BlendNews

BlendNews è un contenitore di informazioni dedicato al vino. Racconteremo gli eventi, le novità e le curiosità di questo mondo.

 

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22 Ottobre, 2024

Roma, tutto pronto per l’evento dedicato al Pinot Nero

Due giorni di degustazioni, masterclass, approfondimenti e tanta convivialità. Mancano pochi giorni all’inizio dell’evento L’Italia del Pinot Nero organizzato dalla testata giornalistica Vinodabere presso l’Hotel Belstay domenica 27 e lunedì 28 ottobre. Conoscere ed esplorare la ricchezza del Pinot Nero italiano, raccontare le peculiarità dei diversi territori italiani che lo valorizzano in un viaggio tra le regioni d’Italia, è l’obiettivo della due giorni in programma a Roma i prossimi domenica 27 e lunedì 28 ottobre. Considerato il più nobile tra i vitigni a bacca rossa a livello mondiale, rappresenta da sempre una sfida per i viticoltori ma anche una grande ricompensa per gli intenditori: conosciuto per la sua complessità e delicatezza, si adatta e si modella al terroir che lo ospita. Dalle morbide colline dell’Oltrepò fino alle montagne dell’Alto Adige e del Trentino, passando per il Friuli Venezia Giulia, il Piemonte, la Valle d’Aosta, il Veneto, la Toscana, le Marche, l’Umbria e perfino l’Abruzzo, il Lazio, la Campania, fino a giungere alla Sicilia. L’Italia del Pinot Nero è non solo una celebrazione del vino, ma anche una vetrina per il nostro patrimonio enologico precisano gli organizzatori di Vinodabere Questo evento vuole essere un’occasione per scoprire, approfondire le sfumature di questo affascinante vitigno, ed il legame ormai creatosi con i territori dove è stato messo a dimora, confrontandosi con esperti, produttori e appassionati. La Capitale si prepara a celebrare questa antica varietà con la prima edizione de “L’Italia del Pinot Nero” che andrà in scena al Belstay Hotel (Via Bogliasco, 27, 00165 Roma RM): l’evento organizzato dalla testata giornalistica “Vinodabere” che nei mesi scorsi ha pubblicato anche la Guida ai Migliori Pinot Nero d’Italia 2024 (disponibile qui) si svolgerà in due giornate che vedranno protagonisti 40 produttori, che presenteranno i loro vini (non solo il Pinot Nero) ad operatori del settore (ristoratori, enotecari, agenti etc.), giornalisti, wine lovers, appassionati e sommelier. Si inizia domenica 27 ottobre alle 10:30 con la degustazione tecnica con alcuni posti riservati alla stampa, dal titolo “Il giro d’Italia attraverso il Pinot Nero” e guidata dai giornalisti di Vinodabere Antonio Paolini e Maurizio Valeriani e dal critico enogastronomico Dario Cappelloni (DoctorWine). Si proseguirà nel pomeriggio con l’apertura dei banchi di assaggio riservati alla stampa, operatori e sommelier (dalle 14 alle 16) e poi dalle 16 alle 20 aperti al pubblico. Il lunedì 28 ottobre si riprenderà dalle 10 alle 18:30 con un’altra giornata di assaggi dedicati al Pinot Noir ed alle altre referenze che i produttori porteranno in degustazione. I biglietti sono acquistabili qui.
40 le cantine presenti provenienti da 14 regioni italiane diverse e poi Sudafrica e Argentina: Kellerei Bozen – Cantina Bolzano (Alto Adige), Brunnenhof Mazzon (Alto Adige), Ebner – Tenuta (Alto Adige), Erste+Neue (Alto Adige), Kellerei Kaltern – Cantina Caldaro (Alto Adige), Klosterhof – Weingut (Alto Adige), Marinushof (Alto Adige), Plonerhof – Weingut (Alto Adige), Romen – Tenuta (Alto Adige), Schloss Englar (Alto Adige), Widum Baumann 1048 (Alto Adige), Borgo dei Posseri (Trentino), La Cadalora (Trentino), Castelsimoni (Abruzzo), San Salvatore 1988 (Campania), Komjanc (Friuli Venezia Giulia), Tenuta Luisa (Friuli Venezia Giulia), Paolo e Noemia d’Amico (Lazio), La Genisia (Lombardia), Tenuta Quvestra Ballerio (Lombardia), Coppacchioli Tattini (Marche), Fattoria Mancini (Marche), Bricco Maiolica (Piemonte), Colle Manora (Piemonte), Colombo Cascina Pastori (Piemonte), Isolabella della Croce (Piemonte), Gulfi (Sicilia), Fontodi (Toscana), La Poggiciola (Toscana), Ornina-Agricola (Toscana), Panizzi (Toscana), Nuova Tenuta Paradiso (Umbria), La Palazzola di Stefano Grilli (Umbria), Grosjean (Valle d’Aosta) e Opificio del Pinot Nero di Marco Buvoli (Veneto). Presente anche la Distribuzione AfriWines con i vini delle aziende Diemersdal (Sudafrica), Spier (Sudafrica), Oak Valley (Sudafrica), Whalehaven (Sud Africa), Familia Schroeder (Argentina). Il programma 27 Ottobre:
10:30 – 12:30 – “Il giro d’Italia attraverso il Pinot Nero”, degustazione tecnica con alcuni posti riservati alla stampa guidata dai giornalisti di Vinodabere Antonio Paolini, Maurizio  Valeriani e dal critico enogastronomico Dario Cappelloni (DoctorWine)
14 – 16 – apertura banchi di assaggio riservata alla stampa, operatori e sommelier
16 – 20 – degustazione aperta al pubblico 28 Ottobre: 10 – 18:30 – degustazione aperta al pubblico, alla stampa, agli operatori e ai sommelier La Redazione
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22 Ottobre, 2024

