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BlendNews è un contenitore di informazioni dedicato al vino. Racconteremo gli eventi, le novità e le curiosità di questo mondo.

 

Serate romane, lo Zibibbo di Giovanni Benvenuto Arrow Right Top Bg

9 Luglio, 2025

Serate romane, lo Zibibbo di Giovanni Benvenuto

  Lo Zibibbo. Quante suggestioni fornisce questo nome. Sensazioni di dolcezza, sensazioni di rotondità, sensazioni arabeggianti che inneggiano alla Sicilia. Un vitigno, un vino che con la sua dolce dolcezza ha accompagnato momenti indimenticabili, spesso relegati al passato, alle nostre nonne, ai pranzi in famiglia, alle coccole di fine pasto. Magari anche ai viaggi in Sicilia, dove questo vitigno è parte integrante della storia. In un viaggio in Calabria ho scoperto come lo Zibibbo possa non solo trovare casa in una terra diversa dalla Sicilia, ma essere vinificato anche in versione secca. Ho scritto articoli su un paio di cantine della Costa degli Dei e uno in particolare è riferito ad una persona che non solo stimo tantissimo, ma che è diventata un mio grande amico: Giovanni Benvenuto e la sua Cantine Benvenuto di Francavilla Angitola, in provincia di Vibo Valentia. A pochi km da Pizzo Calabro, sulle colline che si affacciano sul mar Tirreno, Giovanni, con una maniacale gioiosità, è custode di terre fertili e di vigne i cui filari sono gioielli su radici. Per Giovanni, la vinificazione dello Zibibbo è stata da subito una ragione di esistenza della sua realtà e di quella delle altre cantine del territorio. Valorizzare un territorio fantastico anche attraverso l’interpretazione dello Zibibbo. Una cantina che, credetemi, vale la visita. Come vale la pena godersi l’estate sulle spiagge della Costa degli Dei. Nelle afose serate romane abbiamo insieme deciso di far scoprire proprio ai romani cosa c’è di meraviglioso in Calabria, terra di montagne, di spiagge meravigliose, di tramonti indimenticabili con vista sulle isole Eolie, accanto a Tropea (patria delle cipolle) o a Pizzo Calabro (e il suo tartufo). Lo Zibibbo vinificato secco da Cantine Benvenuto è qualcosa che non si può non far conoscere. Fosse anche solo per invogliare qualcuno che certamente si recherà in Calabria a passare alle Cantine Benvenuto per brindare al mare seduti sotto gli alberi di Giovanni. Le due serate si sono svolte grazie al validissimo aiuto del mio amico fraterno Fabrizio Paschini presso i due ristoranti Ristò La Salle e La Dispensa. Due serate ricche di spunti di riflessione e, soprattutto, di grandissimo interesse dimostrato dalle persone che non solo hanno apprezzato i vini, ma hanno potuto comprendere la storia e le capacità che la di Giovanni. Due serate diverse. Due menu diversi. Un solo successo: lo Zibibbo. Vediamo gli abbinamenti ottenuti con i due diversi ristoranti. Il Sughero Storto è il Metodo Classico di Cantine Benvenuto. Dodici mesi di affinamento sulle fecce fini e 24 mesi di riposo prima della sboccatura. La spalla è importante e la sapidità è di quelle che si allungano in bocca a dare un senso di lunghezza incredibile. Il naso non può (e meno male) nascondere il vitigno: la crosta di pane, la frutta che è secca e arricchita da miele e da quell’uva passa tipica dello Zibibbo che fa impazzire di gioia; un po’ di pesca ed albicocca. Meraviglia al naso devo dire. Di quei sentori che non ti stancheresti mai di sentire. Ecco allora che siamo andati sul sicuro al La Dispensa con un arancino alla gricia mentre al Ristò La Salle l’insalata di mare è stata un po’ un azzardo. Ma è servita a far capire come un naso complesso possa poi abbinarsi a qualcosa di semplice. Sublime. Ecco lo Zibibbo in purezza che abbiamo degustato in tre diverse versioni: Zibibbo con fermentazione in acciaio, Bianco di Falco con fermentazione in barrique di rovere, Orange con quattro mesi di macerazione sulle bucce. Quando si è difronte a versioni come queste non si può che rimanere stupiti sia dalla versatilità del vitigno sia dalla bravura di Giovanni Benvenuto. La matrice olfattiva dello Zibibbo c’è in tutte le versioni. Come una sorta di marchio di fabbrica, di timbro ritmico che caratterizza una canzone rendendola riconoscibile anche dal plagio. Sono gli acuti, il ritmo, la profondità, l’intensità a creare le differenze tra una versione e l’altra. Lo Zibibbo in purezza con affinamento in acciaio è la versione senza fronzoli, con frutta fresca e fiori di zagara al naso e soprattutto con una incredibile sapidità in bocca. Una versione che personalmente ho apprezzato tantissimo poiché ha lasciato un ricordo dal primo giorno che ho conosciuto Giovanni a Francavilla Angitola. Il Bianco di Falco è l’espressione massima dello Zibibbo di Giovanni. Lo sdoganamento di un vitigno spesso bistrattato e considerato uva da tavola che si prende una rivincita pazzesca dimostrando come ci possa essere eleganza, finezza e grande pienezza. Basta saperlo trattare con le giuste maniere. Rimane la grande sapidità in bocca con l’aggiunta di una avvincente e lunga, lunghissima rotondità. Persistenza e rotondità che ci hanno permesso di abbinarlo a dei paccheri con doppia consistenza di guanciale a La Dispensa e Fregola ai frutti di mare al Ristò La Salle. Nel mezzo tra i due, l’Orange. Forse un vezzo, forse una sperimentazione, non so. Di certo un grande vino che cito per ultimo non perché sia ultimo ma perché dotato di uno spettro olfattivo e gustativo tale da renderlo non solo versatile ma anche pieno, fresco, frizzante. In una parola direi, incredibile. Si, perché quei fiori di zagara diventano arancio puro. I sentori fruttati evolvono mantenendo la parte agrumata che da limone arriva al pompelmo. Tutto si enfatizza per via di quelle fantastiche bucce che hanno donato tutto ciò che potevano al mosto. L’intensità del palato è poi sbalorditiva. Un vino che sembra potente ma poi seduce, ammalia, invade i sensi e non li lascia più soli. La guancia di maiale de La Dispensa e il salmone in salsa d’arancio de La Salle, dimostrano l’estrema potente versatilità dell’Orange. Se lo Zibibbo in purezza rappresenta l’iniziazione e il Bianco di Falco la morbida carezza, l’Orange è l’apoteosi. Come una serie di fuochi di artificio che chiudono in bellezza una serata tra innamorati. Ho volutamente lasciato alla fine Celeste, il rosato di Giovanni Benvenuto ottenuto da Greco Nero calabrese e Magliocco canino che abbiamo a La Dispensa abbinandolo ad un Maritozzo con stracciata d’Andria e pomodorino confit, con un baccalà in umido a La Salle. Alla fine perché se con lo Zibibbo abbiamo voluto dimostrare la versatilità e grandezza di un vitigno spesso associato a vini dolci, con Celeste è la Calabria a venire fuori. Due vitigni tipici di questa regione che per finezza ed eleganza olfattiva e gustativa possono, chiudendo gli occhi, offrirci sensazioni così intense e particolari da proiettarci in Provenza o in Corsica. Ma siamo in Calabria (o a Roma) ed è proprio questa la meraviglia di una terra spesso sottovalutata e bistrattata. Esperienze meravigliose. Esperienze di una Calabria che vale la pena non solo di visitare e godere ma di continuare a farlo con i vini di Giovanni Benvenuto. A Giovanni va tutto il mio ringraziamento perché, oltre ad essere una persona estremamente speciale, ci ha regalato dei vini che stanno pian piano conquistando sempre più palati. Con vero, autentico merito!     Ivan Vellucci – Suggestioni di Vino
ivan.vellucci@winetalesmagazine.com Mi trovi su Instagram come @ivan_1969      
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8 Luglio, 2025

