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Vendemmiata Romana 2026: il 13 settembre l’uva si trasforma, si racconta e si balla Arrow Right Top Bg

8 Settembre, 2026

Vendemmiata Romana 2026: il 13 settembre l’uva si trasforma, si racconta e si balla

  Vendemmiata Romana 2026 – Museo Orto Botanico di Roma – Largo Cristina di Svezia 23°   13 settembre 2026 – Orari: dalle 9:00 alle 18:30
Biglietto: 12 euro. Bambini fino a 8 anni gratis – Animali non ammessi
Tutte le attività incluse nel biglietto con posti limitati – Obbligatoria la prenotazione sul posto
www.senseventi.com/vendemmiata-romana L’antica festa contadina della vendemmia torna all’Orto Botanico di Roma con una giornata unica tra giochi per bambini, laboratori per adulti, lezioni di yoga, canti e balli tradizionali, degustazioni e la coinvolgente raccolta delle uve del Vigneto Italia. Con la fine dell’estate, il Vigneto Italia, nel momento più florido della sua stagione vegetativa, torna protagonista di uno dei più coinvolgenti e attesi eventi targato Sens Eventi. Domenica 13 settembre, infatti, andrà in scena la V° edizione di Vendemmiata Romana e l’Orto Botanico di Roma, per tutta la giornata, vivrà di canti, balli, risate e colori che tradizionalmente accompagnano la raccolta dell’uva. Dalle 9:00 alle 18:30, adulti e bambini potranno partecipare a giochi, lezioni di yoga, caccia al tesoro, laboratori creativi e didattici in tema vino-vite-vigna e visite guidate tra le fioriture autunnali e gli alberi secolari del giardino trasteverino. Fulcro della kermesse sarà, ovviamente, la vendemmia in programma alle ore 12:00 che vedrà i partecipanti impegnati nella raccolta delle uve, coadiuvati e guidati dagli esperti viticoltori. Le uve raccolte, sapientemente trattate dall’azienda vinicola Federici, daranno vita alla seconda annata, la 2026, di un vino unico, il Somma Sapienza, vinificato in bianco e in rosso, che racchiuderà tutte le varietà di vitigni autoctoni coltivate tra le mura dell’Orto Botanico. Spazio anche alle degustazioni, condotte da Luca Maroni, alla scoperta delle aromaticità del Somma Sapienza. Al vino, alla sua storia e al suo ruolo nel corso dei secoli sarà dedicato anche l’incontro dal titolo “Calici di storia: il vino tra cura, cultura e piacere”, un viaggio nel tempo dal Medioevo alla cultura enologica moderna. Agli autentici sapori contadini saranno legati poi gli incontri dedicati ai dolci di una volta, dalle golose ciambelline al vino al pandolce artigianale con uvetta di Malvasia, un morbido assaggio, aromatico e inebriante che profuma di tradizione. Ma non è tutto. Tra i viali del giardino trasteverino troverà spazio la consueta mostra mercato di artigianato, tessuti e prodotti naturali e, per questa edizione di Vendemmiata Italia, non mancherà un focus sulla cosmesi legata al vino. Tra i banchi espositivi, infatti, ci saranno aziende innovative vocate alla sostenibilità e all’economia circolare, focalizzate in particolar modo al riuso creativo degli scarti dell’uva dopo la vinificazione. Tra i prodotti faranno capolino, dunque, fragranze per il corpo e per l’ambiente al mosto d’uva ma anche prodotti cosmetici come creme viso e sieri anti-age realizzati con il Montepulciano d’Abruzzo. I più piccoli potranno imparare giocando a riconoscere la vite e a conoscerne gli usi attraverso divertenti attività sensoriali, ma potranno anche realizzare con le proprie mani delle colorate bombette frizzati per il bagno, da portare a casa, attraverso la lavorazione dell’olio di vinaccioli. Potranno, inoltre, scoprire i benefici dello yoga con una lezione studiata a misura per loro, ma anche partecipare a magiche letture d’autunno all’aria aperta o scoprire, nel corso di un coinvolgente laboratorio interattivo, tutti i segreti di un alveare. Insieme ai propri genitori, infine, potranno divertirsi, tra indizi, prove e piccole sfide, partecipando alla “Caccia al Chicco”. Ma Vendemmiata Romana sarà, soprattutto, una grande festa popolare che tra musiche, canti, stornelli e danze tradizionali, darà l’opportunità di trascorrere una giornata all’aria aperta, pur rimanendo a Roma, riappropriandosi di un antico rituale agreste toccando con mano i frutti maturi della generosa terra alle pendici del monte Gianicolo. Il Vigneto Italia Situato all’interno dell’Orto Botanico di Roma, alle pendici del Monte Gianicolo, zona storicamente vocata alla viticoltura, il Vigneto Italia è un vero e proprio museo vivente, un unicum di biodiversità racchiuso tra le mura del giardino trasteverino. Impiantato nel 2018 da Luca e Francesca Romana Maroni, insieme all’Università La Sapienza di Roma e all’Università della Tuscia e in collaborazione con i Vivai Cooperativi Rauscedo, si tratta del primo vigneto al mondo che vede la coltivazione in un unico lembo di terra di circa cinquecento metri quadrati di ben 150 varietà di vitigni autoctoni provenienti da ogni regione d’Italia, dal Nord al Sud, isole comprese. A questi si sommano 20 varietà di vitigni internazionali. Le barbatelle impiantate con il tradizionale sistema ad alberello (due per ogni vitigno) sono state coltivate in un regime biologico e biodinamico e soggette alle stesse condizioni climatiche, tra sole, vento e acqua. Un vero e proprio esperimento che nel 2022 ha dato vita al suo primo vino, il Somma Sapienza, vinificato in bianco e in rosso. A pochi passi dalle Mura Aureliane, dunque, il Vigneto Italia è un progetto ambizioso ma è anche un importante strumento didattico e scientifico che permette di osservare da vicino la resilienza e l’adattabilità della vite ma anche di conservare un inestimabile patrimonio naturale e culturale del nostro Paese. Non solo. Si tratta anche dell’unico progetto universitario al mondo che comporta la produzione di vino in un contesto urbano con l’utilizzo di uve coltivate in città. Somma Sapienza – Il vino del Vigneto Italia Frutto della vendemmia del settembre 2022, che ha portato alla raccolta di circa 200 kg di uva, Somma Sapienza è un vino che rappresenta un vero e proprio esperimento di microvinificazione. Essa è una sfida in quanto è difficile ottenere un vino di alta qualità dalla vinificazione di una piccola quantità di uva perché è più vulnerabile al suo nemico numero uno, l’ossigeno, che fa ossidare gli aromi del vino stesso. Il Somma Sapienza è rosso prodotto con 76 varietà di vitigni mentre il bianco è il risultato del blend di 79 uve. Il vino è stato lavorato dall’azienda Federici che ha abbassato immediatamente la temperatura di fermentazione dato che tanto più è bassa la temperatura tanto minore è il danno olfattivo e la volatizzazione delle particelle che danno il profumo. La fermentazione è avvenuta in damigiana di vetro e poi in barrique di rovere che ha rilasciato una dosata quantità di acido vanillico. Il vino è stato poi chiarificato con prodotti rigorosamente naturali. Il risultato, per quanto riguarda il bianco, è un vino profumato al naso ed equilibrato al palato, tanto morbido quanto acido, sempre viscoso al tatto. Per quanto riguarda il rosso, ottenuto anche esso con le stesse modalità del bianco, al naso risaltano le note di ciliegia e marasca in perfetto equilibrio con le spezie e l’effetto balsamico del legno. Al palato è morbido ma bilanciato tra l’acido e il tannino. Luca Maroni Mi affascina molto vedere come genere uva ha tra i propri consimili una capacità di coesione e afflato incredibile. Già è difficile unire due o tre varietà di uva e unirne così tante pensavo fosse difficilissimo ma sentire come queste tipologie si sono andate a congiungere è affascinante. Già dal profumo di questo vino si possono percepire le note di tutti questi differenti aromi e profumi. La Redazione
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Vinodabere.it: in rete la Guida ai Vini della Sardegna 2027 (nona edizione) Arrow Right Top Bg

