BlendNews

BlendNews è un contenitore di informazioni dedicato al vino. Racconteremo gli eventi, le novità e le curiosità di questo mondo.

 

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3 Luglio, 2025

La cantina Lungarotti di Torgiano si rinnova per offrire esperienze ispirate alla vita lenta dell’Umbria

Il restyling degli spazi dedicati all’accoglienza racconta un nuovo capitolo della storica azienda   Tornare alle radici per raccontare una nuova contemporaneità. È questa la filosofia che ha ispirato il progetto di restyling della cantina Lungarotti di Torgiano. La storica realtà vitivinicola ha scelto di rinnovare gli spazi dedicati all’accoglienza per raccontare, anche attraverso di essi, un nuovo capitolo nel percorso di questa azienda familiare sinonimo di vino umbro dal 1962. Un percorso iniziato nel 2024 che ridefinisce l’immagine e la proposta in modo coerente con la storia di Lungarotti. Un’evoluzione nel pensiero, nelle persone, nella produzione e anche nella comunicazione visiva che si è tradotto in un restyling degli esterni della cantina, a partire dal logo sulla facciata. Sotto il nome Lungarotti, infatti, appare la scritta Radici in Umbria, che sintetizza il senso di questo cambiamento: riportare il territorio al centro della narrazione non solo come luogo fisico, ma come stile di vita da trasmettere al mondo. Uno stile di vita lento, a misura d’uomo, per riscoprire il piacere della convivialità sotto il pergolato della cantina, sorseggiando un calice di Rubesco 62 e di Torre di Giano 62, le due etichette simbolo di Lungarotti, rivisitate nella forma e nella sostanza, che conquistano con uno stile gustativo più snello, fresco, immediato e trasversale. Ma il restyling riguarda anche gli interni e, in particolare, l’Enoteca della Cantina dove è possibile degustare, pranzare e acquistare i vini. Negli ambienti rinnovati per rendere ancora più piacevole e immersiva l’esperienza, le etichette iconiche sono protagoniste assolute: in esposizione anche le vecchie annate che raccontano la storia di un’azienda che ha sempre incarnato valori profondi come famiglia, territorio, continuità. “Il restyling degli spazi dedicati all’accoglienza – spiega Chiara Lungarotti, amministratore delegato dell’azienda di famiglia – è un altro tassello del nostro piano di rinnovamento, iniziato con il lancio del Progetto 1962, che ci proietta nel futuro con uno sguardo che parte da lontano, per rendere contemporaneo il brand e i suoi valori. Un percorso fatto di concretezza, eleganza, autenticità e legame con il territorio. Come interpreti di una regione unica, sentiamo il dovere e l’orgoglio di rappresentarla attraverso ciò che meglio ci racconta: i nostri vini senza tempo, capaci di parlare al presente, la nostra generosa ospitalità che promuove uno stile di vita sano, a contatto con la natura, incentrato sulla riscoperta di ritmi più umani e sul piacere di ricercare la gioia nella semplicità”. Per tutta la stagione estiva, gli ospiti potranno vivere a Torgiano – così come nella tenuta Lungarotti a Montefalco – esperienze autentiche: dal classico wine tour con degustazione ai trekking e picnic tra i vigneti, per immergersi nella natura dell’Umbria e scoprire come nasce un vino, dal grappolo alla bottiglia. Le esperienze si completano con la visita al Museo del Vino di Torgiano, che racconta la storia del vino attraverso oltre 3 mila preziosi reperti, dagli etruschi all’arte contemporanea, e al Museo dell’Olivo e dell’Olio che ha appena compiuto 25 anni. La cantina Lungarotti Lungarotti, storica realtà vitivinicola dell’Umbria, ha contribuito a scrivere la storia del vino italiano nel mondo. Fu Giorgio Lungarotti, nel dopoguerra, a trasformare l’azienda agricola di famiglia a Torgiano, in una cantina di successo. Una storia che oggi continua nelle tenute di Torgiano e Montefalco, grazie all’impegno, la passione e la competenza di 3 generazioni della famiglia. Con il Progetto 1962, lanciato nel 2025, è iniziato un nuovo ciclo dell’azienda che torna alle sue radici per raccontare una nuova contemporaneità. La visione del Progetto 62, che prende il nome dalla prima annata del Rubesco e Torre di Giano, le due etichette simbolo rivisitate nella forma e nella sostanza, è chiara e ambiziosa: portare l’Umbria e il suo stile di vita lento nel mondo proponendo vini intramontabili e territoriali. Tra i pilastri dell’azienda, l’enoturismo e la promozione della cultura del vino, dell’olio e del patrimonio artistico attraverso il  Museo del Vino  e il  Museo dell’Olivo e dell’Olio di Torgiano.www.lungarotti.it La Redazione
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3 Luglio, 2025

