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BlendNews è un contenitore di informazioni dedicato al vino. Racconteremo gli eventi, le novità e le curiosità di questo mondo.

 

Il Consorzio Lugana DOC lancia “Lugana Lab”: un nuovo percorso formativo per l’enoturismo e lo sviluppo del territorio Arrow Right Top Bg

6 Novembre, 2025

Il Consorzio Lugana DOC lancia “Lugana Lab”: un nuovo percorso formativo per l’enoturismo e lo sviluppo del territorio

  Il Consorzio di Tutela del Lugana DOC, in collaborazione con Wine Meridian, presenta Lugana Lab, un laboratorio esperienziale e dinamico pensato per accompagnare le aziende consorziate nello sviluppo dell’accoglienza enoturistica e non solo.   L’iniziativa non si limita alla formazione tradizionale, ma offre uno spazio di confronto, sperimentazione e crescita condivisa. Partendo dall’enoturismo, ambito nel quale il Lugana ha dimostrato grande sensibilità, Lugana Lab si propone come strumento strategico per il posizionamento delle cantine sul mercato e la valorizzazione integrata del territorio. Edoardo Peduto, Direttore del Consorzio L’enoturismo non è più un’attività collaterale ma un asse fondamentale per lo sviluppo delle aziende e del territorio. Vogliamo fornire competenze operative concrete, stimolare sinergie tra i produttori e creare una comunità professionale coesa. Lugana Lab: calendario e struttura Il percorso prevede quattro appuntamenti tra ottobre e dicembre 2025: 20 ottobre: Gestione ottimale del business enoturistico, con focus su accoglienza, organizzazione, spazi e proposta integrata. 10 novembre: Attrarre nuovi enoturisti, strategie di visibilità digitale, collaborazioni con tour operator e network. 27 novembre: Fidelizzazione, CRM, mailing, raccolta dati e community building per trasformare i turisti in ambasciatori del brand. 1° dicembre: Vendita diretta e D2C, best practice per usare l’enoturismo come leva commerciale sostenibile. Gli incontri includono momenti teorici, casi studio, lavori di gruppo, simulazioni e attività pratiche sul campo. Le aziende che completeranno il percorso riceveranno un manuale digitale dedicato all’enoturismo e i profili più attivi potranno essere selezionati per iniziative promozionali con tour operator e buyer. Il valore del territorio Lugana DOC Il Lugana DOC nasce sulle colline del Lago di Garda, dove il terreno e il clima favorevoli valorizzano la Turbiana, uva autoctona protagonista di vini freschi, eleganti e longevi. Con 2.600 ettari e 214 produttori, esporta oltre il 60% in 65 paesi, distinguendosi per varietà espressive che vanno dalle giovani versioni fresche alle riserve più complesse. Il Consorzio promuove pratiche di sostenibilità e un turismo enologico innovativo, con esperienze immersive in cantina e percorsi certificati, facendo del territorio una meta ideale per appassionati di vino, cultura e benessere. La Redazione
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Ritorna “IO VINO 2026” a Roma, la IX edizione dedicata ai vitigni autoctoni di Marche e Campania Arrow Right Top Bg

5 Novembre, 2025

Ritorna “IO VINO 2026” a Roma, la IX edizione dedicata ai vitigni autoctoni di Marche e Campania

