BlendNews

BlendNews è un contenitore di informazioni dedicato al vino. Racconteremo gli eventi, le novità e le curiosità di questo mondo.

 

Casenove di Monteci: il nuovo Bianco Veneto IGT che punta su leggerezza e sostenibilità. Arrow Right Top Bg

21 Maggio, 2026

Casenove di Monteci: il nuovo Bianco Veneto IGT che punta su leggerezza e sostenibilità.

  Dalla Valpolicella arriva Casenove, il nuovo Bianco Veneto IGT di Monteci: fresco e leggero, pronto a sorprendere al primo sorso. Un vino che invita a stappare, sorridere e brindare senza pensieri, perfetto per chi ama vivere il momento con spensieratezza.   Nel bicchiere si mostra luminoso, di un giallo tenue che sa d’estate, con profumi di frutta bianca e tropicale, note di mango e delicati richiami floreali. Il blend è 85% Garganega, 10% Sauvignon Kretos e 5% Muscaris: varietà autoctone e resistenti, che regalano carattere, fragranza e un approccio sostenibile alla viticoltura. La raccolta all’alba cattura la freschezza e l’energia delle uve. In cantina, la vinificazione in acciaio a temperatura controllata e i tre mesi di affinamento mantengono il frutto brillante e croccante, trasformando ogni sorso in un piccolo piacere immediato. Con solo 10% vol, Casenove è leggero e versatile: perfetto per aperitivi che si allungano, brindisi improvvisati e momenti da condividere senza troppi schemi. Con questo progetto Monteci continua il suo impegno per una viticultura sostenibile: dai vigneti curati con attenzione e arricchiti da siepi, alberi ad alto fusto e prati fioriti che favoriscono la biodiversità, fino alla cantina, dove tecnologia avanzata e materiali rispettosi dell’ambiente – legni di rovere certificati PEFC ed energie rinnovabili – assicurano precisione tecnica e cura del territorio. Ogni gesto è pensato per trasformare la produzione in un atto responsabile, dando vita a un vino autentico, contemporaneo e in perfetto equilibrio con la Valpolicella, pronto a regalare sorprese in ogni calice. Casenove è un invito a scoprire la Valpolicella con occhi nuovi: un bianco autentico e luminoso, che non resta fermo nel bicchiere ma invita al prossimo sorso. Casenove: un sorso, un sorriso, un brindisi.  Prezzo consigliato al pubblico (www.monteci.shop): € 9,90 Distribuzione: ho.re.ca e www.monteci.shop La Redazione
Leggi
VALTÈNESI IN…: IL TERRITORIO SI RACCONTA ATTAVERSO VINO, CUCINA E CULTURA DEL ROSÉ Arrow Right Top Bg

20 Maggio, 2026

Valtènesi in…: il territorio si racconta attaverso vino, cucina e cultura del rosé

