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BlendNews è un contenitore di informazioni dedicato al vino. Racconteremo gli eventi, le novità e le curiosità di questo mondo.

 

Stravino 2025 Arrow Right Top Bg

3 Novembre, 2025

Stravino 2025 – Toscana Fair a Pistoia: il festival del vino sabato 8 e domenica 9 novembre

  Pistoia si prepara ad accogliere la terza edizione di Stravino, il festival interamente dedicato agli amanti del vino, in programma sabato 8 e domenica 9 novembre 2025 presso il Toscana Fair.   L’evento è pensato per aziende, operatori, sommelier, appassionati e neofiti, offrendo un’esperienza unica tra degustazioni illimitate, incontri con produttori, masterclass e workshop tematici.
Il biglietto d’ingresso include un calice serigrafato Stravino, che rimane come ricordo dell’evento, e permette di accedere liberamente a tutti i banchi d’assaggio.   Programma e attività Orari: dalle 11:00 alle 21:00 sia sabato 8 che domenica 9 novembre. Degustazioni illimitate ai desk di oltre 60 cantine provenienti da tutta Italia. Acquisto diretto di vini a prezzi promozionali. Area food con proposte gastronomiche selezionate per accompagnare la degustazione. Masterclass e workshop con esperti del settore per approfondire tecniche, territori e tendenze. Accesso riservato agli operatori Gli operatori del settore possono accedere gratuitamente acquistando solo il calice, previa valutazione da parte dell’organizzazione, richiedendo l’accredito via mail a info@stra-vino.it. Un’esperienza di vino e cultura Stravino si conferma un punto di riferimento per la promozione dell’enologia italiana, capace di coinvolgere sia il pubblico generalista che gli addetti ai lavori, con un format conviviale, dinamico e ricco di contenuti di qualità. La Redazione
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Nel cuore dell’Irpinia, l’azienda Fonzone Caccese produce vini sartoriali che raccontano il territorio ricercando l’eccellenza Arrow Right Top Bg

3 Novembre, 2025

Nel cuore dell’Irpinia, l’azienda Fonzone Caccese produce vini sartoriali che raccontano il territorio ricercando l’eccellenza

  Sulle colline tra 360 e 650 m slm delle campagne di Paternopoli, nel cuore della DOCG Taurasi, si trova la moderna cantina Fonzone Caccese, simbolo di una viticoltura sartoriale, sostenibile e di alta qualità in Irpinia.   Fondata nel 2005 da Lorenzo Fonzone Caccese, medico chirurgo appassionato di vino, l’azienda coltiva circa 30 ettari di vigneto con Aglianico, Falanghina, Fiano d’Avellino e Greco di Tufo. Vini che esprimono il rispetto per il territorio e l’amore di una famiglia le cui nuove generazioni, guidate da Silvia Campagnuolo Fonzone, portano avanti con passione un progetto sostenibile che comporta il rispetto del suolo, la biodoversità, l’inerbimento e un controllo attento delle produzioni. La cantina è supportata dall’enologo Luca D’Attoma, esperto di viticoltura biologica e biodinamica, e dall’enologo residente Francesco Moriano. La filosofia produttiva mira all’equilibrio tra tradizione e innovazione, producendo vini unici e longevi. I vini prodotti sono dieci, con punte di eccellenza nelle quattro versioni di Aglianico (tra cui il nuovo Legare Taurasi DOCG Riserva), nelle bianche Falanghina, Fiano e Greco di Tufo, e nell’esclusivo progetto Elle Effe Ci, un vino da micro vinificazione in mille bottiglie, dedicato al fondatore. La cantina, di quasi 2.000 mq, è in gran parte ipogea, progettata per integrarsi e dialogare con il paesaggio collinare circostante, con spazi di grande fascino visivo per degustazioni e ospitalità. Fonzone Caccese è un esempio emblematico di come territorio, passione e sostenibilità possano coniugarsi per produrre vini di grande personalità e storicità, divenendo ambasciatori dell’Irpinia nel mondo. La Redazione
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Torrevilla, tra il successo della vendemmia e il boom di richieste di adesione Arrow Right Top Bg

3 Novembre, 2025

Torrevilla, tra il successo della vendemmia e il boom di richieste di adesione

  La vendemmia 2025 di Torrevilla, storica cantina sociale dell’Oltrepò Pavese, si conferma molto soddisfacente nonostante un andamento climatico altalenante e un inizio precoce l’11 agosto.   Il presidente Massimo Barbieri dichiara: Le uve di Pinot Nero hanno mostrato qualità eccellente con un equilibrio zuccherino e acidico ideale per basi spumante di grande finezza e rossi promettenti. Le uve rosse Croatina e Barbera hanno subito una leggera flessione, in linea con l’andamento territoriale, mentre le bianche Moscato, Riesling e Pinot Grigio sono andate molto bene. La vendemmia si è svolta in modo ordinato, con raccolta anticipata delle uve rosse a causa del meteo, ma con risultati positivi complessivi. La cooperativa ha registrato un significativo aumento delle richieste di adesione di nuove aziende agricole. Un segnale positivo che sottolinea il ruolo di Torrevilla come punto di riferimento vitivinicolo locale. Le nuove adesioni rispondono a una crescente esigenza commerciale di vini di alta qualità e al contempo supportano la mission sociale della cooperativa, offrendo a più produttori la possibilità di valorizzare le proprie uve. Cantina Torrevilla: radici antiche e numeri rilevanti Fondata tra le colline dell’Oltrepò Pavese, nella cittadina di Torrazza Coste, Torrevilla è una delle più storiche cantine sociali della zona. Con circa 600 ettari vitati distribuiti in 9 comuni tra Lombardia e Piemonte, produce oltre 2,5 milioni di bottiglie. I comuni includono Codevilla, Torrazza Coste, Retorbido, Montebello della Battaglia, Borgo Priolo, Montesegale, Rocca Susella, Godiasco Salice Terme e Mornico Losana. La produzione annua si attesta su circa 60 mila quintali di uva, capace di esprimere l’autenticità e la tradizione dell’Oltrepò Pavese. La Redazione
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3 Novembre, 2025