Una collaborazione alla scoperta delle radici umbre

  La ricerca, promossa da Umbria Top, si dedica alla scoperta e alla valorizzazione delle origini e delle espressioni del patrimonio vitivinicolo dell’Umbria, riconoscendo nel passato una fonte di ispirazione per le pratiche agricole e culturali del presente   Quando compare per la prima volta in Italia la parola scritta “vino”? Ovvero, in seno a quale civiltà italica il nettare degli dèi ha percorso i suoi primi passi nella storia? Non è da escludere che tutto sia avvenuto nel territorio del centro Italia che oggi chiamiamo Umbria, prima dell’avvento degli Etruschi nello Stivale. Echi di altri tempi ma proiettati nel contemporaneo: nasce con queste domande la creazione del primo tavolo lavoro composto da studiosi ed esperti sul tema “Radici: l’eco delle origini”. La ricerca, la cui realizzazione è promossa da Umbria Top, la cooperativa che raggruppa cantine e Consorzi di Tutela vini umbri, oltre che essere proponente del Distretto di Filiera del Vino Umbro di Qualità, vuole percorrere e riscoprire le origini della produzione vitivinicola umbra attraverso un approccio multidisciplinare. Peculiarità botaniche, agronomiche e ambientali del territorio, spunti culturali, racconti storici, testimonianze di archeologia agricola e rurale per scoprire punti di forza della piccola ma preziosa produzione umbra, grazie al rilevante contributo di professori e studiosi di Università per Stranieri di Perugia, Università degli Studi di Perugia, 3A Parco Tecnologico Agroalimentare dell’Umbria, Museo del Vino di Torgiano, AIS Umbria. Gioia Bacoccoli, coordinatrice di Umbria Top Non soltanto una pubblicazione, ma una dichiarazione di appartenenza e un atto di memoria collettiva. Il progetto “Radici” nasce dal desiderio di narrare punti di forza della filiera vitivinicola regionale a partire dalle sue origini. Del resto, è in gran parte nel nostro sottosuolo che si trovano preziosi segreti ancora spesso celati. Il vino in Umbria, si fa da tempi immemori: non resta dunque che iniziare a scrivere un racconto nuovo ed antico allo stesso tempo, una prima raccolta di spunti per una caccia al tesoro all’inverso: dal calice alla radice” che vorremmo fosse un percorso partecipato e in progress. Il lavoro che abbiamo avviato infatti, ha fin da subito mostrato un potenziale interessante di ricerca su settori quali ad esempio l’enoturismo e il marketing territoriale, per i quali si intende programmare a breve un tavolo di lavoro utile ad individuare nuovi strumenti per la promozione del comparto e del territorio regionale. La ricerca, che include un progetto editoriale, rappresenta un esempio virtuoso di networking tra istituzioni, enti di ricerca e realtà locali, confermando l’impegno di Umbria Top nella promozione e valorizzazione delle eccellenze enologiche regionali, con uno sguardo attento alla sostenibilità e alla conservazione delle tradizioni. L’opera, arricchita da un apparato iconografico di pregio e da contributi scientifici inediti, si propone come un punto di inizio lavori per studiosi, appassionati e professionisti del settore, offrendo spunti utili alla promozione della immagine del comparto vitivinicolo umbro. Luigi Mundula, Presidente del corso MICO dell’Università per Stranieri di Perugia Questa ricerca è un primo approccio e prende le mosse da un approfondimento storico, linguistico e archeologico delle origini della coltivazione della vite e della produzione del vino, per proseguire poi con un’analisi della modifica del paesaggio agrario e delle architetture. Il vino, dunque, come patrimonio culturale è presentato come un condensato di storia e cultura, un patrimonio immateriale dell’umanità. Questa visione eleva il vino da semplice bevanda a simbolo di identità, a componente essenziale di questa terra unica e inimitabile, oltre che per l’origine storica, i suoi cicli, le sue feste, i suoi riti e le sue memorie vissute. La ricerca si avvale della partecipazione di vari docenti dell’Università per Stranieri di Perugia (Giovanni Capecchi, Valentina Gasbarra, Roberto Montagnoli e Alessio Patalocco) e dell’Università degli studi di Perugia (Manuel Vaquero Piñeiro, Alberto Palliotti e Paolo Braconi) ma anche del prezioso contributo scientifico di esperti e ricercatori (Stefano Cimicchi, Luisa Spagnoli) ed enti (3A Parco Tecnologico Agroalimentare dell’Umbria, Museo del vino di Torgiano MUVIT, Associazione Italiana Sommelier). Chiunque desiderasse ricevere gratuitamente una copia del volume cartacea o digitale di “Radici, l’eco delle Origini”, può scrivere una mail a info@umbriatopwines.it Le iniziative di UmbriaTop sono inserite nell’ambito delle iniziative di promozione delle produzioni certificate umbre promosse dalla Cooperativa UmbriaTop Wines nell’ambito della misura del CSR Umbria 2023-2027 – intervento SRG10 “Promozione dei prodotti di qualità”. La Redazione
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Serate romane con i vini delle Langhe di Cristian Ferrero Arrow Right Top Bg