  Prosegue il calendario di eventi promosso dal Consorzio Valtènesi: dal 4 maggio al 30 giugno un programma diffuso di esperienze autentiche sul Lago di Garda   La Valtènesi, culla di uno dei rosé più identitari d’Italia e territorio dalla forte vocazione enoturistica, presenta VALTÈNESI IN…, il progetto che da inizio maggio a fine giugno mette in rete ristorazione, mondo del vino e momenti di approfondimento culturale, offrendo un racconto corale e contemporaneo della Riviera bresciana del Lago di Garda. Un’iniziativa che nasce sotto il segno della valorizzazione dell’identità territoriale, promossa dal Consorzio Valtènesi e sostenuta da partner d’eccellenza, con l’obiettivo di coinvolgere appassionati e operatori in un percorso fatto di gusto e scoperta. Paolo Pasini, Presidente del Consorzio Valtènesi Dopo un Vinitaly che ha portato ottimi risultati e nuove conferme, per il Consorzio Valtènesi si apre una stagione ricca di appuntamenti. Eventi diversi tra loro, pensati per raccontare la denominazione in modo aperto e coinvolgente, parlando a pubblici differenti attraverso il vino, la cultura e il piacere della condivisione. Con questo calendario, il Consorzio continua a lavorare su una promozione che mette al centro il vino, le persone e le esperienze, creando occasioni di incontro autentiche e capaci di far vivere davvero il territorio. Un percorso che rafforza il rapporto con il pubblico e contribuisce a rendere la Valtènesi sempre più riconoscibile come un’identità viva, attuale e in dialogo con il panorama vitivinicolo italiano e internazionale. VALTÈNESI IN… si articolerà in tre diverse iniziative:   Valtènesi in tavola dal 4 maggio al 2 giugno Il viaggio di VALTÈNESI IN… si apre con Valtènesi in tavola, l’iniziativa che coinvolge una selezione di 30 ristoranti del territorio, chiamati a proporre menù degustazione ispirati alla Valtènesi e ai suoi rosé. Un invito a lasciarsi guidare, in un racconto dove ogni piatto diventa espressione autentica del paesaggio gardesano. Un dialogo armonico tra cucina e vino capace di restituire tutta l’identità e l’emozione di questa terra affacciata sulla sponda bresciana del Lago di Garda. Tutte le informazioni e le modalità di iscrizione a “Valtènesi in Tavola” sono disponibili sul sito www.valtenesiintavola.it   Valtènesi in tavola… alla Casa del Vino 21 maggio, 10 giugno, 21 giugno e 30 giugno Casa del Vino a Villa Galnica, Puegnago del Garda Cuore istituzionale del progetto è la Casa del Vino della Valtènesi, ospitata nella storica Villa Galnica a Puegnago del Garda, sede del Consorzio Valtènesi e punto di riferimento per la promozione della denominazione. Qui prendono vita quattro cene esclusive, riservate a 60 ospiti per appuntamento, realizzate con il supporto del Gambero Rosso, da anni partner strategico nella valorizzazione dei vini Valtènesi a livello nazionale. Tutte le informazioni e le modalità di iscrizione a “Valtènesi in Tavola…alla Casa del Vino” saranno disponibili, a partire dal 1 maggio, sul sito https://www.gamberorosso.it/valtenesi-in-tavola/ Valtènesi in Rosa  22, 23 e 24 maggio Castello di Moniga del Garda Momento centrale di VALTÈNESI IN… è Valtènesi in Rosa, la più importante manifestazione nazionale dedicata esclusivamente ai rosé della Valtènesi. L’edizione 2026 si svolge, come da tradizione, nell’incantevole cornice del Castello medievale di Moniga del Garda, affacciato sul lago. L’evento propone tre serate di degustazione consapevole, un format distintivo che prevede l’assaggio di ogni vino una sola volta, per promuovere un approccio responsabile e qualitativo al bere.
Oltre 100 etichette di Valtènesi rosé, aree food con specialità locali e momenti di incontro con i produttori raccontano l’identità di una denominazione che da 130 anni ha fatto del rosé la sua cifra stilistica e la forma originale del territorio. Ad aprire ufficialmente Valtènesi in Rosa, venerdì 22 maggio alle ore 17:00, si terrà un convegno “Valtènesi in rosa: 130 anni dalla nascita del metodo Molmenti” a Villa Brunati Bertanzi, a Moniga del Garda cui seguirà la degustazione guidata, condotta da Artur Vaso, delle etichette finaliste del Trofeo Molmenti, che, sempre giovedì, premierà il miglior rosé della Valtènesi. Un momento di confronto aperto a produttori, istituzioni e stampa, pensato per approfondire il percorso identitario del territorio e il ruolo del rosé come sua espressione distintiva. Al centro del convegno, i contenuti ripercorreranno i 130 anni di storia del rosé in Valtènesi, mettendone in luce l’evoluzione stilistica, il legame con il paesaggio gardesano e le prospettive future in chiave di mercato e comunicazione. Interverranno i rappresentanti del Consorzio, il Sindaco di Moniga e il Presidente del CIVP Provence, a testimoniare e rafforzare un dialogo sinergico tra due territori uniti da una storica vocazione rosé. Con VALTÈNESI IN…, il territorio sceglie di stringere una vera alleanza, mettendo in relazione ristoratori, produttori, istituzioni e pubblico. Un percorso che unisce cultura e promozione del territorio, rafforzando l’immagine della Valtènesi come destinazione di qualità, dove vino e accoglienza dialogano in modo autentico e contemporaneo.   CONSORZIO VALTÈNESI Il Consorzio Valtènesi rappresenta una delle espressioni più autentiche del vino rosé in Italia. Incastonata nella DOC Riviera del Garda Classico, questa sottozona vanta una tradizione secolare iniziata nel 1896 con il senatore Molmenti, che per primo codificò la tecnica del rosé. Qui, tra lago e colline, il vino è cultura, identità e ricerca estetica. Grazie al microclima unico del Lago di Garda, la Valtènesi è l’area più a nord d’Europa dove crescono ulivi e limoni. Dal 2010 la sottozona è riconosciuta ufficialmente, consacrando il suo ruolo di patria del rosé autentico. Oggi il Consorzio riunisce 102 produttori, per lo più vignaioli indipendenti, custodi di una filiera corta e sostenibile, che preservano ogni giorno la visione gentile e pionieristica delle origini. La Redazione
Leggi
Borgo Conventi: la primavera si vive tra vigneti, musica, cucina e creatività Arrow Right Top Bg

