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BlendNews è un contenitore di informazioni dedicato al vino. Racconteremo gli eventi, le novità e le curiosità di questo mondo.

 

La Faretra: Passo Indietro Rosso IGT Toscana Arrow Right Top Bg

8 Marzo, 2026

La Faretra: Passo Indietro Rosso IGT Toscana

  Il vino che invita a fermarsi nelle colline maremmane La Faretra coltiva nelle colline incontaminate della Maremma Toscana vini che raccontano il legame tra uomo e natura. Il Passo Indietro Rosso IGT Toscana, taglio bordolese di Cabernet Franc e Merlot, invita a rallentare, ritrovare equilibrio e celebrare i ritmi naturali. La Tenuta segue il protocollo Biopass per sostenibilità dei suoli, biodiversità e tracciabilità della filiera. Vigneti circondati da siepi, fioriture spontanee e boschi preservano fertilità e vita microbica, unendo tradizione e innovazione sostenibile. Vinificazione artigianale e affinamento lungo Raccolta manuale selettiva tra fine settembre e inizio ottobre. Vinificazione integrale in barrique con macerazione sulle bucce di 20-30 giorni. Malolattica spontanea in rovere francese, 12-15 mesi in barrique secondo passaggio e 12 mesi in bottiglia. Profilo sensoriale: Naso: frutti neri maturi, spezie, balsamico Palato: deciso ma armonico, tannini morbidi vellutati, chiusura lunga persistente Ideale con carni rosse, selvaggina, formaggi stagionati, piatti toscani. Gustabile anche da solo per contemplazione. Filosofia: Rispetto, Autenticità, Sostenibilità “Passo Indietro” è un concetto: fermarsi, apprezzare il presente, rispettare la natura. Ogni bottiglia esprime la cura paziente in vigna e cantina, filosofia La Faretra: prodotti buoni per chi li beve e per l’ambiente. Disponibile enoteche e Ho.Re.Ca – € 26,00 prezzo consigliato. La Redazione
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Vino, con dazi, guerra e logistica “in down” vino italiano a rischio Arrow Right Top Bg