MyCia acquisisce Dishcovery

La holding Healthyfood cresce con l’acquisizione del competitor la pmi dell’inclusività e dei servizi digitali per la ristorazione Consolida la sua crescita con un nuovo milestone MyCIA, giovane PMI innovativa italiana, nata ad Arzignano (VI) e con sede anche a Milano, che ha l’obiettivo di tutelare le esigenze alimentari dei consumatori nell’alimentazione fuori casa, attraverso soluzioni digitali inclusive per il settore Horeca. E’ di questi giorni l’annuncio dell’acquisizione, attraverso la holding HealthyFood che la detiene, del 100% delle quote societarie di uno dei suoi principali competitor, Dishcovery e del suo staff. Il valore dell’operazione è confidenziale. Fondata a Modena nel 2018 da Marco Simonini e Giuliano Vita e con un portafoglio di 800 clienti e importanti partnership con colossi del F&D, Dishcovery è nata con l’obiettivo di rivoluzionare l’esperienza culinaria dei ristoranti. Specializzata in soluzioni digitali, ha sostenuto una rapida crescita durante la pandemia, grazie alla necessità di soluzioni contactless, supportata anche dall’ingresso di fondi nel capitale per sostenere la sua presenza a livello internazionale, contribuendo a modernizzare il settore della ristorazione. I due brand continueranno ad operare in parallelo, servendo ognuno la propria clientela e insieme Dishcovery si arricchirà dei servizi a valore aggiunto, soprattutto in termini di inclusività, di MyCIA con la sua Carta d’Identità Alimentare, compilata da oltre 190 mila utenti. Perché i dati di settore, in linea con quelli del Centro Studi di MyCIA, parlano chiaro: nella selezione dei ristoranti, l’inclusività è per la metà degli italiani al primo posto nella scelta dei locali, con un trend inarrestabile che ha portato, in parallelo, alla radicale trasformazione degli scaffali del retail per dare spazio a prodotti dedicati a fasce alimentari sempre più specifiche. Sono entusiasta di questa nuova acquisizione che porta due innovative società italiane ad unirsi rafforzando il nostro ruolo in un mercato così strategico, ampliando il portafoglio clienti Commenta Pietro Ruffoni, fondatore e CEO. Dishcovery è stato il precursore di questo settore e ha aperto quella strada che abbiamo contribuito anche noi ad ampliare con la svolta della Carta d’Identità Alimentare. Siamo simili nell’attitudine alla tecnologia, all’innovazione e alla creazione di valore attraverso piattaforme, particolarmente facili e vincenti, di dialogo con la clientela per il mondo Horeca. Insieme ci rafforziamo nel perseguire il nostro obiettivo di standardizzare la nostra carta e il suo sistema unico al mondo per costruire un mondo sempre più attento e inclusivo. La somma dei due portafogli genera numeri importanti per il settore: oltre 3.000 clienti, che vanno da colossi multinazionali, ai migliori ristoranti e bar di tutta Italia, con oltre 30 milioni di utilizzi registrati attraverso la piattaforma. Nella foto del titolo da sinistra: Marco Simonini, Pietro Ruffoni e Giuliano Vita La Redazione
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21 Ottobre, 2024

Gambero Rosso Over The Top

Al via la prima piattaforma OTT dell’enogastronomia italiana Tutto il mondo Gambero disponibile su tutti i device e sul canale 257 del digitale terrestre.
Sempre dalla parte del gusto. È la Netflix dell’enogastronomia italiana: debutta la piattaforma Gamberorosso.tv. Fruibile in ogni momento su ogni tipologia di device, strutturata come un vero e proprio provider on demand di tutte le serie di maggior successo del mondo food & wine. Dalle ricette di Giorgione e quelle Vito e della sua bolognesissima famiglia Bicocchi, passando dai panini di Max al mondo dell’alta cucina con grandissimi protagonisti, storici e meno, come Pascucci e Igles Corelli, Peppe Guida e Cristiano Tomei. Il palinsesto si rinnova continuamente con tre puntate nuove ogni giorno. Ampio spazio alle ricette, tradizionali o d’autore, reportage di viaggio dall’Italia e dal mondo, approfondimenti su cibo&salute e ovviamente tanto vino, con degustazioni e giri in vigna. Tantissimi le serie e gli episodi già online, con una serie contenuti totalmente nuovi che saranno caricati nelle settimane a venire, visibili sulle Smart TV sul canale 257 del digitale terrestre. Quando vuoi, ovunque sei. Finalmente il nostro pubblico ha tutti gli ingredienti per costruirsi il suo menu. Il progetto è una risposta per rimodularci sulle sue esigenze e, insieme, andare incontro a chi ancora non ci conosce Commenta Lorenzo Ruggeri, direttore responsabile del Gambero Rosso. Negli anni abbiamo lanciato tanti personaggi che si sono imposti nel mondo dell’enogastronomia con uno stile innovativo e originale, e ora è il momento di rendere accessibile a tutti i nostri contenuti. Sarà una sfida attualizzare il nostro know how con un linguaggio sempre più attuale e dinamico. Da oggi abbiamo uno strumento in più per promuovere l’autentico sapore italiano. Innovativa la piattaforma tecnologica, sviluppata su misura da Persidera, leading player italiano del settore, con la grafica completamente rinnovata, ideata da TB Design di Tina Berenato, in linea con tutte le novità del Gambero Rosso, dal nuovo sito alla storica rivista cartacea, per chiudere con l’ampia gamma di guide settoriali. Gambero Rosso TV è una nuova e importante realtà nel panorama della programmazione televisiva dedicata all’enogastronomia, con il suo marchio di eccellenza che accompagnerà i telespettatori in questo viaggio culinario fruibile in modalità on demand o lineare su tutte le tipologie di dispositivi Commenta Guido Fermetti, COO di Persidera. Il canale lineare è trasmesso sul canale 257 del digitale terrestre per i possessori di smart TV, che potranno accedervi con facilità dopo aver inquadrato il QR code ed essersi registrati sul sito di Gambero Rosso.   La Redazione
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20 Ottobre, 2024

