BlendNews

BlendNews è un contenitore di informazioni dedicato al vino. Racconteremo gli eventi, le novità e le curiosità di questo mondo.

 

Il Battesimo delle Primogenite Arrow Right Top Bg

16 Luglio, 2025

Il Battesimo delle Primogenite: un’intera comunità si stringe attorno alla Ricerca, celebrata come bene condiviso

Si è svolto il 12 luglio, nell’incantevole scenario di Villa Neviera, il Battesimo delle Primogenite, evento promosso dal Laboratorio di Coltivazioni Arboree del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Biologiche e Ambientali dell’Università del Salento, sotto la guida scientifica della Prof.ssa Laura Rustioni, dedicato alla presentazione ufficiale delle prime piantine ottenute da incroci interspecifici tra Vitis vinifera e Vitis arizonica, nell’ambito di una ricerca mirata a contrastare la diffusione della Xylella fastidiosa subspecie fastidiosa. L’iniziativa, promossa da Cantine Due Palme, ha registrato una partecipazione ampia ed eterogenea, riunendo oltre 300 persone tra esponenti del mondo universitario, rappresentanti delle associazioni di categoria, viticoltori, tecnici, studenti e cittadini. Un pubblico attento e partecipe ha conferito all’evento un significato profondo, facendo del “Battesimo delle Primogenite” non solo un momento di alta divulgazione scientifica, ma anche un gesto collettivo di responsabilità e speranza. Per una sera, la Ricerca è divenuta patrimonio comune: condivisa, sostenuta e accolta da un territorio che, segnato dalla ferita della Xylella, guarda ora alla scienza come motore di rinascita e resilienza. Il linguaggio tecnico della genetica e della selezione varietale è stato sapientemente reso accessibile attraverso un impianto comunicativo orchestrato da Paola Restelli, che ha toccato corde emotive oltre che razionali.
Momento centrale della serata è stato il suggestivo rituale del “battesimo: alle nuove piantine, frutto del primo incrocio, è stato assegnato un nome ufficiale – scelto tramite un sondaggio popolare che ha raccolto 3000 voti in tutta Italia – alla presenza di una madrina e di un padrino simbolici: Marzia Varvaglione e Francesco Maci Fortunato, testimoni dell’impegno collettivo verso un’agricoltura più consapevole e sostenibile. La Prof.ssa Rustioni e il suo team hanno illustrato con chiarezza e passione le finalità e le prospettive della ricerca, ponendo l’accento sulla sostenibilità agronomica e genetica delle nuove varietà, concepite per rispondere alle
sfide fitosanitarie e climatiche contemporanee. Gli interventi di numerosi esponenti della filiera vitivinicola hanno arricchito il dibattito, portando brindisi benaugurali e riflessioni sulla necessità di un’alleanza stabile tra
ricerca, impresa e comunità. Sul palco di Villa Neviera nomi di spicco, tra i quali: il Magnifico Rettore UniSalento, Dott. Fabio Pollice, l’esperto di Xylella del CNR Bari, Dott. Donato Boscia, il Presidente di Assoenologi, Dott. Riccardo Cotarella ed il Responsabile del comitato tecnico scientifico di AIS Italia, Dott. Giuseppe Baldassarre. La serata si è conclusa con un momento conviviale animato da musica dal vivo e degustazioni curate da Triticum Catering Brindisi, in un clima di festa condivisa. La Prof.ssa Rustioni La Ricerca ha bisogno di essere nutrita non solo con risorse, ma con fiducia, comprensione e partecipazione. Oggi abbiamo visto che è possibile. Abbiamo piantato semi di conoscenza, ma anche di alleanza umana e civile. L’Università del Salento desidera esprimere la propria gratitudine a tutti coloro che hanno condiviso questa tappa inaugurale di un lungo cammino, auspicando che il dialogo instaurato possa proseguire con la stessa intensità, coesione e consapevolezza.   La Redazione
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14 Luglio, 2025

Vinitaly and the City torna in Calabria

  Dopo il successo della prima edizione, Vinitaly and the City torna in Calabria dal 18 al 20 luglio, ospitato ancora una volta nel suggestivo Parco Archeologico di Sibari. L’evento, frutto della sinergia tra Veronafiere Spa, Regione Calabria e i Parchi archeologici di Crotone e Sibari, conferma il ruolo centrale della Calabria nel panorama vitivinicolo nazionale e internazionale.
Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria, sottolinea: Dopo il grande successo dell’edizione 2024, siamo orgogliosi di ospitare anche quest’anno in Calabria Vinitaly and the City. Eventi come questo mostrano al mondo il volto vero della Calabria: una terra di eccellenze enogastronomiche, storia millenaria, tradizioni vive e paesaggi unici. L’organizzazione è curata da Arsac, con un programma arricchito da un maggior numero di cantine, un’area food ampliata e iniziative culturali e sensoriali. Gianluca Gallo, assessore regionale all’agricoltura, afferma: Vinitaly and the City tornerà in una veste ancora più ricca, valorizzando l’identità enologica calabrese e confermando Sibari come sede di grande attrattività. Il presidente di Veronafiere, Federico Bricolo, evidenzia: Il Vinitaly and the City a Sibari rappresenta molto più di un evento dedicato al vino: è un esempio concreto della missione di Veronafiere di valorizzare le eccellenze italiane in scenari unici, dove storia e tradizione vitivinicola millenarie si incontrano. Tra le iniziative collaterali, il Parco Archeologico ospiterà mostre sull’olio nell’antichità, degustazioni e visite guidate, come spiega il direttore dei Parchi archeologici, Filippo Demma: Stabilizzare questo appuntamento a Sibari è una scelta importante per il territorio e per il Parco stesso, che acquisisce uno spessore culturale differente e importante. Infine, Fulvia Caligiuri, direttrice generale di Arsac, sottolinea con orgoglio: La presenza di numerose cantine calabresi, consorzi nazionali e internazionali, e prodotti gastronomici di qualità, unita a masterclass e winetalk, rende questa manifestazione un appuntamento imperdibile. La Redazione
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14 Luglio, 2025

