I vini di Pertinace incontrano l’arte di Pau
Udito, tatto, vista, olfatto, gusto. I nostri cinque sensi.
L’arte, in ogni sua espressione, cerca di arrivare ai sensi delle persone affinché il loro cervello possa essere stimolato per creare emozioni. Tipicamente attraverso neurotrasmettitori: dopamina (emozioni positive e di piacere), serotonina (benessere), noradrenalina (eccitazione). Senza dimenticare l’acetilcolina responsabile della memoria e dell’apprendimento. Altrimenti l’arte sarebbe puro edonismo.

Le esperienze multisensoriali servono a fornire stimolazione di tutti i nostri recettori. Ricordate quando siamo passati dall’ascoltare la musica in modalità “mono” a quella “stereo”? Non ce ne capacitavamo e oggi non riusciamo più a farne a meno.
Lo scorso 27 novembre, presso la Galleria d’arte Spazio Cima di Roma, abbiamo provato a creare una esperienza multisensoriale abbinando non solo il vino a delle opere pittoriche ma anche alla musica.

Occasione è stato il vernissage di Paolo (Pau) Bruni, voce e fondatore dei Negrita al quale abbiamo affiancato i vini della Cantina Pertinace di Tresio (Asti). Un connubio perfetto tra una meravigliosa voce ed una serie di vini quali:

Alta Langa DOCG Metodo Classico (70% Chardonnay, 30% Pinot Nero) con 60 mesi di affinamento
Dolcetto d’Alba DOC, 6 mesi in acciaio
Barbaresco DOCG, 18 mesi in botti di rovere di Slavonia
Barbaresco DOCG MGA Marcarini, 18 mesi in botti di rovere di Slavonia
Moscato d’Asti DOCG
Grappa di Barbaresco
Arte e vino. Vino e arte. I quadri di Pau come nutrimento agli occhi. La sua grande simpatia per il nutrimento dell’anima.

Chiacchierare con lui creava connessioni uditive. Come se sentirlo parlare creasse un click nella mente ricordando parole di canzoni.
Che rumore fa la felicità
Mentre i sogni si dissolvono
e gli inverni si accavallano
quanti spilli sulla pelle
dentro il petto sulle spalle,
ma amo il sole dei tuoi occhi neri
più del nero opaco dei miei pensieri
e vivo fino a sentir male
con la gola secca sotto il sole.
Corri amore, corri amore.
Che rumore fa la felicità
I vini di Pertinace fornivano gioia all’olfatto ed al gusto per via di sentori e gusti vivi, intensi, avvolgenti. Veri e determinati. Tipici del territorio ma internazionali. Vini che si muovono pacatamente in uno spazio visivo, olfattivo e gustativo entrando nell’animo piano piano, senza fretta, senza quasi voler disturbare.
L’Alta Langa dimostra come il Piemonte non sia solo Nebbiolo. Perlage finissimo e tanta fragranza di pane che si trasforma in burrosa squisitezza di crema al limone.
Io non so fare a meno di te
All’improvviso
(Niente è per caso)
Il Dolcetto. Che gli vuoi dire al Dolcetto? La tradizione piemontese. Quella vera delle gentili asprezze sabaude che non delude mai anzi, eccelle. Leggerezza e spensieratezza che meriterebbe un più ampio palcoscenico.
Tu che brilli e il mondo non lo vede
dimmi dai leggera come neve
anima lieve
(Anima lieve)
Barbaresco DOCG. Un complesso e aggraziato bouquet di sentori che anela solo di essere respirato. Un gusto che dimostra come un Nebbolo possa essere immediato nella raffinatezza. Con la consapevolezza di non lasciarsi mai guardare dall’alto in basso.
L’uomo sogna di volare…
Guardare dall’alto,
planare sul mare
(L’uomo sogna di volare).
Barbaresco MGA Marcarini. Finezza, meravigliosa finezza. Raffinatezza, meravigliosa raffinatezza. Eleganza, meravigliosa eleganza. Complessità, meravigliosa complessità. Insomma un vino intrigante e complesso ma che mantiene la grande bevibilità.
E sarà come avere una marcia in piùProprio come avere una marcia in piùSpingersi in un salto verso il bluPer precipitare e poi tornare su, più su
(A un passo dalle nuvole)
Moscato. Uno di quei vini per i quali dici “no io il dolce no” e ti ritrovi a finire la bottiglia perché diventa droga pura. Voluttuosa e soave fragranza di un vino che scrocchia in bocca come un acino di uva esplodendo in un turbine di meraviglia. La gioia. Gioia infinita
Dal coma proverò a riemergereDalle nebbie mie lisergicheOh madonna che ora era?Era oggi o ieri sera?
(Gioia infinita)
Grappa di Barbaresco con passaggio in barrique. Quando si dice di come il Nebbiolo sia indomabile, beh anche così mostra la sua impronta.
Oltre il muro oltre il confine
oltre il mondo oltre la fine
(Oltre il confine)
A chi pensa che in questo turbinio di sensi manchi il tatto, dico “no, proprio no”. Stare insieme con tante interessantissime e competenti persone (sia di arte che di vino) ha visto molte mani stringersi, molti abbracci avvolgersi, molti sguardi intrecciarsi, corpi sfiorarsi. Questo è lo stare insieme.

