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BlendNews è un contenitore di informazioni dedicato al vino. Racconteremo gli eventi, le novità e le curiosità di questo mondo.

 

Daniele Bartocci riceve Premio Eccellenza Italiana al Senato Arrow Right Top Bg

19 Dicembre, 2025

Daniele Bartocci riceve Premio Eccellenza Italiana al Senato

  Manager food jesino premiato 19 dic Sala Zuccari con Gianni Letta e Brindisi   Daniele Bartocci, manager agroalimentare jesino e giornalista, ha ricevuto il Premio Eccellenza Italiana il 19 dicembre 2025 in Sala Zuccari (Senato), con Gianni Letta, Nicola Caputo (Farnesina agroalimentare) e Giuseppe Brindisi (Zona Bianca). Nato 2014 con MAECI/Asmef/Fondazione E-Novation, premio valorizza Made in Italy innovativo/sostenibile da 12 anni (Washington-Roma). Riconoscimenti Bartocci Bartocci, impegnato in brand Made in Marche e giornalismo sportivo/food, eletto tra Top 40 Under 40 Europa Business Elite Awards 2025 (26 nov St. Regis Roma). Cerimonia discute emigrazione, spopolamento borghi, turismo radici; Bartocci neopapà, autore saggio su Julio Velasco a Jesi (1983/84 Serie A2 Tre Valli, scopritore Beppe Cormio). “Onore condiviso con sostenitori; impegno agroalimentare/sportivo” (Bartocci). Contesto Premio Evento Giornate Emigrazione, promosso Maurizio Gasparri; trasmesse Senato TV. Bartocci giudice King of Pizza (Sky), attivo Marche food. La Redazione
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Vicenza, tra architettura palladiana e natura: GHV Hotel & Spa e Wine Room by Luca Tegon Arrow Right Top Bg

18 Dicembre, 2025

Vicenza, tra architettura palladiana e natura: GHV Hotel & Spa e Wine Room by Luca Tegon

  Relax ai Colli Berici e cucina contemporanea nel cuore del territorio vicentino   Vicenza, città patrimonio UNESCO e culla del palladianesimo, si presenta come un dialogo perfetto tra architettura, natura e paesaggi di vigneti e boschi. Qui, ai piedi dei Colli Berici e a pochi minuti dal centro città, sorge il GHV Hotel & Spa, struttura 4 stelle superior situata a Creazzo, in una zona residenziale tranquilla vicino al Golf Club Vicenza. L’hotel offre una spa completa, centro estetico, piscina stagionale all’aperto e 6 sale congressuali modulabili, unendo ospitalità e funzionalità in un contesto moderno e rilassante “dove il ritmo rallenta e l’atmosfera invita al benessere”. Completano l’esperienza l’area ristorativa con la Wine Room by Luca Tegon, il ristorante fine dining che porta in tavola una cucina italiana contemporanea, essenziale e radicata nel territorio vicentino. Luca Tegon, chef veneto classe 1990, formatosi presso ristoranti stellati in Italia e Francia, propone un menu degustazione che privilegia materie prime eccellenti, il rispetto della stagionalità e un dialogo autentico con i produttori locali. I piatti raccontano equilibrio tra tecnica, istinto e armonia, alternando freschezza e profondità di gusto, come nella tartare di gambero rosso con carciofo croccante e il filetto di capriolo con frutti rossi. GHV Hotel & Spa, guidato da Riccardo Bacchi Reggiani, è un punto di riferimento per chi cerca relax, benessere e una proposta gastronomica di alto livello immersi in un paesaggio di grande valore culturale e naturale. La Redazione
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Montepulciano d’Abruzzo protagonista su RAI: campagna TV natalizia con Maria Grazia Cucinotta Arrow Right Top Bg

18 Dicembre, 2025

Montepulciano d’Abruzzo protagonista su RAI: campagna TV natalizia con Maria Grazia Cucinotta

