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BlendNews è un contenitore di informazioni dedicato al vino. Racconteremo gli eventi, le novità e le curiosità di questo mondo.

 

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18 Novembre, 2024

ViniAmo 3° Edizione. Il Wine Tasting della Capitale

4 e 5 Maggio 2025
Hotel Cristoforo Colombo
Via Cristoforo Colombo, 710 – 00144 – Roma Se il vino è speciale … allora ViniAmo! Tornano i calici d’eccellenza dell’Evento ViniAmo, per un anno giubilare senza precedenti!
Scoprirai vini rari, autentiche chicche selezionate da tutta Italia, accompagnati da assaggi di prodotti italiani ugualmente unici, per wine – food pairing che lasciano il segno. Due giorni di tasting arricchiti da due Masterclass, sulla Borgogna e sui vini della Loira, guidate da un’interprete d’eccezione: Armando Castagno. ViniAmo è dove il vino si trasforma in un’esperienza sensoriale indimenticabile! Programma delle 2 giornate: banchi d’assaggio e Masterclass. 300 etichette italiane (più qualche escursione all’estero!), 80 stand tra Cantine, Extra Wine & Food Domenica 4 Maggio: è la giornata aperta a tutti, wine lovers, esperti, giornalisti e operatori del settore.
Nel pomeriggio sono previste le due Masterclass dedicate ai vini di Borgogna e della Loira. Lunedì 5 Maggio: oltre ai wine lovers che non hanno potuto partecipare la Domenica e una Masterclass di vini d’eccellenza italiani, questa è la giornata organizzata soprattutto per stampa e operatori, il core business dell’evento, per avvicinare chi lavora nel settore dell’enogastronomia ad aziende speciali da tutta Italia. Il ViniAmo della Minelli Wine Events
La Minelli Wine Events, di Stefano Minelli, nasce con l’obiettivo della condivisione e dello sviluppo della cultura del vino nel panorama romano e del Lazio. Attraverso la creazione di eventi di degustazione, organizza banchi d’assaggio su scala
nazionale con qualche escursione all’estero, per avvicinare un pubblico sempre più vasto ed attento al meraviglioso mondo del vino. Cultura, gusto e piacere sono i tre capisaldi che guidano ogni edizione di ViniAmo. Per Informazioni:
Stefano Minelli 338 3046072
minelliwine.events@gmail.com
Accrediti stampa: giuliaferrero.press@minelliwineevents.it
Accrediti operatori: operatori@minelliwineevents.it
Prenotazioni Masterclass: masterclass@minelliwineevents.it Ci vediamo a ViniAmo 2025 La Redazione
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16 Novembre, 2024