  Si apre la nona edizione di “IO VINO 2026”, evento unico e riservato alla selezione dei vitigni autoctoni delle regioni Marche e Campania.   La manifestazione si terrà nella consolidata location del Courtyard by Marriott Roma Central Park e rappresenta un punto di riferimento per operatori, esperti e comunicatori del vino, tutti impegnati a promuovere vignaioli e varietà territoriali della dorsale Appenninica centrale. Un format che celebra territori e varietà ampelografiche Nata nel 2016 da Romina Lombardi e Manilo Frattari, IO VINO continua a raccontare la tradizione umana e vitivinicola delle Marche e della Campania, territori ricchi di storia e un importante capitale ampelografico ancora autentico. L’edizione 2026 prevede tre masterclass dedicate a vitigni autoctoni rappresentativi: Il Sciascinoso per la Campania, curato da Alessandro Marra, esperto di settore e curatore della guida Slow Wine Campania. Il Grenache del Piceno per le Marche, con Pierpaolo Rastelli, critico enogastronomico e responsabile guida Gambero Rosso Marche. La nuova masterclass “Pietanze territoriali in abbinamento”, condotta da Romina Lombardi in collaborazione con autorevoli giornalisti, dedicata alla valorizzazione dei prodotti e tradizioni regionali attraverso degustazioni guidate. Premi e riconoscimenti Alessio Pietrobattista, coordinatore dei riconoscimenti IO VINO, assegnerà i premi: “Premio della Critica – Miglior Sciascinoso 2026” “Premio della Critica – Grenache del Piceno 2026” “Premio del Pubblico – Miglior Cantina 2026” Filosofia e obiettivi La manifestazione celebra l’identità dei vitigni autoctoni, rafforza la comunicazione fra produttori, esperti e appassionati e sostiene la crescita di un network territoriale di alta qualità. WineTales Magazine è media partner dell’evento La Redazione
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It’s Time for Wine, al via il tour nelle enoteche umbre Arrow Right Top Bg

5 Novembre, 2025

It’s Time for Wine, al via il tour nelle enoteche umbre

  Torna per la terza edizione “It’s Time for Wine”, il ciclo di degustazioni dedicato ai vini umbri di qualità organizzato da Umbria Top in collaborazione con MTV Umbria.   Sei enoteche della regione ospiteranno fino al 16 novembre corner promozionali e degustazioni gratuite curate dagli enotecari, con la possibilità di partecipare a degustazioni guidate dal critico enogastronomico Antonio Boco e dai produttori. L’iniziativa punta a valorizzare le denominazioni umbre, avvicinando il pubblico alla conoscenza e alla cultura del vino regionale con attenzione alle nuove generazioni. Novità 2025 è la rassegna speciale “Passiti, liquorosi e muffe nobili verso le stelle”, che propone due appuntamenti con vini dolci abbinati a menu a cinque portate ideati dagli chef stellati Luca Vissani di Casa Vissani e Giulio Gigli del Ristorante UNE. Gli eventi saranno condotti dalla giornalista enogastronomica Francesca Granelli. Calendario It’s Time for Wine 2025 20–26 ottobre: Lago Trasimeno, Castiglione del Lago – Trebbiano Spoletino alle enoteca Il Cantinone 25 ottobre: Amelia – Sangiovese all’Emporio Vini e Specialità 27 ottobre–2 novembre: Orvieto, Enoteca La Loggia (30/10) – Montefalco Sagrantino DOCG 3–9 novembre: Foligno, Perugia – vini rosati all’Enoteca Giò (07/11); Ciliegiolo all’Enoteca Bernetti (08/11) 10–16 novembre: Terni, Enoteca Le Clos (14/11) – Grechetti 23 ottobre e 27 novembre: gli appuntamenti stellati a Casa Vissani e Ristorante UNE Gli eventi iniziano alle 18, sono gratuiti e si svolgono su prenotazione tramite le enoteche. Le cene stellate si prenotano direttamente presso i ristoranti. Umbria Top e il sostegno alla qualità Le iniziative si inseriscono nel progetto di promozione delle produzioni certificate umbre, promosso dalla Cooperativa UmbriaTop Wines nell’ambito della misura CSR Umbria 2023–2027, con intervento SRG10. La Redazione
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Consorzio Garda DOC: low alcol e cremant, approvate le modifiche al disciplinare di produzione Arrow Right Top Bg

5 Novembre, 2025

Consorzio Garda DOC: low alcol e cremant, approvate le modifiche al disciplinare di produzione

