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BlendNews è un contenitore di informazioni dedicato al vino. Racconteremo gli eventi, le novità e le curiosità di questo mondo.

 

Grignolino: il Nobile Ribelle torna a Grazzano Badoglio per la V edizione Arrow Right Top Bg

22 Marzo, 2026

Grignolino: il Nobile Ribelle torna a Grazzano Badoglio per la V edizione

  Un evento Ais Piemonte organizzato delle delegazioni di Asti e Casale, con il contributo del Consorzio Colline del Monferrato Casalese, dell’Associazione Produttori di Grignolino d’Asti Doc e Piemonte Doc Grignolino, dell’Associazione Monferace e il patrocinio del comune di Grazzano Badoglio   “GRIGNOLINO: IL NOBILE RIBELLE” 28|29|30 MARZO 2026 GRAZZANO BADOGLIO – AT – VIA IV NOVEMBRE 15 Un evento che celebra l’identità storica e la spinta modernista di uno dei vitigni più affascinanti e difficili del territorio. A Grazzano Badoglio, al centro dei due territori che meglio lo cullano, il Grignolino troverà una voce unica, quella dei Sommelier delle due delegazioni che cureranno i banchi di assaggio alla scoperta di zone e stili di vinificazione differenti. Ospite speciale: Si rinnova e si conferma il sodalizio con la Freisa, un vino ospite d’eccellenza con l’”Associazione Più Freisa”, che condivide con il Grignolino parte del suo DNA. Un banco dedicato porterà alla scoperta di legami e divergenze tra i due vitigni autoctoni piemontesi. Esperienza gastronomica: il ristorante Centrale di Moncalvo curerà proposte culinarie studiate specificatamente per esaltare le doti gastronomiche di Grignolino e Freisa EVENTI COLLATERALI E APPROFONDIMENTI Masterclass: Mercoledì 25 marzo, ore 21:00 presso la Tenuta Santa Caterina di Grazzano Badoglio, un confronto tecnico tra diversi stili di vinificazione e affinamento (acciaio, legno, vendemmia tardiva) condotto dal Presidente AIS Piemonte Mauro Carosso e dal relatore Ais Roberto Marro. A cena con Barbera&Barbere: Venerdì 27 marzo, ore 20:00 l’associazione “Barbera e Barbere” organizza presso il Ristorante Il Bagatto di Grazzano Badoglio una cena dedicata ad abbinamenti a tema non tradizionali con il Grignolino. Per prenotazioni: Beppe Giordano tel. 335-7782217 Trekking e Territorio: Sabato 28 marzo, ore 9:15 La camminata “Da Aleramo al Grignolino” offrirà uno storytelling tra le vigne e le iconiche Big Bench, concludendosi con l’accesso agevolato all’evento. Per prenotazioni: Silvia Broseghini tel. 339-3472871 hikingtaste@gmail.com Laboratori di Abbinamento: Una grande novità per questa edizione saranno le sessioni gratuite di “Grignolino Pairing” condotte dai degustatori AIS per svelare i segreti dei principi dell’abbinamento cibo-vino. INFORMAZIONI UTILI E DI ACCESSO L’ingresso alla manifestazione è libero (senza prenotazione). Degustazione: 15 € (Ridotto 10 € per soci AIS). Operatori Ho.Re.Ca.: Accesso gratuito previa registrazione ORARI Sabato 28 marzo dalle 11:00 alle 19:00
Domenica 29 marzo dalle 11:00 alle 19:00
Lunedì 30 marzo dalle 10:00 alle 17:00 Tutte le informazioni sul sito: www.aispiemonte.it o via email: asti@aispiemonte.it La Redazione
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Tedeschi si racconta attraverso il nuovo sito Arrow Right Top Bg

22 Marzo, 2026

Tedeschi si racconta attraverso il nuovo sito

  L’azienda della Valpolicella utilizza un linguaggio digitale contemporaneo per affermare l’identità rinnovata del brand   È online il nuovo sito http://tedeschiwines.com, ulteriore capitolo del percorso di evoluzione avviato nel 2025 con il rebranding firmato insieme a Hangar Design Group. Uno sviluppo che non rappresenta una rottura con il passato, ma un riallineamento profondo tra identità, visione e linguaggio contemporaneo. Il restyling digitale si inserisce infatti nel solco tracciato lo scorso anno: dopo aver ridefinito immagine e sistema visivo, Tedeschi compie ora un passo ulteriore, portando online la nuova espressione del brand. Dal rebranding al digitale: un’identità che si consolida Radicata in Valpolicella dal 1630, la famiglia Tedeschi attraversa quasi quattro secoli di storia vitivinicola. Il nuovo sito nasce proprio dall’esigenza di raccontare questa eredità con strumenti e linguaggi capaci di dialogare con il pubblico di oggi, mantenendo intatta la profondità del racconto. Il rebranding del 2025 ha ridefinito i pilastri visivi e valoriali della cantina: un’identità più essenziale, autorevole e coerente con il posizionamento internazionale dell’azienda. Il sito traduce ora quella visione in esperienza digitale, diventando piattaforma narrativa e spazio di relazione. Tone of voice e Storytelling Il payoff “Dediti alla Conoscenza” guida l’architettura dei contenuti: i riflettori non sono puntati solo sui vini e sulle annate, ma evidenziano anche territorio, studio e ricerca e trasmissione del sapere. La Valpolicella non è uno sfondo, ma la chiave di lettura dell’intero racconto. Il tono è misurato, contemporaneo, accessibile senza perdere autorevolezza. Una voce che riflette la tensione tra tradizione e innovazione che caratterizza la storia della cantina. Coerenza visiva e riconoscibilità Il sistema grafico del sito riprende gli elementi introdotti con il rebranding: il capitello, simbolo identitario, diventa segno distintivo anche online. La palette cromatica — con il rubino protagonista affiancato da avorio e nocciola — costruisce una cromia digitale elegante e coerente con l’estetica della cantina. La tipografia e la gerarchia visiva garantiscono continuità tra strumenti fisici e digitali, rafforzando la percezione di un marchio strutturato. Anche il sigillo “Tedeschi Wines – Since 1630 – In Valpolicella” trova anche nel web una nuova centralità: dichiarazione di autenticità e longevità in un mercato dove la storia – quando è concreta e verificabile – diventa asset competitivo. Il territorio al centro dell’esperienza Il nuovo sito dedica ampio spazio al racconto dei cru, valorizzandone le caratteristiche distintive: pendenze, composizione dei suoli, esposizioni, microclimi. L’iconografia rinnovata restituisce texture, geometrie e dettagli del lavoro in vigna, trasformando la navigazione in un’esperienza immersiva. Con il lancio della nuova piattaforma, Tedeschi completa così un percorso di evoluzione iniziato lo scorso anno: un cambiamento strutturato e coerente che rafforza il legame tra passato e futuro, consolidando l’identità di una delle realtà storiche della Valpolicella in una dimensione pienamente contemporanea. Struttura semplice e anima user-friendly Anche dal punto di vista strettamente tecnico il nuovo portale rivela un’anima accogliente e contemporanea con un design responsive che ben si adatta ai dispositivi mobili, con navigazione intuitiva basata su sezioni come “I nostri vini”, “Vigneti” e “Visita”, facilitando l’accesso rapido alle informazioni sul terroir della Valpolicella e sui cru come Monte Olmi e Fabriseria. Con una struttura semplice e user-friendly, il nuovo sito rappresenta il punto di incontro tra eredità storica e visione futura: un ecosistema digitale che rafforza il posizionamento di Tedeschi e afferma un’identità sempre più contemporanea. La Redazione
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Il Consorzio di Tutela Vini DOC Sicilia rafforza la presenza in asia: tra giappone e cina una strategia integrata di promozione e sviluppo Arrow Right Top Bg

