles il 9 febbraio. La Redazione
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Crescere investendo nelle persone: la strategia welfare di Amorim Cork Italia Arrow Right Top Bg

5 Febbraio, 2026

Crescere investendo nelle persone: la strategia welfare di Amorim Cork Italia

  Benessere come fattore competitivo a Conegliano   In un mercato del lavoro che evolve rapidamente, Amorim Cork Italia consolida il proprio modello di welfare aziendale, trasformando l’attenzione alle persone in un vero fattore competitivo. Con certificazioni quali Family Audit, Parità di Genere e il percorso Org+ (Organizzazione Positiva). L’azienda racconta un impegno reale, costruito nel tempo, che dimostra come benessere delle persone e risultati economici possano crescere insieme. Il primo aspetto determinante da sempre nella storia dell’azienda è la vision dell’a.d. Carlos Veloso dos Santos che dall’ambiente trae origine per arrivare alle persone, proprio come i tappi in sughero che Amorim Cork Italia produce Quando si parla di sostenibilità si pensa subito all’ambiente, mentre è poca l’attenzione alle persone. Per noi, invece, costituiscono il principale valore. Oggi, poi, ci troviamo di fronte alle nuove generazioni che cercano il ‘purpose’, vogliono che il lavoro sia uno strumento per costruire la loro felicità. Oggi troppe persone vivono il lavoro come un peso: vogliamo cambiare questa situazione”. Per questo abbiamo iniziato un percorso più di 10 anni fa, in parte sintetizzato dai collaboratori a seguire, basato sul benessere in azienda, che darà origine al libro ‘Ho sognato un’azienda felice’, che distribuirò il prossimo anno quando compirò 60 anni Dennis Tonon, responsabile del team Energizzatori  Il modello di Amorim Cork Italia si basa su solide evidenze scientifiche. Oggi numerose ricerche dimostrano che il benessere delle persone ha un impatto diretto e misurabile su performance e risultati economici. Le aziende che promuovono una cultura positiva ottengono benefici concreti in termini di affidabilità, innovazione, fidelizzazione e qualità delle decisioni. Su queste basi nasce il modello Org+, fondato su tre pilastri: purpose (traducibile come “intento”, n.d.r.) condiviso, leadership positiva e coerenza culturale. Questi principi prendono forma nell’Amorim ImpAct System (AIS), un approccio strategico che integra persone, metodo e sistema per creare risultati sostenibili nel tempo. Con 61 collaboratori, età media di 44 anni e un equilibrio generazionale che va dai Boomers (2%) alla Gen Z (11%), Amorim Cork Italia ha strutturato un approccio HR completo Eleonora Moret, responsabile Risorse Umane Abbiamo il 59% di donne in azienda e per noi una donna incinta è un dono. La nostra politica di neogenitorialità prevede 10 giorni di congedo retribuito al 100% per i padri, a fronte dei 2 previsti da legge, ma anche smart working nel primo mese e bonus di 500 euro per il nascituro. Valorizzare le persone non è solo un’opzione è una strategia, dal processo di selezione trasparente all’onboarding con Welcome Kit, dalla formazione continua con la Cork Academy ai test psico-attitudinali ogni tre anni. Il percorso per la Certificazione sulla Parità di Genere, poi, ottenuta il 10 aprile 2025, è stato il risultato di oltre un anno di lavoro. Abbiamo anche una politica di ‘tolleranza zero’, contro ogni forma di discriminazione. Dal 2018 l’azienda rinnova anche la certificazione Family Audit della Provincia Autonoma di Trento. Come racconta Marta Donadel, responsabile del progetto: Sono state attivate oltre 40 misure di conciliazione vita-lavoro, rivolte a tutti i collaboratori. Tra queste: consegna settimanale gratuita di frutta fresca biologica e a km 0 dalla cooperativa sociale Terra Fertile, che supporta l’inserimento lavorativo di giovani con disabilità; il pranzo per tutti i dipendenti anche per quelli che abitano vicino all’azienda con la possibilità di scegliere 5 diversi tipologie di locale; 17 biciclette aziendali per la mobilità sostenibile e per spostarsi anche nella pausa pranzo; lezioni di ginnastica dolce due volte a settimana gratuite per tutti; check-up sanitari completi annuali che sono un investimento a supporto concreto di un’opera di prevenzione e sostegno alla salute; team building nella natura e Family Day per favorire il senso di aggregazione e condivisione, sia tra colleghi che con i propri affetti. Il risultato è un’organizzazione dove ognuno si sente parte attiva di un progetto collettivo di crescita, un luogo dove ogni talento ha spazio per fiorire. Amorim Cork Italia dimostra, così, che è possibile coniugare eccellenza produttiva e qualità della vita, innovazione e inclusione, risultati economici e felicità organizzativa. Un modello che non solo attrae e trattiene i talenti, ma che trasforma l’azienda in un luogo dove le persone scelgono di crescere, contribuire e realizzarsi. Come il sughero che non disperde nulla di sé e si rigenera sulla quercia ogni nove anni, così l’azienda coltiva una cultura che si rinnova continuamente, mettendo radici profonde nel territorio e guardando al futuro con la consapevolezza che investire nelle persone significa investire nella sostenibilità più autentica: quella che genera valore condiviso e duraturo. Il Gruppo Amorim è la prima azienda al mondo nella produzione di tappi in sughero, in grado di coprire da sola nel 2024 il 45% del mercato mondiale di questo comparto e il 28% del mercato globale di chiusure per vino; conta un totale di 56 filiali di cui 22 distribuite nei principali Paesi produttori di vino. Il Gruppo Amorim esporta in più di 100 Paesi e ha le sue aziende in 28 Paesi nei cinque continenti, investe ogni anno milioni di euro in ricerca, sviluppo e innovazione (R&S+I), e ha registrato nel 2024 un fatturato consolidato di 939,1 milioni di euro, di cui circa 5,3 miliardi di tappi, che rappresentano il 76,4% delle vendite consolidate.   La Redazione
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Un Mare di Foglie e Guida Bio. L’entusiasmo è servito Arrow Right Top Bg