2 Luglio, 2025

Serate romane con i vini delle Langhe di Cristian Ferrero

Metti una sera d’estate a Roma. Trenta gradi e nemmeno il ponentino a mitigare la temperatura. La serata degustativa organizzata nella centralissima e meravigliosa location dell’Etico Food a Roma, ristorante albergo che fa della inclusività la sua ragione di essere, conta circa settanta invitati. Siamo ospitati all’aperto, negli spazi antistanti l’hotel. Siamo su due livelli con la scalinata che collega i due spazi. Luci soffuse, piante verdi e l’architettura tipica della zona fanno da cornice alla serata. I partecipanti non sanno cosa aspettarsi. Sanno solo che l’azienda che ci accompagnerà in questa esperienza è quella di Cristian Ferrero. Cristian Ferrero, un giovane vignaiolo delle Langhe. Ha solo venticinque anni e quando ne aveva ventuno, ha acquisito la proprietà e responsabilità delle vigne di famiglia. Prima un solo ettaro, poi tre, quindi sette e oggi dodici. Il suo primo vino è stato un Barolo. Proprio appena ha iniziato la sua attività, ha messo in botte il nebbiolo per produrre il Barolo prodotto a Bricco San Pietro (tanto devo aspettare tre anni ha detto). Una delle 181 MGA delle Langhe. Poi gli altri. Lo Chardonnay, il Barbera Superiore, il Nebbiolo. Tutti vini che si contraddistinguono per una incredibile eleganza e finezza. In pochi azzarderebbero a portare in degustazione in una serata di fine giugno i vini delle Langhe. Eppure, è quello che ho deciso di fare. Dimostrare che un vino rosso si può bere anche in estate. Purché le temperature siano quelle giuste e non la tanto inflazionata temperatura ambiente. In un ambiente a trenta gradi sarebbe impossibile bere un vino alla stessa temperatura. Sarebbe alcol melassoso. Impossibile. Obiettivo della serata è, oltre divertirsi e stare insieme, far comprendere come le temperature di servizio giochino un ruolo fondamentale nell’assicurare una corretta esperienza degustativa. Oltre che il vero piacere di beva. Con cosa li abbiniamo i vini delle Langhe? Una battuta di carne, un agnolotto del plin, dei formaggi, un brasato. Ma ci sono trenta gradi! Giusto, non è possibile. Bella occasione per sfatare un ulteriore luogo comune e abbinare i vini delle Langhe con il pesce. Con Serena, manager dell’Etico e lo chef Paolo ho dato indicazioni ben precise. All’inizio li ho trovati scettici. Un po’ come saranno gli ospiti ma conquisterò anche loro. Partiamo dallo Chardonnay. Un vitigno molto diffuso nelle Langhe insieme all’Arneis. Quello di Cristian Ferrero, affinato solo in acciaio, è decisamente semplice, fine ed elegante. Sentori di fiori prevalentemente e qualche piccolo frutto. Fresco, secco e sapido ha in sé una tenue consistenza. L’abbinamento perfetto è con una insalata di mare accompagnata da una julienne di verdure. Semplice, delicata, con una bassa consistenza. Il matrimonio è perfetto. La pulizia del palato è assicurata. Così come il piacere. Il giusto modo, semplice e soft per iniziare un pasto. Nessuna pesantezza. Nessuna opulenza. Per la Barbera Superiore, continuiamo con finezza ed eleganza. Qui sale la sostanza perché il passaggio in botte di sei mesi ha creato maggiore complessità olfattiva e gustativa. È una Barbera ben fatta che mantiene freschezza e rotondità. I sentori sono ampi e qualche speziatura e tostatura si sente. Non invadenti. Non predominanti. Buona sapidità e ottimo bilanciamento in bocca. Invece della tartare di Fassona, lo chef Paolo ha preparato una azzeccatissima tartare di tonno con una leggera salsa di soia. L’integrazione con la Barbera supera l’esame a pieni voti. C’è la consistenza del tonno con la sua persistenza che trovano nella Barbera un giusto legame. Pazzesco. Arriviamo al Nebbiolo, ulteriore esempio di eleganza. Nel calice è trasparente e sinuoso. Vibrante nei sentori si esprime con tutta la potenza del nebbiolo in misura meno impegnata rispetto al Barolo. Il legno impatta e da il suo imprinting ma è il frutto vegetale che diventa ben maturo a creare le sensazioni migliori. La beva è potente ma senza graffiare. Comunque sia, intriga perché è profondo e vellutato. Il bilanciamento è riuscito egregiamente. Bravo il ragazzo non c’è che dire. Cercavo un abbinamento insolito e l’ho trovato con un risotto al polipo in rosso. Per apprezzare meglio la combinazione tra i due invito i commensali a quello che amo chiamare mappazzone: metti un boccone di risotto in bocca e subito dopo un sorso di vino. Solo così si è in grado di valutare la bontà dell’accoppiamento. Le regole della sommellerie prevedono la nascita di nuovi sapori se il paring è di livello. È così infatti. Davvero incredibile ciò che ne deriva. Anche gli ospiti se ne rendono conto e i sorrisi sono evidenza di meraviglia. Anche Serena arriva da me a dire che non si aspettava una cosa del genere. Per ultimo c’è il Barolo Bricco San Pietro 2021. Complicato abbinare un vino del genere. Ma la temperatura è quella giusta. Non andiamo oltre i 16 gradi. Appena messo nel bicchiere si incrementerà subito. Nel calice il Barolo è il Barolo. L’eleganza è innegabile. Occorre dire grazie al Marchese Falletti che con il matrimonio contratto con la nobildonna francese Julienne Cobert ha suscitato l’attenzione dell’enologo Louis Oudart dunque del Conte Camillo Benso di Cavour. Il Barolo alla maniera dei vini francesi nasce così. Quello di Cristian è graffiante ma di quel graffio che sa di passione e tanta ma tanta passione. I sentori sono grintosi graffi che penetrano balsamicamente nella mente lasciando il segno pungente di frutta non ancora matura e di sottobosco. Fini spezie sonnolenti si destano repentinamente aumentando la sensazione di ficcante finezza. Ruggenti e impetuose sensazioni che sanno di maestosa complessità. In bocca la freschezza dei potenti tannini sembra incutere timore come le fauci di un felino. Sono denti forti ma delicati ad afferrare i propri cuccioli. È così che un cuore di fragoline selvatiche e petali di rosa appassita riesce ad evocare eleganti sensazioni lasciando la bocca meravigliosamente al sicuro. Elegantemente coinvolgente ha in sé la fierezza del 𝐍𝐞𝐛𝐛𝐢𝐨𝐥𝐨 e la lungimiranza di 𝐁𝐚𝐫𝐨𝐥𝐨 per un vino che come il leone cucciolo, sarà Re quanto prima. Come abbinarlo? Con quale pesce? Qualcosa di grasso e masticabile. Il salmone. Gratinato e sul quale lo chef Paolo aggiunge una emulsione di vongole. La differenza di temperatura tra il salmone e il Barolo fa il suo mestiere. L’abbinamento da insolito e inaspettato, diventa incredibile. Nessuno ci credeva eppure et voilà. Un vignaiolo giovane, Cristian Ferrero, che con tanta sapienza ed un tocco di estrosa genialità (al quale meglio aggiungere un po’ di spavalda incoscienza) crea vini eleganti e raffinati. Un luogo incredibile come Etico Food a Roma che grazie a Serena e al suo meraviglioso staff nel quale va citato lo chef Paolo. I miei compagni di viaggio Giorgio e Fabrizio senza i quali le serate non sarebbero le stesse; Stefania che riesce ad essere una PR eccelsa. Tutti i partecipanti che sono stati al gioco e, spero, abbiano davvero gradito l’azzardo. È stata comunque una serata memorabile.     Ivan Vellucci – Suggestioni di Vino
ivan.vellucci@winetalesmagazine.com Mi trovi su Instagram come @ivan_1969  
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1 Luglio, 2025