21 Marzo, 2026

Il Consorzio di Tutela Vini DOC Sicilia rafforza la presenza in asia: tra giappone e cina una strategia integrata di promozione e sviluppo

  Il Consorzio di Tutela Vini DOC Sicilia consolida la strategia di internazionalizzazione della Denominazione con un articolato programma di attività in Asia, tra Giappone e Cina, due mercati centrali per lo sviluppo e il posizionamento della DOC Sicilia nel panorama globale. Tra partecipazioni fieristiche, eventi dedicati e iniziative istituzionali, il Consorzio prosegue lungo un percorso di crescita focalizzato su promozione, formazione e dialogo con il trade.   Camillo Pugliesi, Direttore del Consorzio di Tutela Vini DOC Sicilia In un contesto internazionale in continua evoluzione, i mercati asiatici rappresentano oggi un ambito di grande interesse per i vini siciliani, grazie a un pubblico sempre più attento alla qualità, all’identità territoriale e ai vitigni autoctoni. La partecipazione a Foodex Tokyo ci ha permesso di entrare in contatto diretto con operatori altamente qualificati, registrando un riscontro molto positivo, in particolare per i nostri vini bianchi, e confermando il valore di un racconto che mette al centro autenticità e biodiversità. Dal Giappone alla Cina, le attività recenti e in programma delineano una presenza strutturata e coerente. A Tokyo, dal 10 al 13 marzo, il Consorzio ha preso parte a Foodex , una delle principali manifestazioni di riferimento in Asia, con uno stand nella hall FoodEx Wine, che ha ospitato i vini di cinque cantine che hanno partecipato con un proprio rappresentante in presenza e di altre nove aziende coinvolte attraverso l’invio di campionatura. Il banco d’assaggio ha offerto una panoramica rappresentativa della denominazione, con particolare attenzione ai vitigni autoctoni – Grillo e Nero d’Avola, insieme a Frappato, Carricante e Nerello Mascalese – che hanno riscosso un significativo apprezzamento da parte del numeroso pubblico presente. Il programma è stato inoltre arricchito da due masterclass condotte da Isao Miyajima, considerato uno dei massimi esperti di vino nipponici, seguite da momenti di degustazione guidata, che hanno favorito il confronto con operatori e professionisti del mercato giapponese.  Il percorso nel Paese proseguirà il 7 luglio con un evento interamente dedicato alla DOC Sicilia a Tokyo, con la partecipazione di circa venti aziende in un walk around tasting pensato per ampliare la riconoscibilità della denominazione. Parallelamente, il Consorzio rafforza il proprio impegno in Cina, dove sarà presente dal 22 al 25 marzo a VinitalyChengdu, l’appuntamento asiatico organizzato da Veronafiere presso lo Shangri-La Hotel. La partecipazione all’evento, realizzata in collaborazione con ICE Pechino, sarà accompagnata dall’intervento del Direttore Generale Camillo Pugliesi nell’ambito del seminario “Italy’s Wine & Spirits Industry Forum”, occasione di confronto sui trend di mercato e sulle prospettive del vino italiano in Cina. A supporto delle attività di promozione nel mercato asiatico, il Consorzio ha intensificato l’attività sul proprio  canale WeChat ufficiale, strumento strategico per dialogare con il pubblico locale e rafforzare la visibilità della DOC Sicilia in uno dei mercati più dinamici a livello internazionale. Camillo Pugliesi Iniziative come il seminario in programma a Chengdu rappresentano occasioni fondamentali per approfondire le dinamiche di un mercato complesso come quello cinese, rafforzando il dialogo con istituzioni e stakeholder locali. In questo scenario, il Consorzio continua nel suo percorso di promozione e comunicazione, con l’obiettivo di consolidare la propria presenza in Cina e creare nuove opportunità di sviluppo per i vini DOC Sicilia. I temi legati alle strategie sui nuovi mercati saranno inoltre al centro del convegno in programma a Vinitaly martedì 14 aprile alle ore 10:30 all’interno del Pad. 2, che vedrà la partecipazione di importanti relatori del panorama vitivinicolo internazionale, offrendo un’ulteriore occasione di approfondimento e confronto. La Redazione
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Harrykuminciamu: la Sicilia del vino riparte unita Arrow Right Top Bg

21 Marzo, 2026

Harrykuminciamu: la Sicilia del vino riparte unita

  A Catania, il 28 marzo, una degustazione solidale a favore delle imprese colpite dal ciclone Harry   Di fronte alle ferite lasciate dal ciclone Harry, il mondo del vino siciliano risponde con un gesto corale di responsabilità e vicinanza. Tra il 19 e il 23 gennaio scorsi, il violento fenomeno che ha colpito il Mediterraneo – tra i più intensi degli ultimi 25 anni per la costa siciliana – ha messo in ginocchio numerose attività della ristorazione e dell’ospitalità, lasciando segni profondi non solo nelle strutture, ma anche nel tessuto economico e umano del territorio. Da questa consapevolezza nasce Harrykuminciamu, simbolo di ripartenza e di comunità. Su iniziativa di Assovini Sicilia prende vita una grande degustazione solidale aperta al pubblico, in programma sabato 28 marzo nella prestigiosa cornice del Monastero dei Benedettini di San Nicolò l’Arena, a Catania, dalle ore 16:00 fino alle 22.00. L’evento vuole essere più di una raccolta fondi: è un abbraccio collettivo e un segnale concreto di unità tra settori che condividono identità, storia e prospettive. Il comparto vitivinicolo, naturale partner di ristoranti, enoteche e strutture ricettive, si mobilita per sostenere un mondo strettamente connesso al proprio, riconoscendone il valore culturale ed economico. Harrykuminciamu sarà quindi un momento di condivisione e sostegno. Accanto ai banchi di assaggio delle cantine, saranno presenti stand di specialità gastronomiche a cura dell’Unione Regionale Cuochi Siciliani. Il quotidiano La Sicilia è media partner dell’evento. L’evento, aperto al pubblico fino a esaurimento posti, prevede un ticket di ingresso di 25 euro che include una consumazione: l’intero ricavato sarà devoluto agli imprenditori della ristorazione e dell’ospitalità colpiti dall’emergenza. Ogni aspetto organizzativo – dall’ufficio stampa alla gestione operativa dei banchi – sarà svolto nello spirito di solidarietà, così come il contributo dei fornitori che hanno scelto di aderire gratuitamente all’iniziativa. Hanno già confermato la propria partecipazione Assovini Sicilia insieme a numerosi consorzi e associazioni regionali, tra cui: Consorzio di Tutela Vini DOC Sicilia, Consorzio di Tutela dei Vini Etna DOC, Consorzio di Tutela del Cerasuolo di Vittoria DOCG, Consorzio di Tutela Vini DOC Pantelleria, Consorzio di Tutela Vini DOC Marsala, Consorzio di Tutela Vini DOC Monreale, Consorzio di Tutela Vini DOC Faro, Consorzio di Tutela Vini Val di Noto, Consorzio Malvasia delle Lipari, Fondazione SOStain Sicilia, Federazione delle Strade del Vino dell’Olio e dei Sapori di Sicilia, Enoteche Regionali della Sicilia, Movimento Turismo del Vino – Delegazione Sicilia e Gruppo Giovani Assovini Sicilia – Generazione Next, Le Donne del Vino Sicilia. Supportano inoltre l’evento l’Associazione Italiana Sommelier, Fisar e ONAV, curando il servizio di mescita. Sponsor dell’iniziativa: Tickettando, Merola Mondo Alberghiero, FreelCE, Sullaluna, PaperCut, Rastal, Comer Sud -Volkswagen, Banca Agricola Popolare di Sicilia, Capizzi Assicuratori, Coco Visual Lab- Food&Hospitality. Harrykuminciamu mette al centro la comunità, invitando imprese e professionisti a fare rete, e dimostra come il vino, prima ancora che prodotto, rappresenti cultura condivisa e responsabilità sociale. Link acquisto biglietti https://tickettando.organizzatori.18tickets.it/event/109142 La Redazione
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ReWine. Monteregio: il lato silenzioso del vino toscano Arrow Right Top Bg