BoscodiVino 2025

  Incanto della Natura, eccellenze Made in Italy da degustare, esperienze pet – friendly sotto le stelle al Parco dei Castelli Romani a Lariano.   Il bosco come esperienza sensoriale ed immersiva unita ad un percorso enogastronomico per la riscoperta del Made in Italy di qualità. Nasce da questo originale binomio la kermesse “BoscodiVino”, giunta alla sua terza edizione che si svolgerà dal 17 al 20 luglio 2025 presso la Fonte Ontanese (all’interno del Parco dei Castelli Romani a Lariano). La magia di ritrovarsi all’interno di un polmone verde secolare con una ricca vegetazione, la possibilità di scoprirne i misteri ed i suoni al calar del sole e quella di far assaporare il profumo di vini regionali e nazionali con delle degustazioni guidate, grazie alla presenza di esperti del settore, sarà per tutti un viaggio stimolante che regalerà benefici alla mente, al cuore e al corpo. Ogni sera una incredibile varietà di sapori e odori in cucina con piatti tipici e gourmet, realizzati da chef professionisti, saranno abbinati ai vini posti in degustazione dalle cantine produttrici con i sommelier della Fisar. L’idea, realizzata dal presidente dell’associazione Ricreativa Culturale Lariano Doc 2023, Avvocato Roberto Ficcardi, unitamente ai soci Gianluca Casagrande Raffi, Vito Bruno, Antonio Montecuollo, Antonio Tagliaferri e Massimiliano D’annibale, si pone lo scopo di far esplorare la magnificenza della natura con la complicità della luna e di creare delle nuove opportunità per le aree naturali raramente frequentate in orari serali. La novità di questa edizione, completamente rinnovata, prevede inoltre la possibilità di condividere il percorso anche con il proprio amico a quattro zampe. I visitatori umani saranno accolti con un calice, mentre i cani con gustosi snack per tutti i gusti e tutte le esigenze. Altra grande opportunità di benvenuto per i quattro zampe una serie di postazioni, dislocate in varie aree del parco, con acqua fresca sempre a disposizione. Coccole ed emozioni, ma anche visite guidate a 6 zampe e bustine in regalo per non lasciare ricordini indesiderati nel bosco, messe a disposizione dal Comune di Lariano, per permettere a tutti di rispettare la natura in tutto e per tutto. Sarà un evento speciale reso possibile grazie ad un valido team e per questo devo ringraziare le istituzioni, il presidente del Parco del Castelli Romani, l’Arsial, la Regione Lazio, le aziende produttrici e gli sponsor e il Sindaco Francesco Montecuollo. Queste magiche notti sotto le stelle saranno per tutti indimenticabili.   Info e prenotazioni: wwww.boscodivino.com La Redazione
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13 Luglio, 2025