4 Febbraio, 2026

Un Mare di Foglie e Guida Bio. L’entusiasmo è servito

  Entusiasmo
Sentimento intenso di gioia, di ammirazione, di desiderio per qualche cosa o per qualcuno, oppure totale dedizione a una causa, a un ideale Definire con una semplice parola un anno intero di lavoro potrebbe essere riduttivo e magari poco gratificante per chi ha lungamente faticato per arrivare alla fine di un percorso. Eppure, è l’esatta parola che mi è venuta in mente riflettendo sulla giornata Un Mare di Foglie dedicata alla consacrazione dei vini biologici e della Guida Bio organizzata da Antonio Stanzione. Entusiasmo che ho respirato nel corso delle due ore intense di discussioni attorno al mondo del biologico in Italia. Entusiasmo durante le premiazioni delle Foglie d’oro, dei vini e delle aziende. Entusiasmo di chi ha partecipato al successivo pomeriggio degustativo. Entusiasmo tra tutti i produttori presenti. Entusiasmo nello staff di Antonio. Entusiasmo in Antonio stesso che credo non abbia mancato neanche una stretta di mano o un sorriso. Un entusiasmo contagioso e diffuso che evidenzia, se mai ve ne fosse bisogno, come il vino prodotto secondo criteri di rispetto per l’ecosistema debba necessariamente essere parte integrante del nostro futuro. Ciò, nonostante vi siano produttori che stanno abbandonando il proprio orientamento al biologico.  Occorre parlare chiaro e dire una volta per tutti che il biologico non è per tutti e non si può utilizzare ovunque. A meno di riduzioni delle quantità raccolte. C’è poco da fare. Ci sono infatti luoghi con condizioni pedoclimatiche piuttosto che annate particolari che necessitano numeri consistenti di trattamenti in vigna in assenza dei quali la produzione non può che risentirne. Delle due, l’una: o meno interventi e meno raccolto o più interventi e più raccolto. Tutto ciò si traduce in sostenibilità economica, margini, prezzi e compagnia cantando. L’entusiasmo di un intero movimento che celebra il biologico come ragione dell’essere, va oltre. Va oltre la fatica, le energie, il tempo. Persino i profitti. L’importante è realizzare vini di assoluto livello. Sani. Ecco allora cosa ho scelto nel corso della degustazione pomeridiana. Cà du Ferrà Che dire? Ho riassaggiato i loro vini delle Cinque Terre prodotti a Bonassola (SP): identitari, sapidi, stratificati, vivi. Non posso che rimanerne sempre affascinato. Bonzolae (Vermentino, Albrarola, Bosco), Luccicante (Vermentino) e il mitico Ruzzese Zero tolleranza per il silenzio con l’etichetta che Davide mi ha strappato in diretta. Si strappato! Perché il nome emerge solo tirando un lembo con il movimento di strappare l’etichetta. Sono vini che meritano non solo l’assaggio ma la poesia di essere vissuti ascoltando lo sciabordio delle ombre. Un crescendo di sensazioni senza che l’uno prevalga sull’altro. Un gioco di emozioni che si sussegue, compensando l’altro quel tanto da renderlo diverso e unico. Giusto difronte ho trovato un’altra Cà, Cà Rugate In Veneto, a Montecchia di Crosara (VR) si fanno incontri interessanti, come Michele Tessari con il quale, ridendo e scherzando, ho avuto il grande piacere di assaggiare due vini ed un Vermouth. Già, un Vermouth, oltretutto prodotto con l’Amarone. Da pazzi sì ma il risultato è, appunto, pazzesco, folle. Uno di quei prodotti per i quali la bottiglia da 0.75 non è sufficiente. Ovviamente, se qualcuno pensasse di utilizzare questo Vermouth come base per cocktail, peste lo colga.
Amedeo, il Durello con ben nove anni di affinamento sui lieviti, dimostra ancora una volta come questo vitigno sia del tutto sottovalutato. 
Non poteva mancare il Dio Amarone che, in questo caso, arriva dalle zone collinari adiacenti alla Cima Caponiera. Nomen Omen. L’opulenza non appartiene a questo Amarone che fa invece della fresca croccantezza la sua vera forza.  Con Rabottini si fa tappa in Abruzzo. A Chieti. Una tappa per la quale occorre prendersi del tempo. Non certo quello che Carlo lascia riposare i suoi vini visto che è molto lungo. I vini di Carlo sono come una di quelle belle donne che amano farsi aspettare e anche quando arrivano, non si concedono subito. Tocca mettercela tutta.
Per iniziare si parte proprio con Per Iniziare. Altro nomen omen della serata. Un Trebbiano del 2017 che quando assaggi ti fa dire solo una cosa: wow. Oltre a dire però la voglia di provare altro è molto ma molto alta. Come le aspettative. 
A Salire non può mancare il Cerasuolo. 2019 e 2022. Chi l’ha detto che il Cerasuolo va bevuto giovane? Non certo Carlo. Lui aspetta pure questo. E fa bene perché ciò che emerge sono due evoluzioni che possono far parlare di se. Dopo essersi inebriati di sentori che sanno di attesa. Due espressioni di Cerasuolo da Montepulciano che continuano a farti dire: wow.
Poi per finire c’è Ed in Fine, il Montepulciano 2018 che, con il suo solo acciaio, ha dalla sua una sapidità ed una freschezza così intensa che ne berresti una bottiglia intera. 