Sparkle 2025: è tempo di bollicine

87 I VINI PREMIATI CON LE “5 SFERE” DALLA VENTITREESIMA EDIZIONE DELLA GUIDA AI MIGLIORI VINI SPUMANTI SECCHI ITALIANI Andrà in scena a Roma, sabato 30 novembre 2024, la presentazione di Sparkle 2025, 23esima edizione della guida ai migliori spumanti secchi italiani, edita dalla storica rivista di enogastronomia Cucina & Vini. A partire dalle ore 13.30, presso il The Westin Excelsior Hotel, saranno premiate con le ambite “5 sfere” 87 etichette tra le 936 presenti in guida, prodotte dalle migliori aziende vitivinicole del Bel Paese. La regione più rappresentata è la Lombardia, grazie ai 33 riconoscimenti ricevuti, 29 appartenenti alla denominazione Franciacorta DOCG, 2 all’area dell’Oltrepò Pavese; a quota 19 il Trentino, con soli Trento DOC; segue, con 16 premi il Veneto, 13 Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG, due Lessini Durello DOC e un Asolo Prosecco Superiore DOCG; quindi Piemonte (7), Alto Adige (3), Abruzzo (3), Puglia (2), Friuli Venezia Giulia, Toscana, Lazio e Sicilia con un 5 sfere. Francesco D’Agostino, curatore della guida Sparkle Ormai i nostri assaggi sono compressi nel periodo estivo e nella prima parte dell’autunno. Anche questo è un indice dell’incremento di qualità del vino spumante italiano. È necessario infatti aspettare un tempo più lungo dall’imbottigliamento (nel caso dei vini realizzati con metodo Charmat) o dalla sboccatura (per il metodo classico) rispetto a quanto accadeva dieci anni fa. Non solo, oggi sono vini capaci di mantenere la loro qualità in bottiglia per anni. Alla fine del nostro lavoro di ricerca e selezione sentiamo l’esigenza di confrontarci con i dati, con le dichiarazioni di spumantizzazione fatte da tutti i produttori italiani e collezionate da Icqrf per ogni annata vitivinicola, dal primo agosto 2023 al 31 luglio 2024 in questo caso. I produttori italiani hanno spumantizzato l’equivalente di oltre un miliardo e ottanta milioni di bottiglie segnando un decremento dello 0,5%. È l’indicazione chiara di un settore in ottima salute che trova riscontro nei dati Istat di export da gennaio a luglio del 2024 che registrano un totale di un miliardo e duecentonovantasette milioni di euro, segnando una crescita del 7% sullo stesso periodo del 2023 e del 213% rispetto al 2014 (sempre gennaio-luglio). Unico neo è che quest’anno alla crescita in valore è corrisposta una crescita in volume
percentualmente superiore e quindi un piccolo decremento in valore della bottiglia, oggi a 5,69 euro, lo scorso anno 5,87. Si partirà alle 13.30 con la presentazione dell’edizione 2025 della guida Sparkle e la relativa consegna delle ambite 5 sfere (in allegato l’elenco completo). E poi, come di consueto, alle 16 inizia la grande degustazione di bollicine italiane con l’apertura al pubblico. Un’appassionante degustazione con oltre duecento tra i migliori spumanti secchi italiani, tra quelli presenti in guida, tutti da scoprire e degustare attraverso un percorso strutturato in base all’appartenenza territoriale. Anche quest’anno possiamo contare sul supporto di importanti brand nazionali e internazionali che hanno scelto il nostro evento come occasione di comunicazione e promozione. Per la parte tecnica, un’importante conferma è la presenza consecutiva da ben 12 anni di Diam, marchio leader nella produzione di tappi tecnici in sughero presente in qualità di sponsor sin dalle prime edizioni del nostro evento. E poi la parte food che registra la quinta partecipazione di una grande famiglia dell’industria alimentare italiana di qualità. Parliamo di Antica Pasticceria Muzzi dal 1795, l’azienda dolciaria umbra leader nella produzione della pasticceria delle ricorrenze e non solo. Quest’anno, si unisce alla squadra di SparkleDay un altro noto marchio del made in Italy, parliamo di Caffè Toraldo, la storica torrefazione di Napoli che dal 1968 porta l’espresso napoletano in tutto il mondo. Tutte le info su come partecipare ed elenco delle aziende presenti in aggiornamento su www.cucinaevini.it. La guida Sparkle 2025 è in vendita sul sito www.shop.cucinaevini.it. GUIDA SPARKLE 2025
Presentazione riservata alla stampa e agli addetti ai lavori
Sabato 30 novembre 2024, ore 13.30
The Westin Excelsior Hotel (Via Vittorio Veneto, 125), Roma
In vendita su www.shop.cucinaevini.it. SPARKLEDAY
Sabato 30 novembre 2024, dalle ore 16.00 alle 22.00
The Westin Excelsior Hotel (Via Vittorio Veneto, 125), Roma
Costo ingresso € 30,00 (sono inclusi calice e sacca porta bicchiere)
info@cucinaevini.it, 0698872584
Biglietteria on line: www.shop.cucinaevini.it
Riduzione sommelier: € 20 presentando la tessera associativa in biglietteria il giorno dell’evento.
Operatori: richiedere accredito scrivendo a: eventi@cucinaevini.it Di seguito i vini che hanno ottenuto le cinque sfere. La Redazione PIEMONTE Alta Langa Blanc ’d Blanc Brut 2018 Giulio Cocchi Alta Langa TotoCorde Brut 2018 Giulio Cocchi Alta Langa Riserva Zero 140 Pas Dosé 2010 Enrico Serafino Alta Langa Riserva Zero Pas Dosé 2018 Enrico Serafino Alta Langa Riserva Cuvée 60 Mesi Brut 2013 Gancia Soldati La Scolca D’Antan Brut 2012 La Scolca Soldati La Scolca D’Antan Rosé Brut 2012 La Scolca LOMBARDIA Franciacorta Satèn Edizione 2020 Barone Pizzini Franciacorta Pas Operé Extra Brut 2018 Bellavista Franciacorta Riserva Palazzo Lana Extrême Extra Brut 2013 Guido Berlucchi Franciacorta Rosé Extra Brut 2020 Bosio Franciacorta Riserva Cuvée Annamaria Clementi Dosage Zéro 2015 Ca’ del Bosco Franciacorta Riserva Cuvée Annamaria Clementi Rosé Extra Brut 2014 Ca’ del Bosco Franciacorta Riserva Vintage Collection Dosage Zéro Noir 2015 Ca’ del Bosco Franciacorta Nero Zero 2019 Colline della Stella Franciacorta Blau Blanc de Noir Extra Brut 2016 Corte Aura Franciacorta Riserva Raramè Dosaggio Zero 2012 Corte Aura Franciacorta Rosé Brut Corte Fusia Franciacorta Le Millèsimé Brut 2015 Derbusco Cives Franciacorta Riserva 33 Non Dosato 2016 Ferghettina Franciacorta Riserva Extra Brut 2016 Ferghettina Franciacorta Satèn 2020 Freccianera Fratelli Berlucchi Franciacorta Riserva Capitolo II Dosaggio Zero 2016 Le Vedute Franciacorta Superno Dosaggio Zero 2016 Marzaghe Franciacorta Satèn 2020 Mirabella Franciacorta Satèn 2020 Mosnel Franciacorta Riserva Villa Crespia Millè Brut 2014 Muratori Franciacorta Satèn 2020 Tenuta Ambrosini Franciacorta Ricciolina Satèn Terre d’Aemòr Franciacorta Rosé Extra Brut 2020 Terre d’Aemòr Franciacorta Comarì del Salem Extra Brut 2017 Uberti Franciacorta Dequinque Cuvée 15 Vendemmie Extra Brut Uberti Franciacorta Magnificentia Satèn 2020 Uberti Franciacorta Cuvette Brut 2019 Villa Franciacorta Franciacorta Diamant Pas Dosé 2019 Villa Franciacorta Franciacorta Riserva Nobile Alessandro Bianchi Rna 15 anni Extra Brut 2007 Villa Franciacorta Oltrepò Pavese Metodo Classico Pinot Nero Riva Rinetti Pas Dosé 2019 Calatroni Oltrepò Pavese Metodo Classico Pinot Nero Dasdòt Pas Dosé 2019 Fradé Lugana Brut Nature 2013 Perla del Garda Mattia Vezzola Grande Annata Brut 2018 Costaripa TRENTINO Trento Riserva Collezione Luciano Lunelli Rosé Brut 2009 Abate Nero Trento Riserva Graal Brut 2017 Altemasi Trento Brut Balter Trento Riserva Pas Dosé 2017 Balter Trento Riserva 907 Extra Brut 2018 Cantina di Isera Trento Riserva Brezza Riva Pas Dosé 2019 Cantina di Riva Trento R Rosé Brut Cantina Rotaliana Trento Riserva R Brut 2016 Cantina Rotaliana Trento Riserva OroRosso Dosaggio Zero 2018 Cembra Cantina di Montagna Trento 1673 Rosé Brut 2017 Cesarini Sforza Trento Riserva Lunelli Extra Brut 2016 Ferrari Trento Riserva Masnen-Vignal Blanc de Blancs Extra Brut 2019 Klinger Trento Riserva del Fondatore 976 Brut 2013 Letrari Trento Riserva Dosaggio Zero 2019 Maso Martis Trento Brut Nature 2018 Moser Trento Riserva Tracce Extra Brut 2016 Moser Trento Riserva Flavio Brut 2016 Rotari Trento Maso Nero Dosaggio Zero 2019 Zeni Trento Riserva Maso Nero Extra Brut 2017 Zeni ALTO ADIGE Alto Adige Riserva Extra Brut 2018 Arunda Alto Adige Riserva 600 Blanc de Blancs  Extra Brut 2018 Cantina Kurtatsch Alto Adige Riserva 1919 Extra Brut 2018 Kettmeir VENETO Asolo Prosecco Superiore Extra Dry 2023 Commendator Pozzobon Rosalio Valdobbiadene Rive di Colbertaldo Vigneto Giardino Asciutto 2023 Adami Valdobbiadene Rive di Santo Stefano Dirupo Nazzareno Pola Etichetta del Fondatore Extra Dry 2023 Andreola Valdobbiadene Rive di Soligo Mas de Fer Extra Dry 2023 Andreola Valdobbiadene Superiore di Cartizze Dry 2023 Andreola Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Rive di Soligo Extra Brut 2023 BiancaVigna Valdobbiadene Prosecco Superiore BandaRossa Vigna di Collagù Extra Dry 2023 Bortolomiol Valdobbiadene Prosecco Superiore Ius Naturae Brut 2023 Bortolomiol Valdobbiadene Coste di Mezzodì Dry 2023 Col Vetoraz Valdobbiadene Rive di Vidor Tittoni Dry (2013-2014-2021-2023) La Tordera Valdobbiadene Prosecco Superiore Cruner Dry Le Colture Conegliano Valdobbiadene 20.10 Extra Dry 2023 Le Manzane Valdobbiadene Prosecco Superiore Extra Dry 2023 Rebuli Valdobbiadene Prosecco Superiore Rive di Farrò Particella 232 Extra Brut 2023 Sorelle Bronca Lessini Durello Riserva Amedeo Evolution Pas Dosé 2012 Ca’ Rugate Lessini Durello Riserva Amedeo Pas Dosé 2018 Ca’ Rugate FRIULI VENEZIA GIULIA Dom Jurosa Blanc de Blancs Extra Brut 2018 Lis Neris TOSCANA Bolle di Borro Rosé Brut 2018 Il Borro LAZIO Alarosa Brut Vigne del Patrimonio ABRUZZO Nicola Di Sipio Brut Di Sipio Brut Marramiero Rosé Brut Marramiero PUGLIA Daunia Bombino Bianco RN Brut 2019 d’Araprì Gianfranco Fino Rosato Dosaggio Zero 2019 Gianfranco Fino SICILIA Etna Gaudensius Blanc de Noir Brut Firriato
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14 Novembre, 2024

