BlendNews

BlendNews è un contenitore di informazioni dedicato al vino. Racconteremo gli eventi, le novità e le curiosità di questo mondo.

 

OltreGusto Oltrepò Terra di Pinot Nero Arrow Right Top Bg

20 Settembre, 2026

OltreGusto Oltrepò Terra di Pinot Nero

  Il Pinot Nero dell’Oltrepò Pavese e la grande ristorazione riuniscono a Voghera 1400 persone   32 cantine, 18 ristoranti dell’Oltrepò, 18 chef stellati, decine di suggestioni gastronomiche, oltre 100 etichette di vino e 1400 ospiti in due giorni. Sono i numeri di OltreGusto Oltrepò Terra di Pinot Nero, l’evento che il 7 e 8 settembre scorsi ha portato a Voghera la cultura del vino, il piacere della degustazione e la convivialità della grande cucina, di territorio e non solo. L’unione della seconda edizione di OltreGusto e della sesta edizione del classico evento consortile Oltrepò Terra di Pinot Nero ha dato vita a una due giorni intensa, tra il Teatro Valentino Garavani e l’Istituto Gallini di Voghera In primo piano il territorio, soprattutto grazie al lavoro di mappatura di Alessandro Masnaghetti, che per la prima volta ha dotato l’Oltrepò Pavese di una mappa vitivinicola: uno strumento prezioso — insieme al manuale e alla declinazione 3d della mappa stessa — per comprendere le peculiarità di una terra di confine, vocata soprattutto per il blanc de noirs e il rosé de noirs. Il Classese e il Metodo classico DOCG sono poi stati protagonisti — insieme al Pinot Nero DOC, anima rossa dell’Oltrepò — del walk around tasting di Olrepò Terra di Pinot Nero, nell’affascinante giardino interno del Gallini. Una giornata dedicata alla stampa e agli operatori, per dialogare e leggere l’unicità del Pinot nero oltrepadano, anche attraverso una degustazione alla cieca. Al calar del sole, lunedì e martedì sera è invece andato in scena OltreGusto, una celebrazione del territorio e dei suoi sapori, ma anche un’occasione imperdibile per immergersi nel mondo della ristorazione, sempre in abbinamento ai vini DOC e DOCG dell’Oltrepò. Piatti di ristoranti locali, pizze gourmet e dessert, ma anche showcooking stellati, un talk per ragionare sul ruolo delle nuove generazioni nei mondi dell’ospitalità e del vino e la presentazione del libro “99+1 per l’ospitalità”, opera di 100 co-autori tra i più noti protagonisti del settore, decine di opportunità di degustazione tra eccellenza agroalimentari italiane e non: OltreGusto, nell’atmosfera onirica di un Gallini illuminato da mille colori, ha suggellato il valore della collaborazione per promuovere il territorio. La doppia iniziativa, organizzata dal Consorzio di Tutela Vini Oltrepò Pavese nasce da un’ampia condivisione, che oltre ai produttori di vino e ai ristoratori, ha visto il supporto delle istituzioni — Regione Lombardia, Provincia di Pavia, Comune di Voghera, Comune di Torrazza Coste, I.C. Gallini — e il coordinamento di OltreGusto di Carlotta Viglini e Dario Fisichella, con la segreteria organizzativa di Scaramuzzi Team per entrambe le anime dell’evento. La Redazione
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Un paesaggio da gustare: l’autunno mediterraneo di AuraTerrae Arrow Right Top Bg

20 Settembre, 2026

Un paesaggio da gustare: l’autunno mediterraneo di AuraTerrae

  Nella storica dimora rurale di pregio, l’autunno diviene occasione per vivere, in modo inedito, la rigogliosa campagna pugliese tra Polignano a Mare e Conversano. Cene eleganti, aperitivi in vigna, cooking class, degustazioni e visite a masserie storiche diventano un racconto corale di paesaggio, coltivazioni, stagioni, produttori e cultura locale, per scoprire appieno i sapori del territorio in cui AuraTerrae è inserita.   L’autunno pugliese è un’esperienza che coinvolge tutti i sensi, dove lo scenario naturale in continuo mutamento diviene un affresco che racconta la storia, la passione e la tradizione del territorio. Il profumo delle olive, tradizionalmente raccolte in questo periodo, la suggestione delle vigne e i colori di frutta e verdura di stagione portano in tavola un panorama mozzafiato, da vivere anche attraverso il palato. Così, Masseria AuraTerrae, raffinata dimora storica a 5 stelle di Polignano a Mare incastonata in 24 ettari di verde, invita a immergersi nei sapori autunnali pugliesi attraverso esperienze autentiche raccolte nel pacchetto Convivio Mediterraneo. Un vero viaggio emozionale che attraversa ulivi secolari, vigneti, orti, macchia mediterranea, coronato da piacevoli momenti di benessere e distensione e dal calore della tipica convivialità pugliese, per nutrire corpo e spirito. Gli ampi spazi della proprietà, allora, ospitano momenti gourmet in cui scoprire sapori – come bietole, cime di rapa, puntarelle, melagrane (utilizzate in abbinamenti innovativi), funghi e tartufo– e il territorio. Cene d’autore che uniscono radici e contemporaneità in modo creativo, aperitivi al tramonto tra i vigneti, deliziosi pranzi tipici e ricche colazioni diventano modi inediti per conoscere la Puglia dalla prospettiva dei suoi tanti doni, la maggior parte provenienti dagli orti biodinamici dello chef. Accompagnato da degustazioni di vini selezionati, tra cui quattro vini firmati AuraTerrae, ogni momento sarà un invito a vivere l’essenza del luogo. Un’ulteriore tappa eno-gastronomica porterà gli ospiti in Masseria Croce Piccola, struttura con trulli storici, immersa nella rigogliosa natura della Valle d’Itria dove potranno deliziarsi in una degustazione di vini e in un pranzo privato. Per sperimentare in prima persona come le tante ricchezze del territorio diventino i piatti proposti in tavola, ad AuraTerrae, gli ospiti potranno partecipare a una conviviale cooking class dedicata a specialità come orecchiette, taralli, focacce o paste dolci di mandorle, arricchita da curiosi aneddoti e segreti. Ancora, un’esperienza di wine tasting, accompagnata da una passeggiata tra i filari, racconterà come la brezza dell’Adriatico e i suoli carsici plasmino il carattere delle uve e dei vini AuraTerrae, coniugando il piacere della scoperta con un tempo di qualità da vivere in totale serenità. Proseguendo nell’esperienza di benessere, gli ospiti potranno concedersi piacevoli momenti di distensione nella sauna a botte esterna con vista su mare e campagna o bagni rilassanti nella scenografica piscina  panoramica riscaldata. Ancora, potranno vivere il proprio tempo libero passeggiando tra i filari intermezzati da bracieri accesi che creano un’atmosfera accogliente e suggestiva, offrendo piacevole ristoro dalle temperature autunnali. All’interno, tra pareti e pavimenti in pietra, camini scoppiettanti infondono luce e calore ad ambienti intimi e raccolti, ideali per dedicarsi ad attività meditative come la lettura. I mesi autunnali diventano, allora, il periodo ideale per vivere i sapori locali nella dimensione autentica e suggestiva di AuraTerrae, vero e proprio retreat gastronomico mediterraneo,  dove il lusso risiede in un’esperienza di gusto che è piena espressione del territorio. Prezzo per 2 persone con camera inclusa: a partire da 2.390€  La struttura Di proprietà della famiglia Valentini, Masseria AuraTerrae si trova a Polignano a Mare, in provincia di Bari. Poggiata su un colle che domina la costa che va da Mola di Bari sino a Monopoli, è inserita armoniosamente in un incantevole paesaggio bucolico, con vista panoramica a 180° sul mare. Autentico luogo dell’anima, è una struttura vocata al benessere più puro. Interamente recuperata, presenta spazi interni veri ed autentici ma riadattati ai più moderni criteri di comfort, nel rispetto della masseria stessa e ne mantiene gli elementi storici più antichi e originali. Costruita in pietra calcarea del luogo ed altri materiali locali eco-compatibili, vede l’adozione di molteplici misure volte a ridurre l’impatto ambientale e gli sprechi di risorse e si può definire una struttura a “emissioni zero”. Presenta 22 camere – ognuna diversa e unica –con letto matrimoniale, di cui 6 con bagno turco, 3 con camino e 4 con vasca idromassaggio esterna. Circondata da oltre a 24 ettari di terreno dove vivere molteplici esperienze sensoriali e di benessere a contatto con la natura è dotata di 2 scenografiche piscine a sfioro, immerse nel verde e con vista mozzafiato e una sauna a botte esterna panoramica. Punto di partenza ideale per esplorare il territorio circostante e le sue meraviglie attraverso esperienze emozionanti e autentiche. AuraTerrae è associato a Relais & Châteaux. La Redazione
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Letrari al Trentodoc festival 2026 una degustazione storica e un wine party da non perdere Arrow Right Top Bg