Oltre 1.300 partecipanti al Rooftop di Coin Roma per la seconda edizione di ITINERE, il viaggio tra vino e gastronomia d’eccellenza

  Si è conclusa con successo la seconda edizione di ITINERE, l’evento enogastronomico ideato e promosso da Taste Factory (@tastefactoryofficial) e Berefacile.it (@berefacile.it), che ha animato il rooftop del ristorante Mike’s, al quarto piano dello storico palazzo Coin di Porta San Giovanni. Un contesto urbano inedito e suggestivo ha fatto da cornice a due giornate – il 14 e 15 giugno – dedicate alla valorizzazione del vino e del cibo italiano, con oltre 1.300 presenze registrate. In un’atmosfera sobria e rilassata, priva di frastuono, ITINERE ha favorito un incontro autentico tra produttori, operatori del settore e appassionati, offrendo un’esperienza immersiva fatta di assaggi, racconti, dialogo diretto e formazione. Il format, strutturato attorno a 45 espositori tra vignaioli e artigiani del gusto, ha messo in luce il meglio della produzione enogastronomica italiana, con un focus particolare sulla qualità, la sostenibilità e il legame con i territori. Il nome stesso dell’evento – ITINERE, dal latino “in cammino” – richiama un percorso di crescita condiviso, che punta alla scoperta di realtà autentiche capaci di coniugare innovazione e tradizione. A rafforzare questa visione, le masterclass tematiche condotte direttamente dai produttori in una sala riservata del rooftop, pensate per educare il pubblico e creare connessioni consapevoli tra chi produce e chi consuma. Protagonista indiscussa l’eccellenza vitivinicola del Lazio, con aziende come Muscari Tomajoli, promotrice della Masterclass sui “Vini del Mare”, e produttori di punta quali Terre del Veio, Poggio Le Volpi, Borgo del Cedro, Villa Simone, Tenuta Iaconangeli, Tenuta Tre Cancelli, Giulio Pesoli, Gabriele Magno, Artico, I Pampini, Casale Lucino e Casale del Giglio. In evidenza anche l’Olio Extravergine di Oliva Biologico di Riccardo Palombelli di Cori e quello dell’azienda Pozzo Serpi (Corato), pluripremiato, presente fin dalla prima edizione. Non sono mancate rappresentanze di grande rilievo da tutto il territorio nazionale.
Dal Piemonte, la Cantina di Michele Chiarlo ha condotto una partecipata masterclass sul Nizza DOCG, mentre Claudio Mariotto ha proposto diverse etichette apprezzate anche grazie al clima che ha valorizzato bianchi come il Timorasso. Dalla Sicilia, l’azienda Bruchicello di Giovanni Palermo ha portato in degustazione Nero d’Avola e Catarratto, tipici del territorio di Salaparuta. Dalle Marche è arrivata l’azienda Santa Barbara di Stefano Antonucci, affiancata da Lorenzo Campoli per una verticale del celebre “Le Vaglie”. Il Trentino-Alto Adige ha trovato voce nell’azienda Ploner, capace di portare freschezza e tipicità, mentre dal Veneto si sono distinte Ca’ dei Maghi, Tenuta La Presa e Ai Galli, con proposte che spaziano dalla Valpolicella al Lugana, dal Ripasso al Pinot Grigio. Il Friuli ha visto protagonista l’azienda Gradis’ciutta di Robert Princic, che ha guidato una masterclass sulla Ribolla Gialla, vino simbolo del Collio. Dalla Campania, Torre dei Chiusi ha portato in degustazione bianchi di grande struttura provenienti dalla provincia di Benevento. L’ Abruzzo è stato ben rappresentato da Marramiero, Piandimare e dalla storica Casal Thaulero, prima cantina della regione a superare i confini locali. A conferma del carattere internazionale della manifestazione, anche quest’anno ha partecipato Domeniile Averesti, con i suoi vini rumeni capaci di sorprendere per qualità e originalità. Tra le proposte più innovative, ha riscosso grande interesse Vol.0, un progetto di mixology che riproduce i grandi classici dell’aperitivo in versione alcool free, senza rinunciare al gusto. Grande curiosità anche per la masterclass “Bollizine” condotta da Tommaso Caporale sulle bollicine italiane, esplorate attraverso l’analisi acustica del perlage. Spazio anche agli spirits, con la presenza di Casa Sant’Orsola, storico marchio piemontese, e con il Lemoncetto di Paolo Canto, un prodotto nuovo nato dalla collaborazione con i Fratelli Fabbri. A rappresentare il mondo brassicolo il birrificio romano Taps Lynn Peak Beer, con una proposta di abbinamento insolito ma riuscitissimo: birra artigianale e sushi. Tra i protagonisti della parte gastronomica, Mirko Artegiani con la sua Pinsa 2.0, che ha reinterpretato una tradizione romana in chiave contemporanea, affiancato dall’azienda Cibo Genuino con i suoi formaggi d’eccellenza, dal gorgonzola al cucchiaio agli erborinati. Apprezzatissimo anche il contributo dell’azienda Pirata Suino, che ha proposto carni biologiche e salumi nel segno del benessere animale e della filiera corta. Il dolce è stato affidato all’abilità della Pasticceria Tabiano di Cristiano Provetti, con i suoi panettoni artigianali e la tipica focaccia.
A completare l’offerta, non poteva mancare il condimento simbolo dell’eccellenza italiana nel mondo: l’aceto balsamico di Modena. Menzione d’onore a tutte le agenzie e distribuzioni del territorio che hanno accompagnato i produttori ad Itinere: Dimensione Vino, Piano23, Tradingfoods ed Uva da Bere. Tra i partecipanti, infine, anche la Fondazione Cotarella, impegnata in progetti benefici e nella sensibilizzazione sui disturbi alimentari e la Scuola di Alta Formazione Intrecci, dedicata alla formazione di manager della ristorazione e di sala, a conferma dell’attenzione di ITINERE verso i temi sociali e della professionalizzazione del settore. Come partner ufficiali si confermano per il secondo anno consecutivo: Dam Academy e l’IPSEOA Pellegrino Artusi. Media partner dell’edizione 2025 è stato WineTales Magazine, che ha affiancato l’organizzazione nella comunicazione e nella promozione dell’evento, contribuendo alla sua riuscita. ITINERE si conferma così un evento capace di costruire esperienze autentiche anche nel cuore pulsante di una metropoli come Roma, valorizzando il prodotto e, soprattutto, il racconto umano che lo accompagna. In un’epoca in cui il rapporto tra qualità e relazione è più centrale che mai, ITINERE dimostra che è possibile promuovere cultura enogastronomica attraverso la prossimità, il dialogo e la conoscenza diretta. L’appuntamento è al 2026, con nuovi territori da esplorare, nuove storie da raccontare e nuovi produttori da far conoscere Come WineTales Magazine siamo fieri ed orgogliosi di aver contribuito a questo successo!   La Redazione
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7 Luglio, 2025

