27 Ott 2026
BlendNews

Conte Vistarino. Ottavia, il Pinot Nero tra memoria e cambiamento

 

Il 19 ottobre 2026, a Milano a Casa Gregotti, dimora dell’imprenditore tessile e collezionista d’arte Quinto Gregotti, nonché zio del celebre Architetto Vittorio Gregotti, chiamato a “pensare” gli spazi di casa che oggi, grazie alla nipote Maria è diventata una elegantissima Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea, Conte Vistarino ha presentato Ottavia, Pinot Nero dell’Oltrepò Pavese DOC 2021, il nuovo cru dedicato a Ottavia Giorgi di Vistarino. Un debutto che racconta non soltanto un nuovo vino, ma una precisa idea di futuro, in cui la storia della famiglia incontra una una diversa interpretazione del Pinot Nero, contemporanea.Conte Vistarino

Protagonista del progetto è il vigneto San Silvestro, a Rocca de’ Giorgi, scelto per dare vita a un Pinot Nero vinificato in rosso, capace di distinguersi per freschezza, finezza ed eleganza. La prima annata commercializzata, la 2021, arriva sul mercato in una produzione limitata di 3.300 bottiglie. Nel calice si esprime attraverso un frutto succoso, una trama sottile e tannini gentili, in un equilibrio che privilegia la bevibilità senza rinunciare alla profondità.

Il progetto nasce dalla visione personale di Ottavia, sviluppata insieme al suo team e ai consulenti Antony Colas e Beppe Caviola. L’obiettivo è ampliare il racconto dei cru aziendali con un’interpretazione, più agile e immediata, senza perdere il legame con il territorio. Una filosofia che trova espressione anche nel packaging, curato da Mimicoco design.

Conte vistarinoConte Vistarino, una storia che comincia nel 1850

Per comprendere il significato di Ottavia bisogna tornare alle origini della viticoltura moderna di Conte Vistarino. Nel 1850 il conte Augusto Giorgi di Vistarino introdusse il Pinot Nero in Oltrepò Pavese, importando dalla Francia le prime barbatelle e contribuendo in modo determinante alla diffusione del vitigno in questo territorio. Nel 1865 la tenuta avviò anche la produzione di spumante con il Metodo Classico, consolidando una vocazione che avrebbe segnato profondamente l’identità enologica della zona.

Oggi la proprietà si estende per circa 826 ettari, dei quali oltre 100 sono coltivati a vigneto, in un paesaggio caratterizzato dall’alternanza di colline, boschi e aree agricole. Un patrimonio naturale che contribuisce a definire il carattere della tenuta e il suo approccio alla viticoltura, attento alla biodiversità e alla valorizzazione delle peculiarità ambientali.

Conte VistarinoAlla guida dell’azienda c’è oggi Ottavia Giorgi di Vistarino, chiamata a raccogliere un’eredità importante e a reinterpretarla con una propria sensibilità. Il Pinot Nero rimane il centro di questa storia, declinato attraverso vini e vigneti capaci di esprimere sfumature differenti. Accanto alla produzione di Metodo Classico, la tenuta porta avanti così un percorso di valorizzazione del Pinot Nero vinificato in rosso, con l’ambizione di rafforzare il legame tra vitigno e territorio.

Il debutto è accompagnato da importanti riconoscimenti: i Tre Bicchieri del Gambero Rosso 2027, il Top Wine di Slow Wine 2027, la Gold Medal The WineHunter Award 2026 e la valutazione di 95/100 assegnata da DoctorWine.

Ottavia 2021 si presenta così come un nuovo capitolo nella storia di Conte Vistarino: un vino che parte dalla memoria familiare e dalla vocazione dell’Oltrepò Pavese per interpretarle attraverso uno sguardo personale, contemporaneo e orientato al futuro.

 

Davide Stroppa – Il viaggio di Orfeo
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