Poderi Luigi Einaudi: l’essenza e il fascino delle Langhe

  Poderi, Relais e Wine Experience pensate per gli amanti del buon bere: un’offerta che coniuga cultura e territorio   Ci sono luoghi che non si visitano soltanto, ma si respirano, si vivono, si portano con sé. Relais Poderi Luigi Einaudi è uno di questi: un rifugio immerso nel cuore delle Langhe, una dimora che mantiene intatto il fascino di una casa privata di fine Settecento dove il paesaggio circostante avvolge in una dimensione di quiete, eleganza e autenticità per un’esperienza indimenticabile. Qui il tempo si dilata, ogni angolo racconta una storia e l’armonia tra natura e territorio diventa il filo conduttore di un soggiorno che va oltre l’ospitalità promuovendo il bon vivre di Langa. Le dieci camere, sette doppie, una junior suite e due suite, ognuna panoramica e personalizzata con gusto dalle Signore Einaudi, incarnano il fascino di un passato illuminato, arredate con mobili originali delle dimore storiche della famiglia Einaudi. Il cammino e il giardino d’inverno, la sala per le degustazioni e gli aperitivi, la piscina esterna e il pergolato fiorito affacciati sulle alpi e per questo vocati a lunghe contemplazioni nella quiete più assoluta, completano l’offerta del Relais. Un equilibrio perfetto tra comfort e raffinatezza, in cui ogni dettaglio è pensato per offrire una permanenza autentica; a rendere il soggiorno ancora più speciale è la colazione, un rito che celebra il legame con il luogo attraverso una selezione di materie prime locali e stagionali. Frutta e verdura freschissime, formaggi e latticini delle valli cuneesi e della provincia come la rinomata Toma di Murazzano, biscotti e torte fragranti, marmellate artigianali, succhi di frutta naturali e miele di apicoltura locale. Un percorso di sapori che esalta l’eccellenza e racconta l’anima di una terra generosa. A pochi passi dal Relais si trova Dogliani, un borgo ricco di cultura, tradizione e fervore intellettuale (si pensi all’ormai celebre Festival Della Tv, alle innumerevoli mostre, concerti, eventi). La sua conformazione ad anfiteatro naturale, influenzata dal lavoro del celebre architetto Giovanni Battista Schellino, alterna panorami, monumenti e scorci, per un’atmosfera accogliente. Dogliani, famosa per il suo vino dolcetto (che prende nel 2011 il nome proprio di Dogliani Docg), è anche crocevia di itinerari incantevoli tra chiese e pievi (da esplorare a piedi, in bicicletta o a cavallo), immersi nella cornice suggestiva dei vigneti. Ecco che per gli amanti del vino, Poderi Luigi Einaudi si trasforma in un viaggio sensoriale enogastronomico che fissa la tradizione, parlando il linguaggio della contemporaneità. La cantina accoglie visitatori tutto l’anno, anche nei weekend, su prenotazione, offrendo esperienze su misura per appassionati e wine lover. Percorsi dedicati alle diverse espressioni del Nebbiolo, verticali di annate di Barolo e degustazioni tailor made, pensate per soddisfare ogni curiosità. Per chi desidera accompagnare il vino ai sapori del territorio, sono disponibili selezioni gourmet con proposte della tradizione, provenienti da salumifici e gastronomie locali.
Insomma, assaporare il Relais Poderi Luigi Einaudi in tutte le stagioni significa immergersi in un modo elegante di viaggiare, più raccolto, disteso, autentico e legato al ritmo naturale del territorio. La dimora, adiacente ad un tratto provinciale e raggiungibile comodamente in autostrada (si trova infatti ad appena un quarto d’ora dal casello di Carrù o dal casello di Cherasco), accoglie gli ospiti con la stessa calda intimità di una casa vissuta, ideale per chi desidera una pausa rigenerante lontana dal trambusto quotidiano. Dogliani e i suoi dintorni, l’approfondimento I territori che immediatamente circondano Dogliani, ad esempio, rappresentano il cuore nevralgico della Langa più famosa: Barolo, La Morra, Monforte D’Alba e gli altri comuni della Docg del Barolo e Del Barbaresco, patrimonio dell’Unesco; in pochi minuti si possono comodamente raggiungere gli snodi nevralgici di itinerari enologici, gastronomici, turistici.
Non solo Langa: terra speculare, vicina e situata a Nord, al di là del fiume Tanaro, il Roero è un altro protagonista della viticoltura piemontese e della gastronomia.
Meno battuti poi rispetto ai circuiti più celebri delle Langhe, ma comunque via via sempre più cruciali per un turismo lento e riflessivo. Il Monregalese e il Saluzzese, con i loro borghi medievali e le testimonianze sabaude, rappresentano mete ideali per chi cerca esperienze culturali genuine; la primavera e l’autunno sono i momenti ideali per partecipare alle giornate dei Castelli Aperti, visitando residenze storiche del Piemonte spesso chiuse al pubblico, oppure per immergersi nei paesaggi cangianti del Monviso con escursioni guidate o percorsi panoramici. L’inverno, con la sua atmosfera ovattata e raccolta, regala suggestioni particolari: mercatini natalizi nei borghi, abbazie illuminate per visite notturne, momenti di relax al relais tra un camino acceso e una degustazione riservata, magari accompagnata da specialità del territorio come formaggi d’alpeggio, dolci tradizionali o miele delle valli.
Infine, Torino raggiungibile in poco più di un’ora, arricchisce l’offerta con il suo calendario culturale sempre attivo: dal Torino Film Festival alla Biennale Democrazia, ogni stagione offre spunti per una visita appagante.
Poderi Luigi Einaudi non sono solo locus amoenus dalla vocazione vinicola, ma anche fulcro di opportunità culturali ed enoturistiche, dalla cucina ricca dei sapori di una volta e prodotti d’eccellenza; tra questi, il tartufo e i formaggi occupano una posizione d’onore (da ottobre a novembre, la Fiera del Tartufo ad Alba offre l’occasione perfetta per lasciarsi guidare dal suo inconfondibile richiamo olfattivo), con protagonista assoluto il vino.
www.poderieinaudi.com La Redazione
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Il progetto InnoNDA, percorsi produttivi innovativi e sostenibili per il Nero d’Avola, conclude la ricerca e presenta i risultati Arrow Right Top Bg

12 Luglio, 2025

Il progetto InnoNDA, percorsi produttivi innovativi e sostenibili per il Nero d’Avola, conclude la ricerca e presenta i risultati