Enoturismo in Alto Adige: cosa fare d’estate tra cantine, natura e sport

  Tra le nuove proposte la Wine&Bike Alto Adige Collection, che unisce sapientemente cicloturismo ed enologia con otto tour tematici e più di 100 cantine coinvolte   L’Alto Adige non è solo una terra di paesaggi mozzafiato, ma anche patria di vini eccellenti e di esperienze enoturistiche uniche. Con l’estate, le dolci colline e i pendii soleggiati si trasformano in un mosaico di vigne e profumi: un invito a esplorare, gustare e lasciarsi ispirare. La novità per l’estate 2025 è la Wine&Bike Alto Adige Collection, un progetto realizzato dal Consorzio Vini Alto Adige in collaborazione con IDM Südtirol, che unisce cicloturismo ed enologia. Otto tour tematici, più di 100 cantine coinvolte, degustazioni, esperienze tra i vigneti e percorsi personalizzati consultabili tramite l’app Komoot. I percorsi hanno ognuno un tema particolare ed il turista può scegliere quello che preferisce: Vino & architettura lungo la Strada del Vino dell’Alto Adige; Tour del Pinot Bianco nell’Oltradige: da Caldaro ad Appiano; Sulle tracce di un grande classico dell’Alto Adige: le colline di Santa Maddalena; Dal Gewürztraminer al Pinot Nero: lungo la Strada del Vino dell’Alto Adige; Fascino mediterraneo: tra i vigneti della conca di Merano; La zona vinicola più settentrionale a sud delle Alpi: un tour in Valle Isarco; Un itinerario circolare in Val Venosta: aspra, secca, spettacolare; Castelli, vigneti e cantine prestigiose: lungo la Valle dell’Adige tra Bolzano e Merano. Il territorio vinicolo dell’Alto Adige offre ai ciclisti una rete ben articolata di piste ciclabili che attraversa tutta la regione e, inoltre, essendo una regione vinicola relativamente piccola, le distanze tra le zone di produzione, le cantine e i luoghi d’interesse sono brevi e facili da percorrere; gli itinerari sono adatti a tutti i livelli di preparazione fisica. Dall’applicazione Komoot si può facilmente accedere alla Wine&Bike Alto Adige Collection e scegliere il percorso che si preferisce. Per le esperienze in bicicletta c’è anche la possibilità di farsi guidare da uno dei Bike Wine Ambassador selezionati insieme all’Associazione Guide Mountain Bike Alto Adige: dei conoscitori del vino che accompagnano gli enoturisti in ciclo-tour personalizzati in tutte le aree vinicole dell’Alto Adige. Ad arricchire l’esperienza, la cucina locale propone piatti raffinati e autentici, perfettamente abbinati ai vini della regione. L’ospitalità incontra la cultura del vino e ogni anno viene celebrata con il Premio Alto Adige per la Cultura del Vino, attribuito a quelle realtà che sanno eccellere in capacità di abbinamento, selezione e servizio dei vini. Vivere l’enoturismo in Alto Adige significa abbracciare un viaggio lento e consapevole, dove ogni sorso racconta una storia. Qui il vino non si degusta solo a tavola: è cultura, paesaggio e architettura. Per scoprire l’anima autentica di questa regione si può camminare tra filari centenari, pedalare lungo itinerari panoramici e visitare cantine dal design sorprendente, dove tradizione e progetti innovativi si incontrano. Per scoprire ed essere sempre aggiornati sulle migliori esperienze enoturistiche e sugli appuntamenti enogastronomici in Alto Adige si può consultare il sito del Consorzio Vini Alto Adige www.vinialtoadige.com. La Redazione
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6 Luglio, 2025

Nasce ufficialmente Generazione Next, il gruppo di Assovini Sicilia dei giovani under 40

