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BlendNews è un contenitore di informazioni dedicato al vino. Racconteremo gli eventi, le novità e le curiosità di questo mondo.

 

Montefili presenta il nuovo sito: un invito nel cuore della sua identità Arrow Right Top Bg

19 Ottobre, 2025

Montefili presenta il nuovo sito: un invito nel cuore della sua identità

  Vecchie Terre di Montefili lancia il nuovo sito ufficiale, un’esperienza digitale pensata per raccontare con profondità la storia, i vini e la filosofia di una delle realtà più autentiche del Chianti Classico.   Vecchie Terre di Montefili annuncia il lancio della nuova versione del proprio sito, una piattaforma rinnovata nella grafica e nell’approccio narrativo, progettata per rispecchiare i valori fondanti del brand: autenticità, precisione e sobrietà. Il nuovo design, essenziale ed elegante, accompagna il visitatore in un viaggio tra i vigneti a 500 metri di altitudine, dove la cura artigianale e la gestione biologica si fondono con una visione enologica contemporanea. La narrazione si amplia per esplorare non solo i vini, ma anche il territorio, le persone e il tempo che definiscono ogni annata. Un elemento centrale dell’esperienza digitale è il Montefili Wine Club, un’area riservata ai clienti più affezionati e ai veri conoscitori. Qui, la scarsità diventa un valore: accesso a release esclusive, verticali riservate ai collezionisti, aggiornamenti diretti dalla cantina e opportunità di acquisto di bottiglie prodotte in piccole quantità. È un invito a vivere Montefili non come semplice consumatore, ma come parte attiva di una storia che si costruisce anno dopo anno. Il team di Montefili Abbiamo voluto che il sito non fosse soltanto una vetrina, ma un’estensione della nostra identità. Un luogo dove chi ci segue possa sentirsi parte della nostra storia, con la possibilità di vivere Montefili in maniera autentica, personale e memorabile. Guidata da Serena Gusmeri, Montefili si distingue per un’identità solida e contemporanea, costruita sull’equilibrio tra tradizione, sostenibilità e precisione enologica. Fondata negli anni ’70, l’azienda è oggi un punto di riferimento per chi cerca vini eleganti, profondamente radicati nel territorio toscano. Tra le etichette iconiche spicca Anfiteatro, Sangiovese in purezza proveniente da parcelle storiche, che racconta con intensità e finezza la voce più autentica della tenuta. Ogni bottiglia è il risultato di un equilibrio fragile e prezioso tra natura e tempo, un racconto di territorio, visione e futuro. Montefili guarda al mondo con curiosità e consapevolezza, creando vini che, pur parlando di Toscana, portano un messaggio universale: l’eccellenza nasce dalla pazienza, dalla cura e dal rispetto per il ciclo naturale. Il nuovo sito è ora online all’indirizzo www.montefiliwines.com, con sezioni dedicate alla storia, ai vini, al Wine Club e ai contatti, arricchite da immagini evocative e testi curati per una navigazione fluida e coinvolgente. La Redazione
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Andreola Valdobbiadene Rive di Santo Stefano Extra Dry Dirupo ottiene i Tre Bicchieri 2026 Arrow Right Top Bg

18 Ottobre, 2025

Andreola Valdobbiadene Rive di Santo Stefano Extra Dry Dirupo ottiene i Tre Bicchieri 2026

  La storica cantina celebra per il secondo anno consecutivo uno dei massimi riconoscimenti del vino italiano   La cantina Andreola, simbolo della viticoltura eroica del Valdobbiadene DOCG, festeggia con orgoglio il conferimento dei Tre Bicchieri 2026 al suo Valdobbiadene Rive di Santo Stefano Extra Dry Dirupo Etichetta del Fondatore Nazzareno Pola 2024. Questo spumante rappresenta la selezione più accurata del prodotto Dirupo, con ogni annata che vede la scelta della vigna che meglio esprime finezza ed eleganza; per il 2024 è stata selezionata la storica Rive di Santo Stefano. Il vino è prodotto principalmente da uve Glera (90%) con piccoli apporti di Bianchetta e Perera, coltivate in vigneti di forte pendenza tra i 200 e i 500 metri di altitudine. Si caratterizza per un perlage fine e persistente, profumi di glicine, biancospino, pera, pesca bianca e delicate note di pasticceria. Al palato risulta pieno e cremoso, con un finale lungo e sapido, tipico delle colline eroiche patrimonio UNESCO del Conegliano Valdobbiadene. Il premio conferma la capacità di Andreola di combinare tradizione e innovazione nella continua ricerca di qualità, consolidando il ruolo della famiglia Pola come ambasciatrice del Valdobbiadene DOCG nel mondo. Fondata nel 1984, la cantina Andreola si estende oggi su circa 110 ettari vitati, con una produzione di circa 900 mila bottiglie esportate in oltre 35 paesi. L’azienda è rinomata per la viticoltura eroica, il lavoro manuale sui ripidi pendii e per la valorizzazione delle diverse espressioni del territorio attraverso la produzione di numerose etichette e cru. La Redazione
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Premio "Next Generation 2026" di DoctorWine a Generazione Next Arrow Right Top Bg