Uva Fiera. Alla scoperta dei propri gusti

  Una volta un vignaiolo mi disse che il vino naturale non esiste. Un toscanaccio di quelli super simpatici. Un carissimo amico che sostiene come il vino non sia altro che un prodotto di trasformazione e come già in questo non abbia nulla di naturale.  In fondo, come dargli torto? Non è che beviamo il vino direttamente dalla pianta. L’uva va coltivata e già qui si potrebbe anzi, si dovrebbe entrare nel merito del come. Poi una volta raccolta, viene trattata per trasformarla in vino. Qui si aprirebbe un capitolo infinito.  Se l’uva non si lascia fermentare, non ci sarebbe mai un vino. Ma se l’uva la si lascia fermentare così, da sola (sempre che parta la fermentazione), con tutta probabilità verrà fuori qualcosa di difettato e imbevibile. Occorre curare ogni fase del processo di trasformazione. Si può ottenere ciò che la natura consente di ottenere da quel terreno, in quella stagione, con quell’uva oppure qualcosa di diverso, forzato.  Comunque vada sarà stato l’uomo il vero artefice del risultato. Che può essere modificazione per ottenere qualcosa di innaturale o magia per naturale.  Solo l’uomo e non la natura nel senso allargato del termine, può guidare quella trasformazione che la natura stessa consente.  Allora, è come quando la natura offre allo scultore un blocco informe di marmo. Le mani, gli arnesi, il talento, il cuore dello scultore possono trasformarlo in un’opera d’arte. Da solo il marmo rimarrebbe informe.  Avete mai visto la Pietà di Michelangelo custodita a San Pietro in Vincoli a Roma o il Cristo velato nella Cappella Sansevero a Napoli? Sembrano irreali eppure è stata la mano di un artista a realizzarle (rispettivamente Michelangelo Buonarroti e Giuseppe Sammartino). La mano e lo scalpello. Non una macchina. Non l’intelligenza artificiale. Il mistero dell’arte è lo stesso di un vino naturale: dobbiamo scoprirlo sorso dopo sorso. Dobbiamo trovare un gusto che non è quello omologato ma quello vero che il vignaiolo ha voluto imprimere con il suo estro. Scevro da difetti perché quando un vino è fatto male e ha difetti, naturale o convenzionale che sia, fa schifo e basta.  Incontro Pasquale Livieri che insieme a Pecora Nera Editore organizzano a Roma Uva Fiera che quest’anno si svolgerà il 30 novembre e 1 dicembre negli spazi del Monk. Uva Fiera non nasce semplicemente da una mia idea. Siamo partiti con vini derivanti da uve taglio e poi ci siamo allargati strizzando l’occhio ad una tipologia di vinificazione cosiddetta naturale o forse meglio dire etiche. Mi piace coinvolgere chi lavora bene.  Pasquale è uno che gira molto. La Francia e l’Italia in particolare. Curioso, attento, sperimentatore. Il mix giusto per chi si vuole approcciare ad un mondo diverso e che si richiama alla autenticità.  La mia prima bottega era tra le botteghe consigliate dalla Pecora Nera. La frequentazione, l’amicizia. Loro organizzano eventi sull’olio, sui salumi e formaggi. Ci siamo trovati. Insieme a loro abbiamo aperto il canale per la candidatura spontanea da parte dei produttori.  Così nasce Uva Fiera. Ma sapete quale è la vera differenza tra una manifestazione come Uva fiera e le altre? Qui non troverete mai sommelier al servizio. Ci sono i produttori e qualcuno dice che non gli interessa, allora forse è meglio non spendere i soldi del biglietto.  Personalmente quando vado ad un evento di vino, prima di qualunque assaggio ho necessità di parlare con il produttore. Capirne la filosofia, capire da dove arriva, cosa anima l’attività. Solo per ultimo, cosa mi verrà versato nel bicchiere. Voglio sentirlo però da colui che coltiva la terra, che ha i calli sulle mani perché è colui o colei che scolpisce gli acini.  Ad Uva Fiera ci sono proprio loro. Le persone. Ecco perché se avete solo voglia di bere qualche calice, non è il posto giusto. I produttori sono sono innanzitutto gran belle persone che ci mettono la faccia e non hanno il manager import/export. Sono aziende piccole o medio piccole. Sono lì al banchetto per raccontare storie. Il contatto umano. Perché il vino, dalla notte dei tempi, serve a rallegrare i contatti umani. Non è una macchina che li produce (almeno qui) e non è una macchina alla quale sono destinati. Serve a far stare insieme le persone perché parte dalle persone. Quelle che piantano le barbatelle, che le curano mentre crescono, che vendemmiano, che producono il vino.  Un calice di vino, di una bevanda così particolare e così diversa da bottiglia a bottiglia, suscita sempre e comunque curiosità. Oggigiorno i vini sono decisamente tutti buoni. Non tutti fatti secondo etica però buoni. Cosa ci fa scegliere allora aldilà del prezzo? La conoscenza intesa non solo con il conoscere quel vino perché già bevuto ma la storia che c’è dietro. Quella ci convince. Una storia che però non deve essere la favoletta creata per ammaliare bambini ma qualcosa di vissuto.  Sono proprio quei calli sulle mani dei vignaioli e delle vignaiole che testimoniano la veridicità dei racconti.  