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BlendNews è un contenitore di informazioni dedicato al vino. Racconteremo gli eventi, le novità e le curiosità di questo mondo.

 

Vigna Madre. La terra ricorda Arrow Right Top Bg

4 Giugno, 2026

Vigna Madre. La terra ricorda

  Settembre, andiamo. È tempo di migrare.
Gabriele D’Annunzio, I pastori Tornare a parlare di Giannicola Di Carlo non è mai una semplice ripetizione. È piuttosto come rileggere un libro che si credeva già conosciuto e trovare, nelle stesse pagine, frasi nuove che prima non avevano colpito. Forse non eravamo pronti a riceverle. Ho scritto di lui, della sua storia, del suo dolore trasformato in metodo di vita. Ma alcune persone hanno lo strano potere di moltiplicarsi ogni volta che le si incontra, di rivelare strati diversi di sé a seconda della luce del momento. Questa volta l’incontro è avvenuto a distanza, attraverso lo schermo di un webinar organizzato dall’ufficio stampa di Vigna Madre. Eppure nulla è stato freddo, nulla di digitale. Giannicola parlava dalla sua terra, da Caldari di Ortona, quattro chilometri dal mare Adriatico, trenta dalle nevi della Maiella. Quella terra entrava nelle parole con la stessa forza con cui entra nei vini. Il dolore come bussola Per capire Vigna Madre bisogna tornare al 1986. Chernobyl. Un nome che oggi ritorna con una brutalità d’attualità dolorosa, in un’Europa che torna a fare i conti con la fragilità nucleare e con le cicatrici di una storia che non smette di ripetersi. Per Giannicola, quella nube tossica che attraversò l’Adriatico non fu solo un’emergenza ambientale: fu la morte di suo fratello, portata via da quella malattia silenziosamente irraggiata nel corpo d’Europa. Quella sofferenza mi ha spinto a indirizzare l’azienda verso una sostenibilità che fosse in sintonia con la natura stessa, con l’uomo stesso», dice. E non lo dice con la voce di chi recita una filosofia appiccicata sopra come un’etichetta. Lo dice con quella cadenza piana, quasi quieta, di chi ha già attraversato il fuoco e sa bene da quale parte stare. Nel 1991, Giannicola realizza la prima conversione totale al biologico su scala aziendale in Italia. Non come scelta commerciale ma come atto di coerenza con una perdita e con una promessa fatta a sé stesso. Oggi VignaMadre, azienda della Famiglia Di Carlo dai 1830, porta avanti quella promessa attraverso sei generazioni di viticoltura abruzzese. Il vigneto che parla con i colori Giannicola ha la capacità di muoversi tra scienza e poesia senza che le due si escludano a vicenda. I filari suddivisi nei sette colori dei Chakra, il brevetto biodinamico-energetico, l’uso di leguminose per fissare l’azoto, la lotta alla tignola tramite confusione sessuale: tutto risponde a un’idea di natura come sistema vivo, capace di comunicare attraverso le sue radici. Il Vigneto Dinamico-Energetico attrae insetti utili attraverso i colori: il giallo della creatività, il viola della spiritualità, il rosso della forza vitale. Le piante, attraverso l’epitelio vegetativo delle foglie, percepiscono quella presenza e rispondono con una vitalità maggiore. Misticismo? No, è biofilia applicata. Miisurabile, tanto che Giannicola cita dati sull’accrescimento degli internodi dei tralci: fino a quasi un centimetro in più rispetto ai vigneti campione.  I ragazzi delle scuole che vengono da noi, quando entrano in quel vigneto, hanno un effetto di cromoterapia. È un qualcosa che abbiamo evidenziato.» A volte mi chiedo se la differenza tra un vignaiolo e un poeta sia davvero così netta. Cerasuolo Capo le Vigne DOC. La luce del ciliegio Il primo vino in degustazione è il Cerasuolo d’Abruzzo DOC Capo le Vigne. Già al versarlo nel calice ci si accorge che non è non un rosato convenzionale, non il cerasuolo carico e muscoloso che certi mercati pretendono. Questo è rosato come lo è la ciliegia matura prima di diventare scura. Una sfumatura che cambia a seconda dell’angolo della luce, vivida, trasparente, con quella vibrazione cromatica che anticipa già la beva. Al naso, il frutto si annuncia con discrezione elegante: fragola selvatica, scorza di lampone, un filo di melograno che arricchisce senza sovraccaricare. Il sorso è teso, fresco, con la croccantezza che ricorda certi bianchi di montagna piuttosto che certi rosati fiacchi da estate. Tredici gradi e quaranta senza mostrarli con arroganza. Li porta come si porta un vestito ben tagliato, senza ostentazione. La chiusura è leggermente ammorbidita, con un ritorno di frutto che si dissolve pulito. Lontano dai cliché delle bollicine e degli aperitivi, questo Cerasuolo è un vino da tavola vera, da conversazione lunga, da quei pasti abruzzesi che cominciano con il sole e finiscono quando le stelle hanno già preso posizione. Perché inseguire la Provenza o i chiaretti del Garda? Il Cerasuolo di Giannicola sceglie di non inseguire nessuno. Resta se stesso. Ed è esattamente questa la sua forza. Maiolica Iconic Terre d’Abruzzo IGP. Il ritorno di ciò che era perduto Sula Maiolica occorre fermarsi un attimo. La Maiolica è un vitigno autoctono abruzzese presente già verso la fine dell’Ottocento, poi abbandonato a causa della sua ridotta produttività e recentemente riscoperto da alcune aziende vitivinicole abruzzesi che stanno cercando di rilanciarlo. Il nome evoca la ceramica: la buccia dell’acino, lucida e cerosa, ricorda proprio quella lucentezza che contraddistingue la maiolica ceramica. A partire dal 2015, Giannicola Di Carlo ha avviato protocolli di microvinificazione sperimentale grazie al contributo tecnico dell’agronomo Cesare Tiberio dei Vivai Rauscedo, che ha selezionato e recuperato le marze storiche di Maiolica Nera. Una tappa fondamentale si colloca nel giugno 2019 quando furono presentate le prime prove di microvinificazione alla presenza di oltre cento enologi abruzzesi. Nel 2024 è arrivato il riconoscimento ufficiale: la denominazione Maiolica Terre d’Abruzzo IGP è stata approvata dal regolamento comunitario. Le date e i regolamenti raccontano solo la superficie della storia. Quello che si percepisce davvero al calice è qualcosa di più difficile da registrare nei documenti: la sensazione di incontrare qualcosa che esisteva prima di noi, che aveva vissuto, era stato dimenticato e ora torna. Non come reperto da museo, ma come voce viva. Dodici gradi. Un rosso da bere fresco, tra i dodici e i quattordici gradi. Il naso è un piccolo trionfo di frutto: ciliegia marasca, mora appena colta, una sottile nota floreale che ricorda la viola appassita. La bocca è scorrevole, luminosa, con un tannino ancora giovane ma già armonioso, distribuito senza spigoli. Paola Restelli fa un commento che secondo me lo descrive con una incredibile precisione che sa di meraviglia.  Spezzatura varietale, vivacità della freschezza, dinamica del tannino progressivo non grasso, ma comunque materico e saporito. Giannicola dedica questa Maiolica ai giovani. Vuole che sia un vino d’ingresso al mondo del vino autentico, una porta aperta senza scalini. Un uomo che ha attraversato la perdita e la sofferenza sceglie di rispondere con qualcosa di leggero, piacevole, generoso. Come chi ha visto abbastanza buio da voler tenere accesa la luce per gli altri. Nobu 1830. Prolungare il solco Nobu, in giapponese, significa prolungare. Prolungare un solco nella terra, dal passato verso il futuro. È un nome che porta già dentro di sé tutta la poetica di Vigna Madre: la continuità, la radice, il gesto che attraversa il tempo. Il Nobu 1830 è il Montepulciano d’Abruzzo Riserva 2021. La sua vinificazione racconta una scelta radicale e raffinata insieme: cemento, anfora e legno. Tre contenitori, tre temperamenti, tre velocità del vino che  si fondono in qualcosa di più complesso di ciascuno preso singolarmente. Il cemento preserva le caratteristiche native del vitigno, l’anfora dona immediatezza e rotondità, il legno aggiunge nei nove mesi, complessità senza coprire. Al naso il vino è una sequenza di strati che si aprono nel tempo come si apre un libro per bambini. Sapete quelli che con una sorta di pop up fanno emergere figure ad ogni cambi di pagina? Cacao fondente, caffè tostato, mora matura, una speziatura scura che ricorda il pepe nero e la cannella. Poi, man mano che il vino respira, arriva il finale con uno balsamico quasi mentolato che diventa freschezza inaspettata. Un vino che si pensa di aver capito e poi ti sorprende ancora. In bocca il tannino è quello che Giannicola cerca da sempre: ben distribuito, silenzioso, capace di dare struttura senza spezzare il filo della beva. Non stringente, non verde. Maturo come le uve che lo ha prodotto, raccolte solo quando il vinacciolo era già brunito. Intorno ai quattrocento metri sul livello del mare, con l’escursione termica tra il mare Adriatico e la Maiella che regola tempi e ritmi della maturazione. Radici e futuro Ascoltando Giannicola parlare durante la degustazione, mi sono tornate in mente le parole con cui aveva aperto uno dei suoi discorsi Non basta dire che facciamo vino da due secoli per garantire la qualità. La qualità ha un percorso che attraversa la sostenibilità, il rispetto dell’ambiente, l’innovazione, la ricerca. Calo dei consumi tra i giovani, la pressione dei vini dealcolati, i cambiamenti climatici che alterano i ritmi millenari della vigna. Uno scenario nel quale Vigna Madre sceglie di rispondere con la memoria. Non con la nostalgia, che è statica e sterile, ma con la memoria attiva: quella che recupera il vitigno dimenticato, lo vinifica per renderlo contemporaneo, lo mette in bottiglia a dodici gradi e lo offre a chi non ha ancora incontrato il vino. La Maiolica rappresenta una visione contemporanea del vino, dove sostenibilità, consapevolezza ed equilibrio tra uomo e natura diventano elementi centrali. D’Annunzio scriveva dei pastori che migravano verso il mare in settembre, trascinando greggi lungo le vie della transumanza. In quel movimento antico c’era qualcosa di sacro: il ritorno ciclico, la fedeltà alla terra, il sapere che certi cammini vanno percorsi anche quando sembrano anacronistici. Giannicola Di Carlo fa qualcosa di simile: riporta alla luce ciò che era stato abbandonato, lo accompagna senza dominarlo. Per consegnarlo al futuro con la stessa cura con cui si teneva per mano un fratello. Non tutti i vini raccontano chi li ha fatti. Questi sì.   Ivan Vellucci – Suggestioni di Vino
ivan.vellucci@winetalesmagazine.com Mi trovi su Instagram come @ivan_1969
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Roma si veste di bianco: debutta il Falstaff White Wine Party Arrow Right Top Bg