18 Ottobre, 2025

Premio "Next Generation 2026" di DoctorWine a Generazione Next

  Il gruppo under 40 di Assovini Sicilia riceve un prestigioso riconoscimento e punta a innovare il linguaggio del vino   Generazione Next, il gruppo di giovani produttori under 40 facente parte di Assovini Sicilia, ha concretizzato un importante traguardo aggiudicandosi il Premio “Next Generation 2026” di DoctorWine. Il premio, destinato a “giovani che si fanno largo in questo mondo con capacità, preparazione, passione e tenacia”, è stato ritirato sabato 4 ottobre a Milano, presso l’Hotel Principe di Savoia, in occasione della presentazione della Guida Essenziale 2026 di DoctorWine. Generazione Next, composta da ventisei membri già attivi nelle rispettive aziende familiari e in diversi ambiti professionali tra cui export, marketing, enoturismo, produzione e amministrazione, si dedica a valorizzare il territorio e la produzione vitivinicola siciliana, proponendo un linguaggio innovativo, fresco e orientato al futuro. Recentemente il gruppo ha rinnovato la propria governance con l’elezione a presidente di Gabriella Favara e a vicepresidente di Enrica Spadafora, le quali, insieme al Consiglio direttivo, guidano progetti strategici focalizzati su comunicazione, coinvolgimento attivo della Generazione Z, formazione interna e promozione del territorio. Gabriella Favara, presidente di Generazione Next Uno dei nostri obiettivi è fornire una chiave di lettura netta sul rapporto tra nuove generazioni e vino: non è ai giovani che va chiesto di cambiare, è il mondo del vino che deve imparare a comunicare meglio i propri valori di autenticità. Sta a noi costruire ponti: un linguaggio più accessibile, esperienze coinvolgenti e una presenza coerente. Serve una comunicazione capace di unire rigore e leggerezza, competenza e immediatezza, evitando tecnicismi inutili e privilegiando storie, sapori e abbinamenti che parlino il linguaggio dell’esperienza. Enrica Spadafora, vicepresidente di Generazione Next Ricevere il Premio Next Generation 2026 da Doctor Wine è per noi una grande emozione e dà valore al percorso che stiamo costruendo insieme. Generazione Next di Assovini Sicilia è un progetto corale, nato dalla visione, dalla passione e dalla voglia di mettersi in gioco con uno sguardo rivolto al futuro. Nasce anche dal desiderio di portare avanti l’eredità del lavoro di squadra di Assovini, sviluppando progetti e linguaggi capaci di coinvolgere e avvicinare sempre più i giovani al mondo del vino. Il gruppo si concentra su settori chiave come management, hospitality, enoturismo e comunicazione, assumendo un ruolo centrale nel dibattito sull’evoluzione della vitivinicoltura siciliana e sul suo dialogo con le nuove generazioni. Mariangela Cambria, presidente di Assovini Sicilia Sul solco di questa continuità con i valori della nostra associazione, Generazione Next porta avanti un progetto che segue i cambiamenti del nostro mondo pur condividendo i valori delle generazioni passate. Il know how e le competenze delle nuove generazioni sono essenziali per la nostra associazione, non solo per mantenere vivi gli obiettivi ma soprattutto per costruire un dialogo proficuo con le nuove generazioni ed intercettare i giovani a vivere ed apprezzare la cultura del vino. La Redazione
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40 anni di Riserva Perpetua: la Maison di Champagne Bruno Paillard celebra la sua visione del tempo Arrow Right Top Bg

