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BlendNews è un contenitore di informazioni dedicato al vino. Racconteremo gli eventi, le novità e le curiosità di questo mondo.

 

La plastica in vigneto e in cantina Arrow Right Top Bg

22 Aprile, 2025

La plastica in vigneto e in cantina

Conoscerla e gestirla in maniera sostenibile e responsabile   mercoledì 7 maggio (ore 9-13) nella sede di vignaioli piemontesi a Castagnito (CN) a cura della rivista Millevigne il periodico dei viticoltori italiani si terranno un convegno e una tavola rotonda per capire le criticità e i vantaggi di un materiale diventato ormai così essenziale per la vitivinicoltura Dai legacci e gli shelter per il vigneto ai materiali delle attrezzature per la gestione del sottofila, dai tubi, le guarnizioni e gli elementi delle macchine e delle attrezzature enologiche, fino al packaging, sono molti gli oggetti in plastica che utilizziamo abitualmente in vigneto e in cantina. Recentemente in una serie di articoli la rivista Millevigne edita da Vignaioli Piemontesi ha approfondito vantaggi, caratteristiche e criticità legati all’uso della plastica in viticoltura e in enologia, con lo scopo di migliorare la conoscenza e la cultura dei materiali che le aziende del settore utilizzano nelle loro attività. A partire dalla composizione delle plastiche, le differenze esistenti tra i diversi polimeri che ne determinano le proprietà, fino alle criticità legate al rischio di dispersione nel suolo in vigneto o alla necessità di valutare gli aspetti di sicurezza alimentare del materiale plastico quando utilizzato in cantina o nel packaging. Contemporaneamente si è esplorato il mondo del ciclo di vita dei materiali plastici e messi in evidenza degli esempi virtuosi di gestione sostenibile o di sviluppo di materiali alternativi. A seguito dell’enorme interesse riscontrato sul tema in occasione di SIMEI 2024, la fiera per le tecnologie, l’impiantistica e l’innovazione in cantina, a cui Millevigne ha dato il suo contributo organizzando uno workshop per trattare della plastica in vigna e in cantina, si è deciso di riproporre e approfondire l’argomento in collaborazione con Vignaioli Piemontesi in un convegno che si terrà il 7 maggio prossimo nella sede di Vignaioli Piemontesi, Via Alba 15 a Castagnito (CN).  “La plastica in vigneto e in cantina. Conoscerla e gestirla in maniera sostenibile e responsabile”, a cura di Alessandra Biondi Bartolini e Monica Massa, rispettivamente direttrice scientifica e direttrice responsabile di Millevigne, porterà i partecipanti a inquadrare il tema delle plastiche utilizzate in vigneto e in cantina, le criticità relative alla dispersione nell’ambiente, l’inquinamento da microplastiche e gli aspetti di sicurezza alimentare e controllo della qualità dei materiali plastici a contatto con gli alimenti. A spiegare e aggiornare i partecipanti sullo stato dell’arte delle conoscenze scientifiche e degli aspetti tecnici e regolatori saranno il chimico e divulgatore scientifico Simone Angioni, Luca Nizzetto ricercatore presso il Norvegian Institute for Water Research, responsabile scientifico del progetto Europeo Papillons sulle Agroplastiche, Elisa Pellegrini ricercatrice dell’Università di Udine e Cristina Mocchi, Food Contact Sector Manager di CSI SPA. Uno spazio sarà poi dedicato agli interventi delle aziende partner Zeropack e Sabiomaterials. Nella seconda parte dell’incontro si terrà una tavola rotonda dal titolo “Modelli di economia circolare e principi di sostenibilità per un uso sostenibile dei materiali in vigneto e in cantina” dove si parlerà di modelli di sviluppo, economia circolare e nuovi materiali e dove i protagonisti presenteranno casi di esperienze virtuose di gestione della plastica. Interverranno Stefano Amadeo, agronomo e fondatore di Diversity Ark, Lucrezia Lamastra dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e coordinatrice del comitato tecnico-scientifico di SOStain Sicilia, Enrico Sozzetti, giornalista esperto in economia e Cecilia Rocca produttrice e consigliera dell’Associazione l’Anello forte. L’evento, gratuito, potrà essere seguito in presenza o da remoto, previa registrazione al link https://bookeo.com/vignaioli?devent=425534LC7FN195F60F1FFA_2025-05-07_Ih4WcTDOLu3s e darà diritto ai crediti formativi per le categorie dei dottori agronomi e forestali, periti agrari, enologi ed enotecnici. Per informazioni info@millevigne.it cell. 331 7015735   PROGRAMMA La plastica in vigneto e in cantina  Vignaioli Piemontesi, Via Alba 15, Castagnito CN 7 maggio 2025 Ore 9.00 – registrazione dei partecipanti Modera Alessandra Biondi Bartolini – Millevigne Ore 9.30 – Inizio dei lavori – saluti di benvenuto Simone Angioni – Chimico, divulgatore scientifico e co-autore di “Tutto quello che sai sulla plastica è sbagliato” Ed. Gribaudo – Il mondo delle plastiche Luca Nizzetto – Norvegian Institute for Water Research – Microplastiche in agricoltura: risultati scientifici recenti dal progetto europeo PAPILLONS Elisa Pellegrini – Dipartimento di Scienze Agroalimentari, Ambientali e Animali, Università di Udine – Effetti delle microplastiche sulla fertilità dei suoli in vigneto Cristina Mocchi – Food Packaging Materials – Food Contact Sector Manager di CSI SPA – I MOCA in materiale plastico nelle cantine e nei vigneti: requisiti, controlli e valutazione dei rischi Ore 11.30 Interventi programmati Eligio Martini – Zeropack Rocco Filippi  – Sabiomaterials Ore 11.45 – TAVOLA ROTONDA – Modelli di economia circolare e principi di sostenibilità per un uso sostenibile dei materiali in vigneto e in cantina – Partecipano: Stefano Amadeo – Agronomo – Diversity Ark Lucrezia Lamastra – Università Cattolica del Sacro Cuore – SOStain Sicilia Enrico Sozzetti – giornalista esperto in economia Cecilia Rocca – L’anello forte – Monforte d’Alba Ore 13.15 – momento conviviale di networking e buffet      La Redazione
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20 Aprile, 2025