Gabriella Favara è la presidente del consiglio direttivo appena eletto. Ad affiancarla, la vicepresidente Enrica Spadafora   Giovani, dinamici, con la passione per la Sicilia e la voglia di fare conoscere l’isola e di comunicare il mondo vitivinicolo con un linguaggio nuovo. È Generazione Next, la nuova generazione di Assovini Sicilia, un gruppo di produttori under 40, membri già operativi delle aziende familiari, che ha deciso di continuare sul solco dello spirito e dei valori dell’associazionismo di Assovini Sicilia, con lo scopo di valorizzare il territorio e la produzione vitivinicola siciliana. Il gruppo, nato all’interno dell’associazione, ad oggi conta ventisei iscritti, e ha appena eletto Gabriella Favara come presidente, insieme a Enrica Spadafora, vicepresidente, e sei consiglieri del Consiglio direttivo: Costante Planeta, Serena Costanzo, Pietro Pollara, Cristina Madaudo, Pierfilippo Marchello.  Gabriella Favara, presidente di Generazione Next Generazione Next è futuro, unione, continuità. Mi emoziona vedere come passo dopo passo questa squadra sta prendendo forma, con l’entusiasmo sempre maggiore di contribuire tutti insieme al successo del nostro settore e della nostra Sicilia- continente. Nuove forme di comunicazione, coinvolgimento della generazione Z, formazione interna, valorizzazione del territorio, sono i principali elementi principali del “Manifesto” della Generazione Next. “Vogliamo accendere nei giovani la scintilla della curiosità per il vino, raccontando storie autentiche e creando momenti di condivisione che parlano di passione, territorio e futuro con un linguaggio semplice e coinvolgente. Il nostro obiettivo è ispirarli a vedere nel vino non solo un prodotto, ma un viaggio ricco di cultura, emozioni e bellezza, profondamente legato alla nostra Sicilia. Grande attenzione verrà posta anche sulla formazione, un aspetto essenziale per scambiare nel gruppo le nostre esperienze, accrescerle con il supporto di specialisti esterni e condividerle non solo con i collaboratori delle nostre aziende” – ha continuato Gabriella Favara. E se Next generation è il termine utilizzato, in generale, per indicare il fisiologico passaggio generazionale che le aziende di ogni settore vivono con l’arrivo delle nuove generazioni, Generazione Next di Assovini Sicilia, si riferisce ad un gruppo di giovani produttori, curiosi e vogliosi di scoprire, studiare, legati dal grande amore per la Sicilia del vino e dal desiderio di portarla nel mondo attraverso la formula vincente dell’associazionismo e del lavoro di squadra. Enrica Spadafora, vicepresidente di Generazione Next Sono davvero emozionata e onorata di ricoprire il ruolo di vicepresidente all’interno di questo gruppo di giovani così talentuosi e determinati. Far parte di una squadra così dinamica e preparata è per me una grande responsabilità, ma soprattutto una bellissima opportunità. Non vediamo l’ora di iniziare a lavorare tutti insieme e trasformare le tante idee in bellissimi progetti concreti. Diverse le tematiche e le azioni in programma che il gruppo vuole attuare e che coinvolgono diversi settori come management, hospitality, produzione, degustazione, enoturismo, comunicazione e marketing, coaching, team building. “Assovini Sicilia ha promosso e supportato la nascita del gruppo Generazione Next perché non solo rappresenta il futuro della nostra associazione ma anche perché si fonda sugli stessi valori e principi che stanno alla base dell’associazionismo vincente di Assovini Sicilia.  È nato un gruppo dinamico, vivace, che sono sicura continuerà a promuovere il mondo vitivinicolo con un linguaggio nuovo, capace di intercettare i cambiamenti in corso” – ha commentato Mariangela Cambria, presidente di Assovini Sicilia. Assovini Sicilia
Ufficio Stampa e Comunicazione
Liliana Rosano
e-mail: press@assovinisicilia.it  M:+39 3470330206 La Redazione
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6 Luglio, 2025

Estate a ritmo di tramonti e cultura mediterranea: un assaggio di Val di Mazara con "La Sicilia di Ulisse"

