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“World Comes To Milan”: la nuova drink list di MAG Navigli che brinda all’incontro tra culture in occasione delle Olimpiadi Arrow Right Top Bg

25 Ottobre, 2025

“World Comes To Milan”: la nuova drink list di MAG Navigli che brinda all’incontro tra culture in occasione delle Olimpiadi

  In vista di Milano-Cortina 2026, MAG Navigli, cocktail bar iconico sul Naviglio Grande, presenta “World Comes To Milan”, la nuova drink list pensata per accogliere i visitatori provenienti da ogni parte del mondo in occasione delle Olimpiadi. Con questo progetto MAG rinnova la propria missione di raccontare il mondo attraverso mixology creativa, facendo sentire a casa chiunque si sieda al bancone.   La città si prepara ad accogliere milioni di turisti e atleti, riaffermandosi capitale non solo dello sport, ma anche della cultura e della socialità. MAG diventa così il “bancone del mondo”, un luogo d’incontro e di scambio dove brindare insieme. La drink list “World Comes To Milan” è un viaggio nella mixology globale: ogni cocktail è ispirato a un Paese, reinterpretandone gli ingredienti, le tradizioni e i caratteri unici. Tra le creazioni più iconiche: “Canada”, un Old Fashioned caloroso e avvolgente con Whiskey Jameson Black Barrel, sciroppo d’acero, noci pecan, burro e bitter alla vaniglia; e la Grecia, omaggiata con un cocktail mediterraneo che rilegge il Tommy’s Margarita con Mastiha Skinos, insalata greca, tzatziki liquido, ciceone e oleato di olive, il tutto completato da una sferificazione all’ouzo. Numerosi altri Paesi come Norvegia, Francia e Australia sono protagonisti con creazioni originali e rappresentative. Non serve il passaporto per questo viaggio, basta la voglia di scoprire: MAG Navigli invita tutti a degustare questa esperienza di ospitalità e cultura liquida, brindando al mondo che arriva a Milano. Informazioni pratiche MAG Navigli si trova in Ripa di Porta Ticinese, 43 – 20143 Milano.
Aperto da lunedì a venerdì 8:00 – 2:00, sabato e domenica 9:00 – 2:00.
IG: @magcafe La Redazione
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Barbera d’Asti Wine Festival: grande attesa ad Asti per l’edizione 2025 Arrow Right Top Bg

25 Ottobre, 2025

Barbera d’Asti Wine Festival: grande attesa ad Asti per l’edizione 2025

  Lunedì 27 ottobre alle ore 12:00, presso la Sala Gianni Basso del Teatro Alfieri (Via Teatro Alfieri, 2), si terrà la conferenza stampa di presentazione ufficiale della seconda edizione del Barbera d’Asti Wine Festival, in programma dal 7 al 10 novembre 2025.   Organizzato dal Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato in collaborazione con Go Wine e con il sostegno del Comune di Asti, l’evento sarà occasione per illustrare alla stampa il ricco programma, le iniziative e le novità di un’edizione ancora più articolata e coinvolgente. Dopo il successo della prima edizione, il Festival torna con un percorso pensato per coinvolgere un pubblico variegato — dai professionisti agli appassionati e alle nuove generazioni — attraverso degustazioni, talk tematici, showcooking e masterclass. Un appuntamento che celebra il vino come simbolo di territorio sostenibile e innovazione. Vitaliano Maccario, Presidente del Consorzio Il Barbera d’Asti Wine Festival rappresenta un momento unico per valorizzare l’identità e la visibilità della Barbera d’Asti e delle sue denominazioni, rafforzando il legame tra vino, cultura e territorio. La conferenza stampa svelerà temi centrali, relatori e collaborazioni che animeranno le quattro giornate, trasformando Piazza Alfieri nel cuore pulsante del vino e cultura del Monferrato. L’appuntamento segna l’inizio del conto alla rovescia verso uno degli eventi più attesi dell’autunno piemontese, consolidando la posizione di Asti come capitale del vino e dell’enoturismo sostenibile. Il Consorzio Barbera d’Asti e Vini Monferrato Fondato nel 1946, conta più di 430 aziende associate e tutela 13 denominazioni garantendo la loro immagine e diffusione sui mercati nazionali e internazionali. La Redazione
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The Old Vine Conference 2025: “Meeting of the Minds” in California con la partecipazione di Vinchio Vaglio Arrow Right Top Bg