Il Lugana brilla a Vinitaly 2025

Dalla Secret Tasting Room alla Torre dei Lamberti, il futuro della denominazione sul palcoscenico di Verona   Con 2.000 calici serviti allo stand consortile, 500 ospiti nella Secret Tasting Room e 1.300 winelover conquistati sulla Torre dei Lamberti, la DOC iconica del Lago di Garda continua a entusiasmare e crescere.   La 57° edizione di Vinitaly si chiude con bilancio più che positivo per il Consorzio Tutela Lugana DOC, confermando la forza identitaria e attrattiva del bianco del Lago di Garda, sempre più al centro dell’attenzione di appassionati, professionisti e nuove generazioni di consumatori. Lo stand consortile ha visto una partecipazione importante, con circa 2.000 calici versati nel corso della manifestazione: ben 100 etichette di vino di 70 aziende hanno raccontato la ricchezza e la versatilità della denominazione, affermandola come una delle realtà più dinamiche e apprezzate del panorama enologico italiano e internazionale. Novità assoluta di questa edizione, la Secret Tasting Room, ha conquistato oltre 500 persone tra giornalisti, operatori del settore ed eno-appassionati, offrendo un’esperienza di degustazione intima e immersiva, un modo coinvolgente e innovativo per conoscere ed approfondire la Doc. Numeri importanti anche per Vinitaly and the City, dove il Lugana ha dominato la scena in cima alla Torre dei Lamberti: circa 1.300 visitatori hanno potuto brindare con una vista mozzafiato sulla città scaligera. Edoardo Peduto, direttore del Consorzio Lugana Il Lugana si dimostra ancora una volta capace di parlare e coinvolgere pubblici diversi grazie a un linguaggio moderno, competente e inedito, che valorizza l’identità del nostro territorio. Con iniziative come la Secret Tasting Room abbiamo voluto dare spazio a un’esperienza unica: un viaggio sensoriale che ha trasportato il visitatore nelle terre del Lugana, il tutto accompagnato da un ottimo calice di vino. Durante la manifestazione è stato dato spazio anche a un approfondimento sull’annata Lugana DOC 2024. Le condizioni meteorologiche avevano reso la gestione agronomica particolarmente impegnativa, ma hanno anche contribuito alla nascita di vini dotati di freschezza, acidità ben integrata e intensità olfattiva, lasciando intuire un eccellente potenziale di longevità. Il Lugana continua così il suo percorso di crescita e promozione, portando avanti con coerenza un progetto fondato su qualità, identità e valore. La 57° edizione del Salone dei Vini e dei Distillati si è riconfermata infatti momento clou del panorama vitivinicolo italiano e internazionale: si è conclusa con 97.000 presenze complessive e con un’incidenza degli operatori esteri che sale al 33%, da Stati Uniti, Germania e Regno Unito, mercati strategici per Il Consorzio Lugana. Dopo il Vinitaly, il Consorzio sarà protagonista di un tour proprio negli Stati Uniti (New York, Miami e San Francisco), prima di tornare in Italia a giugno con il grande evento Armonie Senza Tempo, per la terza edizione Romana, per un’estate all’insegna dell’eleganza di questo bianco dai diversi volti nel cuore della Capitale. La Redazione
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Pasqua e Pasquetta con il Movimento Turismo del Vino dell'Umbria Arrow Right Top Bg