Ed in Fine è un nome sbagliato perché avrei voluto altri vini. Sempre in Abruzzo, Tenuta Pescarina è a Spoltore (PE). Il Cerasuolo non può mancare e infatti Radusa lo rappresenta appieno. Semplice, sapido, diretto. Non si può volere altro da un Cerasuolo. L’importanza arriva con il Montepulciano Fra Lucerta. Affinato in tino di legno e a fermentazione spontanea spinge e spinge tanto. Ricco e forte grazie ad un tannino che non perdona.  La Sicilia è tante cose. L’Etna però, Idda, è qualcosa di più. Il vulcano è vita. Complicata, ma vita. Tenuta Boccarossa di Passopisciaro (CT) è anzitutto Claudia e Michele con il loro sorriso e la loro storia fatta non solo di Italia. I vini sono espressione diretta del terreno vulcanico tanto che l’Etna Bianco Sciara 1911 prende il nome proprio dalla colata lavica (sciara) dello stesso anno. Un Carricante che fa della sapidità minerale delle zagare il suo punto di forza. Poi l’Etna Rosato da Nerello Mascalese che fa sognare i tramonti sul mare di Sicilia. Non può mancare l’Etna Rosso sempre da Nerello Mascalese. Forte come la sciara e caldo come il sole della Sicilia. Tannico, avvolgente. Poi però la chicca vera e propria, il DiRampante, Nerello Mascalese dalle vigne antiche di oltre 130 anni poste in quota. Con una vigna che resiste così tanto, ciò che ne deriva è qualcosa che varrebbe la pena di preservare per sempre.  In Trentino Alto Adige, a Lavis (TN) c’è Maso Furli che sfrutta a pieno le montagne e di queste le tradizioni. È così che il Sauvignon transita per parte della massa in legno senza risentirne più di tanto. Anzi, offre qualcosa di più al Sauvignon. L’Incrocio Manzoni,  semplice ma particolarmente efficace è giusto preludio al Gewurztraminer. Entrambe non sono assolutamente stucchevoli e la minerale sapidità ne fanno due gioiellini da non mancare. Ho trovato dei vini che meritano di essere raccontati con calma, senza clamore. Così come Marco, timido e riservato ma che nasconde qualcosa di interessante da raccontare. La mia amica Barbara Fracassi ha insistito tanto per portarmi nel foyer per farmi provare Il Borro de Il Borro ovviamente. Merlot, Cabernet Sauvignon, Syrah. Un blend al quale non si può e non si deve dire nulla. Si applaude. Mentalmente e in silenzio. Altrimenti ci si disturba nella degustazione contemplativa. Torniamo alle regioni e via in Friuli Venezia Giulia con Tenuta Stella. Delegna del Collio (GO) dice tutto del dove siamo e cosa si può trovare qui. Il Tocai Friulano ovviamente. Peccato aver perso la diatriba sul nome. Comunque, lieviti indigeni e solo acciaio per ritrovare una mandorla minerale e tanti agrumi di pasticceria che quasi mi dispiace portare il calice in bocca. Meno male che l’ho fatto perché la meraviglia si presente. Chapeau. Anche la Malvasia non sfigura per nulla. Parte della massa passata in botte che all’inizio mi aveva spaventato ma poi in bocca stupisce per la sua struttura senza alcuna stratificazione particolare. Intensamente meraviglioso. Infine Sdencina Rosso che è un ricco blend di tutte le uve a bacca rossa del territorio: Pignolo, Tazzelenghe, Merlot, Refosco dal Peduncolo Rosso, Schioppettino. Per domarle ed amalgamarle un doppio passaggio in barrique e botte grande. Il risultato è un vino che ancora non è domato ma ringrazio per questo perché mantiene una intensa freschezza tagliente tipico dei vini di queste zone.  Un ritorno in Alto Adige ma più su di prima. Glassierhof è a Neumarkt ovvero Egna. Stefan Vaja con i suoi capelli bianchi, quando ti guarda, sembra metterti in soggezione. Poi però si scopre simpaticissimo. I vini sono una sua propagazione. A partire dal Sauvignon che è semplice, diretto, schietto. Minerale, sapido, fresco. Top.
Vernach è la Schiava che qui coltivano solo chi ama non distaccarsi dalla tradizione senza lasciarsi influenzare dalle sirene dei vitigni che in queste zone la fanno da padrona. Vero, incredibilmente vero. Fresco, incredibilmente fresco. Territoriale. Stop.
Il Pinot Nero Riserva Himalaya 2021 è la esaltazione di questo territorio grazie ai vigneti in altezza, alla fermentazione in barrique e all’affinamento in botti di quercia. Un vino che merita una carne di accompagnamento. Stesso discorso per il Cabernet Sauvignon Merlot Riserva 2018. Incredibilmente meraviglioso tanto che non saprei quale scegliere tra i due per una serata dinanzi al camino.  El Citera è in Veneto, a Peschiera del Garda. Un nome che andrebbe raccontato con maggiore calma e non è detto non lo faccia a breve. L’esaltazione del Turbiana si fa con due vini: il Lugana DOC, semplice e diretto; l’Artigianale, che invecchiando 24 mesi in cemento (come si faceva una volta!) aumentano la complessità non lasciando andar via la freschezza. Incredibili. Sempre sul Garda, ma a Lonato ovvero in Lombardia, c’è Perla del Garda. Sempre Turbiana, sempre Lugana, stavolta bollicine. E che bollicine. Uno Charmat che fa dell’esaltazione della Turbiana una ragione di vita. Essenzialmente buono!
Poi il Valténesi, Groppello, Marzemino, Sangiovese, Barbera per un rosato Charmat che si berrebbe dall’aperitivo al contorno del secondo senza sosta. Slurp. Podere 109 è in Toscana è a Grosseto Il punto di forza è senza dubbio Peppe Esposito che ha trovato qui il suo buon ritiro producendo vini di una tale schiettezza che mi hanno fatto ricordare quelli campani. In fondo, il nome non tradisce la sua provenienza (di Peppe ovviamente). Il Trebbiano si concede un breve passaggio in legno così da renderlo, oltre che fresco e sapido, anche con un po’ di quella struttura che non guasta. Pur rimanendo schietto! 
Il Ciliegiolo segue la stessa strada del Trebbiano dando vita ad un vino sincerissimo comunque dotato di struttura caparbia e ammaliante.