  Spot da 15-60’’ con Piero Mazzocchetti, Regione Abruzzo e Consorzio Tutela Vini   Il Montepulciano d’Abruzzo, principale DOC del Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo e tra i rossi più bevuti al mondo, è protagonista di una campagna TV natalizia su tutte le reti RAI dal 21 dicembre 2025. Promossa da Regione Abruzzo (Assessorato Agricoltura via ARAP) con Consorzio, declinata in spot 15’’, 30’’ e 60’’ da Minerva Pictures, unisce paesaggio, tradizione e orgoglio territoriale. Protagonisti e Messaggio Maria Grazia Cucinotta narra con eleganza il legame tra vino e terra abruzzese (“ddù botte, arrosticini”), con partecipazione del tenore Piero Mazzocchetti per enfatizzare cultura regionale. Anteprima spot: 20 dicembre ore 18 MicHub Pescara (via Michelangelo). Emanuele Imprudente, Assessore Agricoltura: “Traino economia regionale, unisce tradizione-innovazione”. Obiettivi Strategici Alessandro Nicodemi, presidente Consorzio (confermato 2025, primo privato eletto 2022): “Rafforza posizionamento autentico del Montepulciano, valori qualità-appartenenza”. Campagna fa parte di promozione ampia per ambasciatore Abruzzo globale, traino economico-culturale in contesto resiliente. Nicodemi porta “Modello Abruzzo” per denominazioni semplici e dettagliate sui mercati internazionali. La Redazione
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1224 Restaurant Cortina: apertura ufficiale il 5 dicembre 2025 nel Grand Hotel Savoia Arrow Right Top Bg

17 Dicembre, 2025

1224 Restaurant Cortina: apertura ufficiale il 5 dicembre 2025 nel Grand Hotel Savoia

  La cucina raffinata di Federico Rovacchi e l’ospitalità di Baita Piè Tofana nel cuore di Cortina   Il 5 dicembre 2025 apre ufficialmente 1224 Restaurant Cortina, nuova realtà gastronomica nel prestigioso Grand Hotel Savoia – A Radisson Collection, che porta nel cuore di Cortina il team di Baita Piè Tofana. Lo chef Federico Rovacchi, supportato dal patron Michel Oberhammer e dalla maître Elisa Prudente, propone una cucina personale e contemporanea che dialoga con il territorio e le influenze internazionali. Tra i piatti simbolo spiccano il Rossini al mare, reinterpretazione marina del classico francese, la celebre Lumaca con sentori terrosi e il tradizionale Cappelletto al Parmigiano, omaggio alle origini emiliane dello chef. “Cambia il luogo, ma non cambia la nostra anima”, commenta Rovacchi. “1224 sarà un laboratorio di idee, dove emozionare con esperienze capaci di sorprendere e far stare bene”. Con lui, la squadra consolidata di Baita Piè Tofana: la sous chef Nicole Groff, la maître Elisa Prudente e il sommelier Paolo Cantafio, che guideranno gli ospiti in un percorso gastronomico ed enologico, supportato da una carta vini con oltre 700 etichette italiane e internazionali. Nel frattempo, Baita Piè Tofana rimane parte del gruppo e riaprirà per la stagione estiva 2026. Informazioni Indirizzo: via Roma 62, Cortina d’Ampezzo (BL)
Location: Grand Hotel Savoia – A Radisson Collection La Redazione
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Regali Natale 2025 Palazzo di Varignana: Aurum olio limited, Adotta un Olivo e Dolce Luigi Biasetto al tè Arrow Right Top Bg

17 Dicembre, 2025

Regali Natale 2025 Palazzo di Varignana: Aurum olio limited, Adotta un Olivo e Dolce Luigi Biasetto al tè

  Tre doni esclusivi dal resort bolognese che raccontano terra, sostenibilità e tradizione innovativa   Palazzo di Varignana presenta i regali perfetti per Natale 2025: prodotti che incarnano il legame con i colli bolognesi, la cura del paesaggio e l’eccellenza agricola di Agrivar (700 ettari tra oliveti, vigneti e frutteti). AURUM: OLIO EXTRAVERGINE LIMITED EDITION
Solo 360 bottiglie da olivi secolari della tenuta, prima volta con raccolta separata. Freschezza intensa, pulizia aromatica, lunga tenuta in bottiglia blu serigrafata con mosaico romano di Claterna. Simbolo di tempo e radicamento territoriale. ADOTTA UN OLIVO: SOSTENIBILITÀ DURATURA
Sostieni i 195.000 ulivi su 265 ettari (più grande Emilia-Romagna). Include targa personalizzata, passaporto ulivo, bag-in-box 3L olio extravergine + 10% sconto per 5 anni. Tutela ambientale e biodiversità concreta. DOLCE DI NATALE LUIGI BIASETTO: 3 VERSIONI
Panettone all’olio Vargnano (Nostrana Brisighella): Novità TÈ: essenza Don Carlo (tè nero), note gelsomino/fiori bianchi Classico: uvetta, scorzette arancia, glassa mandorle Cioccolato: gocce 60-68% Costa d’Avorio, zucchero cassonade ALTRI DONI: confezioni vini (Blanc de Noirs Metodo Classico, Chardonnay Colli Imola), extravergini monocultivar, frutta spalmabile, zafferano, sali aromatici. Ideali per chi cerca regali autentici, sostenibili e legati al territorio bolognese. La Redazione
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Uva Fiera. La spensieratezza è servita Arrow Right Top Bg

