DOC DELLE VENEZIE A RIVE 2025 PER PARLARE DI INNOVAZIONE E SOSTENIBILITÀ, TRA VINO LOW-ALCOHOL E VITIGNI RESISTENTI
12 Nov 2025
BlendNews

DOC DELLE VENEZIE A RIVE 2025 PER PARLARE DI INNOVAZIONE E SOSTENIBILITÀ, TRA VINO LOW-ALCOHOL E VITIGNI RESISTENTI

 

Il Consorzio DOC Delle Venezie è stato protagonista a RIVE-Rassegna Internazionale Viticoltura Enologia 2025, tenutasi alla Fiera di Pordenone, portando al centro del dibattito temi chiave come i vini a basso tenore alcolico e la sperimentazione di vitigni resistenti.

 

Stefano Sequino, Direttore del Consorzio, ha partecipato a due tavole rotonde. Nella prima, dal titolo “Vino e consumo, le nuove istruzioni per l’uso – Sperimentazioni tra Low e No-Alcohol” moderata da Sissi Baratella, si è discusso della crescita della domanda di vini low-alcohol basata su dati di mercato e contenuti tecnico-giuridici. Al confronto hanno preso parte anche esperti come Michele Zanardo, Lorenzo Tosi e Paolo Fiorini.

Il Consorzio si impegna in una ricerca congiunta con CREA-VE, Università di Udine e Padova, Veneto Agricoltura, Vivai Cooperativi Rauscedo e Fondazione Edmund Mach per sviluppare cloni di Pinot Grigio a ridotto tenore alcolico naturale, modulando la maturazione per mantenere l’equilibrio aromatico. Stefano Sequino ha sottolineato l’obiettivo di coniugare innovazione, tradizionalità e sostenibilità, rispettando l’identità varietale e il profilo tipico del Pinot Grigio nordestino.

La tavola rotonda si è conclusa con una degustazione alla cieca che ha confrontato vini dealcolati con vini low-alcohol naturali sperimentali: in particolare un Pinot Grigio con gradazione alcolica naturale di 8,8% vol e uno con 9% vol, quest’ultimo non certificato DOC ma prodotto nella stessa area.

In una seconda tavola rotonda dal titolo “I nuovi disciplinari, vigneti resistenti: sì o no”, moderata da Clementina Palese, Sequino ha ribadito la posizione del Consorzio riguardo all’inserimento di varietà resistenti (PIWI) in una quota del disciplinare DOC Delle Venezie, non superiore al 10%. Ha evidenziato l’esperienza esistente con queste varietà su Indicazione Geografica e la possibilità di fare ulteriori progressi in termini di sostenibilità e costi.

Sono in corso prove di microvinificazione e degustazioni tecniche usando vini ottenuti da varietà resistenti come Pinot Bianco, Friulano e Chardonnay, già presenti nel disciplinare come quote complementari.

Sequino ha inoltre sottolineato l’importanza di definire chiaramente in ambito legislativo la categoria dei vini a bassa gradazione alcolica naturale, separandoli dai vini dealcolati, per evitare confusione nel consumatore.

La Redazione