Critone Summer Edition. La Calabria, una spiaggia alla volta

  Librandi celebra le coste calabresi con sei nuovi esclusivi design in limited edition per il suo bianco iconico La cantina Librandi firma un omaggio speciale alla sua terra: Critone Summer Edition è un’edizione limitata di sei nuovi esclusivi design dell’etichetta di Critone, il bianco iconico della casa vitivinicola calabrese che da sempre racconta il mare e la luce del Sud. La Famiglia Librandi Quest’estate abbiamo voluto raccontare la Calabria a modo nostro. Lo facciamo con il Critone, il nostro bianco che da sempre parla del mare e della luce della nostra terra, in una veste speciale: sei etichette dedicate a sei luoghi simbolo delle nostre coste. Un viaggio visivo e sensoriale che inizia da Punta Alice, cuore pulsante di Cirò Marina, dove ha sede l’azienda: un promontorio baciato dal sole che guarda l’orizzonte ionico, simbolo del legame originario tra il vino Librandi e il suo territorio. Si prosegue verso sud con la maestosa Le Castella, fortezza aragonese sospesa tra cielo e mare, icona indiscussa della costa calabrese. Poco oltre, lo scenario cambia ma resta altrettanto suggestivo: Pietragrande, lo scoglio imponente che emerge dalle acque turchesi è omaggiato in un’etichetta dal respiro deciso e mediterraneo. Attraversato idealmente l’istmo, il racconto si sposta sul Tirreno, dove le coste si fanno frastagliate e verticali. A dominare la scena è l’intramontabile fascino di Tropea, con la sua rupe a picco sul mare e l’inconfondibile profilo del Santuario di Santa Maria dell’Isola. Poi Chianalea di Scilla, il borgo di pescatori che sembra emergere direttamente dal mare, fatto di vicoli, barche ormeggiate e case adagiate sugli scogli. Infine, la collezione si chiude con la più intima delle sei mete: l’Arcomagno, una baia nascosta tra le rocce nei pressi di San Nicola Arcella, dove l’arco naturale di pietra incornicia uno dei luoghi più magici della regione. Con Critone Summer Edition, Librandi celebra la Calabria che conosce da sempre e che vuole continuare a raccontare: una bellezza vera, solare, accogliente, da vivere a piedi nudi e con lo sguardo rivolto al mare. Le sei grafiche, illustrate con uno stile essenziale ma evocativo, uniscono estetica e racconto con immagini dal forte impatto visivo, pensate per catturare l’occhio e la memoria, trasformando ogni bottiglia in una cartolina d’autore. La collezione sarà disponibile da giugno 2025, esclusivamente in una selezione di lidi e stabilimenti balneari calabresi. Con questo progetto, Librandi rinnova il suo impegno nel valorizzare il territorio calabrese attraverso il vino, l’arte e la narrazione visiva. La Redazione
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1 Luglio, 2025

Consorzio Morellino di Scansano: territorio, visione e confronto al centro di Rosso Morellino 2025

Due giorni di incontri con la stampa, degustazioni e nuovi progetti per raccontare l’identità del Sangiovese della costa, tra passato, presente e futuro della denominazione.   Il Morellino di Scansano è un vino identitario, frutto di una visione comune dei produttori e di una ricerca della qualità che lo rendono sempre più apprezzato sia in Italia che all’estero. Questo è quello che è emerso in occasione della nuova edizione di Rosso Morellino, evento organizzato dal Consorzio Morellino di Scansano per mettere in connessione la stampa specializzata, i produttori e partner istituzionali, con l’obiettivo di raccontare il presente della denominazione e condividere la visione futura di uno dei Sangiovese più autentici d’Italia: quello che nasce in un territorio unico, lungo la costa della Maremma toscana. Bernardo Guicciardini Calamai, presidente del Consorzio Rosso Morellino è molto più di un evento promozionale è un’occasione di ascolto e confronto, un’esperienza viva all’interno della denominazione per comprenderne tutti i caratteri che si ritrovano poi nei nostri vini. Il Morellino di Scansano infatti è frutto di una visione condivisa tra i produttori e di un impegno concreto nella ricerca costante della qualità; è un vino di struttura e carattere, contraddistinto al tempo stesso da morbidi tannini e da una nota sapida che gli donano una sorprendente freschezza. Condividere dunque ciò che siamo oggi, e ciò che stiamo diventando consolida il nostro percorso di riconoscibilità e ci permette di lavorare molto bene nei mercati italiani e di aprire numerosi canali internazionali. A rafforzare questa crescita e consapevolezza c’è la recente approvazione da parte dell’Assemblea della nuova menzione “Superiore”, attualmente al vaglio delle autorità competenti, che si aggiunge alle già presenti “Annata” e “Riserva”. Si tratta di un importante passaggio normativo e simbolico, che avvalora ancora di più il posizionamento qualitativo della denominazione ed è sinonimo di una sempre maggiore selezione, cura e rispetto nella produzione vitivinicola dei soci. Bernardo Guicciardini Calamai presidente del Consorzio In un contesto mondiale che resta complesso e in continuo cambiamento, il nostro auspicio è quello di continuare a crescere con coerenza e visione, rimanendo fedeli alla nostra matrice territoriale ma capaci di parlare un linguaggio contemporaneo. La forza del Morellino sta proprio in questa sintesi: essere rispettoso della tradizione, profondamente identitario e, al contempo, in grado di dialogare con il mondo. InGravel: il territorio del vino si scopre in sella Il Consorzio Morellino di Scansano abbraccia anche il mondo del cicloturismo grazie alla rinnovata collaborazione con InGravel, evento organizzato da Andrea Gurayev e Werner Peruzzo di Saturia Bike che il 13 e 14 settembre porterà sulle strade bianche della Maremma numerosi appassionati di gravel bike. Percorsi cicloturistici, degustazioni in vigna e soste tra i borghi renderanno anche quest’anno l’esperienza immersiva e autentica, coniugando sport, paesaggio e cultura del vino. Alessio Durazzi, direttore del Consorzio Con InGravel valorizziamo il nostro territorio con un linguaggio nuovo, che sta raccogliendo molti consensi positivi e raggruppando sempre più appassionati. Quello del Morellino di Scansano è il primo Consorzio in Italia ad attivare questa collaborazione con InGravel e ne siamo orgogliosi: è un modo per coinvolgere tante persone che magari scoprono questo territorio per la prima volta proprio pedalando tra le vigne, prima di innamorarsi del nostro vino. Morellino Carousel e ReWine: i cocktail che raccontano la modernità e la versatilità del Morellino Anche la mixology diventa strumento di narrazione per il Morellino di Scansano, grazie a Morellino Carousel e a ReWine, i cocktail firmati dal bartender Julian Biondi. Il primo, ispirato al Futurismo e alla “Giostra d’Alcool” di Prampolini, bilancia il Morellino con bitter, frutti rossi e gazzosa in un mix fresco e armonioso, in cui il vino resta protagonista e intorno ad esso viene costruita una struttura che tocca aspetti bitter, frizzanti, agrumati e fruttati, donando una complessità finale. ReWine, a base di Morellino Riserva, whiskey e angostura, si propone come espressione della versatilità di questo vino anche nelle sue versioni più affinate. Porsche, Repower, TeamSystem e il Parco della Maremma: partner di un Consorzio sostenibile e innovativo In occasione di Rosso Morellino, il Consorzio ha presentato la partnership con cinque realtà d’eccezione che sposano i suoi valori green, dedicati alla sostenibilità e all’innovazione. Oltre alla ormai assodata collaborazione con InGravel, il Morellino ha all’attivo un’attività con il team Porsche Firenze, fortemente impegnato nella  mobilità sostenibile, Repower, attiva nelle soluzioni per la mobilità sostenibile ed efficientamento energetico, e TeamSystem, che ha affiancato il Consorzio ponendo le basi per nuovi progetti in ambito digitale e gestionale. Accanto a loro anche il Parco della Maremma, lungo la costa tirrenica: un’area protetta che conserva un prezioso mosaico di ambienti naturali tra pinete, paludi, dune e macchia mediterranea, che svolge un ruolo fondamentale nella tutela della biodiversità del territorio, ospitando specie rare di flora e fauna e promuovendo pratiche sostenibili di conservazione e turismo. Grazie a queste sinergie, il Consorzio rafforza la propria strategia di comunicazione e promozione, raccontando un Morellino di Scansano che guarda al futuro con radici ben salde nel presente e una storia che continua a evolversi. La Redazione
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29 Giugno, 2025