Rinasce Tenuta La Fiammenga: una storia dal 1596 tra il Monferrato e le Fiandre

La famiglia Sartirano dà nuova vita alla storica cantina di Cioccaro di Penango (Asti): trenta ettari di vigne e terreni coltivati in biologico. Un’eredità culturale di quattro secoli di vino e di arte Con la famiglia Sartirano rinasce Tenuta La Fiammenga: i cugini Paolo e Guido danno nuova vita alla storica cantina di Cioccaro di Penango, trenta ettari nel Monferrato nell’Astigiano che già guarda il Casalese. Sono la quarta generazione di produttori di vino che accetta ora una nuova sfida e oltrepassa i confini delle colline di Langa dove da generazioni portano avanti la cantina Sansilvestro e l’azienda agricola Costa di Bussia Tenuta Arnulfo. È stato amore a prima vista commentano Paolo e Guido si innamorano parlando dei 25 ettari di vigneti della Tenuta, tutti coltivati in biologico. La nostra ambizione è rivolta tanto al recupero e valorizzazione dei vigneti quanto alla ristrutturazione della cascina per potziare l’accoglienza. L’anno 1596: Pietro Jescot, il Moncalvo e gli artisti fiamminghi Il nome La Fiammenga deriva da Pietro Jescot, figura affascinante e colta, commerciante di tele originario delle Fiandre. Tra la fine del 1500 e l’inizio del 1600, fu il proprietario della tenuta di Cioccaro di Penango sulle colline del Monferrato astigiano. Importante fu il suo legame con gli artisti locali dell’epoca, quali Guglielmo Caccia detto il Moncalvo e i fratelli De Wespin, autori della Cappella del Paradiso del Santuario di Serralunga di Crea. La profonda connessione con gli artisti fiamminghi ha definito l’identità culturale fin dal 1596, quando la figlia di Caccia, Theodora, fu battezzata con Jescot come padrino, segnando così l’inizio di una storia intrisa di arte e commercio. La Tenuta è divenuta un luogo dove la passione per l’arte e la viticultura si fondono in un unico, armonioso panorama. La storia di Jescot e Caccia, testimoniata da documenti e racconti, racchiude in sé il valore di una tradizione che vede l’arte non solo come ispirazione ma come pilastro fondamentale dell’identità territoriale. La famiglia Sartirano: la rinascita della memoria  L’avvento della famiglia Sartirano, con una lunga esperienza nell’imprenditoria del vino piemontese, ha segnato un nuovo capitolo per la Tenuta Fiammenga, portando un soffio d’innovazione pur rimanendo fedeli alla ricca eredità culturale e vinicola del luogo. I Sartirano hanno come mission il rafforzamento del legame con la terra e il recupero di antichi metodi di vinificazione: La Fiammenga si trasformerà in una destinazione enologica che guarda al futuro senza dimenticare il passato. È stato fatto un grande lavoro di reimpianto dei vigneti, mettendo un’attenzione particolare verso la produzione di vini che riflettano l’originalità e la qualità del Monferrato. Oggi, la Tenuta Fiammenga continua a essere un simbolo di come la storia, l’arte e la viticultura possano intrecciarsi per creare vini che non sono solo espressioni di un territorio ma anche testimoni di una ricca eredità culturale. Venticinque ettari di vigneti nel cuore del Monferrato La Tenuta Fiammenga sono 30 ettari coltivati in biologico nel cuore del Monferrato, la maggior parte (25) vitati e produttivi, o in fase di reimpianto. Le varietà coltivate sono le tradizionali: Barbera, Grignolino e Freisa; accanto ad altri vitigni che respirano un’aria internazionale, Cabernet, Merlot, Sauvignon, Chardonnay e Pinot Nero.  Vitigni internazionali dialogano con quelli locali, tessendo una sinfonia di gusti che celebra l’incontro tra l’anima del luogo e l’orizzonte del mondo. I terreni: il suolo come vita e anima La famiglia Sartirano ha affidato all’agronomo Carlo Arnulfo uno studio dei terreni nei vigneti della Tenuta. Questo quanto emerso: La Fiammenga si trova al centro di un complesso di suoli antichi che prendono origine a cavalle delle epoche Zancheliano (5,3-3,6 milioni di anni fa) e Piacenziano (3,6-2,6 milioni di anni fa). La presenza di marna, argille azzurre e sabbie d’Asti, sempre riferite alle stesse epoche geologiche, ha contribuito a creare un sistema collinare dove coesistono queste tre tipologie di suolo. La matrice di cui possiamo disporre è formata da successione di strati marnosi, marnosi sintosi e marnosi sabbiosi, e questa combinazione la rende vocata alla vite. La Fiammenga occupa un