19 Aprile, 2025

Pasqua e Pasquetta con il Movimento Turismo del Vino dell'Umbria

  Visite, esperienze e degustazioni, le cantine umbre si aprono agli enoturisti per le vacanze di Pasqua   Degustazioni gourmet, brunch nei vigneti, tour tra botti e colline fino ai pranzi pasquali ispirati alla tradizione: le cantine di Movimento Turismo del Vino Umbria si preparano a offrire agli enoturisti un lungo weekend di esperienze pensate per chi sceglie di festeggiare Pasqua e Pasquetta coniugando il piacere della scoperta del vino con la meraviglia della natura. Dall’area di Montefalco, cuore del Sagrantino, fino alle colline orvietane, passando per Todi, Bevagna, Torgiano e San Venanzo, le cantine umbre offrono un caleidoscopio di proposte. Giovanni Dubini, Presidente di MTV Umbria L’enoturismo è una piacevole opportunità per tutti e in occasione di Pasqua e Pasquetta, sempre più persone scelgono di vivere queste giornate in cantina. Ai ritmi serrati della vita di ogni giorno, corrisponde il desiderio di contatto con la natura, di esperienze sensoriali e di svago che uniscano il piacere dell’assaggio con il godimento di attività all’aria aperta nella filosofia di un turismo lento. Movimento Turismo del Vino Umbria sta lavorando per sostenere le cantine nel costruire questo tipo di offerta, incontrando le richieste di visitatori sempre più numerosi, variegati e attenti al consumo consapevole. A Montefalco, Arnaldo Caprai celebra la Pasqua con tre esperienze pensate per sorprendere ogni tipo di visitatore. Il 19 e 20 aprile, Pasqua in Vigna – La Colazione invita a vivere un picnic tra i filari con un cesto ricco di specialità umbre, dalla coratella d’agnello alla torta al formaggio abbinato alle etichette più rappresentative della cantina, con musica swing dal vivo e visita guidata. Sempre sabato e domenica, l’Aperitivo di Pasqua in Cantina propone una degustazione gourmet al tramonto nella suggestiva Piazzetta Monte della Torre, tra finger food d’autore e calici di Sagrantino. Il 21 aprile, infine, Pasquetta in Cantina si festeggia con un brunch creativo servito tra le vigne: pizze fritte gourmet, selezione di carni, verdure in tempura e una verticale di vini Caprai accompagnano un’intera giornata da vivere all’aria aperta, con musica dal vivo. Sempre nel cuore del Sagrantino, Cantina Semonte, aperta nella giornata di Pasqua, accoglie i visitatori con due opzioni di wine tasting, dalla formula più semplice con snack e focaccia a quella completa con tagliere di salumi e formaggi, per un momento di relax tra calici e sapori. Lungarotti, nella sua tenuta di Montefalco, propone una Pasquetta all’aria aperta tra vigneti, giochi e sapori autentici. Si comincia con una visita guidata in vigna e in cantina, seguita da un aperitivo con Brut Rosé e un picnic tra i filari con cestino gourmet, vino incluso e opzione kids. Nel pomeriggio, giochi di una volta e caccia all’uovo in vigna completano l’esperienza per adulti e bambini. Spostandosi a Bevagna, Mevante accoglie gli ospiti con due pranzi da non perdere: il giorno di Pasqua un menù raffinato con piatti della tradizione reinterpretati con eleganza, tra cui risotto ai carciofi, costolette di agnello e pastiera con zabaione caldo; a Pasquetta, invece, i raviolini di faraona e il cosciotto di agnello lasciano spazio a un’atmosfera più informale ma altrettanto curata, sempre accompagnata dai vini aziendali. A poca distanza, Di Filippo, azienda biologica e biodinamica tra Torgiano e Cannara, celebra la Pasquetta con un’esperienza immersiva nella tradizione e nella natura. Il 28 marzo, gli ospiti sono invitati a partecipare allo Sdijunittu di Pasquetta, una colazione tipica umbra servita tra le 10 e le 12.30 e dalle 15 alle 18.30, che include coratella d’agnello, formaggi biologici locali, salumi tipici, torta al formaggio e uova biologiche dell’azienda. La giornata prosegue con rilassanti passeggiate in carrozza tra i vigneti biodinamici. A Collevalenza, nei pressi di Todi, Cantina Todini accoglie gli ospiti nei giorni 18, 19 e 21 aprile con due proposte su appuntamento: la Wine Experience, con visita in cantina e degustazione di 4 vini accompagnati da pane e olio EVO biologico, e la Wine & Food Experience, che aggiunge un tagliere di salumi e formaggi tipici e un assaggio di Vermouth Tuder. A San Venanzo, Fattoria di Monticello propone per Pasqua un raffinato pranzo tra piatti della tradizione umbra rivisitati con eleganza, dai flan di carciofi al carré di agnello, fino al millefoglie ai frutti di bosco. Menù speciale anche per i più piccoli. Lunedì 21 aprile, in occasione della Pasquetta, la cantina Antonelli San Marco propone una giornata all’aria aperta tra gusto e natura, alle ore 12 sarà possibile partecipare a una visita guidata in cantina, seguita da un picnic con prodotti tipici del territorio: uova sode, affettati di produzione propria, torta pasqualina, torta al formaggio, formaggi locali accompagnati dalla confettura di Sagrantino Antonelli e pane cotto a legna. A concludere, la crescionda, dolce tradizionale della zona, il tutto abbinato al Montefalco Grechetto 2024. Novità dell’anno 2025 per Movimento Turismo del Vino Umbria, a partire proprio dai giorni delle festività pasquali e per il lungo periodo di ponti delle successive festività fra aprile e maggio, la partnership con il tour operator Ciclovery, specializzato in cicloturismo in Umbria. Ciclovery offrirà su tutto il territorio regionale, a partire da Orvieto a Perugia passando per Montefalco, fino all’area del Trasimeno e della zona di Amelia, la possibilità di percorrere itinerari in e-bike a partire dalle cantine socie di MTV Umbria. I percorsi, accessibili anche ai cicloturisti meno esperti, si concluderanno con una degustazione in cantina, unendo l’esplorazione lenta del territorio al piacere dell’assaggio. La formula “Bike & Wine” e gli itinerari disponibili, nonché la prenotazione, possono essere consultati sul sito www.ciclovery.com. Molti altri itinerari enogastronomici a cura delle cantine umbre sono consultabili sui canali social del Movimento del Turismo del Vino dell’Umbria.   La Redazione  
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La Farra. Il gusto della convivialità, il respiro del paesaggio, l'anima di una famiglia Arrow Right Top Bg

19 Aprile, 2025

La Farra. Il gusto della convivialità, il respiro del paesaggio, l'anima di una famiglia

