28 Mag 2026
Il viaggio di Orfeo

La Primavera del Castellinaldo Barbera d’Alba.

 

La sempre attiva Associazione Go Wine, in collaborazione con l’Associazione Vinaioli del Castellinaldo, all’interno della terza edizione della “Primavera del Castellinaldo” ha organizzato per lunedì 18 maggio una giornata di approfondimento dedicata alla recente denominazione Castellinaldo Barbera d’Alba DOC, riconosciuta dal 2021, per offrirne una lettura qualificata  con occasione di confronto tra i produttori e chi si occupa di ristorazione, distribuzione, informazione e comunicazione del vino.

castellinaldo 1La bella giornata, ricca di sole ma fresca, ha favorito una passeggiata tra le vigne con una guida d’eccezione, Giancarlo Montaldo, firma storica del giornalismo enogastronomico e già direttore del Consorzio del Barolo e del Barbaresco, della Cantina Produttori del Barbaresco, Presidente dell’Enoteca Regionale del Barbaresco, direttore dal 2014 della storica testata “Barolo & Co.” e dal 2019 presidente dell’Enoteca Regionale dell’Albugnano. Insomma…uno che questi territori li conosce molto bene.

Siamo in provincia di Cuneo, a metà strada tra il Roero e le Langhe, geologicamente si hanno delle similitudini con Barbaresco e Neive, calcare e limo alternati a sabbia e argilla, caratteristica che permettono di avere delle Barbera molto armoniche ed equilibrate.castellinaldo 2

La sottozona di Castellinaldo

nasce 1992 dalla volontà di un gruppo di produttori locali con l’obiettivo di valorizzare la qualità della Barbera della zona, progetto che un po si perde negli anni a seguire quando la ricerca dell’origine e della specificità di questa Barbera, rispetto a quella di Alba, si mescola eccessivamente e frettolosamente con la promozione.

Una accelerazione importante verso il riconoscimento della Doc arriva nel 2016 quando si decide di ampliare la zona di produzione ad altri sei Comuni limitrofi, Vezza d’Alba, Castagnito, Canale, Priocca, Guarene e Magliano Alfieri.

Nel 2019 si arriva alla revisione e modifica del disciplinare della Barbera d’Alba inserendo la zona d’origine, Castellinaldo, e regole più restrittive con Barbera almeno all’85% ed un possibile saldo di Nebbiolo, il titolo alcometrico finale deve essere non inferiore ai 12,5 gradi e l’invecchiamento non sotto i 14 mesi, di cui almeno 6 in legno e tre in bottiglia.

La prima annata ufficiale è stata la 2021, con un decreto di approvazione che aveva consentito il recupero delle due annate precedenti ai viticoltori che avessero ottenuto vini conformi ai criteri previsti dal nuovo disciplinare.

La denominazione Castellinaldo Barbera d’Alba DOC ad oggi si estende su una superficie appena sotto i 20 ettari, divisi tra 22 Cantine, con una produzione di circa 150.000 bottigliea fronte di un potenziale che potrebbe raggiungere e superare il 1.000.000 di bottiglie. Ma, come ci ricorda Giancarlo Montaldo, la strada è ancora lunga e soprattutto serve la volontà condivisa di volerla percorrere.

Al termine della passeggiata tra i filari siamo poi tornati a Castellinaldo al ristorante Mongalletto per una degustazione alla cieca di diciotto campioni divisi in tre annate con tavoli composti da una decina di ospiti ciascuno.

2023

con le aziende: Ferrero Michele, F.lli Masucco, Az. Agr. Cravanzola, Az. Agr. Sottero Silvana, Stefanino Morra, Tonino Marchisio, Cascina Chicco, Az. Agr. Margherita.

2022

con le aziende: Cascina Torniero, Cascina del Pozzo, Cantina del Nebbiolo, Allerino Giovanni, La Granera, Cascina Goregn, Marchisio Family.

2021

con le aziende: Marsaglia, Baudevin

Dopo tutti gli assaggi,

pur avendo sensazioni piacevoli la mia impressione è stata quella di una “slegatura” eccessiva tra un campione ed un altro, una disomogeneità che ha caratterizzato buona parte dei diciotto vini.

A mio avviso sarebbero utili dei momenti di confronto, bicchieri alla mano, tra i produttori per delineare con maggior precisione anche il profilo gustativo della Barbera di Castellinaldo.

castellinaldo degustazioneNon si tratta di ricercare una omologazione stilistica, ma piuttosto costruire una identità e riconoscibilità territoriale più nitida.

Ad onor del vero va detto che le prime quattro annate, dalla 2021 alla 2024, sono state piuttosto complicate, tra grandinate, pioggia eccessiva o climi estremamente secchi e caldi, mentre grandi aspettative le porta in dote l’annata 2025.

La Castellinaldo Barbera d’Alba DOC è una denominazione giovane che trova proprio nei giovani viticoltori il volto credibile del proprio futuro. L’entusiasmo, la voglia di confronto e la cura con la quale hanno organizzato insieme a Go Wine – rappresentato per l’occasione dal Presidente Massimo Corrado – rappresentano senza dubbio una importante segnale di consapevolezza e voglia di costruire, ribadite peraltro anche nelle parole del suo Presidente.

Riccardo Grasso – Presidente del Consorzio Vinaioli del Castellinaldo

“ Il Castellinaldo Barbera d’Alba è il frutto di un lavoro collettivo che negli anni ha saputo dare riconoscibilità a una precisa area produttiva del Roero. Vedere le cantine presenti insieme, a contatto diretto con il pubblico e con gli operatori, significa dare forza a questo percorso. La manifestazione rappresenta per noi non solo un momento promozionale, ma anche un’occasione per ribadire l’identità, la qualità e le prospettive di crescita del Castellinaldo”.

 

Davide Stroppa – Il viaggio di Orfeo
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