17 Dicembre, 2025

Uva Fiera. La spensieratezza è servita

  Spensieratezza. Libero e fiducioso abbandono al ritmo vario d’impulsi e di sensazioni che offre la vita. Ritmo di impulsi. Sensazioni. Questa è la vita. Va presa per quello che accade provando a far accadere qualcos’altro. Ma senza dannarsi se non accade. Provare a pensare quanto intorno a noi sia meraviglioso e unico. Basta saperlo apprezzare. Non è che ci debba piacere tutto e nemmeno accettare che sia qualcun altro a dirci cosa è bello. Giudichiamo noi. Senza pregiudizi, orpelli, ermellini addosso. Viva la vita! È questa la sensazione che ho avuto a Uva Fiera, l’evento organizzato da Pasquale Livieri e Pecora Nera Editore andato in scena lo scorso 30 novembre e primo dicembre al Monk di Roma.  Già la location avrà determinato una discreta selezione all’ingresso di chi gira con la puzza sotto al naso. Saranno stati i solidi tromboni del vino che se un evento non si svolge in un classico hotel o location di spessore nemmeno si appalesano. Meglio così. Io ho trovato il Monk meravigliosamente meraviglioso. Inserito in un contesto urbano eccentrico e interessantissimo come il quartiere di Casal Bertone a Roma: vero spazio culturale dove la sostanza conta più della forma.  Dentro la grande sala completamente nera illuminata da faretti in genere usati durante i concerti, ho trovato proprio tanta concretezza insieme a tanta ma tanta allegria e voglia non di un particolare genere di vino ma di vita. Ecco, si, vita. Quella che scorre nei giovani che di vita da vivere ne hanno senz’altro più dei vecchi tromboni. Dunque vini non con connotazioni particolari ma semplicemente realizzati con coscienza.  Al bando termini astrusi come naturale, biologico, biodinamico ecc ecc. Evviva la spensieratezza di chi produce vino con un occhio sempre attento alla natura, al proprio essere e, soprattutto, alla salute di chi lo consuma. Certo, il vino non è più, come si diceva prima, un alimento e va dunque bevuto con moderazione, ma meglio bere un vino fatto con rettitudine piuttosto che con l’aiuto di qualcos’altro.  Quando qualcosa mi affascina, sembro un bambino in un parco giochi ma qui era come stare in una discoteca anni 90 con tanta gente da conoscere ballando al ritmo di musica intramontabile.  Scusandomi con coloro che non sono riuscito ad entrare in contatto, vorrei qui pubblicare l’elenco di chi ho avuto il piacere, la fortuna e l’onore di conoscere prima, degustare poi. Perché vedete, la differenza rispetto a tanti altri eventi dove al banco di degustazione si trovano spesso dei sommelier, è che qui ci ho trovato i produttori. Ragazzi e più o meno ragazzi che amano il proprio lavoro e soprattutto amano parlarne. Questo mi accomuna straordinariamente a loro! Root Winery. Maxim e Elena. Me li sono trovati li quando avevo appena pubblicato un articolo su di loro e sulla loro incredibile storia di convinto esodo da Mosca a Maiolati Spontini (Ancona). Avevo assaggiato le bolle di Anti Celebration, mai i loro Verdicchio. Che dire? Semplici, puliti, minerali, identitari. C’è anche il Metodo Classico da Verdicchio appena sboccato: intenso ma lo lascerei ancora a riposo. Comunque sia, meno male averli in Italia! Cantina 837. A Forni di Sotto (UD) trovano spazio e meritatamente vitigni PIWI come il Solaris dal quale prende vita Vicus, un bianco snellissimo nonostante il passaggio di sei mesi in barrique. Sempre da Solaris ma di Roberto Baldovin con sette mesi di barrique c’è PriMo. Le differenze? Poche ma sensibilmente visibili. Incredibili per la loro ampiezza, carattere e capacità di avvolgere. Sempre di Baldovin, ArtEmis, un blend delle sue uve PIWI per un vino quasi sperimentale ma che si manifesta magnificamente per un olfatto complesso e un sorso quasi salmastro. Incredibile Corte Zecchina. A Pieve di Sacco, proprio a ridosso della laguna veneta per coltivare vitigni PIWI come Soreli e Merlot Kanthus dai quale nasce Orfeo, un rosato tutto da bere senza chiedersi il perché visto che è così buono da finire la bottiglia. Poi il rosso Madama1 che non fa sconti a nessuno lasciando il segno. Da bere mangiando un cicchetto nei vicoli di Venezia. E