19 Settembre, 2026

Letrari al Trentodoc festival 2026 una degustazione storica e un wine party da non perdere

  Due appuntamenti per raccontare il Trentodoc attraverso la storia, la ricerca e gli abbinamenti gastronomici.   Letrari partecipa al Trentodoc Festival 2026, in programma dal 25 al 27 settembre a Trento e dintorni, aprendo le porte della cantina di Rovereto sabato 26 e domenica 27 settembre con due esperienze molto diverse tra loro, tutte da vivere nella storica cantina di Rovereto (TN): una degustazione dedicata ai cinquant’anni dell’azienda e una giornata nel Wine Garden all’insegna dell’incontro tra bollicine di montagna e lievitati mediterranei. Sabato 26 settembre: “Trentodoc 50 – Essenza del tempo” Il primo appuntamento è in programma sabato 26 settembre alle 10.30 con “Trentodoc 50 – Essenza del tempo”, una degustazione pensata per celebrare i 50 anni di Letrari attraverso bottiglie rare e millesimi selezionati. Un percorso guidato, realizzato in collaborazione con la sommelier Rosaria Benedetti, che accompagnerà gli ospiti alla scoperta di annate storiche e cuvée d’eccezione, normalmente non disponibili al pubblico. Protagoniste della degustazione saranno le tre nuove etichette Trentodoc create da Letrari per il cinquantesimo anniversario. Non semplici bottiglie celebrative, ma tre interpretazioni del percorso compiuto dalla cantina attraverso il tempo, la memoria e la continua ricerca qualitativa. Lucia Letrari Le tre etichette sono state create appositamente per questo anniversario e sono il simbolo del nostro percorso. Il +4 Rosé Riserva Limited Edition racconta da dove siamo partiti e dove siamo arrivati; il 76 propone una nuova interpretazione dell’attuale Riserva della cantina, con tre vitigni e un passaggio in piccole botti di rovere; il 152 Rosé Extra Brut esprime invece tutta l’eleganza del Pinot Nero valorizzata da un lunghissimo affinamento. Anche le etichette sono state pensate per l’occasione e si ispirano alle lavagnette utilizzate per identificare i prodotti ed il numero di bottiglie sulle cataste dei Trentodoc, un richiamo concreto alla cantina e alla nostra identità. Si degusteranno quindi il +4 Rosé Extra Brut Riserva Limited Edition – 50 Anni, Trentodoc Rosé da Pinot Nero e Chardonnay, vendemmia 2012, affinato 156 mesi sui lieviti e prodotto in 852 esemplari; Letrari 76 – Edizione Cinquantesimo, Trentodoc Extra Brut Riserva da 50% Pinot Nero, 40% Chardonnay e 10% Pinot Bianco, vendemmia 2019, con affinamento in piccole botti di rovere e disponibile in sole 76 Magnum numerate; Letrari 152 – Edizione Cinquantesimo, Trentodoc Rosé Extra Brut da 90% Pinot Nero e 10% Chardonnay, vendemmia 2007, affinato 212 mesi sui lieviti e prodotto in appena 152 Magnum numerate. Ad accompagnare le etichette ci sarà inoltre una sorpresa in degustazione, che sarà svelata soltanto durante l’evento. “Trentodoc 50 – Essenza del tempo” si terrà sabato 26 settembre dalle 10.30 alle 12.30 presso Letrari, in via Monte Baldo 13/15 a Rovereto. La partecipazione è su prenotazione obbligatoria entro il 24 settembre, scrivendo a hospitality@letrari.it o telefonando allo 0464 480200. Costo: 70,00 euro Domenica 27 settembre: “Trentodoc Letrari incontra l’arte del lievitato mediterraneo” Domenica, dalle 11.00 alle 16.30, il Wine Garden di Letrari ospiterà “Trentodoc Letrari incontra l’arte del lievitato mediterraneo”, una giornata dedicata all’incontro tra una selezione di Trentodoc della cantina e diverse interpretazioni dell’arte bianca. Realizzato in collaborazione con La Gustosa di Rovereto, il percorso porterà in tavola pizza al padellino 2.0, focaccia pugliese e pizza a portafoglio, tra ingredienti selezionati, musica e bollicine di montagna. Ad accompagnare la giornata anche la musica jazz dal vivo, con Rudi Speri alla chitarra e al banjo e Luca Rubertelli al sax, che renderanno l’atmosfera del Wine Garden ancora più piacevole e conviviale. Un appuntamento più informale rispetto alla degustazione del sabato, pensato per esplorare la versatilità del Trentodoc a tavola attraverso una selezione delle etichette Letrari e il dialogo con impasti, consistenze e sapori della tradizione mediterranea. Il prezzo di partecipazione comprende due calici di benvenuto a scelta, mentre le ulteriori consumazioni saranno a pagamento. L’evento è su prenotazione obbligatoria entro il 24 settembre: per informazioni e prenotazioni è possibile scrivere a hospitality@letrari.it o contattare il numero 0464 480200. Costo: 20,00 euro In caso di maltempo, l’evento si terrà negli spazi interni della cantina. Due giornate per celebrare i cinquant’anni di Letrari guardando alla sua storia, ma anche alle molte possibilità espressive delle bollicine di montagna. La Redazione
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Vino: Asti DOCG e Nitto ATP Finals, il match continua fino al 2030 le bollicine aromatiche piemontesi official sparkling wine del torneo per altri cinque anni Arrow Right Top Bg