crinale dove le tipologie di suolo a volte si alternano e altre si sovrappongono. Lo studio accurato degli aspetti chimico fisici e funzionali di tutte le unità fornisce una conoscenza dettagliata delle diverse frazioni di collina. La presenza in questo suolo di micro e macro fauna marina giustifica la sua origine per deposito. Il susseguirsi durante questo lungo periodo di formazione di strati aventi origine diversa, ha favorito la complessa composizione in micro e macro minerali utili a creare un ambiente dove tutte è presente ma nulla è in eccesso. La buona dotazione di marna calcarea è indispensabile come volano idrico mentre le sabbie si lasciano più facilmente ispezionare dalle radici e forniscono gli elementi naturali utili alla sapidità. Il risultato è una favorevole situazione che costringe la vite a scendere in profondità per trovare quanto utile e al contempo la pone in una condizione protetta per mitigare gli eccessi climatici e lasciare che la pianta concluda ogni fase del ciclo annuale in condizioni ottimali. Il complesso collinare, attraverso la sinuosità del crinale, garantisce esposizioni che vanno da sud-est (più fresche) a sud.ovest (gradatamente più calde) attraversando il più esposto sud. La quota altimetrica va da 230 a 270 metri sul livello del mare ed è sufficiente per una buona ventilazione ed un’escursione termica utile a garantire la freschezza dei vini. Questa favorevole situazione pedo-climatica offre l’opportunità di trovare la giusta combinazione tra varietà, suolo ed esposizione adatta a soddisfare le esigenze delle varietà qui coltivate. Tre tipologie di suolo che combinate con le esposizioni formano unità distinte dove tutte le varietà coltivate trovano una situazione utile alla loro massima espansione qualitativa. In cantina: la “vinificazione materica” e le lunghe macerazioni La Tenuta Fiammenga, situata in un territorio ricco di argilla nel Monferrato, integra la produzione vinicola con la storia e l’arte locale, posizionandosi come punto di riferimento sia culturale che enologico. La tecnica di “vinificazione materica”, ideata da Paolo Sartirano, rappresenta un elemento chiave nella produzione dei vini della Tenuta.  Questo metodo prevede l’uso di tonnaux da 500 litri per una fermentazione lenta e macerazioni prolungate con il mosto in contatto con le bucce, e mira ad amplificare l’estrazione di colore, sentori, aromi, e tannini. Ciò conferisce ai vini struttura e sensazioni tattili distintive. Sartirano si ispira alla vinificazione a cappello sommerso, pratica storica del Monferrato che comporta una lunga macerazione delle bucce per estrarre caratteristiche organolettiche intense. Il cappello sommerso Questa tecnica tradizionale viene elevata attraverso la “vinificazione materica”, che non solo richiama l’eredità enologica regionale ma introduce un’espressione artistica nel processo produttivo. Attraverso questo approccio, Sartirano trasforma una pratica ancestrale in un’arte che esprime complessità e raffinatezza, legando profondamente i vini al territorio e alla sua storia geologica e artistica. In conclusione, la vinificazione materica alla Tenuta Fiammenga non è soltanto una metodologia di produzione del vino, ma un tributo alla tradizione artistica e culturale del Monferrato, dove ogni sorso di vino è un viaggio attraverso la storia, l’arte e il paesaggio della regione. Progetto Terre Emerse: il Fossile 3 – La Coda di Balena Fra i filari, si erge la Coda di Balena, il Fossile numero 3 opera della giovane artista Giorgia Sanlorenzo, dove la coda di una balena di ferro emerge dalla terra come un ponte tra epoche. Questa scultura narra di origini marine, di un tempo in cui il mare baciava queste colline, lasciando dietro di sé un tesoro di fossili. È un inno alla memoria della terra, che, in cima a una collinetta, disegna sul cielo tramonti incorniciati dalla maestosa coda di un antico cetaceo, simbolo di un passato immerso nelle acque e ora racchiuso nel cuore vitale dei vigneti. La Tenuta Fiammenga, con il suo circuito “TerrEmerse”, diviene così custode di storie sommerse, dove ogni scultura di ferro evoca la presenza silenziosa degli abissi di un tempo, in un luogo dove la storia si fonde con il mito, e il vino diventa messaggero di un dialogo eterno tra terra e mare.   La Redazione  
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19 Ottobre, 2024