  Con il decreto ministeriale del 24 settembre 2025, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’8 ottobre, sono state approvate importanti modifiche al disciplinare di produzione della Denominazione di Origine Controllata Garda DOC. Le novità sono concepite per rafforzare la competitività della denominazione, unendo innovazione, sostenibilità e valorizzazione del territorio millenario.   Paolo Fiorini, Presidente del Consorzio Garda DOC Questo aggiornamento rappresenta un passaggio strategico che risponde alle nuove esigenze del mercato e dei consumatori, sempre più attenti a vini identitari, versatili e contemporanei. Rafforza l’identità del Garda DOC e amplia le potenzialità produttive e commerciali, mantenendo il legame con il territorio. Novità principali delle modifiche Introduzione del Garda Müller Thurgau, nelle versioni vino, frizzante e spumante. Inserimento del Garda Rebo nella categoria vino fermo. Aggiunta per le tipologie spumante e frizzante delle specificazioni di vitigno “Garganega” e “Chardonnay”. La Garganega, principale varietà autoctona bianca, potrà ora essere commercializzata in versione low alcol con titolo alcolometrico di 9% vol., prima DOC italiana di vino fermo a bassa gradazione alcolica. Per i rosé spumante e frizzante debutta la specificazione “Corvina”, valorizzando la varietà autoctona gardesana. Introduzione del Pinot Grigio Ramato Rosato, interpretazione moderna di uno dei vitigni simbolo del Nord Italia. Inserimento del termine “Cremant” per la categoria spumante, avvicinando i vini gardesani agli standard europei di eccellenza. Territory e produzioni Il disciplinare estende la zona di produzione fino a una parte del comune di Castenedolo (BS) e permette l’utilizzo di tutti i contenitori conformi alle normative europee per il condizionamento. Il Garda DOC si sviluppa in un territorio collinare unico tra Lombardia e Veneto, protetto dalle montagne e affacciato sul Lago di Garda, nelle province di Brescia, Mantova e Verona. La denominazione, riconosciuta nel 1996 e operante erga omnes dal 2016, oggi conta 250 produttori impegnati nella valorizzazione delle uve autoctone e internazionali. La Redazione
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Ritorna “IO VINO 2026”: al centro della capitale la IX edizione Arrow Right Top Bg

5 Novembre, 2025

Ritorna “IO VINO 2026”: al centro della capitale la IX edizione

  È ufficiale il ritorno della nona edizione di “IO VINO 2026”, l’unico evento esclusivo dedicato alla selezione dei vitigni autoctoni delle Marche e della Campania.   L’appuntamento è per domenica 15 marzo 2026 presso la riconfermata location Courtyard by Marriott Roma Central Park. L’evento, nato nel 2016 per iniziativa di Romina Lombardi e Manilo Frattari, è ormai un punto di riferimento per operatori, esperti e comunicatori del mondo del vino, con l’obiettivo di valorizzare vignaioli e varietà originarie dell’Appennino centrale. La manifestazione celebra la profonda identità umana e il patrimonio ampelografico delle due regioni, riconosciute a livello nazionale e internazionale per la loro viticoltura storica e di qualità. Sono previste tre masterclass focalizzate su vitigni autoctoni rappresentativi: Lo Sciascinoso per la Campania, con Alessandro Marra, esperto e curatore della guida Slow Wine Campania; Il Grenache del Piceno per le Marche, con Pierpaolo Rastelli, critico e responsabile guida Gambero Rosso Marche; “Pietanze territoriali in abbinamento”, condotta da Romina Lombardi con giornalisti enogastronomici, dedicata al dialogo tra cucina e territorio. Alessio Pietrobattista coordinerà l’assegnazione dei premi: “Premio della Critica – Miglior Sciascinoso 2026” “Premio della Critica – Grenache del Piceno 2026” “Premio del Pubblico – Miglior Cantina 2026” La filosofia dell’evento rafforza l’identità dei vitigni autoctoni e promuove un network di comunicazione e opportunità tra produttori e appassionati. WineTales Magazine è media partener dell’evento La Redazione
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Barbera d’Asti Wine Festival: grandi protagonisti per le masterclass dal 7 al 10 novembre 2025 Arrow Right Top Bg

5 Novembre, 2025

Barbera d’Asti Wine Festival: grandi protagonisti per le masterclass dal 7 al 10 novembre 2025