18 Settembre, 2026

Vino: Asti DOCG e Nitto ATP Finals, il match continua fino al 2030 le bollicine aromatiche piemontesi official sparkling wine del torneo per altri cinque anni

  Il Consorzio Asti Docg consolida la partnership con le Nitto ATP Finals: a partire dall’edizione di novembre di quest’anno e fino al 2030 l’ente consortile piemontese sarà ancora una volta l’official sparkling wine della manifestazione che alla fine dell’anno vedrà sfidarsi i migliori otto giocatori del ranking mondiale, sia in singolare che in doppio.   Giacomo Pondini, direttore del Consorzio Asti Docg Dopo il quinquennio 2021-2025 che ci ha visti al fianco dell’élite del tennis mondiale abbiamo deciso di rinnovare per ulteriori cinque anni l’accordo questa volta con la Federazione Italiana di Tennis e Padel. Un sodalizio vincente che ci permette di abbinare al brand Asti il mondo tennistico, allargando la platea di pubblico di appassionati e potenziali nuovi consumatori che possiamo intercettare. Lo dimostrano anche i numeri: lo scorso anno, solo in Italia, la finale che ha visto Sinner trionfare contro Alcaraz è stata la partita di tennis più vista di sempre con circa 6,7 milioni di spettatori totali. Un successo – conclude Pondini – che si riscontra anche nell’aumento dei tennis lover che hanno raggiunto nel 2025 quota 19,8 milioni, in crescita del 23% tra il 2021 e lo scorso anno. Marco Martinasso, Direttore Generale della FITP Il rinnovo dell’accordo con il Consorzio Asti Docg conferma il valore di una partnership che ha accompagnato in questi anni la crescita delle Nitto ATP Finals di Torino. Insieme abbiamo rafforzato il legame dell’evento con il Piemonte e con una delle eccellenze più riconosciute del territorio. La conferma di Asti come Official Sparkling Wine delle Nitto ATP Finals risponde alla volontà di arricchire l’esperienza del torneo, anche attraverso partner capaci di esprimere qualità, identità e prestigio del Made in Italy. È particolarmente significativo poter proseguire questo percorso in una fase di straordinaria crescita del tennis nel nostro Paese, testimoniata dall’aumento della partecipazione e del seguito del pubblico, con il movimento azzurro protagonista di traguardi senza precedenti. In Italia la febbre per il tennis continua a crescere, alimentata dai risultati straordinari ottenuti negli ultimi anni dagli azzurri. Le imprese di Jannik Sinner, insieme alle prestazioni di tutto il movimento italiano e ai successi in Coppa Davis e Billie Jean King Cup, hanno contribuito ad avvicinare sempre più pubblico alla racchetta, sia in termini di seguito sia di pratica sportiva. Un entusiasmo che non accenna a diminuire e che si riflette anche nella grande attenzione verso le Nitto ATP Finals (quest’anno in programma ancora a Torino dal 15 al 22 novembre), ormai diventate uno degli appuntamenti sportivi più attesi dal pubblico italiano. La Redazione
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Marchesi Mazzei al fianco della 43ª coppa del chianti trofeo castello di fonterutoli Arrow Right Top Bg

17 Settembre, 2026

Marchesi Mazzei al fianco della 43ª coppa del Chianti trofeo castello di fonterutoli

  Castello di Fonterutoli e tutto l’omonimo borgo saranno protagonisti della storica cronoscalata, in programma dal 18 al 20 settembre   Marchesi Mazzei rinnova il proprio legame con il territorio sostenendo, in qualità di sponsor, la 43ª Coppa del Chianti – Trofeo Castello di Fonterutoli, la storica cronoscalata che dal 18 al 20 settembre tornerà ad animare le strade del Chianti Classico. Una manifestazione che, edizione dopo edizione, è diventata parte della storia e della tradizione locale e che a Fonterutoli trova uno dei suoi luoghi simbolo. Il borgo è infatti l’unica frazione attraversata dal percorso della Coppa del Chianti e vive la gara con una partecipazione particolarmente sentita da parte dei suoi abitanti. Sul tracciato storico della Strada Chiantigiana 222, che si sviluppa per circa otto chilometri dal Molino di Quercegrossa fino a Croce Fiorentina, Fonterutoli ospita anche uno dei passaggi più attesi della competizione: la celebre curva di Fonterutoli, considerata la più difficile e spettacolare dell’intera gara. Una curva ormai entrata nell’immaginario della Coppa e alla quale è legato anche un premio speciale: al pilota che saprà interpretarla meglio sarà assegnata una 6 litri di Castello di Fonterutoli, simbolo del legame tra la competizione e la storica tenuta della famiglia Mazzei. Durante i giorni della Coppa, la Tenuta Castello di Fonterutoli sarà parte dell’esperienza della manifestazione, con momenti dedicati di visita e degustazione riservati ai piloti, ai team e agli ospiti legati all’organizzazione. Un’occasione per raccontare, accanto alla passione per i motori, un territorio che da secoli trova nel vino, nel paesaggio e nell’ospitalità alcune delle sue espressioni più autentiche. La partecipazione di Marchesi Mazzei assume un significato ancora più forte nel nome stesso della manifestazione: “Coppa del Chianti – Trofeo Castello di Fonterutoli”, a testimonianza del ruolo di Fonterutoli e del sostegno della famiglia Mazzei a un appuntamento profondamente radicato nella comunità e nella storia del Chianti Classico. Con la 43ª edizione, la Coppa del Chianti torna così a unire sport, territorio e tradizione, riportando lungo le strade di Fonterutoli il rombo dei motori e l’atmosfera di una manifestazione che appartiene ormai alla memoria del luogo. La Redazione
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Antica Bottega del vino di Verona: per il 23° anno consecutivo è grand award di wine spectator Arrow Right Top Bg