  C’è un ritmo che accompagna ogni passo tra i vigneti di La Farra, una sinfonia fatta di terra e mani operose, di colline che respirano storia e di un vino che porta con sé la voce di un territorio unico al mondo. Nel cuore delle Colline del Conegliano Valdobbiadene, riconosciute dall’UNESCO come Patrimonio dell’Umanità, La Farra incarna la fusione perfetta tra tradizione, qualità e ospitalità, un luogo dove il tempo sembra rallentare per lasciare spazio a una dimensione più autentica, quella della natura e della convivialità. Fondata nel 1997 dai fratelli Adamaria, Innocente e Guido Nardi, La Farra è una realtà a conduzione familiare che oggi gestisce 25 ettari vitati, dislocati tra Farra di Soligo, Pieve di Soligo, Follina e San Pietro di Feletto, dove vengono coltivate con cura e rispetto le uve destinate alla produzione del Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG. Ogni anno vengono prodotte oltre 700.000 bottiglie, il 65% delle quali esportate in 21 paesi del mondo. La cantina lavora e vinifica le uve nel rispetto della tradizione e con l’ausilio delle più moderne tecnologie, per garantire vini che siano espressione autentica della vocazione del territorio. Il Prosecco Superiore de La Farra è più di un vino: è un invito a riscoprire il valore del tempo, a godere della bellezza di un calice condiviso, a lasciarsi avvolgere dall’eleganza di un sorso che porta con sé tutto il carattere delle colline del Conegliano Valdobbiadene. L’eccellenza della produzione si unisce a una filosofia che celebra il piacere della scelta consapevole, il desiderio di vivere momenti autentici e il privilegio di assaporare un prodotto che è espressione di una cultura radicata nella storia e nella passione. L’ospitalità è un valore che si esprime in ogni dettaglio, e il Belvedere La Farra, un casolare a Col Brià, ne è il fulcro. Questa struttura, recuperata nel 2023 e immersa nei vigneti eroici dell’azienda, rappresenta il cuore dell’accoglienza e dell’enoturismo. Più di una piccola sala degustazione, il Belvedere La Farra è un luogo di incontro e condivisione, una finestra aperta sulla storia e sulla cultura vitivinicola della famiglia Nardi. Adamaria Nardi. Il progetto di recupero del Casolare muove da una vera e propria esigenza di condivisione che tutti noi fratelli sentivamo profondamente. Si tratta di un angolo di mondo che abbiamo sempre vissuto con grande intensità e che desideravamo condividere con coloro che hanno interesse a conoscere il territorio e la sua cultura. È più di un semplice luogo, è l’incarnazione di un legame profondo con la terra che lo circonda. Il percorso enoturistico di La Farra, lungo circa 3 km, da fare a piedi, partendo dalla cantina, attraversa i vigneti storici della famiglia e accompagna i visitatori alla scoperta delle colline di Farra di Soligo fino al Belvedere La Farra, a Col Brià, da cui si può godere di una meravigliosa vista del paesaggio viticolo e comprendere i valori che ne hanno determinato il riconoscimento Unesco: ciglioni inerbiti, cordonate collinari e il mosaico agrario (alternanza boschi e vigneti). Un’esperienza che va oltre la semplice degustazione: ogni ospite è invitato a vivere il vino non solo come espressione del territorio, ma come momento di connessione con la natura. Qui, il tempo diventa un ingrediente essenziale, il paesaggio si fonde con l’identità del vino e ogni sorso racconta la fatica, la dedizione e la bellezza di queste terre. Affidabilità, autenticità, rispetto per il consumatore e per l’ambiente sono i principi che guidano ogni scelta de La Farra. La lavorazione delle vigne “eroiche” è interamente manuale, nel rispetto della morfologia del territorio, con potature, vendemmia e selezione delle uve svolte esclusivamente a mano. Ogni bottiglia è il risultato di una dedizione costante, di un sapere che si rinnova e di una passione che trova la sua più alta espressione nella qualità di un vino che parla la lingua della sua terra. Ospitalità, vino e natura si fondono in un’esperienza che invita a rallentare, a perdersi nella bellezza del paesaggio e a lasciarsi avvolgere dalla storia che ogni calice racchiude. La Farra non è solo un’azienda vinicola, è un luogo da vivere, da scoprire e da ricordare, dove ogni visita è un invito a condividere momenti di autentica meraviglia. La Redazione   http://www.lafarra.it/  https://www.instagram.com/lafarra_winery/?hl=it
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Tenuta di Castellaro annuncia l'apertura del nuovo bistrot con lo chef Giacomo Caravello Arrow Right Top Bg

18 Aprile, 2025

Tenuta di Castellaro annuncia l'apertura del nuovo bistrot con lo chef Giacomo Caravello

  Un’esperienza enogastronomica esclusiva tra sapori autentici, ingredienti locali e una cucina che racconta l’anima delle Eolie Tenuta di Castellaro si prepara ad accogliere una nuova esperienza gastronomica con l’apertura del Castellaro Bistrot, che debutterà ufficialmente il 21 aprile. Un nuovo capitolo, che conferma la vocazione all’eccellenza e alla valorizzazione del territorio, questa volta attraverso una proposta culinaria raffinata e innovativa. Alla guida del bistrot ci sarà lo chef Giacomo Caravello, il cui approccio moderno alla cucina si distingue per ricerca, evoluzione e un profondo legame con le radici del territorio siciliano. La sua filosofia si basa su una visione contemporanea della tradizione, capace di reinterpretare ingredienti autentici in chiave innovativa, senza mai perdere il legame con l’essenza della cucina locale. Caravello, milazzese, classe 1989, già a La Montecchia dagli Alajmo e con Martina Caruso al Signum dal 2014 al 2018, poi dal 2019 a Balìce, nella sua città natale. Energia, entusiasmo, visione e territorio, sono queste le parole che riassumono alla perfezione la strada che ci ha portato ad abbracciare senza esitazione il progetto dell’apertura del nuovo Bistrot Castellaro. Il grande lavoro fatto da Massimo Lentsch in questi anni sull’Isola di Lipari – continua – ha dimostrato la lungimiranza di credere in un luogo unico al mondo, al quale sono fortemente legato per vicinanza geografica e percorso lavorativo. La nostra idea è quella di parlare di territorio, nel piatto, nell’atmosfera e nell’energia vulcanica che queste isole sanno trasmettere. Per me una sfida entusiasmante, come chef, come imprenditore e come figlio adottivo di questo arcipelago. Non vediamo l’ora di accogliervi. Un viaggio sensoriale tra territorio e stagionalità Il menu di Castellaro Bistrot – aperto a pranzo per la degustazione e il light lunch e a cena con un menu à la carte – è un tributo alla biodiversità dell’arcipelago eoliano, con un’attenta selezione di materie prime locali e stagionali. I piatti sono costruiti attorno a elementi centrali della tradizione gastronomica eoliana, esaltati da tecniche moderne e abbinamenti creativi. Capperi, pomodori datterini, finocchietto selvatico, basilico, gamberi rossi, gamberi di nassa, melanzane, cozze, mandorle: sono alcuni degli ingredienti fondamentali su cui ruoterà la proposta, molto rappresentativi del territorio e dell’idea di cucina del Bistrot Castellaro.   Un’esperienza immersiva tra vino e cucina Castellaro Bistrot è il luogo perfetto per un’esperienza enogastronomica completa, in cui le etichette di Tenuta di Castellaro, dell’Etna DOC di Massimo Lentsch e alcune tra i più rappresentativi Vignerons francesi si fondono armoniosamente con le proposte culinarie dello chef Caravello. Ogni portata è pensata per esaltare le caratteristiche dei vini, creando abbinamenti studiati per valorizzare aromi, sapori e struttura. L’apertura del bistrot rappresenta un ulteriore tassello nell’impegno di Tenuta di Castellaro verso un’offerta di qualità, in grado di coinvolgere gli ospiti in un viaggio che celebra il paesaggio, la cultura e la tradizione delle Eolie. Un Bistrot di design Realizzato in collaborazione con gli architetti Michele Giannetti e Alessandro Dalpiaz dello studio Dalpiaz Giannetti Architekten di Amburgo, il Bistrot Castellaro riprende la stessa forma architettonica dei pilastri a fungo della cantina, con colonne realizzate in una cassaforma di polistirolo. Gli elementi della cassaforma, trasformati in installazioni d’arte dall’artista Luigi Radici, arricchiscono lo spazio della barriccaia, così come le pareti da lui personalizzate. L’ascensore funziona come torre del vento, mentre una cucina a vista esterna crea un’atmosfera accogliente e raffinata, perfetta per la preparazione delle pietanze.   La Redazione
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17 Aprile, 2025