  Asti torna protagonista dal 7 al 10 novembre con il Barbera d’Asti Wine Festival, evento promosso dal Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato che celebra l’autenticità del territorio tra degustazioni, incontri e approfondimenti dedicati ai grandi vini piemontesi.   Quattro giornate ricche di appuntamenti immersivi in Piazza Alfieri, dove produttori, esperti e appassionati vivranno l’esperienza del vino Barbera e delle sue denominazioni. Masterclass esclusive: domenica 9 e lunedì 10 novembre Presso la Camera di Commercio di Alessandria-Asti, si terranno quattro masterclass con grandi nomi dell’enologia internazionale: Domenica 9 novembre, ore 11:30
“Le grandi annate della Barbera d’Asti DOCG” con la giornalista Veronika Crecelius, firma della rivista tedesca Weinwirtschaft, che guiderà un viaggio tra tempo e territorio per raccontare l’evoluzione del vitigno simbolo del Monferrato. Domenica 9 novembre, ore 13:30
“Stile Barbera, ricerca di bevibilità” con Aldo Fiordelli, noto critico di James Suckling, che offrirà una panoramica su uno dei vitigni più rappresentativi e affascinanti del territorio. Domenica 9 novembre, ore 15:30
“Il Ruchè di Castagnole Monferrato DOCG: stili, annate e territorio” con l’enologo e Master of Wine Pietro Russo, che esplorerà tradizione e modernità, con attenzione a vini eleganti e contemporanei. Lunedì 10 novembre, ore 10:00
“Barbera, vitigno gentile. L’eleganza e la qualità nella Barbera d’Asti DOCG” con Costantino Gabardi, consulente internazionale e degustatore, che metterà in luce la raffinatezza e complessità del vitigno simbolo della zona. Eventi collaterali e momenti di festa Il festival prende il via venerdì 7 novembre alle ore 18:00 con il talk inaugurale “Sorsi di Futuro: sostenibilità, giovani e territorio di vino”, moderato dal vicedirettore de La Stampa Federico Monga. Interverranno il presidente Vitaliano Maccario, lo chef stellato Antonino Cannavacciuolo, Stevie Kim (founder di Italian Wine Podcast) e firme autorevoli del giornalismo piemontese. Sabato 8 novembre è dedicato allo show cooking con lo chef stellato Gianluca Renzi, seguito da un aperitivo sensoriale. Domenica 9 e lunedì 10 novembre, Piazza Alfieri e il centro storico di Asti ospiteranno i banchi d’assaggio dei produttori, aperti al grande pubblico. Le serate di sabato e domenica saranno animate da musica con deejay set e cocktail station, offrendo un’esperienza conviviale e contemporanea per vivere la versatilità dei vini del Monferrato anche nella mixology. Lunedì 10 novembre sarà riservato a operatori, stampa e buyer, con incontri professionali in Piazza Alfieri. Il Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato Fondato nel 1946, il Consorzio tutela 13 denominazioni con oltre 430 aziende associate, lavorando per promuovere la qualità e la diffusione dei vini del territorio sui mercati nazionali e internazionali. La Redazione
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Decanto protagonista alla IX edizione di In Vino Civitas e anteprima di “Untold 2026” Arrow Right Top Bg

4 Novembre, 2025

Decanto protagonista alla IX edizione di In Vino Civitas e anteprima di “Untold 2026”