8 Marzo, 2026

Vino, con dazi, guerra e logistica “in down” vino italiano a rischio

  Produttori “Se export non va rischio enormi eccedenze produzione”   L’analisi Nomisma Wine Monitor appena pubblicata mostra come comprensibilmente, con tutto quello che è successo e sta succedendo nel mondo, il mercato globale del vino nel 2025 abbia dato forti segnali di rallentamento con una flessione di quasi il 12% a valore e un mercato che si è attestato intorno ai 5,5 miliardi di euro commenta Diego Cusumano, tra i più riconosciuti vignaioli in Italia e all’estero, titolare insieme al fratello Alberto dell’omonima azienda. Secondo il report gli Stati Uniti sono, a causa dei dazi, al centro di questo calo, con una diminuzione del 2,6% nei volumi e del 6,2% nel valore rispetto all’anno precedente. Ma anche guardando a est la situazione non migliora dove la Cina vede per il vino italiano un calo di oltre il 15% a valore e il Giappone che ha ridotto gli acquisti del 2,2% nei volumi e del 1,7% nel valore. In Europa, nel Regno Unito, secondo mercato per l’Italia, le importazioni totali sono calate del 6% circa sia a volume che a valore, e anche la Svizzera vede le esportazioni italiane scendere di circa il 6% a valore. Segno positivo invece per il Brasile con le esportazioni che crescono del 3,5% nei volumi e del 1,9% nel valore, così come per la Corea dl Sud dove le importazioni crescono del 5,3%. Questa nuova guerra, che si estende a tutto il Medio Oriente e oltre, rappresenta un’ulteriore aggravante non solo per l’export del vino ma per il made in Italy in generale. Se dazi e aumento dei prezzi hanno determinato un significativo rallentamento ora la minaccia è l’interruzione delle catene di fornitura, nello specifico in termini di logistica e trasporti. I corridoi internazionali, a causa della guerra, si stanno decisamente restringendo, con una disponibilità di carriers (trasportatori, ndr) operativi, drammaticamente alla reale, anche minima, esigenza, il che si tradurrà in costi di trasposto, ove possibile, molto più cari e perciò antieconomici. D’altro canto domandiamoci anche cosa dovremmo fare, già in questo 2026, con la vendemmia di fatto alle porte (fine agosto), con le probabili eccedenze dovute alla forte frenata non tanto della domanda estera, che permane, ma della possibilità di soddisfarla logisticamente. E se noi vignaioli, per certe tipologie di vino, siamo leggermente fortunati dacchè andrà in invecchiamento, mi domando quale sarà l’impatto su tutto il comparto enofood italiano. Matteo Lunelli, amministratore delegato del gruppo Lunelli La guerra – sostiene il produttore – avrà ripercussioni sicuramente anche sull’economia: porterà problemi nei trasporti perché compromette rotte strategiche, intacca la fiducia dei consumatori, si alzano i costi dell’energia e viene coinvolta anche la zona del Middle East, degli Emirati, che è un mercato in forte crescita e anche rilevante in generale per il vino italiano e il made in Italy. E la conferma sulle eccedenze arriva anche da Lamberto Frescobaldi, presidente dell’Unione italiana vini, che già a luglio scorso aveva lanciato l’allarme “Abbiamo oltre 40 milioni di ettolitri di vino in giacenza e se la prossima vendemmia – ovvero quella entrante, spiegava il presidente UIV – sarà nella media con circa 50 milioni di ettolitri, avremo a fine anno una disponibilità di prodotto per circa 90 milioni di ettolitri. Un’offerta monstre che rischia di deprimere i prezzi. Non c’è proprio nulla da esultare”. La Redazione
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DiversityBio: nuova identità per l'agricoltura rigenerativa Arrow Right Top Bg

7 Marzo, 2026

DiversityBio: nuova identità per l'agricoltura rigenerativa

  Da Diversity Ark a Società Benefit con servizi integrati   Italia – Diversity Ark evolve e diventa parte di un progetto più ampio: nasce DiversityBio, Società Benefit che unisce competenze agronomiche, naturalistiche e scientifiche per promuovere un modello agricolo rigenerativo, misurabile e basato su dati scientifici. La nuova identità amplia l’eredità di Diversity Ark, offrendo alle aziende agricole, cantine e organizzazioni servizi integrati per migliorare qualità produttiva e salute degli agro-ecosistemi. DiversityBio affianca le imprese verso pratiche sostenibili che favoriscono biodiversità, produttività e valorizzazione del territorio. L’approccio interdisciplinare trasforma la complessità degli ambienti agricoli in indicazioni operative concrete e monitorabili. Servizi: certificazione Diversity Ark + consulenza Diversity Ark – certificazione indipendente registrata EUIPO e verificata da enti certificatori – resta un servizio specialistico di DiversityBio. Riconosciuta da Equalitas per la biodiversità del suolo, valuta agro-ecosistemi con disciplinare rigoroso e pratiche a basso impatto. Servizi DiversityBio: Studi agro-ecologici (suolo, vegetazione, artropodi) Progettazione infrastrutture verdi (siepi, corridoi ecologici) Rendicontazione sostenibilità e bilanci ESG Consulenza gestione responsabile suolo Formazione scuole e associazioni Tutte le attività forniscono dati oggettivi per scelte agronomiche consapevoli e resilienza territoriale. Società Benefit: impatto positivo e utili reinvestiti Come Società Benefit, DiversityBio integra nel suo statuto obiettivi di impatto positivo su ambiente, comunità e territorio. Parte degli utili finanzia progetti formativi e iniziative no profit agro-ecologiche internazionali. La squadra Coordinata dai soci-amministratori Stefano Amadeo e Luigi Vignaduzzo: Stefano Amadeo, agronomo e co-fondatore: esperto di tecniche a basso impatto, ideatore Diversity Ark con Zaninotti. Responsabile impatto Benefit, sviluppa analisi suolo/vegetazione/artropodi. Stefano Zaninotti, agronomo e co-fondatore: specialista riduzione input e biomassa microbica del suolo, promotore Diversity Ark. Luigi Vignaduzzo, co-amministratore: competenze manageriali internazionali, bilanci sostenibilità, dialogo stakeholder/enti. Team di naturalisti, botanici, entomologi e agronomi, con collaborazioni enti ricerca. DiversityBio unisce visione, ricerca e responsabilità: un’agricoltura che produce e rigenera. La Redazione
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Giornata Grappa ANAG 2026 Arrow Right Top Bg

