21 Lug 2026
BlendNews

ViVa 2026. Il Nebbiolo delle Alpi si racconta

 

Ve li immaginate 2.500 kilometri di muretti a secco? Dalla Lombardia alla Sicilia e ritorno per intenderci. Un’ opera immensa costruita pietra su pietra, capace di sostenere i terrazzamenti dove cresce il Re dei vitigni, il Nebbiolo.ViVa il nebbiolo delle alpi

O meglio il Nebbiolo delle Alpi, la Chiavennasca.

Una tecnica di coltivazione che è un esempio formidabile di Architettura rurale collettiva, di rispetto verso la natura, arte costruttiva riconosciuta, nel 2018, come Patrimonio Immateriale dell’Unesco.

L’areale è quello della Valtellina, oltre 800 ettari di vigneti terrazzati, una realtà senza eguali al mondo. Qui la viticoltura si esprime attraverso una parcellizzazione estrema: ogni terrazza è diversa dalla successiva, cambia l’altitudine, muta la composizione geologica del suolo, varia l’esposizione al sole e il microclima.

È una frammentazione che rappresenta la più grande ricchezza della valle e che permette di raccontare espressioni sempre diverse della Chiavennasca.viva il nebbiolo delle alpi

Con queste premesse il Consorzio a Tutela Vini della Valtellina mercoledì 8 luglio ha presentato a Milano presso l’enoteca Onest, la seconda edizione di ViVa, Vini Valtellina, che si terrà a Sondrio dal 12 al 14 settembre, in collaborazione con La Strada del Vino e dei Sapori della Valtellina e Fondazione Provinea.

Tre giorni immersivi dedicati al Nebbiolo delle Alpi, ai suoi terrazzamenti, a visite in cantina, a degustazioni, tre giorni dove Sondrio diventerà la porta d’ingresso ad uno dei paesaggi vitati più straordinari.ViVa il nebbiolo delle Alpi

In una Milano dal clima bollente abbiamo avuto il piacere di incontrare un Consorzio molto coeso e determinato, veloce e propositivo, una realtà che trasmette la sensazione di avere una visione chiara del futuro e la capacità di tradurla rapidamente in azioni.

Abbiamo avuto soprattutto il piacere di degustare dei vini che raccontano con precisione l’eterogeneità del territorio, un Metodo Classico di Nebbiolo, Inferno, Valtellina Superiore, Sfursat, sono solo alcuni dei vini che saranno protagonisti di una tre giorni che invita a scoprire ed innamorarsi della Valtellina.

E se sono tanto piaciuti questi vini a luglio a Milano, con una temperatura di 38 gradi….vi immaginate a metà settembre al tramonto, all’ombra delle Alpi?

 

Davide Stroppa – Il viaggio di Orfeo
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