19 Maggio, 2026

Borgo Conventi: la primavera si vive tra vigneti, musica, cucina e creatività

  Nel cuore del Collio, la Tenuta apre le porte a esperienze autentiche tra natura, vino e cultura del territorio   La primavera porta con sé un calendario di appuntamenti che trasforma Borgo Conventi in uno spazio da vivere oltre la degustazione, dove il vino diventa il punto di partenza per esperienze che intrecciano natura, convivialità e scoperta del territorio.
Tra queste, prosegue anche nei mesi primaverili l’iniziativa Vigneti Aperti, promossa dal Movimento del Turismo del Vino: un invito a rallentare e osservare il paesaggio nel momento della sua piena espressione stagionale. Durante i fine settimana è possibile passeggiare tra i filari, visitare la barricaia – dove i vini affinano il proprio carattere – e concludere l’esperienza con una degustazione guidata, accompagnati nel racconto delle varietà e delle sfumature del Collio. La bella stagione porterà anche uno degli appuntamenti più attesi dell’enoturismo italiano, Cantine Aperte, in programma il 30 e 31 maggio. Sabato 30 maggio Borgo Conventi propone un incontro che unisce vino e tradizione gastronomica locale con un laboratorio dedicato agli Žlikrofi, la tipica pasta ripiena del territorio. Sarà un momento pratico e conviviale, in cui imparare a modellare la caratteristica forma “a cappello” e a preparare il ripieno a base di patate, erba cipollina e lardo, per poi scoprire come questi sapori dialogano con i vini della cantina. L’esperienza si completa con la visita alla cantina e alla barricaia e con una degustazione di tre vini accompagnati da stuzzichini locali. Domenica 31 maggio l’atmosfera cambia e si fa ancora più rilassata: le degustazioni saranno accompagnate dalla musica dal vivo di Gabry Sax, creando sonorità eleganti e coinvolgenti che accompagneranno il pubblico in una domenica dedicata al piacere del vino e alla convivialità. Con l’inizio dell’estate prenderanno invece il via le serate musicali con aperitivo, in programma ogni giovedì a partire da giugno: un appuntamento che unisce visita guidata, degustazione di due calici accompagnati da prodotti locali e musica dal vivo. Il programma musicale attraversa atmosfere diverse, dal jazz e swing alle sonorità brasiliane, dal flamenco al pop e soul acustico, fino a suggestioni tra tango, bossa e jazz e a momenti più intimi con arpa e violino. Continua anche in estate gli appuntamenti in collaborazione con OPS!LAB e i laboratori Natur…arte, pensati per i bambini e costruiti attorno a momenti speciali come la Festa della Mamma e il Solstizio d’Estate e altri eventi stagionali. Attraverso albi illustrati, materiali naturali e attività creative, i più piccoli possono vivere un’esperienza immersiva tra natura e fantasia, mentre i genitori si concedono una pausa con una degustazione in cantina. Il calendario degli appuntamenti prevede: Sabato 9 maggio – Mamma: intrecci d’amore | ore 10:00 – 11:30 Sabato 20 giugno – Solstizio d’estate: storie, magie e… colori | ore 10:00 – 11:30 Sabato 25 luglio – Tutti diversi, tutti uguali: l’arte in natura | ore 10:00 – 11:30 La Redazione
Leggi
Arriva la Prima Edizione di Vin’Aia: il vino naturale incontra la convivialità in un evento agricolo in vigna, a due passi da Roma Arrow Right Top Bg

19 Maggio, 2026

Arriva la Prima Edizione di Vin’Aia: il vino naturale incontra la convivialità in un evento agricolo in vigna, a due passi da Roma

