BlendNews

BlendNews è un contenitore di informazioni dedicato al vino. Racconteremo gli eventi, le novità e le curiosità di questo mondo.

 

winetales, winetalesmagazine, cadirajo, champagne, damienhugot, tribautschloesser, champagneday, bollicine, vino, vinofrancese, sostenibilità Arrow Right Top Bg

22 Ottobre, 2025

Champagne Day 2025: due bollicine d’autore distribuite da Ca’ di Rajo Group

  Il 24 ottobre si celebra l’appuntamento internazionale dedicato alle bollicine francesi più iconiche e quest’anno Ca’ di Rajo Group invita a brindare con due etichette che raccontano storie di famiglia, passione e savoir-faire: “Hommage 1921” Extra Brut di Damien Hugot e l’Origine Brut di Tribaut-Schloesser.   Il primo, lo Champagne “Hommage 1921” Extra Brut di Damien Hugot, è un tributo al nonno e alla tradizione di famiglia. Nasce da uve 75% Chardonnay e 25% Meunier coltivate nei vigneti di Epernay e Chavot. La presa di spuma avviene in bottiglia secondo il metodo champenoise e l’affinamento minimo di 24 mesi sui lieviti conferisce a questo Champagne eleganza, asciuttezza e persistenza. Al naso spiccano sentori di fiori, mela e crosta di pane, mentre al palato freschezza e sapidità lo rendono perfetto come aperitivo o in accompagnamento a crudi di pesce e sushi. Hugot, vigneron puro, segue ogni fase della produzione con passione e precisione. Il secondo, lo Champagne Origine Brut di Tribaut-Schloesser, si distingue per la freschezza, armonia e finezza. L’assemblaggio comprende 50% Pinot Meunier, 30% Chardonnay e 20% Pinot Noir, arricchito dal 20% di vini di riserva provenienti da otto terroir della Vallée de la Marne e della Montagne de Reims. Dopo 24 mesi di affinamento sui lieviti, il finale è lungo e armonico, ideale per aperitivi e momenti conviviali. La Maison Tribaut-Schloesser pratica una viticoltura certificata Agriculture Biologique, promuovendo la qualità e la sostenibilità. Con queste due etichette, Ca’ di Rajo Group trasforma lo Champagne Day 2025 in un’occasione imperdibile per scoprire due differenti interpretazioni dell’arte dello Champagne, dove eleganza e carattere si fondono in ogni sorso. Storie e territori Damien Hugot, vigneron puro, produce Champagne esclusivamente da uve di sua proprietà e segue personalmente tutte le fasi, dalla potatura al dégorgement. Le sue vigne si trovano in Côte des Blancs, terroir grand cru di Chouilly e Cramant, dove il suolo di pura craie conferisce eleganza e raffinatezza alle cuvée. La storica esperienza di famiglia è testimoniata dall’assemblaggio Hommage 1921 Extra Brut, tributo al nonno che ha segnato la produzione della Maison. Tribaut-Schloesser ha il suo vigneto nella Vallée du Brunet, un’area remota della Marna caratterizzata dalla varietà di suoli tra argillosi-calcarei e gessosi tipici di Montagne de Reims. La pratica biologica certificata e l’inerbimento naturale tutelano la biodiversità e la qualità delle uve provenienti da comuni di pregio come Ecueil Premier Cru, Venteuil e Verneuil. La Maison mantiene stretti rapporti con i viticoltori, assicurando una coltivazione sostenibile per la gamma Origine. La Redazione
Leggi
Arrow Right Top Bg

21 Ottobre, 2025

“I TRE DA ITER”: il secondo appuntamento tra cucina, vino e cocktail

  Dopo il successo della prima serata, ITER, locale di riferimento sui Navigli milanesi dal 2017, prosegue mercoledì 22 ottobre dalle 18.30 fino a chiusura con il secondo appuntamento della rassegna “I TRE DA ITER”. Un format che celebra convivialità, contaminazione gastronomica e scoperta, con tre ospiti d’eccezione a rappresentare cucina, vino e cocktail.   I protagonisti di questa serata saranno: Alfio – Alfredo Chirizzi, chef itinerante noto per il comfort food e vincitore del premio Home Restaurant Elle Gourmet Awards 2025. Josef – Luca Francesconi, produttore dai colli mantovani con vini artigianali che rispettano le stagioni e ritualità antiche. Volare – Christian Torcasio, cocktail bar bolognese ispirato agli anni ’60, noto per la miscelazione tradizionale con un tocco di nicchia. Il format permette di comporre liberamente la propria esperienza scegliendo tra le proposte speciali dei protagonisti, senza prezzo fisso. Questa rassegna mensile si conferma luogo di incontro tra tradizione e innovazione gastronomica, invitando a scoprire nuovi sapori e storie in un clima di condivisione. Informazioni e prenotazioni:
Telefono: 0235999589
Email: iter@farmilygroup.com
Indirizzo: Via Mario Fusetti, 1 – 20143 Milano
Instagram: @iter_milano
Orari: domenica–giovedì 12:00–00:30, venerdì–sabato 12:00–01:30 La Redazione
Leggi
Territorio, tecnica, talento: la vendemmia 2025 di Suavia Arrow Right Top Bg