17 Settembre, 2026

Antica Bottega del vino di Verona: per il 23° anno consecutivo è grand award di wine spectator

  La storica insegna si conferma nell’élite mondiale delle carte vini, tra i soli 99 ristoranti premiati e appena 6 in Italia. Nel segno della continuità, Giacomo Boscaini prosegue il percorso di consolidamento del nuovo capitolo di Cortina d’Ampezzo.   Ventitré anni consecutivi, un traguardo che racconta la forza della continuità. Anche per il 2026 l’Antica Bottega del Vino di Verona conquista il Grand Award di Wine Spectator, il massimo riconoscimento assegnato dalla prestigiosa rivista statunitense alle migliori wine list del mondo. Premiata ininterrottamente dal 2004, la storica insegna veronese si conferma così nell’élite internazionale dei 99 ristoranti insigniti del Grand Award, di cui appena 6 in Italia. Un risultato che assume un significato particolare anche alla luce del recente passaggio di consegne alla presidenza. Giacomo Boscaini, export manager di Masi Agricola, è infatti il nuovo presidente di Antica Bottega del Vino di Verona e della nuova sede di Cortina, raccogliendo il testimone da Sabrina Tedeschi. Un avvicendamento nel segno della continuità, che conferma l’impegno delle dieci aziende di Famiglie Storiche – Allegrini, Begali, Brigaldara, Masi, Musella, Speri, Tedeschi, Tenuta Sant’Antonio, Tommasi e Zenato – nel portare avanti un progetto fondato sulla condivisione e su una comune cultura del vino. Giacomo Boscaini, Presidente dell’Antica Bottega del Vino Questo ventitreesimo Grand Award consecutivo esprime un valore che appartiene profondamente a Famiglie Storiche: la capacità di costruire insieme, con costanza e visione nel tempo. Desidero per questo ringraziare Sabrina Tedeschi, che durante la sua presidenza ha saputo custodire e dare continuità a questo percorso. Un’eredità importante, che ci spinge a guardare avanti con la stessa coesione e con nuove ambizioni. Il Grand Award va ben oltre la profondità di una carta dei vini: premia la capacità di costruire un’esperienza completa intorno al vino, fatta di ricerca, competenza, servizio e cultura. Con oltre 4.000 etichette e una cantina di circa 20.000 bottiglie, l’Antica Bottega del Vino si conferma uno dei luoghi simbolo della cultura enologica veronese e un punto di riferimento internazionale per appassionati e viaggiatori. Un prestigio ribadito anche dalla recente selezione di Wine Spectator, che ha inserito la sede veronese tra le 12 destinazioni al mondo da visitare almeno una volta nella vita per gli amanti del vino, luoghi capaci di coniugare grandi vini e contesti d’eccezione in esperienze memorabili. Nel 2026 l’Italia conta complessivamente 64 ristoranti premiati da Wine Spectator, ma soltanto 6 raggiungono il vertice del Grand Award. Ed è proprio da questa storia e da questo patrimonio che prende forma il nuovo capitolo di Cortina d’Ampezzo, dove lo scorso 30 dicembre ha aperto la seconda Antica Bottega del Vino, portando per la prima volta il modello veronese nel cuore delle Dolomiti. Un progetto su cui Famiglie Storiche sta investendo con convinzione e che, già nei primi mesi di attività, ha registrato riscontri superiori alle aspettative. “Cortina è un progetto giovane, sul quale stiamo lavorando molto, a partire da una carta dei vini che sta crescendo e che promette soddisfazioni sempre più grandi. L’auspicio è che possa, nel tempo, raggiungere traguardi prestigiosi come quelli della sua “sorella maggiore” veronese”, aggiunge Boscaini. La nuova sede rappresenta così l’evoluzione naturale di una storia capace di crescere senza perdere la propria identità: un percorso che unisce Verona e Cortina nel segno della competenza, dell’accoglienza e di una visione del vino come cultura e patrimonio da tramandare. *** Antica Bottega del Vino Nata nel 1500 durante la Repubblica di Venezia, Antica Bottega del Vino prende il suo attuale nome nel 1890 con i Fratelli Sterzi, che mantengono l’affascinante stile ottocentesco, caldo e caratteristico che vediamo ancora oggi. Il locale diventa così uno dei punti di riferimento per la scena culturale di fine Ottocento e per gli amanti del vino, accogliendo ai suoi tavoli poeti, musicisti, letterati e artisti come Boccioni, ma anche giornalisti che vi si rifugiavano dopo una giornata in redazione. Nel 1957 il locale venne acquistato dalla famiglia Rizzo-Grigolo e si concentrò soprattutto sull’attività di ristorazione fino al 1987 quando arrivarono sulle scene Severino Barzan, che successivamente portò il modello della Bottega a New York con Giovanni Pascucci suo socio. La proprietà nel 2010 passa nelle mani delle allora undici Famiglie Storiche, che acquisiscono la Bottega del Vino salvaguardando la tradizione enologica del luogo simbolo di Verona. Il locale oggi è proprietà di dieci aziende che fanno parte dell’associazione: Allegrini, Begali, Brigaldara, Masi, Musella, Speri, Tedeschi, Tenuta Sant’Antonio, Tommasi e Zenato. Famiglie Storiche Fondata nel 2009, l’Associazione Famiglie Storiche riunisce oggi tredici prestigiose aziende vitivinicole della Valpolicella, ciascuna custode di una tradizione secolare e di una visione produttiva incentrata sulla qualità e sull’autenticità del territorio. Le aziende socie sono: Allegrini, Begali, Bertani, Brigaldara, Guerrieri Rizzardi, Masi, Musella, Speri, Tedeschi, Tenuta Sant’Antonio, Tommasi, Torre D’Orti e Zenato.  Le aziende facenti parte di Famiglie Storiche, che insieme mettono a frutto un patrimonio consolidato da ciascuna nel tempo e un impegno costante verso la qualità per testimoniare questo grande vino che è l’Amarone, fondano tutte le proprie radici nei valori di storicità e artigianalità, espresse in ogni accezione. Famiglie Storiche rappresenta: Storia: tutte le aziende socie appartengono alla realtà della Valpolicella da moltissimi anni e ne sono profondamente radicate.
Passione: prima di essere viticoltori sono custodi del territorio.
Progetto: nascono con lo scopo preciso di testimoniare i valori di un territorio e di una denominazione unici al mondo. La Redazione
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Ad Alba domenica 20 e 27 settembre la 28^ edizione dell’evento di Go Wine LA FESTA DEL VINO! Arrow Right Top Bg