21 Marzo, 2026

ReWine. Monteregio: il lato silenzioso del vino toscano

  Il 30 marzo alla Fonderia Leopolda di Follonica va in scena ReWine & Food, un evento dedicato alla DOC Monteregio di Massa Marittima e ai sapori più autentici della Maremma toscana. Piccole produzioni, grandi storie.   Alcuni territori hanno avuto la fortuna della celebrità. Anche se parlare di fortuna è ingeneroso visto il grande lavoro che c’è sempre alla base. La Toscana, quando la evochiamo, scatena quasi automaticamente un rosario di nomi che appartengono ormai all’immaginario collettivo del vino: Chianti, Brunello, Nobile. E naturalmente lui, il Sangiovese, che più che un vitigno sembra una divinità pagana della viticoltura italiana. Senza dimenticare la grande aristocrazia dei bianchi con la Vernaccia di San Gimignano. Ma la Toscana non è soltanto la sua geografia più famosa. È anche un mosaico di territori laterali, di denominazioni nate quasi in silenzio, con l’ambizione non di competere con i giganti ma di difendere qualcosa di molto più prezioso: l’identità. Tra queste storie meno raccontate si nasconde la DOC Monteregio di Massa Marittima. Una denominazione giovane, nata solo nel 1994 e piccola nelle dimensioni. Talmente piccola che oggi conta appena dodici aziende e poco più di 86.000 bottiglie prodotte secondo i dati Valoritalia. Un numero che, messo accanto ai circa 27 milioni di bottiglie della Toscana, sembra quasi una cifra poetica più che industriale. Forse è proprio questo il suo valore. Un valore che legato al territorio non può essere misurato in milioni di bottiglie ma in carattere. Siamo nel cuore della Maremma grossetana, una terra che negli ultimi anni ha iniziato lentamente a risvegliarsi da una sorta di lungo torpore mediatico. Per decenni questa parte di Toscana è rimasta in una posizione quasi laterale, stretta tra l’eco internazionale di Bolgheri e la monumentalità enologica di Montalcino e del Brunello. Eppure, la Maremma ha un’anima diversa. È una terra larga, ruvida, a tratti ancora selvatica. Un territorio dove la macchia mediterranea si mescola ai vigneti, dove i pini marittimi disegnano linee contro il cielo e dove il mare non è mai davvero lontano. Il vento porta con sé odori di resina, di sale, di terra calda. E poi c’è Massa Marittima ma non solo Un borgo che sembra uscito da un romanzo medievale, dominato da una delle piazze più belle d’Italia e dalla cattedrale romanica che appare quasi come una scenografia teatrale scolpita nella pietra. Attorno a questo centro storico si sviluppa il territorio della Monteregio: colline morbide, suoli ricchi di minerali, memoria dell’antica vocazione metallifera della zona, e un clima che beneficia della vicinanza del Tirreno. Ma non c’è solo Massa Marittima. Il territorio della DOC comprende anche altri paesi che racchiudono l’essenza di un territorio che si riflette inevitabilmente nel calice. Tra l’entroterra e il mare, i territori di Monterotondo Marittimo, Roccastrada, Gavorrano, Scarlino e Castiglione della Pescaia sembrano raccontare una stessa storia con accenti diversi: colline che custodiscono memorie contadine, borghi sospesi nel tempo e, poco più in là, il respiro largo del mare di Follonica. È una Maremma che cambia volto a ogni curva, ma che conserva sempre la stessa anima schietta, fatta di vento, luce e terra viva. Il disciplinare della DOC Monteregio è piuttosto ampio e lascia spazio a interpretazioni diverse, ma il Sangiovese resta il protagonista naturale dei rossi. Accanto a lui trovano posto vitigni internazionali come Merlot e Cabernet Sauvignon, che nel tempo hanno trovato qui una loro dimensione mediterranea. Ne nascono vini spesso intensi ma non muscolari, dove il frutto rosso maturo si intreccia con note di macchia mediterranea, spezie leggere e una certa sapidità che sembra raccontare la vicinanza del mare. Accanto ai rossi convivono anche bianchi e rosati capaci di restituire un’altra faccia della Maremma: più luminosa, più salina, quasi marina. Vini che sembrano fatti apposta per la tavola di questo territorio. Perché la Maremma è anche cucina. Una cucina che non cerca eleganza ma verità. È la cucina dei butteri, dei pastori, dei contadini. Piatti nati dalla necessità ma diventati nel tempo memoria gastronomica: l’acquacotta, la zuppa che racchiude l’essenza della cucina povera; il cinghiale in umido che racconta la dimensione più selvatica della Maremma; i pici tirati a mano con sughi intensi di caccia. E poi il mare. Follonica, dove si terrà l’evento, è proprio uno di quei luoghi in cui la terra maremmana incontra il Tirreno. Dove un bicchiere di vino può accompagnare tanto un piatto di pesce quanto una cucina più rustica e carnale. Ed è proprio qui che il 30 marzo, nella suggestiva cornice della Fonderia Leopolda di Follonica, andrà in scena ReWine & Food. Un evento pensato per accendere i riflettori su questo territorio e sui produttori della DOC Monteregio di Massa Marittima. Un’occasione per incontrare le aziende, ascoltare le loro storie e degustare vini che spesso restano fuori dai radar del grande pubblico ma che rappresentano una delle anime più autentiche della Toscana. La giornata sarà articolata in due momenti distinti: dalle 14.30 alle 18.00 degustazioni dedicate a operatori di settore e stampa dalle 18.00 alle 20.00 apertura al pubblico Con un dettaglio tutt’altro che secondario: l’ingresso sarà gratuito. Ma al di là delle degustazioni, degli incontri e dei calici che si incroceranno, ReWine rappresenta soprattutto qualcosa di più. È un gesto collettivo. Un modo per ricordare che il vino non è soltanto mercato o classifica di denominazioni. È prima di tutto territorio, identità, comunità. E forse proprio nella Maremma, tra colline che guardano il mare e vigneti che crescono in silenzio, il vino riesce ancora a raccontare quella dimensione originaria. Quella in cui una bottiglia non è soltanto un prodotto.
Ma una storia che chiede di essere ascoltata.   Wine Tales Magazine è media partner della iniziativa Ivan Vellucci – Suggestioni di Vino
ivan.vellucci@winetalesmagazine.com Mi trovi su Instagram come @ivan_1969
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Arriva ViniAmo e siamo alla quarta edizione Arrow Right Top Bg