non solo. Grande! Cantonieri Tenuta della Dainara. Sul versante nord dell’Etna, li dove il freddo è più intenso, i vitigni veri del Vulcano, Carricante, Nerello Mascalese e Nerello Cappuccio danno vita a due vini (bianco e rosso ovviamente) che meritano solo di essere vissuti. C’è anche un Orange che proviene da un mix di uve siciliane (Carricante e Catarratto) e continentali aromatiche. Belle le contaminazioni e come la Sicilia ne è la dimostrazione, anche questo vino può far parlare di se. Legàmiwine. Campania, Sannio beneventano. Una realtà quasi volutamente indecifrabile. Piccolissima produzione e che vini (e che nomi)! Bohemian Grapesody è il mix di Malvasia e Falanghina con passaggio in barrique e acciaio. Meglio non berlo se non si vuol finire la bottiglia. Stand by Me, Lambrusco Maestri, Merlot e qualcos’altro: se avevate una idea del Lambrusco, buttatela via. Burning Love, Aglianico 100% con 12 mesi di barrique: il territorio si sente e tutto; l’Aglianico pure. Poesia, ma di quelle forti, in bottiglia.  Federico Mencaroni. Il maniaco del vino. Un artista puro. Uno a cui non gliene frega niente di niente se non di fare le cose per bene. Non so come tenga i calzini a casa ma i suoi vini sono precisi, curati, pazzeschi. Il Pas Dose da Verdicchio invecchiato 10 anni (se non è folle uno così) è una lama che entra nel burro (io sono il burro) e ci sta pure bene. Isola è il Verdicchio nudo e crudo: cosa gli si può dire se non berlo? Urbano infine è il blend Merlot, Montepulciano e Cabernet Sauvignon dal passaggio in barrique di un anno: intenso e vero proprio come le Marche (e Federico). Piubello Andrea. Val d’Illasi in Valpolicella per rendere giovanile, fresco e dinamico un territorio alle volte troppo avviluppato su se stesso. Già un metodo classico sarebbe una novità e il Cuveé n.7 da Garganega e Trebbiano dice tutto sulla voglia di sperimentare: fresco come un giovincello e con tanta voglia di poter far meglio tenendolo sui lieviti ancora un pò (osare!!). Il Valpolicella DOC ottenuto dalle classiche uve Corvina, Corvinone, Rondinella è fresco e incredibilmente bevibile. Ma ciò che è ancora più meraviglioso e convincente è di come lo sia anche l’Amarone! Bravo Andrea. L’Armagia. Ecco, qui c’è da aprire una parentesi su Ignazio perché quando lo si conosce si inizia a ridere, non perché si è brilli, ma grazie ad un modo tutto suo di non prendersi mai sul serio. Eppure i suoi vini sono seri e parecchio. Da Canelli a Roma lui mentre io farei volentieri il percorso inverso per andare a trovarlo. LorenzoMariaSole è l’AltaLanga metodo classico. Solo che, tanto per distinguersi, è pas dosè e si sente tutto. Anche nella sua unicità. Come Uva Tantum che non c’è nemmeno sul suo sito. Ma tanto non lo fa sempre dunque per provarlo e godere come ho fatto io ci vorrà tempo. I due rossi Nizza DOCG, Titon e Vignali sono così incredibili che pur fatti allo stesso modo solo perché provenienti da vigne diverse, sono profondamente diversi. Infine la chicca, il Moscato d’Asti Canelli: è un 2017 ovvero uno schiaffo a chi dice che il Moscato va bevuto giovane. È si dolce ma non stucchevole e meravigliosamente armonico. Prendiamolo sul serio! Donna Vittori. Non ho incontrato Maria, la titolare, ma la mamma e mai incontro poteva essere più incredibile. Sia per la persona sia per i vini in salsa Cesanese (in fondo siamo a Paliano, vicino Frosinone). Lettera, Cesanese del Piglio DOCG a fermentazione spontanea con la necessaria permanenza in barrique rimane comunque fresco e bevibile (tanto bevibile). Lettera in Anfora, come il precedente ma senza legno e con l’anfora (altrimenti da che deriverebbe il nome?) è strutturalmente simile acquisendo una eleganza incredibile. Love is a choice è un blend dei vitigni della vigna: che importa cosa sono se il vino viene bene? Infine Clea, il rosso da Sangiovese. Frutta e freschezza, poi il resto non conta (ma se contasse andrebbe di gran lunga bene). Le etichette? Opere d’arte! PS non assaggiate il Vermouth perché poi diventa droga. Peccato sia finito!!! Lorieri Podere Scurtarola. Conosco i loro vini. Conosco Michelangelo. Conosco quel folle di Pierpaolo