Le bollicine dell'AIS
19 Ott 2025
BlendNews

Le bollicine dell’AIS

 

Cosa è una bollicina?
Un involucro di anidride carbonica che si forma nel processo fermentativo.
Ci pensate? Sembra una cosa banale ma può dar vita a qualcosa di stupefacente.

Quanto è grande? Dipende. Sì, dipende da una moltitudine di fattori che sarebbe troppo complicato e complesso da spiegare.

Semplificando però possiamo affermare che quanto più è grande tanta più anidride carbonica contiene all’interno così da offrire sensazioni gustative e olfattive profondamente diverse.

Noi però, tutti fini intenditori, abbiamo imparato ad apprezzare le differenze del perlage così come i diversi sentori sviluppati dalla fermentazione. Metodo Classico o Charmat (meglio forse Martinotti) che sia; pas dosè, brut…; lunghi o brevi affinamenti; millesimati o sans année, ecc ecc ecc.

Cosa sia meglio? Dipende sempre da cosa si vuole ottenere, da cosa si vuole trasmettere, da quanto tempo si vuole attendere, da cosa si ha per le mani.

Grazie all’AIS del Lazio il 28 settembre scorso è andata in scena una entusiasmante anzi, effervescente manifestazione per celebrare le differenti espressioni di Metodo Classico scovati su e giù per l’Italia: l’Altro volto del Metodo Classico.

Magari è vero che se non hai in gamma una bollicina, non sei nessuno. E magari è ancora più vero che se non è un metodo classico con almeno 36 mesi di affinamento, meglio non dirlo. Però, in un panorama così vasto di territori e vitigni, l’AIS è stata in grado di scovare etichette e produttori di ottimo, se non eccellente in certi casi, livello.

 

Cosa mi è piaciuto?

Anzitutto la location. L’A.Rome LifeStyle Hotel è in una zona tranquilla vicino Villa Dora Pamphilj con buona facilità di parcheggio. Lontano dagli hotel del centro dove, va bene il fascino ma arrivarci e parcheggiare, scoraggia molti. Poi la sala, molto grande e spaziosa. Direi fruibile.

Poi le etichette che ho trovato e delle quali parlerò in seguito. Molto interessanti per varietà dei vitigni, per collocazione geografica, per tipologia di affinamento. Insomma, un eccellente modo per esplorare ed avere una panoramica completa delle possibilità del Metodo Classico.

 

Cosa mi è piaciuto meno?

Dettagli ma che quando si parla di bollicine potrebbero fare la differenza.

In primo luogo, l’identificazione dei produttori e dei territori. L’ho trovato eccessivamente confusionario. Capisco che nella quasi totalità dei casi era presente una sola referenza per produttore, ma occorreva pensare ad altro per valorizzare perlomeno i territori o i vitigni.

Poi la scarsa presenza dei produttori magari legata alla singola referenza, chi può dirlo. Però poter parlare con i produttori invece che con il pur sempre preparatissimo sommelier AIS, fa la differenza.

 

Gli assaggi da ricordare

Le bollicine dell'AIS

Centorame Anna. Pecorino 100%, 48 mesi sui lieviti, Pas dosè. Solo questo mi ha indotto ad inserirlo nella mia lista di assaggi da ricordare. Centorame poi è azienda seria che, in quel di Casoli (Teramo) produce vini provenienti da soli vitigni autoctoni abruzzesi.

Anna ha quella grassa essenziale schiettezza propria dell’Abruzzo. Un sorso che non tradisce. Una sensazione di appagamento che non c’è e che costringe a finire la bottiglia. Magari con un arrosticino di pecora.

Lambrusco DDR 2015 Cantina della Volta. Un Lambrusco che di Lambrusco sa poco. Cosa che per me è un gran complimento. Non perché non ami (come si potrebbe?) il Lambrusco ma unicamente perché da tutti gli altri si distingue e nettamente. Ricorda il Lambrusco come si può ricordare un lontano parente emigrato chissà quanti anni fa. Magari, quando lo rivedi, te lo ricordi ancora. O magari no. In questo DDR, le bollicine sono giuste, i sentori (che non sanno di Lambrusco) sono giusti, il gusto è giusto. Insomma è davvero giusto.

MasSim Piazzo Comm. Armando. In Langa ma non in Alta Langa. MasSim è una bollicina che stupisce. Non banale, non civettuola, non scontata. Nebbiolo e un pò di Chardonnay per un olfatto e un gusto che si ispira alla frutta secca tanto che il finale è leggermente amarognolo così da renderlo spettacolare e diverso. Tecnicamente è un rosato ma il colore è tutto da interpretare. Proprio come queste bollicina. Pensi di capirlo, poi non lo capisci. Questo mi ammalia.

Le bollicine dell'AISRimango in Langa e rimango sul Nebbiolo. Stavolta in purezza e Brut Nature. Enzo Boglietti il produttore. Una bollicina che non ha nulla da invidiare ad un Alta Langa anzi, come si direbbe a Roma glie passa sopra. Nel senso che ha in se le caratteristiche di una grande bollicina con i sentori tutti al posto giusto e un agrumato che da un Nebbiolo forse non ti aspetti. Pensare che con lo stesso vitigno si possa fare un Barolo o un Barbaresco, non ci si crede.

Le bollicine dell'AISDalle Langhe al foggiano, la strada è lunga ma quando si arriva a Borgo Turrito e c’è un Calarosa Brut Rosè da Nero di Troia, il viaggio non si sente più. Leggero e soave da il meglio di se in bocca con una capacità di rinfrescare eccellente. Più floreale che fruttato l’ho apprezzato per la facilità di beva e la fresca sensazione che lascia in bocca.

Mi è toccato (non a malavoglia) ritornare in Langa per il Kashal di Rivetto. Un 60 mesi, sempre da Nebbiolo che ha in se una unica parola: eleganza. Una eleganza che danza nell’equilibrio di una ballerina sul ghiaccio. Nessuna sbavatura, nessun tentennamento. Come se fosse finto e invece è magnificamente vero. Una di quelle bolle che non si può non assaggiare.

Chiudo e mi dispiace non citare tutti gli altri, con Mahsarà dell’Azienda Agricola Ornina, giovane realtà biodinamica di Castel Focognano (Ar). Mahsarà è Pinot Nero, Sangiovese e Trebbiano realizzato, a dosaggio zero, con metodo ancestrale. Me ne sono innamorato appena ricevuto nel calice per un colore che sa di rame antico. Poi in bocca (non l’ho nemmeno annusato), deciso, determinato, prepotente ma quanto è stato bevibile! Non per tutti e meno male visto che non credo ne producano tante bottiglie.

Tutte le altre? Non sono ruffiano ne pagato da qualcuno e posso liberamente affermare che ho trovato la qualità decisamente alta. Alcune le avevo già assaggiate come il meraviglioso Ebraluce di Roberto Crosio, altre non sono riuscito a provarle. Ma tanto ci sarà la prossima edizione dell’evento Ais!

Alla prossima dunque.

 

Ivan Vellucci – Suggestioni di Vino
ivan.vellucci@winetalesmagazine.com

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