21 Ottobre, 2025

Territorio, tecnica, talento: la vendemmia 2025 di Suavia

  La vendemmia 2025 di Suavia si chiude con un bilancio positivo, confermando il ruolo di riferimento della cantina nel territorio del Soave Classico, simbolo di eccellenza grazie alla capacità di interpretare la vite con visione, competenza e rispetto del territorio.   L’annata 2025 si è rivelata una prova di resilienza per i vigneti di collina, ma anche un’occasione per dimostrare la forza e la coerenza di un’azienda che da anni rappresenta un punto di riferimento per la denominazione. Nonostante condizioni climatiche particolari, i risultati della vendemmia confermano la solidità dei vigneti e la qualità delle uve raccolte. Alessandra, Meri e Valentina Tessari, custodi della cantina di famiglia Questa annata ci ha richiesto prontezza di decisioni e capacità di adattamento, ma la qualità delle uve raccolte ci rende fiduciose: i vini del 2025 sapranno raccontare un’annata fresca, equilibrata e autentica, nel segno della tradizione di Suavia. Dopo un 2024 complesso, l’andamento del 2025 si è presentato più regolare, grazie a una buona disponibilità idrica accumulata durante l’inverno e a temperature generalmente contenute, con meno picchi di calore e un clima più fresco, soprattutto nel mese di settembre. Tuttavia, la piovosità superiore alla media e alcuni episodi di grandine a inizio agosto hanno richiesto scelte tempestive in vigna per preservare la sanità delle uve. La raccolta del Trebbiano si è svolta regolarmente nella prima settimana di settembre, mentre per la Garganega, vitigno principe del Soave, è stato necessario anticipare la vendemmia di circa 7–10 giorni rispetto al calendario tradizionale. Normalmente raccolta a fine settembre, quest’anno la Garganega è stata portata in cantina già a metà mese per evitare il rischio di marciumi legati all’eccesso di pioggia. Dal punto di vista quantitativo, si registra una lieve flessione compresa tra il 10% e il 15%, senza compromettere la qualità complessiva. Le uve si presentano sane, con ottima acidità e profumi intensi. I livelli zuccherini risultano leggermente inferiori rispetto alle annate più calde, ma garantiscono vini di grande eleganza, freschezza e longevità, perfettamente in linea con lo stile distintivo di Suavia. Suavia, azienda agricola di famiglia con vigneti nei cru storici del Soave Classico come La Rocca, Col Foscarin e Salvarenza, continua a distinguersi per un approccio enologico equilibrato, che fonde tradizione, precisione e rispetto per il terroir vulcanico. La vendemmia 2025 si inserisce in un contesto nazionale che, secondo le stime di ISMEA e Assoenologi, prevede un aumento della produzione italiana del +8% rispetto al 2024, con una qualità complessivamente molto buona o eccellente in molte aree. Per Suavia, ogni annata è un racconto unico del territorio, interpretato con tecnica, talento e profonda conoscenza del suolo vulcanico che caratterizza le colline del Soave. La Redazione
Leggi
Montenegro: un nuovo ponte con l’Italia Arrow Right Top Bg