  In occasione del prestigioso Salone del Vino di Salerno, nello splendido scenario del Tempio di Pomona, il gruppo editoriale Decanto ha presentato in anteprima per il secondo anno consecutivo la nuova guida “Untold – Quello che non è stato ancora detto del vino”, giunta alla seconda edizione, dedicata ai distretti del vino italiano.   La pubblicazione 2026, che sarà ufficialmente lanciata a novembre, continua a distinguersi per il suo approccio esperienziale e contemporaneo, raccontando territori, vignaioli e produzioni autoctone. Con 300 aziende e 600 referenze, la guida amplia la propria visione includendo nuove tendenze, enoturismo integrato, hospitality di qualità e aziende che fondono identità territoriale e innovazione produttiva. Durante In Vino Civitas, Decanto ha proposto la selezione delle etichette premiate con i Tre Cavatappi in una degustazione dedicata a operatori, stampa e pubblico, favorendo il dialogo e la valorizzazione della qualità diffusa nei territori italiani. Tra le cantine firmatarie della degustazione Untold 2026 figurano realtà di spicco come La Tordera, Tenuta Le Quinte, Solis Terrae, Vignaioli del Morellino di Scansano, Santa Barbara, Tenuta Pescarina, Cantina del Mandrolisai, Tommaso Bussola, Castello La Leccia, Ramello Gianni e Matteo, Terenzi, Pasquale Pelissero, Pesolillo, Armando Coppola, Fattoria Ambra e Leone de Castris. Luigi D’Acunto, direttore editoriale di Decanto Partecipare a manifestazioni come In Vino Civitas significa essere al centro del racconto del vino italiano contemporaneo. Presentare Untold 2026 è condividere passione, ricerca e qualità in dialogo diretto con produttori, operatori e appassionati. Con oltre 70 espositori e buyer internazionali da Europa, Stati Uniti e mercati strategici, In Vino Civitas 2025 si conferma uno degli appuntamenti più rilevanti del panorama vitivinicolo italiano. La Redazione
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Back to the Wine. A Venezia il 9 e 10 novembre. Vien voglia di andarci Arrow Right Top Bg