4 Giugno, 2026

Roma si veste di bianco: debutta il Falstaff White Wine Party

  Il 23 giugno, al Grand Hotel Plaza, oltre 50 produttori provenienti da tutta Italia daranno vita ad un appuntamento dedicato al vino e alla convivialità. Degustazioni, masterclass e musica accompagneranno un’esperienza pensata per celebrare il vino attraverso la condivisione, la scoperta e l’intrattenimento.   Roma si prepara ad accogliere l’evento dedicato ai grandi vini bianchi italiani, pensato per inaugurare la stagione estiva all’insegna della degustazione e di un approccio dinamico, pop e contemporaneo al mondo del vino, dove socialità e atmosfera diventano parte integrante dell’esperienza. È il White Wine Party, che martedì 23 giugno 2026 animerà la Capitale all’interno degli spazi del Grand Hotel Plaza – storico hotel 5 stelle lusso nel cuore di Via del Corso –, segnando l’approdo in Italia del format internazionale di Falstaff, il magazine europeo dedicato al wine, food & travel lifestyle. Dalle 14:30 alle 22:00, il Salone delle Feste e gli spazi del Plaza faranno da cornice a una giornata tra walk-around tasting, masterclass e intrattenimento musicale, con oltre 50 produttori provenienti da tutta Italia protagonisti di un percorso dedicato alle più interessanti espressioni del vino bianco oggi in commercio. Alto Adige, Calabria, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Valle d’Aosta e Veneto: queste le regioni di provenienza delle aziende presenti, che proporranno le loro etichette al pubblico capitolino attraverso assaggi liberi e momenti di approfondimento su territori e produzioni. Aperto a professionisti del settore, operatori, associazioni di categoria, media e wine lover, il White Wine Party nasce con l’obiettivo di creare un contesto dinamico e informale rivolto alla cultura contemporanea del bere di qualità. Il format punta infatti a valorizzare anche il lato più spontaneo del degustare, in cui il vino diventa occasione di confronto e divertimento. In linea con il concept dell’evento, anche il dress code sarà ispirato alle tonalità del bianco. Musica e intrattenimento accompagneranno la parte finale della giornata, contribuendo a creare un’atmosfera rilassata pensata per celebrare l’inizio dell’estate. Con il debutto romano prende ufficialmente il via il calendario di appuntamenti firmati Falstaff in Italia, che nei prossimi mesi toccherà diverse città con iniziative dedicate alla cultura del vino, del cibo gourmet e dell’ospitalità. Tutte le informazioni su modalità di accesso e prenotazione saranno presto disponibili online. La Redazione
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We People Wine, il manifesto della nuova comunicazione del vino Arrow Right Top Bg