Life of Wine XIII edizione. Viaggio nelle età del vino

  Un viaggio unico alla scoperta dell’evoluzione del vino
Si terrà domenica 24 novembre la XIII edizione di Life of Wine, evento unico dedicato all’affinamento dei vini in bottiglia di affermate cantine italiane,  che prenderà vita negli splendidi spazi dell’Hotel Villa Pamphili a Roma. Ideato da Studio Umami e Roberta Perna Comunicazione Enogastronomica , agenzie di Firenze specializzate in comunicazione e organizzazione di manifestazioni enogastronomiche, in collaborazione con il giornalista Maurizio Valeriani, direttore della testata Vinodabere, riunirà anche quest’anno circa 50 aziende da tutto il Bel Paese, chiamate per far degustare al pubblico annate in commercio ed annate precedenti, per un singolare viaggio alla scoperta dell’evoluzione del vino attraverso lo scorrere del tempo. Protagoniste di questa nuova edizione di Life of Wine saranno: AGRICOLA MEVANTE
ANTONELLI SAN MARCO
BADIA A COLTIBUONO
BEL COLLE
BOSCARELLI
CAIAROSSA
CANTINA DI PRISCO
CANTINA DI VENOSA
CANTINA KALTERN
CANTINA SANTADI
CANTINE DEI
CANTINE DEL NOTAIO
CANTINE LUNAE BOSONI
CANTINE MARISA CUOMO
CAPANNELLE
CAPEZZANA
CASALE DEL GIGLIO
CASATA MERGÈ
CERULLI SPINOZZI
COLLI DI CASTELFRANCI
COLOGNOLE
CORTE DEI VENTI
ERSTE+NEUE
FARAONE
FATTORIA SELVAPIANA
FATTORIA VARRAMISTA
FATTORIA ZERBINA
FONTANA CANDIDA
GINI
IL BORRO
LA STRADINA
LAMOLE DI LAMOLE
LETRARI
LISINI
MORISFARMS
MUSCARI TOMAJOLI
PIAN DELLE QUERCI
PLONERHOF
POGGIO AL TESORO
POGGIO BONELLI
RIDOLFI
SALVATORE MOLETTIERI
SANTA BARBARA
SARDUS PATER
SECONDO MARCO
TENUTA DI FIORANO
TRAERTE – VADIAPERTI
VILLA SALETTA Ogni cantina, presente al proprio banco di assaggio, porterà di almeno una etichetta almeno due annate meno recenti oltre all’annata in commercio, dando la possibilità ai presenti di immergersi in numerose ed intriganti micro verticali. Oltre a questo si potranno degustare anche altre etichette in commercio, per avere un quadro esaustivo della produzione di ogni singola realtà. Alcune bottiglie, a discrezione dei produttori che parteciperanno a questa nuova edizione, potranno anche essere acquistate dal pubblico presente. Life of Wine aprirà le porte alle ore 10 di domenica 24 novembre. Dalle ore 10 fino alle ore 13.30 l’ingresso sarà riservato a sommelier tesserati che, esibendo alla cassa la tessera, pagheranno un prezzo ridotto di 25 euro invece di 35 euro, ed a stampa, comunicatori ed operatori solo di settore vinicolo che potranno richiedere l’accredito recandosi sul sito www.lifeofwine.it (sezione ingressi). L’accredito avrà validità solo se confermato via mail dall’organizzazione. Dalle 13.30 le porte si apriranno anche agli appassionati e l’evento si concluderà alle ore 19. Il biglietto di ingresso è di 35 euro da pagare in loco e consentirà l’assaggio di tutti i vini presenti. Per la lista delle aziende e dei vini (in fase di aggiornamento) si rimanda al sito www.lifeofwine.com Facebook:   https://www.facebook.com/Life-of-Wine-249159771798182/?ref=br_rs Instagram:  https://instagram.com/lifeofwine_vecchieannate?utm_medium=copy_link Info: www.lifeofwine.it | 329.9293459 – 347.0613646 | info@studioumami.com   La Redazione  
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6 Novembre, 2024