  Da Palermo ad Agrigento, dalle Madonie alle saline di Marsala, un itinerario variegato firmato La Sicilia di Ulisse. Feste popolari e storie al calar del sole tra cene all’aperto, cantine e oasi di relax.   L’estate in Sicilia profuma di zagara e salsedine; in Val di Mazara si racconta tra vigneti affacciati sul mare, tramonti teatrali, piatti condivisi sotto le stelle e antiche tradizioni che si rinnovano. La Sicilia di Ulisse – il circuito che raccoglie 52 eccellenze tra ristoranti, pasticcerie storiche, hotel di charme e 21 cantine partner – invita viaggiatori e appassionati di cultura, enogastronomia e bellezza a lasciarsi ispirare da itinerari estivi nel Val di Mazara. Da Palermo ad Agrigento, lungo la costa o nell’entroterra sulle Madonie, i percorsi suggeriti toccano alcune delle realtà più affascinanti dell’accoglienza e dell’enogastronomia siciliana, proponendo esperienze uniche da vivere tra giugno e settembre, quando la luce dell’estate esalta l’identità del paesaggio e il ritmo lento invita a godere di ogni momento. Palermo e dintorni: tra riti e sapori In occasione del Festino di Santa Rosalia, dal 10 al 15 luglio, tra i più sentiti e spettacolari della tradizione palermitana, Palazzo Brunaccini Boutique Hotel propone la Santa Rosalia Experience, un pacchetto speciale che unisce ospitalità e cultura gastronomica nel cuore del capoluogo siciliano, grazie a una cooking class e a un tour nel centro storico. Imperdibile anche una sosta da Gagini, dove lo chef Marco Massaia consiglia tre percorsi degustazione, declinabili in chiave vegetariana e senza lattosio, in cui la tecnica è al servizio della materia prima. A sublimare il tutto, il particolare contesto: un antico laboratorio artistico, che celebra l’interazione tra arte e cucina. Sempre a Palermo il ristorante stellato Mec offre un’esperienza unica all’interno del museo della Apple, in cui design e innovazione si incontrano in cucina: un’occasione per scoprire anche il volto più contemporaneo e tecnologico della gastronomia siciliana. Il tour del palato continua all’Osteria dei Vespri, nel cuore del centro storico. Qui la cucina è creativa e intensa con l’obiettivo di valorizzare il territorio senza tradirlo. La cantina, con oltre 600 etichette italiane e internazionali, completa l’esperienza. Per chi desidera vivere qualcosa di davvero unico, in alcune serate è possibile abbinare la cena a una visita di Palazzo Gangi, gioiello barocco che ha fatto da cornice al celebre ballo del film Il Gattopardo. Un percorso tra arte, storia e sapori d’autore ispirati al romanzo di Tomasi di Lampedusa, per un’autentica immersione nella Sicilia più nobile. Non si può però lasciare la città senza fare tappa alla storica Pasticceria Cappello, dove i dolci della regione si producono ancora secondo tradizione tramandata di generazione in generazione. Solo a pochi chilometri da Palermo c’è Bagheria, dove, nella nuova sede situata nei corpi bassi di Villa Palagonia, splendido gioiello simbolo del barocco siciliano – Tony Lo Coco, chef del ristorante stellato I Pupi propone esperienze enogastronomiche esclusive, tra cui lo Chef Table e una raffinata cantina vini. Per chi prevede il viaggio in Sicilia a inizio luglio, l’appuntamento è anche al Baaria Film Festival (2-6 luglio), con una cena di gala inaugurale il 1° luglio nel salone degli specchi di Villa Palagonia in cui lo chef Lo Coco insieme con lo chef Nino Ferreri presenterà un menù dedicato alle terre insulari. Le Madonie: alla scoperta dell’entroterra Percorrendo l’isola verso est lungo la costa si arriva a Cefalù. Qui, all’interno di una dimora storica del Quattrocento, Cortile Pepe di Toti Fiduccia accoglie gli ospiti in un elegante giardino arabo con alberi secolari, per un servizio estivo all’aperto, in un dialogo tra cucina mediterranea e suggestioni d’autore a opera del giovane e talentuoso chef Vincenzo Sansone. Spostandosi nell’entroterra delle Madonie, nell’unicità di Sclafani Bagni, continua l’esaltazione dei sensi in un’esperienza culinaria indimenticabile: Terrazza Costantino promuove un itinerario degustativo dedicato ai prodotti del proprio orto. Appuntamento speciale il 31 agosto con lo Sclafani Wine&Food Fest, manifestazione dedicata alla promozione delle eccellenze enogastronomiche locali. Nella zona si trova anche Tenuta Regaleali, il cuore storico della famiglia Tasca d’Almerita che, in un saliscendi di colline, prati e strade di campagna appare improvvisamente in tutto il suo fascino. Qui agli ospiti viene proposto un viaggio nella geografia vinicola siciliana, con degustazioni accompagnate da una coinvolgente narrazione familiare. A completamento, l’assaggio dell’olio EVO prodotto in loco. Le Madonie fanno anche da cornice al piccolo paese di Castelbuono, dove da quarant’anni Peppe Carollo propone nel suo ristorante Nangalarruni menù a base di funghi ed erbe selvatiche locali.  La magia dell’estremo ovest Spostandosi verso ovest, nei dintorni di Monreale, la Tenuta Sallier de La Tour, sempre della famiglia Tasca d’Almerita, offre un’immersione tra vigneti collinari con l’esperienza Alla scoperta di Sallier che celebra il Syrah e le varietà autoctone siciliane. Poco distante, a Partinico, le Cantine Brugnano accolgono i visitatori tra bottaie e cisterne trasformate in sala degustazione, con due percorsi enologici che raccontano la Sicilia contemporanea – I Tre Territori e Contemporary Sicilian Wines – guidati dalla nuova generazione della famiglia Brugnano. Scendendo lungo la costa, il tramonto è di casa a Marsala, dove Cantine Florio e Cantine Pellegrino si aprono a esperienze multisensoriali. La prima propone Aperiflorio e Florio di Notte, due itinerari estivi tra degustazioni in terrazza vista mare e tour serali nelle storiche bottaie. I pregiati vini delle Cantine Pellegrino sono invece in degustazione all’attesissimo ‘A Scurata – Cunti e Canti al Calar del Sole (21 luglio-1° settembre), presso le Saline Genna, nella Riserva dello Stagnone. Una rassegna teatrale e musicale ospitata nel Teatro a Mare Pellegrino 1880 con un programma che coniuga esibizioni di artisti nazionali e internazionali con eventi che celebrano la cultura siciliana e il patrimonio enogastronomico locale. Anche la storica cantina di Marsala Donnafugata apre le porte alla cultura (e invita alla scoperta delle sue tenute in tutta la Sicilia, cantine di Marsala, Contessa Entellina, Pantelleria, Etna e Vittoria) con la degustazione Una domenica in casa Salina, ispirata alla serie Il Gattopardo (ogni domenica d’estate) e l’immancabile appuntamento con Calici di Stelle: ogni anno il 10 agosto la tenuta di Contessa Entellina si trasforma in un palcoscenico a cielo aperto dove il vino incontra arte e musica, offrendo un’esperienza multisensoriale che va oltre alla semplice degustazione. A Mazara del Vallo, invece, tra la Riserva di Lago Preola e il Mediterraneo, Tenuta Gorghi Tondi celebra il ritmo lento dell’estate con visite guidate, degustazioni biologiche e il raffinato evento serale Appuntamento al Tramonto, ogni giovedì da fine luglio a inizio settembre, un brindisi circondati dalla natura e dalla brezza marina. Tutto il territorio si accende di suoni, profumi e colori che culminano con il Cous Cous Fest, a San Vito Lo Capo, dal 19 al 28 settembre. L’evento segna la fine dell’estate celebrando l’incontro tra culture del Mediterraneo con piatti, musica e ospiti internazionali; un’occasione imperdibile per chi ama prendersi il tempo di scoprire, ascoltare, assaporare, tra le contaminazioni culinarie più iconiche dell’isola. Agrigento Capitale della Cultura 2025 Scendendo verso sud, La Foresteria Planeta a Menfi offre un rifugio di quiete e benessere, con camere circondate da giardini aromatici, tra agrumi e ulivi. La cucina dello chef Angelo Pumilia reinterpreta le ricette di famiglia con sensibilità contemporanea, mentre il Beach Club Insula, aperto fino a fine settembre, rappresenta la proposta balneare del resort. Il soggiorno si arricchisce con cooking class, degustazioni tematiche e, per chi cerca un’esperienza più immersiva, con il Planeta in Tour: un viaggio nel territorio attraverso le quattro tenute storiche, da Capparrina con gli oliveti sul mare a Ulmo, cuore delle origini familiari, passando per Dispensa e Monte Cirami, tra vini selezionati, paesaggi autentici e aperitivi panoramici. Un luogo magico, da vivere anche in occasione di eventi speciali come il Festival della Bellezza ai Templi di Selinunte (20–27 agosto) e Inycon a Menfi (3–5 ottobre). Prima di raggiungere Agrigento, è possibile vivere La Sicilia a passo lento, una giornata a Racalmuto proposta dall’ADLER Spa Resort SICILIA ai suoi ospiti tra i luoghi dello scrittore Leonardo Sciascia: percorsi letterari, dimore storiche, teatri ottocenteschi e, al termine, un pranzo conviviale nella casa di due veri custodi della cucina siciliana, Franca e Lillo. Un invito alla lentezza, alla memoria, alla convivialità. Agrigento è Capitale Italiana della Cultura 2025 e il programma di eventi e manifestazioni è ricco e variegato, con proposte per tutti i gusti e per ogni stagione. Tra una mostra e uno spettacolo, però, c’è un’esperienza che merita di essere vissuta: il lusso di soggiornare all’Hotel Villa Athena, unico resort a 5 stelle immerso nel cuore del Parco Archeologico della Valle dei Templi, sito UNESCO, con ingresso diretto ed esclusivo. Per l’estate, l’hotel propone la suggestiva Orto Experience: una cena sotto le stelle, a lume di candela, con vista sul Tempio della Concordia, autentico gioiello della Valle. Vale la strada fino a Licata, l’esperienza imperdibile di una cena da La Madia, il ristorante due stelle Michelin dello chef Pino Cuttaia. In un ambiente caldo e familiare, ogni piatto diventa un viaggio nei sapori autentici del Mediterraneo, tra ingredienti locali e storie di tradizione per un percorso sensoriale che unisce gusto, vista e memoria. Un modo eccezionale per concludere un viaggio eccezionale. Per scoprire tutte le strutture de La Sicilia di Ulisse è possibile consultare il portale online di La Sicilia di Ulisse, per prenotare le migliori esperienze tra hotel, ristoranti, cantine e molto altro. www.lasiciliadiulisse.it Tutte le strutture de La Sicilia di Ulisse in Val di Mazara Hotel e ristoranti: Capitolo Primo in Relais Briuccia https://www.ristorantecapitoloprimo.it La Foresteria Planeta https://www.planetaestate.it/it/la-foresteria-resort/ La Madia https://ristorantelamadia.it Ristorante Cavalluccio Marino https://hotelcavallucciomarino.com Hotel Villa Athena https://www.hotelvillaathena.it Adler Spa Resort Sicilia https://www.adler-resorts.com/it/adler-spa-resort-sicilia/483-0.html Aquanova Hosteria https://aquanovahosteria.it Ristorante Gagini https://www.gaginirestaurant.com I Pupi https://www.ipupiristorante.it Nangalarruni https://www.hostarianangalarruni.it Osteria dei Vespri https://www.osteriadeivespri.it Agrirelais Baglio di Pianetto https://agrirelais.bagliodipianetto.it Palazzo Brunaccini https://www.palazzobrunaccini.it Terrazza Costantino https://www.terrazzacostantino.com Cortile Pepe https://www.cortilepepe.it Ristorante Mec https://www.mecrestaurant.it Palazzo Gatto https://www.palazzogatto.it Cantine: Planeta https://www.planeta.it Az. Agricola G.Milazzo https://milazzovini.com Tenuta Rapitalà https://www.rapitala.it/it Cantine Duca di Salaparuta https://duca.it Cantine Florio https://cantineflorio.it Cusumano https://www.cusumano.it Brugnano https://brugnano.it Tasca d’Almerita https://www.tascadalmerita.it Carlo Pellegrino https://www.carlopellegrino.it Tenuta Gorghi Tondi https://gorghitondi.it/it_it/ Donnafugata Cantine Storiche di Marsala  https://www.donnafugata.it/it/ Fina Vini https://cantinefina.it Rallo – Azienda Agricola https://www.aziendaagricolarallo.it La Sicilia di Ulisse Da oltre vent’anni l’Associazione si impegna a valorizzare le meraviglie della Sicilia, offrendo ai viaggiatori l’opportunità di vivere un’esperienza completa e autentica, fatta di sapori, paesaggi e prodotti che racchiudono l’anima mediterranea dell’isola. Fondata nel 2002 da un gruppo di chef visionari, l’Associazione riunisce le eccellenze siciliane nei settori dell’ospitalità, della gastronomia e della viticultura. Attraverso un portale e una APP, La Sicilia di Ulisse si presenta in modo chiaro e strutturato sul mercato, rendendo accessibile la sua offerta esclusiva. Oggi, l’Associazione conta 52 soci, di cui 36 tra ristoranti e pasticcerie storiche e 16 hotel di charme, oltre a 21 cantine partner per un numero complessivo di 1.500 addetti e un fatturato generato stimato di 180 milioni di euro. Da aprile 2024 il presidente dell’Associazione è Tony Lo Coco. La Redazione
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6 Luglio, 2025