Vogliamo guidare il pubblico alla scoperta di altri prodotti che qui possono anche acquistare. Nelle altre edizioni i produttori sono stati soddisfatti dalla vendita di vino che c’è stato. Tanti ne approfittano pure per fare visita agli operatori di Roma.  Detto in altri termini, fanno personalmente le consegne. Magari abbinano anche qualche serata, qualche evento. Si massimizza l’occasione di stare a Roma. Non hanno un import/export manager.. Quest’anno ci saranno anche degli approfondimenti con dei seminari, delle verticali.  Non voglio chiamarle con il termine inflazionato delle Masterclass.  Non me lo dite. Io ormai partecipo difficilmente ad una Masterclass. Si perde tempo a decantare il vino con termini poco comprensibili quando invece occorrerebbe intrattenere il pubblico con storie. Perlomeno a me piace condurle così. Un duetto con il produttore parlando di storie. Il vino? Si, importante. Come conseguenza però. Il vino diventa quasi un come un soprammobile: ci deve essere ma non è la parte più importante. Venire ad Uva Fiera non è solo scoprire qualcosa. È una finestra che si apre sulla Capitale con un parterre di vignaioli dove poter tarare proprio palato e andare alla scoperta di quello che potrebbe essere il proprio gusto con vini che non fanno male ne alla salute na al pianeta. Ecco. Alla fine questi sono i vini naturali. Vini che non fanno male ne alla salute (sempre moderando il consumo di alcol!) ne al pianeta. Cose queste non banali e che si possono realizzare solo se quel meraviglioso percorso di trasformazione si attua con etica e rispetto.  Ci sono uvaggi che prima erano utilizzati da taglio e ora in purezza. Restituire dignità alle persone e a quello che hanno fra le mani. Lasciare esprimere le uve per ciò che sono. Lasciar esprimere le persone per ciò che pensano. Così non solo si agisce con etica ma si ha la possibilità di scoprire i propri gusti rispetto a quanto proposto.  Uva Fiera racconta storie e mette sul banchetto esperienze di vita e prodotti che arrivano dal cuore e dall’anima delle persone. I vini non sono che espressione di persone e per apprezzarli occorre sedersi allo stesso tavolo, parlare della vita e bere insieme. L’essenza della vita è in questo senza che per questo si debba intendere bere vini che hanno difetti, che puzzano, che sono troppo acidi.  Se ti servono un pezzo di carne frollata male, ma che te lo mangi? Pasquale è così schietto e vero che non si può non sorridere a queste battute. Battute che nascondono grande verità. Perché all’inizio, i vini naturali erano davvero imbevibili e se provavi a dire che non erano buoni era come sostenere ad una manifestazione pro Palestina che anche Israele ha diritto di esistere. Venivi cacciato e messo al bando d novelli Francesca Albanese.  Oggi invece, con iniziative come Uva Fiera, si ha l’opportunità non solo di scoprire i propri gusti ma anche di allenarli. Ogni giorno escono 100 vini e mi piacerebbe poterli assaggiare tutti. Ogni giorno qualcuno sperimenta con espressioni, caratteristiche, sapori diverse. Questo vino non è mai definito perché non ha standard: acciaio, legno e poi bottiglia. Cosa mi vuoi raccontare con questo vino? Non c’è un compitino da svolgere nel fare questo tipo di vini. C’è una interpretazione diversa e personale che ha davvero poco di commerciale. Un vino che magari non si ripete ma si cambia per con gli anni e cambia anche nel tempo. Non è per chi mangia da sempre allo stesso ristorante il solito piatto di pasta.  Spesso è colpa degli enologi che una volta sperimentato un metodo lo riportano ovunque e con qualunque produttore dando vita a prodotti decisamente simili. Altre volte è colpa dei produttori che vogliono un vino “come quello li”. Altre ancora si cerca di imporre il prodotto come se si stesse vendendo una CocaCola. E la magia del vino dove va a finire? Uva Fiera alla fine è un evento dove ci sono le differenze e solo sperimentando si può mettere alla prova i propri sensi. Il nostro cervello in fondo ragiona per ricordi e differenze.  I ricordi sono quelli che abbiamo vissuto. Spesso nelle degustazioni che conduco trovo nel calice qualcosa che mi ricorda il mio passato. Ricordi che cerco di condividere. Spesso altri non sentono nulla e quello capita unicamente perché quel particolare sentore non lo si è mai incontrato prima così che il nostro cervello non riesce a metterlo in relazione con un ricordo. Le differenze sono quelle che ci fanno dire ad esempio non che una cosa sia buona in assoluto ma che è più buona rispetto a qualcos’altro.  Ecco allora che solo allenando i nostri sensi saremo in grado di capire effettivamente cosa ci piace e cosa ci fa star bene.  Uva Fiera è questo.   Ivan Vellucci – Suggestioni di Vino
ivan.vellucci@winetalesmagazine.com Mi trovi su Instagram come @ivan_1969  
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Paternoster: 100 anni di Vulture. Una storia di famiglia, territorio e visione Arrow Right Top Bg