7 Settembre, 2026

Vinodabere.it: in rete la Guida ai Vini della Sardegna 2027 (nona edizione)

  Oltre 600 campioni testati, 118 premiati, 7 “vini perfetti” E sono nove! Iniziata con quella targata 2019, la serie delle Guide “on line” che Vinodabere.it, prima e unica testata specializzata a farlo, dedica ai Vini della Sardegna taglia, col rilascio dell’edizione 2027, un traguardo davvero importante. E che assume ulteriore valore visto il momento particolarmente complesso (e non semplice) che tutto l’enomondo italiano e internazionale stanno vivendo. E se i numeri su questo fronte, al solito, non mentono (i campioni inviati e testati dal team della Guida, curata dai giornalisti Maurizio Valeriani e Antonio Paolini,  indice della vivacità complessiva del comparto produttivo che li  fornisce, sono in calo, pur lieve, rispetto all’edizione precedente), le stesse cifre parlano però poi chiaro, anzi chiarissimo, sia sulla costante ed evidente tendenza al rialzo della media qualitativa dei vini proposti (e dunque del comparto vitivinicolo sardo nel suo complesso) che sull’interesse che questo spicchio sempre più definito e originale della produzione nazionale riesce a suscitare tra professionisti, appassionati e semplici ma attenti consumatori. L’uscita della Guida completa è stata infatti preceduta da ben 16 trailer, uscite parziali dedicate ognuna a uno spicchio territoriale o di tipologia del comparto. Ebbene: la media di visualizzazioni per i 16 “episodi” di questa serie alla Netflix è stata di 35 mila per un totale di 560 mila. Un risultato che parla chiaro. Cosi come parlano chiaro le 118 Standing Ovation assegnate sui 331 campioni che hanno meritato la recensione in Guida, con una percentuale siderale del 35,6%, ovvero più d’un premio d’eccellenza per ogni tre campioni censiti. A fare la differenza sono la capacità in costante ascesa (e premiata appunto da meritati riconoscimenti), l’impegno di quelli storici e l’affacciarsi di nuovi protagonisti. Confortati soprattutto sul fronte Bianchi (dunque anzitutto Vermentino) dalla complicità di un’annata, la 2025, decisamente umana e propizia se paragonata a precedenti e alla attuale. E che, in un sub-territorio particolarmente vocato e celebre per finezza come la Gallura ha regalato sensazioni e risultati incantevoli per eleganza anche sul versante rosso, alias Cannonau.
Tra le Standing Ovation, sette i magnifici super top approdati al diploma di vino perfetto: i 100/100. Sono due bianchi, due rossi, e, a sorpresa (fino a un certo punto: la Sardegna ne è patria orgogliosa e malgrado la tendenza commerciale non esaltante, il livello, Vernaccia oristanese in testa, si è confermato in degustazione straordinario) un vino da ossidazione e due vini dolci (l’elenco dei super 7 chiude questo comunicato). Ovviamente, e in base a quanto detto, non poteva che essere la già citata Gallura a far la parte del leone, anzitutto col suo prodotto bandiera, il Vermentino: 19 Standing Ovation su 38 vini in Guida (contro il rapporto 8 a 62 del resto dell’isola) e poco altro da aggiungere.
Benissimo sul fronte colorato, parlando di Cannonau, e oltre la crescita gallurese, ancora una volta Mamoiada: 11 Standing Ovation su 20 presenze. Ma fanno benissimo anche i Carignano con 12 vini al top di 24 e si propone in rampante ascesa il Cagnulari, che si assicura 6 allori su 23 recensiti. E infine, a ulteriore conferma che un terroir, quando è Grand, sa aver anche più facce, Mamoiada si ripropone anche, imperiosa, con le sue Granazza (4 Standing Ovation su 6). E altrettanto, esaltata dalla già citata grazia d’annata, fa la Gallura affiancando al rullo compressore Vermentino ben 5 Cannonau a premio. Con la varietà gratificata anche dai risultati di Romangia (3 premiati), Orgosolo e Ogliastra, entrambe con due decorati sugli appena 3 vini rispettivamente presentati. Un’ultima notazione, che va oltre i numeri e, in un certo senso anche lo stesso ambito del riscontro di qualità del singolo calice o bottiglia, è il rapporto intimo e identitario che lega i vini sardi alle loro sottozone di produzione, e intreccia anche qui in modo unico gusto, bellezza e paesaggio. È per questo (e pensando a un incoming turistico isolano sempre più interessato anche alle zone interne con i loro sapori e i loro vini come calamita) che ogni puntata della Guida è stata aperta da foto di copertina “vere” dei vigneti della sottozona e/o tipologia corrispondente. Perché mai come in questo caso è importante che anche l’occhio – come si dice comunemente – abbia la sua parte. La stessa logica ha indotto il progetto della Guida a testimoniare l’impegno sempre più evidente ed evoluto che i produttori dedicano al packaging dei loro vini. Ognuno di quelli recensiti dunque viene presentato in una scheda corredata dalla foto della bottiglia. La Guida Completa è di accesso gratuito e disponibile qui: https://vinodabere.it/guida-ai-migliori-vini-della-sardegna-2027-di-vinodabere/   La Squadra Curatori: Maurizio Valeriani e Antonio Paolini. Revisione dei testi a cura di Pino Perrone. Attività di redazione web a cura di Daniele Moroni. Autori dei testi: Salvatore Del Vasto, Federico Gabriele, Maurizio Gabriele, Emanuele Giannone, Paolo Manna, Daniele Moroni, Gianmarco Nulli Gennari, Antonio Paolini, Pino Perrone, Stefano Puhalovich, Cristina Santini, Franco Santini, Susanna Schivardi, Gianni Travaglini, Paolo Valentini, Maurizio Valeriani. Hanno completato la squadra di assaggio: Paolo Carpino, Paolo Frugoni, Riccardo Mugnaini.   La Redazione
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Crossing Giancola 2026: il benessere si mette in movimento tra natura e vino Arrow Right Top Bg