Ingham, il Marsala Superiore che celebra la Sicilia

La saga dei Florio, narrata da Stefania Auci nei due romanzi I leoni di Sicilia e L’inverno dei Leoni si intreccia con la storia della Sicilia di fine Ottocento. I personaggi della Saga si incrociano nelle vie di Palermo, nei palazzi del potere. Si intrecciando vite, speranze, dolori, successi, insuccessi. Si tessono trame e si creano nuovi affari. Paolo Florio prima, Ignazio poi e infine Vincenzo Florio intrecciarono rapporti con l’inglese Benjamin Ingham, un commerciante tessile che, sulla scia dei Woodhouse iniziò la produzione e il commercio del vino Marsala tanto caro agli inglesi. Vincenzo Fiorio aprì a sua volta una azienda per la produzione del Marsala. Non per contrastare Benjamin ma perché gli pareva un buon affare e un buon modo per entrare nei palazzi nobiliari. Insieme, Vincenzo e Benjamin furono anche soci nella società di navigazione con i battelli a vapore con la quale il Marsala venne trasportato in tutto il mondo. Fu Benjamin Ingham che aprì la mente al giovane Vincenzo: il futuro, le aziende, le macchine a vapore, l’impresa. Persino le donne. Forse, senza Benjamin, Vincenzo Fiorio non sarebbe diventato quel grande imprenditore che tanto ha dato alla Sicilia e al mondo. L’intraprendenza di Benjamin lo portò ad aprire il suo stabilimento di produzione del Marsala (Baglio) a pochissima distanza da quello di John Woodhouse per poi aprirne altri a a Castelvetrano, Campobello di Mazara, Balestrate e Vittoria. Il suo vino, lievemente più dolce di quello di Woodhouse, è noto col nome di «Colli»; le qualità migliori vengono chiamate «London Particular», «Inghilterra» o «Bandiera». Chiamò a se suo fratello Joshua che, grazie alla sua esperienza in Spagna introduce a Marsala il sistema delle Soleras Y Criaders. Una produzione dunque innovativa, presto seguita da tutti gli altri. Purtroppo Benjamin non ha figli e il suo patrimonio passa al nipote Joseph Whitaker, un nome importante per il Marsala siciliano. Purtroppo la Grande Guerra e il Proibizionismo americano portano alla cessione dai Whitaker al gruppo Cinzano. È il 1928.   Oggi Ingham torna a vivere grazie a Vulcanica. Stefano Saccardi, veterano nel mondo degli spirits, e Sonia Spadaro, produttrice vitivinicola etnea, ideatori della pregiata vodka siciliana insieme alla socia Serena Bonetti, nella volontà di trovare un marsala semisecco di qualità che ben si accostasse al carattere di Vulcanica, con la collaborazione di Cantine Florio, hanno deciso di creare un prodotto di eccellenza nato in vigna ma studiato appositamente per la mixology, e per rendere perfetto il loro signature cocktail Sicilian Martini fatto con Vulcanica vodka, Ingham Marsala e il cucuncio tipico Siciliano. Ma che nome dare ad un prodotto così importante se non quello di colui che ha fatto la storia del Marsala nel mondo? Così rinasce oggi Ingham Marsala Superiore. Le uve pregiate È sulla fascia costiera di Marsala, Petrosino e nell’entroterra della provincia di Trapani, che viene coltivato il Grillo per la produzione di questo Marsala Superiore. Un terreno siliceo e ricco di terre rosse, vigneti allevati tipicamente ad alberello marsalese e/o a spalliera bassa con densità di almeno 4000 ceppi per ettaro, e un clima insulare con inverni miti ed estati calde e asciutte, caratterizzate dalla presenza di venti vigorosi. Il processo di produzione Vendemmia manuale e a maturazione avanzata per permettere la concentrazione zuccherina negli acini, che durante la pressatura rilasciano nel mosto le preziose sostanze contenute nelle bucce. Fermentazione a temperatura controllata e preparazione della concia con l’aggiunta di mistella al vino ottenuto, ovvero mosto cotto e alcol di origine vinica, per permetterne la fortificazione. Al termine della fermentazione il vino è pronto per il cosiddetto “innamoramento”, ovvero all’incontro con l’alcol che influenzerà l’evoluzione organolettica. L’innamoramento segna il passaggio tra le operazioni «atte a dare Vino», marcate dalla loro stagione agronomica, a quelle «atte a dare Marsala», caratterizzate dalla somma delle stagioni che si susseguono durante l’affinamento in cantina ed è qui che avviene la nascita di una “nuova creatura”: il Marsala Ingham. La maturazione di Ingham avviene per almeno due anni in botti di rovere.   Come l’ho trovato Il colore ambra, quasi aranciato che appare nel bicchiere è brillante. Coinvolge già quando le prime gocce iniziano ad uscire dalla bottiglia la cui etichetta è un bellissimo tuffo nel passato di fine Ottocento. Quando si prova a mettere il naso nel bicchiere si viene risucchiati come se vi fosse canto di sirene: crema pasticcera, frutta secca, miele di castagno, arancia candita, fichi caramellati, noci, nocciole, bacche di ginepro. Poi ancora un infuso di fiori secchi, noce moscata, chiodi di garofano, vaniglia, pellame, coriandolo. Sono i fichi caramellati che mi rimangono fissi in mente e nelle narici e ricordano quelli di nonna che derivava dai fichi aperti e lasciati seccare al sole. Il pellame è così intenso che sembro essere in un negozio di giubbotti di pelle. Il sorso è ampio, secco e con una nota dolce molto pervasiva ancorché meravigliosa. Il cacao e la noce caramellata vengono fuori attenuati dall’agrume. Non stucchevole e con una lunga persistenza a far rimanere i chiodi di garofano e il dattero ad emergere e stanziare in attesa di un nuovo sorso. La bocca rimane ampia e goduriosa così che questo Marsala conquista, ammalia, strega portando il godimento ad un livello superiore. Gli occhi si chiudono e immagino solo il bacio della mia donna che è necessario per condividere questo stato di grazia .   Da provare il  Il Sicilian Martini Un twist del Martini cocktail, il classico per eccellenza tra i top drink più bevuti al mondo, in una versione intrigante, morbida al palato e autenticamente Siciliana. La ricetta per prepararlo: 6 cl di Vodka Vulcanica 1,5 cl di Ingham Marsala Garnish cucuncio (il cappero gigante tipico siciliano)   Vulcanica Vodka Ingham è commercializzato da Vulcanica Vodka, l’autentica Vodka siciliana artigianale, distillata dal mix di 5 tipologie differenti di grani antichi (Perciasacchi, Russello, Timilia, Maiorca, Margherito) coltivati alle pendici dell’Etna, il più grande Vulcano attivo d’Europa e Patrimonio dell’Umanità. L’unica vodka con queste caratteristiche e proprietà organolettiche già molto apprezzate in diversi Paesi del mondo, primo dei quali in USA. Vulcanica e Ingham sono distribuite, per l’Italia, da Distilleria Nardini.   Ivan Vellucci ivan.vellucci@winetalesmagazine.com Mi trovi su Instagram come @ivan_1969
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5 Novembre, 2024

wine2wine Business Forum: Mercato USA rimane priorità per le aziende italiane. E l'Africa....

Potenziamento delle proprie quote export soprattutto verso gli Stati Uniti, sostenibilità, nuovi canoni di comunicazione e costante osservazione delle nuove tendenze di consumo salvaguardando sempre identità e autenticità. Sono le parole chiave di sette market maker del settore del vino italiano intervenuti il 4 novembre a Verona nella sessione istituzionale “Quale futuro per il vino. Quale vino per il futuro” nell’ambito della prima giornata di wine2wine Business forum in corso a Veronafiere. A confrontarsi in presenza sugli scenari futuri e sulle strategie aziendali adottate per fronteggiare la complessità strutturale del mercato globale sono stati Silvia Franco, (Nino Franco, Veneto), Aldo Vajra (G.D. Vajra, Piemonte), Marina Cvetic (amministratore unico Masciarelli Tenute agricole, Abruzzo), Alberto Lusini (ceo Angelini Wines & Estates) e Adolfo Rebughini, direttore generale di Veronafiere, a cui si sono aggiunti i contributi video di Marco Caprai (Arnaldo Caprai, Umbria), Antonio Rallo (Donnafugata, Sicilia) e Elena Fucci (Elena Fucci, Basilicata). Sul fronte della geografia dell’export, le sette aziende rappresentative del prodotto tricolore di fascia premium confermano ancora il mercato Usa sul podio della loro strategia presente e futura, seguita dall’Asia oltre i confini cinesi. Mentre tra le piazze a maggior tasso di potenzialità si affaccia l’Africa. Base di partenza, le curve dei consumi del vino secondo i dati dell’Osservatorio Uiv-Vinitaly, che delineano una transizione sempre più orientata verso una contrazione volumica dei consumi e una contestuale maggior attenzione verso i segmenti premium dell’offerta globale e in particolare italiana. Una spesa della domanda mondiale di vino, rileva Vinitaly, che è cresciuta molto di più rispetto al trend quantitativo. Discorso a parte invece per il fenomeno spumanti, che, in particolare con la locomotiva Prosecco, ha visto lievitare di oltre il 200% anche i volumi esportati negli ultimi 13 anni. Un fenomeno, a cui sta contribuendo non poco il trend globale dell’aperitivizzazione, che ha generato un sostanziale quanto inedito equilibrio tra le tipologie tricolori destinate all’export: 5,3 milioni di ettolitri per i rossi, 5 milioni per gli spumanti e 4,5 milioni per i bianchi. Per il futuro – secondo l’Osservatorio, la sfida sarà sempre più legata all’attualizzazione delle occasioni di consumo di vino in un contesto di forte competitività, con un mondo delle bevande che si sta dimostrando più pronto ad accogliere i mutamenti di una domanda meno conservativa di un tempo. Il direttore generale di Veronafiere, Adolfo Rebughini – Abbiamo voluto dare voce alle aziende perché Vinitaly è parte integrante della promozione di questo settore fondamentale della nostra bilancia commerciale. In quest’ottica, il piano industriale “One Veronafiere” ha recepito molte indicazioni strategiche provenienti proprio dalle nostre aziende espositrici a partire dal recente esordio di Vinitaly Usa a Chicago. Con le due prossime tappe, ad Almaty in Kazakistan – new entry di quest’anno – e Vinitaly Wine Vision by Open Balcan a Belgrado – ha proseguito Rebughini – iniziamo il percorso di avvicinamento al Vinitaly 2025 che avrà delle novità anche in termini di segmentazione del prodotto. Stiamo infatti chiudendo un accordo per quanto riguarda i raw wine, quindi vini naturali, organici e biodinamici. Seguendo i dati di mercato, è confermata la mixology, una tendenza che inizia ad avere effetto sia sulle curve di consumo che di fatturato mentre stiamo facendo delle valutazioni sui dealcolati. Inoltre, il 2025 segnerà il debutto autonomo del salone dell’Olio che esordirà come Sol2Expo, dal 2 al 4 marzo. I contributi del talk sui social di Vinitaly.   La redazione
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31 Ottobre, 2024