7 Marzo, 2026

Giornata Grappa ANAG 2026

  Il 5 marzo si è celebrata la Giornata Internazionale della Grappa: un brindisi virtuale  organizzato da ANAG   Iniziativa Speciale La Grappa unisce cultura, territorio, carattere e rappresenta un distillato identitario che racconta l’Italia e le sue eccellenze in ogni regione. Brindisi collettivo come omaggio al distillato italiano per eccellenza, unendo tutti i territori nazionali. Marcello Vecchio, presidente ANAG La Grappa rappresenta l’anima più autentica del nostro Paese nel settore degli spirits: è simbolo di tradizione, maestria, passione e racconta storie di artigianalità e di cultura italiana dalle Alpi alla Sicilia. Dal 1978 ANAG porta avanti, con la professionalità dei suoi assaggiatori, l’impegno di valorizzare la qualità e l’arte della degustazione consapevole, promuovendo da sempre una cultura del buon bere. Profilo ANAG Associazione Nazionale Assaggiatori Grappa e Acquaviti APS ETS, fondata 1978 a Camera di Commercio Asti. Promuove “cultura del buon bere” tramite corsi, eventi enogastronomici, degustazioni e abbinamenti. Grappa riconosciuta dal 1989 come “acquavite di vinaccia prodotta in Italia esclusivamente da vinacce nazionali”. Sito: anag.it; Facebook/Instagram: ANAG Italia. La Redazione
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1901-2026: Molino Rachello Celebra 125 Anni di Storia Arrow Right Top Bg