21 Ottobre, 2025

Montenegro: un nuovo ponte con l’Italia


Il Paese investe in una rappresentanza in Italia per raccontare la forza di una destinazione autentica «Montenegro invests in Italy: a representation to tell the story of an authentic country». Con questo annuncio l’Ente Nazionale del Turismo del Montenegro ufficializza la nomina di Travel Open Day S.r.l. come rappresentanza in Italia. Una decisione che si inserisce in una strategia più ampia e che conferma la volontà del Paese di rafforzare la propria presenza su un mercato chiave, aprendo nuove opportunità di sviluppo sia sul fronte B2C, rivolto ai viaggiatori italiani, sia sul fronte B2B, attraverso un dialogo diretto con operatori, agenzie e stakeholder del settore. L’intento è chiaro: raccontare e posizionare il Montenegro come una destinazione emergente e autentica, capace di offrire esperienze di valore e di costruire relazioni solide e durature con il trade, intercettando le tendenze più attuali del turismo internazionale e rispondendo al crescente desiderio di autenticità.   Ana Tripković Marković, direttore della National Tourism Organisation of Montenegro Il mercato italiano riveste un’importanza particolare per il Montenegro, non solo per la vicinanza geografica e i forti legami culturali tra i nostri due Paesi, ma anche per il crescente interesse degli italiani verso esperienze autentiche che uniscono natura, cultura ed enogastronomia, elementi che il Montenegro offre in abbondanza. Nel medio termine puntiamo a rafforzare la connettività, diversificare l’offerta oltre la stagione estiva e posizionare il Paese come destinazione per tutto l’anno. Nel lungo termine, il nostro obiettivo è costruire una presenza sostenibile sul mercato italiano, sviluppando partnership con i tour operator, promuovendo prodotti tematici come le vacanze attive, l’enogastronomia e gli itinerari culturali, e incoraggiando le visite ripetute. Crediamo che l’Italia abbia un potenziale significativo per contribuire a una crescita equilibrata e sostenibile del turismo in Montenegro. Oggi il Montenegro si presenta al pubblico italiano come una destinazione completa e sorprendente, capace di unire in un’unica esperienza mare e montagna, cultura e tradizione, natura e modernità. È un invito a vivere il viaggio con intensità: passeggiare lungo i bastioni medievali di Kotor, respirare la spiritualità e l’autenticità dei mercati e delle sagre nei villaggi affacciati sullo Skadar, lasciarsi trascinare dall’energia cosmopolita di Budva e dalla vitalità del suo litorale, oppure cercare l’avventura tra i canyon e le foreste del Durmitor. Scegliere il Montenegro significa aprire le porte a un Paese che custodisce tesori autentici e ancora poco esplorati, pronto ad accogliere viaggiatori curiosi e attenti, desiderosi di esperienze da vivere intensamente e da ricordare. Un mosaico di paesaggi e culture Il Montenegro è un Paese piccolo nelle dimensioni ma immenso per la varietà dei suoi contrasti, un luogo in cui la geografia compatta diventa un valore aggiunto: nel raggio di pochi chilometri si passa dal blu profondo dell’Adriatico alle montagne che toccano i 2.500 metri, dalle città murate alle distese d’acqua che ospitano una biodiversità sorprendente. La Baia di Kotor, patrimonio UNESCO e autentico gioiello del Mediterraneo, si apre come un fiordo tra i più suggestivi d’Europa, incorniciato da alte montagne che sembrano abbracciare il mare. All’interno delle sue insenature, Kotor custodisce un centro storico medievale tra i meglio conservati della regione, fatto di vicoli lastricati, palazzi barocchi e chiese antiche che testimoniano il passato veneziano. Intorno, piccoli borghi come Perast regalano atmosfere sospese, arricchite da leggende marinare e dalla straordinaria ritualità della Fašinada, una tradizione che ogni anno rinnova il legame della comunità con il mare. Poco più a sud, la costa si anima con la vitalità di Budva, dove la città vecchia, racchiusa dalle mura veneziane, si affaccia direttamente sul mare Adriatico. Le sue stradine lastricate conducono a piazze raccolte, chiese e musei che raccontano secoli di storia, mentre appena fuori dalle mura la città rivela il suo volto più moderno, con un litorale vivace, festival culturali e una vita notturna che l’hanno resa una delle mete più dinamiche della costa balcanica. Budva è il perfetto ponte tra passato e presente, un luogo che unisce il fascino della storia alla contemporaneità, adatto a viaggiatori che cercano un’esperienza completa, tra cultura, divertimento e mare. Allontanandosi dalla costa, il Montenegro rivela un’anima più intima e autentica con il Lago di Skadar, il più grande dei Balcani e uno dei più importanti santuari naturalistici d’Europa. Protetto come Parco Nazionale, il lago è un rifugio per oltre 280 specie di uccelli, tra cui il raro pellicano riccio, e un paradiso per gli amanti del birdwatching. Le sue acque sono punteggiate da monasteri medievali che emergono su isolotti, mentre lungo le sponde si trovano villaggi di pescatori che ancora oggi vivono di tradizioni antiche, offrendo al visitatore la possibilità di immergersi in un turismo slow, fatto di ritmi lenti, sapori genuini e incontri autentici con le comunità locali. Qui si possono assaporare piatti tipici a base di pesce d’acqua dolce e vini autoctoni, o esplorare in barca gli scenari che cambiano colore a seconda delle stagioni, dal verde brillante della primavera al rosso infuocato dell’autunno. Il Lago di Skadar non è solo un luogo di natura, ma un crocevia di storia, cultura e spiritualità che incarna l’essenza stessa dell’autenticità montenegrina. Raccontare questa terra in Italia significa proporre una destinazione che non ha bisogno di artifici, perché la sua forza è già scritta nelle montagne che si specchiano nell’Adriatico, nelle leggende dei suoi borghi e nella vitalità delle sue tradizioni. È un invito a scoprire un Paese che, pur emergente, custodisce tesori antichi e unici, un ponte naturale tra oriente e occidente, tra passato e futuro.   La Redazione
Leggi
I vini di Brave Wine e i marchi di moda di OTB insieme alla Vendemmia di Montenapoleone 2025 Arrow Right Top Bg