1 Novembre, 2025

Paternoster: 100 anni di Vulture. Una storia di famiglia, territorio e visione

  Fondata nel 1925 a Barile, in Basilicata, la cantina Paternoster è tra le realtà più storiche e riconosciute del Sud Italia, simbolo dell’Aglianico del Vulture.   Attualmente guidata dalla quarta generazione con l’enologo Fabio Mecca Paternoster e parte del gruppo Tommasi Family Estates dal 2016, Paternoster celebra cento anni di attività, un traguardo che coniuga orgoglio familiare e innovazione. Fabio Mecca Paternoster Questo centenario rappresenta un momento personale e un nuovo inizio. La nostra storia è quella di una famiglia e di un territorio che hanno creduto nel Vulture quando pochi lo facevano. Celebriamo il passato con lo spirito pionieristico di mio bisnonno Anselmo, ma con strumenti e visioni nuove. Giancarlo Tommasi, enologo e direttore tecnico di Tommasi Family Estates Il centenario rispecchia la filosofia della nostra famiglia: valorizzare territori autentici con ricerca e investimenti per costruire il futuro. Il Vulture è una potenzialità straordinaria, e Paternoster ne resterà il riferimento. Il progetto “Cantina del Barone Rotondo” e il nuovo polo di accoglienza sono nati proprio per questo. La Cantina del Barone Rotondo, antica neviera seicentesca scavata nella roccia vulcanica, è oggi cuore simbolico della tenuta. Da qui nasce anche Barone Rotondo, Aglianico del Vulture Superiore DOCG. Prodotto da vigneti storici a 600 metri d’altitudine, è frutto di viticoltura manuale, con un affinamento in legno, acciaio e bottiglia che esprime eleganza e potenza. Limitato a 2.500 bottiglie, simboleggia il dialogo tra radici e futuro. Il 2025 ha visto anche l’avvio di un progetto di rinnovamento della sede Paternoster, con un polo di accoglienza per valorizzare il turismo in crescita dal vicino Matera e dalla Puglia, promuovendo il Vulture nel panorama enoturistico del Sud Italia. Il nuovo sito internet racconta la cantina tra tradizione e modernità, attraverso immagini e storie. Nei prossimi mesi si susseguiranno eventi dedicati al territorio e alla comunità del vino, a partire dall’8 novembre con un Open Day dedicato alla storia e alle radici di Paternoster. TOMMASI FAMILY ESTATES Tommasi è un protagonista storico della Valpolicella e non solo, con otto tenute in sette regioni diverse d’Italia, dalla Lombardia alla Sicilia, passando per la Toscana, la Puglia, l’Umbria, la Basilicata e il Friuli Venezia Giulia. Il gruppo promuove grandi vini valorizzando ogni singolo territorio e accompagna il percorso con progetti culturali e di sostenibilità. La Redazione
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Al Concours Mondial de Bruxelles grande trionfo della Sicilia Arrow Right Top Bg