6 Marzo, 2026

1901-2026: Molino Rachello Celebra 125 Anni di Storia

  L’unione di una famiglia, lo spirito d’iniziativa e una passione per l’arte molitoria lunga 125 anni: Molino Rachello quest’anno segna un ulteriore traguardo nel viaggio cominciato da Andrea Rachello nel 1901, guardando al futuro delle nuove generazioni.   Era il 1901 quando Andrea Rachello prese in affitto il primo mulino a Cendon di Silea (TV), lungo il fiume Sile, posando la prima pietra miliare di una storia di passione per l’arte molitoria, che dura fino ai nostri giorni. 125 anni e sei generazioni più tardi, il molino risiede ancora all’interno del Parco Naturale del Fiume Sile e la famiglia Rachello, sotto la guida dei fratelli Gabriele e Gianni, assieme ai figli Sara e Abramo, raccoglie il testimone di questo patrimonio storico, per proiettare con lungimiranza l’azienda alla nutrizione del futuro. Seppur in continuo aggiornamento, l’azienda ha mantenuto nei decenni un’identità marcata e definita, secondo valori trasmessi da padre in figlio: la trasparenza nei rapporti, l’innovazione continua, così come le innumerevoli iniziative volte alla sostenibilità. Una visione aziendale e produttiva completamente integrata nel territorio di appartenenza, sia dal punto di vista ambientale che sociale, per favorire non solo un’alta qualità di farine prodotte con grano accuratamente selezionato secondo canoni prestabiliti, ma anche un supporto costante a clienti e collaboratori, con cui instaurare vere e proprie partnership. Nel corso del tempo, la passione per l’eccellenza e l’intraprendenza proiettata al benessere delle persone hanno guidato la famiglia alla realizzazione di obiettivi ambiziosi. Una pagina importante di questa storia è stata scritta nel 1999, quando Molino Rachello ottiene la certificazione Bio, tra i primi Molini in Italia, scegliendo consapevolmente di macinare cereali sia da agricoltura biologica che da agricoltura integrata e consapevole, prediligendo materia prima di origine italiana. Vessillo di questa filosofia è il progetto “Oasi Rachello”: un percorso di filiera 100% italiana certificata in ogni fase, realizzata secondo i principi di un’economia etica, a garanzia di un reddito equo e del rispetto del benessere degli agricoltori coinvolti. I cereali crescono in aree incontaminate e protette da ogni forma d’inquinamento, in cui si pratica un’agricoltura virtuosa, rispettosa e controllata, secondo un preciso disciplinare di coltivazione condiviso. Attualmente i terreni selezionati sono distribuiti tra Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Toscana. Gabriele Rachello, CEO dell’azienda Oggi in Italia sono rimasti circa 200 mulini: essere uno di questi dopo 125 anni è già un grande risultato di cui andiamo fieri. Questo mestiere fa parte della nostra storia familiare da intere generazioni: da bambini giocavamo tra i sacchi di grano, respirando ogni giorno i valori di questo mestiere con un grande bagaglio di esperienza, guardiamo al futuro con la volontà di migliorarci continuamente, lavorando sulla qualità, sull’origine e sulla selezione delle materie prime, ma anche su tutto ciò che ruota attorno al prodotto: il servizio, il rapporto con i clienti, la cura dei collaboratori, l’ascolto e un approccio sempre più proattivo. Presto un nuovo membro della famiglia assumerà il ruolo di Innovation Manager, con l’obiettivo di proporre idee di miglioramento e sgravare l’organizzazione dalle attività minori, così da concentrarci su ciò che per noi conta davvero, ossia creare valore nel tempo. Con la recente riqualificazione del 70% degli impianti strutturali, l’azienda conferma così il proprio impegno nel custodire un patrimonio costruito nel tempo, continuando a evolversi con responsabilità e visione. Un equilibrio tra tradizione e futuro che resta il fondamento di un percorso fatto di qualità, relazioni e attenzione costante alle generazioni che verranno. La Redazione
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Taste Alto Piemonte: un ricco programma per scoprire l’identità dei vini dell’Alto Piemonte Arrow Right Top Bg

6 Marzo, 2026

Taste Alto Piemonte: un ricco programma per scoprire l’identità dei vini dell’Alto Piemonte