16 Settembre, 2026

Ad Alba domenica 20 e 27 settembre la 28^ edizione dell’evento di Go Wine LA FESTA DEL VINO!

  Il centro storico si trasforma in una ‘via del vino’ con i produttori di Langhe, Roero e Monferrato Le prenotazioni in corso, con forti attenzioni dall’estero: biglietti già venduti in Australia, Stati Uniti, Svezia, Brasile, India, Norvegia, Irlanda, Olanda, Danimarca Go Wine lounge dedicata a Barolo e Barbaresco
Gli eventi collaterali   Go Wine presenta l’edizione 2026 della Festa del Vino di Alba. Due domeniche in cui saranno festeggiati anche i 25 anni di attività dell’associazione, nata ad Alba nel 2001 per promuovere cultura del vino ed enoturismo. Le esperienze delle ultime edizioni ed il successo di pubblico incoraggiano una formula che negli ultimi anni ha saputo crescere per partecipazione, qualità della proposta e richiamo di pubblico, fino a diventare uno degli appuntamenti del vino più attesi e partecipati in Italia. L’edizione si svolgerà in due domeniche, il 20 e il 27 settembre, con orario 11-19. Il cuore dell’evento resta quello che ne ha segnato il successo: il centro storico di Alba che si trasforma in una vera e propria Via del Vino, dove il pubblico incontra direttamente i produttori e compie un percorso di degustazione nel segno dei grandi vini di Langhe e Roero. Le cantine scendono in città La presenza diretta delle cantine, la piacevolezza del percorso nel centro storico e l’allestimento che racconta i territori del vino attorno ad Alba sono gli ingredienti distintivi della manifestazione. I produttori, organizzati attraverso i Comuni partecipanti, presenteranno in degustazione le loro etichette, raccontando il proprio territorio, il lavoro in vigna e l’identità dei vini. Dai celebri Barolo e Barbaresco, autentici fiori all’occhiello del territorio, agli altri grandi vini di Langhe e Roero: Nebbiolo d’Alba, Roero, Roero Arneis, Barbera d’Alba, Dolcetto d’Alba, Dolcetto di Diano, Dolcetto di Dogliani e molte altre espressioni della viticoltura locale. L’atmosfera è quella della vendemmia: le cantine arrivano ad Alba e si raccontano, incontrando un pubblico variegato di enoappassionati, turisti e visitatori italiani e stranieri che affollano il centro storico della città. È proprio questo incontro diretto, senza intermediazioni, a rendere unica la Festa del Vino:
i volti, le mani, le storie dei produttori nel contatto immediato con il pubblico. Per l’edizione 2026 si preannuncia una edizione record di partecipazione, per numero di cantine e vini complessivamente presentati in degustazione. Una grande evento di degustazione nel cuore di Alba La manifestazione si svolgerà in entrambe le domeniche con orario continuato, dalle 11.00 alle 19.00, confermando la formula introdotta negli ultimi anni e molto apprezzata dal pubblico. Ogni visitatore potrà accedere al percorso acquistando calice e taschina, con la possibilità di degustare e confrontare liberamente i vini proposti lungo la Via del Vino. L’evento continua a distinguersi anche per la sua capacità di attrarre visitatori da molte regioni italiane e dall’estero, rafforzando il ruolo di Alba come città del vino e come punto di riferimento per il turismo enogastronomico del territorio. Un profilo sempre più internazionale dell’evento: si annunciano partecipazioni da molti Paesi nel mondo Go Wine, da alcuni anni, lancia una prevendita per l’acquisto delle degustazioni. E’ un modo per saggiare l’attenzione e per comprendere dove arriva il messaggio e come viene compreso. I mesi di luglio e agosto di quest’anno segnano un’attenzione record: i biglietti della Festa del Vino sono stati acquistati in molti Paesi del mondo: dall’Australia, all’India, dagli Stati Uniti (Texas, Colorado), ai Paesi Scandinavi (Norvegia, Svezia), all’Irlanda, Olanda. E’ il segno prima di tutto del grande richiamo che le terre di Alba, Langhe e Roero registrano sempre di più grazie al continuo lavoro degli Enti territoriali. La Go Wine Lounge Dopo il positivo riscontro delle ultime edizioni, torna anche nel 2026 la Go Wine Lounge, un’area speciale che affiancherà la Via del Vino con un percorso parallelo di degustazione dedicato a una selezione di Barolo e Barbaresco. L’accesso alla Lounge avverrà su prenotazione, con più turni nell’arco della giornata, offrendo un’esperienza di assaggio ancora più mirata e qualificata. Masterclass ed eventi collaterali, un omaggio ai 60 anni delle denominazioni Barolo e Barbaresco La Festa del Vino sarà arricchita anche da un calendario di masterclass ed eventi di approfondimento, che contribuiranno a rendere ancora più interessante la partecipazione del pubblico. Accanto alla Via del Vino, Go Wine proporrà momenti di degustazione guidata e focus tematici pensati per valorizzare il patrimonio vitivinicolo del territorio e offrire nuove occasioni di conoscenza agli enoappassionati. In particolare l’evento darà aperto domenica 20 settembre alle ore 11,30 con una Masterclass che intende celebrare i 60 anni del riconoscimento della denominazione d’origine a Barolo e Barbaresco, in assoluto fra i primi vini in Italia. Per ripercorrere una storia virtuosa, proponendo nel calice vini di cantine storiche che già operavano sul territorio negli anni ’60 e con bravura hanno seguito tutto il percorso di crescita di questi anni.  Go Wine Lab Giovani: spazio under 30, ogni domenica alle ore 15,30 E’ stata una delle novità dell’edizione 2025 e viene nuovamente proposta quest’anno. Un’iniziativa a favore dei giovani per avvicinarli al mondo del vino. E’ pensata per gli under 30, invitandoli ad una sorta di gioco dei colori, dei profumi e dei sapori sui grandi rossi del territorio. Una degustazione in parte alla cieca, per sviluppare i sensi, per far riflettere sulla biodiversità, con un’operazione promozionale nel segno della piacevolezza e della conoscenza. Il laboratorio si svolge ogni domenica alle ore 15.30 presso la Sala sensoriale del Mudet, nei pressi del Cortile della Maddalena. Una sorpresa (con omaggio) speciale sarà riservata a tutti i giovani partecipanti a questo Go Wine Lab.  Sostenibilità e accessibilità La Festa del Vino di Alba vuole favorire l’incontro tra il pubblico e il mondo del vino in modo diretto, aperto e coinvolgente. La presenza delle cantine in città, la possibilità di dialogare con i produttori, la varietà dell’offerta e la formula diffusa nel centro storico fanno della manifestazione un evento capace di unire qualità, convivialità e accessibilità, nel segno della cultura del vino. A questo tema si aggiungono altri profili, a cui si sta lavorando nell’organizzazione. Go Wine è impegnata nella definizione di un protocollo di sostenibilità degli eventi, nell’intento di avere sempre più attenzione a comportamenti che favoriscano un uso materiali e delle risorse nel rispetto di politiche ambientali; alcune di queste condotte saranno messe in campo nell’organizzazione della Festa del Vino, in un percorso continuo di apprendimento a cui tendere. La sostenibilità degli eventi va letta anche in chiave economica, di accessibilità. Ovvero creare le condizioni per cui l’evento possa essere partecipato, facendo in modo che i molti appassionati possano cogliere questa occasione per vivere non solo le degustazioni ma anche le molte opportunità che Alba offre. Dalla bellezza del centro storico, dal commercio fisso sempre vivace e attivo, con molti spunti in chiave gastronomica, fino ai molti locali del gusto che in città operano. “La Festa del Vino – dicono da Go Wine – vuole essere un evento per creare condivisione e coinvolgimento sotto più profili, varie iniziative sono in corso in queste settimane”. Go Wine ringrazia Sono molti i soggetti che cooperano e sostengono l’iniziativa. A tutti il grazie! di Go Wine Comune di Alba, Ente Fiera di Alba, Ente Turismo Langhe, Monferrato, Roero, Associazione Commercianti Albesi, i Comuni di Langhe e Roero e le cantine coinvolte. Banca d’Alba per il sostegno e i nostri partner Landini, Vetrobalsamo, Piero Mollo. Biglietti e aggiornamenti È aperta la vendita online dei biglietti. Tutti gli aggiornamenti sul programma, sulle cantine protagoniste e sugli eventi collaterali saranno disponibili sul sito www.gowinet.it e sulla pagina Facebook di Go Wine. 📞 Per info e prenotazioni
Associazione Go Wine Alba
Tel. 0173 364631
✉️ stampa.eventi@gowinet.it
🌐 www.gowinet.it La Redazione
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Hofstätter e l'anima di Mazzon Arrow Right Top Bg