  Si conclude il progetto InnoNDA promosso da Assovini Sicilia. La ricerca, condotta dall’Università degli Studi di Milano, con il supporto di ISVEA e quattro aziende siciliane, mette in luce nuove strategie per la produzione di vino Nero d’Avola con specifici focus su biodiversità e sulla riduzione del grado alcolico. InnoNDA si è avvalsa dei fondi PSR Sicilia 2014-2022.   Si conclude oggi il progetto InnoNDA. Il progetto, acronimo di Innovazione del nero d’Avola, è stato lanciato nell’aprile 2024 e ha esplorato nuove strategie produttive per vini ottenuti da Nero d’Avola. Il progetto ha concluso la ricerca formalmente a giugno 2025. Stimolante la sfida: affrontare i cambiamenti climatici e il maggiore grado alcolico, così come dare una risposta alle richieste dei consumatori. Conseguentemente, proporre soluzioni innovative e sostenibili, senza mai perdere di vista l’identità territoriale e la personalità del nero d’Avola, il vitigno a bacca rossa più importante e diffuso sull’Isola. Il progetto, guidato da Assovini Sicilia con il supporto scientifico della Prof.ssa Daniela Fracassetti e della Prof.ssa Ileana Vigentini dell’Università degli Studi di Milano, dei laboratori di ISVEA e di quattro cantine – Tenuta Rapitalà, Feudi del Pisciotto, Dimore di Giurfo e Tenute Lombardo – è stato finanziato nell’ambito della Sottomisura 16.1 del PSR Sicilia 2014-2022, ed ha previsto due cosiddette Giornate di Campagna – svoltesi presso Feudi del Pisciotto e Tenuta Rapitalà – durante le quali gli esiti della ricerca sono stati presentati alle aziende siciliane. “InnoNDA è un complesso progetto di ricerca vitivinicolo – afferma Mariangela Cambria, presidente di Assovini Sicilia – ma anche un esempio concreto di come la collaborazione tra imprese e università possa generare innovazione a beneficio di tutto il settore. Il progetto accende un riflettore su alcune difficili problematiche che le aziende del vino siciliane potrebbero trovarsi ad affrontare in futuro. Al contempo, suggerisce alcune soluzioni nell’arena competitiva, senza tuttavia tradire l’identità del vitigno”. Quattro le aree di lavoro affrontate dal progetto: Strategie tecnologiche per la riduzione dell’alcol Sono state sperimentate tecniche fisiche e a membrana per la rimozione dell’etanolo, come l’evaporazione sotto vuoto, l’osmosi inversa e il contattore membrana, per ottenere Nero d’Avola con gradazioni più basse mantenendo qualità e identità sensoriale. La ricerca ha, tra l’altro, evidenziato come i vini affinati in legno mantengano meglio struttura e complessità rispetto ai vini affinati in acciaio. È stato valutato l’impiego delle tecnologie a membrana che consentono di poter limitare la perdita degli aromi fruttati e floreali, restituendo vini equilibrati e piacevoli. Strategie microbiologiche La ricerca ha indagato il comportamento dei lieviti non-Saccharomyces in combinazione con il ben noto Saccharomyces cerevisiae. Lo studio ha osservato come questi consorzi microbici permettano di ridurre il grado alcolico fino al 2%, migliorando l’intensità aromatica e le note fruttate e floreali, molto importanti per il Nero d’Avola. È stata avviata la ricerca utilizzando la tecnica di Evoluzione Adattativa in Laboratorio (ALE) che consentirà di selezionare ceppi di lievito (non OGM) capaci di produrre meno etanolo e più glicerolo, migliorando le sensazioni morbide e rotonde del vino. Uso delle anfore per macerazione e affinamento Il progetto ha verificato l’impatto della terracotta (anfore vinarie di varie gradazioni di porosità, tradizionalmente realizzate mediante cottura dell’argilla) nella vinificazione. Lo studio ha evidenziato l’efficacia nell’esaltare le note speziate, balsamiche e vegetali. Le macerazioni lunghe, inoltre, hanno condotto a profili particolarmente eleganti e meno amari. Per l’affinamento, l’uso di anfore con diversa porosità ha permesso di ottenere vini maggiormente persistenti, floreali e fruttati, soprattutto se messi a confronto con le produzioni in acciaio. Studio della biodiversità del Nero d’Avola Il progetto InnoNDA ha mostrato la ricchezza genetica e fenolica del Nero d’Avola siciliano. Le vigne vecchie, rispetto a quelle più giovani, sembrano mantenere un contenuto più alto di acidità e una migliore concentrazione di antociani e flavonoidi, tutti elementi decisivi per determinare colore e struttura, ma anche longevità in un vino. Le fermentazioni spontanee, poi, evidenziano un microbiota ricco, diversificato e legato al territorio. Elementi distintivi capaci di caratterizzare il profilo aromatico dei vini. Daniela Fracassetti, responsabile scientifica del progetto Il progetto InnoNDA ha dimostrato la possibilità concreta di ridurre l’alcol nei vini Nero D’avola, rispondendo così alla crescente richiesta di vini a bassa gradazione e offrendo una strategia efficace per contrastare gli effetti del cambiamento climatico. L’utilizzo delle anfore si è rivelato adatto alla vinificazione del Nero d’Avola, valorizzandone le caratteristiche sensoriali tipiche. Inoltre, le differenze osservate nella composizione dei mosti ottenuti da vigneti di età e provenienza diverse indicano l’importanza del terroir e dell’età delle viti sulla qualità finale del vino. La combinazione tra tecniche innovative, riduzione del tenore alcolico e valorizzazione delle peculiarità territoriali contribuisce ad arricchire la conoscenza sul Nero d’Avola e a rafforzare l’identità della viticoltura siciliana. Visti i risultati promettenti raggiunti in poco più di un anno di attività, è auspicabile proseguire la ricerca per consolidare e approfondire le evidenze ottenute. Un modello per il futuro Il progetto InnoNDA muove un passo deciso verso modelli produttivi estesi, apportando innovazione, sostenibilità, e rispondendo ai cambiamenti climatici e alle mutevoli richieste dei consumatori, senza rinunciare all’identità del Nero d’Avola. Il progetto InnoNDA è finanziato grazie alla Sottomisura 16.1 del PSR Sicilia 2014-202 Sostegno per la costituzione e la gestione dei gruppi operativi del PEI in materia di produttività e sostenibilità dell’agricoltura; fase 2, Implementazione Piano di Progetto. Bando approvato con D.D.G. n. 3281 del 03/08/2022 – CUP G73D2200065000. Ente finanziatore: Assessorato Regionale dell’Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea / Dipartimento Regionale dell’Agricoltura. Capofila del progetto InnoNDA: Assovini Sicilia
Partner scientifici: Università degli Studi di Milano, ISVEA
Cantine partner: Rapitalà, Feudi del Pisciotto, Dimore di Giurfo, Lombardo Vini
Finanziato da PSR Sicilia 2014-2022 – Sottomisura 16.1   La Redazione
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11 Luglio, 2025