20 Ottobre, 2025

I vini di Brave Wine e i marchi di moda di OTB insieme alla Vendemmia di Montenapoleone 2025

  Un connubio esclusivo tra eccellenza vinicola e alta moda nel cuore del Quadrilatero milanese   Il gruppo Brave Wine e i marchi di moda del gruppo OTB, entrambi guidati dall’imprenditore Renzo Rosso, tornano protagonisti alla Vendemmia di Montenapoleone,  l’evento che celebra l’unione tra le grandi maison della moda e le eccellenze del vino italiano. In questa edizione, tre cantine della holding Brave Wine animano un percorso multisensoriale tra le boutique più iconiche del Quadrilatero della Moda, unendo il fascino dei terroir italiani al linguaggio universale della moda. Presso la boutique Jil Sander in via Verri, l’eleganza vulcanica dei vini Benanti si fonde con la raffinatezza della maison. In degustazione due espressioni d’eccellenza dell’Etna: il Contrada Rinazzo Etna DOC Superiore, vino strutturato e minerale, e il Noblesse Metodo Classico Brut Carricante, bollicina elegante e fresca, simboli della forza e dell’armonia del vulcano siciliano. Da Maison Margiela in via Sant’Andrea, la creatività anticonformista della maison incontra i vini della Diesel Farm, la tenuta di Renzo Rosso sui Colli Vicentini. In calice il Rosso di Rosso, un blend di Merlot e Cabernet Sauvignon, e la bollicina Celebrating 55, un omaggio ai 55 anni del fondatore, entrambi espressione di un’agricoltura sostenibile e di una visione autentica. Infine, nella boutique Marni di via Montenapoleone, l’Alta Langa DOCG e il Barolo DOCG del Comune di Monforte d’Alba della cantina Saffirio diventano protagonisti di un dialogo tra ricerca stilistica e heritage piemontese. Un equilibrio perfetto tra innovazione e radici, tra design contemporaneo e tradizione enologica. Renzo Rosso, Presidente di Brave Wine e del Gruppo OTB Questo è il giusto evento per unire le eccellenze della moda e la tradizione vinicola italiana. La Vendemmia di Montenapoleone è l’occasione perfetta per mostrare come la passione, sia nella moda che nel vino, possa dar vita a creazioni senza tempo. Con Brave Wine e i marchi di OTB portiamo un tocco di innovazione e stile in questo storico distretto milanese, celebrando la bellezza e l’arte italiana in ogni bicchiere e in ogni collezione. La partecipazione di Brave Wine e dei marchi OTB conferma un impegno costante nel valorizzare il meglio del Made in Italy, trasformando la serata in un raffinato dialogo tra moda e vino, eleganza e creatività. L’evento, arricchito dalla presenza diretta dei produttori, si inserisce nel palinsesto della 16ª edizione della Vendemmia di Montenapoleone, patrocinata da Confcommercio – Imprese per l’Italia e realizzata in collaborazione con il Comitato Grandi Cru d’Italia. La Redazione
Leggi
Da lunedì 20 a domenica 26 ottobre 2025 va in scena… la carica dei 101! Arrow Right Top Bg

20 Ottobre, 2025

Da lunedì 20 a domenica 26 ottobre 2025 va in scena… la carica dei 101!