17 Ottobre, 2025

40 anni di Riserva Perpetua: la Maison di Champagne Bruno Paillard celebra la sua visione del tempo

  40 anni di esplorazione temporale che diventa la chiave della forte identità dei loro vini   Nel 1985 la giovane Maison Bruno Paillard innovò il concetto di riserva creando la Riserva Perpetua, uno degli assemblaggi più antichi in Champagne concepito per evolversi ogni anno con l’inserimento di un nuovo millesimo. Questa pratica riflette la convinzione della Maison che lo Champagne sia un vino vivo, capace di trasformarsi e migliorare nel tempo, garantendone la longevità. La Riserva Perpetua è un vero archivio sensoriale che contiene i sapori delle annate passate e assicura uno stile coerente, energico e profondo. Diversamente dalle riserve tradizionali conservate per annata, questo assemblaggio continuo viene maturato in botti di quercia e acciaio, unendo vini giovani con quelli di annate precedenti per raggiungere oggi l’insieme di 40 millesimi. Alice Paillard, proprietaria e direttrice della Maison Dopo quattro decenni, la Riserva Perpetua incarna la nostra ricerca di uno Champagne vivo, vibrante e preciso, un viaggio attraverso il tempo che invita a scoprire questa memoria in movimento nelle nostre cuvée multimillesimate. Due espressioni di questa Riserva sono la Première Cuvée Extra-Brut, in cui la Riserva Perpetua rappresenta circa il 33% dell’assemblaggio medio degli ultimi dieci anni, e la Cuvée 72, che rende omaggio a una doppia maturazione prolungata di 36 mesi sui lieviti, seguita da una seconda maturazione di ulteriori 36 mesi dopo la sboccatura, momento in cui il vino si apre completamente rivelando nuove sfumature aromatiche. La Riserva Perpetua rappresenta una memoria vivente del vino: la lunga permanenza sui lieviti e il successivo periodo di “convalescenza” sono fondamentali per l’evoluzione degli Champagne Bruno Paillard, capaci di sorprenderti anche a distanza di molti anni dalla nascita. I vini della Maison Bruno Paillard sono distribuiti in esclusiva per l’Italia da Cuzziol GrandiVini Srl, con sede a Santa Lucia di Piave (Treviso). La Redazione
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Identitari e contemporanei, i vini dei Colli Piacentini convincono anche Parigi Arrow Right Top Bg

17 Ottobre, 2025

Identitari e contemporanei, i vini dei Colli Piacentini convincono anche Parigi

  Il percorso di promozione internazionale del Consorzio di tutela vini Doc Colli Piacentini ha fatto tappa il 7 ottobre a “Les Rencontres Vinicoles” a Parigi, evento di grande rilievo nel panorama vinicolo francese. Le eccellenze del territorio piacentino, in particolare la Malvasia, hanno ricevuto ampi consensi durante le masterclass e le degustazioni rivolte agli operatori del settore.   Dopo i successi registrati nelle missioni a Vilnius e Varsavia, volte a valorizzare le produzioni del territorio e a sviluppare relazioni commerciali nei mercati baltico e polacco, il progetto di promozione biennale 2024-2025 del Consorzio di tutela vini Doc Colli Piacentini ha raggiunto la capitale francese con una delegazione di produttori locali. La 53ª edizione di “Les Rencontres Vinicoles”, evento partner esclusivo dell’Associazione Sommelier di Parigi, ha riunito circa sessanta cantine provenienti da Francia ed Europa. Oltre quattrocento operatori tra ristoratori, distributori, sommelier e giornalisti hanno partecipato a un walk around tasting, degustando numerose etichette e approfondendo le caratteristiche distintive dei vini piacentini. Nel pomeriggio, durante una masterclass dedicata ai vitigni aromatici, Alexandre Fréguin, Best Sommelier UK 2018, ha guidato la degustazione di una selezione di vini di riferimento, spaziando tra la Malvasia di Candia Aromatica dei Colli Piacentini e il Moscato piemontese. La giornata si è conclusa con una cena di gala riservata a importatori selezionati e stampa francese, consacrando ancora una volta la presenza e il valore dei vini piacentini nella scena internazionale. Il presidente del Consorzio, Marco Profumo Parigi è stata l’ultima tappa di un percorso biennale che ci ha visto portare con orgoglio e soddisfazione i nostri vini in alcuni dei più interessanti Paesi europei, spaziando tra mercati emergenti e consolidati. Abbiamo vini di grande qualità, dalla forte identità territoriale e perfettamente in linea con quanto chiedono oggi i consumatori in tutto il mondo. Solo muovendoci insieme come territorio possiamo giocare le nostre carte migliori per ampliare le destinazioni dei nostri prodotti e sostenerne la diffusione in un momento sfidante per tutto il settore. La missione parigina anticipa la due giorni di degustazioni prevista a Milano il 12 e 13 ottobre per operatori, giornalisti e wine lover nell’ambito del progetto “Oh my Doc!”, finalizzato a presidiare i principali mercati italiani. Inoltre, i vini Doc dei Colli Piacentini saranno protagonisti di uno spazio dedicato alla Fiera dei Vini di Piacenza, in programma dal 22 al 24 novembre a Piacenza Expo. La Redazione
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Timorasso dei Colli Tortonesi: Braida presenta il suo primo vino bianco fermo Arrow Right Top Bg