19 Marzo, 2026

Arriva ViniAmo e siamo alla quarta edizione

  Siamo a quattro. Quattro edizioni di un evento partito in sordina e cresciuto di stagione in stagione.  ViniAmo è alla quarta edizione. In un panorama romano fatto di tante manifestazioni, alcune ben progettate altre decisamente meno, ViniAmo ha avuto il merito di fare piccoli passi tutti indirizzati verso il voler offrire al pubblico romano, di professionisti ed addetti al settore piuttosto che degli amanti del vino, qualcosa di nuovo. Cantine nuove, format nuovi, interlocutori diversi. Sempre con garbo e grande capacità comunicativa. Con attenzione alle persone e apertura mentale. Soprattutto gentilezza. Quella che contraddistingue l’ideatore dell’evento: Stefano Minelli, l’organizzatore gentile  Su Stefano avevo già scritto un articolo a febbraio 2025 soprannominandolo proprio l’organizzatore gentile. Perché lui è proprio così e mantiene questa sua caratteristica aldilà delle invidie e ritrosie di alcuni organizzatori di eventi romani che hanno dalla loro l’astio e la ritrosia. Sono anche stato letteralmente buttato fuori da un gruppo Whatsapp chiamato Giornalisti del vino per aver avuto l’ardire di aver postato proprio il comunicato stampa che annunciava ViniAmo per il 29 marzo 2026. Per la serie la censura, becera, sussiste anche tra colleghi giornalisti che dovrebbero combatterla. Torniamo alle cose belle. Come proprio Stefano Minelli Siamo alla quarta edizione. Un percorso incredibile cominciato nel 2023 e proseguito negli anni con numeri sempre crescenti. L’edizione 2026 si preannuncia poi ancora più in crescita. Siamo in overbooking per la presenza delle cantine (abbiamo una lista di attesa) che rappresenteranno tutte le regioni d’Italia. Nessuna esclusa. Avremo la presenza di spirits e food molto particolari così come cantine estere. Poi delle masterclass di livello soprattutto inedite nel panorama romano. In effetti a guardare il programma c’è di che sbizzarrirsi. Il viaggio tra le regioni d’Italia è qualcosa di assolutamente stimolante e di certamente inedito. Riuscire a poter compiere un viaggio in un unico evento non è scontato. Farlo poi con cantine di nicchia, di quelle che realizzano prodotti incredibili e che, spesso, non hanno la forza per promuoversi, è ancora più straordinario. A ViniAmo ci saranno produttori entusiasti, persone che vogliono far conoscere la propria anima prima dei propri vini. Accendere un dialogo che parte dalle persone per arrivare al vino riconducendo questo ad un mezzo e non ad un fine. ViniAmo sarà così dunque. Sarà straordinario. Anche per le masterclass.    Le masterclass della quarta edizione di ViniAmo La prima completamente, dalle 13 alle 14.30, sarà dedicata allo Chardonnay e al Cabernet Franc degli incredibili terroir della Francia. La terza, dalle 17 alle 18.30, ai sorprendenti vini di uno dei luoghi più affascinanti e suggestivi del pianeta: Idda, l’Etna. Non per niente si chiama L’anima del Vulcano. La quarta, dalle 19 alle 20, sarà un omaggio alle Donne del vino del Lazio con l’ABC della Degustazione. Non ho dimenticato la seconda. È che essendo una masterclass al buio che curerò io stesso, non volevo svelarla molto. Sette vini, sette regioni. Saranno i sensi a condurci alla elezione del miglior vini di ViniAmo: Sono i sensi che contano. Andare oltre l’etichetta o la scheda tecnica. Superare i pregiudizi inconsci dovuti alla nostra stessa mente in grado di condizionare i sensi ancor prima di utilizzarli. Quattro masterclass dunque. Quattro momenti nel corso di una intensa giornata che avranno l’ambizione di offrire non solo una visione di territori e produttori diversa ma anche un approccio dinamico al mondo del vino. Raccontare più che leggere, emozionare più che insegnare, coinvolgere più che pontificare. Ogni masterclass sarà momento di condivisione e confronto. Soprattutto di socialità.   La forza del team La capacità di Stefano è anche quella di aver capito come sia davvero l’unione a essere la forza. Il team, la squadra, le singole persone che unendosi possono trovare la migliore delle formule e raggiungere il migliore dei risultati. Persone entusiaste che hanno voglia di parlare di vino e delle persone del vino.   Alessandra Massimi Alessandra è Project Manager in una importante società di consulenza. Sorridente, spigliata, precisa. Soprattutto, una passione sfrenata per il mondo del vino. Lavoro a stretto contatto con il marketing e ho una grande passione anche per gli eventi e quindi un bel giorno mi sono detta: perché non iniziare a fare qualche evento di degustazione tutto mio? Quando si ha a che fare con un consulente e project manager le cose che si realizzano devono essere necessariamente fatte bene. Partendo, sempre, dalla osservazione della realtà. Anche della propria. Ad esempio, quella di quando si è studiato per diventare sommelier con tanto da imparare, termini tecnici e astrusi, nozioni di agricoltura, enologia, chimica; assaggi (tanti) e scheda di valutazione. Un incubo che solo la passione può portare a superare. Ecco allora che Alessandra non crea solo eventi di degustazione ma un vero e proprio format: l’ABC della degustazione, tanta semplicità per avvicinare (non allontanare!) le persone al vino.  Preferisco farlo con meno persone in ambiente più intimo, proprio perché voglio mettere tutti a loro agio. Soprattutto avere la possibilità di parlare con tutti. 10, 12 persone per volta. Un tavolo sociale. Il produttore presente. Tanta allegria e convivialità. Il mix perfetto perché possano nascere incontri e raccontare storie. Imparare non attraverso noiose lezioni ma con esperienze fatte di divertimento, socialità, buon cibo e, ovviamente, vino. La scheda di degustazione cartacea dei corsi da sommelier. Che ricordi. Un sito internet, tante degustazioni, le Donne del vino, la consulenza alle cantine, il supporto di comunicazione. Insomma Alessandra e il suo entusiasmo hanno tanto da raccontare e lo farà a ViniAmo con un proprio stand voluto per supportare non solo le cantine con le quali collabora ma anche il sito e la app. Senza contare poi la masterclass delle 19, davvero da non perdere, durante la quale presenterà sei vini di sei cantine laziali gestite da donne. Dare voce alle donne del vino e soprattutto a quelle laziali. Magari sono poco conosciute e mi faceva piacere fare questa cosa con loro.  Una iniziativa da non perdere. Per dar voce non solo al territorio laziale e alle sue eccellenze ma anche e soprattutto alle coraggiosissime donne.   Marco Recupero.  Per parlare di Marco e della sua passione/conoscenza del mondo del vino, non basterebbe un articolo intero. Io me lo immagino sempre come quello che a Roma si chiamava vinaio prima, enotecaro dopo. Anche se adesso non è nell’uno, ne l’altro. Per chi ricorda quei tempi, il vinaio o l’enotecaro era quella figura che, quando entravi nel suo negozio, lo trovavi quasi camaleonticamente confuso tra le bottiglie (o le botti). Tu entravi, gli dicevi cosa ti serviva e lui, scomparendo tra gli scaffali, tornava con una bottiglia della quale sapeva narrarti vita, morte e miracoli. Conosceva il vignaiolo tanto da chiamarlo per nome. Sapeva dirti il vitigno e cosa fosse successo in quella annata. Spesso pensavo: ma non è che mi starà prendendo in giro? Se devo essere sincero, usavo una espressione romanesca un tantinello più colorita ma era solo nella mia mente e non è che la pronunciassi ad alta voce.  Per oltre venti anni più che aver gestito una enoteca, è stato propio quella persona che consigliava il vino cercando di capire le esigenze di ogni singolo cliente. Con uno preciso doppio scopo: soddisfare il cliente facendogli conoscere il buono vino. Oggi mi trovo sempre più ad avere più a fare con aziende piccole come quelle che mi sono andato a cercare nello Champagne in Francia. Mi trovo bene in Francia, così come in altri paesi. Vengo da un mondo di linguistico dove ho fatto l’interprete.  Con un modo di fare di chi sa come muoversi con garbo e piacevolezza, Marco è una sorta di mediatore commerciale. Anche se lo definirei più propriamente culturale, poiché riesce sempre a dare l’opportunità alle persone di conoscere quelle piccole cantine italiane e non che hanno tanto da raccontare. Insomma, la capacità di portare qualcosa di diverso, e culturalmente valido, in un panorama vitivinicolo sempre più omologato. Oggi con la sua Goudron Wine Selections seleziona e distribuiscei vini pregiati, con focus su etichette francesi. A ViniAmo condurrà la prima masterclass In viaggio con Chardonnay e Cabernet Franc e porterà anche alcune delle sue aziende. Vere chicche italiane e non in grado di affascinare e meravigliare. Ma solo se saprete lasciarvi andare ascoltando le parole di Marco. Ne vale veramente la pena.    