  “Essere Vignaioli. Storie di vigne e di vini”   Un’edizione record che coinvolge 101 Punti di Affezione FIVI in tutta Italia, più 6 locali a Bologna, dove incontrarsi, bere vino e conoscere i Vignaioli Indipendenti. A un mese dal Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti, atteso a Bologna dal 15 al 17 novembre, torna l’evento diffuso più amato dagli appassionati: una settimana di degustazioni, cene, aperitivi e incontri all’insegna del vino autentico e artigianale. Mercoledì 22 ottobre sei indirizzi nel cuore di Bologna, in collaborazione con AMO – Associazione Mescitori Organizzati e con il supporto di Ascom e Comune, ospiteranno Vignaioli Indipendenti del territorio, con vini locali abbinati alla gastronomia tipica bolognese e uno speciale approfondimento sulla neonata Denominazione Comunale di Bologna. La peculiarità di “Essere Vignaioli” sta nel confronto diretto: in ogni locale, uno o più soci FIVI racconteranno cosa significa essere un Vignaiolo Indipendente, presentando vini di colleghi in un clima di amicizia e collaborazione. Rita Babini, Vignaiola e Presidente FIVI Ascoltare un Vignaiolo delle Alpi che racconta il lavoro di una produttrice siciliana, o un giovane piemontese che presenta una storica cantina campana, è il modo migliore per respirare lo spirito vero della FIVI. Lo vogliamo ricreare con gioia ogni anno nei banchi di assaggio del Mercato. I Punti di Affezione FIVI, riconoscibili dal logo con Ampelio e il suo cesto di uva, sono enoteche, ristoranti e wine-bar che hanno fatto del vino artigianale, territoriale e sostenibile la loro bandiera. Sul sito www.fivi.it è disponibile l’elenco completo ordinato per regione. Il Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti 2025 replicherà il successo con circa 1.000 vignaioli da tutte le regioni d’Italia, più delegazioni europee CEVI e soci FIOI, a BolognaFiere dal 15 al 17 novembre. La Redazione
Leggi
Cantine di Verona premiata ai Pentawards 2025 con l’etichetta G.Low Arrow Right Top Bg

20 Ottobre, 2025

Cantine di Verona premiata ai Pentawards 2025 con l’etichetta G.Low

  Unica cantina italiana premiata nella categoria beverage, entra nell’élite mondiale del packaging design con l’etichetta della linea G.Low, vini low alcol da 8% che cambia colore al mutare della temperatura di servizio   Cantine di Verona celebra un’importante vittoria internazionale: l’etichetta di G.Low, linea di vini a bassa gradazione alcolica (8%), è stata premiata ai Pentawards 2025, la più prestigiosa competizione mondiale di packaging design. Con oltre 2000 brand concorrenti selezionati da una giuria di 50 esperti, Cantine di Verona è l’unica realtà italiana premiata nella categoria beverage. Il progetto grafico di G.Low è firmato da Advision, agenzia di branding e packaging design veneta, nota per l’innovazione e l’eccellenza creativa nel settore Wine & Spirits. L’etichetta si distingue per una palette dai colori vibranti – verde acido e azzurro – impreziosita da dettagli metallizzati in oro e arricchita da una vernice termocromica, che cambia colore al variare della temperatura, trasformando la bottiglia in un vero indicatore visivo di freschezza ottimale. La collaborazione con la cartiera Fedrigoni ha introdotto un’innovazione sostenibile: le etichette sono realizzate in carta Re-Play Tintoretto Gesso, certificata FSC™, composta per il 15% da glassine riciclata, grazie a un processo di upcycling a ciclo chiuso, primo esempio nel settore degli autoadesivi. Emanuele Bonvicini, responsabile marketing di Cantine di Verona Al design accattivante e all’impronta sostenibile si aggiunge l’innovazione tecnologica: le nostre etichette termocromatiche non sono solo estetica ma esperienza interattiva. Vedere Cantine di Verona premiata in questo contesto, accanto a brand internazionali come Coca-Cola, Moët & Chandon o Bulgari, è motivo di grande orgoglio. Oggi il packaging è linguaggio, guida la scelta del consumatore e rafforza l’identità del prodotto. La linea G.Low, presentata nella primavera 2025 al Vinitaly di Verona, comprende il Bianco, da uve Garganega e Trebbiano, e il Rosato, da Corvina e Merlot. Entrambe le rifermentazioni mantengono intatto il profilo organolettico grazie a raccolte precoci e fermentazioni controllate, evitando la dealcolizzazione, che Cantine di Verona considera poco sostenibile e penalizzante per il vino. Luigi Turco, presidente di Cantine di Verona G.Low, oltre a evocare il bagliore, rimanda a Green e Low, rappresentando un consumo più consapevole e autentico, in linea con nuovi stili di vita. Il premio riconferma che la nostra visione eco-compatibile unita a un linguaggio visivo internazionale è vincente e competitiva. Il premio è stato ritirato nel corso del gala serale tenutosi al De Kromhouthal di Amsterdam. Con Bonvicini erano presenti gli art director di Advision Matteo Zantedeschi e Ilaria Bontempo. Cantine di Verona è una cooperativa che unisce Cantina Valpantena, Cantina di Custoza, Cantina Colli Morenici e Brolo dei Giusti, valorizzando l’identità enologica della provincia con una produzione che spazia dalle colline della Valpolicella ai pendii del Lago di Garda. Con oltre 500 soci conferitori e una forte attenzione alla sostenibilità ambientale, economica e sociale – certificata EQUALITAS dal 2024 – il gruppo rappresenta un punto di riferimento moderno e competitivo nel panorama del vino italiano, supportando con formazione e assistenza tecnica i propri soci. La Redazione
Leggi
Il primo Nebbiolo Tre Bicchieri del Nord Astigiano: Serre di San Pietro Monferrato DOC Nebbiolo Superiore 2022 di Bava Arrow Right Top Bg