Soffermarsi davanti alle opere di Pau, delle quali sono rimasto sinceramente colpito per la loro dissacrante e colorata espressiva concretezza, con un calice di vino in mano, mi ha donato sensazioni di maggiore appagamento. Come se lo stimolare più sensi contemporaneamente possa aver incrementato ogni stimolo celebrale. Poter conversare di quel quadro con altre persone, sorridendo e sorseggiando una bollicina piuttosto che un rosso, è stato semplicemente appagante.
Mi porto a casa da questa fantastica serata che Pau, oltre ad essere insieme a tutti i Negrita, un grande cantante, è uno di quegli artisti che va tenuto d’occhio. Perché i suoi quadri pop sono non sono belli ma hanno in se significati intimi e profondi. Tirarli fuori, non solo con le canzoni, non è semplice, ma se si riesce a mettere su una tela dei sogni, allora si è imparato a sognare.
Ho imparato a sognare
Quando inizi a scoprire
Che ogni sogno
Ti porta più in là
Cavalcando aquiloni
Oltre muri e confini
Ho imparato a sognare da là
Quando tutte le scuse
Per giocare son buone
Quando tutta la vita
È una bella canzone
C’era chi era incapace a sognare
E chi sognava già

Mi porto a casa l’aver meglio conosciuto Cesare Barbero della Cantina Pertinace. L’avevo incontrato per scrivere l’articolo “Pertinace. Al buon senso degno di lode” ma, stargli vicino per una serata (era anche con suo figlio Mario che gli somiglia molto) mi ha fatto capire ancor di più di come non sia vero che i piemontesi siano poi così seri. Cesare è una persona vera ed intensa come veri ed intensi sono i suoi vini. Rappresentare una cooperativa di venti soci nel modo con il quale lui lo fa, da onore a lui, al territorio, ai soci stessi e soprattutto alla rettitudine dell’imperatore Publio Elvio Pertinace che proprio a Treiso ebbe i suoi natali.

Mi porto a casa l’aver diviso la serata con un amico, Marco Sargentini, che sa muoversi nel meraviglioso mondo dell’arte come nessun altro.

Mi porto a casa tante facce sorridenti, tanti commenti scambiati sui vini, tanti selfie con Pau, tanti bicchieri versati, tante bottiglie stappate.

Mi porto a casa la convinzione che esperienze sensoriali come questa, arricchiscono l’animo in una maniera che poi, non ne riesci più a fare a meno.









Brindo a voi e a questa vitaPace amore e gioia infinita
Ivan Vellucci – Suggestioni di Vino
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