Studio UniCredit-Nomisma: la Sicilia si conferma una regione strategica nel settore del vino

  Presentata l’edizione 2025 di Sicilia en Primeur, in programma a Modica dal 6 al 10 maggio   Nel corso del 2024, l’export dei bianchi Dop siciliani è ulteriormente cresciuto rispetto a quanto già registrato nell’anno precedente, quando le esportazioni registrarono un +7,8% a valore rispetto al 2022. Nel 2024, infatti, l’export dei bianchi Dop siciliani è cresciuto di un ulteriore 8,9%. È uno dei dati che emergono dall’Osservatorio sulla competitività delle Regioni del Vino – Sicilia, realizzato da Nomisma Wine Monitor in collaborazione con UniCredit, presentato oggi a Palermo. Salvatore Malandrino, Regional Manager Sicilia di UniCredit Il supporto alle realtà del comparto vitivinicolo in Sicilia che si trovano oggi ad operare in uno scenario globale complesso e incerto continua ad essere un impegno per UniCredit. Un sostegno a 360° ad una filiera da sempre portavoce del Made in Sicily nel mondo e che si concretizza attraverso credito, consulenza, supporto nelle sfide dell’export e delle due transizioni, digitale e sostenibile. Mariangela Cambria, presidente di Assovini Sicilia. La cultura del vino in Sicilia: una storia millenaria che guarda al futuro”, è il pay-off di Sicilia en Primeur 2025. Il vino siciliano è uno dei simboli della cultura mediterranea, della quale la Sicilia è massima espressione. Il vino non è solo un prodotto agricolo o commerciale, non è semplicemente una bevanda ma un elemento essenziale della cultura universale, che attraversa secoli e civiltà. La sfida alla quale Assovini Sicilia è chiamata a rispondere e dare il suo contributo è anche quella di tutelare il valore culturale del vino contro dinamiche internazionali restrittive, contro una cultura che criminalizza quello che è un prodotto culturale, promuovendolo come espressione di civiltà, conoscenza, bellezza e tradizione. Studio Nomisma Dopo un 2023 che ha visto l’import mondiale di vino contrarsi di oltre il 5% rispetto all’anno precedente, nel 2024 il tanto atteso rimbalzo non c’è stato. Considerando i primi 12 mercati di import di vino (il cui peso sugli scambi mondiali supera il 60%), solamente quattro di questi hanno registrato crescite nelle importazioni a valore (Stati Uniti, Canada, Cina e Brasile) Rispetto a tale scenario, l’Italia ha portato a casa un risultato positivo (+6% a valore), trainato soprattutto dagli spumanti tricolori (+9%) le cui esportazioni incidono ormai per il 30% sulle vendite frontiera complessive di vino italiano. Gran parte di questo merito è ascrivibile al Prosecco, il cui export è aumentato dell’11% nell’ultimo anno. Al contrario di quanto accaduto invece alla Francia, il cui 2024 si è chiuso nuovamente in calo (dopo il -3% del 2023) per un-2,4%, generato dal crollo dei propri spumanti le cui vendite all’estero sono diminuite del 6,5% (in questo caso, colpevole lo Champagne il cui export è diminuito dell’8%). Tra gli altri top exporter che nel 2024 hanno registrato una sensibile crescita va citata l’Australia: +31%. Una performance tutta di origine cinese. Dopo la “messa al bando” dei vini australiani da parte del governo cinese con un “superdazio” del +218% a partire dal 2021 (causa rappresaglia politica) e che aveva portato l’export di vini australiani da oltre 114 milioni di bottiglie a meno di 200 mila, nel 2024 si è arrivati ad un accordo tra i due governi per la revoca tariffaria. Allargando la visuale del confronto agli ultimi dieci anni, l’Italia figura come il paese il cui export di vino è cresciuto di più tra tutti i competitor: +60% contro il +51% della Francia e il +33 della Nuova Zelanda. Il nostro vino arriva oggi ai quattro angoli del pianeta, ma in alcuni di questi appare troppo concentrato. Il 60% dell’export vinicolo italiano si concentra in appena 5 paesi, con gli Stati Uniti in testa (24%). La Francia presenta un indice di concentrazione (sempre rispetto ai primi 5 mercati di sbocco) del 51% (con un peso degli Usa del 20%), la Spagna è al 48% (incidenza Usa dell’11%). Restando in tema, anche le esportazioni regionali denotano alti livelli di concentrazione. Il solo Veneto pesa per il 37% sull’export di vino nazionale, seguito da Toscana e Piemonte con il 15% entrambi. Aggiungendo Trentino Alto Adige ed Emilia Romagna si arriva ad un’incidenza dell’80%. Lo stesso poi si desume per i vini a denominazione. Guardando al peso degli Stati Uniti – oggi di estrema attualità alla luce dei dazi di Trump – sull’export dei vini Dop, si evince come i bianchi del Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia hanno nel mercato americano il principale paese di sbocco (48% del proprio export), così come per i rossi Dop della Toscana (40%) e a seguire i rossi del Piemonte (31%). Molto più bassa invece l’esposizione dei vini siciliani: 20% per i rossi Dop, 14% per i bianchi. Nel corso del 2024, l’export dei bianchi Dop siciliani è ulteriormente cresciuto rispetto a quanto già registrato nell’anno precedente, quando le esportazioni registrarono un +7,8% a valore rispetto al 2022. Nel 2024, infatti, l’export dei bianchi