1 Novembre, 2025

Al Concours Mondial de Bruxelles grande trionfo della Sicilia

  Catania ha ospitato lo scorso settembre l’ultima sessione delle quattro previste, dedicata ai vini dolci e fortificati. Al concorso hanno partecipato 350 vini provenienti da 37 paesi diversi e la Sicilia si è particolarmente distinta nelle medaglie ottenute.  Un gotha di 40 giurati di fama mondiale tra giornalisti, operatori e formatori provenienti da Europa, Asia, USA, ha trasformato la Sicilia in un osservatorio privilegiato sul vino mediterraneo. Vini come il Marsala e il Passito di Pantelleria si sono dimostrati versatili e capaci di rinnovamento. L’organizzazione del Concours è stata curata dal Dipartimento Agricoltura della Regione Sicilia, con l’IRVO come ente attuatore. L’Assessore Regionale all’agricoltura ha annunciato che il lavoro proseguirà per ottenere il riconoscimento UNESCO per i vini della Sun Belt Zone che vede il marsala tra i protagonisti. Il 2025 si sta dimostrando infatti un’annata importante per la Sicilia in particolare per il riconoscimento dei vini fortificati – tra cui il Marsala –  come patrimonio immateriale UNESCO. Queste eccellenze enologiche del Mediterraneo appartengono alla Sun Belt Zone che si estende lungo il 38° parallelo, dal Portogallo alla Grecia. Il Marsala rappresenta un unicum grazie al clima favorevole della sua area di produzione che contribuisce alla maturazione di uve particolarmente zuccherine, base per vino ad alta gradazione alcolica. La candidatura per il riconoscimento UNESCO è fondamentale per contrastare il calo dei consumi dei vini fortificati. L’iniziativa è stata accolta prontamente dal Dipartimento Agricoltura della Regione Sicilia che ha avviato un iter finalizzato alla creazione di un network europeo dei vini fortificati. La creazione della rete europea dei vini fortificati è un presupposto propedeutico alla valorizzazione queste produzioni, assicurando loro un riconoscimento globale . A supporto di questa iniziativa è stato coinvolto appunto il Concours Mondial de Bruxelles con il compito di costruire una rete tra i produttori delle regioni coinvolte. E’ importante evidenziare l’importanza storica di questi vini la cui tradizione risale a circa 250 anni . Ripercorrendo le origini del Marsala non possiamo dimenticare il ruolo determinante dei mercanti inglesi  – di cui ho già Parlato in un articolo precedente   https://winetalesmagazine.com/blendnews/cera-una-volta-storia-di-un-vino/ – e della famiglia Florio nello sviluppo del settore vitivinicolo siciliano. E ‘necessario restituire la giusta dignità a questo vino destinato una volta solo alla cucina e oggi il Consorzio strade del vino – https://winetalesmagazine.com/blendnews/a-colloquio-con-il-presidente-lombardo-per-celebrare-la-rinascita-della-federazione-strada-del-vino-terre-doccidente/ – sta lavorando per restituirgli il poste che merita come simbolo identitario e culturale. Un vero trionfo, sedici medaglie ottenute tra cui il Trofeo Rivelazione Vini Fortificati. Di queste il vero trionfo lo ha ottenuto il Marsala Doc . Queste le medaglie siciliane Gran medaglie d’Oro Ben Rye 2022 – Donnafugata ( Passito di Pantelleria DOC) Marsala Superiore Ambra 2011 – Cantine Lombardo Single Barrel N° 018 2005 – Cantine Pellegrino ( Marsala Doc) che ha ottenuto anche il titolo Rivelazione Internazionale Vini Fortificati 2025. Single Barrel di Cantine Pellegrino è l’unico vino italiano a conquistare il prestigioso titolo così da esaltare l’unicità di ogni singola botte custodita nelle storiche cantine. Il Marsala si conferma così ancor più nella Storia continuando a sorprendere e stupire.   Medaglie d’Oro Marsala Semisecco Superiore Riserva 2013 – Cantine Florio Marsala Semisecco Superiore Riserva 2008 – Cantine Florio Marsala Vergine Stravecchio Oro Secco 2001 – Cantine Lombardo Marsala Vergine Riserva 2010 – Curatolo Arini Marsala Superiore Ambra Dolce 2004 – Intorcia Heritage Nes 2023 – passito di Pantelleria Doc – Cantine Pellegrino   Il programma ha previsto quattro giornate di degustazioni, masterclass, e incontri tematici. Complessivamente la Sicilia ha presentato al mondo una tela che unisce Marsala, Pantelleria, Lipari, Noto e Siracusa. Il Concours ha dunque consacrato l’isola a crocevia internazionale del vino; un territorio che dal vulcano al mare diventa inclusivo e accogliente.   Katia Manenti La Redazione
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Aspettando ViniAmo … Attendere non è mai stato così gustoso … Il 15 Novembre 2025 a Roma Arrow Right Top Bg

30 Ottobre, 2025

Aspettando ViniAmo … Attendere non è mai stato così gustoso … Il 15 Novembre 2025 a Roma