16 Ottobre, 2025

Timorasso dei Colli Tortonesi: Braida presenta il suo primo vino bianco fermo

  Braida apre un nuovo capitolo con un Timorasso identitario e innovativo   “Braida” non è solo una cantina, ma una famiglia visionaria – i Bologna – che ha rivoluzionato la Barbera con passione, cultura e coraggio. Ora l’azienda lancia il suo primo vino bianco fermo, Orange-utan, nato dall’unione tra i Colli Tortonesi e la storica cantina di Rocchetta Tanaro, simbolo di un incontro di territori e esperienze. Giuseppe Bologna, proprietario insieme alla sorella Raffaella Abbiamo scelto il Timorasso perché somiglia ai nostri vini rossi: struttura, profondità, capacità di evolvere, ostinazione ed espressività. Vinificare un bianco a Rocchetta per la prima volta è una sfida che affrontiamo con rigore e curiosità. Questo Timorasso rappresenta un progetto identitario e un segnale che Braida, nata rompendo schemi, continua a trasformarsi naturalmente. Il vino è vinificato in acciaio e affinato in cemento a contatto con le fecce fini, per preservare tensione, complessità aromatica e profondità, in una interpretazione rocchettese vibrante e originale. La prima annata 2023 è in commercio, mentre la seconda e la terza sono in affinamento e fermentazione. La Redazione
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L'arte dell'eros e la profondità del blu. I vini di Piazzo come estetica del gusto Arrow Right Top Bg

16 Ottobre, 2025

L'arte dell'eros e la profondità del blu. I vini di Piazzo come estetica del gusto