Roberta Marchese Ragona Siciliana nell’anima e nello spirito, romana ormai da tempo. Una di quelle donne dotate di tanta carica energetica positiva che quando ti travolge ciò che rimane è più o meno simile al passaggio di uno tsunami. Modella, interprete, è soprattutto Wine Ambassador.  Andando In giro per varie manifestazioni mi sono detta: ma perché non raccontare da dove viene il vino.  Prima in Sicilia, a Caltanissetta, poi a Roma quindi Madrid poi in Europa. Con i suoi Segreti nel Calice conduce le persone in quella gioia del vino che lei stessa vive. Vino e bellezza, vino e arte, vino e territorio. Vino e ciò che volete voi. Roberta, con il suo estro unisce i puntini delle sensazioni offerte dalla vita per dare spazio alle persone prima, al vino poi. La convivialità diventa con lei motore vibrante, amplificatore delle sensazioni, unione di intenti, dialoghi, racconti. Vita. La particolarità di Roberta è il proprio il particolare modo di raccontare il vino. Lo definirei come l’entusiasmo di una bambina che scarta il suo regalo di compleanno. Avete presente quel “scarta la carta” che si canta ai compleanni dei bambini? Ecco, proprio cosi.  Ho conosciuto Roberta tempo fa e non smette di stupirmi per quella sua forza propulsiva che sembra non avere mai fine. È un vulcano di idee, di proposte, di guardare alle infinite possibilità che un fantastico elemento aggregante come il vino può offrire con un occhio assolutamente orientato verso il business, verso la capacità delle aziende di proporsi in territori inesplorati. Che lei stessa non conosce ma nei quali la sua indole suggerisce di tuffarsi a capofitto. Istinto certamente ma soprattutto tanta energia! Se vedrete a ViniAmo una meravigliosa donna bionda sorridente che non sta ferma, allora è proprio lei, Roberta Marchese Ragona. Sua la conduzione della masterclass delle 17: L’anima del Vulcano   Giulia Ferrero  Dalla Archeologia al vino il passo sembra lungo. Ma non è mai così. Perché le passioni poi si trasformano, spesso senza volerlo, in amore e vita.  È per questo che Giulia ha creato il suo blog bwined.it dove racconta la magia degli abbinamenti cibo-vino. Una magia spesso dimenticata visto che si pone, troppo spesso, il vino su un piedistallo edonistico.  Giulia e la sua infinita tenerezza è però tutt’altra cosa. Il vino come elemento di complementarietà raccontato con garbo e stile, con un linguaggio fatto di semplicità e chiarezza. Una cultura del vino che l’ha portata a collaborare da qualche anno con Decanto e la guida Untold  La guida è bel progetto. Collaboro nella realizzazione della parte sui tour delle cantine che offrono servizi di degustazione particolare. Poi con il team facciamo le degustazioni per la guida: ci incontriamo, assaggiamo i campioni alla cieca ecc. Il suo è garbo puro. Una gentilezza che si sposa appieno con quella del team e soprattutto di Stefano. I comunicati stampa di Giulia sono sempre all’insegna di parole centrate e mai banali. Sempre corredati da pizzi e merletti molto femminili. Ma un tocco di femminilità non fa mai male.   Ilaria Muscio Sono un’amante dei racconti, delle storie personali di ogni singola realtà; sono un’artista entusiasta, appassionata di ogni forma di arte comunicativa e artigiana originale e il vino rientra tra questi. Mi piace scoprire personalmente il contesto del singolo, andando a scavare, cercando il momento del loro “punto di non ritorno”: ciò che ha permesso il cambiamento radicale dalla loro realtà quotidiana a qualcosa che ancora oggi fa tenere alto l’emblema del loro progetto. Ilaria è una di quelle persone che, grazie alla autenticità del mondo del vino, ha avuto l’opportunità di scavare nel profondo della propria anima trovando mondi inesplorati. Il valore della vita vera, il ritorno alle nostre origini. Quanto di più lontano possa essere dal mondo amministrativo nel quale si trova ad operare ogni giorno e che le ha permesso di diventare sommelier, editor in una casa editrice romana, blogger. Insomma, storyteller! Nel mondo del vino ci sono entrata perché da sempre ho avuto un profondo rapporto con la natura e sono stata abituata all’originalità, all’autenticità, al duro lavoro che porta alla creazione di un prodotto, qualunque esso sia, con le sue piccole imperfezioni, ma di grande valore. Credo che il valore del sacrificio, per creare qualcosa di emblematico anche solo per sé stessi, è un valore che si sta perdendo del tutto al giorno d’ oggi; in questa società fatta di velocità, superficialità, corse contro un tempo che oramai non lascia libertà di espressione ne di pensiero Quando l’ho conosciuta era dietro un banco di degustazione e non faceva altro che parlare, parlare, parlare. Si percepiva proprio la sua, necessità la definirei, di raccontare di tutto ciò che stava versando nel calice. E non parlo solo di vino. Un racconto condito da entusiasmo e dal suo meraviglioso sorriso. Ama le piccole cantine. Forse perché sono quelle che hanno tanto da raccontare. Un racconto sempre genuino e vero che troverete anche a ViniAmo. Come riconoscerla? Credetemi, ve ne accorgerete quando sarà lei a raccontarvi qualcosa.   Pietro Galeoto Dalla Puglia a Milano e poi a Roma occupandosi sempre di comunicazione. Un viaggio che continua da oltre vent’anni (galeoto.it).  Ho conosciuto Stefano Minelli lo scorso anno tramite un amico comune: non era soddisfatto della visibilità online delle edizioni precedenti di ViniAmo, nonostante un’alta partecipazione di persone e aziende aderenti; il riscontro sui media e sul web non era altrettanto forte. Ho accettato l’incarico con un po’ di riserva: vengo da un’intensa esperienza a Milano come responsabile della comunicazione, e il trasferimento a Roma ha segnato un cambio di vita, ponendo il privato e l’equilibrio personale prima del lavoro . Oggi curo solo un numero selezionato di clienti.  Pietro, persona riservata ma sempre disponibile. Non avendo esperienze nel mondo del vino ha un approccio da colui che, animato da sana curiosità, spulciai siti delle aziende vinicole per capire le dinamiche. Per uno esperito di comunicazione come lui, sono convinto che trovi questo mondo arcaico e ancorato a logiche incomprensibili (sempre che abbia logiche). Ben vengano persone come Pietro che, con garbo e tanta determinazione, cerca di contribuire ad animarne la comunicazione. Per adesso di ViniAmo, nel futuro chissà che qualcuno non voglia svegliarsi ulteriormente! Pietro è l’anima social e web di ViniAmo. Tante iniziative di comunicazione, non per ultimo lo sdoppiamento in due siti minelliwineevents.it per gli espositori e viniamoroma.it per wine lovers e operatori e stampa; il rafforzamento della presenza su LinkedIn per incontrare in modo professionale; il canale YouTube; Instagram.  Così ViniAmo ha guadagnato la visibilità che merita online e una immagine più accattivante con un nuovo logo e immagini di supporto. La mia passione è quella dell’illustrazione ho curato vari libri illustrati e un’idea è quella di fare un calendario illustrato per ViniAmo magari con la partecipazione di qualche azienda espositrice Speriamo solo che non voglia fare un calendario con tutti noi che collaboriamo al meraviglioso mondo di ViniAmo! Insomma, ViniAmo è alle porte e si sente già l’entusiasmo dei singoli produttori che scalpita. I posti per le cantine sono finiti. Per le masterclass c’è ancora qualcosa. Dunque, non perdete tempo.  Vi aspetto anzi, vi aspettiamo il 29 marzo presso l’Hotel Cristoforo Colombo dalle 12 alle 20.30 per la quarta edizione di ViniAmo! PS. ViniAmo ospiterà anche VoiceWise, una innovativa startup dell’Università di Tor Vergata a Roma, attiva per la realizzazione della prima app in grado di rilevare il tasso alcolemico con la voce. Contribuire ad un progetto così importante è compito di tutti noi. Eppoi sapremo prima di metterci alla guida quale è il verdetto!       Ivan Vellucci – Suggestioni di Vino
ivan.vellucci@winetalesmagazine.com Mi trovi su Instagram come @ivan_1969  
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A tavola con il Re dei cuochi a Cocconato d’Asti: tra il mito di Escoffier e il Pollo alla marengo Arrow Right Top Bg