Infine il Sangiovese con passaggio in barrique e tonneaux: ecco un vino che sa di Toscana marittima. Insomma, vini che se si stappano con Peppe, si finiscono chiacchierando della vita! In Piemonte, a Vignale Monferrato, c’è Hic et Nunc. Un nome importante per una giovanissima cantina che produce vini del territorio. Monolite è il Cortese, antico vitigno che se ne sta quasi in disparte ma quando è come questo, meriterebbe la prima fila. Sarà stato il passaggio in legno che l’ha reso più complesso o il Cortese che si esprime benissimo ma i sentori di indrocarburi mi hanno stregato. Alla beve poi, pure!
Altromondo è il Grignolino, altro vitigno tipico della zona. Semplice e di beva semplice. Ma di quella beva che la bottiglia finisce in un nulla. Basta una fetta di salame.
Monumento infine è la Barbera del Monferrato Superiore DOCG. Il passaggio in legno è d’obbligo così che il risultato è un vino pazzesco. Fresco e tannico. Complesso e super sinuoso. Buono ma buono. Essendoci Villa Bucci non potevo non riassaggiare il Classico dei Classici: il Verdicchio 2024. Un vino che non si smentisce. Certo, magari in alcuni contesti, è sopravvalutato ma secondo me di Verdicchio come questo ce ne vorrebbero e tanti. Senza dimenticare che altri produttori hanno brevettato una bottiglia ma Villa Bucci ha reso grande il Verdicchio. Ecchettelodicoafa!   Tenimenti Leoni mi porta nel Lazio, sui terreni vulcanici di Lanuvio. Vulc Num è il Bellone che qui si esalta davvero con la sua fresca sapidità che sa di minerale. Caliga è il blend Vermentino, Bellone e Chardonnay che mantiene la beva del Bellone ma con un bouquet che si arricchisce e tanto. Elegantissimo! L’azienda poi merita una visita per salire fin su la torre che sta li da tempo immemore e dalla cui sommità si può vedere tranquillamente il mare. Il che capita anche nelle giornate nuvolose purché dopo la degustazione. Tornando in Liguria ma molto più a nord, la fermata da Tenuta Maffone è d’obbligo. Il Metodo Classico Duezerosette da Ormeasco con 84 mesi sui lieviti è qualcosa che va necessariamente e assolutamente assaggiato. Così come l’Ormeasco di Pornassio Superiore 2022 Il Meneghin. Provare per credere (e rimanere stupiti). In ogni modo, onore al merito di Eliana e Bruno che con tanta fatica e altrettanta passione hanno recuperato terreni non consentendo loro l’oblio. Stessa cosa per l’Ormeasco di Pornassio che in queste versioni, senza dimenticare lo Sciacchetrà, sono dei vini dal potenziale incredibile. In Veneto ancora, a Brognoligo di Monteforte d’Alpone (VR), c’è Portinari Maria Portinari, una donna di una dolcezza infinita. Soave i suoi modi, Soave i suoi i vini. Vere perle nascoste tra le dolci colline venete. Il Ronchetto è il Soave Classico DOCG, un cru che sa di freschezza e spensieratezza composta. Un vino che quando il sorso va giù non puoi che guardare il calice e sussurrare: però, però!
Il Soave Vigne Le Albare proviene invece da un vigneto posto in pianura. Qui la Garganega si esprime in maniera totalmente diversa dalla collina e la tecnica della Doppia Maturazione Ragionata che consiste nel recidere il tralcio di parte dei grappoli in pianta e lasciarli maturare solo con il sole, dona a questo vino una maggiore rotondità. Al naso la frutta secca fa capolino e al sorso si apprezza una versione di Soave decisamente complessa e avvolgente.  Sempre in Veneto a Farra di Soligo (TV) c’è Perlage. Ovviamente bollicine, ça va sans dire. Animae è il Prosecco Superiore DOCG da Glera senza solfiti. Ecco, finalmente qualcosa di diverso da un Prosecco che continua a sapere di Prosecco ma con una meravigliosa sensazione di freschezza. Tanto per continuare a stupire e dimostrare che anche il Prosecco può essere speciale, ecco Col di Manza, Prosecco DOCG Millesimato Extra Dry proveniente da agricoltura biodinamica. Oltre che speciale questo Prosecco è unico e intenso. Da non sprecare! Ecco qui. Questo è stato il mio Un Mare di Foglie e Guida Bio. L’entusiasmo l’ho ritrovato nei vini che ho assaggiato e in tutti i produttori che ho incontrato.  Questo è lo spirito giusto. Questo il futuro sostenibile da lasciare alle nuove generazioni. Solo che, così come ho avuto modo di motivare nel mio personale intervento in plenaria, occorre uscire fuori dal mero ambito agricolo e comprendere che se tutto ciò, se questo incredibile movimento e gli altrettanto incredibili prodotti ha la pretesa di essere di esempio gridando al mondo che un modo diverso di fare vino è possibile, occorre comunicare. Occorre prendersi del tempo per comunicare le proprie storie, quelle di cui la gente si nutre lasciando stare i punteggi e le dissertazioni enfatiche dei vecchi tromboni del vino. Le persone oltre che nutrirsi di cibo e vino, si nutrono di storie. Sono queste che fanno la differenza e creano un ricordo. Quello che poi fa scegliere una bottiglia piuttosto che un’altra.  Comunicare non vuol dire necessariamente utilizzare denaro ma, sicuramente tempo. Tempo per guardarsi dentro e capire cosa si ha da raccontare: la propria anima. In tutti i produttori che ho incontrato qui da raccontare c’è tanto. Sarà perché hanno una grande anima. Buon racconto allora.   Ivan Vellucci – Suggestioni di Vino
ivan.vellucci@winetalesmagazine.com Mi trovi su Instagram come @ivan_1969
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L’Altra Toscana quinta edizione: 12 DOP/IGP il 18 febbraio a Firenze Arrow Right Top Bg