Sunset live music a Tenuta di Castellaro concerti al tramonto tra la vigna e il mare

  Nel cuore della vigna “Anfiteatro”, un palcoscenico naturale sulle isole di Alicudi, Filicudi e Salina, la musica dal vivo si fonde con i colori del tramonto: dal cantautorato siciliano contemporaneo di Brando Madonia, alle evocazioni cinematografiche di Lina Gervasi, passando per l’eleganza di Domenico Quaceci, il fascino acustico di Luca Madonia e le melodie neoclassiche di Galactica.   Quando il sole comincia a calare e l’aria profuma di vigna e salsedine, la luce si adagia lenta sui filari di Tenuta di Castellaro, tingendo di oro le isole di Alicudi, Filicudi e Salina. È qui, e precisamente nella vigna “Anfiteatro”, adagiata sulla scogliera come un palcoscenico naturale sospeso tra cielo e mare, che prende vita la magia di Sunset Live Music.  Dal 17 luglio all’11 settembre, ogni giovedì sera, la musica dal vivo e il vento tra i filari accompagneranno gli spettatori in un’esperienza intima e irripetibile. A raccontarne il senso più profondo è Massimo Lentsch, che ha dato origine alla cantina nel 2005: “Abbiamo immaginato questo luogo come un punto d’incontro tra paesaggio e musica. La nostra vigna Anfiteatro non è solo un terreno coltivato, ma un’arena naturale che accoglie emozioni. Qui, dove la vista si perde nel mare e l’energia della terra si respira tra i filari, la musica trova uno spazio puro, autentico. Sunset Live Music è il nostro modo per celebrare l’armonia tra l’uomo e la natura”. Sergio Zinna, direttore artistico della rassegna In uno scenario mozzafiato dove lo sguardo abbraccia le isole di Alicudi, Filicudi e Salina e il tramonto colora ogni cosa di meraviglia, prende vita una rassegna di concerti pensati per fondersi con il paesaggio: nove compositori e musicisti tra neo-cantautorato, musica neoclassica e jazz contaminato. Il programma si apre giovedì 17 luglio alle 20.22 con Brando Madonia, che porterà tra le vigne le atmosfere del suo album d’esordio “Le Conseguenze della Notte”, finalista al Premio Tenco 2023. Segue, il 24 luglio alle 20.17, Lina Gervasi, maestra del theremin, primo sintetizzatore della storia e strumento che si suona senza alcun contatto fisico diretto e senza alcun riferimento visivo con lo stesso, con “Beyond the Mirror”, un viaggio sonoro tra echi di cinema e vibrazioni dell’anima. Il 31 luglio alle 20.11, Domenico Quaceci esplorerà le potenzialità narrative del pianoforte con “Unspoken Connection”, tra minimalismo e romanticismo. Giovedì 7 agosto alle 20:04 sarà la volta di Luca Madonia, che racconterà “La Mia Storia”, 40 anni di musica italiana in chiave acustica, dai Denovo a Franco Battiato. Il 14 agosto alle 19.56, il concerto di Galactica – ovvero Isabella Libra, pianista e compositrice e Giovanni Caruso, percussionista, entrambi docenti al Conservatorio V.Bellini  di Catania – propone un viaggio sensoriale attraverso i suoni dell’universo, intrecciando melodie neoclassiche con improvvisazioni sperimentali. Il 21 agosto alle 19.46, il Rosario Di Leo Trio offrirà con “Homotempus” un intreccio di jazz e suggestioni neoclassiche, tra piano, contrabbasso e violoncello. Il 28 agosto alle 19.36, Luca Di Stefano, giovane rivelazione di America’s Got Talent, emozionerà con “19”, performance voce e chitarra dal cuore soul. Il 4 settembre alle 19.26, Damiano Davide e Cecilia Costanzo proporranno “Musica dal Silenzio”, un dialogo rarefatto tra pianoforte e violoncello, che inizia e si dissolve nel silenzio. La rassegna si chiude l’11 settembre alle 19.15 con il Bloom Trio, che intreccia jazz americano, soul ed elettronica in una formula ricercata ed elegante. Gli spettacoli iniziano un’ora prima del tramonto. I biglietti sono acquistabili on line su visit.tenutadicastellaro.it. Il pubblico potrà vivere un’esperienza completa prenotando anche la cena al Castellaro Bistrot, per scoprire il menù dello chef Giacomo Caravello, un tributo alla biodiversità dell’arcipelago eoliano. In caso di maltempo, i concerti si terranno al coperto, nella suggestiva barricaia della Tenuta. Tenuta di Castellaro: Lì dove il sole cala a picco sul mare e si trasmette la millenaria tradizione della coltivazione ad alberello, sorge su terreno vulcanico Tenuta di Castellaro, un monumento dedicato alla natura, alla cultura, all’architettura. Il progetto enologico, strettamente legato all’ambito storico e paesaggistico, racconta un territorio unico come quello di Lipari, la principale delle isole Eolie. Sono 24 ettari vitati per circa 70mila bottiglie l’anno e una moderna cantina all’avanguardia, oltre a un wine resort e al parco geominerario delle Cave di Caolino, ripulito e bonificato per metterlo a disposizione della collettività: Tenuta di Castellaro è una realtà unica e articolata, che vive da sempre un approccio naturale alla viticoltura, utilizzando protocolli biologici e vegan. Il fascino selvaggio di questo angolo di mondo, incontaminato, remoto e magnetico ha stregato la famiglia bergamasca Lentsch, che nel 2005 ha deciso di intraprendere un grande progetto vitivinicolo e paesaggistico: preservare, valorizzare e far conoscere la bellezza di questo luogo, custodendone le tradizioni e le peculiarità, dando vita a vini realizzati da uve autoctone isolane, a partire dalla Malvasia delle Lipari e il Corinto Nero, che siano puro estratto di un territorio. La Redazione  
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L'Italia del gusto conquista il mondo. Nasce Best Restaurant & Wines of 2025, la prima edizione internazionale firmata Le Guide de l'Espresso Arrow Right Top Bg