Il consorzio Alta Langa Top Sponsor di Buonissima 2024

Torino, con la quarta edizione di Buonissima (dal 22 al 27 ottobre 2024), si conferma tra le capitali dell’enogastronomia. Il Consorzio Alta Langa affianca l’organizzazione come Top Sponsor della manifestazione che coinvolge tutta la città, dal cuore del centro alle periferie, dai palazzi storici alle trattorie tipiche, dalle piazze auliche ai ristoranti, trasformandola per
cinque giorni in un laboratorio gastronomico all’aperto, con più di 100 chef ospiti. Le Alte Bollicine Piemontesi saranno presenti in diversi momenti del festival. A partire da Degustando Opening Dinner, evento inaugurale che si svolgerà mercoledì 23 ottobre, nel quale 10 grandi cuochi prepareranno i loro piatti signature in versione street food per il pubblico di Buonissima cucinando a vista davanti al pubblico: 13 stelle tutte insieme ospitate a Palazzo Madama. L’Alta Langa DOCG accompagnerà i piatti preparati da Virgilio Martinez – Central, Lima; Enrico Crippa – Piazza Duomo***, Alba; Moreno Cedroni – Madonnina del Pescatore**, Senigallia; Michelangelo Mammoliti – La Rei Natura**, Serralunga d’Alba; Matteo Baronetto – Del Cambio*, Torino; Pasquale Laera – Borgo Sant’Anna*, Monforte; Giovanni Grasso – La Credenza*, San Maurizio Canavese; Flavio Costa – 21.9*, Piobesi d’Alba; Federico Zanasi feat Ferran Adrià – Condividere*, Torino; Davide Scabin – Carignano*, Torino. Nelle Sala di Guardie di Palazzo Madama sarà anche aperta, in anteprima, la mostra Threads di Malena e Virgilio Martinez. Si tratta di un’esposizione interdisciplinare, realizzata dallo Chef del Central di Lima, e dalla sorella Malena, co-direttrice del centro di investigazione sulla biodiversità peruviana Mater Iniciativa, che attraverso la bellezza della materia lega la
gastronomia al paesaggio, il paesaggio alle persone, le persone alle storie. L’Alta Langa DOCG sarà proposto in abbinamento a uno dei piatti dell’esclusiva cena inaugurale a quattro mani che si svolgerà al ristorante Del Cambio*, curata da Matteo Baronetto ed Enrico Crippa, con la partecipazione di Ferran Adrià. Il 24 ottobre, alla OGR, nella tavola conviviale di Snodo, si berrà Alta Langa DOCG in accompagnamento ai piatti di Diego Guerrero del ristorante DSTAgE** di Madrid per Grand Opera: Piemonte, Spagna, Music Hall. La cena-spettacolo sarà un omaggio al Piemonte, interpretato da uno dei cuochi più eccentrici e innovativi della scena spagnola. Diego
Guerrero ha dedicato gli ultimi quattro mesi alla creazione di un menu unico elaborato appositamente per Buonissima: quello che andrà in scena sarà un omaggio alla cultura italiana, fatto non solo di cibo – con sette piatti totalmente inediti, mai proposti nel ristorante di Madrid – ma di musica, spettacolo, performance e arte.
Anche in quattro delle cene di “Metti Torino a Cena”, dove i cuochi torinesi ospitano nei loro ristoranti chef nazionali e internazionali, l’Alta Langa DOCG sarà protagonista, in abbinamento ai piatti serviti per l’occasione. Si potranno degustare Alte Bollicine Piemontesi da Tre Galli (24 ottobre ore 20, Giuseppe Russo di Tre Galli con Luigi Taglienti di Io Luigi Taglienti di Piacenza); Insieme dal Clandestino (24 ottobre, ore 20, Ded Gaci di Insieme con Michele Valoti) della Trattoria La Madia di Brione, Brescia); Birichin (25 ottobre ore 20, Nicola Batavia di Birichin con Paolo Casagrande del Lasarte*** Barcellona); Casa Vicina (25 ottobre ore 20, Claudio Vicina di Casa Vicina con Giancarlo Morelli del Pomiroeu di
Seregno). Il 25 ottobre, all’Uci Lingotto, durante CHEFilm! Speciale Bob Noto, le Alte Bollicine Piemontesi saranno offerte al pubblico insieme a uno dei piatti cucinati da Carlo Cracco – Cracco in Galleria**, Matteo Baronetto – Del Cambio*, Giuseppe Rambaldi – Cucina Rambaldi e Paolo Griffa – Caffè Nazionale* durante la proiezione del documentario
dedicato a Bob Noto “The World’s Finest Palate” di Francesco Catarinolo. Il 26 ottobre sarà la volta della cena “Nel Grande Nord: A Great Immersive Dinner”, che si terrà nella sala immersiva delle Gallerie d’Italia di Piazza San Carlo, cucinata da Nicolai Nørregaard del Kadeau** di Copenaghen e l’Alta Langa DOCG non mancherà. Infine, il 27 ottobre, i vini Alta Langa DOCG saranno presenti al Pranzo della domenica nel Castello di Rivoli.
Otto “cuochi pop e top” si incontreranno per preparare un pranzo tradizionale piemontese per 150 persone: a cucinare saranno Fulvio Marino, Terrazza da Renza, Nicola Batavia, Fabio Ingallinera, Anna Ghisolfi, Andrea Chiuni e Alberto Marchetti IL CONSORZIO ALTA LANGA
Il Consorzio Alta Langa è nato nel 2001, dopo molti anni di ricerche e studi approfonditi, metodici e documentati sulla vocazione dell’area. Riunisce viticoltori e produttori appassionati e lungimiranti che, spinti da un grande orgoglio piemontese, hanno fondato e fatto crescere questa denominazione giovane ma con radici profonde che affondano nella storia e nel territorio. La grande scommessa che unisce tutti è quella di produrre un vino necessariamente
importante, che non sarà pronto prima di sei anni dall’impianto dei vigneti. A oggi il Consorzio conta più di 80 case spumantiere e 90 viticoltori associati.
Dal 2022 il presidente del Consorzio è Mariacristina Castelletta, vicepresidente è Giovanni Carlo Bussi.
Il Consorzio vanta partnership di lunga data con la Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba, di cui è Main Sponsor e di cui l’Alta Langa DOCG è Official Sparkling Wine, e con il mondo Slow Food in particolare con la Banca del Vino e con l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo; il Consorzio è anche partner del Teatro Regio di Torino. L’ALTA LANGA DOCG
L’Alta Langa Docg ha l’onore di rappresentare il primo metodo classico d’Italia, nato proprio
in Piemonte alla metà del 1800.
La denominazione ha ottenuto la Doc nel 2002 e il massimo riconoscimento qualitativo della Docg nel 2011, oggi ha una produzione di oltre tre milioni di bottiglie. L’Alta Langa Docg è fatto con uve Pinot nero e Chardonnay, in purezza o insieme in percentuale variabile; può essere bianco o rosé, brut o pas dosé e ha lunghissimi tempi di affinamento sui lieviti, come prevede il severo disciplinare: almeno 30 mesi. Caratteristica distintiva dell’Alta Langa è quella di essere uno spumante esclusivamente millesimato, cioè frutto di un’unica vendemmia: ogni bottiglia riporta sempre in etichetta l’anno della raccolta delle uve, legandosi indissolubilmente alle particolari caratteristiche di quella specifica vendemmia. Viene prodotto in un territorio collinare (oltre i 250 metri slm) che abbraccia le province di Asti, Cuneo e Alessandria: una terra che guarda le cime innevate delle Alpi e respira il mare e che raccoglie l’eredità conservata dagli avi, mantenuta intatta per molto tempo senza subire trasformazioni radicali, come è avvenuto invece nelle basse colline.
Quello dell’Alta Langa è un territorio prezioso, da sostenere, in cui è salvaguardata la biodiversità. Terra letteraria, terra straordinaria di resistenze – di guerre e di culture -, che ha fatto fronte ai cambiamenti e li ha assecondati senza perdere il suo bagaglio di memoria e la sua forte identità.
L’Alta Langa ha ottenuto la Doc nel 2002 e la Docg nel 2011. I NUMERI DEL CONSORZIO E DELL’ALTA LANGA DOCG:
• Oltre 80 Case spumantiere associate al Consorzio
• 455 ettari di vigneto tra le province di Alessandria, Asti e Cuneo
• Il vigneto Alta Langa è coltivato per 2/3 Pinot nero e per 1/3 Chardonnay
• 3.200.000 di bottiglie prodotte dalla vendemmia 2023
• Mercato interno: 85%
• Export: 15%   La Redazione
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8 Ottobre, 2024