15 Settembre, 2026

Hofstätter e l'anima di Mazon

  Barthenau Vigna Herbsthöfl 2022 e Riserva Mazon 2022, due interpretazioni di un grande Pinot Nero  Mazon è uno dei luoghi simbolo del Pinot Nero italiano e J. Hofstätter ne è da decenni uno degli interpreti più autorevoli. Attraverso il Barthenau Vigna Herbsthöfl 2022 e il Riserva Mazon 2022, emerge il racconto di un territorio capace di trasformare identità, eleganza e profondità in vino.   Non ricordo molti luoghi capaci di entrare così profondamente dentro un vino come l’altopiano di Mazon Lo ritrovi nel profumo del bosco dopo la pioggia, nella freschezza che scende dalle montagne al tramonto, nel respiro degli aghi di pino che accompagna il Pinot Nero fin dal primo istante. Qui l’eleganza è una conseguenza naturale del territorio. È il motivo per cui questo vitigno, più che altrove, sembra aver trovato qui una casa definitiva. E forse è anche il motivo per cui parlare di Mazon significa inevitabilmente parlare della famiglia Hofstätter, protagonista di una storia che da generazioni continua a definire il volto più autentico del Pinot Nero altoatesino.  Il Pinot Nero di Mazon  Il Pinot Nero non concede molto. È un vitigno capace di regalare emozioni straordinarie, ma altrettanto pronto a mettere in evidenza ogni limite del luogo in cui cresce. Per questo Mazzon (o Mazon) rappresenta qualcosa di raro. L’altopiano, sul versante più fresco della Bassa Atesina, offre luce senza eccessi, escursioni termiche capaci di preservare tensione e finezza, terreni antichissimi e un dialogo continuo con il bosco che accompagna la maturazione delle uve. Qui il Pinot Nero non ha bisogno di rincorrere equilibrio o eleganza. Li trova naturalmente. È una condizione che negli anni ha trasformato questo anfiteatro in uno dei riferimenti assoluti del vitigno in Italia e che la famiglia Foradori Hofstätter ha saputo interpretare con una visione pionieristica, arrivando a parlare di singole vigne e di cru quando questi concetti erano ancora lontani dall’immaginario enologico italiano.  Da questa lettura del territorio nasce la costellazione di Pinot Nero firmata J. Hofstätter. La tenuta, guidata oggi da Martin e Beatrix Foradori Hofstätter con il supporto dei figli Niklas ed Emma, ha fatto della zonazione una scelta precisa: distinguere le parcelle, rispettarne le differenze e riconoscere alla vigna un’identità propria. Nel 1987 fu la prima azienda della regione a introdurre il termine «Vigna» per alcuni dei suoi vini come logico riconoscimento che altitudine, esposizione, suolo e microclima non sono dettagli da uniformare. Sono il vino.  Il Barthenau Vigna Herbsthöfl 2022 e il Riserva Mazon 2022 condividono l’origine, la cultura produttiva e la ricerca di purezza, ma restituiscono due espressioni nettamente riconoscibili del Pinot Nero di Mazon.  Barthenau Vigna Herbsthöfl 2022, il respiro del bosco  Il Pinot Nero di Mazzon possiede una voce riconoscibile e il Barthenau Vigna Herbsthöfl 2022 ne rappresenta il registro più elegante. Nasce esclusivamente dalle uve dell’omonimo vigneto, collocato nella parte più settentrionale dell’altopiano, tra i 430 e i 460 metri di altitudine. Le viti derivano da una selezione massale della Vigna Roccolo, il più antico vigneto di Pinot Nero dell’Alto Adige, allevato a pergola e piantato nel 1942. È un legame concreto con la storia di Hofstätter e, nello stesso tempo, un nuovo capitolo della lettura parcellare di Mazon.  Nel calice il colore è un rubino luminoso, già attraversato ai bordi da leggere sfumature granate che suggeriscono il percorso evolutivo senza tradirne la gioventù. Al naso la personalità emerge con chiarezza: piccoli frutti rossi e neri, fragoline di bosco, ribes, mora, poi aghi di pino, resina e sottobosco umido. La balsamicità è nitida, profonda, e amplifica una freschezza che richiama le prime ore di una mattina autunnale in montagna.  Più rimane nel bicchiere, più il frutto si integra con il paesaggio. La componente balsamica non copre, non forza, non cerca il centro della scena. Tiene insieme il profilo aromatico e conserva al vino una tensione costante.  Il sorso entra fresco e diretto, poi cresce senza accelerazioni. La ciliegia, la prugna e i piccoli frutti di bosco perdono progressivamente la loro croccantezza e acquistano una consistenza più morbida, quasi la densità di una marmellata artigianale ancora fedele al frutto. Il vino si distende con precisione, ma tende a concentrarsi al centro della lingua, dove lascia un’impronta netta. La mineralità lavora in profondità senza dominare, mentre la persistenza aumenta con l’ossigenazione.  