10 Luglio, 2025

L'Italia del gusto conquista il mondo. Nasce Best Restaurant & Wines of 2025, la prima edizione internazionale firmata Le Guide de l'Espresso

  Ci sono storie che meritano di essere raccontate oltre i confini. Storie di passione, territorio, creatività e tradizione. Nasce “Best Restaurants & Wines of 2025”, il nuovo “best of” de Le Guide de L’Espresso, un’iniziativa che unisce autorevolezza, qualità e visione internazionale, per portare l’Italia del gusto sulle tavole più prestigiose del mondo. Un volume, in inglese e in francese, che raccoglie i 100 migliori ristoranti e le 100 migliori cantine selezionati per far conoscere l’eccellenza enogastronomica del nostro Paese al mondo intero. Completano l’opera le interviste esclusive a 10 chef e 10 cantine d’eccellenza, insieme alla prestigiosa classifica Top 50 Wines in the World. L’intero progetto de Le Guide si avvale della cura di Luca Gardini – tra i massimi esperti della ristorazione e dei prodotti d’eccellenza, oltre che insignito come miglior critico di vini italiani al mondo dalla World Ranking of Wine Critics – e di Gianluca Montinaro – già storico collaboratore nel ventennio della direzione Vizzari, tra i più attenti osservatori della scena enogastronomica italiana e autore di numerosi studi dedicati alla cultura europea e ai linguaggi del gusto. Raccontare il meglio significa farlo con responsabilità, competenza e indipendenza. “Best Restaurants & Wines of 2025” nasce nel solco dei valori che da oltre quarant’anni caratterizzano Le Guide de L’Espresso e ne rappresenta l’evoluzione su scala internazionale. In questo percorso si inserisce il nuovo codice etico, annunciato durante l’evento dal Presidente de L’Espresso Gianluca Ianuario: uno strumento che rafforza ulteriormente la trasparenza e il rigore del metodo di selezione adottato da tutte Le Guide de L’Espresso. Dietro ogni nome scelto c’è un percorso di osservazione diretta, di ascolto e di valutazione costruito nel tempo, basato su criteri chiari. Il codice etico rappresenta il riferimento concreto di questo impegno: garantisce indipendenza nelle valutazioni, trasparenza nei metodi, replicabilità dei processi e pone al centro l’esperienza reale dell’ospite, vissuta in condizioni ordinarie, senza filtri né eccezioni. Un principio che accompagna ogni edizione e che oggi si rafforza: raccontare l’eccellenza con serietà e passione e farlo sempre in modo credibile e responsabile. Emanuele Bernava, direttore marketing L’Espresso Con questa prima edizione internazionale, Le Guide de L’Espresso compiono un passo decisivo oltre i confini nazionali, trasformandosi in uno strumento di riferimento per promuovere l’eccellenza enogastronomica italiana su scala globale. Vogliamo raggiungere viaggiatori e appassionati nei principali snodi del turismo internazionale – grandi città, aeroporti e stazioni -portando il meglio della nostra tradizione culinaria in contesti strategici per la visibilità internazionale.   “Best Restaurants & Wines of 2025” nasce in partnership con il Gruppo Pellegrini, con l’obiettivo comune di promuovere nel mondo l’eccellenza italiana, sempre con uno sguardo attento alla responsabilità sociale e alla valorizzazione del cibo come strumento di benessere. Un approccio che si fonda su una visione valoriale condivisa con Le Guide e incentrata su qualità e accoglienza. Il Gruppo Pellegrini è infatti un punto di riferimento nella ristorazione collettiva, promuove qualità e cultura alimentare nei luoghi di lavoro e di studio. Con Pellegrini Catering Overseas, questo stesso impegno raggiunge anche i contesti internazionali. Ma nutrirsi è anche “prendersi cura”: da questo principio, sostenuto anche da Le Guide de L’Espresso, nascono progetti come il Ristorante Ruben di Milano, voluto dalla Fondazione Ernesto Pellegrini per offrire ogni sera una cena a chi vive situazioni di difficoltà, o l’iniziativa Gli Amici del Pellegrino, per rendere accessibile, a prezzi calmierati, la ristorazione di qualità ai turisti in occasione del Giubileo. Il Gruppo Pellegrini è inoltre attivo nella ricerca sul valore del cibo come leva di salute, longevità e inclusione, temi che figurano tra i principi che ispirano anche Le Guide. Ne sono esempio le numerose iniziative di promozione di cultura alimentare portate avanti dall’Accademia Pellegrini, un organismo scientifico che ha lo scopo di ricercare, studiare, elaborare proposte e soluzioni all’avanguardia che non solo vengano incontro alle esigenze della società, ma le anticipino. In occasione del suo 60° anniversario la Pellegrini è inoltre partner della 24ª Esposizione Internazionale di Triennale Milano dal tema “Inequalities”, nella quale si affrontano temi come il legame tra cibo e longevità e le nuove povertà che diventano fragilità invisibili. Della Pergola, direttore marketing Pellegrini La Pellegrini è la prima azienda imprenditoriale italiana del suo settore e ha come mission quella di prendersi cura del benessere delle persone attraverso le proprie attività: ristorazione collettiva e vending, welfare aziendale, pulizia e servizi integrati, forniture alimentari. Ogni giorno ci prendiamo cura di circa 400mila persone, producendo oltre un milione di porzioni di cibo. Per la Pellegrini la garanzia della massima qualità e il benessere dei clienti e utenti sono da sempre delle priorità che guidano i nostri processi e che vanno ben oltre il mero atto del cucinare buon cibo. Da dieci anni, inoltre, attraverso la nostra Fondazione e il Ristorante solidale Ruben, Pellegrini è impegnata nel contrasto alla povertà e ad una prospettiva di vita meno longeva per le persone più fragili. Lo sguardo è già rivolto al prossimo appuntamento: il 23 ottobre, nella prestigiosa cornice del Teatro Arcimboldi di Milano, saranno presentate ufficialmente Le Guide de L’Espresso 2026, un nuovo capitolo dedicato ai talenti, ai territori e alle realtà che ogni giorno contribuiscono a scrivere la migliore tradizione enogastronomica del nostro Paese.           La Redazione
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10 Luglio, 2025