  Il 23 maggio, nell’azienda di Malauva, il vino naturale si racconta insieme al cibo, tra vignaioli indipendenti,  produttori agricoli e una pausa immersa nella natura  a cielo aperto   Il vino naturale torna al suo contesto originario e lo fa insieme al cibo. Succede con Vin’Aia, l’evento organizzato sabato 23 maggio da Solovino in collaborazione con l’azienda Malauva situata a Castel Giorgio (TR), ai margini dell’Alfina, tra Umbria, Lazio e Toscana. Un evento all’aperto che supera il format della degustazione tecnica per costruire un’esperienza diretta, agricola e conviviale, dove il vino si misura nel suo rapporto più naturale: quello con la cucina. Tutto nasce dall’incontro tra Solovino e Malauva – una realtà che da anni lavora a stretto contatto con vignaioli artigiani e una cantina agricola indipendente – e da una visione condivisa: promuovere il vino naturale attraverso relazioni dirette con i produttori e creare occasioni autentiche di incontro. “Vin’Aia rappresenta la naturale evoluzione di questo percorso: portare fuori dalla città lo spirito di Solovino e inserirlo nel contesto agricolo della vigna, dando vita a un’esperienza aperta e partecipata” dichiarano gli organizzatori. E così il 23 maggio si potrà prendere parte a una giornata di convivio, racconto e condivisione, costruita attorno a una lunga tavola dove produttori e pubblico si incontrano senza filtri.  Il nome stesso dell’evento racconta molto del suo spirito. L’aia è uno spazio aperto, rurale, luogo di passaggio e d’incontro. È lì che il vino torna a essere quello che è sempre stato: parte di un contesto vivo, agricolo, umano. Il programma della giornata Dalle 12:00 alle 19:00 arriveranno produttori da diverse regioni italiane, amici prima ancora che espositori, pronti a versare i loro vini e a condividere storie, percorsi e visioni. Il pubblico potrà muoversi liberamente, senza percorsi obbligati. Accanto al vino, il cibo avrà un ruolo centrale: una proposta gastronomica diffusa accompagnerà tutta la giornata grazie alla presenza di realtà agricole e artigianali come Fattoria Pulicaro, Fattoria Il Secondo Altopiano, Gli Integrali e Pica Pau, in dialogo continuo con i vini in degustazione. L’atmosfera sarà volutamente informale. Non sono previste postazioni rigide né rituali codificati: chi partecipa è invitato a portare con sé un telo da picnic e vivere gli spazi della cantina in libertà, tra un assaggio, una chiacchiera e una pausa sotto il cielo aperto. Durante la giornata sarà anche possibile entrare nella cantina Malauva, visitare gli spazi di lavoro di Giovanni ed Elisa, i proprietari, e assaggiare i vini direttamente dalle botti, osservando da vicino un processo vivo, in continua evoluzione. Poi, con il tramonto, Vin’Aia cambia passo. La dimensione della degustazione lascia spazio a quella della festa: musica, bar attivo, bottiglie speciali e cibo accompagneranno la serata in un clima più leggero e spontaneo. Gli organizzatori di Vin’Aia Solovino è un’enoteca romana specializzata in vino naturale e un’organizzazione attiva nella creazione di eventi dedicati al vino artigianale. Dal 2021 promuove Vini Selvaggi e, tra le varie iniziative, ha collaborato a progetti come QuartiereVino Pigneto e Convivium Renaissance. Malauva è una cantina agricola fondata nel 2017 a Castel Giorgio (TR), con 4 ettari di vigneti coltivati in biologico. Produce vini senza filtrazioni né aggiunte, attraverso fermentazioni spontanee, valorizzando varietà autoctone come Procanico, Drupeggio, Verdello, Malvasia e Sangiovese. Per partecipare a Vin’Aia è possibile acquistare il ticket al seguente link: https://www.eventbrite.it/e/biglietti-vinaia-terra-vino-amici-1986973370840
Orario degustazioni 12:00 – 19:00
A seguire: festa serale con musica, food e bar attivo Ingresso 25 euro dalle 12:00 – 19:00 (con degustazioni vino incluse) ridotto 10 euro dalle 19:00 in poi La Redazione
Leggi
Italian Wine Tour La Grande Bellezza Arrow Right Top Bg

18 Maggio, 2026

Italian Wine Tour, La Grande Bellezza arriva a Milano.

  Il mese di maggio è il più “milanese” di tutti. Di pomeriggio il caldo sfiora già l’estate, di sera l’aria fresca la spinge un po’ più in la, anche la luce sembra avere un dimmer, diventando sempre più scenografica. E’ il mese perfetto per serate all’aperto, eventi, degustazioni, presentazioni. Si moltiplicano le occasioni e si riaprono location che anno dopo anno sono sempre più belle. Lunedì 11 maggio è stata una di quelle serate, ai Chiostri di San Barnaba, uno di quei luoghi che ancora riescono a sottrarsi al rumore e caos del traffico. Ci ha pensato Winescritic.com, una piattaforma online dedicata al mondo del vino vissuto a 360 gradi e fondata da due giovani ed entusiasmanti ragazzi, Raffaele Vecchione e Federica Ferone. L’occasione è stata lunedi 11 maggio in occasione dell’edizione 2026 dell’Italian Wine Tour La Grande Bellezza, un evento itinerante in 5 tappe partito da Amsterdam il 24 marzo, a Zurigo il 25 marzo, in aprile, il 27 a Firenze, 11 maggio Milano per concludersi poi il 25 maggio a Napoli. “WinesCritic.com propone giornate all’insegna della conoscenza e “dell’italianità”, con approfondimenti in ogni tappa e la possibilità di degustare grandi vini direttamente con chi ne è l’artefice! La Grande Bellezza vuole guidare, il cliente finale, offrendo una vetrina selezionata di produttori che si sono distinti per personalità, etica, produzione e bellezza.” E che selezione! Raffaele e Federica hanno scelto cantine superlative, a noi è piaciuta molto la freschezza dei vini della cantina Torre Mora, Scalunera Etna Rosso Nerello Mascalese 97% e Nerello Capuccio a saldo, Scalunera Etna Bianco, Carricante 100%; il percorso nel Barolo proposto dalla cantina Damilano in crescendo con Barolo Lecinquevigne, Barolo Cannubi, Barolo Cerequio, la ricchezza aromatica e l’intensità della Lugana Orestilla della cantina Montonale, la profondità e la potenza del Sangiovese attraverso il Brunello di Montalcino di La Rasina e Renieri. Queste cinque cantine sono soltanto appunti sparsi di una serata in cui 23 aziende hanno proposto circa 60 referenze in degustazione, senza trovare mai un vino fuori posto. La Grande Bellezza: Argiano, Capraia, Casanova di Neri, Cirelli, Corte Pavone, Damilano, Fattoria Le Pupille, Feudo Maccari, Fuligni, La Rasina, Montevetrano, Montonale, Pian delle Querci, Podere Sapaio, Renieri, Ridolfi, Rocca di Castagnoli, Ronco dei Pini, Tassi, Tenuta Le Forconate, Tenuta Licinia, Torre Mora, Villa Poggio Salvi.   Davide Stroppa – Il viaggio di Orfeo
Mi trovi su Instagram come  @atti_a_divenire    
Leggi
Relais Poderi Luigi Einaudi, a Dogliani il fascino autentico delle Langhe tra storia, vino e ospitalità di charme Arrow Right Top Bg