4 Febbraio, 2026

L’Altra Toscana quinta edizione: 12 DOP/IGP il 18 febbraio a Firenze

L’ALTRA TOSCANA: ECCO LA QUINTA EDIZIONE Il 18 febbraio a Firenze un appuntamento esclusivo, riservato alla stampa, dove 8 Consorzi – rappresentativi di 12 Denominazioni DOP e IGP – fanno squadra e accendono i riflettori su un volto diverso ed estremamente variegato della regione. Torna L’Altra Toscana, l’anteprima che racconta una parte di Toscana meno nota e sempre più rilevante dell’enologia regionale. Giunta alla quinta edizione, la manifestazione – con adesioni già al completo – si svolgerà il 18 febbraio, nell’ormai consueta cornice di Palazzo Affari, e sarà esclusivamente dedicata alla stampa specializzata proveniente da diversi paesi del mondo. I protagonisti di questa giornata sono alcuni territori meno conosciuti, dove la coltivazione della vite affonda le radici in secoli di storia e dove, accanto ai produttori locali storici, importanti nomi dell’enologia italiana contribuiscono a esprimere nei calici qualità e identità. Il loro lavoro si distingue per una grande attenzione sia in vigna sia in cantina. Francesco Mazzei (Associazione L’Altra Toscana) L’obiettivo è offrire nuovi spunti e stimolare la curiosità della stampa internazionale di settore attraverso un viaggio tra Denominazioni nate in territori straordinari, che hanno molto da raccontare. Bianco di Pitigliano e Sovana, Chianti Rufina, Maremma Toscana, Montecucco e Montecucco Sangiovese, Orcia, Suvereto, Rosso della Val di Cornia e Val di Cornia, Terre di Casole, Vino Toscana: sono queste le DOP e le IGP in degustazione, espressione di un volto diverso e sfaccettato dell’enologia toscana. Anche per questa quinta edizione, l’evento proporrà focus tematici e percorsi di degustazione guidati, pensati per offrire alla stampa strumenti di lettura approfonditi e chiavi interpretative efficaci di un mosaico enologico complesso e affascinante. Adesioni complete: focus tematici, degustazioni guidate per chiavi lettura mosaico enologico affascinante. Le 12 Denominazioni protagoniste Bianco di Pitigliano e Sovana: Bianchi minerali vulcanici. Chianti Rufina: Sangiovese elegante, freschezza appenninica. Maremma Toscana: Rosso vigorosi, mare-montagna. Montecucco e Montecucco Sangiovese: Colline amiata, struttura fine. Orcia: Paesaggi Val d’Orcia, armonie UNESCO. Suvereto: Bolgheri-style, Cabernet potenti. Rosso della Val di Cornia e Val di Cornia: Minerali Etruschi. Terre di Casole: Colline senesi, versatilità. Vino Toscana: IGT trasversali, innovazione. Francesco Mazzei (Associazione L’Altra Toscana) In un’ottica di grande sinergia otto Consorzi presenteranno le nuove annate delle rispettive Denominazioni, insieme rappresentiamo oggi quasi il 40% dell’intera produzione vitivinicola toscana. La regia organizzativa è affidata, come di consueto, a Scaramuzzi Team, realtà fiorentina con una consolidata esperienza nell’organizzazione di eventi legati al mondo del vino. L’Altra Toscana si inserisce, anche quest’anno, nel calendario della Settimana delle Anteprime di Toscana, che sarà inaugurata il 13 febbraio da PrimAnteprima, promossa da Regione Toscana e Camera di Commercio di Firenze insieme a PromoFirenze e Fondazione Sistema Toscana. La Redazione
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Nebbiolo nel Cuore XII Edizione: bilancio positivo dal Westin Excelsior Arrow Right Top Bg