L’Italia del Pinot Nero a Roma

27 e 28 ottobre, Roma ospita l’evento dedicato al re internazionale dei vini rossi le due giornate in programma al Belstay Hotel Cimentarsi con una sfida non è per tutti. Una sfida è una lotta e una scommessa. Alle volte si vince, altre, si perde. Occorrono basi solide e una grande preparazione. Quando però si vince, il risultato è grandioso. No, non si disquisisce di competizioni sportive ma di Pinot Nero, uno dei vitigni antichi e più difficili del panorama vitivinicolo mondiale. Originario della Borgogna ha bisogno di terreni scarsi per contrastare la vigoria della pianta. La sensibilità alla botrite e all’oidio necessita di clima e controllo in vigna, spasmodico. La differente maturazione di bucce e semi richiede maestria e attenzione per evitare tannini ineleganti. La mancanza di antociani rende il vino molto scarico di colore. Il facile accumulo degli zuccheri comporta vini a bassa acidità. Insomma, una sfida continua che lo rende non per tutti e proprio per questo, tra le uve più pregiate al mondo. Il 27 e 28 ottobre 2024 Roma celebrare questa antica varietà con la manifestazione “L’Italia del Pinot Nero”. Organizzato dalla testata giornalistica Vinodabere che nei mesi scorsi ha pubblicato anche la Guida ai Migliori Pinot Nero d’Italia 2024 (disponibile qui) e ospitato al Belstay Hotel (via Bogliasco 27, 00165), l’evento accoglierà circa 40 produttori che presenteranno i loro vini (non solo il Pinot Nero) ad operatori del settore (ristoratori, enotecari, agenti etc.), giornalisti, wine lovers, appassionati e sommelier. Si inizia domenica 27 ottobre alle 10:30 con la degustazione tecnica con alcuni posti riservati alla stampa e agli operatori, dal titolo “Il giro d’Italia attraverso il Pinot Nero” e guidata dai giornalisti di Vinodabere Antonio Paolini e Maurizio Valeriani e dal critico enogastronomico Dario Cappelloni (DoctorWine). Si proseguirà nel pomeriggio con l’apertura dei banchi di assaggio riservati alla stampa, operatori e sommelier (dalle 14 alle 16) e poi dalle 16 alle 20 aperti al pubblico. Il lunedì 28 ottobre si riprende dalle 10 alle 18:30 con un’altra giornata di assaggi dedicati al Pinot Noir ed alle altre referenze che i produttori porteranno in degustazione. Tutti i dettagli saranno resi disponibili sul sito del magazine enogastronomico (qui).     Ivan Vellucci ivan.vellucci@winetalesmagazine.com Mi trovi su Instagram come @ivan_1969
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7 Ottobre, 2024