Marna del bacio: il nuovo gioiello dalle rive di Valdobbiadene docg firmato Andreola

Un Valdobbiadene Docg nato dalla viticoltura eroica, tra roccia affiorante e pendenze vertiginose
“Marna del Bacio” Valdobbiadene DOCG Rive di San Pietro di Barbozza Extra Brut rappresenta una nuova pietra miliare nella storia di Andreola. L’ultimo nato tra i Rive Valdobbiadene DOCG della cantina Andreola esprime con autenticità l’anima della viticoltura eroica ed è il risultato dell’equilibrio perfetto tra terroir, altitudine, esposizione e dedizione. Le uve provengono da una piccola lingua di terra che prende il nome dal toponimo “Bacio”, che viene considerata una delle più prestigiose del paese di San Pietro di Barbozza, nel comune di Valdobbiadene. Il suolo, costituito da marne calcaree e Biancone affiorante, regala al vino una spiccata sapidità, mentre il microclima, caratterizzato da forti escursioni termiche, esalta la finezza aromatica della Glera. Frutto della vendemmia 2024, “Marna del Bacio” nasce nel cuore di San Pietro di Barbozza, in un appezzamento di circa 2 ettari che si estende tra i 300 e i 350 metri di altitudine, dove le pendenze raggiungono l’80%.
Qui la roccia madre affiora in superficie, creando un suolo composto da marne calcaree e Biancone, responsabile della spiccata mineralità e dell’eleganza di questo Extra Brut. L’altitudine e le forti escursioni termiche esaltano la freschezza della Glera, mentre l’esposizione solare da est a ovest garantisce una maturazione ottimale delle uve. Questo equilibrio tra elementi estremi dà vita a un Valdobbiadene Docg dalla personalità inconfondibile, caratterizzato da una finezza aromatica unica e da una sapidità vibrante che si ritrova nel calice. “Marna del Bacio” si distingue per il suo perlage cristallino, fine e persistente, accompagnato da un colore giallo chiaro con riflessi verdognoli. Al naso, sprigiona note delicate di fiori bianchi e mela verde, mentre al palato si esprime con un profilo deciso, complesso ed elegante, in cui la sapidità si intreccia perfettamente con la freschezza. La spuma è cremosa, a sottolineare la raffinata struttura di questo Extra Brut, ottenuto con il Metodo Martinotti. Versatile e raffinato, si presta ad accompagnare aperitivi e piatti della cucina tradizionale, abbinandosi con naturalezza a pesce crudo, fritto e formaggi freschi. CANTINA ANDREOLA: EROICO IN VALDOBBIADENE Nel cuore pulsante delle colline di Valdobbiadene, Cantina Andreola incarna da oltre quarant’anni la vera essenza della viticoltura eroica, dove ogni grappolo è frutto di un lavoro paziente e interamente manuale, reso necessario dalle pendenze estreme che caratterizzano questo paesaggio unico al mondo1. Qui, tra vigneti che si arrampicano su declivi mozzafiato e un mosaico di boschi e siepi che arricchiscono la biodiversità, Andreola ha saputo coniugare tradizione e innovazione, dando vita a vini che raccontano la storia e la ricchezza di un territorio riconosciuto Patrimonio Unesco. La filosofia aziendale si fonda sull’ascolto profondo della terra e sulla ricerca costante dell’eccellenza: ogni bottiglia è il risultato di una sinergia tra sapienza enologica, rispetto dell’ambiente e attenzione al dettaglio, elementi che hanno permesso ad Andreola di distinguersi come punto di riferimento per il Valdobbiadene DOCG1. Dalla fondazione nel 1984, la famiglia Pola ha guidato una crescita dinamica, investendo in tecnologie all’avanguardia senza mai rinunciare all’autenticità e all’artigianalità che rendono i loro spumanti cremosi, eleganti e longevi. L’impegno per la sostenibilità si traduce in pratiche virtuose come il compostaggio dei sottoprodotti e la valorizzazione della sostanza organica nei vigneti, a garanzia di un ciclo produttivo rispettoso dell’ambiente e della qualità1. Oggi Andreola è sinonimo di vini “fatti a mano”, capaci di esprimere le mille sfumature di un terroir straordinario, e continua a innovare con nuove etichette e progetti che celebrano la cultura e la passione per il Valdobbiadene, conquistando palati in tutto il mondo. La Redazione
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28 Giugno, 2025