24 Ottobre, 2025

The Old Vine Conference 2025: “Meeting of the Minds” in California con la partecipazione di Vinchio Vaglio

  La settima edizione della conferenza mondiale sui vini da vecchi vigneti si terrà dal 31 ottobre al 4 novembre in California settentrionale, con un panel internazionale di esperti e protagonisti del settore   Dal 31 ottobre al 4 novembre 2025 la California settentrionale ospiterà uno degli eventi più importanti del calendario mondiale del vino: la settima edizione di The Old Vine Conference (OVC), intitolata “Meeting of the Minds”. Organizzata in partnership con Zinfandel Advocates & Producers (ZAP), questa conferenza annuale raduna pioniere, esperti, media, buyer e key opinion leader da tutto il mondo, con l’obiettivo di discutere le sfide più rilevanti nella gestione agronomica delle vecchie vigne e nella valorizzazione e vendita dei vini prodotti da queste. Un’occasione unica per confrontarsi sulle migliori pratiche di conservazione, sostenibilità e comunicazione nel settore, con sessioni dinamiche che includono degustazioni, seminari, tavole rotonde, masterclass e visite in vigneto. Tra i relatori internazionali più attesi figura Marco Giordano, direttore di Vinchio Vaglio, invitato alla tavola rotonda del 1° novembre intitolata “From Roots to Reputation: Cultural Heritage in Wine Marketing”, moderata da Honore Comfort, Vicepresidente International Marketing di Wine Institute California Wines. Al suo fianco saranno presenti figure di rilievo come la Dr.ssa Laura Catena, Deputy Managing Director di Catena Zapata (Argentina), e Christian Miller del Wine Market Council. Il percorso di Vinchio Vaglio è emblematico: dal 1985 l’azienda ha scelto di valorizzare vigne di età superiore ai 50 anni per produrre la linea “Vigne Vecchie”, sfidando la tendenza dominante allora di sostituire i vigneti storici con nuovi impianti. Nel 2009 è stata introdotta la versione “Vigne Vecchie 50”, una seconda interpretazione che esalta la freschezza e l’eleganza di Barbera giovane, proveniente dagli stessi vigneti storici, alcuni dei quali oggi superano gli 80 anni. Giordano presenterà una storia di innovazione e rispetto per il patrimonio vitivinicolo, con focus sulle strategie tecniche e di marketing che hanno portato a questi vini a ottenere riconoscimenti di prestigio e successo sul mercato nazionale e internazionale. L’evento si apre il 31 ottobre con una serata di gala a Napa, al Culinary Institute of America (CIA) a Copia, in concomitanza con il California Wine Institute’s Global Buyers Marketplace, seguito da quattro giorni ricchi di incontri, degustazioni, viaggi in vigneto e approfondimenti specialistici in regioni come Napa, Sonoma e Lodi. L’evento riunisce nomi illustri del settore come Jancis Robinson MW, Paul Draper di Ridge Vineyards, Rebecca Robinson di ZAP, e molti altri esperti di fama internazionale dedicati alla valorizzazione delle “Old Vines” come patrimonio cultural-enologico globale. Chiunque voglia partecipare o seguire la tavola rotonda in diretta streaming può iscriversi tramite il sito ufficiale www.oldvines.org e collegarsi il 1° novembre al livestream (attenzione al fuso orario: California 9 ore indietro rispetto all’Italia). La Redazione
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A vendemmia ultimata, presenti tutti i presupposti per una buona annata in Alto Adige Arrow Right Top Bg

24 Ottobre, 2025

A vendemmia ultimata, presenti tutti i presupposti per una buona annata in Alto Adige

  Nonostante un’estrema instabilità meteorologica, l’annata 2025 si prospetta positiva, con rossi succosi e bianchi freschi e leggeri.   Gli esperti della regione evidenziano un inverno mite che ha favorito una fioritura precoce e abbondante, seguita da un’estate di forti escursioni termiche con temperature alte e periodi freddi alternati, mettendo alla prova le vigne e richiedendo una vendemmia precoce e rapida. La raccolta, iniziata con circa due settimane d’anticipo in molte zone, è stata intensa, sfruttando le finestre di bel tempo e richiedendo grande flessibilità tecnica. Le uve si presentano sane e di ottima qualità, con livelli di zucchero leggermente inferiori rispetto agli anni passati, un aspetto positivo che aiuta a esprimere vini più eleganti e longevi, specialmente nei bianchi. I rossi come Pinot Nero e Merlot promettono vini freschi, succosi e di pregio, con la Schiava e il Lagrein che si preannunciano in crescita qualitativa rispetto agli ultimi anni. Tra i bianchi, Pinot Bianco e Riesling spiccano per freschezza e acidità equilibrata, con vini attesi intorno al 12% di alcol, mentre Pinot Grigio e Sauvignon mostrano ottime premesse. Lo Chardonnay, nelle zone meglio esposte, rappresenta una delle migliori espressioni della vendemmia 2025. Questi elementi fanno della vendemmia 2025 in Alto Adige una campagna da seguire con attenzione, tra sfide climatiche e risultati di qualità che confermano la resilienza e il valore del territorio. La Redazione
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Back to the Wine 2025: il vino che parla un’altra lingua Arrow Right Top Bg