Atmosphere Living lancia le prime residenze a marchio Bottega Gold in India

Bottega, uno dei marchi di spumanti più conosciuti e apprezzati al mondo, annuncia la sua prima collaborazione in India nel settore dell’ospitalità con Atmosphere Living. Questa partnership, unica nel suo genere, è caratterizzata da suite di lusso brandizzate, che coniugano la tradizione, l’artigianalità e la raffinatezza italiana con l’eccellenza dell’ospitalità indiana.   Queste raffinate suite a marchio, che saranno svelate nel prossimo futuro, offriranno un’esperienza innovativa, che attinge alla cultura del vino e che si caratterizza per elementi di design iconici, offrendo servizi di ospitalità su misura e in linea con l’identità Bottega. Dalla possibilità di visitare le cantine ai percorsi personalizzati dedicati al Prosecco, questa collaborazione offre un nuovo standard, sia per i consumatori indiani più esigenti che per gli investitori internazionali. Le suite sono impreziosite da interni realizzati in conformità con lo stile Bottega, con arredi e decorazioni su misura che evocano l’impegno del marchio per la qualità e per l’innovazione. Questo design sofisticato trasferisce negli spazi abitativi i canoni estetici della cantina trevigiana. Gli ospiti delle Bottega Suite avranno accesso esclusivo a eventi a tema e a esperienze enologiche personalizzate, immergendosi nell’affascinante mondo dello spumante italiano. Un viaggio che inizia già al momento del check-in con un calice di Prosecco, prosegue nella cantina della suite e celebra poi il rito dell’aperitivo in stile italiano nella lounge. Sandeep Ahuja, Global CEO di Atmosphere Living Questa alleanza è una naturale evoluzione della filosofia comune dei due marchi: una dedizione senza pari all’eccellenza, alla tradizione e all’eleganza. Siamo lieti di lanciare questa prima collaborazione mondiale in India e di proporre uno stile di vita mai sperimentato prima in questa regione. Sandro Bottega, Presidente di Bottega S.p.A. dichiara: L’India è espressione di una storia plurimillenaria, di un solido mercato in rapida evoluzione e di una raffinata cultura dell’accoglienza che si integra egregiamente con lo stile di vita italiano. La nostra partnership con Atmosphere Living nasce dalla convinzione che un calice di Prosecco arricchisca con la ritualità dell’aperitivo la cosiddetta experience di soggiorni indimenticabili in location esclusive. Siamo quindi orgogliosi di essere parte di un progetto ambizioso e di portare la filosofia Bottega in questo nuovo contesto. Giulia Pellegrino, Global Key Accounts Manager di Atmosphere Living L’India è un mercato fiorente con un potenziale illimitato e siamo lieti di collaborare con Bottega S.p.A. e Atmosphere Living per portare la cultura dello spumante italiano in India, ridisegnando il panorama dell’ospitalità locale. La collaborazione tra Atmosphere Living e Bottega punta a creare un nuovo lifestyle con innovative modalità di accoglienza. Atmosphere Living Atmosphere Living, parte del portfolio di Atmosphere Core, intende offrire a una clientela facoltosa proprietà frazionate in edifici di lusso con servizi di alta gamma in tutta l’Asia meridionale. Progettate per integrarsi con la natura, le sontuose ville, gli appartamenti e le residenze offriranno un’esperienza di vita all’insegna del lusso ed ecosostenibile, arricchita da comfort di livello mondiale e da servizi su misura. Bottega La famiglia Bottega, che ha quattro secoli di storia nel mondo del vino e della grappa, ha fondato l’omonima azienda, al tempo stesso cantina e distilleria. Ha sede a Bibano di Godega (TV), 50 km a nord di Venezia, dove produce grappe, vini e liquori. Bottega nel canale Travel Retail è il primo marchio a livello globale, avendo superato le più prestigiose maison di Champagne (IWSR 2022). Con una distribuzione globale in 165 paesi e oltre 400 premi sulla qualità, l’azienda Bottega è riconosciuta nel mondo per il suo prodotto di punta, Bottega Gold Prosecco DOC, e per i suoi 30 Prosecco Bar, ambasciatori dell’enogastronomia italiana. Bottega S.p.A. da molti anni ha assunto un impegno indissolubile sul fronte della sostenibilità, che ha portato a risultati reali e concreti di riduzione dell’impatto sull’ambiente, sulla società e sull’economia. Ufficio Stampa Klaus Davi & Co. 02 860542 Adriano Ronconi – a.ronconi@klausdavi.com – 3284696041 Luca Bragadini – l.bragadini@klausdavi.com – 3382273227 Nicolas Droschi – n.droschi@klausdavi.com – 3393482677 La Redazione
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5 Luglio, 2025