3 Febbraio, 2026

Nebbiolo nel Cuore XII Edizione: bilancio positivo dal Westin Excelsior

  1000 visitatori, sold out masterclass, premiazioni Guida “Il Nebbiolo”   Si è conclusa con un bilancio estremamente positivo la XII edizione di Nebbiolo nel Cuore, l’evento capitolino interamente dedicato al “nobile vitigno” ospitato nelle prestigiose sale monumentali del Westin Excelsior in Via Veneto nelle giornate di sabato 17 e domenica 18 gennaio 2026. La manifestazione, consolidatasi come appuntamento tra i più attesi nella Capitale, in particolare dagli amanti dei grandi vini a base Nebbiolo, ha registrato la partecipazione di circa 1000 visitatori, a cui si è aggiunto un nutrito afflusso di operatori del settore Ho.Re.Ca., stampa e media specializzati. Marco Cum patron di Riserva Grande e organizzatore della manifestazione Siamo entusiasti della risposta del pubblico e della qualità dei visitatori che hanno affollato i banchi d’assaggio. Il sold out di tutte le masterclass realizzate è il segno tangibile del profondo interesse che gli appassionati della Capitale nutrono per il nobile vitigno Nebbiolo e per la cultura del vino di eccellenza. Roma si conferma un palcoscenico ideale per celebrare questa varietà in tutte le sue declinazioni territoriali. Cerimonia di Premiazione e Guida App “Il Nebbiolo” Domenica 18 gennaio, alla presenza dell’intera redazione della Guida, si è tenuta la cerimonia di consegna dei diplomi per le aziende presenti alla manifestazione. I riconoscimenti attribuiti celebrano le eccellenze che hanno ottenuto i massimi punteggi (Grappolo Oro), il titolo di Coup de Coeur e le menzioni speciali all’interno della Guida Il Nebbiolo, relative agli assaggi effettuati da fine gennaio 2025 ad oggi. MENZIONE COUP DE COEUR (selezione) Antoniolo – Gattinara Riserva Osso San Grato 2011, 2020 Arpepe – Valtellina Superiore Grumello Rocca De Piro 2022, Sassella Riserva Rocce Rosse 2018, Stella Retica 2022 Aurelio Settimo – Barolo Rocche dell’Annunziata 2021, Riserva 2019 Bartolo Mascarello – Barolo 2009 Cantina dei Produttori Nebbiolo di Carema – Carema 2021 Cascina delle Rose – Barbaresco Rio Sordo 2022 Cavallotto – Barolo Bricco Boschis 2021, Riserva Vigna S. Giuseppe 2018 Ettore Germano – Barolo Prapò 2007, Vignarionda 2018 Le Piane – Boca Antonio Cerri 2018 Mascarello Giuseppe – Barolo Monprivato 2013, Riserva Cà d’Morissio 2010, Perno 2020, Villero 2020 e molti altri MENZIONE ORO (selezione) Antoniolo – Gattinara Riserva 2020, Le Castelle 2020, San Francesco 2019 Arpepe – Valtellina Superiore Inferno Fiamme Antiche 2022, Riserva Sesto Canto 2018, Il Pettirosso 2022 Aurelio Settimo – Barolo 2021, Rocche dell’Annunziata 2021, Riserva 2019 Ca’ del Baio – Barbaresco Asili 2020 Cavallotto – Barolo Bricco Boschis 2020, Riserva Vignolo 2019 G. D. Vajra – Barolo Coste di Rose 2021 Gaja – Barbaresco Sorì Tildin 2022 Pio Cesare – Barolo 2021, Barbaresco 2021 e molti altri MENZIONI SPECIALI 2026 Migliore Cantina Emergente: La Smeralda, Briona, Piemonte Migliore Cantina Storica: Cornarea, Canale, Piemonte Migliore Cantina Etica: Vita Nova, Berbenno in Valtellina, Lombardia Migliore Etichetta Originale: Langhe Nebbiolo Ne Bis In Idem 2023, Luigi Vico, Piemonte Migliore Hospitality: Castello di Razzano, Monferrato, Piemonte Migliore Cantina Sostenibile: Cantina Radìs, Tirano, Lombardia L’appuntamento è ora fissato per la prossima edizione nel 2027, con l’obiettivo di continuare a promuovere la cultura della qualità e il fascino senza tempo del Nebbiolo attraverso l’attività di Riserva Grande. La Redazione
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3 Febbraio, 2026