7 Settembre, 2026

Crossing Giancola 2026: il benessere si mette in movimento tra natura e vino

  Domenica 6 settembre la Tenuta di Jaddico-Giancola di Tenute Rubino ha accolto il pubblico con un pomeriggio dedicato al movimento, alla natura, al relax e alla degustazione, in uno dei luoghi più identitari dell’azienda, nel cuore della terra del Susumaniello, vitigno autoctono che la famiglia Rubino ha contribuito a valorizzare e rendere simbolo della propria identità.   L’appuntamento rientra nel calendario collettivo “Sulla Via del Brindisi”, promosso da Appia Wine Road, l’associazione di sette cantine nata per valorizzare il patrimonio vitivinicolo e il paesaggio rurale attraversati dal tratto terminale della Via Appia-Traiana. L’evento si inserisce nell’anno in cui ricorre il secondo anniversario del riconoscimento della Via Appia come Patrimonio Unesco. Un legame che nasce dal luogo stesso: la Tenuta di Jaddico-Giancola si trova lungo l’antico tracciato della via Traiana, nel tratto terminale che conduceva verso il mare e il porto di Brindisi. Correre, pedalare, camminare, respirare, nuotare. E, alla fine, brindare. È questa la formula di Crossing Giancola 2026: un invito della famiglia Rubino a vivere la Tenuta di Jaddico-Giancola a passo libero, seguendo il proprio ritmo e lasciandosi guidare dal paesaggio, dai suoni e dai silenzi della natura Dopo la prima, coinvolgente edizione, il programma si amplia e propone attività per sportivi, appassionati di outdoor, famiglie e wine lovers, ma anche per chi semplicemente desidera regalarsi qualche ora di energia e leggerezza immerso nella natura. Si parte alle 17.00 con diverse esperienze in contemporanea: una camminata attiva di circa un’ora tra filari e paesaggio rurale, un percorso dedicato alla corsa guidato da Vito Scarcella e Francesco Schirinzi, due appassionati runner e conoscitori del territorio, e due proposte sulle due ruote, con la mountain bike dell’ASD Bici Club Carovigno e il percorso slow firmato Madera Bike Tour di Daniele Pomes, con 14 bici disponibili a noleggio. Per chi preferisce rallentare, spazio allo yoga al tramonto con Lidia Corallo, che porterà la pratica fuori dal tappetino, tra respiro, ascolto e connessione con il paesaggio. Tra le novità di questa edizione c’è anche l’esperienza in mare: un percorso di nuoto nel tratto antistante Torre Testa, guidato da Marco Simone, allenatore, istruttore di nuoto e nuotatore Master, coordinatore di Apulian Open Water, gruppo di appassionati uniti dall’amore per il mare e per il nuoto in acque libere. Niente classifiche, niente cronometri, niente stress: Crossing Giancola non è una gara, ma un pomeriggio di relax e benessere. Un modo diverso di attraversare un luogo e sentirsi bene. Il movimento diventa così una chiave per entrare in sintonia con la natura, esplorare il territorio e arrivare al momento più atteso con ancora più voglia di stare insieme. Intorno alle 19.00, infatti, tutti i percorsi convergeranno nell’area degustazione per un aperitivo al tramonto di fronte a Torre Testa, con il mare sullo sfondo e i vini prodotti con le uve della stessa Tenuta di Jaddico-Giancola nel calice. A raccontare aneddoti, storia, vitigni e profumi nel calice saranno Jasmin Almiento, Brand Ambassador e sommelier professionista di Tenute Rubino e Stefano Leggiero, sommelier ed enologo specializzato in viticoltura digitale, affiancati da tre collaboratori storici dell’area produzione. Leo Borsetti, Francesco Morleo e Dante De Cataldo. Un brindisi finale che diventa parte integrante dell’esperienza: ritrovare nel calice la brezza, la luce e i profumi del paesaggio appena attraversato. Crossing Giancola 2026 è un invito a staccare, muoversi, respirare e brindare. Perché a volte il modo migliore per scoprire un territorio è semplicemente attraversarlo. E poi fermarsi, insieme, davanti ad un calice di vino.   Prenotazione obbligatoria Tenute Rubino www.tenuterubino.com Informazioni: 0831 571955 / 377 3713039 La Redazione
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Les Grands Chais de France presenta SecretsdeCave.com la piattaforma che propone un viaggio sensoriale tra vini, terroir ed esperienze enologiche offerte dalle Maison del Gruppo francese Arrow Right Top Bg