23 Ottobre, 2025

Back to the Wine 2025: il vino che parla un’altra lingua

9-10 novembre | Terminal 103, Stazione Marittima – Venezia In un mondo del vino che cerca nuove direzioni di senso e con un mercato di settore in contrazione, Back to the Wine torna a Venezia il 9 e 10 novembre con un messaggio chiaro: il vino è cultura, territorio, relazione, piacere. Il vino è un mezzo, non un fine. Non una formula, ma un linguaggio vivo. Nel suggestivo Terminal 103, con la laguna che abbraccia la fiera e uno splendido tramonto da godersi e fotografare con un calice di vino in mano, prende forma un evento che sfugge alle definizioni standard: piattaforma di confronto, mercato indipendente, manifestazione culturale, esperienza sensoriale. Contro l’omologazione, per un vino che cambia ogni anno. Back to the Wine riunisce cento produttori provenienti da tutta Italia che condividono una visione: fare vino con il minimo intervento e il massimo ascolto. Questi vignaioli accettano il rischio del cambiamento, dell’annata diversa, del vino che sorprende. Qui non troverete vini “fotocopia”, ma narrazioni liquide di paesaggi, annate, sensibilità personali.
E questo approccio si riflette anche nella comunicazione: niente vocabolario ingessato, niente punteggi, niente gergo da manuale. Si parla di vino come si parlerebbe tra amici, con parole semplici, poetiche, dirette. Il vino torna a essere un linguaggio inclusivo, che unisce e non separa. Non solo calici: il vino come fatto culturale. A sottolineare la dimensione culturale dell’esperienza, ci sarà una zona dedicata ai libri di settore: editoria indipendente, pubblicazioni rare, racconti dal mondo del vino e dell’agricoltura. Un luogo dove scoprire storie, approfondire temi e portarsi a casa pensieri da leggere dopo l’ultimo sorso. Un food market etico e goloso. Ad accompagnare i vini, un’accurata selezione di produttori gastronomici artigianali: formaggi della tradizione, pani da grani antichi, salumi a lenta stagionatura naturale senza additivi, fermentati, conserve, dolci di filiera corta. Tutto realizzato con gli stessi principi che ispirano i vignaioli: sostenibilità, trasparenza, identità territoriale. Convivialità, bellezza e lentezza. Back to the Wine è anche un invito a fermarsi, condividere, stare bene. Venezia, con il suo fascino sospeso tra acqua e cielo, regala alla fiera un’atmosfera unica. Il tramonto sulla Laguna, visibile proprio dal Terminal 103, diventa parte integrante dell’esperienza: uno spettacolo da gustare con un calice in mano, magari chiacchierando con un produttore o scoprendo una nuova etichetta. Per chi è Back to the Wine? Operatori del settore: un’occasione unica per scoprire nuovi produttori, stringere relazioni dirette e costruire carte vini originali e sostenibili. Wine lovers e appassionati: per perdersi tra calici e racconti, fare acquisti consapevoli e assaporare un nuovo modo di bere. Giornalisti, blogger e influencer: un evento pieno di storie, immagini e spunti. Per chiunque ami la bellezza, la lentezza, la verità nel bicchiere. Informazioni pratiche Domenica 9 novembre (11:00–19:00) e lunedì 10 novembre (10:00–18:00)
Terminal 103 – Stazione Marittima, Venezia
Biglietti online su backtothewine.com
Parcheggio gratuito per i visitatori dell’evento.
A 10 minuti a piedi dalla Stazione di Venezia Santa Lucia.
Struttura completamente accessibile anche alle persone con disabilità e ingresso gratuito ai possessori della Disability Card e ai loro accompagnatori.   WineTales Magazine è Media Partner di Back to the Wine 2025   La Redazione
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Vistorta protagonista a Ein Prosit 2025 con una straordinaria verticale di Merlot Arrow Right Top Bg