Dop siciliani è cresciuto di un ulteriore 8,9%. In senso opposto sono andati i rossi Dop siciliani che registrano, per due anni di fila, una riduzione nell’export (-4,5% nel 2023, -2,9% nel 2024). Focalizzando l’attenzione sui top 10 mercati di destinazione, per i bianchi Dop siciliani l’export 2024 è cresciuto del 37% in UK, del 34% in Russia, del 12% in Germania e per l’11% sia in Canada che negli Usa. Per i rossi Dop Siciliani, pur in un contesto di calo complessivo, si registra una crescita in Canada (+22%), Russia (+17%), Paesi Bassi (+8%) e Stati Uniti (+6%). E proprio sugli Stati Uniti è stata realizzata da Nomisma una consumer survey per il III° Rapporto Wine Monitor-Unicredit sulla competitività delle Regioni del Vino su quasi 2.000 consumatori di vino localizzati nei 3 Stati di maggior consumo, vale a dire New York, California e Florida. Tra i principali temi indagati dalla survey, è emerso quello dei cambiamenti nelle preferenze gustative che vede oggi il consumatore americano fare più attenzione ai vini di qualità (33% dei consumatori si è espresso in tale senso), ricercare vini di differenti regioni e territori (28%) ma prestare anche più attenzione alla salute, ad esempio acquistando vini rossi più leggeri e a minor contenuto alcolico. Senza tralasciare gli aspetti “green” particolarmente attenzionati dai consumatori più giovani. In questo contesto, dove il 65% della popolazione dei tre Stati analizzati ha dichiarato di aver consumato vino nell’ultimo anno, 7 su 10 hanno orientato la propria preferenza di consumo verso un vino italiano. La Sicilia è tra le regioni italiane più conosciute e visitate dagli americani, oltre che più apprezzata per i vini che produce. Solamente il 14% dei consumatori intervistati dichiara di non aver mai sentito nominare la Sicilia, la percentuale più bassa assieme a quella per la Toscana tra tutte le regioni italiane. Sempre la Sicilia, assieme alla Toscana, vengono indicate dagli americani come le regioni italiane che producono i vini di maggior qualità, tanto che 6 su 10 dichiarano di conoscere almeno un vino siciliano e 2 su 10 di averlo anche consumato. Rispetto a questi ultimi, la percentuale di consumatori di vini siciliani aumenta tra coloro che hanno visitato l’Italia negli ultimi cinque anni, apprezzano la cucina italiana, sono millennial (29-44 anni), wine lover (buon conoscitore di vino) e con un alto reddito annuo (superiore ai 100.000 $). Le ragioni che hanno spinto questi consumatori a bere un vino italiano e siciliano discendono dai valori espressi, principalmente riconducibili alla tradizione, alla varietà dei vitigni autoctoni e alla qualità riconosciuta, sia a livello internazionale che rispetto al connubio con un “giusto” prezzo. Ecco perché, al di là dei dazi, la maggioranza dei consumatori americani vede un futuro di crescita per il vino italiano. Un futuro che, anche nel breve periodo (nei prossimi 12 mesi) dovrebbe condurre ad una maggior propensione al consumo dei vini del Bel Paese rispetto alla media. A prescindere infatti dal 65% dei consumatori che manterrà invariato il consumo di vino italiano, un altro 25% ha dichiarato di volerlo aumentare contro un 13% che invece lo ridurrà, denotando in tal modo un saldo positivo di 9 punti percentuali. È comunque da precisare che i dati Istat di export tengono conto del luogo di spedizione all’estero, per cui sfuggono i quantitativi di vino siciliano che non partono direttamente dalla Sicilia per l’estero, ma partono da porti ubicati in altre regioni alle quali questi volumi di prodotto vengono computati come export vinicolo. Per cui si stima che in realtà il commercio estero di vini e mosti siciliani sia superiore rispetto ai dati ufficiali Istat.   Sicilia en primeur Sicilia en Primeur nasce nel 2003 come anteprima internazionale dell’ultima annata, rivolta alla stampa italiana ed estera. L’evento ha lo scopo di far conoscere sia le innumerevoli sfaccettature del vino siciliano, attraverso degustazioni e incontri con i produttori, sia i luoghi e la cultura che compongono la tradizione enologica siciliana, attraverso enotour in diverse aree dell’isola. Scegliendo tra 10 itinerari differenti, i professionisti della stampa viaggiano alla scoperta delle aziende vinicole e del territorio. Il vino diventa, così, una chiave di lettura esclusiva per comprendere la straordinaria varietà e biodiversità dell’Isola ed il suo patrimonio storico-culturale, insieme alla storia dei produttori e delle aziende vitivinicole. Il format vincente di Sicilia en Primeur prevede tre giorni di enotour rivolti alla stampa e visita alle aziende vitivinicole partecipanti ed i territori di produzione, degustazioni tecniche e talk su temi di attualità, un convegno. Il quinto ed ultimo giorno sarà dedicato all’incontro con i produttori e alle degustazioni nelle postazioni aziendali. L’ultima edizione del 2024 ha coinvolto 106 giornalisti provenienti da tutto il mondo (53 dall’estero, 38 dall’Italia e 15 giornalisti regionali) e le aziende partecipanti sono state 59.   La Redazione
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17 Aprile, 2025