Successo per “Alta Langa Roma”

700 accreditati, 75 cuvée in degustazione, 34 produttori di Alte Bollicine Piemontesi allo Spazio Field di Palazzo Brancaccio   Più di 700 ospiti accreditati, 75 vini di altrettante cuvée in degustazione suddivisi tra bianchi, rosati e riserve, nella tipologia brut e pas dosé, 34 produttori presenti, tre masterclass sold out guidate da Marco Reitano, sommelier del ristorante Tre Stelle Michelin La Pergola (Rome Cavalieri – The Waldorf Astoria): le Alte Bollicine Piemontesi hanno conquistato la Capitale lo scorso 16 giugno con “Alta Langa Roma”, evento andato in scena allo Spazio Field di Palazzo Brancaccio e rivolto al mondo dell’Horeca e della stampa, organizzato per il secondo anno consecutivo dal Consorzio Alta Langa. Numeri che testimoniano un successo crescente e un legame sempre più saldo tra Alta Langa DOCG e Roma, frutto di un lavoro attento e puntuale del Consorzio, iniziato già nell’autunno del 2023, con una tappa del format “Alta Langa DOCG: Anima di un Territorio” e proseguito nel 2024 con la prima edizione della manifestazione. Il presidente del Consorzio Alta Langa Giovanni Minetti Anche quest’anno, i produttori del Consorzio hanno accolto l’invito a incontrare operatori, esperti e appassionati a Roma con la volontà di consolidare una presenza delle Alte Bollicine Piemontesi nella Capitale. L’intenzione del consorzio è infatti quella di creare un appuntamento fisso e ricorrente con gli operatori e il pubblico professionale, un’occasione unica per presentare le annate attualmente in commercio di Alta Langa DOCG (metodo classico tutto millesimato, cioè con l’indicazione della vendemmia in etichetta) attraverso l’interpretazione di ciascun produttore, ma anche per far conoscere sempre di più e meglio le caratteristiche del territorio di origine, unico e straordinario. L’assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo, Caccia e Pesca, Parchi della Regione Piemonte Paolo Bongioanni L’Alta Langa Docg – che la Regione ha proclamato Vino piemontese dell’anno 2025 – tappa dopo tappa sta letteralmente conquistando sempre nuovi pubblici e opinion leader e facendo conoscere la propria straordinaria personalità di bollicine Metodo Classico. Una marcia iniziata con la presentazione alla Nuvola Lavazza di Torino, proseguita fra l’altro a Vinitaly, a Copenaghen, pochi giorni fa a Saint-Jean- Cap-Ferrat nel paese dello Champagne, e ora a Roma nella prestigiosa cornice di Palazzo Brancaccio. Il mio vivo apprezzamento per il lavoro che il Consorzio sta facendo per conquistare sempre nuovi pubblici a un’eccellenza del vino piemontese che merita di crescere in tutte le sue potenzialità. Con l’intento di fare un focus sul territorio delle terre alte di Langa, a Roma ha fatto il suo debutto ufficiale “ONDE”, un nuovo progetto del Consorzio Alta Langa. Si tratta di un’installazione che riprende fedelmente le curve di livello dell’areale dell’Alta Langa DOCG attraverso una composizione di sottili strati in legno sovrapposti e verniciati nella distintiva tonalità giallo-oro. Caratterizzato da un design moderno e riconoscibile, il plastico è pensato per diventare elemento iconico degli eventi del Consorzio, offrendo informazioni geografiche e narrative sulle straordinarie caratteristiche del territorio di origine. Un mare di colline che porta la memoria di un antico bacino marino e che oggi accoglie i vigneti per la produzione del metodo classico piemontese per eccellenza. Nel corso dell’evento, Giacomo Colamarino, bar manager di Ai Piani Sottobanco, ha proposto in degustazione “Alta Langa Passion”, un cocktail speciale ideato per l’occasione che unisce all’Alta Langa DOCG lo sciroppo di passion fruit, il succo di lime, la vodka, oltre a una guarnitura di lime. Giacomo Colamarino, bar manager di Ai Piani Sottobanco   Alta Langa DOCG si rivela un’eccellenza italiana capace di sorprendere anche nella miscelazione con il suo carattere elegante e la sua struttura, è stata l’ispirazione perfetta per creare un cocktail esclusivo, pensato per celebrare l’incontro tra il Piemonte e Roma. Alta Langa DOCG incontra Roma: dieci locali protagonisti Come avvicinamento all’evento, dieci rinomati locali romani sono stati protagonisti di un servizio fotografico che ha portato l’allure dell’Alta Langa DOCG nella Città Eterna. L’Alta Langa DOCG ha incontrato la ristorazione romana per raccontare tante storie di passione e maestria, dalla sala al cuore delle cucine, in un viaggio fotografico che ha celebrato i sapori e alcuni dei protagonisti della scena gastronomica romana. Gli scatti sono stati pubblicati sui canali social del Consorzio sottolineando, attraverso i volti dell’alta ristorazione romana, lo spirito contemporaneo delle Alte Bollicine Piemontesi. I locali