4 Novembre, 2025

Back to the Wine. A Venezia il 9 e 10 novembre. Vien voglia di andarci

  Che momento è quello del vino oggi? Si sta indubbiamente vivendo una crisi profonda dei consumi in parte dovuta ad una evidente crisi di identità del settore. Due crisi che si inseguono vicendevolmente per capire chi dei due sia responsabile dell’altro. C’è una crisi dei consumi ed è innegabile. C’è una crisi di identità ed è altrettanto innegabile.  Partecipo a tantissimi eventi che hanno il vino per protagonista e cerco di osservarne i contorni, i contenuti, i produttori, i partecipanti. Si dividono fondamentalmente in due grandi categorie. La prima è quella delle fiere generiche ancorché tematiche dove i produttori hanno la postura seria e posata di chi non ambisce altro di far conoscere il proprio vino ad un distributore, un ristoratore, un enotecaro. Lo riconosci perché quando arrivi al suo banchetto è già pronto con la bottiglia in mano per versare il calice. Lo interpreto come: mi ha classificato in un non addetto al settore. Quando poi mi presento come giornalista, Direttore di un Magazine, ritraggono la bottiglia e chiacchierano. Se non mi presento, la faccenda si conclude in pochi minuti con il produttore che se ne sta sulle sue con lo sguardo alla ricerca di distributori. Come se sapesse riconoscerli. La seconda è quella dei vini naturali o artigianali che dir si voglia. Non c’è una definizione chiara e forse è anche questo il bello. Si lavora secondo coscienza. Si lavora in piccole quantità cercando di usare solo quello che la natura offre. In manifestazioni orientate al vino naturale o artigianale non trovi nessuno che sia pronto a versare il vino. Spesso il produttore è ad assaggiarne altri cosi che il banco risulta vuoto. Altre volte chiacchiera con il vicino. Se è impegnato a parlare di vino con altre persone, cambiate banco: la cosa richiederà del tempo. Alle manifestazioni di vino naturale o artigianale, c’è bisogno di tempo: ogni produttore ha voglia e bisogno di parlare e confrontarsi. Andrea Marchetti è la mente di uno degli eventi più apprezzati che vertono proprio sul vino naturale o artigianale: Back to the Wine in scena a Venezia il 9 e 10 novembre prossimi al Terminal 103. Andrea è Romagnolo, anzi no, Emiliano. Vallo a capire. È che vive a cavallo tra le due zone. Uno che nasce come appassionato di vino ma poi ne fa una professione.  Questa passione va avanti da tantissimo tempo, potrei anche dire vent’anni, anche se forse sono più 30. Quindi, è un interesse che coltivo da un sacco di tempo. Ho sempre cercato di amplificarlo e di portarlo anche a un livello professionale. A un certo punto, ho anche abbandonato quello che facevo prima e ora mi occupo di vino a tempo pieno. Ho anche una piccola produzione di vino che faccio.  Da impiegato tecnico a negotiant e organizzatore di eventi il passo è lungo. Almeno se non hai la passione.  Seleziono piccole parcelle di uve e vinifico in due cantine: una qui vicino a Brisighella, in Romagna, l’altra in Lombardia, al confine tra le province di Verona e Brescia. Va in giro a selezionare vigne per produrre poche ma qualificate bottiglie. Affascinato dell’Albana, secco, e del Trebbiano così come dei vini derivanti da blend di uve. Non è tanto un vezzo quanto il rifarsi al mondo contadino di un tempo dove si piantavano le barbatelle che si riuscivano a trovare. E non è che si trovavano sempre le stesse. I campi erano blend di loro così che il vino non poteva che essere una conseguenza. Ho anche un vigneto a Bardolino in cui c’è comunque il classico uvaggio della Valpolicella quindi Corvina Corvinone, Rondinella, Molinara. Anche lì comunque c’è la tradizione no del misto. La Valpolicella è l’emblema della vigna mista. Tre, se non quattro, uvaggi diversi che con il tempo si sono fregiati della DOCG diventando con l’Amarone riconosciuta in tutto il mondo. Come a dire che con la tradizione contadina si possono realizzare anche eccellenze.  La mia filosofia nella produzione del vino è la stessa che c’è poi nella manifestazione. Adesso si sta un pò abusando con il termine naturale che non ha dei confini precisi. Probabilmente una definizione più corretta potrebbe essere un vino a basso interventismo o comunque il rifarsi alla sapienza tradizionale, al recupero del valore tradizionale e culturale. Tutto ciò a mio avviso si fa con un basso interventismo in vigna e in cantina dove non bisogna demonizzare la solforosa ma nemmeno abusarne.  Il principio che dovrebbe guidare tutti i produttori è sempre il buon senso e la giusta quantità. Bandendo il più possibile la chimica. Poi sta alla coscienza di ciascuno l’applicazione o meno di rigidi processi e filosofie.  C’è il cattolico osservante così come quello ortodosso così come quello praticante o non praticante. Tante sfumature presenti in ogni religione. La matrice è comune ma le interpretazioni sono diverse e tutte lecite.  Back to the Wine, fiera orientata ai vini naturali e artigianali è la materializzazione della capacità organizzativa di Andrea. Non nuova.  Io in realtà prima facevo anche un’altro evento, Vinessum.  Vinessum era una piccola, ma manco tanto, manifestazione che si svolgeva in Emilia, in varie sedi. Nata un pò per caso con l’idea di portare alla ribalta vignaioli con specifiche caratteristiche legate al vino naturale o artigianale. Piccole aziende che avevano voglia di emergere.  Ne sono state fatte sei edizioni edizioni dal 2014 al 2019. Un evento quasi estivo con sempre una location di carattere storico architettonico.  Il passaggio a Back to the Wine avviene quando Andrea, forte della sua esperienza e dei successi, viene chiamato dalla Fiera di Faenza, per organizzare un evento legato al vino in sostituzione di Enologica, una importante manifestazione legato al vino trasferitasi a Bologna.  L’intenzione era di realizzare comunque un evento sul vino a Faenza. Venni incaricato da questa nuova gestione della fiera di esserne il curatore avendo completamente carta bianca. Loro volevano solo fare un evento sul vino e sono poi che ho portato il mio concetto di vino, i produttori con i quali avevo le mie relazioni. Era il 2016 e Andrea si trovò a gestire, pur in periodi diversi, due diverse manifestazioni decisamente simili. Un doppione? Magari si però questa cosa mi ha fatto molto riflettere.  