L'Anteprima Colline Teramane diventa biennale

  Febbraio-marzo 2027: più vini maturi Docg Montepulciano d’Abruzzo   Alla luce del percorso di crescita dell’evento e con l’obiettivo di offrire un’esperienza di degustazione sempre più completa e rappresentativa, l’Anteprima Colline Teramane annuncia una nuova cadenza biennale. La prossima edizione è stata programmata, dal Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo, tra febbraio e marzo 2027 – nei prossimi mesi saranno già annunciate le date. Una scelta strategica, condivisa con i produttori, pensata per consentire la presentazione di un numero ancora maggiore di vini pienamente pronti all’assaggio, capaci di raccontare con maggiore profondità l’evoluzione, la longevità e il potenziale qualitativo della Docg Colline Teramane. L’appuntamento si inserisce in un più ampio e articolato calendario di appuntamenti e attività ideati dal Consorzio – in Italia e all’estero – per la promozione e la valorizzazione dell’enologia regionale. L’ultima edizione di questa Anteprima, ospitata nel 2025 nella storica cittadina di Atri, ha confermato il crescente interesse della stampa specializzata verso una delle espressioni più identitarie del vino abruzzese. Il nuovo appuntamento del 2027, in una visione di lungo periodo, ha l’ambizione di rafforzare ulteriormente il ruolo dell’Anteprima come momento privilegiato di confronto, approfondimento e racconto di una denominazione d’eccellenza.   La Redazione
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MASOTTINA BRILLA ALLA GUIDA BIO: FOGLIA D'ORO E 5 FOGLIE PER I SUOI VINI BIOLOGICI Arrow Right Top Bg

2 Febbraio, 2026

Masottina brilla alla Guida Bio. Foglia d'Oro e 5 Foglie per i suoi vini biologici

  Due etichette di eccellenza della cantina premiate per qualità e sostenibilità   Si è tenuta a Roma la premiazione della Guida Bio, l’unica guida nazionale dedicata esclusivamente ai vini provenienti da agricoltura biologica certificata o in conversione. Durante l’evento, Masottina ha conquistato due importanti riconoscimenti, confermandosi ancora una volta un punto di riferimento per gli appassionati di Prosecco e per chi guarda con attenzione alla sostenibilità ambientale. Il Prosecco DOC Biologico Costabella Brut ha ricevuto la Foglia d’Oro, il massimo riconoscimento della guida. Proveniente da vigneti biologici certificati, questa etichetta rappresenta la filosofia produttiva di Masottina che unisce la costante ricerca di qualità, armonia e rispetto per l’ambiente. Si distingue per un perlage fine e persistente, con sentori fruttati e note di fiori bianchi. Elegante e versatile, si abbina perfettamente a piatti a base di verdure crude o a tempura di pesce. Il Prosecco DOC Biologico Collezione 96 Brut ha conquistato invece le 5 Foglie, mostrando l’anima biologica del vino nel calice. Di colore giallo paglierino, con perlage fine e continuo, offre profumi di mela verde e note agrumate di limone, pompelmo e cedro. Al palato risulta setoso ed armonico, con un finale agrumato che richiama le sensazioni olfattive del naso. La Guida Bio valorizza i produttori che scelgono la strada della sostenibilità e dell’etica, ponendo attenzione non solo alla qualità del prodotto, ma anche alla responsabilità ambientale e alla tutela delle generazioni future. Entrambe le etichette premiate incarnano la filosofia della famiglia Dal Bianco: vini cremosi, eleganti e identitari, capaci di raccontare con autenticità le sfumature di ogni terroir. I riconoscimenti confermano l’impegno della cantina nel coniugare eccellenza enologica, sostenibilità e ricerca, offrendo ai consumatori prodotti di qualità superiore, frutto di cura, attenzione e rispetto del territorio. Masottina: dalla scritta antica ai 370 ettari di vigneti La storia di Masottina fonda le sue radici nei 5 ettari di vigna acquisiti nel 1946 da Epifanio Dal Bianco. Grazie a un restauro della casa padronale che domina il vigneto, viene riportata alla luce un’antica scritta: Casa Masottina. Da qui il nome dello storico marchio controllato della famiglia Dal Bianco da tre generazioni. Oggi i vini di Masottina sono il risultato di oltre 370 ettari, che si estendono nelle colline della Conegliano Valdobbiadene, patrimonio Unesco e nelle terre veneziane. Un parco vitato, costruito nel tempo, fatto di vigne sapientemente scelte e coltivate dalla famiglia, secondo le regole SQNPI. È però nelle colline di Ogliano, che Masottina esprime il meglio della propria filosofia produttiva e qualitativa, grazie ai cru espressione di un terroir unico: R.D.O. Ponente e R.D.O. Levante, che grazie a Wine Spectator ha portato le Rive di Ogliano per la prima volta nella famosa TOP 100 dei vini più importanti del mondo. Disponibili su wine-club.masottina.it. La Redazione
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Lugana DOC illumina Napoli Infinita: vino, arte e visioni a Milano Arrow Right Top Bg