coinvolti: Mirabelle, Follie del Villa Agrippina a Gran Meliá Hotel, L’Arcangelo, Armando al Pantheon, Sushisen, Romané di Stefano Callegari, Baccano, Idylio by Apreda del The Pantheon Iconic Rome Hotel, Ai Piani, Osteria Chiari. Le Partnership Le partnership con S. Bernardo e Artimestieri ONLUS con il progetto “SALVA IL TAPPO!” hanno consentito nel corso della manifestazione, rispettivamente, il completo recupero delle bottigliette “ELY” in plastica 100% riciclata e di tutti i tappi di sughero usati dai produttori, materiali che saranno interamente avviati al riciclo. Partner tecnici dell’evento sono stati anche gli straordinari formaggi de La Tradizione e gli oli del Frantoio Gallotti. I produttori di Alta Langa DOCG presenti ad Alta Langa Roma: Agricola TT, Banfi, Bera, Bosca, Bricco Maiolica, Cavallero, Cantina Clavesana, Cascina Bretta Rossa, Colombo, Contratto, Coppo, Cuvage, Deltetto, Enrico Serafino, Ettore Germano, Ferraris Agricola, Fontanafredda, Gancia, Ghione, Giulio Cocchi, La Torre di Castel Rocchero, Marcalberto, Marco Capra, Mauro Sebaste, Piazzo Comm. Armando, Podere Gagliassi, Rapalino F.lli, San Biagio, Tenuta Carretta, Tenuta Langasco, Tenuta Rocca, Terre del Barolo, Tosti1820, Vite Colte. 20 giugno 2025 Ufficio Stampa Marianna Natale – marianna@ishock.it comunicazione@altalangadocg.com IL CONSORZIO ALTA LANGA Il Consorzio Alta Langa è nato nel 2001, con l’obiettivo di tutelare un prodotto nato dopo molti anni di ricerche e studi sulla vocazionalità delle aree interessate da un apposito progetto sperimentale. Riunisce viticoltori e produttori appassionati e lungimiranti che, spinti da un grande orgoglio piemontese, hanno fondato e fatto crescere questa denominazione giovane ma con radici che affondano nella storia. La grande scommessa, che unisce tutti, è quella di produrre un vino spumante di grande qualità, importante e identitario. A oggi il Consorzio conta 90 produttori e 90 viticoltori associati. Il Consorzio vanta una partnership di lunga data con la Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba, di cui è Main Sponsor, e l’Alta Langa DOCG Official Sparkling Wine, e con il mondo Slow Food, in particolare con la Banca del Vino e con l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo. Il Consorzio è inoltre partner tecnico del Teatro Regio di Torino. L’Alta Langa DOCG è stato nominato “Vino dell’Anno Regione Piemonte” 2025. L’ALTA LANGA DOCG L’Alta Langa Docg raccoglie l’eredità e prosegue la tradizione del primo metodo classico d’Italia, nato proprio in Piemonte nella seconda metà del 1800. La denominazione ha ottenuto la Doc nel 2002 e il massimo riconoscimento qualitativo della Docg nel 2011, e oggi ha una produzione di oltre tre milioni di bottiglie. L’Alta Langa Docg è prodotto con uve Pinot nero e Chardonnay tra il 90 e il 100%, vinificate in purezza o insieme in percentuale variabile; il blend può essere integrato con un 10% di uve da vitigni autorizzati alla coltivazione all’interno dell’area di origine, di colore bianco o nero ma non aromatiche. Le tipologie sono bianco o rosé, nelle versioni brut o pas dosé e il vino si avvale di un tempo di affinamento sui lieviti di almeno 30 mesi, come prevede il disciplinare di produzione. Caratteristica distintiva dell’Alta Langa è quella di essere uno spumante esclusivamente millesimato, cioè frutto di un’unica vendemmia: ogni bottiglia riporta sempre in etichetta l’anno della raccolta delle uve, legandosi indissolubilmente alle particolari caratteristiche di quella specifica vendemmia, effettuata rigorosamente in modalità manuale e con le uve riposte in piccoli contenitori. Viene prodotto in un territorio alto collinare (440 metri slm l’altitudine media) che abbraccia le province di Asti, Cuneo e Alessandria: una terra che dall’Appennino vede le cime innevate delle Alpi e respira il profumo del mare. Una terra che raccoglie l’eredità tramandata dagli avi e mantenuta intatta per molto tempo senza subire trasformazioni radicali. Un territorio prezioso, da sostenere e da scoprire, con una grande biodiversità. Terra letteraria, terra straordinaria ricca di racconti di resistenza – bellica e culturale -, che ha fatto fronte al cambiamento dei tempi senza perdere memoria e identità. I NUMERI DEL CONSORZIO E DELL’ALTA LANGA DOCG: 90 Case spumantiere associate al Consorzio 490 ettari di vigneto tra le province di Alessandria, Asti e Cuneo Il “vigneto Alta Langa” è coltivato per 2/3 a Pinot nero e per 1/3 a Chardonnay 3.200.000 di bottiglie potenziali prodotte dalla vendemmia 2024 Mercato interno: 85% Export: 15%   La Redazione
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Quattordicesima edizione di Bererosa per celebrare i rosati italiani, un settore in piena ascesa qualitativa Arrow Right Top Bg