L’Italia del Pinot Nero Italiano, buona la prima

Roma, si conclude la due giorni dedicata al Pinot Nero italiano
“L’Italia del Pinot Nero”, alla prima edizione presenti 39 cantine e centinaia di operatori del settore enogastronomico Si è conclusa la prima edizione dell’evento “L’Italia del Pinot Nero”, una vetrina di prestigio dedicata a uno dei vitigni più raffinati e apprezzati al mondo. Centinaia di presenze e tantissimi operatori del settore (ristoratori, enotecari, agenti, distributori) e della stampa alla manifestazione organizzata dalla testata giornalistica “Vinodabere” che si è svolta domenica 27 e lunedì 28 Ottobre al Belstay Hotel di Roma. L’evento ha riunito 39 cantine provenienti da 14 diverse regioni d’Italia e poi da Sud Africa e Argentina. Siamo molto soddisfatti di questa prima manifestazione dedicata al Pinot Nero che ha visto tanta attenzione da parte della stampa e degli operatori di settore . Si tratta di una varietà che ha raggiunto l’eccellenza anche in diversi territori del Belpaese. In questi due giorni abbiamo non solo approfondito la conoscenza delle diverse etichette presenti ma c’è stato un vivo confronto con esperti, comunicatori, viticoltori e appassionati. Precisano gli organizzatori di Vinodabere I produttori provenienti dall’Alto Adige, dalla Lombardia e da altre regioni vocate alla coltivazione del Pinot Nero, hanno presentato le proprie eccellenze enologiche, offrendo ai partecipanti la possibilità di degustare una selezione accurata dei vini derivanti dal più nobile vitigno internazionale a bacca rossa, dai più giovani e freschi alle riserve di lunga maturazione, espressione del terroir e del savoir-faire italiano. Partecipatissima la masterclass “Il giro d’Italia attraverso il Pinot Nero”, guidata dai giornalisti di Vinodabere Antonio Paolini e Maurizio Valeriani, dal giornalista Luca Matarazzo (direttore di 20 Italie) e dal critico Dario Cappelloni (DoctorWine) che ha aperto le due giornate di assaggi. “L’Italia del Pinot Nero” non è stato solo un momento di scoperta e promozione ma anche un’opportunità per rafforzare il dialogo tra produttori, distributori e consumatori, con l’obiettivo di far crescere la cultura del vino di qualità e sensibilizzare il pubblico alle eccellenze del nostro territorio. L’evento ha accolto circa 600 visitatori, tra cui giornalisti di settore, ristoratori, enotecari, agenti, distributori, sommelier e appassionati, confermando l’interesse crescente verso il Pinot Nero italiano, considerato oggi tra i vitigni più versatili e di maggiore espressione in termini di eleganza e complessità aromatica. Su questi spazi a breve gli articoli di approfondimento. La redazione
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30 Ottobre, 2024

Donne, vino e segreti: nasce il podcast per raccontare l’empowerment femminile nell'industria vitivinicola italiana