19 Marzo, 2026

A tavola con il Re dei cuochi a Cocconato d’Asti: tra il mito di Escoffier e il Pollo alla marengo

  Dal 6 marzo al 18 aprile il calendario delle cene d’autore; i commensali voteranno di volta in volta l’abbinamento più riuscito   Cocconato, incastonata nel cuore del Monferrato in provincia di Asti, si prepara a riscoprire e celebrare le radici enogastronomiche locali con la “A tavola con il re dei cuochi”. Tra l’inizio di marzo e i primi giorni di aprile, l’incantevole paese, bandiera arancione del Touring Club italiano e inserito tra i Borghi più Belli d’Italia, ospiterà una serie di appuntamenti che intrecciano la storia e la tradizione locale alla grande vocazione alla ricerca e all’alta cucina. L’iniziativa, frutto della collaborazione tra il Consorzio Cocconato Riviera del Monferrato, l’Associazione Discepoli di Escoffier e il Comune di Cocconato, l’anno scorso aveva avuto al centro la ricetta del fricandò, mentre quest’anno vedrà protagonista il Pollo alla Marengo. AUGUSTE ESCOFFIER E COCCONATO D’ASTI – Il ciclo di cene si sviluppa lungo un itinerario che non solo valorizza i sapori autentici della tradizione piemontese, a partire dalle materie prime, ma rende anche omaggio a una storica connessione con la cucina francese. Cocconato, infatti, vanta di aver dato i natali al primo collaboratore italiano di Auguste Escoffier, Silvestro Cavallito, che inaugurò nel 1924, presso l’antico locale ‘Bottiglieria della Pompa’ (oggi Agriturismo Osteria della Pompa), una tradizione che continua ad animare il territorio. POLLO ALLA MARENGO – Il piatto fu ideato dal cuoco di Napoleone all’indomani della vittoria delle truppe francesi a Marengo e rivisitato da Auguste Escoffier. Il cuoco monferrino Beppe Sardi, membro del consiglio direttivo dell’Associazione Discepoli di Escoffier Piemonte e Valle d’Aosta, spiega: “Il Pollo alla Marengo è un piatto che racconta storia e territorio. Io lo preparo nel rispetto della tradizione. Parto dal pollo: lo seziono, lo infarino leggermente e lo rosolo in olio extravergine finché è ben dorato. In un’altra casseruola faccio un soffritto delicato di cipolla tagliata fine e aglio, poi aggiungo i funghi porcini a tocchetti. Sfumiamo con un buon vino bianco e lasciamo evaporare. A questo punto unisco i pomodori, regolo di sale e pepe e rimetto il pollo in casseruola, lasciandolo cuocere dolcemente finché la carne diventa tenera e la salsa si concentra. A fine cottura inserisco i gamberi, tradizionalmente di fiume, che devono solo scottarsi e restare succosi. A parte preparo il pane casereccio tostato e friggo le uova all’occhio di bue. Per l’impiattamento: dispongo il pollo lateralmente, ben avvolto con la sua salsa. I gamberi li sistemo sopra. Il crostone occupa l’altra metà del piatto e sopra ci adagio l’uovo fritto. È un piatto ricco ma equilibrato, nato semplice e diventato iconico. La chiave è la qualità degli ingredienti e il rispetto dei tempi”. IL CONTEST – I commensali e un pubblico di esperti saranno chiamati a votare il miglior pollo alla Marengo, trasformando ogni cena in un’occasione di confronto e divertimento, che rievoca un’epoca in cui la cucina era teatro di sperimentazione, innovazioni, confronto e scambi culturali. I cuochi dei diversi ristoranti e i gastronomi e appassionati dell’Associazione Escoffier accompagneranno gli ospiti alla scoperta dei piatti, condividendo suggestioni e dettagli tecnici direttamente ai tavoli. Un’occasione per entrare nel vivo della cucina d’autore e comprendere il legame tra ingredienti, tecniche e tradizione. La cena si conclude con una votazione interattiva: i commensali esprimeranno le loro preferenze sugli abbinamenti attraverso cartoline dedicate. UN ITINERARIO DI SAPORI E INCONTRI   Il 6–7 marzo si parte da L’Osteria (Cocconato Bell’e Buono) con un menù che propone uovo poché con patate e porri, risotto ai carciofi con caprino e fondo vegetale, Pollo alla Marengo e cheesecake con pere al vino (prenotazioni: 0141 1656565). Il 13–14 marzo l’appuntamento è all’Osteria della Pompa, dove si potranno gustare gli Antipasti della Pompa, Pollo alla Marengo e pot de crème con nocciolini (prenotazioni: 0141 600075). Il 20–21 marzo sarà la volta del Cannon d’Oro, con lingua salmistrata in salsa piccantina, soufflé di asparagi con fonduta, Pollo alla Marengo e zuppa inglese (prenotazioni: 0141 907794). Il 27–28 marzo la rassegna prosegue alla Cantina del Ponte, che proporrà asparagi e carciofi in salsa bernese, riso e gallina, Pollo alla Marengo e savarin alla Escoffier (prenotazioni: 0141 907003). Il 10–11 aprile la rassegna farà tappa all’Osteria “Il Gheub” con tartare di Fassona, gelato leggero alla senape e tuorlo marinato, ravioli di barbabietola ripieni di patate con crema di Toma di Roccaverano e mandorle tostate, Pollo alla Marengo e dacquoise al gianduia e caramello salato (prenotazioni: 349 6533687). Chiude il calendario il 17–18 aprile la Locanda Martelletti proponendo tortino tiepido di asparagi e robiola, risotto Carnaroli agli agretti, limone e stracciatella, Pollo alla Marengo e crostatina sablée alle mandorle con crema diplomatica alla vaniglia e fragole fresche (prenotazioni: 0141 907686). Tutte le cene si svolgeranno alle 20:00. Cucina e arte – Nel corso delle serate, i ristoranti si trasformeranno in gallerie d’arte temporanee ospitando le opere di Artemide Gallery (Samantha Lessio, Joy Moore, Ornella Manfron e Pasley), di Lara Valentino e di Francesca Zanotto. Questo il commento di Luigi Dezzani, portavoce del Consorzio Cocconato Riviera del Monferrato: “Dopo il successo dell’anno scorso, siamo felici di proseguire insieme ai Discepoli di Escoffier un percorso che ci consente dir raccontare e valorizzare la tradizione la cucina del Monferrato, che in Cocconato trova una delle massime espressioni. Dopo aver presentato il libro “I menù ritrovati di Auguste Escoffier e Silvestro Cavallito” di Helen Scalisi e Claudio Barisone, edito da Discepoli di Escoffier Piemonte e Val d’Aosta, e aver assegnato dei riconoscimenti ai ristoratori storici del paese, proponiamo una seconda edizione della rassegna, con giovani ristoratori pronti a mettersi in gioco con questo piatto della tradizione, il tutto accompagnato dai vini della nuova generazione di produttori cocconatesi che si sono riuniti nel nostro Consorzio”. Franco Bonda, Il Presidente Piemonte e Val d’Aosta dell’Associazione Discepoli di Escoffier Lavoriamo per dare sempre più lustro a questa manifestazione e alla nostra Associazione. Attraverso la figura di Silvestro Cavallito, primo discepolo di Escoffier, il legame con Cocconato è evidente. Siamo onorati di far rivivere la tradizione e i piatti di una volta. La rassegna si svolge con la collaborazione di Banca di Asti, GrosMarket Asti, Hy-Line e Alessandro Varesio. Consorzio Cocconato Riviera del Monferrato: un gruppo di imprenditori locali, innamorati del paese iscritto tra i Borghi più belli d’Italia e uniti per la valorizzazione del proprio territorio. Il compito statutario del Consorzio è quello di promuovere le attività dei soci, le rispettive strutture, i prodotti; valorizzare il turismo e le strutture ricettive di Cocconato; promuovere la partecipazione a eventi locali, nazionali e internazionali; organizzare a Cocconato eventi per la valorizzazione enogastronomica. Il presidente del Consorzio è Adriano Cavallito, vicepresidente è Paolo Macchia; le aziende associate sono rappresentate nel consiglio di amministrazione. I soci del Consorzio: Apicoltura Beeo, Apicoltura Vallera, Azienda Agricola Corte, Combriccola Marchetti, Salumificio Ferrero, Maciot, Marové, Cantina Nicola, Poggio Ridente, Benefizio di Cocconito, Distilleria Bosso, Cantina del Ponte, Osteria della Pompa, Fratelli Rocca, Cascina Rosengana, Fondato il 15 settembre 2020, il Consorzio Cocconato Riviera del Monferrato ha sede nel centro del paese: qui espone e vende i prodotti delle aziende associate e organizza diverse iniziative come tasting, corsi di degustazione, corsi di formazione, corsi di apicoltura e vari eventi. Gli orari di apertura della sede di Cocconato sono: lunedì e sabato 9-12 / 15-18; domenica 11-17. Contatti Consorzio: Sito Internet: www.consorziococconato.com Segreteria: Andrea Rocca – info@consorziococconato.com | 3394652619 La Redazione
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Pasqua in Masseria AuraTerrae_Tra i sapori della campagna nell'antica sala dei monaci e nuove esperienze artistiche e sensoriali Arrow Right Top Bg