3 Giugno, 2026

We People Wine, il manifesto della nuova comunicazione del vino

Shibumi Digital Agency e Incredible Truths! lanciano un progetto aperto a produttori, ristoratori e operatori HoReCa
per rimettere le persone al centro del racconto del vino Il vino italiano è tra i più straordinari al mondo.
Eppure chi lo beve si sente spesso inadeguato, chi lo vende fatica a raccontarlo al tavolo e chi lo produce continua a comunicare attraverso tecnicismi e schede prodotto che non riescono più a coinvolgere il pubblico. È da questa consapevolezza che nasce We People Wine, il manifesto della nuova comunicazione del vino ideato da Shibumi Digital Agency e Incredible Truths!, un progetto che punta a cambiare il linguaggio con cui il vino viene raccontato, mettendo finalmente le persone al centro. L’idea nasce dall’esperienza concreta maturata da Shibumi Digital Agency in oltre quindici anni di lavoro nel settore vinicolo, accanto a cantine, produttori e territori. Un percorso costruito sul campo, tra degustazioni, fiere, incontri commerciali e strategie di comunicazione sviluppate insieme a realtà
come Borgoverde, Cantina Giuntabosca, Le Vigne di Sammarco, Cantina Sampietrana e Cantine Gentile. Un’esperienza che ha portato a una convinzione precisa: il problema del vino non è il prodotto, ma il modo in cui viene raccontato. Davide Guida, Marketing Specialist di Shibumi Digital Agency Quindici anni nel mondo del vino ti insegnano a distinguere ciò che funziona da ciò che suona bene in una degustazione, in una fiera o in un incontro commerciale. Le storie funzionano. I tecnicismi no. We People Wine nasce da questa certezza e dall’incontro con Incredible Truths!, che ci ha dato il metodo per trasformare un’intuizione in un manifesto. L’incontro con Incredible Truths!, il Creative Think Tank milanese fondato sull’idea che ogni brand custodisca una Verità Unica da raccontare, ha dato forma definitiva al progetto.   Francesco Mollo, Founder & Creative Director di Incredible Truths! Insieme a Shibumi Digital. diamo vita a We People Wine, un manifesto che ridefinisce la comunicazione del vino. Come fondatore di Incredible Truths!, credo fermamente che ogni sorso di vino abbia una verità incredibile da raccontare. Con la nostra filosofia, la Via delle Verità Incredibili, portiamo autenticità, coraggio e una nuova connessione umana al centro del vino. Siamo pronti a scrivere insieme una nuova storia. We People Wine nasce quindi come un manifesto aperto a produttori, ristoratori e operatori HoReCa che vogliono superare una comunicazione percepita spesso come distante, tecnica ed elitaria. Al centro del progetto ci sono i “7 Comandamenti della Nuova Comunicazione del Vino”, sette principi che ribaltano il paradigma tradizionale del settore: smettere di spiegare e iniziare a raccontare, perché le persone non vogliono sentirsi educate al vino, ma coinvolte emotivamente. Secondo il manifesto, il produttore è il vero brand, la faccia batte il logo, il semplice batte il perfetto e il vino non compete sul prezzo ma sulla sua capacità di diventare memorabile attraverso le storie. È proprio la forza del racconto umano a rappresentare il cuore della visione di We People Wine. Un produttore, durante uno degli incontri che hanno contribuito alla nascita del progetto, ha descritto il proprio vino con una frase semplice: “Il mio vino sa di estate”. Cinque parole capaci di evocare immagini, emozioni e ricordi molto più di qualsiasi descrizione tecnica. È questo il linguaggio che il manifesto vuole restituire al settore: diretto, autentico e vicino alle persone. In un momento storico complesso per il mondo del vino e dell’ospitalità, We People Wine si propone anche come un esempio concreto di collaborazione tra realtà diverse unite da una stessa visione. Non un corso, né un’agenzia, ma un progetto aperto a chi ogni giorno vive il vino e sente la necessità di comunicarlo in modo più contemporaneo, accessibile e umano. Per maggiori informazioni sul progetto è possibile consultare i siti wepeoplewine.it, shibumidigital.com e incredibletruths.it .   La Redazione
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Tuttofood 2026: fiera da record con +30% di presenze Arrow Right Top Bg