18 Maggio, 2026

Relais Poderi Luigi Einaudi, a Dogliani il fascino autentico delle Langhe tra storia, vino e ospitalità di charme

  A Dogliani, nel cuore delle Langhe patrimonio UNESCO, il Relais dei Poderi Luigi Einaudi nasce da una dimora di fine Settecento, storica residenza estiva della famiglia Einaudi, oggi trasformata in relais di charme e profondamente legata all’eredità della storica azienda vitivinicola fondata da Luigi Einaudi nel 1897.   Immerso tra vigneti e colline, accanto alla cantina di famiglia, il relais conserva l’identità di una casa privata dove eleganza, memoria e cultura del vino definiscono ogni dettaglio del soggiorno. Il relais offre un’ospitalità raccolta ed esclusiva: otto camere doppie e due suite arredate con mobili originali provenienti dalle dimore storiche della famiglia Einaudi, pensate per mantenere intatto il fascino di una residenza privata. Le Suite Il Monviso e I Noccioli, entrambe di 60 mq, rappresentano la proposta più ampia, mentre la Junior Suite La Lavanda e le camere Superior e Standard raccontano la stessa filosofia di accoglienza autentica, tra materiali originali, luce naturale e viste aperte sulle colline doglianesi e sulla corona alpina. Tra gli elementi più distintivi del relais spicca la piscina outdoor panoramica dalla celebre forma a bottiglia, affacciata sul paesaggio vitivinicolo delle Langhe: uno spazio scenografico e rilassato che interpreta il legame diretto tra ospitalità e cultura enologica. A completare l’esperienza, il giardino d’inverno per la colazione, il salotto con camino, gli spazi verdi e la possibilità di vivere il soggiorno con il ritmo lento di una dimora di campagna raffinata. Il cuore dell’esperienza resta però il rapporto privilegiato con la cantina Poderi Luigi Einaudi, adiacente alla struttura, dove gli ospiti possono approfondire la storia di quattro generazioni di famiglia attraverso visite guidate, percorsi in vigna e degustazioni dedicate al Nebbiolo, al Barolo e alle principali etichette della maison. La visita consente di entrare nel cuore della produzione, dalla coltivazione alla vinificazione, trasformando il soggiorno in una vera immersione nella cultura del vino delle Langhe. Da qui, il relais diventa anche punto di partenza privilegiato per esplorare le Langhe: Dogliani con il suo patrimonio architettonico, Barolo, Monforte d’Alba, La Morra e i grandi itinerari tra colline, borghi, tartufo e cultura enogastronomica. Il soggiorno si apre così a un territorio da vivere attraverso esperienze personalizzate, attività outdoor, degustazioni e percorsi che raccontano una delle destinazioni più iconiche del Piemonte. Relais Poderi Luigi Einaudi interpreta così un’idea di ospitalità colta e profondamente territoriale: non un semplice soggiorno, ma una porta d’accesso privilegiata all’universo delle Langhe, dove storia familiare, vino e paesaggio si fondono in un’esperienza autentica e memorabile. www.poderieinaudi.com www.relaiseinaudi.com La Redazione
Leggi
Sidro Maley: il Low Alcol per natura che nasce dai ghiacciai Arrow Right Top Bg