Innanzitutto per i produttori che comunque sentivano forte il bisogno di emergere e comunicare. Non bastava dunque un solo momento nell’anno. Poi per i partecipanti che bramavano di scoprire nuovi vini e nuovi produttori. Infine per l’organizzazione perché se produttori e consumatori partecipavano in massa alle due fiere gemelle era segno do come si trattasse di qualcosa di ottimo livello. Come poi è capitato spesso, il COVID ci ha messo lo zampino. La Fiera di Faenza da impraticabile dunque inutile durante la pandemia, diventa centro vaccinale per ritornare poi inutile subito dopo. Non è che il Comune, proprietario della Fiera, potesse tenerla solo per Back to the Wine! Nonostante le migliaia di ingressi, i distributori dal Giappone, le oltre 180 aziende presenti, per il Comune era impossibile. Chiuso baracca e burattini e amen. Nel 2022 abbiamo detto: cosa facciamo è un peccato perdere tutti questi anni di lavoro però non c’è più la possibilità fisica proprio. Ci fu un’edizione interlocutoria a maggio 2022, a Bologna. In genere si faceva a novembre e l’ultima si era tenuta nel 2019. Poi siamo andati in cerca di location interessanti trovando Venezia. Rimanere stregati da Venezia è semplice. Il fascino della laguna e dai calli non ha eguali. Lontano dalle zone turistiche, là dove la notte si avvolge di nebbia, i bacari offrono cicchetti e vino. Ragazzi di Venezia (pochi) e del Veneto (tanti), van per bacari curiosi di assaggiar vini diversi e divertenti. Non altisonanti ne artefatti. Qualcosa che sappia delle loro tradizioni che non è la birra. Hanno voglia di vita. Hanno voglia di ritornare a quella natura che in parte gli è stata negata dalle generazioni precedenti. Venezia non è solo la slot machine ingorda di turisti ai quali servire cibi e vini scadenti. È arte e cultura che si intreccia con mondanità popolare.  Ecco perché Venezia rappresenta il luogo ideale per un evento che guarda ai vini naturali e artigianali. Ai giovani ma non solo. Ai curiosi e bramosi di vita. A mio avviso è una città simbolo per quello che è il nostro prodotto, quindi vino artigianale e naturale. Tanti locali, ristoranti, enoteche, bacari interessati a questo tipo di prodotto. È innanzitutto un buon mercato. Poi ci sono le città limitrofe come Padova e Vicenza, altrettanto importanti per questo tipo di vino. Abbiamo anche due aeroporti internazionali e se uno vuol prendere un aereo da Amsterdam non è tanto diverso da prendere un treno da Roma. Una scelta di livello ma anche volutamente orientata al business così da offrire ai produttori una vetrina efficace. Una semplice chiave di successo che ha garantito ad Andrea di arrivare alla ottava edizione. Niente male davvero. Noi facciamo la fiera domenica e lunedì e non ci penso neanche lontanamente di farla sabato e domenica perché non vuole assolutamente essere solo per privati. La domenica è orientata più al privato, il lunedì per gli operatori professionali. Particolarità di Back to the Wine è il mercato. Nel grande hangar del Terminal 103, quello dove un tempo attraccavano le navi da crociera, sarà facile imbattersi in persone che gironzolano tra i banchi di degustazione con piccoli carrelli della spesa. L’idea di base è consentire l’acquisto del vino e il carrello risulta utile per portarsi comodamente in macchina i cartoni. Essendo un terminal commerciale ci si può infatti arrivare direttamente in auto senza il rischio di non trovare posto. A Venezia! E se arrivaste in treno, non preoccupatevi: al banco Mail Boxes Etc si potranno spedire gli acquisti direttamente a casa. Una formula semplice ma allettante sia per i partecipanti che per i produttori.  Il pubblico che viene a Back to the Wine generalmente è un pubblico comunque di qualità. Anche il privato è di qualità: è più facile che ci sia fila al mattino che non all’aperitivo.  Un pubblico attento non solo al vino ma anche a capire di più del vignaiolo, della sua terra, della sua esperienza. Si torna finalmente all’essenza del vino, nato per far parlare, per allietare il cibo e la convivenza. Non si beve tanto per bere ma per parlare. Evviva! Il pubblico appunto è molto curioso, attento. Cerca vino di questo tipo, ma anche il prodotto food, perché noi abbiamo anche dei prodotti food. Ad esempio viene il famoso, adesso scomparso, Gregorio Rotolo: un’azienda abruzzese che fa formaggi considerati formaggi tra i più eccezionali d’Italia. Per quanto riguarda i professionisti al lunedì, abbiamo messo su una organizzazione specifica per invitare e far partecipare tanti clienti professionali. Creiamo un lista che forniamo qualche giorno prima dell’evento agli espositori. Probabilmente a Back to the Wine continueranno a partecipare quelle persone che ritrovano nei vini naturali o artigianali che dir si voglia, una sorta di aderenza alla propria filosofia di vita. Dal mio punto di vista, eventi come Back to the Wine dovrebbero essere punti di attrazione per chi ha bisogno di saperne di più e avere un consumo consapevole. Non si tratta di qualcosa che fa più o meno bene di un prodotto industriale. Non è questo. È il capire, dalla viva voce del produttore che gestisce il più delle volte in proprio l’intera azienda, che cosa c’è dentro la bottiglia. Non parlo solo di vino. Quel meraviglioso e incredibile liquido che c’è dentro una bottiglia rappresenta il punto di arrivo di una annata, di lacrime e sangue, di sudore e scottature, di sole e di pioggia, di ansie e di felicità. Sensazioni, emozioni, pensieri che si possono trasmettere e far comprendere solo parlando. Ogni vignaiolo è una scoperta al pari dei loro vini. Ogni singolo vino che troverete a Back to the Wine è un unicum che solo attraverso il dialogo con il produttore potrete apprezzare al meglio. Non troverete vini fatti male, vini che puzzano o hanno colori improponibili. Sono finiti quei tempi, non fosse altro perché si è capito che un vino che puzza è un vino difettoso. Punto e basta.  La tecnologia o meglio il suo utilizzo consapevole e i tanti studi che sono nati a contorno del vino naturale ed artigianale hanno permesso di produrre oggi vini fantastici. Vini che attendono solo di essere scoperti. Senza pregiudizi e senza tante voglie di sperimentare. Con spensieratezza e la voglia di dialogo. Con un sorriso, una stretta di mano e la promessa di rivedersi. Avete ancora dubbi se partecipare o meno a Back to the Wine?     Ivan Vellucci – Suggestioni di Vino
ivan.vellucci@winetalesmagazine.com Mi trovi su Instagram come @ivan_1969    
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Vendemmia 2025 in Lugana: annata di alta qualità e crescita della sostenibilità Arrow Right Top Bg