2 Giugno, 2026

Tuttofood 2026: fiera da record con +30% di presenze

  Con la seconda edizione di TUTTOFOOD curata da Fiere di Parma è ufficiale: anche l’Italia è ora sede di una grande fiera internazionale agroalimentare, ulteriore motore di export, fatturato e relazioni internazionali per il Made in Italy. Il parere dei top buyer.   Si chiude con numeri record TUTTOFOOD 2026, che registra in quattro giorni 123mila presenze, di cui 27mila dall’estero, con un incremento del 30% rispetto all’edizione 2025. La partecipazione di un numero così rilevante di operatori professionali, tra industria, distribuzione, ristorazione, importatori, buyer, dimostra la capacità della manifestazione, organizzata per il secondo anno da Fiere di Parma, di trasformare la domanda globale di qualità alimentare in relazioni commerciali, sviluppo e accesso ai mercati e, contemporaneamente, il suo ruolo, sempre più forte, di piattaforma economica internazionale di riferimento per il food & beverage. Il risultato, frutto di un’alleanza di sistema tra Fiere di Parma e Fiera Milano con il coinvolgimento per la parte internazionale di Koelnmesse, organizzatore della più importante manifestazione al mondo, Anuga di Colonia, si inserisce in un’edizione che ha occupato 10 padiglioni, 82.000 metri quadrati netti di superficie espositiva sold out, in crescita del 15%, riunito 5.000 brand (+20%, di cui circa il 30% esteri) e 4.000 top buyer internazionali. Antonio Cellie, AD Fiere di Parma I numeri e i pareri unanimemente positivi da parte di espositori, buyer, visitatori,  frequentatori abituali delle storiche fiere mondiali del cibo, lo confermano: abbiamo coperto uno spazio inspiegabilmente ancora libero, realizzando in Italia un evento di portata internazionale per l’agroalimentare del tutto nuovo e che ora ogni anno, grazie all’alternanza strategica tra Cibus e Tuttofood, metterà a disposizione del Made in  Italy un palcoscenico e un hub globale per affermarsi ulteriormente coerentemente con il prestigio, il ruolo, la rilevanza internazionale che il cibo e la cucina italiana hanno nel mondo. Oggi le fiere, infatti non sono più soltanto vetrine di prodotto. Sono luoghi di business, in cui le imprese misurano la domanda internazionale, creano mercati, costruiscono relazioni commerciali e trasformano la reputazione del Made in Italy in risultati economici. La crescita delle presenze ci dice che le aziende e gli operatori cercano luoghi fisici e qualificati in cui orientarsi dentro un mercato globale più frammentato, più selettivo e più competitivo. La crescita delle presenze assume, infatti, un valore ancora più significativo perché avviene in una fase caratterizzata da tensioni geopolitiche, dazi, pressione sui costi energetici, volatilità delle materie prime e ridefinizione delle catene internazionali di fornitura. In questo scenario, il food si conferma uno dei comparti più solidi dell’economia italiana: nel 2025 le esportazioni italiane di beni alimentari hanno raggiunto i 72,4 miliardi di euro, in aumento del 4,9% rispetto al 2024. Sul fronte industriale, il comparto continua a esprimere forza anche in termini di fatturato, con l’industria alimentare italiana che nel 2025, secondo Federalimentare, ha raggiunto 204 miliardi di euro, in crescita del 3,6% sull’anno precedente. Un ruolo, quello dell’Italia del cibo, confermato con entusiasmo dai tanti buyer internazionali presenti in fiera, che hanno descritto la cucina italiana come punto di riferimento europeo per il food premium e gourmet. Per i buyer provenienti dagli USA, dall’America Latina, dall’Asia, dal Golfo, ma anche da Paesi europei come la Francia, il Made in Italy ha una reputazione molto alta, grazie all’innegabile qualità delle materie prime, ma anche alla sua autenticità, all’affidabilità produttiva, alla distintività dell’offerta e al valore gastronomico e culturale che porta in sé. Nella testimonianza di un importante buyer europeo, emerge un dato molto significativo: circa il 70% del business ristorativo della sua insegna ruota attorno a prodotti italiani, a dimostrazione che la cucina italiana è ormai strutturale nell’offerta horeca internazionale e molti mercati non considerano sostituibili alcune categorie italiane, a partire dall’olio d’oliva, passando per l’aceto balsamico, la farina, la pasta, fino ai biscotti e al cioccolato. Per alcuni operatori, come Cencosud (America Latina) e City Super Group (Honk Hong), l’Italia rappresenta addirittura il principale mercato europeo di sourcing alimentare. Un elemento interessante è che il cibo italiano non viene percepito solo come classico o tradizionale, ma anche come capace di innovare, sperimentare e creare nuove ricettazioni gastronomiche, anticipando i trend. Il Made in Italy non è visto soltanto come “heritage”, ma come un elemento vivo e contemporaneo. E, a proposito di innovazione, secondo Ben Costantini di Sesamers, società francese che ha portato in fiera start up da 7 Paesi, specializzate in piattaforme software, bevande funzionali, salse artigianali e macchinari per la trasformazione, “TUTTOFOOD non è solo un luogo dove vendere i prodotti di oggi, ma è il luogo in cui la prossima generazione di innovatori del settore alimentare trova il proprio mercato”.  Al termine di TUTTOFOOD, il Banco Alimentare della Lombardia ha raccolto circa 25 tonnellate di cibo dalle oltre 600 aziende che hanno generosamente scelto di donare le proprie eccedenze alimentari, permettendo di destinare alimenti ancora in perfetto stato a più di 1.000 Organizzazioni Partner Territoriali convenzionate (mense, centri di accoglienza, case-famiglia, etc.), a beneficio di oltre 200.000 persone in difficoltà.   LA PAROLA AI BUYER SYSCO – Con un fatturato annuo di circa 81–84 miliardi USD, 75.000 dipendenti, market cap intorno ai 35 miliardi USD, oltre 730.000 clienti e più di 330 centri logistici nel mondo, Sysco è il più grande distributore alimentare USA per il food service al mondo, focalizzato su ristoranti, hotel, ospedali, scuole e catering. È a Tuttofood per la sua portata internazionale che la rende decisiva per creare relazioni dirette con produttori e buyer. L’aumento dei prezzi non ferma negli USA la domanda di qualità. Dazi e tariffe vengono considerati meno rilevanti rispetto alla sicurezza della supply chain. Cresce la centralità della sostenibilità e della tracciabilità alimentare di fronte a una preoccupazione crescente per la sicurezza dell’approvvigionamento globale di cibo. Questa evoluzione della domanda motiva anche la crescita del food italiano negli USA tanto da spingere Sysco ad inserire, in ogni società del gruppo, una figura specializzata nel prodotto italiano. I consumatori americani riconoscono e cercano prodotti autentici italiani, anche premium, di gamma più ampia rispetto a quelli tradizionali: il mercato non è più “etnico”, ma mainstream. CENCOSUD – uno dei più grandi gruppi retail dell’America Latina, con sede a Santiago del Cile, 50 anni di storia, operante principalmente nei settori supermercati e ipermercati, centri commerciali, bricolage e home improvement, department store, servizi finanziari, tra Cile, Argentina, Brasile, Perù, Colombia, USA, 100mila persone impiegate, 1500 stores, 17 miliardi di dollari e un EBITDA di circa 1,5 miliardi. A Tuttofood per creare assortimenti internazionali sugli scaffali sudamericani. Portano a casa dalla manifestazione “un ‘pezzo’ di ogni Paese europeo” puntando sull’aspetto innovazione. L’obiettivo dichiarato è portare per primi in Sud America le novità viste nelle aree Innovation della fiera perché i consumatori latinoamericani vengono descritti come sempre più curiosi, aperti alla sperimentazione e interessati a ricette che mixano ingredienti provenienti da più