6 Settembre, 2026

Les Grands Chais de France presenta SecretsdeCave.com

  Les Grand Chais de France, il più grande produttore ed esportatore di vino francese guidato dalla famiglia Helfrich, presenta SecretsdeCave.com, la piattaforma web nata per condurre appassionati e wine lover attraverso le molteplici esperienze proposte dalle maison vitivinicole controllare dal Gruppo.   Attraverso SecretsdeCave.com è infatti possibile acquistare vini, prenotare visite e degustazioni in cantina, personalizzare bottiglie per occasioni speciali e conoscere tutto il mondo enologico che ruota intorno a Les Grands Chais de France: Alsazia, Bordeaux, Borgogna, Diois, Jura, Languedoc, Loira e Provenza, sono le regioni in cui il Gruppo gestisce tenute, château e domaine tra i più importanti di Francia, luoghi magici dove vengono prodotti vini unici, esportati in 170 Paesi al mondo. Grazie a SecretsdeCave.com, questi luoghi diventano “accessibili” a tutti, a portata di click, attraverso un sito che conduce l’utente direttamente all’interno delle 15 aziende vitivinicole di proprietà del  Gruppo: Caves Carod, Chartron & Trébuchet, Château De Fesles, Château De La Galinière, Domaine De La Baume, Domaine Marguerite Carillon, Domaine Viticole De La Ville De Colmar, Maison Arthur Metz, Maison Du Vigneron – Domaine De Savagny, Maison Klipfel, Maison Lacheteau, Maison Moillard – Beaune, Maison Moillard – Meursault, Maison Moillard – Nuits-Saint-Georges e Maison Sauvion. SecretsdeCave.com mette in contatto tutte queste realtà, agendo come grande hub del Gruppo. Gli ordini vengono gestiti entro 48 ore e le spedizioni sono garantite in tutto il mondo e sicure grazie sia nelle modalità di imballaggio sia in quelle di pagamento, disponibili attraverso carte di credito, Apple Pay e bonifico. La piattaforma dispone anche di un servizio clienti composto da persone reali che si dedicano ogni giorno all’accoglienza e i contatti presenti sul sito permettono di comunicare direttamente con le tenute. È prevista anche una chat, attiva tutto il giorno, che non è però un chatbot guidato dall’AI ma un servizio a cui rivolgersi in caso di necessità e bisogno di ricevere informazioni, con l’obiettivo di rendere l’esperienza di fruizione del sito il più confortevole possibile per l’utente. Romina Romano, Country Manager di Les Grands Chais de France in Italia Attraverso SecretsdeCave.com vogliamo far sì che i magnifici territori francesi del vino siano accessibili a tutti, rendendo disponibili etichette di grande qualità a costi molto competitivi. Ma vogliamo soprattutto che gli appassionati conoscano sempre di più e sempre meglio maison che rappresentano eccellenze enologiche mondiali e tecniche di produzione tanto antiche quanto sofisticate. Non solo, la piattaforma permette anche di personalizzare le bottiglie: si tratta di un servizio sempre più richiesto per i momenti speciali di ognuno e sta riscuotendo un grande successo. Infine, c’è anche una sezione del sito dove è possibile scegliere tra gift box di bottiglie o accessori, come ad esempio i dispositivi Coravin, cavatappi professionali, tappi champagne e tanti altri prodotti del mondo enologico. La Redazione
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InGRAVEL Morellino 2026: la Maremma si prepara ad accogliere ciclisti da tutto il mondo Arrow Right Top Bg

5 Settembre, 2026

InGRAVEL Morellino 2026: la Maremma si prepara ad accogliere ciclisti da tutto il mondo

  Il Consorzio del Morellino di Scansano rinnova la partnership con l’evento che dal 12 al 13 settembre porterà centinaia di appassionati di ciclismo alla scoperta di paesaggi, borghi e vigneti, attraverso un’esperienza autentica e immersiva tra vino e due ruote.   Torna il grande appuntamento con InGRAVEL Morellino, l’evento dedicato al cicloturismo gravel che il 12 e 13 settembre 2026 animerà le colline del Morellino di Scansano, tra strade bianche, vigneti e borghi. Anche quest’anno il Consorzio del Morellino di Scansano rinnova il proprio sostegno alla manifestazione, nata proprio in queste terre e cresciuta in sintonia con l’impegno del Consorzio nella promozione dell’enoturismo e di una modalità lenta e sostenibile di scoprire i luoghi del vino in bicicletta. Negli anni, InGRAVEL Morellino si è affermato come appuntamento di riferimento per gli appassionati di ciclismo outdoor e per quanti desiderano conoscere da vicino questo angolo di Toscana attraverso un’esperienza autentica. L’edizione 2026 si presenta con un respiro ancora più internazionale: una quota importante degli iscritti arriverà infatti dall’estero, a conferma della crescente attrattività del territorio del Morellino come destinazione di eno-cicloturismo e della capacità di InGRAVEL di richiamare un pubblico proveniente da numerosi Paesi europei e non solo. Un risultato che rafforza il ruolo dell’evento come strumento di promozione del territorio e delle sue eccellenze oltre i confini nazionali. Cuore della manifestazione saranno i nuovi percorsi 2026, pensati per diversi livelli di preparazione e immersi tra vigneti, strade bianche e paesaggi del Morellino. Il tracciato più breve attraverserà le antiche vie doganali passando per la Tenuta Marsiliana e le rive dell’Albegna fino all’Abbazia di San Bruzio, mentre quello intermedio condurrà i partecipanti attraverso le campagne maremmane, passando per il celebre Viale dei Cipressi, Ghiaccio Forte e Capalbio. Il percorso di 106 km dedicato ai rider più allenati è una vera e propria celebrazione del Morellino di Scansano e offrirà un itinerario più impegnativo tra vigneti storici, siti etruschi e alcuni dei luoghi più suggestivi del territorio. A completare il weekend, domenica 13 settembre, sarà la Social Ride: una pedalata da Magliano in Toscana verso Talamone e ritorno, all’insegna della convivialità e della scoperta del paesaggio. Come da tradizione, il vino sarà protagonista lungo tutto il weekend. I partecipanti avranno infatti l’opportunità di sostare nelle aziende del territorio e nei punti ristoro per degustare il Morellino di Scansano DOCG insieme alle specialità gastronomiche della zona, trasformando ogni tappa in un’occasione per conoscere da vicino la cultura enogastronomica locale. Bernardo Guicciardini Calamai, presidente del Consorzio del Morellino di Scansano. La crescita internazionale di InGRAVEL rappresenta per noi un motivo di grande soddisfazione. Sempre più appassionati scelgono di raggiungere la Maremma per vivere un’esperienza che va oltre l’evento sportivo: scoprono un territorio, incontrano i produttori, assaggiano il Morellino di Scansano e diventano ambasciatori della nostra denominazione nei loro Paesi. È questa la direzione in cui vogliamo continuare a investire: valorizzare il vino attraverso esperienze autentiche, sostenibili e capaci di generare un legame duraturo con il territorio. La collaborazione tra il Consorzio e InGRAVEL conferma una visione condivisa che mette al centro un turismo lento e consapevole, capace di valorizzare il paesaggio, sostenere le imprese locali e promuovere uno stile di viaggio rispettoso dell’ambiente. Pedalare tra i vigneti, attraversare borghi storici e sostare nelle cantine significa vivere il Morellino di Scansano nella sua dimensione più autentica, dove vino, natura e ospitalità si fondono in un’unica esperienza. La Redazione
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Antica Dimora Dosio, il foliage visto dall’alto Arrow Right Top Bg