Monteverro inaugura “la terrazza” quattro serate per brindare all’estate in maremma

  Slow mood, grandi vini e tramonti indimenticabili: al via il nuovo format estivo della cantina di Capalbio A Monteverro – cantina gioiello di Capalbio dolcemente adagiata tra i vigneti che guardano in lontananza il mare – l’estate 2025 si apre all’insegna di un nuovo format: quattro serate uniche per perdersi nei ritmi lenti della calda estate maremmana, tra i profumi della macchia mediterranea e il frinire delle cicale, e per degustare i vini della tenuta. È questa l’essenza de “La Terrazza di Monteverro”. Tre appuntamenti in agenda già confermati – 13 giugno, 18 luglio e 22 agosto – più una quarta data speciale a settembre, per vivere insieme la Golden Hour, in un’atmosfera sospesa tra natura, eleganza e convivialità. Protagonisti assoluti delle serate saranno i vini Monteverro in formato magnum, in particolare il Vermentino e il Verruzzo, accompagnati da una ricercata proposta di “Monteverro bites”: finger food ispirati al territorio, pensati per esaltare le note aromatiche di ogni calice. Julia Weber, proprietaria di Monteverro, insieme al marito Georg La Terrazza nasce dal desiderio di condividere il nostro modo di vivere il vino: in armonia con la natura, con lentezza e attenzione ai dettagli. È un invito a fermarsi, respirare, godere del paesaggio e della compagnia, con un calice che racconta tutta la verità della nostra terra. L’estate di Monteverro non si ferma qui: anche nel 2025 torneranno le attesissime visite guidate “Arte & Vino” che si svolgeranno tra agosto e ottobre, realizzate in collaborazione con l’Associazione Il Frantoio, per unire cultura enologica e arte contemporanea attraverso installazioni di artisti legati al territorio. A queste si aggiungeranno anche nuovi eventi speciali – tra cui visite notturne in vigna (attualmente in fase di definizione) – per offrire un’esperienza ancora più immersiva tra vino, luce e natura. Infine, Monteverro conferma il suo impegno nel sostenere la cultura locale attraverso la partecipazione come sponsor ad alcuni dei principali eventi del territorio, tra cui: Orbetello Piano Festival (con Monteverro il 21 giugno e il 4 luglio), CapalbioLibri (28 giugno / 3 luglio), Premio Internazionale Capalbio e il Premio Letterario Città di Grosseto “Amori sui generis”, in programma il 14 giugno. Un’estate da vivere con il calice in mano e lo sguardo perso tra le colline e il mare. www.monteverro.com Social https://www.instagram.com/monteverrowines_official/ https://www.facebook.com/monteverrowines/ La Redazione
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5 Luglio, 2025

Ventiventi sul tetto d’Europa

  Il metodo classico Ventiventi ha raggiunto nuove vette   Ventiventi è un’azienda vitivinicola a conduzione familiare nel cuore dell’Emilia-Romagna e si distingue nel panorama enologico italiano per l’eleganza dei suoi Metodo Classico, la sostenibilità integrata e la capacità di raccontare l’identità del territorio con uno stile moderno e riconoscibile. Dinamica, esattamente come i fratelli Razzaboni che, dal 2020, portano avanti questo interessante progetto, l’azienda modenese ha partecipato a Lambrusco Day in vetta al Monte Bianco, dove ha portato alcune delle referenze più rappresentative della loro produzione. I protagonisti al Lambrusco Day in cima al Monte Bianco sono stati il Rosé Spumante Brut Metodo Classico 100% Lambrusco di Sorbara e Rouge de Noir Metodo Classico 100% Lambrusco Salamino di Santa Croce e La Vie 100% Lambrusco di Sorbara Charmat (MODENA DOC) Metodo Charmat.  Riccardo Razzaboni, Brand Ambassador di Ventiventi Portare il nostro Metodo Classico sulla cima più alta d’Europa sul punto panoramico di Punta Helbronner, a 3.466 metri di altitudine, è stato un modo per celebrare l’ambizione, la purezza e la verticalità che questo vino rappresenta” inoltre continua “è stata un’esperienza molto interessante per il nostro lavoro e per far conoscere i nostri vini in un luogo unico, dove lo sguardo abbraccia le cime ed unisce l’eccellenza enologica italiana alla bellezza senza confini delle Alpi. Un’idea nata quasi per gioco, ma con un messaggio profondo: Ventiventi guarda sempre verso l’alto. L’iniziativa anticipava una serie di eventi e degustazioni estive in programma tra Modena, L’Aquila e Venezia, dove il marchio emiliano continuerà a raccontare la propria visione: un equilibrio tra innovazione, identità e territorio, in particolare, in questi giorni era anche presente ad Abruzzo in Bolla dove, tra le realtà spumantistiche più interessanti d’Italia, Ventiventi ha presentato la propria selezione di bollicine a Palazzo dell’Emiciclo, L’Aquila. L’estate Ventiventi proseguirà poi con gli Aperitivi Ventiventi nel litorale veneziano di Jesolo Lido, nei primi giorni d’agosto 2025, quando Ventiventi porterà i suoi vini in alcuni dei migliori hotel di Jesolo per una serie di degustazioni dedicate a turisti e wine lovers. L’iniziativa mira a far scoprire i vini della cantina emiliana anche fuori dal contesto tradizionale, abbinando territorio, ospitalità e cultura enologica. Company profile breve Tutto ha inizio nel 2014 con l’acquisizione dei terreni allo scopo di radicare un sogno nella terra emiliana che, a Medolla (MO), ospita i 70 ettari di proprietà, di cui 30 vitati, e la cantina. La scelta della terra non è casuale. La tessitura alluvionale, con il 45% di argilla, 47% di limo e 8% di sabbia, offre un habitat ideale per la vite. Con il primo impianto nel 2016, le radici non sono solo quelle delle viti, ma quelle di una famiglia pronta a prendersi cura di ogni filare, di ogni tralcio, consapevole che la pazienza è il primo ingrediente del successo. La prima vendemmia del 2018 rappresenta il frutto di anni di attesa e lavoro, ma è solo l’inizio. La vera svolta arriva nel 2020, l’anno che non a caso dà il nome alla cantina. Con la commercializzazione ufficiale dei primi vini, Ventiventi fa il suo ingresso sul mercato e inizia a farsi strada in un settore competitivo e in continua evoluzione. La scelta del Metodo Classico, l’impegno verso la sostenibilità e l’attenzione maniacale alla qualità si rivelano la chiave per distinguersi. L’approccio basato sulla valorizzazione dei vitigni locali, come il Lambrusco Salamino di Santa Croce, il Sorbara, l’Ancellotta e il Pignoletto, troviamo varietà internazionali come il Chardonnay, Pinot Bianco, Cabernet Sauvignon e Traminer. Oggi, la produzione conta oltre 66.000 bottiglie tra Metodo Classico, Charmat e vini fermi. “Il nostro progetto si distingue perché rappresenta la sintesi di tre visioni e di tre approcci differenti. Lavorare come fratelli non è sempre semplice, ma proprio in questa complessità troviamo la nostra forza”, raccontano i fratelli Razzaboni, Andrea, Riccardo e Tommaso. L’entusiasmo per la sfida si riflette nell’intera filosofia produttiva, che vede nell’approccio giovane, dinamico e familiare un valore aggiunto capace di tradursi in proposte di mercato uniche. Dal novembre 2023, Ventiventi entra a far parte della FIVI – Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti- una scelta che rafforza l’identità dell’azienda e ne certifica l’approccio autentico e trasparente. https://ventiventi.it/ https://www.instagram.com/ventiventiwinery/ La Redazione
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4 Luglio, 2025