L'estate addosso, il lambrusco nel calice

  I Custodi del Lambrusco presentano 10 vini ideali per rinfrescare i tuoi momenti estivi.   L’estate chiama bollicine, e il Lambrusco risponde con freschezza, eleganza e carattere. I Custodi del Lambrusco, l’associazione che riunisce 27 produttori con una visione condivisa di qualità e identità territoriale, presentano una speciale selezione di 10 Lambruschi perfetti per la bella stagione. Una scelta che non copre l’intera gamma di espressioni e stili di lambrusco prodotti dai Custodi, ma ne riassume certamente la diversità. Tra Metodo Classico e Charmat, biologico e millesimato, questi vini rappresentano alcune delle interpretazioni più convincenti e contemporanee del Lambrusco. La selezione dei Custodi del Lambrusco per l’Estate 2025: Elettra Spumante Brut Rosé – Villa di Corlo (Lambrusco di Sorbara DOC)
Metodo Classico dai profumi di crosta di pane e frutta bianca, elegante e brioso. Ideale per aperitivi in terrazza. Rosé Brut Metodo Classico – Cantina della Volta (Lambrusco di Sorbara DOC)
Bollicina fine e bouquet ricco in cui spiccano lampone e fragolina di bosco. Da servire con risotti delicati o formaggi freschi. Rosae – Cantina Divinja (Lambrusco di Sorbara DOC)
Elegante e vivace, con profumi intensi di piccoli frutti rossi. Freschissimo, per accompagnare cruditè e sushi. Valentina – Garuti (Lambrusco di Sorbara DOC)
Profumi delicati di ribes, fragola e ciliegia al naso. Mineralità spiccata in bocca. Ideale con salumi e formaggi. Quintopasso Rosé Millesimato 2017 – Tenute Cleto Chiarli (Lambrusco di Sorbara DOC)
Metodo Classico millesimato, 100% Sorbara. Spiccata acidità equilibrata dalla morbidezza del frutto. Ottimo con la carbonara. Opera Rosa – Opera 02 (Lambrusco Grasparossa di Castelvetro DOC)
Biologico, metodo Charmat, morbido e profumato. Sentori di fragolina di bosco e viola. Perfetto con prosciutto crudo e culatello. Noi Due – La Piana Winery (Grasparossa di Castelvetro DOC)
Rosé biologico con bollicine delicate, sentori fruttati e grande bevibilità. Per piatti a base di pesce e frutti di mare. Fabula Spumante Brut Rosé – Manicardi (Grasparossa di Castelvetro DOC)
Intenso, dalle note fruttate e floreali con sentori di biancospino e viola. Da provare con piatti di pesce. Cadelvento Rosé – Venturini Baldini (Reggiano Lambrusco DOC)
Biologico, metodo Charmat lungo, fresco e raffinato. Note di rosa canina e susina matura. Ideale come aperitivo e in abbinamento con piatti di pesce. Il Mio Rosa – Rinaldini (Reggiano IGT)
Cuvée extra dry di Malvasia e Lambruschi autoctoni, con etichetta dipinta a mano. Fresco, elegante e unico, anche nel look. Accompagna bene i crostacei. Questi dieci vini sono solo alcune delle tante voci che compongono il coro dei Custodi del Lambrusco, 27 produttori che raccontano le sfumature di un territorio e di un vino in costante evoluzione. I 10 Lambruschi scelti sono ideali che si tratti di un aperitivo sul balcone, una cena tra amici o un picnic in montagna. Perfetti alleati dell’estate, celebrano la convivialità con stile e semplicità. I Custodi del Lambrusco sono una nuova associazione che riunisce 27 produttori di Modena e Reggio Emilia con l’obiettivo condiviso di difendere, valorizzare e (ri)posizionare il Lambrusco tra i grandi vini. Uniti da una “rivoluzione gentile”, i Custodi si impegnano a riscrivere la percezione di questo vino straordinario, raccontandolo in modo inclusivo, senza divisioni territoriali, e puntando su qualità, autenticità e contemporaneità. Dalla vigna alla bottiglia, ogni scelta produttiva è orientata a esaltare il vero carattere del Lambrusco, simbolo vivo della cultura, della storia e dell’identità emiliana. La Redazione
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9 Luglio, 2025