19 Ottobre, 2025

Il primo Nebbiolo Tre Bicchieri del Nord Astigiano: Serre di San Pietro Monferrato DOC Nebbiolo Superiore 2022 di Bava

  Un vino identitario e prestigioso, frutto di una lunga tradizione familiare nel cuore del Monferrato astigiano   La cantina Bava, storica realtà vitivinicola di Cocconato, nel cuore del Monferrato astigiano, festeggia con orgoglio un importante riconoscimento: il Serre di San Pietro Monferrato DOC Nebbiolo Superiore 2022 ha conquistato i Tre Bicchieri dalla Guida Vini d’Italia 2026 del Gambero Rosso, il massimo punteggio assegnato da una delle pubblicazioni enologiche più autorevoli in Italia. Questo premio rappresenta un traguardo significativo per uno dei vini più rappresentativi dell’azienda monferrina. Il Serre di San Pietro nasce dal vigneto storico della famiglia Bava a Cocconato, sulla collina di Cadodo, dove la famiglia coltiva la terra da 13 generazioni. L’area di Cocconato e la sequenza panoramica dei bricchi delle Serre vantano una lunga tradizione nella produzione di Nebbiolo. Nel tardo Novecento, i vigneti furono reimpiantati, una scelta di viticoltura sostenibile premiata nel 2018 con il riconoscimento della denominazione Monferrato DOC Nebbiolo. Il vino si distingue per un colore rosso rubino luminoso e un bouquet complesso che unisce profumi floreali di viola e rosa selvatica a note fruttate e leggere sfumature boisé. Al palato coniuga eleganza e struttura, freschezza e persistenza, offrendo un Nebbiolo memorabile per la sua finezza. Francesca Bava, responsabile marketing dell’azienda I Tre Bicchieri per il nostro Serre di San Pietro premiano la nostra visione di un vino che nasce da un territorio straordinario e che, pur fuori dalle denominazioni più blasonate, riesce a imporsi per qualità e carattere. Il successo del Serre di San Pietro Monferrato Nebbiolo testimonia l’evoluzione di un progetto enologico che da generazioni porta avanti la filosofia Bava: produrre vini che raccontano il Piemonte con autenticità, equilibrio e personalità. La famiglia Bava risiede a Cocconato fin dall’inizio del 1600, con la cascina di famiglia, Ca’ Traversa, storicamente circondata da vigneti. All’epoca la produzione era destinata al consumo familiare e le botti di vino venivano conservate nelle cantine sotterranee, con l’imbottigliamento riservato alle grandi annate e alle occasioni speciali. Piero Bava Un tempo quasi tutti a Tuffo avevano un pezzetto di terra; la parte alta delle colline veniva coltivata a vite. Già nel Settecento, la famiglia Bava aveva terreni di proprietà sui bricchi delle Serre, un punto panoramico dove si dominano l’arco alpino e il Monviso, sul crinale dell’antica Strada delle Serre. All’inizio del Novecento la famiglia si spostò nel fondovalle, accanto alla ferrovia, dove fu fondata la cantina che ancora oggi è la sede dell’azienda. La vigna storica si trova in posizione panoramica di fronte alla cantina, accanto alla chiesa del borgo di Tuffo, dedicata ai Santi Pietro e Paolo, da cui prende anche il nome il vino Serre di San Pietro. Il nome richiama la vicinanza alla Strada delle Serre e al sagrato della chiesa. La prima vendemmia di questo prestigioso Nebbiolo risale al 2019. Equilibrio tra natura, sostenibilità e tradizione L’azienda Bava coltiva i vigneti con grande attenzione e rispetto per l’ambiente: gli sfalci d’erba e i tralci potati nutrono naturalmente il terreno; i pali che sorreggono le piante provengono da foreste rinnovabili; l’inerbimento tra i filari tutela biodiversità e previene erosione, evitando l’uso di diserbanti chimici. Questa filosofia sostenibile è il filo conduttore di una storia familiare lunga quattro secoli, con oltre 110 vendemmie che testimoniano un patrimonio vitivinicolo sapientemente custodito e rinnovato. La prima cantina Bava fu costruita nel 1911 nel fondovalle, segnando l’inizio di un percorso che ha visto sei generazioni alternarsi nella gestione. La produzione dell’azienda si concentra su varietà autoctone di prestigio, tra cui Barbera, Nebbiolo e Barolo, oltre a vini aromatici come Ruché, Moscato d’Asti e Malvasia di Castelnuovo don Bosco, valorizzando il patrimonio vitigno piemontese con una visione aperta al futuro. La tenuta comprende cinquanta ettari di vigneti e venti ettari di prati e boschi spontanei, coltivati con la medesima passione e sensibilità di un tempo. La Redazione
Leggi
Le bollicine dell'AIS Arrow Right Top Bg