Lorieri. Conosco il Vernero da Vermentino Nero. Avevo assaggiato la 2017 che era francamente un pò giovane. Qui ho assaggiato la 2012 in versione Magnum e quella giovinezza, certamente arrotondata dagli anni, ha reso il Vernero un capolavoro assoluto. Un vino che se lo trovi in un ristorante stellato sa il fatto suo ma io lo berrei sempre tra amici visto che le cose buone si aprono con chi amiamo. Ora però, visto che il mio giudizio su Scurtarola era già eccellente, dopo questo assaggio sono in difficoltà poiché non saprei come posizionarlo ulteriormente verso l’alto. Visionario. Mandirola 1913. Quando si dice Timorasso ai giorni d’oggi in tanti dicono di averlo scoperto e conosciuto. Sì riempiono la bocca di tante frasi ad effetto. Enrico però è figlio di chi il Timorasso lo coltivava ancor prima che molti di noi nascessero. Era il vino di chi non sapeva rinunciare ai gusti autentici e si trovava solo in damigiana. Non è una riscoperta ma solo una continuazione in varie forme. Il Mon Cavarrè, metodo classico con 24 mesi di affinamento dice che il Timorasso è duttile. Piccolo Derthona ne dimostra la semplice potenza verticale. Il Timorasso Derthona offre ai curiosi l’armoniosa potenza. Il Tantéi infine illustra come il legno possa servire a nobilitare, senza stravolgere, un incredibile vitigno quando affidato solo mani sapienti che l’abbiano già trattato. Incredibile. Agostinetto. In Maremma ci si può aspettare due rossi: Morellino di Scansano e Ciliegiolo. Perché andare a cercare cose strane quando già questi bastano e avanzano? Non sono rimasto deluso. Anzi, entusiasta di entrambe. Veri, intensi, ricchi, croccanti. Con La Madonnina (Cabernet Sauvignon e Sangiovese riposto almeno 8 mesi di botte) si riceve quella sorta di ruvida carezza che da un Morellino ci si aspetta e si vuole. Anzi, un bel pò di più. Il Ciliegiolo? Ho apprezzato nel Pozze Rosse il solo cemento che lo ha reso indiscutibilmente identitario e incredibilmente croccante. Anche perché la ciliegia moscia non paga. Avanti tutta! Monte Solaio è sempre in Maremma, a Campiglia Marittima. Due i vini. Il Sacrestano è un nomen omen visto che il Cabernet Franc lo rende vegetalmente austero. Ma evviva il Franc che almeno è più insolito rispetto al Sauvignon ormai troppo inflazionato. Poi il Sassinoro che è uno di quei vini ricchi e corposi dei quali magari saranno inflazionati ma se ne trovi uno come questo, non ne puoi più fare a meno. Perché non è che dobbiamo sempre essere rustici e alla mano: ogni tanto è bene pure darsi un tono. Bravi. Ritter de Zahony. In Friuli, ad Acquilea. Guido è nobile e lo dimostra con tutto il suo savoir faire ma soprattutto con i suoi vini mai banali e con sempre qualcosa che ti fa dire: però però. Il Prosecco Brut è il primo che non vorresti bere perché Prosecco ma quando lo assaggi il “però però” arriva spontaneo. Mavì è il rosato da Rebo, vitigno Trentino nato dall’incrocio tra Merlot e Teroldego, così insolito che il però però c’è per default. Edda Cristina è la Palava. So che non è un vitigno noto arrivando direttamente da oltre confine e più precisamente dalla Moravia, pure lui incrocio, stavolta tra Gewürztraminer e Müller Thurgau, ma qui siamo proprio al confine. Meno male che è arrivato perché quel suo incredibile bilanciamento e il sapiente mix di lime ed albicocca mi hanno fatto esclamare qualcosa di più colorito che un però però. Theodor, Pinot Nero. Tutti fanno il Pinot Nero ma questo è quel però però che non ti aspetti. Proprio perché lo fanno tutti e questo ha qualcosa di diverso. Hektor, il Cabernet nonché Elvine, Chardonnay seguono la stessa linea di Theodor dove tutti lo fanno ma poi assaggi questi e dici: però però. Ecco, alla fine me ne sono andato dal Monk con la voglia del prossimo Uva Fiera. Tanta allegria, tante facce sorridenti, tanti giovani e, soprattutto, tanto interesse.  Viva la spensieratezza. Ivan Vellucci – Suggestioni di Vino
ivan.vellucci@winetalesmagazine.com Mi trovi su Instagram come @ivan_1969  
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Caviar Experience Giaveri: degustazione verticale lusso italiano con 3 collezioni esclusive Arrow Right Top Bg

