Cielo immenso
Ci si confronta col passato nel momento in cui questo consente la comprensione dell’attualità, a discapito però dell’esperienza connessa a un vissuto che non odora di avvenimenti meritevoli di essere menzionati, bensì di quelle minuzie che fanno di ogni esistenza un racconto degno di essere ascoltato e qualcosa di realmente prezioso. Il non rivelato è l’aspetto magico dell’esperienza che trova il suo punto di forza nell’inespresso, in ciò che non ha voce e acquista significato mentre passa a maturazione attraverso i processi della coscienza analitica. È a partire dall’urgenza interiore del nostro bisogno di pensare, strettamente legata al desiderio e al sogno di una vita soddisfacente, che abbiamo la necessità di tornare a «pensare con il cuore», senza barriere, preconcetti o tabù, e senza altro dogma che la ricerca costante. Così, nel movimento ora logico ora caotico delle nostre esistenze, il ricordo diventa una guida capace di orientarci in quei momenti in cui siamo chiamati a scegliere se resistere strenuamente oppure arrenderci al flusso della vita.
Cosa si prova a ricordare? – Questo è l’interrogativo al quale spesso cerco di rispondere. La domanda mi sorge ogni qualvolta un qualcosa passa sopra la mia finestra. Mi teneva sveglio la notte nella speranza che si fermasse a riposare incrociando lo sguardo col mio, spiegandomi cosa si provasse a vedere il mondo diventare sempre più piccolo, sapendo di poter andare ovunque il pensiero si potesse posare.
Forse se fossi cresciuto al cospetto del cielo. Se il mio sguardo si fosse potuto estendere oltre…
Forse il significato di confine mentale non sarebbe tanto impresso nella mia anima…
Sono tante le parole il cui significato non sono mai riuscito a comprendere. I legami che non sono mai riuscito a creare, quelli che lentamente ho fatto scivolare fuori dalla mia portata…
Forse se la paura di “uscire” non mi angosciasse per la mia incapacità di andare…
Forse se non fossi nato in questo luogo…
Forse se fossi nato diverso…
Forse se incrociare il mio sguardo non significasse per gli altri spesso trovare niente…
Non so quando persi la forza di guardare le nuvole, quando cominciai a maledire il cielo, ma ora, con la coltre rocciosa di case che si tingono di mille diverse tonalità di rosso, non mi pento di potermi concentrare un’ultima volta su questi meravigliosi riflessi di luce. Questo Cielo Immenso non si dimentica. Racchiude in sé l’amore di chi conosce Roma. Il suo fascino. È Il cielo di Roma: nuvole e grigiore raramente lo velano. È di un azzurro intenso, e di un rosso rubino, soprattutto a ottobre o nei mesi invernali, questo cielo romano. Paradossalmente riscalda e ravviva i colori di palazzi e strade. Della città molto amata, filmata e perennemente raccontata.
Provate a guardare il cielo romano attraverso le finestre. Da qualunque punto voi lo osserverete, resterete rapiti dalla sua immensa luminosità. La sua magia, la sua atmosfera avvolge, calma, rilassa. Qualcuno più volte ha scritto Ho provato a tradirti Roma capitolina…ma non ci sono riuscito!. Anch’io sono andato, tornato, ripartito e ho detto. Devo andare via dalla mia città ma già quel mia non me l’ha permesso. Almeno mai definitivamente.
Mi sarebbe piaciuto poter salutare un’ultima volta il cielo ma le ombre si allungano troppo velocemente e una brezza preannuncia l’arrivo della sera.
Mi sarebbe piaciuto salutarlo, ma forse è meglio così. Forse è meglio che non mi veda, che possa lasciarmi nell’oblio come tutti gli altri. Ti ricordi la prima volta che ci incontrammo!? Quando vedemmo quel Cielo Immenso, senza tempo, senza età. Il cielo di Roma, quel colore unico che ha accolto sotto di sé le luci e la passione della Vinoteca Tempere. Una Intuizione nata nel quartiere Prati (con altre 2 sedi a Piazza Bologna e Villa Torlonia), attorno all’idea di Filippo Pica della Tempere Casa Vitivinicola, Azienda sulle colline del Parco Nazionale del Cilento a ridosso della catena dei monti Alburni, a due passi dal confine che separa la Campania dalla Basilicata e precisamente a Vallo di Diano .
Filippo, bevitore occasionale di acqua e ricercatore di tipicità enogastronomiche, come ama definirsi, nel suo locale presenta una molteplicità di prodotti, vini ricercati italiani ed esteri e prodotti tipici e tutelati, tra i quali spicca il Metodo Classico Tempere Cantine Tempere. Uve 100% Aglianico 36 Mesi sui lieviti. Un prodotto che non ti aspetti, una bolla Metodo Champenoise realizzato in terra di Cilento. Colore Giallo paglierino, con un perlage fine e persistente. Il profilo olfattivo è floreale; in bocca strutturato, gastronomico e rotondo, caratteristico come dove essere un Blanc de Noir.
Hai intenzione di rinunciare? Ho la vista annebbiata mentre faccio un passo in avanti. Nel suo volto la triste rabbia di chi sa di essere impotente. Lascia cadere a terra il giacchetto di pelle. Due ali cupe come le ombre si allargano con le loro piume martoriate. Ed io finalmente comprendo. Non ho fatto in tempo.
Non si tratta di autobiografia, perché l’autobiografia si concentra sugli episodi e sugli eventi. Non si tratta neanche della scrittura come metabolizzazione o elaborazione del lutto. Si tratta invece di ciò che rimane dopo aver usato la materia prima metabolizzata. Non credo ci sia nulla di più chiaro di quanto espresso da Rimbaud con l’esempio della quintessenza. Gli episodi e gli eventi ci sono come noi li abbiamo coltivati, li abbiamo sottoposti a distillazione-metabolizzazione, che può essere anche un procedimento non scritto, ed ecco infine le gocce che scendono dall’alambicco.
Sei il mio “niente” quando la gente mi incontra con lo sguardo perduto e mi chiede: A cosa stai pensando?. P. Neruda

LA PROPOSTA DELL’ENOTECA: Rotazione di circa 7 prodotti in mescita: Bollicine e Vini Fermi, Bianchi e Rossi Italiani, tra i quali i prodotti realizzati dall’Azienda Vitivinicola Tempere.
Marco Sargentini