Paesi. Conferma il ruolo strategico dell’Italia, principale riferimento europeo per il food export, ma crescono anche interesse e sourcing da Germany, Portugal, France, United Kingdom e Spain, ma anche da Thailandia, Corea, Australia. Peru è indicato come il mercato latinoamericano più dinamico, mentre Argentina registra una crescita eccezionale: +100% nell’import di prodotti europei negli ultimi 12 mesi. Messaggio chiave: nonostante il rallentamento dei consumi, il food europeo — soprattutto italiano — continua a essere percepito come sinonimo di qualità, innovazione e distintività. SPINNEYS – catena premium di supermercati attiva principalmente negli Emirati Arabi Uniti, Oman e Arabia Saudita, uno dei principali retailer high-end del Golfo, con un posizionamento focalizzato su qualità, assortimenti internazionali e prodotti premium. Nel 2025 ha registrato ricavi per circa circa 1 miliardo di dollari), con una crescita del +13% anno su anno: serve ogni anno oltre 100 milioni di clienti. A Tuttofood per rafforzare le partnership con i produttori soprattutto italiani e ampliare ulteriormente l’offerta premium destinata ai mercati del Golfo. La buyer, per la quarta volta a TUTTOFOOD, definisce la fiera “strategica e molto positiva per lo sviluppo del business”. L’Italia viene indicata come partner privilegiato per il private label (il business private label registra infatti crescite molto sostenute, fino al +40% anno su anno) grazie alla qualità riconosciuta del Made in Italy e alla maggiore semplicità logistica rispetto ad altri mercati di approvvigionamento. L’obiettivo è individuare nuove opportunità commerciali, ampliare le gamme esistenti e selezionare nuovi produttori premium e artigianali da inserire negli assortimenti. Le categorie considerate più dinamiche comprendono olio d’oliva, conserve alimentari, legumi, farine, tonno premium, acciughe, prodotti biologici e specialità italiane ad alto valore aggiunto. Spinneys è interessata al settore degli antipasti, olive e pasta premium, categorie ritenute sempre più rilevanti per il consumatore high-end del Golfo, oltre che a prodotti biologici e salutistici. Secondo la buyer, il biologico è uno dei trend più forti del mercato e potrebbe addirittura raddoppiare il proprio valore nel prossimo futuro grazie alla crescente attenzione dei consumatori verso salute, qualità e ingredienti naturali. PROMOCASH, business unit di Carrefour Group – Catena francese di cash & carry specializzata nella fornitura per professionisti della ristorazione, hotel, catering e commercio alimentare. Opera quasi esclusivamente nel canale horeca: il 95% del business è legato ai ristoranti e, all’interno di questa quota, circa il 70% riguarda prodotti italiani. A Tuttofood per consolidare i rapporti con i fornitori già presenti in assortimento, ma anche per individuare nuovi prodotti e produttori da inserire a scaffale, cogliendo l’occasione per testare e selezionare nuove linee da importare sul mercato francese. L’Italia viene descritta come un riferimento imprescindibile per la ristorazione francese, soprattutto in categorie come olio, riso, pasta, farine e vegetali conservati. L’obiettivo dichiarato è “portare il vero stile italiano in Francia”, proponendo ai ristoratori prodotti autentici e ancora poco disponibili sul mercato locale. La fiera viene considerata strategica perché permette di confrontare in un unico luogo numerosi produttori appartenenti alle stesse categorie merceologiche, facilitando valutazioni comparative su qualità, assortimento e posizionamento. Viene inoltre sottolineata la completezza dell’offerta espositiva, capace di rappresentare quasi tutta la varietà del food internazionale. Esempio concreto citato: per un produttore italiano di farine con cui Promocash collabora da tre anni e i cui volumi crescono costantemente, nel 2026 è previsto un ulteriore incremento degli acquisti del +30%. Rispetto ad altre fiere internazionali come SIAL Paris, TUTTOFOOD viene percepita come più accessibile e funzionale per i buyer, grazie a spazi ben organizzati per incontri e degustazioni e a una gestione semplice ed efficiente dell’esperienza fieristica. COUPANG – uno dei principali player dell’e-commerce asiatico, spesso definito “l’Amazon della Corea”, fondato nel 2010 e oggi leader del mercato sudcoreano grazie al sistema logistico ultra-rapido “Rocket Delivery”. Il gruppo integra marketplace, logistica proprietaria, food delivery, streaming e fintech, con un volume di vendite annuale superiore ai 35 miliardi di dollari. A Tuttofood per rafforzare il sourcing di prodotti autentici italiani destinati al mercato coreano, con particolare attenzione alle linee premium e alle categorie simbolo del Made in Italy come olio d’oliva, spaghetti e aceto balsamico. Il food italiano viene descritto come già molto popolare in Corea del Sud e in costante crescita anno dopo anno, soprattutto presso un consumatore urbano sempre più interessato a qualità, autenticità e cucina internazionale. L’attività in fiera è stata molto intensa: circa dieci business meeting al giorno tra incontri con fornitori già conosciuti e nuove aziende da inserire in piattaforma. Centrale il tema B2B: l’obiettivo non è soltanto capire quali prodotti possano funzionare sul mercato coreano, ma anche individuare in che modo Coupang possa supportare concretamente le aziende presenti a Tuttofood nello sviluppo commerciale e nella diffusione dei loro prodotti in Corea. Il potenziale di crescita del food italiano nel mercato sudcoreano viene considerato ancora molto elevato, al punto che Coupang prevede un incremento significativo dei volumi di acquisto successivamente alla manifestazione. CITY SUPER GROUP – gruppo retail premium nato a Hong Kong nel 1996, specializzato in supermercati gourmet, prodotti internazionali importati, wine & spirits e lifestyle retail attraverso il brand principale City’super. Considerato uno dei riferimenti high-end della spesa alimentare in Asia, il gruppo è presente tra Hong Kong, Shanghai, Nanjing e Taiwan, con un posizionamento focalizzato su qualità, selezione internazionale ed esperienza retail premium. A Tuttofood per consolidare e ampliare il sourcing diretto dall’Italia, oggi indicata come il principale Paese di approvvigionamento del gruppo. L’azienda importa senza intermediari e considera il Made in Italy un elemento centrale della propria proposta assortimentale, soprattutto nelle categorie premium destinate a un consumatore asiatico sofisticato e attento all’autenticità del prodotto. La manifestazione rappresenta un’importante occasione sia per incontrare di persona fornitori con cui esistono già collaborazioni consolidate, sia per scoprire nuovi brand in linea con le richieste del mercato di Hong Kong e Taiwan. Forte l’interesse verso aziende a gestione familiare e produzioni ad alta specializzazione, considerate sinonimo di qualità e distintività. Tra le categorie ricercate: frutta secca, condimenti, olio extra-vergine di oliva, aceto balsamico, cioccolato e crema di pistacchio premium ad alta concentrazione di materia prima. Il food italiano continua, dunque, a essere percepito come benchmark qualitativo nel segmento gourmet asiatico, tanto che City Super Group prevede un incremento di almeno il +10% nei volumi importati dall’Italia successivamente alla fiera. Dopo aver partecipato a numerose manifestazioni internazionali, TUTTOFOOD viene definita la migliore per qualità e quantità delle aziende presenti, oltre che per l’organizzazione degli spazi dedicati agli incontri business, giudicati ampi, chiari ed efficienti. La Redazione
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La Sicilia di Ulisse: il viaggio continua sui tavoli delle trattorie Arrow Right Top Bg