16 Dicembre, 2025

Caviar Experience Giaveri: degustazione verticale lusso italiano con 3 collezioni esclusive

  Classic, Premium, Extreme: 4 varietà caviale (Beluga, Osietra, Sterlet) per Natale 2025   Caviar Giaveri, eccellenza italiana con filiera completa a San Bartolomeo di Breda (TV), lancia Caviar Experience: cofanetto degustazione verticale che trasforma il caviale in viaggio sensoriale attraverso 3 collezioni e 4 varietà pregiate. Non un semplice regalo, ma esperienza multisensoriale per 5-8 persone, ideale per le Feste. COLLEZIONE CLASSIC (introduzione equilibrata): White Sturgeon (apertura delicata) Siberian Classic (pilastro gustativo) Osietra Classic (finezza aromatica) Sterlet (perla storica pura) COLLEZIONE PREMIUM (complessi + Beluga): White Sturgeon + Siberian/Osietra Classic Beluga Siberian (uova grandi, consistenza unica) COLLEZIONE EXTREME (rarità assolute): Beluga Imperial (re grana/delicatezza) Persian Osietra (ricco/complesso) Golden Sterlet (perle dorate uniche) Beluga Siberian CONFEZIONI DESIGN: box ecopelle nera riutilizzabile (20g/30g porzione), oggetto d’arredo minimalista. Salatura malossol russa, selezione/confezionamento manuale. Le schede prodotto sono disponibili ai link: Collezione Classic: https://www.caviargiaveri.com/caviar-experience-collezione-classic/ Collezione Premium: https://www.caviargiaveri.com/caviar-experience-collezione-premium/ Collezione Extreme: https://www.caviargiaveri.com/caviar-experience-collezione-extreme/ Per ulteriori informazioni, visite e acquisti, è possibile consultare il sito www.caviargiaveri.com CAVIAR GIAVERI: dal 1970 allevamento storioni sostenibile CITES, oggi guidato da Jenny, Giada, Joys Giaveri. La Redazione
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Incrocio Manzoni, rosé dolce e spumante: Bizzarro, la proposta briosa di Tenuta San Giorgio per i dessert delle feste Arrow Right Top Bg

16 Dicembre, 2025

Incrocio Manzoni, rosé dolce e spumante: Bizzarro, la proposta briosa di Tenuta San Giorgio per i dessert delle feste