È proprio il tempo nel calice a chiarirne la statura. Ogni ritorno aggiunge un dettaglio, amplia il sorso, rende la trama più completa e rotonda senza sottrarle slancio. La struttura c’è, ma non diventa mai rigida; la profondità cresce, ma non appesantisce. Il risultato è un Pinot Nero elegante, snello e duttile, capace di tenere insieme intensità e delicatezza con una naturalezza non comune.  Nel Barthenau Vigna Herbsthöfl ritrovo ciò che cerco più spesso nel Pinot Nero: la forza non dichiarata, la finezza che non diventa fragilità, la capacità di cambiare nel bicchiere restando perfettamente riconoscibile. Pane, burro e marmellata di piccoli frutti affiorano come un ricordo semplice e preciso, mentre la freschezza mantiene il sorso vivo fino alla fine. È un vino raffinato nei gesti, mai altezzoso, e proprio per questo profondamente coinvolgente.  Riserva Mazon Pinot Nero 2022, la profondità del tempo  Se il Barthenau Vigna Herbsthöfl rende immediata la parte più fresca e sottile di Mazzon, il Riserva Mazon Pinot Nero 2022 porta nel calice la continuità di un lavoro iniziato molto prima. La prima annata risale al 1978 e nasce da una rigorosa selezione delle migliori parcelle della tenuta Barthenau. Le radici affondano in rocce formatesi in un’antica laguna risalente a 250 milioni di anni fa. Qui la storia non è un elemento ornamentale, ma una componente concreta del vino.  Il colore appare più intenso e profondo rispetto all’Herbsthöfl. Anche il profilo aromatico è inizialmente più compatto. Non concede tutto subito. Fragolina, prugna, ciliegia matura e marasca emergono con gradualità, legate a una sensazione calda e raccolta. La balsamicità è meno evidente, più integrata, e lascia maggiore spazio alla maturità del frutto.  In bocca il passo cambia grazie all’ingresso morbido e avvolgente. La frutta assume la consistenza di una composta di fragole, marasche e prugne mature e si espande con naturalezza. Il sorso occupa il palato, ritorna sulle sensazioni iniziali, aggiunge volume e continua a svilupparsi. La sapidità si fa più decisa e accompagna un finale lungo, segnato da leggere note amaricanti che ricordano il nocciolo della ciliegia. È un amaro sottile, piacevole, che rende immediato il desiderio di tornare al bicchiere.  La caratteristica più evidente è la stratificazione. Prima il frutto, poi la freschezza, quindi la sapidità e, infine, una persistenza che non si limita a prolungare il sorso, ma ne modifica la percezione. La materia è ampia, eppure non cede all’opulenza. La morbidezza non diventa compiacimento. Ogni componente rimane misurata e contribuisce a una sensazione di solidità e completezza.  Il calore del finale non coincide con la concentrazione. È la conseguenza di un frutto più maturo e di una presenza gustativa più estesa, capace di avvolgere senza stancare. Il Riserva Mazzon mostra così il lato più autorevole del Pinot Nero dell’altopiano: ampio, profondo, già espressivo ma ancora in grado di crescere con il tempo.  La misura di Mazon  Per diversi minuti ho continuato a passare da un calice all’altro. All’inizio cercavo le differenze. Era inevitabile. Da una parte il Barthenau Vigna Herbsthöfl 2022, dall’altra il Riserva Mazon 2022. Poi ho smesso di analizzarli.  Il Riserva mostrava con chiarezza la propria struttura, l’ampiezza e quella progressione capace di lasciare tracce lunghe e profonde. L’Herbsthöfl continuava invece a guadagnare definizione, sorso dopo sorso, senza perdere la propria leggerezza espressiva.  A quel punto la degustazione è diventata qualcosa di più semplice. Sono tornato più volte a entrambi i calici, non per cercare conferme, ma per il piacere di farlo. Ed è lì che ho capito quale vino mi stava coinvolgendo maggiormente.  Il Riserva Mazon è un Pinot Nero autorevole, completo, costruito con grande rigore. L’Herbsthöfl possiede la naturalezza che non cerca di dimostrare nulla. Cresce nel bicchiere mantenendo precisione e coerenza.  Tra i due è quello che mi ha lasciato di più, non per un singolo aroma o per una particolare caratteristica tecnica, ma per il modo in cui ogni elemento contribuisce al risultato senza cercare protagonismo.  Alla fine mi sono rimasti entrambi nella memoria. Ma quando ho ripensato a questa degustazione, il primo vino che ho desiderato riassaggiare è stato il Barthenau Vigna Herbsthöfl.  È questa, per me, la differenza tra un vino che apprezzo e un vino che mi emoziona: il primo lo ricordo, il secondo continuo a cercarlo.    Ivan Vellucci – Suggestioni di Vino
ivan.vellucci@winetalesmagazine.com Mi trovi su Instagram come @ivan_1969
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Tenuta Montauto. La purezza conquistata Arrow Right Top Bg