1 Giugno, 2026

La Sicilia di Ulisse: il viaggio continua sui tavoli delle trattorie

  L’Associazione amplia la sua rete e apre a una nuova categoria: piatti genuini, ospitalità familiare e tradizione siciliana.   La Sicilia di Ulisse, il circuito che riunisce 63 eccellenze siciliane – tra ristoranti, pasticcerie storiche, hotel di charme – e 19 cantine partner, annuncia la nascita di una nuova categoria associativa dedicata alle trattorie. Una scelta che nasce dal riconoscimento del ruolo fondamentale che questi luoghi hanno nell’identità culinaria in ogni zona dell’isola: spazi familiari e autentici, dove la tradizione si tramanda attraverso piatti semplici ma curati, accoglienza sincera e un’attenzione naturale alla qualità delle materie prime. Il termine trattoria deriva dal francese traiteur, colui che prepara e serve il cibo. In Italia è divenuto il luogo a conduzione familiare dove si respira un’atmosfera accogliente e dove la cucina tipica regionale si racconta attraverso ricette genuine, ingredienti freschi e una preparazione rispettosa dell’autenticità dei sapori. La trattoria non è solo un posto dove si mangia bene: è uno scrigno di tradizioni, un luogo di memoria collettiva e di identità gastronomica. Luciano Pennisi, vicepresidente de La Sicilia di Ulisse La Sicilia è una regione che evoca immagini di mare cristallino e paesaggi mozzafiato, ma è anche, e soprattutto, uno dei luoghi migliori al mondo per la cucina tradizionale: una cucina che racconta la sua storia attraverso sapori genuini e materie prime di qualità. Le trattorie siciliane custodiscono sapori, storie e gesti che ci appartengono e per questo abbiamo voluto accoglierle all’interno della nostra associazione. Entrare a far parte di questa nuova categoria significa abbracciare i valori fondanti dell’Associazione, dimostrando una solida valenza ristorativa all’interno del panorama siciliano. L’utilizzo, quanto più possibile, di materie prime locali e stagionali è un requisito imprescindibile con un impegno concreto nella valorizzazione dei piatti della propria provincia, anche in chiave contemporanea. Fondamentale è la qualificazione del personale, tale da garantire efficienza, cura e accoglienza, in un’atmosfera calda e familiare, capace di far sentire ogni ospite a casa, senza mai rinunciare a un livello elevato di qualità. Inoltre, viene valutata la presenza di una cantina con etichette della regione. La strategia di ampliamento dell’Associazione non riguarda solo l’apertura alla nuova categoria delle trattorie, ma anche la possibilità di valutare strutture ricettive, ristorative e cantine che, nel rispetto dei parametri di affiliazione, possono contribuire ad arricchire il circuito e a completare la mappatura della regione. La Sicilia custodisce infatti un patrimonio ricchissimo di realtà di valore nel mondo dell’enogastronomia e dell’ospitalità, alcune già affermate, altre emergenti, capaci di interpretare con autenticità l’identità dell’isola. La Sicilia di Ulisse desidera sostenere queste eccellenze inserendole in una rete qualificata e, al tempo stesso, offrire ai viaggiatori una proposta sempre più ampia e rappresentativa, per vivere un autentico grand tour dell’isola tra sapori, luoghi, tradizioni e cultura del territorio. Le strutture interessate possono candidarsi compilando il form disponibile sul sito al seguente link: https://www.lasiciliadiulisse.it/i-requisiti.html Con questa novità, La Sicilia di Ulisse prosegue il suo viaggio nella valorizzazione del patrimonio enogastronomico regionale, diventando sempre più punto di riferimento per chi cerca un turismo consapevole e di qualità. Proprio come Ulisse, che nell’Odissea scoprì in Sicilia una terra generosa, anche oggi chi visita la regione può lasciarsi conquistare dai sapori autentici e dall’accoglienza sincera di chi custodisce e tramanda questo prezioso patrimonio. La Sicilia di Ulisse Da oltre vent’anni l’Associazione si impegna a valorizzare le meraviglie della Sicilia, offrendo ai viaggiatori l’opportunità di vivere un’esperienza completa e autentica, fatta di sapori, paesaggi e prodotti che racchiudono l’anima mediterranea dell’isola. Fondata nel 2002 da un gruppo di chef visionari, l’Associazione riunisce le eccellenze siciliane nei settori dell’ospitalità, della gastronomia e della viticultura. Attraverso un portale e una APP, La Sicilia di Ulisse si presenta in modo chiaro e strutturato sul mercato, rendendo accessibile la sua offerta esclusiva. Oggi, l’Associazione conta 63 soci, di cui 38 tra ristoranti e pasticcerie storiche e 25 hotel di charme, oltre a 19 cantine partner per un numero complessivo di 1.500 addetti e un fatturato generato stimato di 180 milioni di euro. Da aprile 2024 il presidente dell’Associazione è Tony Lo Coco. La Redazione
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Le Notti del Vino a Roma. 5-6-7 giugno Ponte della Musica, Armando Trovajoli Arrow Right Top Bg

1 Giugno, 2026

Le Notti del Vino a Roma. 5-6-7 giugno Ponte della Musica, Armando Trovajoli

diVino sotto le Stelle: Roma brinda sul Ponte della Musica Dal 5 al 7 giugno tornano a Roma Le Notti del Vino – diVino sotto le Stelle, l’anteprima romana del calendario nazionale promosso dall’Associazione Nazionale Città del Vino, con Decanter Wine Academy partner esecutivo su Roma. Dopo il successo del 2025, l’appuntamento si rinnova in una delle location più suggestive della Capitale: il Ponte della Musica Armando Trovajoli. Per tre sere, sotto le sue arcate, Roma diventa un grande salotto del vino a cielo aperto. Ad attendere il pubblico ci saranno oltre 70 cantine, con etichette locali e nazionali in degustazione. Calice alla mano, si potrà passeggiare sul ponte, incontrare direttamente i produttori, scoprire nuove storie, nuovi territori e nuovi assaggi. Non solo vino: il programma prevede musica dal vivo, flash mob di tango, street food e tre masterclass dedicate alle Donne del Vino Lazio, agli abbinamenti cibo-vino e alle degustazioni alla cieca. Un tramonto romano, un calice in mano, la musica, le stelle e il Ponte della Musica trasformato in un percorso di degustazione unico. Programma Mercoledì 3 giugno
Ore 11.30 Conferenza Stampa di presentazione dell’evento presso la sala stampa della Camera dei Deputati, via della Missione 4 Venerdì 5 giugno
Ore 19.00 apertura banchi d’assaggio
Ore 19.30 Masterclass “Donne del vino: storie e aneddoti nel calice” con le Donne del vino Lazio Costo: Masterclass  gratuita per chi ha già il biglietto della manifestazione, 10 euro solo masterclass. Posti limitati, Prenotazione obbligatoria info@decanterwineacademy.org Ore 24.00 chiusura banchi d’assaggio Sabato 6 giugno
Ore 19.00 apertura banchi d’assaggio
Ore 19.30  Degustazione alla cieca, trova l’intruso: 4 vini del Lazio VS  uno “straniero” Costo: Degustazione gratuita per chi ha già il biglietto della manifestazione, 10 euro solo degustazione. Posti limitati, Prenotazione obbligatoria info@decanterwineacademy.org Ore 24.00 chiusura banchi d’assaggio Domenica 7 giugno
Ore 19.00 apertura banchi d’assaggio
Ore 19.30 Degustazione guidata con abbinamento cibo-vino 4 vini e 4 assaggi dei Food Truck Costo: Degustazione gratuita per chi ha già il biglietto della manifestazione; 10 euro solo degustazione Posti limitati, Prenotazione obbligatoria info@decanterwineacademy.org Ore 24.00 chiusura banchi d’assaggio Costo del biglietto 25 euro Il biglietto comprende il bicchiere , la sacchetta portabicchiere e 10 degustazioni di vini delle oltre 150 etichette presenti. Sommelier Ais, Ars, Assoenologi, Assosommelier, Degustibuss, Fis, Fisar, Onav, Ses riduzione del biglietto, costo 20 euro presentando all’ingresso la tessera dell’associazione in corso di validità. Codice sconto online G55, G66, G77 a seconda del giorno scelto.  Operatori del settore: ingresso a 15 euro, mandando una mail a accrediti@decanterwineacademy.org Studenti: riduzione del biglietto, costo 20 euro presentando all’ingresso tessera studente in corso di validità. Codice sconto online S55,S66, S77 a seconda del giorno scelto  Stampa: mandare una mail a accrediti@decanterwineacademy.org entro lunedì 25 maggio, specificando testata, numero di tessera e il link di un articolo firmato sull’enogastronomia per i giornalisti. Per i blogger inviare mail che verrà valutata dallo staff. Info: 351-3784335  06-86132308  info@decanterwineacademy.org https://www.decanterwineacademy.org/divino-sotto-le-stelle-ponte-della-musica   La Redazione
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La bambina che portava pazienza. 𝐼 𝑘𝑖𝑎𝑡𝑒𝑟𝑒̀𝑑𝑑ℎ𝑎 𝑘𝑎 𝑖̀𝑐ℎ𝑒 𝑝𝑎𝑐𝑒̀𝑛𝑧𝑖𝑎 Arrow Right Top Bg