  Vini Alto Piemonte al Westin Palace Milano: degustazioni e masterclass   Taste Alto Piemonte, l’appuntamento, promosso dal Consorzio di Tutela Vini Alto Piemonte si prepara a raccontare, lunedì 9 marzo 2026 dalle14:30 alle 20:30 all’Hotel Westin Palace di Milano, l’identità e la ricchezza enologica di un territorio straordinario. Attraverso un programma articolato di degustazioni e momenti di approfondimento l’evento, alla sua seconda edizione milanese, rappresenta un’occasione privilegiata di incontro tra produttori, stampa, operatori e appassionati. Andrea Fontana, presidente del Consorzio di Tutela Vini Alto Piemonte Milano rappresenta per l’Alto Piemonte un contesto strategico, capace di intercettare un pubblico attento e competente, sensibile al racconto dei territori e alla qualità dei vini. Taste Alto Piemonte nasce proprio con questo obiettivo: creare un’occasione di confronto diretto tra produttori, operatori e appassionati, offrendo strumenti di lettura chiari e approfonditi per comprendere la complessità e l’identità delle nostre denominazioni. Lorella Zoppis, vicepresidente del Consorzio Le masterclass e il programma di degustazione sono pensati per valorizzare la diversità espressiva dell’Alto Piemonte mettendo in luce denominazioni, vitigni e interpretazioni che raccontano un patrimonio enologico unico, ancora tutto da scoprire. I banchi d’assaggio, aperti dalle 14:30 alle 20:30 saranno l’occasione per degustare e scoprire i vini delle 13 aziende produttrici in un percorso di approfondimento delle 10 denominazioni dell’Alto Piemonte, Boca DOC, Bramaterra DOC, Colline Novaresi DOC, Coste della Sesia DOC, Fara DOC, Gattinara DOCG, Ghemme DOCG, Lessona DOC, Sizzano DOC e Valli Ossolane DOC. Elemento centrale dell’edizione 2026 saranno le due masterclass dal titolo “Excursus Alto Piemonte”, in programma alle ore 15.00 e alle ore 18.00, entrambe condotte da Altai Garin. Le masterclass proporranno un’ampia degustazione di etichette, con vini provenienti da annate e denominazioni differenti, pensate per evidenziare l’evoluzione, la longevità e la varietà stilistica dei vini dell’Alto Piemonte. Un racconto che mette al centro il Nebbiolo e le sue interpretazioni, affiancato da vitigni complementari come la Vespolina, per restituire una visione articolata e contemporanea del territorio. Taste Alto Piemonte Milano si conferma così non solo come evento di degustazione, ma come momento formativo e culturale, capace di rafforzare il dialogo tra Consorzio, produttori e mercato, consolidando la presenza e la riconoscibilità dei vini dell’Alto Piemonte in uno dei contesti più dinamici del panorama vitivinicolo nazionale. Per informazioni e accrediti visitare: www.tastealtopiemonte.it
Per informazioni: info@tastealtopiemonte.it La Redazione
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Il vino naturale secondo D'Alesio. Una ventata di fresca gioventù Arrow Right Top Bg