19 Marzo, 2026

Pasqua in Masseria AuraTerrae_Tra i sapori della campagna nell'antica sala dei monaci e nuove esperienze artistiche e sensoriali

  Con l’arrivo della primavera, la campagna pugliese si risveglia tra ciliegi in fiore, ulivi secolari e profumi di essenze mediterranee. AuraTerrae attende i propri ospiti per la Pasqua con un’accoglienza familiare ed accurata e menu creati per la ricorrenza, inaugurando una nuova stagione di autenticità e benessere, profondamente connessa alla storia del luogo e al territorio.   Masseria AuraTerrae a Polignano a Mare (BA) propone Pasqua slow tra ciliegi, ulivi e menu stagionali nell’antica sala monaci, con nuove esperienze 2026: astroturismo, cartapesta, degustazione 4 vini familiari. Immersa in 24 ettari di natura incontaminata e affacciata sulla costa di Polignano a Mare, Masseria AuraTerrae torna ad accogliere gli ospiti dal 19 marzo e quindi sarà aperta anche nel periodo pasquale, in un luogo magico, dove terra, mare e cielo si fondono in un equilibrio raro. Poggiata su un colle con vista panoramica a 180° sull’Adriatico, la storica masseria in pietra rivive oggi come sobrio ed elegante albergo diffuso, custode di memoria, silenzio e bellezza. Location e Atmosfera Masseria in pietra su colle con vista 180° Adriatico, 24 ettari natura; albergo diffuso emissioni zero, 22 camere uniche (bagno turco, camini, idromassaggio), 2 piscine sfioro, sauna panoramica. Menu Pasquali Pasqua: Riso Carnaroli bio tartufo primaverile, zucca timo, emulsione spinaci burrata. Pasquetta: Fusillone zafferano, ragù bianco Chianina, carciofi violetti, cacioricotta affumicata, olio rucola. Ex refettorio monaci/sala presse olio, vista mare. Nuove Esperienze 2026 Astroturismo: Costellazioni/miti telescopio (Vega, Arturo, Altair, Luna, Saturno anelli). Laboratori artigianali: Cartapesta Putignano (con argilla, vimini); skillcation con calice vino. Wine Tasting: 4 nuovi vini tra vigne; MEST PEPP Rosato Susumaniello (padre Giuseppe), Z COSM Bianco (zio Cosimo), ANGELINA Spumante Metodo Classico (madre), MAESTOSO Rosso Susumaniello (cavallo lipizzano). Offerta Soggiorno 1 notte + colazione, pranzo Pasqua, pranzo Pasquetta: da 370€/persona. Aperta dal 19 marzo. Nuovi vini AuraTerrae: identitari e familiari, da scoprire con una degustazione dedicata La primavera 2026 segna anche un importante capitolo enologico: la presentazione dei nuovi vini AuraTerrae, nati dai vitigni della masseria e pensati per gli ospiti della struttura. Etichette che raccontano una storia intima e familiare, fatta di memoria, gratitudine e appartenenza. I nomi scelti e i volti raffigurati diventano così un omaggio alle persone care ad Antonio Valentini, proprietario della masseria. MEST PEPP – Puglia Rosato IGP Susumaniello rende omaggio al padre Giuseppe, figura fondante della storia familiare; Z COSM – Puglia Bianco IGP è dedicato allo zio Cosimo, custode dei valori di famiglia; ANGELINA – Spumante di Qualità Metodo Classico è un tributo alla madre, riferimento saldo della numerosa famiglia; mentre MAESTOSO – Puglia Rosso IGP Susumaniello celebra l’amicizia e l’impegno a sostenere le tradizioni locali, attraverso un uomo e l’imponente e fiero cavallo lipizzano di Conversano, una delle storiche linee fondatrici della razza, legata all’antica tradizione equestre del territorio. La struttura Di proprietà della famiglia Valentini, Masseria AuraTerrae si trova a Polignano a Mare, in provincia di Bari. Poggiata su un colle che domina la costa che va da Mola di Bari sino a Monopoli, è inserita armoniosamente in un incantevole paesaggio bucolico, con vista panoramica a 180° sul mare. Autentico luogo dell’anima, è una struttura vocata al benessere più puro. Interamente recuperata, presenta spazi interni veri ed autentici ma riadattati ai più moderni criteri di comfort, nel rispetto della masseria stessa e ne mantiene gli elementi storici più antichi e originali. In stile albergo diffuso, evoca un antico borgo agricolo. È circondata da oltre a 24 ettari di terreno dove vivere esperienze sensoriali e di benessere a contatto con la natura. Costruita in pietra calcarea del luogo ed altri materiali locali eco-compatibili, vede l’adozione di molteplici misure volte a ridurre l’impatto ambientale e gli sprechi di risorse e si può definire una struttura a “emissioni zero”. Presenta 22 camere – ognuna diversa e unica –con letto matrimoniale, di cui 6 con bagno turco, 3 con camino e 4 con vasca idromassaggio esterna. Dotata di 2 scenografiche piscine a sfioro, immerse nel verde e con vista mozzafiato e una sauna a botte esterna panoramica, offre molteplici esperienze in masseria e sul territorio. La Redazione
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Pinot Noir del Re: l’eccellenza dell’Oltrepò Pavese secondo Masi Arrow Right Top Bg