4 Settembre, 2026

Antica Dimora Dosio, il foliage visto dall’alto

  L’autunno nelle Langhe è un mosaico di filari che sfumano dal giallo all’ocra, fino ai rossi più intensi. A La Morra, questo spettacolo naturale trova uno dei suoi punti di osservazione privilegiati: Antica Dimora Dosio, che sorge a 500 metri di altitudine accanto all’omonima cantina, sulla collina Serradenari.   Qui il lusso è discrezione, e il privilegio è quello del silenzio che si apre sull’arco alpino, disegnando all’orizzonte le vette iconiche come il Monviso. Nelle prime giornate d’autunno, quando l’aria si fa più fresca ma il sole conserva ancora il tepore estivo, la piscina panoramica riscaldata regala l’ultima illusione d’estate, immersi nella tavolozza del foliage. Le esperienze seguono il ritmo lento delle giornate: trekking tra i vigneti, itinerari in bicicletta, yoga all’aperto e massaggi personalizzati pensati per ritrovare equilibrio e benessere. In autunno, l’immancabile truffle hunting experience completa il soggiorno, regalando l’emozione della ricerca del tartufo immersi nella natura. Le degustazioni guidate accompagnano alla scoperta della filosofia produttiva di Dosio, attraverso i grandi rossi delle Langhe e una selezione di bianchi che in queste colline trovano un’espressione sorprendente, come Riesling e Sauvignon. Nei mesi miti che precedono l’inverno, le Langhe diventano una destinazione privilegiata per gli appassionati di vino e di eccellenze gastronomiche come il Tartufo Bianco d’Alba. Antica Dimora Dosio accoglie gli ospiti in sette camere arredate con materiali naturali, ciascuna dotata di caminetto, che contribuisce a creare un’atmosfera intima e raccolta. Più che un resort, è un luogo in cui il lusso coincide con il tempo ritrovato, tra panorami e grandi vini. Maggiori informazioni e prenotazioni: https://www.dimoradosio.com/ La Redazione
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Vinòforum Arrow Right Top Bg

3 Settembre, 2026

Vinòforum. A Roma, da lunedì 7 a domenica 13 settembre 2026 a Piazza di Siena, Villa Borghese