23 Ottobre, 2025

Vistorta protagonista a Ein Prosit 2025 con una straordinaria verticale di Merlot

  L’azienda vitivinicola Vistorta si prepara a essere protagonista a Ein Prosit 2025, l’appuntamento enogastronomico di riferimento in Friuli Venezia Giulia e tra i più autorevoli del panorama nazionale dedicato alla promozione e cultura del vino e della gastronomia.   Durante la tre giorni, Vistorta proporrà una verticale esclusiva di cinque annate del suo Merlot, guidata dal wine maker Alec Ongaro con la collaborazione del wine consultant Paolo Ianna. L’evento si svolgerà domenica 19 ottobre 2025 alle ore 13.30 presso l’Hotel Astoria di Udine, in Piazza XX Settembre 24. La degustazione offrirà un viaggio sensoriale e culturale attraverso alcune delle annate più significative del Merlot Vistorta: 2018, 2015, 2011, 2005 e 1999. Un percorso che racconta l’evoluzione stilistica di un vino che dal 1989 nasce esclusivamente da uve Merlot, con l’obiettivo di valorizzare le peculiarità del terroir friulano e di esprimere identità, eleganza e longevità. Dal 2008 Vistorta conduce le proprie vigne in modo biologico, un impegno che si riflette nella qualità e nell’armonia dei suoi vini. L’azienda si distingue per la solidità del progetto enologico, frutto di un team affiatato e competente, che ha saputo costruire nel tempo un vino divenuto icona di equilibrio, finezza e autenticità, rispettando sempre i ritmi naturali e valorizzando ogni singolo vigneto. Ein Prosit 2025 rappresenta un’occasione fondamentale per condividere con appassionati e professionisti la storia e i valori che da oltre trent’anni ispirano la filosofia produttiva di Vistorta. La partecipazione alla verticale di Merlot è a pagamento (€ 30,00). Per informazioni e prenotazioni: www.einprosit.org La Redazione
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Percorsi in bicicletta, degustazioni e musica: gli appuntamenti dell’autunno con i Vini Alto Adige Arrow Right Top Bg

23 Ottobre, 2025

Percorsi in bicicletta, degustazioni e musica: gli appuntamenti dell’autunno con i Vini Alto Adige

  L’autunno in Alto Adige si vive con il ritmo di vigneti, degustazioni e passeggiate in bicicletta e a piedi.   Andreas Kofler Presidente del Consorzio Vini Alto Adige L’autunno è una stagione irresistibile per gli amanti del vino. I colori della natura e i sapori della stagione fanno da sfondo a tanti eventi e esperienze legate al gusto e alla nostra tradizione. Tra le iniziative più rilevanti spicca il progetto Wine&Bike Alto Adige Collection, frutto della collaborazione tra il Consorzio e IDM Südtirol. Lanciata nell’estate 2025, la collection propone otto itinerari tematici, consultabili su app Komoot, coinvolgendo oltre 100 cantine e coprendo territori degni di note come: Vino & architettura lungo la Strada del Vino dell’Alto Adige Tour del Pinot Bianco nell’Oltradige Le colline di Santa Maddalena Dal Gewürztraminer al Pinot Nero lungo la Strada del Vino La conca di Merano in chiave mediterranea Valle Isarco, il nord vinicolo a sud delle Alpi Itinerario in Val Venosta Castelli, vigneti e cantine tra Bolzano e Merano È possibile anche prenotare esperienze guidate personalizzate con i Bike Wine Ambassador. Il calendario propone eventi come Vinea Tirolensis il 15 ottobre a Bolzano, con più di 100 vignaioli indipendenti. Il 18 e 19 ottobre a Merano si tiene la storica Festa dell’Uva, con musica, street food e spettacoli che omaggiano la tradizione contadina. Dal 18 ottobre all’8 novembre, la Strada del Vino offre la rassegna Melodie di Vini: dodici concerti in location suggestive tra castelli e tenute, unendo musica d’alta qualità e degustazioni guidate. Dal 7 all’11 novembre a Merano torna il prestigioso Merano WineFestival, con conferenze, degustazioni ed eccellenze culinarie. Tutte le iniziative sono consultabili e prenotabili sul sito www.vinialtoadige.com, rendendo l’autunno il periodo ideale per scoprire con lentezza e profondità questo territorio unico. La Redazione
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L’Onda Sensoriale: degustazione multisensoriale con la Cantina Il Chiosso accompagnata da sax e pianoforte Arrow Right Top Bg