17 Maggio, 2026

Sidro Maley: il Low Alcol per natura che nasce dai ghiacciai

  Dalle vette del Monte Bianco al calice: Maley riscrive il futuro del sidro attraverso il recupero dei meleti storici della Valle d’Aosta e un’eleganza cosmopolita.   In un mondo che riscopre la ricerca della leggerezza e l’autenticità delle materie prime, Maley si pone come il punto d’incontro perfetto tra eredità alpina e stile di vita contemporaneo. Non una semplice bevanda, ma il risultato di un progetto di agricoltura eroica della mela, che celebra il sidro come l’alternativa naturale, elegante e intrinsecamente low alcol al vino e alle bollicine tradizionali. Il sidro non è una novità, ma un ritorno alle origini: storicamente bevanda nobile nelle corti europee e pilastro della cultura contadina montana, con Maley viene oggi declinata con tecniche moderne. Maley è un’azienda pioniera nella produzione di sidro d’alta quota in Europa: unendo sapienza agronomica e spirito artigianale, produce sidri che sono espressione pura del terroir alpino, esportando il fascino delle mele del Monte Bianco in tutto il mondo. Una storia di confine e di cuore Il nome stesso, Maley, è un omaggio alla storia: era l’antico nome del Malus (la mela), ma richiama anche “lo greu maley”, un grande frutteto che dal Medioevo sorgeva nel comune di Torgnon, di fronte al Matterhorn-Cervino. Il progetto nasce dalla visione del responsabile di Ricerca e Selezione di Proposta Vini, Gianluca Telloli, con l’obiettivo di riportare in vita la produzione del sidro in Italia, trattandolo con la stessa dignità e complessità tecnica di un grande spumante. Maley attraversa i confini, unendo idealmente i versanti del Monte Bianco, dalla Valle d’Aosta alla Savoia francese. Salvaguardia delle mele antiche: biodiversità in ogni sorso Al centro della filosofia di Maley c’è la tutela del territorio. L’azienda si impegna nel recupero di varietà di mele antiche e rare (Raventze, Barbelune, Rodzetta, Calville, Pomma verte, Croison de Boussy, Groin de Veau) e due di pere (Critchen d’hiveur, Maude), coltivate in meleti storici che raggiungono quote altimetriche straordinarie, fino ad oltre i 1500 metri. Questi alberi, spesso centenari, rappresentano un patrimonio genetico unico che, senza l’intervento di Maley, rischierebbe di scomparire. Il risultato è un frutto puro, ricco di acidità e tannini naturali, perfetti per la spumantizzazione. Ogni bottiglia di Maley garantisce la sopravvivenza e la ricerca di nuovi alberi monumentali e la propagazione su franco di cloni rari: anno dopo anno Maley garantisce un futuro a un patrimonio vegetale che rischiava di scomparire dopo il 1950. L’azienda, inoltre, opera con assoluto rispetto della biodiversità, che si traduce in mantenimento dei prati tramite antiche pratiche di irrigazione, pascolo e sfalcio, e nel pieno rispetto della sostenibilità anche sociale. La rinascita del sidro: dall’antichità alla tavola moderna Il sidro non è una novità, ma un ritorno alle origini. Storicamente bevanda nobile nelle corti europee e pilastro della cultura contadina montana, il sidro Maley viene oggi declinato con tecniche moderne in cantina, capaci di coordinare conoscenze enologiche del mondo della spumantistica e mela. Telloli Il sidro sta diventando una “tentazione” per molti settori, dalla birra al vino e questo è un segnale positivo ma anche negativo perché il vero sidro va fatto con le mele da sidro, non con le mele comuni da tavola oggi sempre più utilizzate per la produzione di questa bevanda ma con risultati di qualità nettamente inferiore.  Con il sidro funziona esattamente come il vino: la qualità della mela, come la qualità dell’uva, determina il risultato finale.  