31 Maggio, 2026

La bambina che portava pazienza. 𝐼 𝑘𝑖𝑎𝑡𝑒𝑟𝑒̀𝑑𝑑ℎ𝑎 𝑘𝑎 𝑖̀𝑐ℎ𝑒 𝑝𝑎𝑐𝑒̀𝑛𝑧𝑖𝑎

  I tesori possono avere forme diverse, possono essere grandi come castelli o piccoli come un seme e spesso per trovarli non c’è bisogno di una mappa o di un viaggio su un’isola sperduta. Alcuni tesori ci vengono incontro per strada, altri li possiamo scovare nei campi o nelle parole. La nostra fortuna è riconoscerne la ricchezza e saperla tramandare. Come una lingua. Come una storia. Come la biodiversità.   Nella Bambina che portava pazienza, una fiaba grika pubblicata da Esterno Notte, la protagonista conosce il tempo dell’attesa, e sa che ogni cosa cresce se le si dedica uno sguardo gentile. Il 15 maggio alle ore 18:30, Cantina Moros ha aperto le sue porte a un incontro pensato per grandi e piccini, in collaborazione con la Biblioteca del Negroamaro e delle Terre d’Arneo di Guagnano nell’ambito del progetto ‘La Biblioteca Fuori Di Sé’ e il Comune di Guagnano e Assessorato alla Cultura. Dopo i saluti iniziali, gli autori Fabrizio Lecce, Margherita Macrì e Mattia Manco interverranno per presentare l’opera ‘’la bambina che portava pazienza’’, accompagnati dalla performance dell’illustratrice Paola Rollo. Un appuntamento trasversale tra racconto, ascolto e degustazione, che include la consegna di un kit di semina in dono ai più piccoli: piselli nani da piantare, come gesto simbolico legato al tempo, alla cura e alla crescita. Durante l’evento: la degustazione dei vini Masseria Surani di produzione della cantina, in abbinamento ai legumi antichi di Zollino del produttore Antonio Calò, preparati da L’Orecchietta. Un’esperienza che unisce storie, territorio e convivialità. L’evento si inserisce nel programma de 𝑰𝒍 𝑴𝒂𝒈𝒈𝒊𝒐 𝒅𝒆𝒊 𝑳𝒊𝒃𝒓𝒊 2026, la campagna nazionale promossa dal Centro per il Libro e la Lettura, che celebra la lettura come spazio di crescita, immaginazione e partecipazione. Posti limitati, prenotazione consigliata. Degustazione su prenotazione.
Cantina Moros, Via Provinciale 222, Guagnano Prenotazioni obbligatoria: + 39 3429738931 La Redazione
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Il fascino dei “Vini d’Abbazia” approda in Calabria: il 2 e 3 maggio all’Abbazia della Matina. Arrow Right Top Bg

30 Maggio, 2026

Il fascino dei “Vini d’Abbazia” approda in Calabria: il 2 e 3 maggio all’Abbazia della Matina.

  Due giorni tra degustazioni, incontri e cultura del vino per la tappa calabrese di Vini d’Abbazia, che unisce le produzioni storiche delle abbazie italiane alle eccellenze dei Consorzi di Tutela della Calabria.   Vini d’Abbazia è arrivato per la prima volta in Calabria e sceglie l’Abbazia Cistercense di Santa Maria della Matina a San Marco Argentano (CS) per presentare, nelle giornate di sabato 2 e domenica 3 maggio, un’anteprima dell’edizione nazionale che si svolgerà a giugno nel Borgo di Fossanova, Priverno (LT). VINI D’ABBAZIA CALABRIA Nata sulla scia del successo dell’edizione nazionale che si svolge nel Lazio, la tappa calabrese di Vini d’Abbazia si propone di valorizzare il legame tra cultura monastica e viticoltura, mettendo in dialogo esperienze produttive storiche e identità territoriali contemporanee. Per due giorni, l’Abbazia La Matina diventerà un luogo di incontro tra appassionati, operatori del settore e produttori, attraverso un percorso di degustazione che intreccia spiritualità, storia e vino. Protagoniste saranno le etichette provenienti da abbazie italiane, affiancate dalle produzioni dei consorzi di tutela calabresi, in un confronto che attraversa territori, vitigni e tradizioni. Il programma si articolerà tra banchi d’assaggio e momenti di approfondimento, offrendo al pubblico l’opportunità di scoprire sia la dimensione storica della viticoltura monastica sia l’evoluzione contemporanea del vino calabrese. Le degustazioni guidate – affidate a professionisti del settore – accompagneranno i partecipanti in un percorso sensoriale dedicato ai vitigni autoctoni e alle loro espressioni più rappresentative. Vini d’Abbazia si configura come un progetto culturale che restituisce centralità al ruolo delle abbazie nella conservazione del patrimonio vitivinicolo europeo, rilanciandone oggi il valore attraverso il dialogo con i territori. UNA STRATEGIA ISTITUZIONALE PER IL RINASCIMENTO ENOICO DEL TERRITORIO La prima edizione calabrese di Vini d’Abbazia si inserisce in un contesto di forte dinamismo per il settore vitivinicolo regionale, frutto di una strategia istituzionale che punta con decisione sulla promozione delle proprie eccellenze agroalimentari. L’iniziativa è sostenuta dalla Regione Calabria e da ARSAC (Azienda Regionale per lo Sviluppo dell’Agricoltura Calabrese), all’interno di un disegno più ampio che mira a rafforzare il ruolo del territorio nel panorama dei grandi eventi vitivinicoli internazionali. In questa direzione si inseriscono scelte strategiche che hanno portato in Calabria manifestazioni di riferimento come Vinitaly and the City e Merano WineFestival, contribuendo a consolidare l’immagine della regione come destinazione di alto profilo. Assessore all’Agricoltura della Regione Calabria, Gianluca Gallo. Vini d’Abbazia Calabria si inserisce in un percorso già avviato di valorizzazione e promozione del comparto vitivinicolo regionale. L’intensa attività messa in campo negli ultimi anni sta dando risultati concreti, contribuendo a rafforzare il posizionamento della Calabria nei circuiti di riferimento del vino di qualità. In questo contesto, iniziative come questa assumono un valore strategico: non solo promuovono le nostre produzioni, ma ne raccontano le radici profonde, intrecciando identità, storia e capacità contemporanea di innovazione. È attraverso questo equilibrio che la Calabria può consolidare la propria attrattività e affermarsi sempre più come destinazione enoturistica di rilievo. L’ABBAZIA DELLA MATINA Cuore dell’evento sarà l’Abbazia Cistercense di Santa Maria della Matina, complesso di grande valore storico e architettonico immerso nel paesaggio della Calabria interna. Fondata nel 1065 da Roberto il Guiscardo, l’abbazia rappresenta una testimonianza significativa della presenza monastica nel territorio e della sua funzione come centro spirituale e agricolo, offrendo, tra aula capitolare e chiostri millenari, un respiro solenne e senza tempo. «Grazie al supporto della Regione Calabria siamo riusciti a ospitare nell’Abbazia di Santa Maria della Matina la prima edizione nel Sud Italia di Vini d’Abbazia» afferma Michele Valentoni, proprietario dell’abbazia e della cantina La Matina. «È per me un orgoglio aver messo a disposizione questo luogo, contribuendo a valorizzare una realtà ancora poco conosciuta ma perfettamente inserita in un circuito nazionale di grande rilievo». Judith Sandonato L’iniziativa rappresenta non solo un’importante occasione di promozione, ma una reale opportunità di incontro e valorizzazione condivisa. Un’esperienza autentica che mette in relazione cultura, storia e produzioni vitivinicole anche geograficamente distanti. BIGLIETTI DISPONIBILI I biglietti per Vini d’Abbazia Calabria sono disponibili online, con la possibilità di acquistare l’ingresso per le singole giornate: https://vinidabbazia.com/eventi/ La Redazione
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Rete Enoturismo Sardegna, prosegue il tour di animazione territoriale: da Dorgali a Bono e Calangianus per costruire il modello enoturistico regionale Arrow Right Top Bg