23 Ottobre, 2025

L’Onda Sensoriale: degustazione multisensoriale con la Cantina Il Chiosso accompagnata da sax e pianoforte

  Venerdì 24 ottobre 2025, ore 21 – Antica Casa Balsari, Salone Vivaldi, Borgo Ticino   Un’esperienza esclusiva e originale nel cuore di una dimora storica del 1695. La rinomata Cantina Il Chiosso di Gattinara guida una degustazione di quattro vini selezionati, accompagnata dalle note del sax di Massimo Mantovani e del pianoforte di Alessandro Manni Villa. Con la partecipazione del gruppo “3 Tappi”, l’evento si propone come un percorso unico che unisce neuroscienze, musica e cultura enologica per ampliare la percezione del vino attraverso i sensi. Il primo di sei incontri da ottobre 2025 a marzo 2026, “L’Onda Sensoriale” offre una serata intima, dove vino e musica si fondono creando un dialogo sinestetico tra suono e gusto, in uno scenario che coniuga cultura, storia e arte enologica. L’evento è a numero chiuso (18 posti), con prenotazione obbligatoria e offerta libera a partire da 65 euro a persona. È inoltre possibile soggiornare negli appartamenti storici di Antica Casa Balsari, per vivere appieno l’atmosfera di questo luogo magico. Per prenotazioni e informazioni:
Telefono: +39 335 5637453
Sito web: www.anticacasabalsari.it
Email: cultura@anticacasabalsari.it La Redazione
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A Lecce il futuro dell'agricoltura tra resilienza, selezione varietale e coesione delle filiera Arrow Right Top Bg

22 Ottobre, 2025

A Lecce il futuro dell'agricoltura tra resilienza, selezione varietale e coesione delle filiera