5 Marzo, 2026

Il vino naturale secondo D'Alesio. Una ventata di fresca gioventù

  Capita difficilmente, forse mai, di arrivare ad un evento che riguarda il vino e provare una sensazione strana. Non voglio dire di disagio ma quasi di essere fuori posto. Un fuori posto stranamente piacevole. È successo proprio lunedì 2 marzi quando sono andato all’evento di presentazione dei vignaioli della D’Alesio Distribuzione, in quel di Qvinto, pizzeria ristorante molto glamour di Roma Nord. Appena arrivato in questo fantastico luogo dove il verde la fa da padrona tanto da aver portato mia figlia a giocare nell’antistante parco con tanto di laghetto, c’erano solo esclusivamente giovani ragazzi e ragazze. Molto sotto i trent’anni. una sensazione decisamente nuova per me, abituato a frequentare manifestazioni del vino dove si sente troppo spesso sostenere quanto i giovani si siano allontanati da questo meraviglioso ed ancestrale mondo. In genere, le degustazioni del vino sono sempre frequentate da persone di età certamente superiore ai 40. Facciamo anche ai 50. Ecco allora che con D’Alesio mi sono trovato nel piacevole imbarazzo di salire la scala necessaria per arrivare alla sala di degustazione facendo a zig zag tra ragazzi e ragazze. Sorrisi, sigarette, calici alzati. Sembrava di essere nella vicina zona di Ponte Milvio all’ora del dell’aperitivo. Un’atmosfera frizzante, allegra, intensa, meravigliosamente carica di energia con questi ragazzi e ragazze che non parlavano di vino ma di vita. Poche parole spese per i vini, tante altre per stare insieme.  Senza termini altisonanti, senza dissertazioni astruse riguardo il vino, il vitigno, la zona. Semplicemente si respirava, si vedeva, si toccava con mano, gioia, edonismo, voglia di stare insieme. Con il vino a rappresentare unicamente qualcosa per stare insieme, per facilitare la conversazione, per sorridere, per baciarsi, per abbracciarsi. All’interno della grande sala al primo piano ho trovato vignaioli giovani e meno giovani che si confrontavano parlando dei loro vini naturali. Vini fatti bene e con la spensieratezza necessaria. Sono i vini che D’Alesio propone nella sua distribuzione: vini naturali, vini biodinamici, vini biologici, vini che hanno come matrice comune il minor intervento possibile in vigna ed in cantina. Vini che raccontano storie di persone vere e poco importa da quale parte del mondo provengano. L’importante è che abbiano in sé qualcosa di speciale. Ho incontrato persone dalla Francia, dalla Germania, dalla Spagna, arrivate a Roma per promuovere l’universalità di un prodotto che oggi i giovani percepiscono, gioco forza, solo così. Non c’è solo il territorio. C’è il prodotto, c’è il produttore, c’è la bontà del vino, c’è la sua capacità di aggregare.   Cosa ho assaggiato di particolare Matteo Cacciagrano di Alchimia, Cantina Urbana di San Giovanni Teatino vicino Chieti, è un’entusiasta timido. Una persona a modo che non si vanta, sbagliando, dei suoi prodotti. Nemmeno delle etichette che sono dei piccoli quadri capolavoro così che quando prendi in mano una bottiglia rimani ad osservarli con grande stupore. Stupore che continua quando li assaggi: freschi e croccanti, con la voglia di essere discreti come il loro creatore ma che poi restituiscono tanto. Sempre come il loro creatore. Vitigni del territorio come il Trebbiano o il Montepulciano ma anche internazionali che diventano semplici spremute d’uva concedendosi al massimo delle macerazioni senza nemmeno vedere la solforosa. Vini croccanti, succhi di frutta, per niente stucchevoli e che si bevono godendo. Bravo Matteo!!   Cal Teixidor, dalla Catalogna con tanta allegria e spirito di divertimento. Xarel·lo, Macabeu, Garnacha Peluda vi dicono qualcosa. Difficile, se non a pochi intimi. Quando però arrivano nel calice e soprattutto in bocca, questi vini sanno di schietto equilibrio. Si bevono senza remore. Pure il rosso (Garnacha) fresco! Dei vini da flamenco rock che sembrano eterei ancorché ragionati visto le vigne vecchie di oltre 50 anni. Mi hanno affascinato oltre che mi sono piaciuti molto. Domaine Amirault. Nella valle della Loira tra Le Mans e Nantes per una azienda a caratura familiare che produce vini naturali da Chenin Blanc e Cabernet Franc. Divertente il Petnat, pazzeschi i due Chenin con particolare attenzione al Le Quarterons affinato in anfora. Due Cabernet Franc con affinamento in acciaio e legno che dimostrano come questo vitigno, conservando la sua vegetalità possa far emergere tanto ma tanto e dare tanto ma tanto. Weingut am Schlipf-Schneider. Poco sopra Basilea, in quel preciso punto dove Svizzera, Francia e Germania si contendono la giurisdizione (anche se siamo ufficialmente in Germania), questa famiglia tratta solo il Pinot in tutte le sue sfaccettature.  Anche con lo Chardonnay che ne è comunque derivazione. Vini minimalisti anche con l’uso del legno. Scrocchiano in bocca e grazie alla marcata sapidità si bevono con tutto. Il Pinot Nero merita l’applauso. Michele Simoni ha preso le redini dell’azienda Trentina tutta vocata al territorio che rispetta con rigore. È Michele a far nascere il Metodo Classico Ferro dedicato a papà Ferruccio così come a dare nuovo lustro alla Schiava e al Pinot Nero. Vini che sono freschi e sapidi con la Schiava che si fa quasi ruffiana ma bevendola fredda ricorda quel vino che si direbbe “traditore”. Nel senso che lo bevi ma te ne accorgi dopo. Bravo Michele. Continua così. Ecco questa è stata la mia personale degustazione e quello che mi porto con me è un senso di felicità data dalla certezza che grazie a questi vini, a tanti incredibili produttori e a distributori come D’Alesio, c’è ancora tanta speranza per il futuro.   Ivan Vellucci – Suggestioni di Vino
ivan.vellucci@winetalesmagazine.com Mi trovi su Instagram come @ivan_1969
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Arrivederci Daniele Accordini Negrar Arrow Right Top Bg