  Con Vinòforum 2026 torna il grande racconto dell’enogastronomia con oltre 3.200 etichette, chef stellati, i terroir internazionali più vocati e le grandi degustazioni Piazza di Siena, nel cuore di Villa Borghese, ospiterà ogni sera le Night Dinner con grandi chef da tutta Italia, le Wine Top Tasting a cura dell’Associazione Italiana Sommelier e tanti altri incontri per scoprire i produttori e i territori origine di grandi denominazioni   Il viaggio nel meglio dell’enogastronomia italiana è pronto a iniziare: da lunedì 7 a domenica 13 settembre Vinòforum trasformerà Piazza di Siena a Villa Borghese in una prestigiosa vetrina del vino italiano ospitando oltre 800 cantine e le realtà consortili più rappresentative del territorio. Emiliano De Venuti, organizzatore e CEO di Vinòforum A Vinòforum ogni vino e ogni produzione si rivelano oltre l’etichetta perché è l’incontro diretto con il produttore che permette di entrare davvero nel cuore di una realtà, attraversando la storia dell’azienda e le caratteristiche del suo territorio, così da scoprire l’unicità e l’identità di ogni denominazione nel panorama enologico. Per questo motivo abbiamo costruito un programma capace di alternare degustazioni a momenti di approfondimento, cene d’autore e ricette che raccontano l’anima autentica della cucina creando occasioni di confronto e condivisione che permettono ai visitatori di vivere l’enogastronomia come esperienza culturale fatta di persone, racconti e competenza. Siamo onorati, anche per questa edizione, del sostegno ricevuto da parte di Roma Capitale, ARSIAL, Regione Lazio, ARSAC, MASAF e Regione Marche, a rafforzare questo percorso di promozione della ricchezza enogastronomica del nostro Paese Wine Top Tasting, le imperdibili degustazioni guidate dagli esperti di AIS Italia  Un’occasione d’incontro con i produttori che porteranno il pubblico alla scoperta dell’ampio e sorprendente panorama enologico italiano, spaziando oltralpe tra i vini della Borgogna, dell’Alsazia e le bollicine dello Champagne fino alle produzioni d’eccellenza di Giappone e Sud Africa. Si parte lunedì 7 settembre alle ore 20.00 con “Sfumature di Sangiovese” la masterclass dedicata a uno degli uvaggi principi dell’enologia italiana in tutte le sue diverse espressioni dal Chianti al Brunello fino al Vino Nobile di Montepulciano; seguirà poi l’incontro “Il Pinot Nero secondo Philippe Pacalet” un itinerario tra i cru della Cote D’Or guidato da uno dei vignaioli più conosciuti della Borgogna. La serata di martedì 8 settembre inizierà con la Verticale di Chianti Classico Riserva Carpineto per ripercorre trent’anni di produzione a partire dal 1991 e proseguirà con un appuntamento incentrato sui terroir e gli stili dello Champagne con 12 espressioni di quattro diverse Maison della regione raccontate da Daniele Balan. Giovedì 10 alle 21.30 partirà il racconto sul mondo del Sake con la degustazione di alcune delle più prestigiose espressioni della bevanda simbolo del Giappone, provenienti da diverse prefetture.   Venerdì 11 alle 20.30 continua il racconto dedicato allo Champagne che lascerà poi spazio a una masterclass alla scoperta dei Vini del Sudafrica, tra le espressioni più significative dello Chenin blanc e Pinotage, mentre sabato 12 sarà protagonista il Consorzio Tutela Vini Colli Tortonesi con una verticale esclusiva dedicata al Derthona Timorasso. Quella di domenica 13 sarà una chiusura d’eccezione tra le colline del Valdobbiadene con le etichette di Col Vetoraz, a cui seguirà un approfondimento dedicato al Riesling tra i grandi terroir dell’Alsazia e della Mosella.   The Night Dinner, le cene d’autore organizzate in collaborazione con La Molisana, che celebrano il Fattore Umano in cucina Vinòforum 2026 torna con le cene esclusive, 7 sere per 7 chef, quest’anno dedicate al ruolo del fattore umano nella ristorazione tra Passato, Presente, Futuro. Gabriel Collazzo di Ristorante Radici (Borgo La Chiaracia – TR), Rocco De Santis di Ristorante Flora (Roma), Sara Scarsella di Sintesi (Ariccia), Danilo Mancini di Anavà (Roma), Gian Marco Bianchi di Al Madrigale (Tivoli), Stefano Bartolucci di Rossodivino (Roma), Giordano Gianforchetti di Yezi Restaurant (Roma): questi gli chef protagonisti che ogni sera, porteranno in scena la propria idea di cucina in un percorso legato alla stagionalità, all’attenzione verso la materia prime e alla ricerca tecnica.   Rossella Ferro, direttore marketing del pastificio La Molisana Anche quest’anno La Molisana torna protagonista di Vinòforum con le The Night Dinner, le cene d’autore che uniscono la nostra pasta alla creatività degli chef Piazza di Siena a Villa Borghese si conferma la cornice ideale per questo appuntamento, che negli anni è diventato un momento identitario per il pubblico di appassionati e operatori. Crediamo fortemente in questo format e anche per il 2026 abbiamo scelto di affiancare i nostri chef ambassador, certi che sapranno regalare emozioni gastronomiche autentiche. Ogni serata sarà costruita su un percorso in tre tempi, tra memoria, gesto e visione, una successione riconoscibile tanto nel menu quanto nella selezione enologica e nella narrazione multisensoriale, tra proiezioni e composizioni musicali che accompagneranno il corso della cena. Per questa edizione, la selezione e l’abbinamento enologico di ogni serata di The Night Dinner saranno curati da Vini d’Abbazia, realtà che promuove la cultura del vino come un viaggio tra lo spirito e la bellezza dei territori, alla scoperta delle cantine e delle abbazie che dal Medioevo custodiscono vini e vitigni altrimenti scomparsi.   Dire “è buono” non basta: alla scoperta del Parmigiano Reggiano! Novità assoluta di questa edizione, il Parmigiano Reggiano sceglie Vinòforum come palcoscenico ideale per presentare il primo Corso di Assaggiatore Ufficiale di Parmigiano Reggiano, in partenza a Roma da ottobre. Sette giorni di degustazioni, masterclass in purezza e abbinamenti guidati con grandi vini racconteranno come tre soli ingredienti naturali – latte, sale e caglio – possano trasformarsi in un’icona gastronomica globale. Un percorso che va oltre l’assaggio: attraverso stagionature diverse abbinate a prodotti del territorio, si scoprirà come il fattore tempo renda questa DOP un prodotto versatile, ricco di cultura e artigianalità, adatto a molteplici contesti gastronomici. Un’occasione per scoprirne davvero l’eccellenza.   I vini internazionali a Vinòforum Vinòforum è la grande casa di tutti gli amanti del vino, non solo italiano, ma anche quello proveniente dai grandi Paesi esteri a vocazione vinicola. Per l’edizione 2026 torna il calendario di degustazioni curato dall’Ente Turistico Spagnolo e dall’Associazione Rutas del Vino de España , che accompagnerà tutti gli appassionati alla scoperta dei sentieri del vino spagnolo. Turismo di Aragon, Turismo di Gran Canaria, Saragozza, Comunità di Madrid e Andalusia: queste regioni, famose per i loro vini pregiati, porteranno la loro esperienza e cultura vinicola a Roma. Qui il programma. Spazio anche alla Georgia, uno dei Paesi con la tradizione vitivinicola più antica al mondo. Anche in questo caso, gli enti e le istituzioni georgiane coinvolte proporranno corsi e degustazioni gratuite – con i vini selezionati dai wine ambassador de L’Anfora – pensate per avvicinare il pubblico  – appassionati e operatori del settore – a un patrimonio enologico ancora poco conosciuto in Italia, ma di straordinario valore culturale. A firmare tutti i momenti di degustazione sarà Paşabahçe, leader globale nel vetro che accompagnerà wine lovers, espositori ed operatori in un percorso di oltre 3.200 etichette. La rinnovata partecipazione di Paşabahçe a Vinòforum 2026 non è solo una collaborazione tecnica, ma una scelta di valore, volta a sottolineare l’importanza del design e della qualità del vetro nella valorizzazione del vino e dell’esperienza sensoriale. In un contesto esclusivo come Piazza di Siena, il calice Allegra sarà non solo un simbolo di stile ma anche un vero e proprio ambasciatore del gusto, accompagnando ogni assaggio con sobrietà e raffinatezza.   COLPO D’OCCHIO SU VINÒFORUM 2026
DATE: da lunedì 7 settembre a domenica 13 settembre 2026
LOCATION: Piazza di Siena – Villa Borghese (Roma)
ORARI: Tutti i giorni dalle 19 alle 24 (venerdì e sabato 19 – 01)
PARCHEGGIO: PIAZZA DI SPAGNA – VILLA BORGHESE Scontistica del 20% sulla tariffa oraria presentando alle casse del parcheggio il biglietto di ingresso a Vinòforum. (La scontistica non sarà applicabile in caso di entrata al parcheggio tramite sistemi Telepass o UnipolMove)
CENE D’AUTORE E TOP TASTING prenotabili online
Biglietti su www.vinoforum.it     La Redazione
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Follador è Wine Sponsor del Vernissage dedicato alla Mostra di Heinz Schattner a Napoli Arrow Right Top Bg