Maley non scende a compromessi e nel bicchiere si sente tutta la differenza di un prodotto capace di coniugare facile beva, profondità e lunghezza. Low alcol per natura In risposta alla crescente domanda di bevande a ridotto contenuto alcolico, il sidro Maley emerge come scelta ideale. Con una gradazione che oscilla generalmente tra i 3% e i 7% vol., è il low alcol per eccellenza, non un claim di marketing, ma una proprietà biologica e agronomica che lo distingue nettamente dalle bevande dealcolate o dai cocktail leggeri creati artificialmente. A differenza dell’uva, che può accumulare grandi quantità di zuccheri (che i lieviti trasformeranno in alcol fino a 14-15% vol.), la mela ha un tetto naturale molto più basso. Una mela di montagna contiene una quantità di zuccheri che, una volta fermentati completamente, produce naturalmente tra i 3% e i 7% di alcol. Per i sidri di Maley, non vengono aggiunti zuccheri esterni né acqua per diluire. La gradazione che trovi nel calice è esattamente quella che l’albero ha deciso di produrre nel frutteto. Anche l’altitudine dei meleti di Maley (fino a 1500 metri) gioca un ruolo cruciale: le temperature fresche della Valle d’Aosta e della Savoia permettono fermentazioni molto lente e controllate, un processo che preserva gli aromi primari del frutto che andrebbero distrutti in una fermentazione tumultuosa tipica di bevande a più alto grado alcolico. In queste condizioni, la mela mantiene un’acidità folgorante, rendendo il sorso appagante anche con soli 5 gradi alcolici. Maley Cidre du Saint Bernard Il Cidre du Saint Bernard di Maley, distribuito oggi in Italia da Proposta Vini, non è un semplice sidro: è un’operazione di archeologia botanica e di eleganza alpina, il prodotto che più di tutti incarna la missione di Gianluca Telloli. Il Cidre du Saint Bernard si distingue per una lavorazione che prende in prestito il savoir-faire dell’enologia di pregio. Anzitutto, nasce da un mix di mele antiche della Valle d’Aosta e della Savoia (tra cui la Raventre e la Croison de Boussy), raccolte da alberi spesso centenari che crescono a quote che sfidano la viticoltura tradizionale, garantendo una concentrazione aromatica unica. Il nome è un omaggio a Saint Bernard, patrono degli alpinisti, dei montanari e dei viaggiatori, che da più di mille anni custodisce le nostre valli e i meleti tra Valle d’Aosta e Savoia. Il metodo di produzione è particolare. Nell’arco di 36 ore dalla raccolta, i cassoni di mele vengono assemblati e spediti in frigo in Savoia grazie alla collaborazione con il produttore Philippe Bernot e il supporto di Chantal Lassiaz. Le mele vengono pigiate il giorno successivo all’arrivo in sidreria, i mosti ottenuti, dopo aver riposato, vengono portati alla temperatura idonea di fermentazione senza l’aggiunta di zuccheri in una vasca d’acciaio simile all’autoclave. A raggiungimento della gradazione alcolica attesa, la fermentazione viene bloccata con l’abbassamento di temperatura, quindi si provvede a pastorizzare il sidro con un moderno e delicato sistema di pastorizzazione senza aggiungere solforosa. Una tecnica che si potrebbe definire un ponte tra Metodo Martinotti e Metodo Ancestrale. Cidre du Saint Bernard nel calice, si presenta con un colore giallo paglierino brillante, con riflessi verdolini che tradiscono la sua giovinezza e vitalità. Al naso emergono fiori bianchi, scorza di cedro e, naturalmente, la polpa della mela croccante, accompagnata da una sottile nota minerale di pietra focaia. Al primo sorso, la sensazione non è quella di una bevanda dolce o “piaciona”, bensì di una carezza gelida e profumata. È un sidro che sa di aria sottile, di prati di montagna appena falciati e di libertà. Perfetto per l’appassionato di vino stanco dei soliti schemi, a chi cerca il benessere del low-alcol senza rinunciare al rito del calice, e ai sognatori che amano i sapori che sanno di storia. L’abbinamento ideale? Emozionalmente perfetto con un pezzo di Fontina d’alpeggio o una toma stagionata, tecnicamente sorprendente con un sushi di qualità. La Redazione
Leggi
Garda Wine Stories 2026: dopo il successo di Vinitaly torna l’evento che racconta la visione internazionale della DOC Garda Arrow Right Top Bg