5 Marzo, 2026

Arrivederci Daniele Accordini

  Cantina Valpolicella Negrar Ringrazia Il Direttore Generale Daniele Accordini per oltre trent’anni di Impegno, Visione e Innovazione   Cantina Valpolicella Negrar esprime il più sentito ringraziamento a Daniele Accordini, che ha recentemente raggiunto il traguardo della pensione, dopo oltre trent’anni di attività svolta all’interno della cooperativa, prima come direttore tecnico e successivamente come direttore generale. Un percorso professionale e umano che ha segnato in modo profondo la storia recente della Cantina, contribuendo in maniera determinante alla sua crescita qualitativa, strutturale e reputazionale. Giampaolo Brunelli, presidente di Cantina Valpolicella Negra Daniele Accordini ha rappresentato per la nostra Cantina una guida solida, competente e lungimirante. Con il suo lavoro ha saputo accompagnare l’evoluzione della cooperativa in anni di profonde trasformazioni del settore vitivinicolo, mettendo sempre al centro la qualità, il rispetto del territorio e il valore dei Soci. A nome mio personale, del CDA e di tutta la compagine sociale, lo ringrazio per la passione, il rigore e il senso di responsabilità con cui ha interpretato il suo ruolo. Alessia Ceschi, vicepresidente di Cantina Valpolicella Negrar Il percorso di Daniele Accordini in Cantina Valpolicella Negrar è stato determinante non solo per i risultati raggiunti, ma anche per il metodo di lavoro e la visione che ha saputo trasmettere nel tempo. La sua capacità di coniugare competenza tecnica, spirito cooperativo e attenzione alle persone ha contribuito a rafforzare l’identità della Cantina e il senso di appartenenza dei Soci. Quanto costruito in questi anni rappresenta una base solida su cui continuare a costruire, con responsabilità e coerenza, il futuro della nostra cooperativa. Entrato in Cantina Valpolicella Negrar nel 1988, Accordini ha legato il proprio nome a una fase di profonda innovazione tecnologica ed enologica, contribuendo alla definizione di un modello cooperativo capace di competere ai massimi livelli qualitativi, in Italia e all’estero. Sotto la sua direzione, la Cantina ha investito in ricerca, ammodernamento delle strutture, valorizzazione dei cru, sviluppo dei progetti legati all’appassimento e nella costruzione di un’identità produttiva riconosciuta come punto di riferimento per la Valpolicella. Accanto al ruolo aziendale, Daniele Accordini ha svolto un’intensa attività istituzionale e scientifica, ricoprendo incarichi di rilievo nel mondo enologico e contribuendo attivamente alla crescita culturale e tecnica del comparto, con particolare attenzione ai temi della qualità, della sostenibilità e della valorizzazione dei vini della Valpolicella. Cantina Valpolicella Negrar rivolge a Daniele Accordini un augurio sincero per questa nuova fase della vita, nella consapevolezza che il segno lasciato dal suo lavoro continuerà a essere parte integrante del presente e del futuro della cooperativa. La Redazione
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Il ritorno dei vitigni autoctoni di marche e campania nella Nona Edizione di Io Vino 2026 nel cuore della capitale per raccontare vini e vignaioli Arrow Right Top Bg

5 Marzo, 2026

Il ritorno dei vitigni autoctoni di marche e campania nella Nona Edizione di Io Vino 2026 nel cuore della capitale per raccontare vini e vignaioli dell’appennino centrale