Un progetto voluto dall’Associazione Nazionale Le Donne del Vino, sostenuto dall’ Assessorato all’Agricoltura della Regione Puglia e realizzato da La Content per raccontare storie ed esperienze di donne che, attraverso la propria professionalità, il proprio carisma e facendo rete, hanno determinato l’emancipazione di un intero settore Nasce “Donne, vino e segreti”, un podcast per ispirare, emancipare e portare consapevolezza sul ruolo e sulla professionalità delle donne nel mondo dell’industria vitivinicola italiana. Il progetto, fortemente voluto da L’Associazione Nazionale Le Donne del Vino (1200 associate che lavorano nel settore vino), è stato realizzato dall’agenzia specializzata in storytelling, digital strategy e content creation La Content e sostenuto dall’Assessorato all’Agricoltura della Regione Puglia con l’obiettivo di promuovere l’uguaglianza di genere, la crescita economica sostenibile e la riduzione delle disuguaglianze. I primi 2 episodi di “Donne, vino e segreti” sono disponibili da oggi, su Spotify e tutte le principali piattaforme di streaming musicale. Questo il link per ascoltarli: https://tinyurl.com/553mpp2m Ma la strada per colmare il gender gap in questo settore, ancora fortemente connotato da figure maschili, è lunga. È proprio questo l’obiettivo del podcast “Donne, vino e segreti”: condividere, attraverso cinque puntate, storie e testimonianze di donne straordinarie che hanno in comune non solo la passione per il mondo dell’enologia, ma anche aver dovuto affrontare sfide per emergere e affermarsi, confrontandosi con barriere di genere e pregiudizi. In questo podcast svelare i “segreti” diventa un atto di coraggio che contribuisce a creare rappresentazione, a costruire uno spazio in cui identificarsi e a donare la giusta visibilità per aprire le porte al futuro e in particolare alle nuove generazioni. Ognuna di queste donne non solo ha infatti contribuito alla crescita e all’innovazione di questo settore, ma ha anche mantenuto un legame profondo con la tradizione e la terra, innovando o preservando. A dare forma e voce a questo viaggio, affiancata da La Content, c’è Giulia Blasi, autrice del podcast, scrittrice e attivista nota per il suo impegno verso l’empowerment femminile e per i suoi libri che affrontano temi di genere e giustizia sociale. A far da sfondo a questi racconti l’Italia e la sua storia, la sua cultura enologica e il mondo dell’imprenditoria vitivinicola, approfonditi dalle voci narranti di Laura Donadoni, giornalista e wine educator, esperta di vini e cultura enologica, e de Le Donne del Vino. La presidente nazionale de Le Donne del Vino Daniela Mastroberardino Con il podcast ‘Donne, vino e segreti’ vogliamo dare voce alle storie straordinarie delle donne che, con impegno e passione, hanno trasformato il mondo del vino in Italia. Questo progetto è un’opportunità per raccontare le storie di determinazione e successo delle nostre donne imprenditrici, per mostrare quanto possiamo raggiungere insieme quando crediamo nella forza della rete e della condivisione. Abbiamo scelto il podcast come una nuova forma di comunicazione per parlare anche alle nuove generazioni. Marianna Cardone, vice presidente nazionale delle Donne del Vino e socia della delegazione Puglia Dopo la tragica scomparsa di Marisa Leo tutte noi abbiamo sentito l’urgenza di fare qualcosa di concreto per le donne che lavorano nel nostro settore, ma non solo. Un giorno ho telefonato a Laura Donadoni. Eravamo entrambe profondamente addolorate, ma da quella conversazione è nata la scintilla: il mezzo giusto per parlare di emancipazione e libertà e rivolgerci alle donne dando loro forza attraverso le storie di chi ha superato le difficoltà, poteva essere un podcast. Grazie al sostegno dell’assessore regionale all’Agricoltura della Regione Puglia Donato Pentassuglia, quella intuizione è oggi realtà. Il podcast rimane, così come rimane la voce delle nostre donne. Sono storie autentiche, a volte scomode, ma chi ascolta deve pensare: ce la posso fare anch’io! Donato Pentassuglia, assessore all’Agricoltura della Regione Puglia Con questo podcast diamo voce al lavoro delle donne, dal campo alla cantina e anche oltre. Proviamo a far comprendere dalla loro viva voce le emozioni, le gioie e anche le paure di questa professione che è un insieme di dedizione, radicamento nel proprio territorio di appartenenza, capacità di portare nuove idee nella gestione di aziende di antica o nuova creazione. In Puglia 173 aziende a conduzione femminile hanno partecipato al bando 2023 dedicato alla ristrutturazione vigneti. Non si tratta semplicemente di mogli o figlie o nipoti di imprenditori di lungo corso della nostra terra. Sono professioniste instancabili, che amano questo lavoro e che spesso sono chiamate a scelte complesse. Raccontarle attraverso lo strumento innovativo del podcast servirà a raggiungere in maniera coinvolgente tantissimi ascoltatori, sulle diverse piattaforme incluse nel progetto. In Italia, un terzo degli imprenditori è donna e le donne che guidano le imprese agricole con vigneto e/o cantina sono il 28% contribuendo alla crescita di un settore che oggi vale complessivamente 45 miliardi. Nelle imprese vitivinicole italiane l’indotto occupazionale femminile è pari al 14% e le figure dove le donne sono più impiegate cresce man mano che il vino si avvicina al consumatore: è donna l’80% di chi lavora nel marketing e nella comunicazione, il 51% di chi si occupa di rapporti commerciali e il 76% di chi opera nell’enoturismo. La Regione Puglia, finanziatrice di questo progetto dal respiro nazionale, sottolinea il suo impegno nel sostenere attivamente la parità di genere e lo sviluppo sostenibile nel settore vitivinicolo. Con oltre 11 mila aziende agricole e 600 cantine, la Puglia occupa infatti un ruolo da protagonista nel settore anche in questo podcast attraverso le storie di alcune delle protagoniste pugliesi di origine o di adozione. Le loro testimonianze contribuiscono a offrire uno spaccato unico della cultura enogastronomica della regione. Il podcast “Donne, vino e segreti” è stato ideato, realizzato e prodotto da La Content, l’agenzia specializzata in storytelling, digital strategy e content creation. Cristiano Carriero, Founder de La Content Questo progetto è molto più di un podcast. Dare voce a storie di donne che hanno trasformato non solo le loro aziende, ma un intero settore come quello vitivinicolo, e renderle accessibili a tutti è una grandissima occasione per sensibilizzare, attraverso una campagna di comunicazione nazionale, un pubblico sempre più ampio. “Donne, vino e segreti” è costruito con una narrazione potente, che alterna momenti di intimità personale a grandi rivoluzioni sociali con l’obiettivo di arrivare a tutte e tutti: questo podcast non si rivolge unicamente alle donne o agli addetti ai lavori del settore vitivinicolo ma è un racconto universale che parte da storie particolari. Nei cinque episodi le storie si intrecciano dunque ad approfondimenti sociali, di genere ed economici dando voce ad antefatti, racconti di famiglia, imprese ed esperienze professionali, movimenti sociali e resilienza nel settore vitivinicolo: Un’idea vincente. La prima puntata racconta la rivoluzione silenziosa nel mondo del vino italiano, guidata da tre donne: Elisabetta Tognana, fondatrice dell’Associazione Nazionale Le Donne del Vino, Donatella Cinelli Colombini, fondatrice del Movimento Turismo del Vino e pioniera del turismo enologico, e Roberta Corrà, Direttore Generale Gruppo Italiano Vini. Il loro impegno collettivo diventa esempio per promuovere inclusività e trasformazione nel settore. Le disobbedienti. Nel dopoguerra italiano, Mariuccia Borio e Giannola Nonino emergono come pioniere nel settore vinicolo e della distillazione, trasformando rispettivamente una piccola azienda agricola in un’eccellenza vinicola (Cascina Castlèt) e portando la grappa a nuovi livelli di prestigio (Grappa Nonino). Le loro storie segnano la rinascita del vino italiano prima della crisi del metanolo degli anni ’80, aprendo la strada a una nuova generazione di donne nel settore. Tradizioni del futuro. Nel mondo del vino italiano, tre donne si distinguono come custodi del passato e innovatrici del futuro. Le sorelle Gianfreda trasformano il vino sfuso di famiglia in un prodotto imbottigliato di qualità. Gabriella Anca Rallo eleva Donnafugata con pratiche sostenibili, mantenendo viva la tradizione. Giovanna Prandini racconta come ha rivoluzionato la sua cantina con metodi innovativi come la vinificazione per gravità, senza perdere l’autenticità dei suoi vini. Sulla terra e fra le stelle. Il viaggio e il vino hanno in comune la capacità di farci vedere il mondo con occhi nuovi, come dimostrano Alessandra Quarta, giovane imprenditrice e innovatrice nel settore vinicolo pugliese ed Elena Luciani Barberani, enologa e ricercatrice. In questo racconto da un lato ci sono le tradizioni vinicole della Puglia con una visione moderna e internazionale, dall’altro la passione per la scienza che esplora nuove frontiere sperimentali, arrivando a portare il vino nello spazio, trasformando la viticoltura in un’avventura oltre i confini terrestri; Padelle, calici e telecamere. Quattro professioniste pugliesi collaborano per creare un ecosistema enogastronomico: Paola Restelli, wine immersive ambassador, Titti dell’Erba, sommelier e divulgatrice, Maria Cicorella, chef che ha avviato la fortuna del ristorante stellato Pashà a Conversano e Antonella Ricci, chef stellata. Insieme, combinano le loro competenze per raccontare e interpretare il vino in cucina, nella comunicazione e nella degustazione. Da QRcode è possibile ascoltare direttamente da Spotify le storie del podcast “Donne, vino e segreti!.   La Redazione
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26 Ottobre, 2024