  Una serata che fonde sensi e pensieri, gusto e visione: presso la Galleria Internazionale Area Contesa ArteDesign di Via Margutta a Roma, arte contemporanea e cultura del vino si sono incontrate in un doppio vernissage che ha acceso il cuore della scena artistica romana. Eros come Amore e Oregon Blu e il Blu sono i titoli delle mostre protagoniste di questo evento, entrambe espressioni di una ricerca emotiva e cromatica che trova nel linguaggio dell’arte un ponte diretto verso l’interiorità. Un linguaggio interiore che doveva necessariamente arricchirsi di ulteriori sensazioni ricercati e trovati nella prestigiosa collaborazione con la Cantina Piazzo Comm. Armando, storica realtà delle Langhe, che ha accompagnato i visitatori in un percorso enosensoriale attraverso una selezione di vini Metodo Classico e autoctoni: Arneis, Dolcetto d’Alba e Barbera d’Alba. Eros come Amore esplora il desiderio, la tenerezza e la passione in chiave artistica, liberando l’eros da ogni stereotipo e restituendogli la sua dimensione più poetica. Le opere esposte – pitture, installazioni e fotografie – conducono lo spettatore in un viaggio nell’intimità emotiva, dove il corpo e l’anima si intrecciano. Parallelamente, Oregon Blu e il Blu indaga il colore blu non solo come scelta estetica ma come linguaggio simbolico e spirituale. Dall’intensità del blu oltremare alla leggerezza dell’azzurro, la mostra evoca orizzonti interiori, silenzi e profondità. Il riferimento all’Oregon diventa quasi una suggestione cinematografica: terre lontane, atmosfere rarefatte, natura e introspezione. A impreziosire l’esperienza, l’eleganza dei vini Piazzo ha saputo dialogare con le opere d’arte in un’armonia multisensoriale. Il Metodo Classico Alta Langa e Arneis hanno sorpreso per la loro raffinatezza e vivacità. Perfetti per introdurre l’evento con una nota brillante. Ritorno in Alta Langa segna per Piazzo un omaggio alla provenienza della famiglia. Un Metodo Classico che, come da disciplinare della DOCG Alta Langa, è un blend di Chardonnay e Pinot Nero. 30 mesi di affinamento per una bollicina fine e una freschezza profumata e persistente. Un ingresso, un benvenuto, un brindisi all’arte e al vino. Per aprire una serata che sa di incredibile. Proprio come queste fantastiche bollicine. Cortine è l’Arneis, il bianco che non tradisce. Semplice e profumato, deciso e mai banale. Uno di quei pochi vini che inducono sensazioni di eros blu per via di una bevibilità inebriante, una profumata e sapida verticalità. Buron è il Dolcetto d’Alba. Beva sincera, carattere fruttato, finale mandorlato che induce ad un nuovo sorso è stato il perfetto compagno per accompagnare la visita alle opere incentrate sull’eros. Un incredibile inviluppo di sensi che si rincorrono tra l’olfatto e il gusto del vino e la bellezza delle opere. Fil Rus è la Barbera che con la sua calda struttura, la sua complessa e profonda trama speziata, la sua intensità aromatica ha chiuso la serata accompagnando con la profondità degna del “blu” evocato nella seconda mostra. Fil Rus è il filo rosso che collega due vigneti posti ai lati opposti del fiume Tanaro e vuole proprio simboleggiare l’unione tra i due vernissage. Una chiusura del cerchio del percorso enosensoriale che ha accompagnato la serata dove vino e arte hanno continuamente scambiato i loro ruoli in una sorte di fusione collaborativa. La collaborazione tra arte visiva e vino non è stata un semplice accompagnamento conviviale, ma un vero e proprio dialogo tra linguaggi, dove il calice diventa parte dell’opera e il sorso un’estensione della percezione. I vini di Piazzo Comm. Armando dimostrano come le Langhe possano essere interpretate in chiave leggera ma complessa, articolata ma non impegnata. Sono i sensi a guidare le emozioni e se queste si uniscono sapientemente, ecco che si realizza quella corrispondenza di amorosi sensi che rende l’arte e il vino un connubio perfetto. La Galleria Internazionale Area Contesa ArteDesign si conferma così un punto di riferimento per chi cerca esperienze culturali complete,  capaci di nutrire mente, cuore e palato mentre i vini di Piazzo Comm. Armando offrono alla Città Eterna una prova di quanto si possa godere scoprendo e riscoprendo la tradizione piemontese. Che meraviglia! Ivan Vellucci & Marco Sargentini   NB Piazzo Comm. Armando è distribuito in da Rinaldi 1957      
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Imprinting. Arte&Wine per il Giubileo di Roma 2025 Arrow Right Top Bg