3 Settembre, 2026

Follador è Wine Sponsor del Vernissage dedicato alla Mostra di Heinz Schattner a Napoli

  Il 28 ottobre 2026, negli spazi del ristorante DESCHEVALIERS, all’interno del progetto THE GALLERY del de Bonart Naples Curio Collection by Hilton, la casa vinicola di Valdobbiadene firmerà il percorso enologico dell’evento   Follador sarà wine sponsor del vernissage dedicato alla mostra di Heinz Schattner, in programma il 28 ottobre 2026 presso gli spazi del ristorante fine dining DESHEVALIERS all’interno del progetto THE GALLERY, il progetto sviluppato da Finarte e Caracciolo Hospitality Group all’interno del de Bonart Naples Curio Collection by Hilton. L’appuntamento, riservato a un pubblico di invitati, segna l’inaugurazione della quarta e ultima tappa del palinsesto espositivo 2026 promosso dal gruppo alberghiero napoletano, che nel corso dell’autunno ha trasformato i propri hotel in luoghi di incontro tra arte contemporanea, ospitalità e territorio. Heinz Schattner è un fotografo e artista visivo tedesco, attivo in Italia, che dopo un’importante carriera nella fotografia di moda internazionale ha orientato la propria ricerca verso un linguaggio artistico personale, in cui realtà e visione onirica si fondono in immagini di forte intensità espressiva. Per Follador si tratta di un’occasione unica per portare a Napoli l’identità di una casa vinicola le cui radici affondano nel 1769, nel cuore del territorio di Valdobbiadene, oggi riconosciuto Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Cristina Follador Essere presenti come wine sponsor in un contesto che unisce arte, ospitalità e territorio ci permette di portare fuori da Valdobbiadene lo stesso rigore che applichiamo in vigna e in cantina”,”Il Prosecco Superiore DOCG nasce da un lavoro quotidiano sulle Rive del nostro territorio, e ogni occasione in cui possiamo condividerlo in un contesto di qualità, come quello proposto da Caracciolo Hospitality Group e Finarte, ci restituisce il senso di un’ospitalità autentica. Guidata dalla famiglia Follador da generazioni, l’azienda ha costruito nel tempo un rapporto diretto con le colline della Marca Trevigiana, dove l’uva Glera trova le condizioni per esprimere la finezza che caratterizza il Prosecco Superiore DOCG. THE GALLERY, che ha sede negli spazi di DESCHEVALIERS Restaurant all’interno del de Bonart Naples, è nato con l’obiettivo di portare l’arte contemporanea al di fuori dei contesti espositivi tradizionali, offrendo agli ospiti la possibilità di scoprire le opere esposte e di accedere anche all’acquisto di capolavori contemporanei. In questo contesto, il vernissage di Heinz Schattner rappresenta il momento conclusivo di un anno espositivo che ha visto succedersi, tra il de Bonart Naples e Palazzo Caracciolo Naples Hilton Affiliate, le mostre di Luigi Gentile, Giordano Martone, Francesco Alessio e Pierpaolo De Bona. La partecipazione al vernissage di Schattner si inserisce in un percorso che l’azienda porta avanti da tempo, quello di affiancare il proprio prodotto a contesti culturali capaci di restituire coerenza tra qualità enologica e qualità dell’esperienza offerta agli ospiti. Il vino, qui, va oltre il semplice accompagnamento conviviale: entra a far parte di un progetto che intreccia l’arte dell’ospitalità e l’alta gastronomia, principi che guidano da sempre la filosofia produttiva di Follador. La Redazione
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Montelvini alla Mostra del Cinema di Venezia 2026 Arrow Right Top Bg

2 Settembre, 2026

Nasce Lepiga, il Soave DOC dal vigneto storico di Tenuta Santa Maria alla Pieve (Bertani)