  Un giorno, 3 Masterclass, oltre 80 espositori e centinaia di etichette pronte a raccontare l’Italia del vino in un brindisi memorabile, accompagnato da assaggi gastronomici che conquistano. Aspettando ViniAmo …  è l’anteprima del Wine Tasting della Capitale: una giornata di degustazioni, incontri e convivialità, in cui le eccellenze enogastronomiche italiane si danno appuntamento per celebrare la cultura del vino e l’arte del gusto. Organizzato da Minelli Wine Events, l’evento accende i riflettori su cantine, produttori e territori straordinari, anticipando l’atteso appuntamento primaverile con il grande evento ViniAmo.   IL PROGRAMMA DI ASPETTANDO VINIAMO … Aspettando ViniAmo … è vino e molto di più. Un evento goloso sotto tanti aspetti, location, servizi e assaggi. E’ facile partecipare! Sabato 15 Novembre 11:30 –20:30 Ingresso banchi d’assaggio: 25€ Ridotto: 20€ (sommelier, studenti tesserati, gruppi 8+) LE MASTERCLASS DI ASPETTANDO VINIAMO … Un giorno ricco di assaggi e di incontri con vini e produttori unici. Tre racconti memorabili per vini che lasciano il segno. Scegli il percorso che più ti affascina  ma affrettati, i posti nelle tre masterclass sono limitati e le prenotazioni terminano il 7 novembre.   Amarone Sabaini: tradizione e modernità a cura di Ivan Vellucci (Wine Tales Magazine) Ore 12.00 – 13.30 SALA EUR – Hotel Cristoforo Colombo, Roma Storia, qualità e passione. Cantina Sabaini è tradizione tramandata tra generazioni a partire dal 1800 fino ai giorni d’oggi con Riccardo ed Alberto; è amore profondo per la Val d’Illasi, territorio delle DOC Valpolicella e Soave nonché della DOCG Amarone. È cultura e raffinata arte del vino grazie al titolare Adolfo e alla moglie Mirca. Crediamo fortemente nelle nostre origini, nei saldi principi legati alla famiglia, nella tradizione che sa di storia, nella terra che coltiviamo ogni giorno. Riccardo Sabaini. 6 tenute per un totale di 115 ettari a costituire un caleidoscopico mosaico di suoli, esposizioni, altitudini utili a valorizzare ogni singola specificità di un terroir unico. Degustazione con verticale di Amarone della Valpolicella DOCG, annate:
2020 (4*) – 2019 (5*)– 2018 (4*) – 2015 RISERVA (5* E) Importo: 40 euro Operatori e stampa: 20 euro   Nebbiolo a Mucchietti – Cantina Piazzo Comm. Armando a cura di Ivan Vellucci (Wine Tales Magazine) Ore 14.30 – 16.00 SALA EUR – Hotel Cristoforo Colombo, Roma In degustazione: Ritorno in Alta Langa DOCG Chardonnay e Pinot noir (Bollicina) MasSim (Nebbiolo Metodo Classico) Barbaresco Rizzi Vigna Fratin Barolo Valente Barolo Vigna Sottocastello Barbaresco Riserva Vigna Giaia Un viaggio tra sei vini che raccontano le Langhe e la storia di una famiglia che, da oltre 50 anni, trasforma piccoli inizi in grandi tradizioni.
Il nome “Mugiot”, in piemontese “mucchietto”, era il soprannome del fondatore Armando Piazzo ed oggi il nome di uno dei suoi vigneti più pregiati. In una storia tutta da raccontare, Piazzo custodisce un caleidoscopio di terreni sparsi per le Langhe così da esaltare le differenze di ogni singola etichetta. Importo: 45 euro Operatori e stampa: 20 euro Incontro tra i Vitigni Francesi e la Costa Toscana a cura di Roberta Marchese Ragona,condurrà Daniele Becchi, direttore del consorzio Scopri le sfumature di un territorio unico nella Masterclass dedicata ai vini delle denominazioni Suvereto DOCG, Val di Cornia DOC, e Rosso della Val di Cornia DOCG, tutelate dal Consorzio Suvereto e Val di Cornia. Un viaggio sensoriale di un’ora e mezza attraverso interpretazioni di grande carattere, radicate in un’area che fonde vitigni autoctoni come il Sangiovese con varietà internazionali come Cabernet Sauvignon e Merlot. Durante la degustazione guidata, esploreremo l’identità profonda di questi vini, espressione di un territorio dove la viticoltura è cultura e visione condivisa. Un’occasione imperdibile per appassionati e professionisti per comprendere l’evoluzione stilistica e qualitativa della Val di Cornia, oggi sempre più protagonista tra i grandi territori del vino toscano. Lasciati guidare da un racconto di territorio, tradizione e innovazione attraverso ogni calice, tra Francia e Toscana… Ore 17.00 – 18.30 SALA EUR – Hotel Cristoforo Colombo, Roma Consorzio Suvereto e Val di Cornia Ben 8 vini da degustare racconteranno il territorio:
Petra Toscana ITG Merlot ‘Quercegobbe’ 2023 Terravita Toscana ITG sangiovese ‘Aimat’ 2022 San Rocco Costa Toscana ITG Syrah ‘Sedici Agosto’ 2022 Tenuta La Batistina Suvereto DOCG Cabernet Sauvignon ‘Quantisassi’ 2022 Poggio Banzi Costa Toscana Sangiovese 2021 La Fralluca Costa Toscana Syrah ‘Pitis’ 2020 Bulichella Suvereto DOCG Cabernet Sauvignon ‘Coldipietrerosse’ 2020 Gualdo del Re Costa Toscana Sangiovese 2019 Importo: 40€ Operatori e stampa: 20 euro COME PARTECIPARE ALLE MASTERCLASS Per assicurarsi un posto alle Masterclass è obbligatoria la prenotazione,  con pagamento anticipato entro il 7 novembre 2025. Per le prenotazioni, scrivere a: minelliwine.events@gmail.com masterclass@minelliwineevents.it Per il pagamento versare la quota tramite bonifico a: Stefano Minelli – IBAN IT05W0200805211000102556265
Causale: indicare il nome della masterclass (es. Masterclass Amarone / Masterclass Barolo Barbaresco / Masterclass Toscana).
Solo il pagamento garantirà la partecipazione. CANTINE E AZIENDE PARTECIPANTI Aspettando ViniAmo … è un viaggio tra le eccellenze vitivinicole italiane, dal Friuli alla Sicilia. S e non sai da che parte iniziare, dai un’occhiata al lungo elenco dei produttori presenti:   Di Gaspero (Friuli) Maso Furli (Trentino-Alto Adige) Cantina Sabaini (Veneto) La Romiglia (Veneto) Azienda Vitivinicola Piazzo (Piemonte) Giacomo Barbero (Piemonte) Gozzelino (Piemonte) Ferrero Cristian (Piemonte) Tenuta Maffone (Liguria) Cantina Messori (Emilia Romagna) Castagnini Vini Apuani (Toscana) Cantina Fassati (Toscana) Innocenti (Toscana) Cantina Pomario (Umbria) Cantina Tenuta di Saragano (Umbria) Società Agricola Mita (Lazio) Piana dei Castelli (Lazio) Azienda Agricola Deanike (Lazio) Azienda Agricola Debora Castelli (Lazio) La Corte dei Greci (Lazio) Cantina il Bottino (Lazio) Tenuta Ronci (Lazio) Cantina Raparelli (Lazio) Nevi Antolini (Lazio) Le Cime Basse (Marche) Cantina Vezzoso (Campania) Vitivinicola Iovino (Campania) Barbato 1907 (Campania) Cantine Vitematta (Campania) Cantina Ocone (Campania) Azienda Agricola Torricino (Campania) Aroma Winery (Campania) Azienda Agricola San Giovanni (Campania) Azienda Le Grazie (Campania) Azienda Agricola Sorelle Pepe (Puglia) Terre di Maria (Puglia) Tenuta Donna Donata (Puglia) Giancarlo Ceci (Puglia) Agri Girardi (Puglia) Leonardo Pallotta (Puglia) Tenuta Santoro (Calabria) Vino Nibali (Sicilia) Tenute Foti Randazzese (Sicilia) Vigna Nica (Sicilia) Cantina Crisponi (Sardegna) Siddura (Sardegna) ASSOCIAZIONI, DISTRIBUTORI E PARTNER   Associazioni/Consorzi: Wine Specialists Council – Moscato di Trani (Puglia) Consorzio Suvereto DOCG e Val di Cornia DOC (Toscana)   Distributori/Enoteche Online: Divina Italia  in collaborazione con Concours Mondial de Bruxelles Stappando.it Mazzolada Lidia & Amato Merlotta Apollonio Borgo Antico Cantina Li Seddi   Extra Vino: Azienda Agricola Marco Cacioni – Terra e Sassi (olio) Pozzo Serpi (olio) Carichissimo Partner (caffè) Api e Miele Cardinali Andrea (miele) Aroma Winebar & Enoteca (gin e vermouth) Bepi Tosolini (liquori e distillati) Nativa Bio (creme spalmabili) MostoItaliano (birra) Tenimenti Marotta (olio, Vermouth, Composte, Nettari) Sponsor Gastronomico: Da Norcia per voi – Fraschetti – Le Norcinezze Romizza (pizza) Sponsor Tecnico: Pan de Roma – Salpa (lievitati/snack) Sponsor: I Segreti in un Calice di Roberta Marchese Ragona   Una lista che si amplia e si arricchisce giorno dopo giorno fino al grande evento.   ASPETTANDO VINIAMO … PERCHÉ I VINI SPECIALI VANNO CELEBRATI TUTTO L’ANNO L’evento è organizzato da Minelli Wine Events, il progetto di Stefano Minelli che valorizza la cultura del vino in modo inclusivo, entusiasmante e consapevole. Anno dopo anno, il concept di ViniAmo conquista il palato – e tutti i sensi – di esperti e appassionati, grazie alla selezione di vini di nicchia, capaci di stupire ed emozionare. Il giorno di Aspettando ViniAmo … è da cogliere al volo: segnalo in agenda!   Contatti & Informazioni Stefano Minelli: 338 3046072 minelliwine.events@gmail.com https://minelliwineevents.it/ Per gli addetti stampa la richiesta di accredito va inviata a: giuliaferrero.press@minelliwineevents.it Per tutti gli operatori del settore (ristoratori, enoteche, rappresentanti commerciali, agenti, distributori, ecc.) è possibile richiedere l’accredito scrivendo a: operatori@minelliwineevents.it Per la conferma dell’accredito per stampa e operatori è necessaria la mail di conferma da parte dell’organizzazione. La Redazione
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Torna il Barbera d’Asti Wine Festival: dal 7 al 10 novembre 2025 un viaggio tra giovani, sostenibilità e grandi degustazioni Arrow Right Top Bg