  Si è concluso a Lecce, presso la Camera di Commercio, il Final Meeting del progetto nazionale CLEARGENES (CLimatE chAnge Resilience GENES in Italian fruits and vegetables), due giornate di confronto tra ricercatori, imprese e istituzioni dedicate al futuro della selezione varietale e alla costruzione di un’agricoltura capace di affrontare le sfide del cambiamento climatico e delle emergenze fitosanitarie.   Finanziato nell’ambito del programma Agritech Spoke 4 (Università di Padova – DAFNAE) e coordinato da IGATech, il progetto CLEARGENES ha coinvolto università, centri di ricerca e aziende italiane nella creazione di una banca dati genetica e fenotipica a supporto del miglioramento varietale di specie frutticole e orticole di primaria importanza, favorendo la resilienza e la sostenibilità del comparto agroalimentare nazionale. Laura Rustioni (Università del Salento), organizzatrice dell’evento Produrre di più con meno risorse, senza compromettere l’ambiente: questa è la sfida della ricerca genetica contemporanea una sfida che possiamo vincere solo attraverso la collaborazione tra ricerca, imprese e istituzioni: la coesione della filiera è la vera forza della resilienza La ricerca come rete di conoscenza e responsabilità Ad aprire l’evento sono stati i saluti istituzionali di Maria Antonietta Aiello (Prorettrice e Rettrice eletta dell’Università del Salento) e Stefano Piraino (Direttore del DiSTeBA dell’Università del Salento) La prima giornata, coordinata da Davide Scaglione (IGATech), è stata dedicata alla presentazione dei risultati scientifici ottenuti nell’ambito del progetto, che è stato brevemente inquadrato da Gianni Barcaccia(Università di Padova). Piero Lionello (Università del Salento) ha delineato con rigore la situazione climatica del Mediterraneo, sottolineando l’aumento del tasso di riscaldamento e le ripercussioni sulla stabilità dei sistemi agricoli. Emanuele De Paoli (Università di Udine) e Alessandro Vannozzi (Università di Padova) hanno illustrato come la biodiversità derivante dagli incroci possa alimentare programmi di selezione genomica per la vite. Davide Scaglione ha approfondito le potenzialità delle tecnologie di genotipizzazione mediante sequenziamento, mentre Luigi Falginella (Vivai Cooperativi Rauscedo) ha ripercorso l’evoluzione del vivaismo e del miglioramento genetico viticolo. Marina Malatrasi (Panora) e Cristina Sudiro(LandLab) hanno presentato gli avanzamenti nella fenotipizzazione in condizioni di stress idrico, dimostrando come l’innovazione genetica e le tecnologie di campo possano convergere verso un uso più efficiente delle risorse. Nel pomeriggio, gli interventi di Ezio Portis e Matteo Martina (Università di Torino) e Francesco Scariolo (Università di Padova) hanno approfondito la resilienza nelle solanacee e nelle cicorie, mentre Edoardo Bertini (EdiVite) ha illustrato l’applicazione delle tecniche di genoma editing CRISPR-Cas9 nella vite. Michele Perazzolli (Università di Trento – Centro di Sperimentazione Laimburg) ha mostrato come la caratterizzazione del microbioma del pomodoro e del metaboloma del melo possa contribuire a incrementare la resilienza delle colture agli stress ambientali. Laura Rustioni (Università del Salento) presenta alcune strategie di fenotipizzazione per valutare la risposta di vite al cambiamento climatico. La giornata si chiude con una partecipata discussione sul futuro della selezione varietale moderata da Gianni Barcaccia (Università di Padova). Xylella e coesione della filiera: la conoscenza come antidoto alla disinformazione La seconda giornata, incentrata sul tema della lotta alla Xylella fastidiosa, si è aperta con le relazioni di Donato Boscia e Maria Saponari(CNR – Istituto per la Protezione Sostenibile delle Piante), che hanno analizzato rispettivamente le sfide emergenti della patologia in un contesto di cambiamento climatico e le dinamiche di resistenza e suscettibilità dell’olivo. A seguire, Giovanni Melcarne (Azienda Forestaforte) ha illustrato i risultati delle attività di selezione varietale in olivo, mentre Laura Rustioni (Università del Salento) ha esposto i primi passi nella selezione varietale della vite. Gianluca Bleve (CNR – Istituto di Scienze delle Produzioni Alimentari) ha invece affrontato il tema della qualità delle nuove cultivar di olive, presentando le analisi sui parametri compositivi e aromatici dei prodotti trasformati, con particolare riferimento all’impatto delle caratteristiche genetiche sul profilo sensoriale degli oli. La tavola rotonda, moderata da Paola Restelli, ha rappresentato un momento di dialogo concreto tra scienza, impresa e territorio, riunendo: Pier Paolo Miglietta, Presidente del corso di Laurea in Viticoltura e Enologia (Università del Salento); Angelo Delle Donne, Operatore dell’Osservatorio Fitosanitario Regione Puglia Rosario Centonze, Presidente Ordine Agronomi Lecce Costantino Carparelli, Presidente Coldiretti Lecce David Montefrancesco, Delegato Confagricoltura Lecce; Gianni Cantele, Presidente Consorzio del Salice Salentino DOC; Giovanni Melcarne, Presidente Consorzio Olio DOP Terra d’Otranto; Giuseppe Baldassarre, Responsabile Comitato Tecnico Scientifico AIS Italia. Il confronto ha evidenziato come la disinformazione e la polarizzazione alimentino diffidenze e ostacolino l’adozione delle innovazioni scientifiche, mentre la cultura e la divulgazione qualificata rappresentano la via maestra per costruire coesione e fiducia nella ricerca. Solo un approccio condiviso – che unisca conoscenza, formazione e responsabilità – può garantire la resilienza dell’intera filiera agroalimentare. Nel pomeriggio, i partecipanti hanno visitato il Frantoio Forestaforte di Gagliano del Capo, sede di un centro di sperimentazione applicata realizzato grazie alla collaborazione con il CNR–IPSP. Il complesso ospita tutte le strutture necessarie per lo studio e la selezione di germoplasma olivicolo resistente alla Xylella, costituendo un modello virtuoso di sinergia tra ricerca e impresa agricola. Resilienza, conoscenza, coesione Il Final Meeting di Lecce ha lasciato un messaggio chiaro: la resilienza non si costruisce esclusivamente in laboratorio seguendo la via maestra della selezione varietale, ma attraverso la conoscenza condivisa e la collaborazione attiva lungo tutta la filiera agricola. Solo sostenendo la ricerca e la cultura scientifica potremo garantire un’agricoltura che duri nel tempo perché la resilienza non è un concetto astratto, ma una scelta collettiva che richiede conoscenza, coesione e responsabilità condivisa   La Redazione
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