Aliprandi Beverage. Gusto, cultura ed allegria al suo terzo Beer Day

Settembre, mese di vendemmia. Ma non solo! Per Aliprandi Beverage, azienda operativa da più di 80 anni nell’importazione di birre e nella distribuzione di bevande, nonché punto di riferimento del settore horeca nel territorio bresciano e in tutta la Lombardia orientale, è anche il mese del Beer Day. Proprio la birra, specialmente in fusto, rappresenta infatti – come alle origini – il cuore pulsante ed il tratto distintivo dell’attività aziendale. Tecnici specializzati curano quotidianamente in prima persona gli impianti di spillatura birra installati presso i locali partner, aiutandoli anche a migliorare all’interno dei punti vendita la visibilità dei brand e la chiarezza delle informazioni condivise con i clienti. Se il cliente è soddisfatto, anche il titolare del locale lo sarà. E una giornata come il Beer Day, giunto ormai alla sua terza edizione lo scorso 16 settembre, è un’ulteriore prova di questo successo condiviso: circa 750 clienti, dal primo pomeriggio e per tutta la serata, hanno conosciuto di persona i produttori di una trentina di brand di birra dal mondo, degustando un totale di oltre 100 referenze, tra fusti e bottiglie. Spiccava la BQS (Beermania Quality Selection): una prestigiosa gamma di birrifici provenienti da Paesi con una lunga tradizione birraia, come Germania, Belgio ed Irlanda, oltre che naturalmente dall’Italia. Ogni birrificio della selezione porta con sé una storia rappresentativa del luogo e della cultura in cui nasce. Fra street food, musica dal vivo ed altri festosi elementi d’intrattenimento, la squadra Aliprandi non perde infatti mai di vista lo scopo divulgativo del Beer Day: far emergere stili birrai che in Italia sono ancora una nicchia, ma che racchiudono interessanti potenzialità. I clienti hanno infatti avuto modo di degustare birre a fermentazione spontanea, alla frutta, invecchiate in botti e prodotte con metodo classico, il tutto accuratamente esposto dal beer specialist aziendale Antonio Canale, il quale ha anche coinvolto Roland Dutoit, direttore vendite per l’Italia e la penisola iberica del birrificio De Halve Maan, per una degustazione verticale di Straffe Hendrik Wild di 3 annate: 2023, 2017 e 2014. La fabbrica di birra artigianale De Halve Maan, dal fiammingo “La Mezza Luna” – come ritratto sull’edificio di metà Ottocento nel centro storico di Bruges – dal 2005 è diretta da Xavier Vanneste, figlio di Véronique Maes, discendente diretta dei fondatori. Lo si deve quindi alla sua determinazione, se oggi questo birrificio è il museo più visitato del Paese ed un’eccellenza imprenditoriale nella sostenibilità: dal 2016, infatti, tutta la birra prodotta scorre in un sistema di tubature sotterranee di oltre 3 km, fino all’impianto d’imbottigliamento alla periferia della città, togliendo così traffico di mezzi pesanti dal centro storico di Bruges. De Halve Maan appartiene inoltre orgogliosamente al gruppo “Belgian Family Brewers”, 21 birrifici indipendenti, a conduzione familiare ed attivi da almeno 50 anni. Solo 165 birre ne riportano il simbolo in etichetta, ed una era aperta davanti a noi, in 3 versioni di grande personalità, grazie anche alla rifermentazione in bottiglia con un lievito selvatico (Straffe Hendrik “wild”, appunto) che ne fa evolvere il gusto nel corso degli anni. Da una miscela di sei varietà di cereali e due tipi di luppolo, Straffe Hendrik è una Tripla birra belga che già in giovinezza rivela subito un bilanciamento perfetto freschezza agrumata, dolcezza e note amaricanti. Nella bottiglia 2017 diventa un trionfo di frutta esotica, noci e miele di castagno, ed i dieci anni di affinamento della 2014 aggiungono alla sua rotondità un’elegante nota affumicata. Estasiata da questa immersione in una storia secolare d’arte birraia e di gusto, sono scesa a godermi l’evento ancora per un’oretta, tra le note della banda musicale, un succulento panino con la porchetta e due chiacchiere con alcuni corsisti FISAR Brescia. Riconoscente alla famiglia e alla squadra Aliprandi per avermi coinvolta in una così bel pomeriggio di festa e di cultura, suggerisco a tutti gli addetti del settore di Brescia e delle province limitrofe di prepararsi le agende 2026 per questo imperdibile appuntamento biennale, così da richiedere per tempo un accredito e ritrovarci tutti a Gambara, nella sede logistica Aliprandi in via Montello.   Adele Gorni Silvestrini Mi trovi su Instagram @adelegornisilvestrini Passi in Cantina
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2 Ottobre, 2024

Beviamoci Sud Roma: dal 7 al 9 dicembre 2024

Pronti alla settima edizione di Beviamoci Sud Roma? Che abbiate programmato il week end dell’Immacolata a Roma (ne vale davvero la pena) oppure avete deciso di rimanere nella Città Eterna, una passeggiata ai piedi del Colosseo occorrerà comunque farla. Ecco allora che troverete, dal 7 al 9 Dicembre 2024, presso l’Hotel Palatino di Roma, Beviamoci Sud Roma, uno tra i più importante eventi della Capitale volto alla valorizzazione delle realtà vitivinicole del meridione. Le eccellenze che il Sud può offrire non devono temere alcun confronto. I territori, il clima e lo spirito di sacrificio di molti imprenditori devono assolutamente comunicati efficacemente. Lo sviluppo passa anche attraverso questi momenti e queste persone. “Beviamoci Sud Roma“, realizzato da Riserva Grande, Andrea Petrini, wine blogger di Percorsi di Vino, con la preziosa direzione tecnica di Luciano Pignataro, giornalista, scrittore e gastronomo italiano, è rivolto sia a professionisti del settore che agli appassionati di vino che in questa edizione avranno l’opportunità̀ di conoscere e degustare un’ottima selezione dei vini del Sud Italia grazie alla presenza di oltre 50 vignaioli accuratamente selezionati. Nelle due giornate del 7 e 8 Dicembre 2024 la manifestazione si dividerà tra degustazioni liberi ai banchi di assaggio alla presenza del produttori e masterclass su prenotazione e a numero chiuso. La grande novità di questo anno, grazie alla prossimità del Natale, sarà la possibilità di acquistare direttamente dai produttori i vini preferiti. L’organizzazione dell’evento selezionerà particolari pacchi regalo. La giornata del 9 Dicembre, invece, come di consueto sarà dedicata solo ed esclusivamente a giornalisti e a professionisti del settore Ho.Re.Ca la cui presenza, nel 2023, ha sfiorato le 300 presenze. Lunedì 9 Dicembre, inoltre, sarà la giornata dedicata alle premiazioni degli Ambasciatori di Beviamoci Sud Roma, seleziona tra gli esercizi commerciali che vantano una carta dei vini che valorizzi il Sud Italia, e le Eccellenze di Beviamoci Sud Roma, riconoscimento che assegna un diploma di merito ai migliori vini presentati delle aziende aderenti alla manifestazione. Per la lista delle aziende e dei vini (in fase di aggiornamento) si rimanda al sito www.beviamocisudroma.it   In sintesi Quando: sabato 7, domenica 8 e lunedì 9 Dicembre 2024
Dove Hotel Palatino, Via Cavour 213\M Roma (Metro B Cavour a 50 metri)
Orario di apertura al pubblico: sabato e domenica dalle 14.00 alle 19.00
lunedì (solo operatori accreditati) dalle 11.00 alle 18.00
Ingresso: 25,00 euro comprensivo di bicchiere per degustazioni
ridotto 20,00 euro per convenzioni con associazioni di settore Info: 339.6231232 | info@beviamocisudroma.it     Ivan Vellucci ivan.vellucci@winetalesmagazine.com Mi trovi su Instagram come @ivan_1969
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30 Settembre, 2024