Sabbia e argilla: le due identità del Sangiovese secondo Talosa

Talosa e il Sangiovese: sabbia e argilla, due identità per il Vino Nobile di Montepulciano   Nell’affascinante paesaggio della Toscana meridionale, l’azienda Talosa continua a distinguersi come interprete autentica del Vino Nobile di Montepulciano, attraverso una produzione radicata nel territorio e una visione agronomica sartoriale, incentrata sul vitigno principe: il Sangiovese. I suoi vigneti si trovano in località Pietrose, nel cru Pieve le Grazie, una zona rinomata per la qualità dei suoi vini. Con 33 ettari di vigneto in una delle più belle zone cru di Montepulciano, a un’altitudine di 350-400 metri s.l.m. e con esposizione sud-ovest, Talosa beneficia di condizioni ideali per la viticoltura. L’attenzione maniacale nella coltivazione e nella scelta vendemmiale delle singole parcelle, si traduce in qualità delle uve, permettendo di ottenere vini pregiati degni del nome dell’azienda. I terreni di medio impasto, di origine pliocenica, sono caratterizzati da sabbie argillose. Questa eccezionale zona è in grado di produrre grandi vini grazie alla composizione dei terreni unica. Le caratteristiche peculiari, che il suolo può imprimere nel vino, permettono all’azienda di compiere delle scelte nette, mantenendo però un punto di partenza comune. Talosa, infatti, propone un racconto enologico che passa attraverso due grandi espressioni del Sangiovese: Il Vino Nobile di Montepulciano DOCG Riserva nasce su terreni argillosi, di medio impasto e di origine pliocenica. L’argilla è un suolo che trattiene l’umidità e regola la crescita della pianta, favorendo una maturazione lenta e costante delle uve. La caratteristica di questo suolo è di “rallentare” la vite, equilibrando armoniosamente temperatura e quantità di acqua che interessano la pianta. Questo si traduce in un vino potente e stratificato, con una tessitura tannica importante e un potenziale di invecchiamento eccezionale grazie alla buona acidità residua. Le note degustative spaziano dalla frutta matura alle spezie dolci, dal cuoio alla liquirizia, con una profondità che si sviluppa a ogni sorso. Il Vino Nobile di Montepulciano DOCG “Filai Lunghi”, invece, proviene da un cru con suolo sabbioso, sempre di origine pliocenica, ma molto più drenante e povero di nutrienti. Diametralmente opposto rispetto al suolo argilloso, si hanno condizioni di drenaggio rapido dell’acqua, temperatura che nei mesi caldi è più elevata e radicazione della pianta più profonda. La vite in queste condizioni tende a produrre acini più piccoli e concentrati, ma anche a maturare in modo più rapido ed equilibrato. Ne deriva un vino più elegante, teso e verticale, dove l’acidità vivace e i profumi floreali e balsamici creano una trama più snella, ma di grandissima finezza. Il sorso è lungo e dinamico, con ritorni fruttati e speziati sottili. Il Sangiovese è un vitigno sensibile, in un certo senso “sartoriale” in quanto reagisce al contesto, si modella al clima, rispecchia fedelmente la natura del suolo in cui affonda le radici. È questa la lezione che Talosa desidera condividere: Edoardo Mottini Jacorossi, CEO di Talosa Non esiste un Sangiovese, ma tante anime del Sangiovese. E tra la potenza elegante della Riserva e la grazia espressiva del Filai Lunghi si dischiude un racconto di territorio, di scelte agronomiche, di tempo e di visione. Company profile breve Fondata nel 1972 dalla famiglia Jacorossi, Talosa è stata una delle prime aziende a credere nel potenziale del Vino Nobile di Montepulciano, lavorando con determinazione per innalzarne il profilo qualitativo. Oggi l’azienda si estende su 33 ettari di vigneti biologici nella zona più vocata della denominazione, in località Pietrose, a un’altitudine compresa tra i 330 e i 400 metri, dove il suolo ricco di scheletro e l’esposizione ottimale garantiscono ai vini struttura, eleganza e grande longevità. Cuore pulsante della cantina è la storica bottaia di affinamento, situata nel centro di Montepulciano, nei sotterranei di Palazzo Tarugi e Palazzo Sinatti, edifici rinascimentali del XVI secolo che custodiscono le grandi botti dove il Vino Nobile riposa e si affina. Questo riconoscimento internazionale e l’adesione al progetto Pievi confermano l’impegno di Talosa nella produzione di vini identitari e autentici, capaci di raccontare la ricchezza del territorio attraverso ogni calice. La Redazione
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