19 Ottobre, 2025

Le bollicine dell'AIS

  Cosa è una bollicina?
Un involucro di anidride carbonica che si forma nel processo fermentativo.
Ci pensate? Sembra una cosa banale ma può dar vita a qualcosa di stupefacente. Quanto è grande? Dipende. Sì, dipende da una moltitudine di fattori che sarebbe troppo complicato e complesso da spiegare. Semplificando però possiamo affermare che quanto più è grande tanta più anidride carbonica contiene all’interno così da offrire sensazioni gustative e olfattive profondamente diverse. Noi però, tutti fini intenditori, abbiamo imparato ad apprezzare le differenze del perlage così come i diversi sentori sviluppati dalla fermentazione. Metodo Classico o Charmat (meglio forse Martinotti) che sia; pas dosè, brut…; lunghi o brevi affinamenti; millesimati o sans année, ecc ecc ecc. Cosa sia meglio? Dipende sempre da cosa si vuole ottenere, da cosa si vuole trasmettere, da quanto tempo si vuole attendere, da cosa si ha per le mani. Grazie all’AIS del Lazio il 28 settembre scorso è andata in scena una entusiasmante anzi, effervescente manifestazione per celebrare le differenti espressioni di Metodo Classico scovati su e giù per l’Italia: l’Altro volto del Metodo Classico. Magari è vero che se non hai in gamma una bollicina, non sei nessuno. E magari è ancora più vero che se non è un metodo classico con almeno 36 mesi di affinamento, meglio non dirlo. Però, in un panorama così vasto di territori e vitigni, l’AIS è stata in grado di scovare etichette e produttori di ottimo, se non eccellente in certi casi, livello.   Cosa mi è piaciuto? Anzitutto la location. L’A.Rome LifeStyle Hotel è in una zona tranquilla vicino Villa Dora Pamphilj con buona facilità di parcheggio. Lontano dagli hotel del centro dove, va bene il fascino ma arrivarci e parcheggiare, scoraggia molti. Poi la sala, molto grande e spaziosa. Direi fruibile. Poi le etichette che ho trovato e delle quali parlerò in seguito. Molto interessanti per varietà dei vitigni, per collocazione geografica, per tipologia di affinamento. Insomma, un eccellente modo per esplorare ed avere una panoramica completa delle possibilità del Metodo Classico.   Cosa mi è piaciuto meno? Dettagli ma che quando si parla di bollicine potrebbero fare la differenza. In primo luogo, l’identificazione dei produttori e dei territori. L’ho trovato eccessivamente confusionario. Capisco che nella quasi totalità dei casi era presente una sola referenza per produttore, ma occorreva pensare ad altro per valorizzare perlomeno i territori o i vitigni. Poi la scarsa presenza dei produttori magari legata alla singola referenza, chi può dirlo. Però poter parlare con i produttori invece che con il pur sempre preparatissimo sommelier AIS, fa la differenza.   