Forgiati dal fuoco
Ci sono alcuni luoghi del mondo forgiati dal fuoco.
Sono le terre di origine vulcanica, che ricoprono meno del 9% della superficie terrestre e che da sempre sono percepite come madri e matrigne. Madri in quanto i materiali che le compongono hanno una grandissima fertilità e spesso questi suoli sono stati culla di civiltà millenarie; matrigne perché, nella loro imprevedibilità geologica, sono in grado di ricordarci quanto piccoli siamo davanti alla forza della natura.

L’Italia, da nord a sud, è paese di vino e vulcani. Dagli antichi vulcani spenti del Veneto, ai crateri ora ricoperti d’acqua nel centro Italia, agli attivissimi siti del sud. La linea rosso fuoco congiunge la penisola dando un inconfondibile carattere ai vini che nascono da questi suoli. Per quanto riguarda la produzione vitivinicola, i principali distretti produttivi si trovano nel Soave, nella zona del Vesuvio e dei Campi Flegrei in Campania, sull’Etna e a Pantelleria in Sicilia, nella zona di Mogoro in Sardegna, nella zona del Frascati e del lago di Bolsena nel Lazio, dove gravitano le produzioni dell’Orvieto, del Montefiascone e del Pitigliano. Ma anche zone più improbabili come l’Alto Piemonte e la Val di Cembra hanno origini vulcaniche.
Nel mondo, invece, i suoli vulcanici sono distribuiti prevalentemente lungo i bordi delle placche tettoniche o in loro prossimità. Tra le principali zone vitivinicole costituite quasi interamente da questo tipo di suoli, possiamo elencare, tra le tante, Napa Valley (California), Casablanca Valley (Cile), Santorini (Grecia), Isole Canarie (Spagna), Kaiserstuhl (Germania), Yarra Valley (Australia).

Tutte aree a fortissima vocazione vitivinicola e caratterizzate da produzioni di assoluto pregio, in particolar modo per quanto riguarda i vini bianchi (ma non mancano illustri esempi di produzione di vini rossi). È evidente che esiste una relazione tra suoli composti da basalti, tufi, pomici e la ricchezza gustativa e l’equilibrio che si riscontra normalmente nei vini ivi prodotti. Questo perché nella maggioranza dei casi, i suoli di origine vulcanica possono definirsi paleo-suoli, ovvero generatisi in un lunghissimo periodo di tempo da sconvolgimenti climatici e tettonici che hanno consentito una redistribuzione dei componenti minerali. Sono suoli nella maggior parte profondi e con un’ottima capacità di ritenzione idrica, oltre a una maggiore concentrazione di sostanze nutritive e minerali.
SORTEVERA – MARQUES DE SORTES
Nelle Isole Canarie, il vino è espressione autentica di un territorio estremo e unico. I suoli vulcanici neri e porosi, originati dalle eruzioni che hanno modellato l’arcipelago, conferiscono ai vini una spiccata mineralità e una straordinaria complessità aromatica. Qui, vitigni autoctoni antichi — come la Malvasía Volcánica a Lanzarote o il Listán Negro a Tenerife — crescono spesso in condizioni difficili, tra venti oceanici e scarsa piovosità, protetti da conche scavate nella cenere lavica o da muretti di pietra. Il risultato sono vini intensi, sapidi e longevi, capaci di raccontare il legame profondo tra l’uomo e una natura aspra ma generosa.
Il Sortevera è un progetto vinicolo nato dalla collaborazione tra il viticoltore José Ángel Alonso Ramos, proprietario di vigneti a Taganana (nord-est di Tenerife), e Jonatan García, enologo della rinomata cantina Suertes del Marqués. Solo 1300 bottiglie per questo che vino riflette l’identità vulcanica e la tradizione vitivinicola delle Isole Canarie, in particolare della D.O. Valle de La Orotava. I vitigni che lo compongono sono Listán Negro, Tintilla, Listán Gaucho, Vijariego Negro, Negramoll e Moscatel de Hamburgo. La fermentazione avviene con grappoli interi e lieviti indigeni in contenitori di plastica, seguita da una macerazione di 15 giorni. Affinamento in botti di rovere per 9 mesi.
RUNCATA – DAL CERO
Nelle colline vulcaniche del Soave, il vino è testimone di una storia millenaria e di un paesaggio plasmato dal fuoco e dal tempo. I suoli di origine basaltica, ricchi di minerali e perfettamente drenanti, offrono un habitat ideale per la Garganega, vitigno autoctono simbolo di questa denominazione veneta. Sul Vulcano madre, il Monte Calvarina, l’altitudine, le forti escursioni termiche e l’esposizione solare ottimale contribuiscono a esprimere nei vini eleganza, freschezza e una raffinata complessità aromatica. Il risultato è bianchi longevi e strutturati, capaci di evolvere nel tempo mantenendo vive la sapidità e la tensione minerale.

Runcata è la massima espressione del Soave secondo la famiglia Del Cero, un cru proveniente da un singolo vigneto situato sulle pendici del Monte Calvarina, a circa 450 metri di altitudine. Il nome richiama il paese di origine, Roncà, dove le vigne sono ricavate nei versanti scoscesi della collina e le viti affondano le radici in terreni di roccia vulcanica. Prodotto esclusivamente da uve Garganega vendemmiate a mano in leggera surmaturazione, il vino fermenta in acciaio con lieviti indigeni e affina per circa 12 mesi in botti di rovere grande, seguiti da un ulteriore affinamento in bottiglia. Ne nasce un Soave di grande profondità, dove note di frutta gialla matura, erbe aromatiche e pietra focaia si fondono con una struttura salina e una persistenza vibrante. Un vino che racconta l’anima vulcanica del territorio e la visione di una famiglia da sempre legata alla terra.
Assaggiare i vini provenienti dalle zone vulcaniche di tutto il mondo significa intraprendere un viaggio sensoriale e culturale tra paesaggi estremi, memorie geologiche e antiche tradizioni contadine. È un’esperienza che unisce la forza primordiale della terra alla sensibilità dell’uomo, capace di interpretare e valorizzare un patrimonio unico. Ogni sorso racconta una storia fatta di lava e vento, di radici profonde e gesti sapienti, di resilienza e bellezza. Che si tratti delle nere terre delle Canarie o delle colline basaltiche del Soave, dei versanti dell’Etna o dei vigneti del Vesuvio, scoprire i vini vulcanici significa riconoscere nel calice l’anima di un territorio che vibra, pulsa, respira. Un invito ad ascoltare la voce del vulcano, trasformata in vino.