19 Marzo, 2026

Pinot Noir del Re: l’eccellenza dell’Oltrepò Pavese secondo Masi

  Masi presenta a Vinitaly 2026 il nuovo Pinot Nero dalla Tenuta Casa Re, un rosso elegante e internazionale che esprime l’essenza dell’Oltrepò Pavese. Un tributo al vitigno simbolo e al suo territorio di elezione.    Dal cuore delle colline dell’Oltrepò Pavese nasce una nuova eccellenza: Pinot Noir del Re, il vino che Masi dedica al vitigno simbolo di questa regione vitivinicola. Dopo i classici spumanti Moxxè del Re Brut e Rosé, ora, da cloni appositamente selezionati nasce il nuovo pinot nero fermo della storica cantina conosciuta nel mondo.  Pinot Noir del Re prende vita nella Tenuta Casa Re, acquisita da Masi nel 2023, a Montecalvo Versiggia nella valle del Versa, attiguo al comune di Santa Maria La Versa, conosciuto nella storia per l’emblematico spumante italiano ‘La Versa’. Il vigneto, corpo unico su una proprietà 15 ettari, è interamente coltivato a Pinot Nero ed è immerso in un contesto paesaggistico di pregio. L’Oltrepò Pavese, storicamente vocato, è terzo al mondo per impianto di Pinot Nero. È il terroir ideale per questo vitigno esigente che, per esprimersi al meglio, richiede condizioni ambientali precise e molte attenzioni. Sandro Boscaini, presidente del Gruppo Masi Il Pinot Nero è ‘il vino, senza se e senza ma: essenziale e mai esibito; non ama gli eccessi e, pur con una personalità ben definita, non ha bisogno di lunghe maturazioni ma di rispetto della sua natura. Qui, nell’Oltrepò Pavese, trova la sua zona di elezione e raggiunge la sua massima espressione in un equilibrio perfetto di raffinatezza e setosità. Pinot Noir del Re, frutto della maestria enologica del Gruppo Tecnico Masi, nasce da una rigorosa selezione delle uve coltivate su terreni calcarei arricchiti da marne e argilla limosa. L’affinamento di soli sei mesi in rovere ne accentua il carattere distintivo senza compromettere la sua naturale delicatezza. Dal colore rosso rubino, questo rosso si apre a profumi sofisticati che anticipano la sua vibrante personalità. I tannini sottili e una finezza unica lo rendono un vino senza tempo, capace di affermarsi come perfetta espressione del suo terroir: Il Pinot Noir del Re è un classico, tuttavia rappresenta il vino contemporaneo per eccellenza. Pur conservando raffinata complessità, poggia su una struttura di medio corpo che ne facilita l’approccio e soddisfa per sua natura l’attuale ricerca di leggerezza. È versatile, capace di conquistare gli intenditori e chi ama la piacevolezza del vino quotidiano. Per freschezza ed ecletticità si abbina alla cucina di tradizione, anche aperta a contaminazioni internazionali. “Pinot Noir del Re si inserisce nella strategia di Masi volta a valorizzare i territori. Siamo pronti, con il dovuto rispetto, a contribuire al nuovo respiro internazionale dell’Oltrepò Pavese mettendo a servizio del Pinot Nero il nostro patrimonio storico, il know-how tecnico e la vocazione all’export.” afferma Boscaini e conclude con una nota personale: “Dopo una vita consacrata a vini iconici come l’Amarone – tanto da guadagnarmi il soprannome ‘Mister Amarone’ – oggi ho il privilegio di dedicarmi anche a un’altra mia passione: il Pinot Nero. Il nostro Pinot Noir del Re rappresenta il coronamento di una mia ricerca pluridecennale: in Oltrepò Pavese ho trovato finalmente un’espressione stilistica capace di incarnare davvero la mia visione con il carattere che cerco in un grande Pinot Nero.” La presentazione ufficiale del Pinot Noir del Re avverrà durante Vinitaly 2026 allo stand Masi Agricola Pad. 7 Stand C3. MASI AGRICOLA: Masi è produttore leader di Amarone e da sempre interpreta con passione i valori delle Venezie. Nel 2022 ha celebrato la 250° vendemmia della famiglia Boscaini nei pregiati vigneti del “Vaio dei Masi”, valle nel cuore della Valpolicella Classica (1772-2022). Masi ha un expertise riconosciuta nella tecnica dell’Appassimento, praticata sin dai tempi degli antichi Romani, per concentrare colore, zuccheri, aromi e tannini nel vino, ed è uno degli interpreti storici dell’Amarone: il suo presidente, Sandro Boscaini, rappresenta la sesta generazione della famiglia che ha contribuito a creare con questo vino un’eccellenza italiana. Oggi Masi vanta, con sei diversi Amaroni, la gamma più ampia e qualificata proposta al mercato internazionale. Da quasi cinquant’anni ha avviato un ambizioso progetto di valorizzazione di storiche tenute vitivinicole, collaborando con i Conti Serego Alighieri, discendenti del poeta Dante, proprietari della tenuta che in Valpolicella può vantare la più lunga storia e tradizione, e con i Conti Bossi Fedrigotti, prestigiosa griffe trentina con vigneti in Rovereto, a cui si aggiunge lo storico château nel cuore di Valdobbiadene di Canevel Spumanti, cantina rinomata per i suoi spumanti premium e parte del gruppo Masi da fine 2016. Nel 2023 Masi ha acquisito Tenuta “Casa Re” nell’Oltrepò Pavese, territorio vocato per la produzione di uve Pinot Nero per base spumante. Masi fonda la propria attività su valori sociali, etici e ambientali e ha un’importante produzione di vini biologici, sia nelle Venezie che nei Poderi di Cinigiano in Toscana e Masi Tupungato in Argentina. In linea con il proprio heritage, Masi ha approvato a marzo 2024 il progetto di sostenibilità “Masi Green Governance” che vede l’adozione dello status di Società Benefit e l’integrazione nell’oggetto sociale di ulteriori attività con finalità di beneficio comune, legate alla crescita sociale, alla promozione e valorizzazione della cultura delle Venezie, delle persone, del territorio e dell’ambiente. La Redazione
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