29 Ottobre, 2025

Torna il Barbera d’Asti Wine Festival: dal 7 al 10 novembre 2025 un viaggio tra giovani, sostenibilità e grandi degustazioni

  Asti si prepara a ospitare la seconda edizione del Barbera d’Asti Wine Festival, che si terrà dal 7 al 10 novembre 2025 in Piazza Alfieri. Dopo il successo della prima edizione, l’evento diffuso torna con un programma ancora più ricco, pensato per unire tradizione, innovazione e sostenibilità in un’esperienza completa dedicata alle eccellenze enologiche del territorio.   Vitaliano Maccario, Presidente del Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato: Il Barbera d’Asti Wine Festival rappresenta per noi una manifestazione capace di attirare sul nostro territorio e sul vitigno Barbera un pubblico variegato e internazionale. Questa è un’occasione unica per promuovere l’identità e il prestigio della Barbera e delle nostre denominazioni – 4 DOCG e 9 DOC – elevandone la visibilità a livello mondiale. Oltre agli appassionati, sarà un momento prezioso per operatori e stampa per approfondire la conoscenza del Monferrato e della sua straordinaria vocazione vinicola. L’evento si aprirà venerdì 7 novembre con un talk istituzionale dedicato alla sostenibilità, con la partecipazione di relatori esperti, stampa specializzata, autorità e opinion leader del settore. Sabato 8 novembre vedrà protagonisti uno show cooking di un ristorante stellato e l’apertura del Banco Istituzionale con le aziende presenti, che esporranno le loro etichette e denominazioni. La sera sarà all’insegna di un aperitivo sensoriale con degustazioni alla cieca di Barbera, Albarossa, Albugnano, Freisa, Grignolino, Ruchè, accompagnate da proposte gastronomiche stagionali. Domenica 9 novembre, in Piazza Alfieri, il pubblico potrà partecipare a due turni di degustazione, incontrare i produttori, o lasciarsi guidare da sommelier esperti per esplorare tutte le sfumature delle denominazioni coinvolte. Anche sabato e domenica, dalle 18.30, il Banco Istituzionale sarà gestito da sommelier abbinato a proposte gastronomiche. Non mancheranno masterclass tematiche con giornalisti prestigiosi, riservate sia alla stampa sia agli appassionati. La chiusura del Festival, lunedì 10 novembre, sarà dedicata a operatori del settore e stampa, con visite in cantina focalizzate su aziende sostenibili e guidate da giovani imprenditori. Il Consorzio e il territorio protagonista Il festival è promosso dal Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato in collaborazione con Go Wine, un evento diffuso che unisce vino, territorio e comunità. Grande attenzione sarà riservata alla sostenibilità ambientale e sociale, alla valorizzazione dei giovani produttori e alla costruzione di un dialogo consapevole tra nuove generazioni e cultura del vino. L’iniziativa fa parte del progetto co-finanziato dall’Unione Europea Born Sustainable, che unisce i consorzi di Barbera d’Asti e Vini del Monferrato, Roccaverano DOP e Conegliano Valdobbiadene Prosecco. Informazioni e contatti 📍 Asti | 📅 7-10 novembre 2025
📧 Ufficio stampa: bvianello@hopscotch.one
🌐 https://www.gowinet.it/evento/barbera-wine-festival-ii-ed-dal-7-al-10-novembre-ad-asti/
📸 Instagram: @consorziobarberaastimonferrato La Redazione
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Apre oggi Cibus Tec Forum 2025: Parma al centro dell’innovazione alimentare europea Arrow Right Top Bg

29 Ottobre, 2025

Cibus Tec Forum 2025: Parma al centro dell’innovazione alimentare europea

  Prende il via alle Fiere di Parma Cibus Tec Forum 2025, l’evento dedicato all’innovazione nel settore agroalimentare organizzato da Koeln Parma Exhibitions (KPE), joint venture tra Koelmesse e Fiere Parma.   Con oltre 200 espositori, di cui il 25% dall’estero, il forum concentra le eccellenze della tecnologia per l’industria alimentare e delle bevande, con focus su sostenibilità, ricerca e sicurezza degli approvvigionamenti. Non un semplice evento fieristico, ma un vero laboratorio di idee dove imprese, startup e istituzioni si confrontano sulle sfide globali del food e del foodtech. In contemporanea si svolge Labotec 2025, prima fiera italiana dedicata a tecnologie e servizi per laboratori e analisi, con un ricco programma di conferenze e workshop. Conferenza inaugurale e temi chiave La conferenza di apertura ha affrontato la rivoluzione in atto nel comparto agroalimentare, con particolare attenzione alla scarsità delle risorse, alle strategie di sostenibilità e alle innovazioni tecnologiche come l’intelligenza artificiale, la digitalizzazione e le biotecnologie. Esperti di PwC e Nomisma hanno presentato analisi sulle prospettive di crescita e sui modelli produttivi sostenibili. Alla tavola rotonda hanno partecipato rappresentanti istituzionali e figure di spicco dell’industria alimentare provenienti da Commissione Europea, Assolatte, ASSICA, Agugiaro & Figna Molini e Parlamento Europeo. Innovazione e formazione Il forum offre una vasta esposizione di attrezzature per la trasformazione, confezionamento, etichettatura, automazione digitale e controllo processi. Una startup area riunisce realtà innovative del FoodTec, mentre la Talent Academy, realizzata in partnership con Cisita Parma, promuove il dialogo tra imprese e alta formazione con focus su tecnologie alimentari 5.0, collaborazione uomo-macchina e nuove skill. Networking internazionale Grazie alla collaborazione con ICE-Agenzia, l’evento ospita buyer top provenienti da Europa Orientale e Balcani (Bosnia-Erzegovina, Polonia, Serbia, Croazia, Slovenia, Macedonia del Nord), partecipanti a incontri con le aziende. Sponsor e celebrazioni Sponsor Platinum è CFT, player internazionale con radici nella Food Valley, noto per soluzioni innovative “chiavi in mano”. La manifestazione celebra anche il 40° anniversario di Cibus, con la pubblicazione del volume “CIBUS40” dedicato alle storie e sfide della filiera italiana. La Redazione
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