Senza vento
18 Mar 2025
Riflessioni Enologiche di un Viaggiatore diVino

Senza vento

 

Per quanto mi riguarda non credo molto alle parole e in special modo alle mie, preferisco fare bolle di sapone, sono leggere allegre e poi scoppiano F. Levini

 

Nessuno dice più Cala la Notte. Nessuno dice A Domani. Nessuno parla di ieri o misura il tempo delle giornate. Non si affanna per la primavera o l’autunno, per l’estate e l’inverno, né per aurora né per vespro, per vita o per morte.

Senza ventoCi sono momenti in cui ci sentiamo come navi alla deriva in un oceano senza fine, Senza Vento che ci guidi. È in quei momenti neri che scopriamo la forza di ascoltare, e ritrovare la nostra rotta. La capacità di cambiare, di trasformare le difficoltà in crescita e di guardare l’orizzonte con occhi nuovi, è ciò che ci rende unici. L’essenza dell’essere umano risiede nella sua spinta a cercare significato, nell’intuizione che il viaggio conti tanto quanto l’arrivo. È un richiamo a non lasciare che il caos e l’apatia ci fermino, ma a navigare con uno scopo, ripensando la connessione. Progettare il caos manifesta la volontà utopistica di mettere ordine nel disordine per eccellenza. Ogni passo, ogni scelta, ogni respiro è un nuovo atto: quello di continuare a navigare, anche Senza Vento, verso un qualcosa, è un atto di forza

È come un nero assoluto, sostanza chimica o elemento della natura che sia, che parla di energia del suo riflesso che sprofonda nelle tenebre, allegoria di vita e di morte, traslazione emozionale di sensazioni e percezioni contrastanti. Il nero non è sempre così crudele e minaccioso come lo narrano e spesso figurano. Ha in sé una forza di cui siamo preconcetti e affascinati nello stesso tempo, è un abisso da cui si può risalire, un passaggio obbligato della nostra esistenza. Dobbiamo attraversare le tenebre per conquistare la luce, è così la narrazione, ma questo non è uno stato fisico e intuitivo, ma una suggestione spirituale. Però, forse non è più tempo nemmeno per queste riflessioni, forse lo scintillio di tante informazioni ha preso il posto dell’innocenza e del suo chiarore. O magari abbiamo compreso oltre? Abbiamo compreso che il bianco non è sempre bianco e il nero non sempre, soltanto, nero. Che siamo in tanti e non c’è posto per tutti, almeno attorno a quella umile tavola di quel “pranzo mistico” che fu di Chiara e Francesco. Così forti così santi, talmente lontani ormai da questo presente travolgente, riempito di tutto ciò che è senz’anima e svuotato da ogni volontà di riflessione, immaginazione e intuizione. Vorrei scorgere da qualche parte, o in me, solo un briciolo della speranza, della certezza. Sappiamo davvero in cosa credere? Anzi, se credere, o il caos sta riprendendo i suoi spazi, a questo cosmos così imperfetto. Eppure, difronte a me ho ancora questo perfetto, assolutamente sublime nero.

Champagne Florence DuchêneÈ Senza Vento, in un pomeriggio nero sublime di Bologna che arriviamo Al Risanamento in Via Zamboni. L’Enoteca nata da un’idea di Francesco Barsotti è orientata alla valorizzazione delle piccole realtà italiane e francesi, spaziando dalle etichette sofisticate al fascino del vino realizzato da piccoli produttori; con una selezione singolare e ricercata. Tra questi Champagne Florence Duchêne Brut Reserve Uve 50% Meunier 50% Pinot Noir. Cuvée importata direttamente dall’enoteca. Uno Champagne dal fine perlage, persistente, con sentori complessi di frutti rossi, ben equilibrato e con un finale leggero dalle note croccanti. Florence Duchêne, enologa di talento, padre Vigneron e madre filippina, ha scelto sin dal 2013 una viticoltura sostenibile, che conferisce una particolare autenticità ai suoi Champagne della Vallee de la Marne ricchi e nervosi, lavorando con un mantra ben preciso:

Ho sempre pensato che lo Champagne debba essere per il vino quello che l’haute couture è per la moda

Senza vento

Uno Champagne che è una moderna Camera delle Meraviglie (Wunderkammer) dove aroma e gusto si incontrano, creando un dialogo che esplora la meraviglia della natura e il linguaggio senza tempo dei profumi. Dove la bellezza è un concetto in antitesi con il caos, non è statica ma in continuo movimento. L’imperfezione diventa armonia, la diversità una ricchezza e l’inclusione un ideale.

Senza ventoSenza Vento la memoria, il più delle volte, oltre ad essere una bussola, un intreccio di radici che ci accompagna sempre, ovunque andiamo, diventa il luogo ideale in cui possiamo rifugiarci, in cui ritroviamo quasi tutto quello che ci è capitato, e tornarci ogni tanto è come rileggere lo stesso libro quando sei solo un bambino, poi quando sei adolescente, e infine da adulto. Quel luogo cambia, si adatta al nostro presente, quale che sia, e somiglia sempre a quello di cui abbiamo bisogno nel momento in cui ci torniamo. Forse mai ci appartenemmo, io mai appartenni a lei e lei mai appartenne a me, ma fummo senza dubbio per sempre l’uno per l’altro.

E Tu?

Continui a sentire il vuoto?

 

LA PROPOSTA DELL’ENOTECA: Mescita di circa 20 prodotti: Bollicine italiane e Francesi, quest’ultime importate direttamente dall’Enoteca. Vini Fermi Bianchi, Rossi e Rosati Italia ed estero (Francia, anche in questo caso importati direttamente dall’Enoteca).

 

 

Marco Sargentini

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