Bottiglie Prosecco metallizzate e specchiate. Anche la Corte d'Appello di Venezia da ragione a Bottega

  Ennesima sentenza che dà ragione a Bottega S.p.A.   La Corte d’Appello Penale di Venezia, con sentenza n. 4575/24 del 19/12/2024, ha riconfermato la validità dei marchi tridimensionali e di fatto sulle bottiglie specchiate Gold, Rose Gold e White Gold di Bottega S.p.A. e dalla stessa utilizzati sin dal 2002, confermando sostanzialmente quanto già stabilito dalle decisioni dell’EUIPO e della Corte di Giustizia UE riguardo ai marchi sulle bottiglie specchiate Gold e Rose Gold; per contro ha confermato gli estremi della contraffazione da parte del legale rappresentante di Ca’ di Rajo condannandolo al risarcimento del danno e al pagamento delle spese legali e processuali. Tuttavia il reato è stato dichiarato estinto per prescrizione. Secondo la Corte di Appello penale di Venezia, Ca’ di Rajo ha riprodotto e copiato gli elementi distintivi e dominanti dei marchi suddetti, come il colore oro, rosa e argento, la specchiatura, la forma della bottiglia ed anche la lettera B, imitata dalla epsilon greca. Nei confronti di Ca’ di Rajo la decisione della Corte d’Appello Penale di Venezia si allinea alla precedente sentenza n. 21095/23 del 19.07.2023 con cui la Corte di Cassazione  aveva dichiarato infondata la domanda di accertamento negativo della contraffazione, ravvisando che il colore oro e rosa e la verniciatura a specchio costituivano il cuore dei marchi di Bottega e che le differenze negli elementi accessori non erano sufficienti a distinguere i marchi, secondo quanto percepito dal consumatore medio. Pertanto Bottega, assistito dall’Avv. Raimondo Galli di Milano, vince un’ulteriore importante battaglia nelle numerose querelle del Prosecco tra cantine produttrici di bottiglie e marchi simili, caratterizzate dalla specchiatura di colore oro, rosa e argento. Su fatti analoghi si era pronunciato nel 2022 anche il Tribunale Penale di Imperia nei confronti della locale azienda produttrice Liquid Gold, il cui legale rappresentante venne condannato a 18 mesi di reclusione e al pagamento a favore di Bottega della somma di 10.000 € di provvisionale, oltre alle spese legali, per il reato di ricettazione, detenzione e vendita di prodotti con segni contraffatti, a seguito di denuncia sporta da Bottega S.p.A. a tutela dei suoi marchi. Per gli stessi fatti la Corte d’Appello di Milano ha invece recentemente assolto dall’accusa di contraffazione, ormai sulla soglia della prescrizione, il metallizzatore delle bottiglie Molteni di Barzago e le aziende Vinicola Tombacco di Trebaseleghe e San Simone di Brisotto di Pordenone, entrambi fornitori di vino ed imbottigliatori per conto della Liquid Gold. In questi giorni, Bottega S.p.A. ha vinto un’altra azione davanti alla Corte di Appello di Milano nei confronti della ditta Morando, che aveva riprodotto altri marchi di Bottega S.p.A. In questo caso il legale rappresentante della Morando S.p.A. era stato condannato in primo grado dal Tribunale di Varese a 8 mesi di reclusione e a 10.000 € di multa e al pagamento a favore di Bottega di 50.000 € di provvisionale, oltre alle spese legali. La Corte d’Appello di Milano ha ora confermato la condanna di primo grado, salvo prescrizione del reato. In definitiva, una serie di vittorie che confermano la validità dei marchi di Bottega S.p.A. e che garantisce a Bottega S.p.A. e a tutti i suoi lavoratori e dipendenti di ottenere per il futuro il rispetto delle proprietà intellettuali. Adesso le battaglie si sposteranno sul piano internazionale dove ci sono anche gruppi francesi, tedeschi e spagnoli che hanno violato i marchi di Bottega S.p.A. Sandro Bottega, Presidente di Bottega S.p.A., Voglio ricordare che la nostra azienda ha ideato le bottiglie con colori specchiati a partire dal 2002, a conferma di una carriera lunga e articolata in cui ha sempre dimostrato massima originalità ed estrema innovazione, caratteristiche imprenditoriali che, insieme a una qualità riconosciuta negli anni da oltre 500 premi nazionali ed internazionali, ci hanno portati ad essere una delle aziende più imitate in tutto il mondo nel settore dei vini e dei distillati. La validità dei marchi registrati e di fatto nel corso degli anni è stata riconosciuta in Italia e in Europa da diversi organi competenti. La Redazione  
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Il Consorzio Garda DOC chiude il Vinitaly con numeri da record Arrow Right Top Bg

17 Aprile, 2025

Il Consorzio Garda DOC chiude il Vinitaly con numeri da record

  L’edizione 2025 di Vinitaly si conclude con un bilancio estremamente positivo per il Consorzio Garda DOC, che ha dimostrato di saper evolvere e innovare, rafforzando il proprio ruolo nel panorama enologico italiano. Grazie alla visione e all’energia di Sissi Baratella, enologa e divulgatrice, il Garda DOC ha consolidato la propria identità, mettendo al centro non solo il vino, ma anche il territorio, la cultura e il valore delle relazioni. Il Consorzio Garda DOC è stato uno dei protagonisti indiscussi della manifestazione, grazie a format moderni e coinvolgenti che hanno saputo unire tradizione e modernità nel racconto del territorio. Grande successo hanno riscosso i social tasting, che hanno trasformato lo spazio Garda DOC, all’interno dell’area (Avenue H, Stand 1) in un vero e proprio luogo di incontro e dialogo tra esperti e appassionati. Gli eventi di degustazione hanno permesso al pubblico di scoprire le sfumature dei vini gardesani attraverso assaggi guidati, impreziositi da eccellenze gastronomiche italiane come il Formaggio Montasio DOP, il Crudo di Cuneo DOP e il Salame Varzi DOP. Questa formula contemporanea ha reso la scoperta dei vini ancora più dinamica e interattiva, favorendo il dialogo diretto con esperti e produttori e rafforzando il legame tra il vino e il suo territorio. Paolo Fiorini, presidente del Consorzio Garda DOC La comunicazione nel settore vitivinicolo, il cambiamento del comportamento dei consumatori e i consigli per i produttori nel promuovere la DOC Garda  sono alcuni degli argomenti di cui si è parlato in questi giorni al nostro stand e ancora una volta abbiamo potuto promuovere i punti di forza di un territorio sostenibile come quello del Lago di Garda, dall’immenso potenziale enogastronomico e turistico. Con questa edizione di Vinitaly, il Consorzio Garda DOC ha ribadito la sua capacità di innovare e raccontare il proprio territorio con autenticità e visione A dare ulteriore slancio alla narrazione del Consorzio Garda DOC, i talk di Sissi Baratella, un confronto autentico sul mondo del vino che hanno stimolato un contradditorio sul ruolo della denominazione, il valore dell’enoturismo e l’identità del territorio gardesano. Attraverso una serie di interviste social e approfondimenti, Sissi Baratella hanno saputo interpretare al meglio le nuove forme di comunicazione del mondo del vino, rendendo il Consorzio Garda DOC protagonista di un dialogo autentico e accessibile. Con uno stile diretto e spontaneo, Sissi Baratella ha saputo coinvolgere il pubblico e amplificare la narrazione del territorio, creando un’interazione dinamica all’interno di un ambiente conviviale, perfettamente in sintonia con lo stile del Consorzio Garda DOC che ha trovato ampia risonanza sui social media. Il format è stato costruito attorno a una domanda semplice ma incisiva: “Posso offrirti un Garda DOC?”, un punto di partenza che ha coinvolto ospiti del mondo del giornalismo, dello sport e della cucina in un dialogo aperto, sempre accompagnato da un calice di Garda DOC. Attraverso questo spunto, Sissi ha accompagnato i suoi ospiti in un viaggio alla scoperta delle caratteristiche della denominazione, della ricchezza del territorio, e delle potenzialità dell’enoturismo, creando un perfetto fil rouge tra passato, presente e futuro della viticoltura gardesana. Contenuti e approfondimenti coinvolgenti che verranno pubblicati nei canali social del Consorzio nei prossimi giorni e che daranno la possibilità ad appassionati e wine lovers di rivivere le straordinarie giornate del Vinitaly 2025. Assieme a questi prodotti il Consorzio Garda DOC è parte del progetto triennale cofinanziato dall’Unione Europea “Eccellenze DOP: un savoir-faire tutto europeo”. La campagna di comunicazione ha come obiettivi di rafforzare la riconoscibilità e la notorietà dei prodotti agroalimentari europei di qualità a marchio DOP, oltre che migliorare la competitività e il consumo dei prodotti agroalimentari dell’Unione. Il programma, che coinvolge Italia, Germania e Austria, prevede una serie di attività dedicate ad aumentarne la visibilità e l’apprezzamento nei tre mercati di riferimento. La Redazione
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Il Consorzio Barbera d'Asti e i vini del Monferrato chiude con successo il Vinitaly 2025 Arrow Right Top Bg