Estate in Sicilia: tre eventi per scoprire i vini della DOC

  Noto, Taormina e Cefalù ospitano degustazioni dei vini DOC Sicilia in contesti unici. Un’estate tra vino, cultura e bellezza.   Il Consorzio di Tutela Vini DOC Sicilia inaugura l’estate 2025 con un ciclo di eventi dedicati ai consumatori nelle suggestive località di Noto, Taormina e Cefalù.  Noto, capitale del barocco e meta prediletta del turismo internazionale, ospita oggi il primo appuntamento in un contesto di grande fascino architettonico e vivacità culturale. Taormina, affacciata sul mare, continua ad affermarsi come destinazione d’élite, dove i vini DOC Sicilia incontreranno un pubblico cosmopolita e raffinato. Cefalù, incastonata tra la roccia e l’azzurro del Tirreno, regalerà uno scenario mozzafiato per un’esperienza di degustazione che unisce emozione e territorio. Tre gioielli della Sicilia, autentici simboli di bellezza, cultura e ospitalità, diventano il palcoscenico naturale per raccontare e far vivere la Sicilia attraverso i suoi vini DOC, direttamente nel cuore dell’isola, là dove il sole, il mare, la cultura e l’arte raccontano da sempre una storia di eccellenza. Camillo Pugliesi, direttore del Consorzio DOC Sicilia La Sicilia non è solo una terra da visitare, è una terra da vivere. Portare i vini DOC Sicilia in luoghi iconici come Noto, Taormina e Cefalù significa dare forma a un racconto autentico, fatto di cultura, bellezza e convivialità. I vini DOC Sicilia diventano così ambasciatori di un’identità profonda, che gli ospiti potranno degustare e portare con sé al rientro a casa, trasformando un sorso in un ricordo destinato a durare. L’obiettivo di questi appuntamenti è quello di creare un’esperienza sensoriale, offrendo un’occasione di conoscenza e approfondimento dei nostri vini e del nostro territorio in un contesto di coinvolgimento emozionale. Il momento della vacanza, vissuto in una dimensione di apertura e scoperta, si presta infatti a recepire in modo più profondo i valori legati al territorio, alla qualità, alla cultura e alla sostenibilità del vino DOC Sicilia. Questi eventi si inseriscono in un progetto più ampio e strutturato di valorizzazione del brand DOC Sicilia, che prevede una campagna di comunicazione integrata, rivolta al grande pubblico e con un focus finale sulla stampa internazionale, con l’incoming in programma ad ottobre. Gli eventi, oltre alla tappa di Noto prevista per oggi presso Osteria Giovanni Trombatore (Corso Vittorio Emanuele, 157), dalle 11:00 alle 15:00 e dalle 18:00 alle 21:00, si svolgeranno a: Taormina (ME), il 25 giugno 2025, presso San Michele Ristorante Taormina (Piazza S. Domenico de Guzman, 2B), orario continuato Cefalù (PA), il 27 giugno 2025, presso Duomo Delizie di Sicilia (Piazza del Duomo, 19), dalle 11:00 alle 21:00 Ogni evento prevede momenti di degustazione, durante i quali gli ospiti potranno assaporare una selezione di etichette DOC Sicilia accompagnate dal racconto di personale qualificato, capace di illustrare le caratteristiche dei vini, le peculiarità dei vitigni autoctoni e il legame profondo tra ogni calice e il territorio da cui proviene. Con questa campagna, cofinanziata dall’Unione Europea nell’ambito della Misura 3.2 del PSR Sicilia, prende inoltre il via l’utilizzo della nuova visual identity della DOC Sicilia, declinata su tutti i supporti ed i canali di comunicazione del Consorzio, in Italia e nel mondo: dallo spot audio su Spotify, ai banner e post pubblicati in occasione del Vinitaly, fin alle applicazioni grafiche sullo stand del Consorzio. Questa iniziativa è un invito a scoprire la Sicilia attraverso il calice, a lasciarsi avvolgere dai suoi profumi, dai suoi paesaggi e dalla sua innata arte dell’accoglienza. La Redazione
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