Milano Wine Week 2024. Una fucina di idee e progetti per il mondo del vino

Dobbiamo rendere Milano il laboratorio della comunicazione del vino, E’ l’ambiziosa dichiarazione di Federico Gordini, presidente di MWW Group che il 18 settembre ha fatto gli onori di casa alla presentazione ufficiale della settima edizione di Milano Wine Week, sulla magnifica terrazza panoramica del ristorante Isola di Palazzo Cordusio. La determinazione e l’energia messe in campo sono all’altezza delle sfide che il settore vinicolo sta affrontando, confermate anche dal vice presidente del Consorzio Franciacorta Maurizio Zanella: il cambiamento climatico che interessa tutte le zone di produzione della penisola, la flessione dei consumi specialmente tra le giovani generazioni, sempre più distanti dai linguaggi tradizionali del mondo del vino, ed infine la carenza di personale di sala adeguatamente formato nei ristoranti, indispensabile per diffondere la cultura del buon bere. Alessandra Grendele, Direttrice Merchandise, Marketing e E-commerce del Main Sponsor Carrefour Italia ha sottolineato l’importanza del percorso di valorizzazione dell’agroalimentare Made in Italy sullo scaffale intrapreso da diversi anni: L’obiettivo è quello di sensibilizzare i consumatori, indirizzandoli verso scelte più consapevoli. Siamo fieri di prendere parte a una manifestazione unica nel suo genere, che si impegna nel coinvolgimento attivo dei visitatori e vuole rendere il patrimonio vinicolo italiano accessibile non solo agli esperti del settore, ma anche ai curiosi neofiti. La GDO rappresenta sempre di più uno dei luoghi di riferimento per l’acquisto di vino. Tra le novità annunciate quest’anno, in collaborazione con Carrefour e con l’obiettivo di accorciare le distanze con la Gen Z, debutta a MWW24 la One Wine Night. Mirerà ad unire lo storytelling del vino al sound della musica elettronica ed avrà luogo nella suggestiva cornice dei Dazi all’Arco della Pace, nei cui pressi ci sarà anche l’ “Enoteca Milano Wine Week”, che per nove giorni ospiterà un’area di degustazione interattiva e tecnologica e un calendario di iniziative pensate per avvicinare anche i consumatori meno esperti al mondo del vino. Cambio di location anche per gli MWW Awards, che presso lo scenografico Teatro Manzoni, lunedì 7 ottobre, ritorneranno per la terza edizione dei Premi Carta Vini Italia, Premio Wine Retail e Premio Best Italian Wine Selection, assegnati da una giuria di esperti presieduti dal critico enogastronomico Andrea Grignaffini. Alla sua seconda edizione, sarà inoltre premiato da Freccianera il ristorante con la selezione bollicine più coinvolgente. Proprio in tema di selezione beverage e di valorizzazione delle figure chiave nella promozione della cultura del vino, passa da 55 a 100 il numero dei sommelier coinvolti nella Guida Wine List Italia, come ha annunciato con orgoglio nel suo intervento Paolo Porfidio, curatore della Guida. Gli stessi sommelier saranno impegnati in prima persona nel Grand Tasting di domenica 6 ottobre, che quest’anno si svolgerà in due location di grande prestigio: Palazzo Bovara e Palazzo Castiglioni, simboli del Liberty milanese. Prevista anche la delegazione di 30 Head Sommelier proveniente da tutto il mondo, grazie al supporto di ICE Agenzia. Nel corso della conferenza è poi intervenuto Omar Bertoni, Co-Founder di LifeGate Way, che ha descritto gli obiettivi e le attività di Wine in Action, il primo programma d’incubazione e d’accelerazione dedicato alle startup vinicole più innovative, grande novità di MWW2024 in tema di sostenibilità. In rappresentanza dei Consorzi Partner, Federico Gordini ha poi dato la parola a Francesca Seralvo, proprietaria di Tenuta Mazzolino e nuova presidente del Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese. Per i saluti finali il microfono è poi passato ad Alessandro Misani, Director of Operations Meliá Hotels International, alleato strategico della giornata e dalla Milano Wine Week in generale, perché Palazzo Cordusio sarà headquarter luxury della manifestazione, con eventi dedicati a un target di consumatori esigenti, pronti ad esperienze di wine tasting di alto livello. Non ci resta che aspettare, con curiosità ed entusiasmo crescenti, il 5 ottobre, quando l’immancabile brindisi inaugurale in Piazza Tre Torri darà il via alla nove giorni di manifestazione della Milano Wine Week nel cuore di Milano, sempre più punto di riferimento internazionale per l’innovazione, la comunicazione e l’ospitalità.   Adele Gorni Silvestrini Mi trovi su Instagram @adelegornisilvestrini Passi in Cantina
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