  Dalla proprietà secolare di Gaetano Bertani, lungo l’antica Via Postumia, nasce un Soave che interpreta oltre due secoli di tradizione attraverso uno dei vigneti più antichi della denominazione   Tenuta Santa Maria alla Pieve, proprietà di Gaetano Bertani a Colognola ai Colli, rappresenta il luogo in cui prende forma il legame della famiglia Bertani con il Soave. Entrata a far parte dei possedimenti nella prima metà dell’Ottocento, la tenuta, situata nell’area più meridionale della Val d’Illasi, tra la Valpolicella DOC e il Soave DOC, è il luogo dove è nato il primo Soave interamente da uve Garganega dell’azienda. Oggi quella tradizione rivive nel Lepiga Soave DOC, cru ottenuto da una delle vigne più antiche della denominazione, interpretato secondo una filosofia che unisce antiche tradizioni e profondo rispetto per la vocazione del territorio. Giovanni e Guglielmo Bertani, oggi alla guida di Tenuta Santa Maria alla Pieve. Alla Pieve lavoriamo la Garganega con la stessa attenzione che dedichiamo alle nostre parcelle di Corvina: cambiano il vitigno e i tempi, ma non il metodo. Anche qui la selezione in vigneto, le basse rese e il rispetto dell’identità del territorio rappresentano il punto di partenza di ogni scelta, Conserviamo ancora oggi la selezione massale sviluppata negli anni su questo vigneto: viti tra i 68 e i 70 anni che continuano a raccontare il carattere di questi suoli calcarei. È da questa vigna che nasce Lepiga, il nostro modo di interpretare il Soave. Tenuta Santa Maria alla Pieve sorge lungo il tracciato dell’antica Via Postumia, la strada romana che collegava Genova ad Aquileia passando per Verona. La proprietà, che conta 22 ettari a vigneto, ricalca probabilmente ancora i confini della centuriazione romana, come suggeriscono i frammenti di catasto romano rinvenuti a Verona. La proprietà confina inoltre con l’omonimo santuario Santa Maria della Pieve di Colognola, edificato su un tempio romano decorato con foglie e grappoli di vite: un’ulteriore testimonianza dell’antichissima vocazione vitivinicola del luogo. Sotto uno dei vigneti della tenuta è stato riportato alla luce un villaggio neolitico, sotto un altro tracce di un insediamento romano, ritrovamenti verificati dalla Soprintendenza con scavi dedicati. Nel corso dei secoli, il complesso ha attraversato diverse epoche e funzioni: prima avamposto fortificato scaligero, poi monastero olivetano, infine posto di comando generale di Massena durante la battaglia di Caldiero del 1805, prima di diventare la cantina di famiglia dedicata ai vini bianchi. Fu proprio qui che, nella prima metà dell’Ottocento, la famiglia Bertani iniziò a produrre il proprio Soave, valorizzando la Garganega coltivata su un terreno eccezionalmente calcareo, ideale per i vini bianchi, e in un clima mitigato dalle influenze montane provenienti dalla Val d’Illasi. Nel tempo è stata sviluppata una selezione massale che ancora oggi viene conservata e che costituisce il patrimonio genetico del vigneto storico, le cui viti, con un’età compresa tra i 68 e i 70 anni, sono state inserite da Jancis Robinson nell’Old Vine Registry tra le più antiche dell’intera regione. Da questo vigneto nasce il Lepiga Soave DOC, un single vineyard di Garganega in purezza che interpreta il  territorio  attraverso  precisione  agronomica  e  pazienza.  La  vendemmia  viene  effettuata esclusivamente a mano in tre passaggi, seguendo le diverse fasi di maturazione dei grappoli: il primo preserva freschezza e acidità, gli ultimi ricercano piena maturità e complessità. Le diverse masse vengono vinificate separatamente dopo una breve macerazione a freddo; segue la fermentazione in vasche di acciaio a temperatura controllata (16-18°C), l’assemblaggio e un lungo affinamento sulle fecce fini con bâtonnage, che dona al vino struttura e profondità senza intaccarne la purezza aromatica. Il risultato è un bianco verticale e minerale, caratterizzato da tensione sapida, profondità ed eleganza, capace di esprimere con autenticità il carattere dei suoli calcarei della tenuta e di dialogare alla pari con i grandi cru del Soave e i bianchi di terroir europei. La valorizzazione di Tenuta Santa Maria alla Pieve prosegue inoltre il percorso avviato da Gaetano Bertani negli anni Novanta. Dopo quasi quarant’anni di vendemmie di Amarone Classico, animato dal desiderio di riconnettere la famiglia con la storia che dall’esilio ottocentesco la legava alla Francia e appassionato di Chardonnay e Merlot, Gaetano si recò oltralpe per consultare quelli che all’epoca erano considerati i vivaisti di riferimento per molti grandi cru francesi. Attraverso lo studio dei suoli e del microclima vennero impiantati, nel 1991 e nel 1993, i vigneti ad alta densità (9.000 ceppi/ettaro) da cui oggi nascono Torre Pieve, Chardonnay IGT Verona, il cui nome richiama la pieve romanica già citata, e Decima Aurea, Merlot IGT Verona, il cui nome deriva dalla pietra miliare del decimo miglio della Postumia da Verona. Accanto a queste varietà venne inoltre piantato, per la prima volta a Verona, un vigneto di Syrah, oggi protagonista del blend dell’IGT Pragal insieme a Corvina e Merlot. Anche in questa sperimentazione su varietà lontane dalla tradizione veronese, la tenuta applica lo stesso metodo che oggi guida il lavoro sulla Garganega: partire sempre dallo studio del luogo, prima ancora che dal vitigno. Oggi Tenuta Santa Maria alla Pieve affianca Tenuta Santa Maria, la proprietà storica della famiglia Bertani dedicata ai grandi vini della Valpolicella. Insieme, le due tenute fondate da Gaetano Bertani e oggi guidate dai figli Giovanni e Guglielmo custodiscono anime diverse, ma complementari: da una parte l’Amarone, dall’altra il Soave, con le sue vigne storiche, le selezioni massali e un territorio che da oltre duemila anni lega la propria identità alla coltivazione della vite: un patrimonio di cui Lepiga è oggi l’espressione più autentica. COMPANY PROFILE Tenuta Santa Maria è una delle realtà vitivinicole più antiche e significative della Valpolicella. Ad Arbizzano di Negrar, nel cuore della Valpolicella Classica, la cantina monumentale e il brolo cintato di 22 ettari costituiscono un sistema produttivo unitario e storico, le cui origini risalgono al XVI secolo. È proprio in questa cantina che nel 1936 l’Amarone prese forma come vino secco, un passaggio fondamentale che ancora oggi orienta lo stile e la filosofia produttiva della tenuta. Attualmente la gestione è affidata ai fratelli Giovanni e Guglielmo Bertani, che proseguono il lavoro del padre Gaetano portando avanti una tradizione basata su precisione agronomica, appassimento nei fruttai storici e lunghi affinamenti. La produzione si articola tra la sede di Negrar e la tenuta di Colognola ai Colli, nel cuore della DOC Soave. https://www.tenutasantamaria.wine/it/ La Redazione
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