16 Aprile, 2025

Il Consorzio Barbera d'Asti e i vini del Monferrato chiude con successo il Vinitaly 2025

  Si conclude con grande soddisfazione la partecipazione del Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato a Vinitaly 2025, principale appuntamento di promozione e internazionalizzazione per il comparto enologico nazionale con oltre 4.000 aziende espositrici da ogni regione d’Italia e il quartiere fieristico al completo. Un evento che si conferma essenziale per la valorizzazione della eccellenza vinicola del Monferrato e il dialogo internazionale. Un punto centrale di questa 57^ edizione è stato il tema dei recenti dazi imposti dall’amministrazione americana, che ha generato preoccupazione tra i produttori italiani, ma non ha impedito una significativa presenza di buyer statunitensi in fiera. Un dato che dimostra come, nonostante le incertezze politiche e commerciali, il mercato americano continui a essere fortemente interessato ai vini del Monferrato, riconoscendone il valore e la qualità. Il Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato ha dimostrato ancora una volta grande determinazione e resilienza. Vitaliano Maccario, Presidente del Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato. Questa edizione di Vinitaly ha visto una massiccia presenza di buyer americani nonostante l’introduzione dei nuovi dazi sulle importazioni di vino negli Stati Uniti che ci costringono a riflessioni importanti anche se non siamo particolarmente preoccupati. Prevediamo che i vini delle denominazioni tutelate dal nostro Consorzio, in particolare la Barbera, non subiranno flessioni significative nelle vendite, poiché l’incidenza del rincaro sarà minima e confidiamo possa esser facilmente assorbibile dal mercato. In questi giorni abbiamo avuto modo di riscontrare quanto i nostri vini siano apprezzati sul mercato americano sia attraverso gli incontri durante il Vinitaly sia durante il recente incoming dei buyer del Monopolio della Pennsylvania. Un accordo strategico che ha permesso ai nostri produttori di far conoscere le loro eccellenze e aprire nuove relazioni commerciali. Va poi sottolineato come, momenti di contrattura economica su alcuni mercati, si possono tramutare in occastura verso altri Paesi con possibilità di sviluppi commerciali verso mercati emergenti     Charles Lazzara, Ceo di Volio Imports, Eventi come il Vinitaly rappresentano un’opportunità straordinaria non solo per celebrare la cultura del vino italiano, ma soprattutto per costruire connessioni concrete tra produttori e mercati internazionali. I recenti dazi, imposti dall’amministrazione Trump, hanno sicuramente gettato delle ombre sui mercati, tuttavia, accordi come quello recentemente siglato tra il Consorzio Barbera d’Asti e il monopolio della Pennsylvania sono esempi virtuosi di come la collaborazione strategica possa tradursi in risultati tangibili per l’intero comparto. Queste collaborazioni aprono nuove relazioni commerciali, rafforzando la presenza dei vini italiani negli Stati Uniti e valorizzando il lavoro dei produttori sul territorio. È questo il modello da seguire per costruire un futuro sostenibile e competitivo per il vino italiano nel mondo. Vinitaly si attesta come un’occasione imprescindibile per rafforzare il dialogo con gli stakeholder internazionali, difendere il posizionamento del vino italiano sui mercati globali e favorire opportunità di crescita e sviluppo, anche in contesti geopolitici sfidanti. Il Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato, grazie alla qualità e alla competitività dei propri vini, guarda al futuro con determinazione, consapevole che la versatilità, la qualità e l’innovazione saranno le leve per continuare a far apprezzare il patrimonio enologico del Monferrato nel mondo, fiduciosi che il mercato americano continuerà a riconoscere il valore delle produzioni. Il 2025 prosegue come un anno di grande fermento per il Consorzio del Barbera d’Asti e Vini del Monferrato, impegnato a valorizzare il proprio territorio attraverso un ricco calendario di eventi, con l’obiettivo di rendere la Barbera d’Asti e le altre denominazioni tutelate dal Consorzio, un simbolo contemporaneo di eccellenza, convivialità e divertimento.   La Redazione
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