2 Febbraio, 2026

Lugana DOC partner di Napoli Infinita: vino, visioni e cultura a Milano

  Dialogo tra Garda e Napoli nell’evento milanese del 17 gennaio   Milano ha ospitato il 17 gennaio 2026 un evento memorabile: la presentazione di “Napoli Infinita”, progetto editoriale e visivo ideato da Sabato De Sarno, con il Consorzio Tutela Lugana DOC come partner d’eccezione durante la settimana della moda maschile. I vini Lugana hanno accompagnato momenti di incontro e condivisione negli spazi di Motelsalieri (Via Privata Passo Pordoi 6), rafforzando il dialogo tra cultura, territorio e convivialità. Questa partnership riflette la visione della Denominazione: promuovere il vino come espressione culturale che dialoga con arte, moda e design, intercettando un pubblico giovane. “Napoli Infinita” è un racconto stratificato della città partenopea, attraverso immagini, suoni e narrazioni che catturano la sua complessità viva e in movimento, intrecciando identità, memoria e trasformazione urbana. L’evento ha incluso la performance “Undercover” dell’artista Fabrizio Vatieri e il firmacopie del volume pubblicato da nss edicola e cratèra. Il Consorzio Lugana conferma così il suo impegno in progetti che valorizzano l’Italia attraverso nuove prospettive, con il vino come elemento di relazione e racconto. Il Lugana DOC: territorio, storia e numeri Il Lugana DOC nasce dalle colline del Lago di Garda, dove il terreno argilloso e il clima mite favoriscono la Turbiana, uva autoctona per vini freschi, eleganti e longevi. Riconosciuta nel 1967 e regolamentata dal Consorzio dal 1990, copre 2.600 ettari con 214 produttori; oltre il 60% della produzione è esportato in 65 paesi (dati Consorzio 2025). Si distingue per espressioni dal fresco base alle Riserve complesse, con pratiche di sostenibilità e turismo enologico in crescita. Il territorio, ricco di storia, attrae appassionati con esperienze immersive nelle cantine e percorsi certificati. Fabio Zenato (Presidente Consorzio Tutela Lugana DOC) La partnership con Napoli Infinita esalta il Lugana come vino di cultura e convivialità Sinergie tra vino luxury e cultura contemporanea Per collezionisti e operatori, questa iniziativa evidenzia trend 2026: il 18% di crescita negli eventi vino-arte (IWSR), con DOC come Lugana che ampliano il pubblico. L’abbinamento con Napoli evoca freschezza del Garda contro vitalità partenopea, ideale per fidelizzare evoluti appassionati. Esplora il Lugana per la tua cantina: autentico ponte tra territori italiani. La Redazione
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Tra solidità di mercato e sviluppo del portfolio: Cuzziol GrandiVini incontra Roma e Milano Arrow Right Top Bg

1 Febbraio, 2026

Tra solidità di mercato e sviluppo del portfolio: Cuzziol GrandiVini incontra Roma e Milano

  Conclusi il 19-20 gennaio gli eventi per agenti, clienti e stampa con nuove annate e ingressi 2026   In uno scenario di mercato che nel 2025 ha richiesto capacità di lettura, disciplina e visione, Cuzziol GrandiVini conferma la solidità del proprio modello di sviluppo. L’azienda chiude l’esercizio con un fatturato in linea con l’anno precedente e un incremento dell’EBITDA, a testimonianza dell’efficacia delle scelte strategiche adottate e della capacità organizzativa di operare con continuità anche in contesti complessi. Dopo il rebranding presentato nel 2025 – espressione di un percorso di evoluzione e di una visione contemporanea del proprio ruolo nel mercato – il 2026 segna per l’azienda veneta una fase di piena maturità. Identità, posizionamento e proposta commerciale si consolidano, rafforzando il profilo di Cuzziol GrandiVini come partner di riferimento per il canale HO.RE.CA. e per i produttori. Doppio appuntamento Roma-Milano 19-20 gennaio
Come da tradizione, l’inizio dell’anno è scandito da un doppio appuntamento dedicato alla presentazione del portfolio: 19 gennaio – Roma 20 gennaio – Milano Due giornate rivolte ad agenti, clienti e stampa di settore, pensate non solo come occasione di degustazione, ma come momento di relazione e confronto. Un format che va oltre il walk-around tasting, coerente con una visione fondata sulla collaborazione, sulla condivisione e sulla costruzione di valore nel tempo. I partecipanti hanno potuto esplorare la profondità della selezione, scoprire le nuove annate e incontrare direttamente i produttori. Produttori al centro: sistema valorizzazione nazionale   Con i produttori, Cuzziol GrandiVini sviluppa percorsi strutturati che affiancano l’obiettivo commerciale a una prospettiva di lungo periodo, nel rispetto delle identità e dei valori di ciascuna realtà. Entrare nella selezione significa accedere a un sistema articolato di valorizzazione sul mercato nazionale: rete vendita estesa e formata, eventi mirati HO.RE.CA., presenza Vinitaly/Excellence SIDI, internazionali come Wine Paris. Supporto marketing/comunicazione con ufficio interno dedicato. Nuovi ingressi portfolio 2026
Italia Cascina Baricchi – Piemonte | Barbaresco Uccelliera – Toscana | Brunello di Montalcino Estero Domaine de Panisse – Francia | Châteauneuf-du-Pape Domaine Jean Dauvissat – Francia | Chablis Santa Petronila – Spagna | Jerez Spirits Good Spirits | Rum Agile | Amaro italiano Numeri 2025: fatturato €25.280.000, EBITDA 8,9%

Cuzziol GrandiVini chiude il 2025 con un fatturato di €25.280.000 ed EBITDA 8,9%, confermando come pianificazione, metodo e lavoro programmatico rappresentino elementi chiave per affrontare anche le fasi più sfidanti del mercato. Luca Cuzziol – Presidente del Consiglio di Amministrazione Il 2025 è stato un anno che ha richiesto attenzione e capacità di adattamento. Abbiamo scelto di concentrarci sull’efficienza della struttura, sul rafforzamento della rete vendita e sulla qualità delle relazioni con produttori e clienti, con l’obiettivo di costruire valore nel tempo. Formazione continua rete commerciale, efficienza logistica e comunicazione interna coerente costituiscono i pilastri dell’approccio aziendale, nella consapevolezza del valore strategico del capitale umano. La Redazione
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