27 Giugno, 2025

Quattordicesima edizione di Bererosa per celebrare i rosati italiani, un settore in piena ascesa qualitativa

Martedì 1 luglio, dalle 17 alle 23, Villa Appia Antica, Roma Oltre 130 etichette in degustazione per un tour alla scoperta di una delle più affascinanti produzioni dell’enologia italiana Torna Bererosa nei suggestivi spazi aperti di Villa Appia Antica, la location che da cinque anni celebra i grandi vini rosati fermi e con le bollicine del Belpaese, una produzione che fa dell’aspetto qualitativo e identitario i suoi punti di forza.  Appuntamento martedì 1 luglio dalle 17 alle 23 per conoscere, tra alberi secolari e vestigia della Roma antica, una selezione di oltre 130 etichette in rappresentanza delle migliori produzioni rosé dal nord al sud della Penisola, alla scoperta dei vini rosati più iconici di ogni regione. Francesco D’Agostino direttore di Cucina & Vini I vini rosa a indicazione geografica nel 2024 hanno contato un milione e 450 mila ettolitri prodotti perdendo circa ottantamila ettolitri rispetto al 2021 (5,3%), di cui quasi sessantamila da ascrivere alla Doc Prosecco, le cui variazioni hanno origine diverse, legate e movimenti di mercato globali. Infatti, resta largamente la regione leader con circa 460.000 ettolitri prodotti, seguita da Emilia Lambrusco Igt vicina a 135.000 ettolitri. Per quanto riguarda il complesso dei vini rosati nel 2024 abbiamo prodotto vini rosa per circa due milioni e centocinquantamila ettolitri, registrando una riduzione del 7,6 % sul 2021. In sostanza la produzione di origine certificata tiene, mentre continua il processo di riduzione delle produzioni più semplici che non dichiarano l’origine Come ogni anno, Bererosa si svolgerà con la formula del Walk Around Tasting, che permetterà al pubblico di degustare etichette di assoluto pregio, passeggiando liberamente nell’incantevole Villa Appia Antica, abbinandole a una grande selezioni di proposte food.  Dalle specialità di mare di Pescaria, la catena di ristoranti made in Puglia, con i loro panini con il pesce, tutti disponibili anche in versione vegetariana, e i cartocci di fritti sia di pesce che di verdure, all’immancabile pizza romana farcita con la mortadella del food truck Sfornaio. Ci saranno inoltre le Cosmic Crisp, le mele del futuro nate dall’incrocio tra le varietà Enterprise e Honeycrisp, da conoscere anche con un giro sulla mongolfiera Cosmic Crisp. Non mancherà uno spazio dedicato agli oli extravergini di oliva selezionati da Olives Road e, inoltre, l’intero percorso degustazione sarà supportato dall’utilizzo dei calici di altissimo livello di VDGlass.  Biglietteria online Biglietteria disponibile anche alla manifestazione
Info: bererosa@cucinaevini.it; 0698872584 La Redazione
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Vini da Mare ad Ostia il 27 e 28 giugno Arrow Right Top Bg

26 Giugno, 2025

Vini da Mare ad Ostia il 27 e 28 giugno

Per due serate, Ostia si trasformerà in un elegante salotto sul mare dove il vino sarà protagonista assoluto. Romevents, in collaborazione con Different Wine, presenta la prima edizione di Vini Da Mare, un evento nato per celebrare e valorizzare le eccellenze enologiche italiane nella suggestiva cornice di Piazza Anco Marzio, nel cuore del litorale romano.
Venerdì 27 e sabato 28 giugno, dalle 18:00 alle 24:00, i partecipanti potranno vivere due giornate all’insegna del gusto e della cultura: wine tasting, show cooking, masterclass, talk, momenti di incontro tra pubblico e produttori e, dopo il tramonto, musica dal vivo per accompagnare il calice con emozioni. Oltre venti cantine, più di cinquanta etichette in degustazione, un angolo dedicato alle birre artigianali, chef e sommelier del territorio, momenti formativi e conviviali: Vini Da Mare è un evento aperto al pubblico con accesso libero agli spazi, mentre le degustazioni e le attività speciali saranno su prenotazione. Different Wine: radici locali, esperienza nazionale e visione internazionale Tra i protagonisti della manifestazione ci sarà Different Wine, che dopo un’intensa stagione di eventi nazionali e internazionali – tra cui RISE e True Event – in collaborazione con partner istituzionali e privati come Roma Capitale – Assessorato ai Grandi Eventi Turismo e Moda, Convention Bureau Roma & Lazio, Rinascente, Trenitalia e Roma & Partners, torna sul litorale romano per appartenenza e per amore del territorio. Different Wine è consulenza enologica, eventi, banqueting, comunicazione, carte dei vini personalizzate, servizio sommelier, formazione e distribuzione. Un modello imprenditoriale fondato da Valentina Fabbri Biancone (CEO) e Mario Bauzullo (Co-founder), oggi punto di riferimento nel mondo del vino e della ristorazione italiana. Valentina Fabbri Biancone Portiamo con noi turismo, cultura e persone pronte a riscoprire il valore autentico del nostro mare e del nostro territorio Programma ufficiale Vini Da Mare 2025 Piazza Anco Marzio, Ostia Dalle 18:00 alle 24:00 – Ingresso libero Degustazioni, corsi e masterclass su prenotazione Venerdì 27 giugno 18:30 | Show Cooking con chef del territorio 20:30 | Masterclass “Spumanti” con FISAR e Rosso di Vino (su prenotazione) 21:30 | “Incontriamo il vino al tramonto” – a cura di Mario Bauzullo, Co-founder di Different Wine, sommelier e Food & Beverage Manager, titolare dello storico Ristorante Peppino a Mare 22:00 | Musica dal vivo fino a mezzanotte   Sabato 28 giugno 18:30 | Show Cooking 20:30 | Masterclass “Rosati” con FISAR e Rosso di Vino (su prenotazione) 21:30 | “Incontriamo il vino al tramonto” – con Mario Bauzullo, per un percorso narrativo tra i calici, guidato dalla sua esperienza nella ristorazione e nella sommellerie 22:00 | Musica dal vivo fino a mezzanotte   Antonio Caliendo, Assessore alle Attività Produttive del X Municipio L’estate del X Municipio si tinge dei colori del vino. Ostia deve essere un luogo dove poter ospitare eventi importanti come questo e promuovere l’eccellenza dell’enologia regionale e nazionale. Mi auguro che questa manifestazione possa crescere nel tempo e fare diventare Piazza Anco Marzio una meta dove scoprire un mondo che riserva sempre grandi sorprese. Paolo Gastaldi, fondatore di Romevents Vini Da Mare nasce per restare. Ostia è il posto dove i romani vengono a bere un calice al tramonto. Noi proveremo a offrirne tanti, di qualità, insieme ai nostri partner. Per il tramonto… ci affidiamo a Madre Natura. Valentina Fabbri Biancone, Presidente Confesercenti Municipio X, membro della Presidenza Confesercenti Roma e Lazio e designata per Confesercenti Lazio presso l’Osservatorio Regionale sulle Periferie in Prefettura di Roma Ho voluto fortemente partecipare a questo evento come imprenditrice del territorio, come segnale chiaro della volontà di ripartire dalle cose meravigliose che Ostia può offrire, nonostante le ferite delle cronache. Ostia è ricca di eccellenze imprenditoriali e culturali, e da sempre promuovo questo grande asset che Roma possiede. La partecipazione del marchio d’impresa da me fondato vuole testimoniare il mio impegno personale nel valorizzare il territorio, in cui credo profondamente.   La Redazione
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