15 Ottobre, 2025

Imprinting. Arte&Wine per il Giubileo di Roma 2025

  L’ARTE INCONTRA LE ECCELLENZE DEL LAZIO NELL’EVENTO ENOGASTRONOMICO DEDICATO AL GIUBILEO DI ROMA 2025 Roma, 29 novembre 2025 – Terrazza Bernini, Hotel Bristol dalle h 15 alle h 23 La Fondazione David Phoenix ETS è lieta di annunciare “Imprinting Art&Wine per il Giubileo di Roma 2025”, un evento esclusivo ed unico nel suo genere in programma il 29 novembre 2025 presso la suggestiva Terrazza Bernini dell’Hotel Bristol Piazza Barberini 23 di Roma in occasione delle celebrazioni per il Giubileo di Roma 2025. L’iniziativa nasce con l’intento di celebrare la profonda connessione tra arte contemporanea ed eccellenze enogastronomiche del Lazio, unendo in un’unica esperienza sensoriale il talento artistico e la ricchezza del territorio. Protagoniste della serata saranno le opere dell’artista David Phoenix che, con la sua cifra stilistica unica, porta in scena un dialogo emozionale tra materia e spirito, tra radici culturali e innovazione visiva. A fare da contrappunto artistico, una selezione di Aziende Vitivinicole del Lazio (ognuna delle quali verrà associata ad un’opera del Maestro) che, con prodotti tipici e sapori autentici del territorio, realizzeranno un percorso percettivo e degustativo, pensato per valorizzare l’arte associata alle filiere locali. L’evento è realizzato con il contributo di Regione Lazio – ARSIAL (Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l’Innovazione dell’Agricoltura del Lazio), a conferma del forte impegno istituzionale nella promozione della cultura e delle produzioni di eccellenza del territorio. “Imprinting Art&Wine per Il Giubileo di Roma 2025” si inserisce nel calendario ufficiale degli eventi culturali legati al Giubileo, rappresentando un momento unico tra le manifestazioni enogastronomiche della Capitale per il Giubileo 2025, divenendo punto di incontro tra spiritualità, bellezza e identità territoriale, in uno dei luoghi più iconici della capitale.   Per informazioni e accrediti stampa: Organizzazione – Imprinting Art&Wine per il Giubileo di Roma 2025 📧 marcosargentini@lust4wine.it  | 📞 320 6037741 📧 robertamarcheseragona@gmail.com | 📞 366 6672133 📧 nomorewine25@gmail.com | 📞 366 6672133   WineTales Magazine è Media Partner dell’iniziativa La Redazione
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Vinitaly.USA: il vino strategico per l’economia americana con ricavi oltre 10 miliardi di dollari Arrow Right Top Bg

15 Ottobre, 2025

Vinitaly.USA: il vino strategico per l’economia americana con ricavi oltre 10 miliardi di dollari

  A Chicago protagonisti del wine business discutono sfide e opportunità del mercato   Il vino italiano è un asset economico fondamentale per entrambi i lati dell’Atlantico, in particolare per gli Stati Uniti dove genera ricavi superiori a 10 miliardi di dollari l’anno, nonostante l’introduzione dei dazi al 15% da agosto. Questo tema chiave è stato al centro del wine2wine Business Forum durante Vinitaly.USA, con istituzioni italiane, imprese tricolori e rappresentanti del trade americano, come la Wswa e la U.S. Wine Trade Alliance, che si oppongono alle nuove tariffe. L’analisi dell’Osservatorio Uiv-Vinitaly evidenzia che le aziende italiane fatturano oltre 2,2 miliardi di dollari dalle vendite oltreoceano, mentre i partner commerciali USA generano più di 10 miliardi. Federico Bricolo, presidente di Veronafiere, sottolinea: Il vino italiano non è solo simbolo di eccellenza enogastronomica, ma anche pilastro economico nelle relazioni Italia-USA. Vinitaly.USA è una piattaforma chiave per proteggere e rilanciare questo patrimonio in un contesto di mercato complesso. Nonostante il 70% del consumo americano riguardi vini domestici, le etichette italiane sono leader tra gli importati con il 38% di quota di mercato, seguite da Australia, Nuova Zelanda, Francia e Cile. Ogni dollaro speso in vino italiano ed europeo produce 4,5 dollari per l’economia statunitense, dimostrando l’intensità di un legame commerciale consolidato da oltre 50 anni. Secondo Vinaty, negli Stati Uniti operano oltre 1.000 importatori registrati di vino, affiancati da distributori, grossisti e circa 2.000 rivenditori. L’industria della ristorazione italiana nel Paese vale 95 miliardi di dollari l’anno con oltre 62 mila imprese (dati IBISWorld). I vini italiani sono fondamentali anche per la ristorazione americana: il Prosecco è presente nel 41% dei menu (Italian Wine Podcast e Somm.ai), e i rossi toscani sono molto apprezzati. Nel 2024 l’export italiano verso gli USA ha raggiunto 2,3 miliardi di dollari con 354 milioni di litri venduti (oltre 470 milioni di bottiglie da 0,75 lt), confermando il mercato statunitense come il primo sbocco per il vino italiano (530mila aziende, 800mila addetti) con una quota export del 24%. Il “2025 Economic Impact Report” di Wine America stima un impatto economico totale del vino negli Stati Uniti pari a 144,4 miliardi di dollari, dei quali quasi 19 miliardi derivano dal vino italiano, secondo l’Osservatorio Uiv-Vinitaly. La Redazione
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