Il vino del futuro: Gambero Rosso Academy lancia l’alta formazione per i professionisti del settore

In cattedra esperti, tecnici, studiosi, accademici sotto la direzione scientifica del prof. Attilio Scienza per dare all’enologia gli strumenti del  “design thinking”.
4 moduli a distanza, 150 ore di lezioni complessive Cambia il clima, il gusto, il mercato, la comunicazione. Per rispondere alle sfide di un mondo enologico in rapidissima trasformazione il Gambero Rosso lancia un nuovo progetto formativo ambizioso e strutturato. Si tratta di un pacchetto di lezioni innovativo per fornire l’opportunità a produttori, viticoltori, manager e operatori della comunicazione di aggiornare le proprie conoscenze per approcciare al “vino di domani”. Il corso è dedicato ai professionisti del settore, ad ogni livello, grazie a una squadra di docenti e studiosi di altissima caratura. A condurlo, Attilio Scienza, Professore ordinario di viticoltura alla Statale di Milano che ha sviluppato un ricco programma in quattro moduli su un metodo di lavoro nuovo, almeno per il mondo del vino,  denominato «Design Thinking»: un viaggio completo che parte dalla materia prima tra soluzioni innovative e digitali, l’interpretazione dei nuovi trend, un’attenzione ai rischi d’impresa per generare un valore a tutto tondo per l’azienda, il mercato e gli stakeholder di ciò che sta dietro –  e poi davanti – ad un bicchiere di vino. Il corso, accessibile on demand, si snoderà lungo 150 ore di didattica, suddivise in 4 moduli con un corpo docente scelto in collaborazione con le università e i centri di ricerca italiani, che vedrà in cattedra studiosi, esperti e accademici, e 4 seminari in presenza. L’Italia è da sempre una roccaforte del vino e del vino tradizionale, con i suoi capisaldi commenta Paolo Cuccia, Presidente del Gambero Rosso. Ma oggi fare leva sulla tradizione non basta più: per rendere sempre più competitivo e ricco il nostro mercato, anche potenziale, è fondamentale non dimenticare che questo gioco ha regole sempre nuove, e non solo normative. Ecco perché abbiamo pensato di coinvolgere imprenditori, enologi, agronomi, sales manager, e persino giornalisti e operatori della comunicazione, del packaging e del marketing per illuminare insieme, con tessere apparentemente molto diverse, la nuova mappa del vino del futuro. I moduli formativi, acquistabili anche singolarmente, sono quattro. Il primo modulo è dedicato alla valorizzazione delle risorse pedoclimatiche e genetiche, dal vigneto alla cantina, il secondo all’innovazione e sviluppo (la viticoltura di domani è già qui) comprese le nuove frontiere della viticoltura digitale e di precisione. Nel terzo modulo protagonisti diventano la società e il mercato: tra antropologia dei consumi e nuovi mercati; per arrivare al quarto step, interamente centrato sulla comunicazione del vino con i suoi nuovi linguaggi, lo storytelling e un ampio focus sui social network. Per informazioni sul corso, i cui contenuti saranno disponibili online dal mese di novembre, e iscrizioni: academy@gamberorosso.it 0655112211   La Redazione3
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23 Ottobre, 2024

Ristoranti d’Italia 2025: la Guida del Gambero Rosso si rinnova seguendo l’evoluzione della ristorazione italiana