30 Maggio, 2026

Rete Enoturismo Sardegna, prosegue il tour di animazione territoriale: da Dorgali a Bono e Calangianus per costruire il modello enoturistico regionale

  Dopo le tappe di Santadi e Loceri, il percorso RES entra nel vivo con gli incontri nei territori del vino della Sardegna. Formazione con esperti nazionali per creare un’offerta integrata e competitiva. Prosegue il percorso di formazione in collaborazione con la Fondazione ETS Centro Professionale Europeo Leonardo.   Un modello organizzato di enoturismo capace di integrare vino, territorio, accoglienza e cultura. È in corso il tour di animazione territoriale promosso dalla Rete Enoturismo Sardegna (RES), il progetto pilota finanziato dall’Assessorato dell’Agricoltura della Regione Autonoma della Sardegna per costruire. Dopo le prime tappe di Santadi, nel cuore del Sulcis, e Loceri, in Ogliastra, il percorso è proseguito mercoledì 20 maggio alla Cantina Dorgali, per poi fare tappa giovedì 21 maggio all’Azienda Agricola Mulas di Bono e concludersi venerdì 22 maggio nella Sala del Consiglio comunale di Calangianus. Gli incontri hanno rappresentato la fase territoriale del percorso di formazione e attivazione avviato nelle scorse settimane con due seminari online molto partecipati, organizzati in collaborazione con la Fondazione ETS Centro Professionale Europeo Leonardo e dedicati alla progettazione dell’esperienza, al marketing e all’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale come strumento per il posizionamento sul mercato. A guidare il percorso sono Fausto Faggioli e Luciano Donato Marino, due esperti con competenze specifiche nei campi del marketing territoriale, della cooperazione, della formazione e dello sviluppo locale. Fausto Faggioli è Presidente della Commissione Nazionale Turismo della CIM – Confederazione Italiani nel Mondo, presidente di Albatros Rete e di EARTH Academy. Project e territorial marketing manager per lo sviluppo locale, è incubatore e acceleratore d’impresa, creatore di reti europee per la cooperazione e lo scambio delle buone pratiche. Il suo contributo è centrato sulla capacità dei territori di organizzarsi, raccontarsi e posizionarsi attraverso esperienze enoturistiche coerenti e di qualità. Luciano Donato Marino è presidente del gruppo ETN – Education and Training Network – e di Axonforce. La sua attività è orientata alla connessione tra persone, imprese e istituzioni attraverso progetti innovativi in ambito educativo, tecnologico e formativo. Il suo intervento porta attenzione alla costruzione di competenze, alla collaborazione tra operatori e all’utilizzo di strumenti innovativi per rafforzare l’offerta territoriale. Gli incontri toccano territori differenti per paesaggio, storia produttiva e tradizioni culturali, con l’obiettivo di far emergere le specificità locali e inserirle all’interno di un circuito regionale capace di rappresentare la pluralità dell’offerta enoturistica sarda. La rete punta infatti a valorizzare non un singolo prodotto o una singola area, ma l’insieme delle esperienze che possono nascere dall’incontro tra vino, cultura, comunità, paesaggio e accoglienza. IL PROGETTO La Rete Enoturismo Sardegna (RES) è un progetto pilota finanziato dall’Assessorato dell’Agricoltura della Regione Autonoma della Sardegna, nato per costruire un modello organizzato di enoturismo capace di integrare produzione vitivinicola, ospitalità, territorio e cultura. Presentato a livello nazionale al Vinitaly 2026, il progetto si sviluppa come un circuito diffuso su scala regionale, che attraversa aree diverse dell’isola e valorizza le differenti identità paesaggistiche, culturali ed enogastronomiche della Sardegna. L’obiettivo è creare un’offerta integrata, capace di generare nuove opportunità per le imprese vitivinicole, contribuire alla destagionalizzazione dei flussi turistici e rafforzare l’attrattività dell’isola oltre il turismo balneare. I partecipanti alla rete stanno accrescendo le proprie competenze attraverso un percorso articolato che non si limita alla formazione in aula o online, ma comprende anche attività di animazione territoriale, confronto con esperti e visite studio. Nei mesi scorsi, infatti, un gruppo di operatori vitivinicoli sardi hanno partecipato a un educational tour nella Rioja Alta, uno dei principali modelli europei di enoturismo, mentre sono previste ulteriori occasioni di confronto con realtà nazionali e internazionali. Il percorso proseguirà fino a novembre, con l’obiettivo di consolidare il modello entro il 2026 e ampliare progressivamente la rete, mantenendo un approccio selettivo orientato alla qualità dell’offerta. La Redazione
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