4 Novembre, 2025

Vendemmia 2025 in Lugana: annata di alta qualità e crescita della sostenibilità

  La vendemmia 2025 del Lugana DOC si è conclusa confermando l’eccellente stato di salute dei vigneti gardesani e un impegno ambientale sempre più diffuso. Con il 87% dei vigneti certificati secondo protocolli di sostenibilità (SQNPI, Equalitas, Biologico), il territorio dimostra una maturità collettiva nella produzione responsabile.   L’annata ha visto maturazioni anticipate di circa 10 giorni, accelerate da un caldo giugno, seguite da condizioni equilibrate con un luglio fresco e un agosto stabile e soleggiato, che hanno favorito un ideale bilanciamento tra zuccheri e acidità. La qualità delle uve si presenta elevata, con vini freschi, vivaci e longevi. Il quantitativo di uva è stato leggermente inferiore alla media per una minor fertilità primaverile, ma le intense piogge di settembre hanno richiesto una gestione attenta dei vigneti, con selezioni rigorose per garantire la qualità e la sanità delle uve, specialmente per le versioni Superiore e Riserva. Fabio Zenato, presidente del Consorzio Tutela Lugana DOC Il Lugana si conferma un territorio all’avanguardia, capace di unire qualità enologica e rispetto ambientale. Le aziende hanno gestito con maestria una stagione impegnativa, mantenendo standard altissimi. Il consistente aumento delle certificazioni testimonia una cultura della sostenibilità ormai radicata e condivisa. Il Lugana, nato dalle colline del Lago di Garda con vigneti di Turbiana, è noto per le sue espressioni fresche, eleganti e longeve, e rappresenta una delle denominazioni più dinamiche nell’enoturismo e nella promozione della viticoltura sostenibile. La Redazione
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