Un’edizione nuova, nei linguaggi e nella lettura, che vuole catturare l’essenza di un settore in trasformazione: nuovi concept che mescolano gli stili di ristorazione e un’attenzione sempre crescente alla scelta delle materie prime sono le principali tendenze che emergono. Niko Romito si conferma in cima alla classifica delle 52 Tre Forchette insieme a Enrico Crippa che sale in vetta. 6 nuovi ingressi tra le eccellenze, 22 i Premi Speciali con due novità: Cioccolato. L’abbinamento sorprendente e la cantina più bella da visitare. Ristoranti che si reinventano bistrot, trattorie che abbracciano lo stile contemporaneo, enoteche che sperimentano nuovi concept culinari: il mondo della ristorazione sta vivendo una metamorfosi che riflette un cambiamento profondo nel modo in cui gli italiani vivono l’esperienza culinaria fuori casa. Un’esperienza sempre più influenzata da ritmi di vita frenetici e dall’onnipresenza della tecnologia che riduce la capacità attentiva. Sono queste le principali tendenze che emergono nella nuova Guida Ristoranti d’Italia 2025 che segna una svolta presentandosi rinnovata nella grafica – con immagini di paesaggi e dei piatti regionali della tradizione – e nella lettura – con nuovi simboli – come il razzo per le avanguardie e lo smile per il miglior rapporto qualità/prezzo – per condurre il lettore in un viaggio attraverso l’evoluzione della ristorazione italiana, celebrando tradizione, innovazione e creatività. Tempi più stretti e ricette più snelle: i tre ingredienti per piatto sono ormai legge non scritta, via le presentazioni barocche e servizio meno ingessato, che si accompagna alla ricerca di ingredienti freschi e locali commenta Lorenzo Ruggeri, direttore del Gambero, in apertura I clienti cercano ambienti accoglienti e un’esperienza più informale.   I numeri della Guida Sono 2.425 i locali censiti dalla Guida, tra ristoranti, trattorie, wine bar, bistrot, locali internazionali. 400 le novità che debuttano quest’anno. Le Tre Forchette A guidare la classifica delle Tre Forchette, star della ristorazione italiana, anche quest’anno c’è Niko Romito con il suo Ristorante Reale a Castel di Sangro (AQ), insieme a Enrico Crippa con Piazza Duomo ad Alba (CN) che ottengono un punteggio di 97 centesimi. Seguono con un punteggio di 95 centesimi, il ristorante Atelier Moessmer Norbert Niederkofler e Osteria Francescana di Massimo Bottura che scende di un gradino, pur confermandosi nell’Olimpo degli chef, distinguendosi anche per il Premio Speciale Novità dell’Anno con il suo Al Gatto Verde a Modena. Rispetto al 2024 salgono a 52 le Tre Forchette, sostenute dal partner TRENTODOC, con l’ingresso di 6 nuove eccellenze, sempre più giovani e creative: tra le avanguardie spiccano il Ristorante Dina di Alberto Gipponi a Gussago (BS) e I Tenerumi del Therasia Resort di Davide Guidara a Vulcano (ME). L’argine a Vencò di Antonia Klugmann a Dolegna del Collio (GO) si distingue anche come Forchetta Verde per il suo impegno nei confronti della sostenibilità. Tra le altre novità: Andrea Aprea Ristorante a Milano, Dalla Gioconda a Gabicce Mare (PU),  daGorini a Bagno di Romagna (FC).   I Tre Gamberi Sono 40 le trattorie che ottengono il massimo punteggio dei Tre Gamberi, con partner Feudo Maccari: locali sempre più protagonisti di un fenomeno di cross-contaminazione che li vede adottare tecniche raffinate tipiche dell’alta cucina, arricchendo l’esperienza culinaria di proposte che trascendono le etichette convenzionali. 8 le novità, tra cui Arieddas – La Cucina della Marmilla che debutta per la prima volta quest’anno. Tra le proposte più all’avanguardia spicca La Madia a Brione (BS), mentre Agra Mater a Colmurano (MC) è anche Gambero Verde per la sua grande attenzione all’ambiente. Le Tre Bottiglie e i Tre Mappamondi 11 i Wine Bar premiati con le Tre Bottiglie, con sponsor Petra, che vede Enoteca della Valpolicella a Fumane (VR) fare il suo ingresso; mentre 8 i Tre Mappamondi che offrono una cucina etnica reinterpretata in chiave contemporanea e contraddistinta dalla ricerca di materia prima di qualità. 2 le novità: il cinese Il Gusto di Xinge a Firenze e Vero – Omakase Rooftop a Nola (NA).   Le Tre Tavole Nella nuova edizione, le Tavole mandano in pensione le Cocotte per raccontare la piena trasformazione in atto nei bistrot con offerte veloci, ma curate: sono 11 le insegne a ottenere il massimo punteggio, offrendo sapori semplici, tradizionali in location curate ed eleganti. 7 le novità: Ahimè a Bologna, Al Callianino a Montecchia di Crosara (VR), Epiro a Roma, Nana Piccolo Bistrò a Senigallia (AN), Nidaba a Montebelluna (TV), Scannabue a Torino, Silvano Vini e Cibi al Banco a Milano.   I 22 Premi Speciali  Cuoco Emergente: Antonio Lerro del Riva Restaurant del View Place Hotel – Numana (AN); Novità dell’anno, partner Partesa: Al Gatto Verde, Modena; Il Ristoratore dell’anno, partner Cantele: Benedetto Rullo, Lorenzo Stefanini, Stefano Terigi del Giglio, Lucca; Miglior proposta di piatti di pasta, partner Pastificio dei Campi: Osteria Arbustico all’Hotel Royal, Capaccio Paestum (SA); Miglior pane in tavola, partner Petra Molino Quaglia: Il Colmetto, Rodengo Saiano (BS); Ristorante che valorizza al meglio l’olio evo italiano, partner Frantoio di Santa Téa: Campiello, San Giovanni al Natisone (UD); Menù degustazione dell’anno, partner Goeldlin Chef: Podere Belvedere Tuscany, Pontassieve (FI); Miglior proposta vegetariana, partner Consorzio Vini Alto Adige: Cucina Villana a Villa Fenicia – Ruvo di Puglia (BA), Antica Osteria Nonna Rosa – Vico Equense (NA); Miglior pre-dessert, partner Ice Team 1927 Cattabriga: Sustanza, Napoli, per lo spaghetto cotto in un vino ossidativo, olio al ginepro e scorza di agrumi bruciati ed erbe balsamiche; Pastry Chef dell’anno, partner La Bella Estate Vite Colte: Elena Orizio della Trattoria Contemporanea – Lomazzo (CO), Valentina Marzano del Viandante – Rubiera (RE), Antonio Colombo del Votavota – Ragusa; Miglior Carta dei Vini, partner Tenuta Sette Ponti: Del Belbo da Bardon – San Marzano Oliveto (AT), Il Capanno – Spoleto (PG), Locanda Mammì – Agnone (IS); Miglior proposta al bicchiere, partner Ruggeri & C.: Villa Maiella, Guardiagrele (CH); Miglior proposta di bere miscelato, partner Bibite Sanpellegrino: Simone Corsini presso Il Piccolo Principe del Grand Hotel di Piemonte, Viareggio (LU); Miglior carta dei distillati, partner Grappa Ceschia: Osteria Nuova, Anzio (RM); Miglior servizio di sala, partner Casolaro Hotellerie: Pascucci al Porticciolo, Fiumicino (RM); Miglior sommelier, partner Roberto Sarotto: Zaira Peracchia; No food waste, partner Krombacher: Reis – Cibo libero di montagna, Busca (CN); Qualità prezzo, partner Cesari – Valpolicella: Le Vigneron – Arvier (AO); La Locanda del Falco – Valdieri (CN); La Loggia – Camogli (GE); Il Colmetto – Rodengo Saiano (BS); OR di Villa Ormaneto – Cerea (VR); Lerchner’s in Ruggen – San Lorenzo di Sebato/Sankt Lorenzen (BZ); Nerodiseppia – Trieste; La Risulta – Perugia; Dogma – Roma; Zunica 1880 – Civitella del Tronto (TE); Locanda Mammì – Agnone (IS); Oasis Sapori Antichi – Vallesaccarda (AV); Origano Cibo e Vino – Palmariggi (LE); Antica Osteria Marconi – Potenza; L’Osteria dei Frati – Roncofreddo (FC); Da Fagiolino – Cutigliano (PT); Agra Mater – Colmurano (MC); Osteria Zero – Taurianova (RC); Terrazza Costantino – Sclafani Bagni (PA); Amano – Cagliari. Tradizione futura, partner Inalpi: Agnese Loss di Osteria Contemporanea – Gattinara (VC); Daniele Rebosio di Hostaria Ducale – Genova; Tommaso Bonseri Capitani di Mountain Lodge del Sunny Valley Kelo Mountain Lodge – Valfurva (SO); Emin Haziri di Procaccini Milano – Milano; Chiara Pannozzo di Bue Nero – Verona; Silvia Banterle di Stilla – Colognola ai Colli (VR); Elvis Dedi di San Martino 26 – San Gimignano (SI); Carlotta Delicato di Delicato – Contigliano (RI); Gianluca Mangiapia di John Restaurant a Casa Madre – Afragola (NA); Francesca Barone di Fattoria delle Torri – Modica (RG). Cioccolato. L’abbinamento sorprendente, partner Domori: Cracco in Galleria, Milano per la crema al cioccolato, lenticchie alla vaniglia e piselli; Miglior piatto con lo speck, partner Recla: Anna Stuben dell’Hotel Gardena, Ortisei/Sankt Ulrich in Gröden (BZ) per la sella di capriolo con broccoli estivi, finferli e speck dell’Alto Adige; La cantina più bella da visitare, partner Enoteca Esselunga: La Stüa de Michil dell’Hotel La Perla – Corvara in Badia/Corvara (BZ).     La Redazione
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