Gli assaggi da ricordare Centorame Anna. Pecorino 100%, 48 mesi sui lieviti, Pas dosè. Solo questo mi ha indotto ad inserirlo nella mia lista di assaggi da ricordare. Centorame poi è azienda seria che, in quel di Casoli (Teramo) produce vini provenienti da soli vitigni autoctoni abruzzesi. Anna ha quella grassa essenziale schiettezza propria dell’Abruzzo. Un sorso che non tradisce. Una sensazione di appagamento che non c’è e che costringe a finire la bottiglia. Magari con un arrosticino di pecora. Lambrusco DDR 2015 Cantina della Volta. Un Lambrusco che di Lambrusco sa poco. Cosa che per me è un gran complimento. Non perché non ami (come si potrebbe?) il Lambrusco ma unicamente perché da tutti gli altri si distingue e nettamente. Ricorda il Lambrusco come si può ricordare un lontano parente emigrato chissà quanti anni fa. Magari, quando lo rivedi, te lo ricordi ancora. O magari no. In questo DDR, le bollicine sono giuste, i sentori (che non sanno di Lambrusco) sono giusti, il gusto è giusto. Insomma è davvero giusto. MasSim Piazzo Comm. Armando. In Langa ma non in Alta Langa. MasSim è una bollicina che stupisce. Non banale, non civettuola, non scontata. Nebbiolo e un pò di Chardonnay per un olfatto e un gusto che si ispira alla frutta secca tanto che il finale è leggermente amarognolo così da renderlo spettacolare e diverso. Tecnicamente è un rosato ma il colore è tutto da interpretare. Proprio come queste bollicina. Pensi di capirlo, poi non lo capisci. Questo mi ammalia. Rimango in Langa e rimango sul Nebbiolo. Stavolta in purezza e Brut Nature. Enzo Boglietti il produttore. Una bollicina che non ha nulla da invidiare ad un Alta Langa anzi, come si direbbe a Roma glie passa sopra. Nel senso che ha in se le caratteristiche di una grande bollicina con i sentori tutti al posto giusto e un agrumato che da un Nebbiolo forse non ti aspetti. Pensare che con lo stesso vitigno si possa fare un Barolo o un Barbaresco, non ci si crede. Dalle Langhe al foggiano, la strada è lunga ma quando si arriva a Borgo Turrito e c’è un Calarosa Brut Rosè da Nero di Troia, il viaggio non si sente più. Leggero e soave da il meglio di se in bocca con una capacità di rinfrescare eccellente. Più floreale che fruttato l’ho apprezzato per la facilità di beva e la fresca sensazione che lascia in bocca. Mi è toccato (non a malavoglia) ritornare in Langa per il Kashal di Rivetto. Un 60 mesi, sempre da Nebbiolo che ha in se una unica parola: eleganza. Una eleganza che danza nell’equilibrio di una ballerina sul ghiaccio. Nessuna sbavatura, nessun tentennamento. Come se fosse finto e invece è magnificamente vero. Una di quelle bolle che non si può non assaggiare. Chiudo e mi dispiace non citare tutti gli altri, con Mahsarà dell’Azienda Agricola Ornina, giovane realtà biodinamica di Castel Focognano (Ar). Mahsarà è Pinot Nero, Sangiovese e Trebbiano realizzato, a dosaggio zero, con metodo ancestrale. Me ne sono innamorato appena ricevuto nel calice per un colore che sa di rame antico. Poi in bocca (non l’ho nemmeno annusato), deciso, determinato, prepotente ma quanto è stato bevibile! Non per tutti e meno male visto che non credo ne producano tante bottiglie. Tutte le altre? Non sono ruffiano ne pagato da qualcuno e posso liberamente affermare che ho trovato la qualità decisamente alta. Alcune le avevo già assaggiate come il meraviglioso Ebraluce di Roberto Crosio, altre non sono riuscito a provarle. Ma tanto ci sarà la prossima edizione dell’evento Ais! Alla prossima dunque.   Ivan Vellucci – Suggestioni di Vino
ivan.vellucci@winetalesmagazine.com Mi trovi su Instagram come @ivan_1969      
Leggi