15 Settembre, 2026

Tenuta Montauto. La purezza conquistata

  A Tenuta Montauto la purezza arriva dal terroir ma, soprattutto, dalla scelta quotidiana di proteggerlo. Dalla vigna alla cantina, fino alla difesa del cielo: la storia di Riccardo Lepri e di Tenuta Montauto è una ricerca ostinata di purezza. Una purezza che la natura offre, ma che l’uomo deve saper preservare, conquistare e, quando arriva il momento, anche difendere   C’è una purezza che si eredita e una che si conquista. La prima è quella di un luogo: la terra rossa, iridata di Montauto, coi suoi suoli argillosi ricchi di quarzo e la brezza che arriva dal mare, con Capalbio a circa dieci chilometri in linea d’aria, che infonde ai vini naturale finezza e tensione. Ma questa, signori e signore, è fortuna, e per Riccardo Lepri la vita non è mai stata questione di fortuna. Così la strada indicata dal terroir, ovvero quella della purezza e dell’integrità dei vini, è diventata anche una scelta e, soprattutto, un lavoro quotidiano, estorto col sudore della fronte. Quello di Riccardo Lepri, che dopo una laurea in Economia e Commercio ha scelto di tornare alla terra di famiglia, affrontando un anno di apprendistato imposto dal nonno Enos prima di poter prendere in mano l’azienda. Un ritorno alle origini che, dal 2001, si è trasformato in una precisa idea di viticoltura: procedere per piccoli passi, investire con continuità, conoscere la materia, e la filiera, fino in fondo, e intervenire soltanto quando necessario. La purezza comincia così tra i filari. Nella gestione biologica delle vigne, nella raccolta manuale, nell’attenzione quasi maniacale alla salute dell’uva, che culmina con la vendemmia, quando la ricerca della massima integrità del frutto coincide con una resa sempre dimezzata rispetto a quella potenziale, sempre nelle ore più fresche della notte, con le lampade frontali per sottrarre l’uva al calore e così consegnarla alle celle frigo, in cantina. Perché la purezza, prima di essere un risultato, è una disciplina. Ed è anche tecnologia, quando serve. Nonché la decisione di non lasciare nulla al caso. Così negli anni Riccardo Lepri ha costruito la cantina secondo una filosofia incrementale, aggiungendo “tecnologie” come le botti di vetro, al secolo Wineglobe, utilizzate da altri maestri del Sauvignon, prima di lui, come Didier Dagueneau nella Loira. Il risultato è uno stile riconosciuto, incarnato da vini luminosi, tesi, precisi e minerali, palpitanti di una vita intima che promette loro una grande parabola evolutiva. Da qualche tempo, però, purezza e integrità assumono per Tenuta Montauto un significato ancora più radicale. A pochi passi dalla Tenuta, infatti, è previsto il progetto di un parco eolico il cui iter autorizzativo è tuttora in corso. Il progetto, nella sua configurazione oggetto della procedura VIA, prevede un impianto da 50,4 MW con 7 aerogeneratori (mentre una precedente configurazione prevedeva invece otto aerogeneratori per 48 MW). È qui, così, che la storia della purezza di Montauto esce dalla bottiglia e diventa una battaglia sul territorio. Riccardo Lepri ha scelto di opporsi attivamente al progetto perché ciò che è in gioco non è soltanto il profilo di un paesaggio, ma l’identità stessa di un luogo agricolo nel quale natura, biodiversità, silenzio e oscurità fanno parte del terroir tanto quanto il suolo, il vento e il mare. Montauto, infatti, è immersa in un’area caratterizzata da una delle più basse concentrazioni di inquinamento luminoso d’Italia: un cielo buio, il più buio d’Italia, che l’astrofisico Gianluca Masi ha scelto per collocare il Virtual Telescope Project (un osservatorio astronomico robotico e remoto). Ebbene Riccardo è convinto che sia quel buio l’elemento determinante di Montauto: La purezza non è qualcosa che abbiamo semplicemente trovato qui; è la filosofia che abbiamo scelto di seguire la natura ci ha dato condizioni straordinarie, ma conservarle richiede lavoro ogni giorno. In vigna, in cantina e anche fuori dalla cantina. Se investiamo per proteggere l’integrità dell’uva, non possiamo poi restare indifferenti davanti a ciò che può modificare irreversibilmente il territorio nel quale quell’uva nasce. Oggi quella stessa ostinazione si traduce nella difesa del paesaggio. Perché un grande vino non nasce soltanto da ciò che l’uomo aggiunge. Nasce, spesso, da ciò che sceglie di non compromettere. La purezza di Montauto è dunque una purezza conquistata: sudata nella cura quotidiana della vigna, nelle vendemmie condotte quando la notte rende più preziosa l’uva, negli investimenti tecnologici che consentono di preservarne l’integrità, nella scelta di un’agricoltura rispettosa della vita e del suo ecosistema. E, oggi, nella volontà di difendere anche il cielo che sovrasta quelle vigne. Perché preservare un territorio non significa conservarlo come una fotografia. Significa combattere per permettergli di continuare a essere quello che è. E a Montauto, la purezza è una promessa fatta alla terra e mantenuta, ogni giorno, con il lavoro.   La Redazione  
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