  Nona edizione vitigni autoctoni Marche-Campania a Roma   Verso la nona edizione di IO VINO 2026, l’esclusivo evento dedicato ai vitigni autoctoni delle Marche e della Campania, in programma  domenica 15 marzo 2026 al Courtyard by Marriott Roma Central Park nel cuore della Capitale. La manifestazione, con esordio nel 2016 da un’idea di Romina Lombardi e Manilo Frattari, continua ad essere l’evento per operatori specializzati, giornalisti e appassionati impegnati a conoscere il patrimonio ampelografico di Campania e Marche e aprire  il dialogo diretto tra produttori, esperti e pubblico professionale. La storica fiera aprirà le porte dalle 11.30 e chiusura alle 19.30 e avrà in programma  tre momenti di approfondimento per raccontare storia, cultura e innovazione di vini e vignaioli dell’Appennino Centrale e  celebrare la straordinaria diversità dei loro territori. I lavori si aprono con la prima masterclass “Pietanze territoriali in abbinamento”, condotta da Romina Lombardi con la collaborazione di giornalisti enogastronomici, finalizzata ad offrire un percorso esperienziale alla scoperta dell’incontro tra cucina e vino, valorizzando eccellenze gastronomiche e vinicole del territorio. Poi Pierpaolo Rastelli, critico enogastronomico e responsabile della guida Gambero Rosso per le Marche che guiderà il tasting “Grenache Picena, indovina il colore” per approfondire uno dei vitigni rari del comprensorio marchigiano e Alessandro Marra, degustatore e Vice Curatore nazionale della guida Slow Wine, impegnato nel seminario “Il Misterioso Sciascinoso” vitigno identitario della Campania, tra storia e tecnica di vinificazione. La giornata vedrà anche la consegna dei prestigiosi premi IO VINO 2026, affidati alla valutazione di esperti e del pubblico presente. Alessio Pietrobattista, coordinatore dei riconoscimenti e solido punto di riferimento di settore, incaricato ad assegnare il Premio della Critica per il Miglior Sciascinoso, il Premio della Critica per la Miglior Grenache del Piceno e il Premio del Pubblico per la Miglior Cantina, riconoscendo i produttori che meglio interpretano il valore dei vitigni autoctoni e la qualità dei loro vini.   PROGRAMMA || IO VINO 2026   Ore 11:00 – Apertura biglietteria ed accrediti “IO VINO 2026” Ore 11:30 – Apertura banchi d’assaggio Ore 13:00 – Masterclass “Pietanze territoriali in abbinamento”
Condotto da Romina Lombardi con la collaborazione di giornalisti enogastronomici, finalizzata ad offrire un percorso esperienziale alla scoperta dell’incontro tra cucina e vino, valorizzando eccellenze gastronomiche e vinicole del territorio. Ore 15:00 – Masterclass Marche: “La Nuova Via dei Rossi Marchigiani”
Degustazione guidata da Pierpaolo Rastelli, influente critico enogastronomico e  responsabile guida per le Marche del Gambero Rosso, per approfondire uno dei vitigni rari del comprensorio marchigiano. Ore 17:00 – Masterclass Campania: “Il Misterioso Sciascinoso”
Degustazione guidata da Alessandro Marra, degustatore e Vice Curatore nazionale della guida e coordinatore Slow Wine Campania sul vitigno identitario della Campania, tra storia e tecnica di vinificazione. Ore 19:00 – Cerimonia di premiazione “Premio della Critica – Miglior Sciascinoso 2026”, Premio della Critica – La Nuova Via del Rosso Marchigiano” assegnati ai vignaioli da una giuria specializzata e “Premio del Pubblico – Miglior Cantina 2026” Ore 19:30 – Chiusura banchi d’assaggio e della manifestazione Il manifesto di IO VINO rappresenta un’occasione unica per celebrare la cultura del vino e promuovere la conoscenza dei vitigni autoctoni di  Marche e Campania  in un network solido e consolidato tra operatori del settore (Info https://iovino.wine/) La Redazione
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