  Un connubio perfetto tra dolcezza e freschezza per accompagnare panettone, pandoro e dolci al cioccolato   Nel cuore delle Grave di Papadopoli, a Maserada sul Piave (TV), nasce Bizzarro, lo spumante rosé dolce firmato Tenuta San Giorgio, azienda agricola a conduzione familiare con oltre 50 anni di storia. Bizzarro è prodotto da uve del vitigno autoctono Manzoni Moscato, varietà ottenuta negli anni ’30 dal prof. Luigi Manzoni tramite incrocio tra Moscato d’Amburgo e Raboso Piave, coltivata oggi solo in pochi comuni della provincia di Treviso. Questo spumante amabile è ottenuto con metodo Charmat e si caratterizza per un colore rosa cerasuolo vivace, un perlage raffinato e persistente, e un bouquet sinuoso di confettura di fragola, ciliegia e un finale esotico di litchi maturo. Al palato, la dolcezza morbida si equilibra con la freschezza vivace e l’acidità elegante del Raboso Piave, regalando sensazioni vellutate e di grande vivacità. Perfetto per accompagnare la tavola delle feste, Bizzarro è indicato come abbinamento ideale per biscotti al burro, dessert al cioccolato, frutti di bosco e soprattutto per il panettone e il pandoro. La sua freschezza ed effervescenza bilanciano la grassezza di questi dolci tradizionali, mentre le sue note aromatiche arricchiscono la degustazione con un ulteriore strato di complessità. Prezzo consigliato al pubblico: 9,50 euro. La Redazione
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Il Collio sotto l’albero: Le Riserve Di Tenuta Stella per un Natale da gustare Arrow Right Top Bg

15 Dicembre, 2025

Il Collio sotto l’albero: Le Riserve Di Tenuta Stella per un Natale da gustare

  Una trilogia di vini biologici e identitari pensata per chi cerca doni raffinati e dal carattere autentico.​   Per chi ama i regali che raccontano una storia, che portano con sé un territorio e trasformano un brindisi in un’esperienza, Tenuta Stella propone per il Natale 2026 Riserve Collection Luxury, la sua trilogia di Riserve: Ribolla Gialla Riserva, Friulano Riserva e Merlot Riserva. Tre etichette pensate per chi sceglie doni autentici, eleganti, sostenibili: bottiglie che arrivano sotto l’albero con un significato preciso e un’identità definita. Dal cuore più alto del Collio, tra le colline che guardano le Alpi e respirano il vento dell’Adriatico, queste Riserve nascono da agricoltura biologica certificata e da un lavoro artigianale attento a tempo, suolo e biodiversità. Ogni bottiglia diventa così un racconto di Collio: ideale per chi colleziona vini, per chi ama i bianchi longevi e per chi, a Natale, desidera sorprendere con qualcosa di più di un semplice regalo. La Ribolla Gialla Riserva 2021 è il dono perfetto per i palati curiosi: un bianco di forte identità, che unisce freschezza e profondità con note di frutta disidratata e agrumi, sostenute da una trama importante e dal potenziale evolutivo, ideale sia per il pranzo delle feste sia per un lungo riposo in cantina. Il Friulano Riserva 2021 è il regalo che parla di tradizione: nasce da un vigneto storico piantato nel 1926 e offre profumi di agrumi, fiori secchi, frutta candita, con una struttura ampia e un sorso ricco, pensato per chi cerca autenticità, storia e radici profonde in ogni calice. Il Merlot Riserva 2021 completa la trilogia come scelta ideale per chi ama i rossi avvolgenti e importanti: viti di circa settant’anni, affinamento misurato in barrique e un profilo aromatico che richiama amarena, frutti di bosco e spezie sottili danno vita a un vino caldo, vellutato e autorevole, perfetto per le serate invernali e per accompagnare carni rosse e piatti ricchi delle feste. La veste grafica essenziale, le carte ecologiche e il packaging curato rendono le Riserve Collection Luxury un’idea regalo natalizia particolarmente elegante: bottiglie che “si presentano da sole”, belle da scartare e da esporre, perfette sotto l’albero. Acquistabile nello shop online di Tenuta Stella, la collezione porta il fascino del Collio sulle tavole delle Feste e nelle cantine degli appassionati: tre vini speciali per tre diversi modi di dire Buone Feste, con il Collio come filo conduttore. La Redazione
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