16 Maggio, 2026

Garda Wine Stories 2026: dopo il successo di Vinitaly torna l’evento che racconta la visione internazionale della DOC Garda

  Dal 3 al 5 giugno il Lago di Garda torna a essere palcoscenico di Garda Wine Stories, il press tour promosso dal Consorzio Garda DOC dedicato alla stampa nazionale e internazionale. Dopo il successo registrato a Vinitaly, la denominazione rilancia così il proprio percorso di posizionamento con tre giornate di incontri, degustazioni e momenti di approfondimento pensati per raccontare identità, innovazione e prospettive future della DOC Garda.   Cuore del programma sarà il convegno tecnico in calendario giovedì 4 giugno alla Dogana Veneta di Lazise, dal titolo “Garda DOC: strategie di crescita e percezione nei mercati internazionali. Low alcol, versatilità e nuovi trend di consumo”, con il coinvolgimento di esperti e rappresentanti delle testate di riferimento dei mercati target. Paolo Fiorini, Presidente del Consorzio Garda DOC Affrontare oggi il tema dei low alcol significa interpretare con lucidità l’evoluzione della domanda internazionale, comprendere i nuovi stili di consumo e anticipare i cambiamenti che stanno interessando il mercato del vino a livello globale. Sempre più consumatori ricercano prodotti versatili, contemporanei e coerenti con un approccio al bere più consapevole, senza rinunciare alla qualità e all’identità territoriale. In questo scenario il ruolo del Consorzio è quello di guidare il cambiamento con responsabilità e visione strategica. Come Consorzio siamo stati la prima denominazione a inserire questa tipologia in disciplinare: una scelta pionieristica che testimonia la volontà della DOC Garda di innovare, offrendo nuove opportunità ai produttori e risposte concrete ai mercati, restando al tempo stesso saldamente ancorata ai propri valori, alla propria riconoscibilità e al legame con il territorio.   Il confronto si aprirà con l’analisi dell’andamento della denominazione e proseguirà con focus dedicati ai principali mercati esteri quali Regno Unito e Germania grazie al contributo di autorevoli osservatori internazionali. Un’occasione concreta per approfondire nuovi scenari di consumo, opportunità commerciali e leve di crescita per la DOC Garda. Accanto ai contenuti tecnici, Garda Wine Stories conferma la propria vocazione esperienziale con momenti immersivi sul territorio. Nel pomeriggio di giovedì 4 giugno la Rocca di Lonato (BS) ospiterà un walk around tasting con le cantine della denominazione all’interno della Casa del Podestà. La giornata conclusiva di venerdì 5 giugno sarà invece dedicata all’innovazione sensoriale, con la masterclass guidata dal Presidente del Consorzio Paolo Fiorini, Sissi Baratella enologa e Vinitaly Ambassador Garda DOC e Dario Boschetto, formatore e apneista per un’esperienza immersiva che unirà vino, respirazione e percezione sensoriale. Garda Wine Stories si conferma così uno degli strumenti centrali della strategia di comunicazione del Consorzio Garda DOC: un format capace di unire dati, relazioni e territorio per consolidare il posizionamento della denominazione sui mercati italiani e internazionali, valorizzando al tempo stesso il patrimonio paesaggistico e produttivo del Lago di Garda. Le attività si inseriscono nel programma del progetto europeo Euchronicles Eccellenze DOP : un savoir-faire tutto europeo, iniziativa di promozione dedicata alla valorizzazione delle eccellenze agroalimentari europee, con l’obiettivo di rafforzare la conoscenza delle denominazioni tra operatori e consumatori. La Redazione
Leggi
Nasce il “Maritozzo Estivo” di Iginio Massari alta pasticceria la tradizione si rinnova con il gelato alla fuscella di Napoli frutto dell’incontro con il Gelatiere Raffaele del Verme Arrow Right Top Bg

15 Maggio, 2026

Nasce il “Maritozzo Estivo” di Iginio Massari alta pasticceria la tradizione si rinnova con il gelato alla fuscella di Napoli frutto dell’incontro con il Gelatiere Raffaele del Verme

  Nasce il Maritozzo Estivo di Iginio Massari Alta Pasticceria, una nuova interpretazione che ridefinisce il concetto di freschezza nel mondo della pasticceria. Protagonista resta l’iconico maritozzo del Maestro Iginio Massari: soffice, bilanciato, costruito con precisione assoluta. A rinnovarne l’identità è l’introduzione di una componente fredda, il gelato, pensato per dialogare in modo armonico con la struttura del dolce e amplificarne la piacevolezza.   Ispirazione di questa evoluzione è la Fuscella di Napoli, un particolare latte cotto della tradizione campana, riconosciuto come Prodotto Agroalimentare Tradizionale di Sant’Anastasia, alle falde del Vesuvio. A differenza della ricotta, ottenuta dalla ricottura del siero, la Fuscella nasce direttamente dal latte: una lavorazione che le conferisce una struttura più cremosa, un gusto lattico pieno e delicato e una naturale dolcezza. Il nome deriva dal cestello forato — la “Fuscella” — in cui viene fatta sgocciolare. In questa interpretazione, diventa una preparazione leggera e armonica, capace di richiamare la panna in una chiave sempre leggera, con poco zucchero ed elegante al palato. Il progetto nasce da un incontro con il gelatiere Raffaele Del Verme, stimato e apprezzato dalla famiglia Massari per la competenza e l’altissima qualità del suo gelato. Maestro Iginio Massari E’ un’idea nata da un dialogo tra persone che condividono valori e attenzione per la qualità. Il risultato è una preparazione che richiama il latte nella sua espressione più autentica, con una leggerezza che si avvicina molto, non solo esteticamente, alla classica idea di panna del maritozzo. Il maritozzo è un prodotto che può evolvere senza perdere la propria identità. L’inserimento di una componente fredda richiede rigore tecnico: deve integrarsi perfettamente con l’impasto e valorizzarlo. Il risultato è un dolce che conserva equilibrio e struttura, che apre a una nuova esperienza di consumo. Raffaele Del Verme, il gelatiere Il gelato che abbiamo studiato è un prodotto di altissima qualità, inedito, fresco e leggero con sapori del Sud, con la particolarità che non provoca sensazione di sete. Questa nuova veste dell’iconico maritozzo di Iginio Massari è il risultato di un dialogo che mi è apparso subito interessante. Pensato per ogni momento della giornata, il Maritozzo Estivo sarà disponibile da sabato 9 maggio nelle pasticcerie di Brescia, Milano, Verona, Torino, Firenze e Roma. La Redazione
Leggi